Estratto del documento

Corso di scienza delle finanze anno 2013/14

Prof. Stanchi (corso di professioni contabili)

+ Parte di sistema fiscale

Le giustificazioni dell'intervento pubblico

Perché alcuni paesi hanno organizzato le loro economie come "economie di mercato" mentre altri hanno scelto la strada delle economie pianificate? Qual è il ruolo dello stato nel tentativo di risposta ai grandi problemi sociali (disoccupazione, inquinamento)? Qual è il ruolo dello stato nello sviluppo?

Immaginate una società "senza regole" per la convivenza civile; come si svolgeranno le relazioni tra soggetti? Come verranno allocate le risorse scarse con usi alternativi? In assenza di Stato ci sarebbe autarchia e varrà la legge del più forte.

Per ciò che riguarda il ruolo dello stato nel risolvere il problema di allocazione di risorse scarse attraverso usi alternativi possiamo fare riferimento a due meccanismi allocativi:

  • Nelle economie pianificate il problema viene risolto totalmente dallo stato, decisioni politiche "funzione di comando".
  • Nelle economie di mercato il problema viene risolto generalmente dai mercati, decisioni decentrate "funzione del prezzo".

Stato minimale

Per stato minimale si intende quello Stato che garantisce le cose essenziali, un insieme di regole, un sistema giudiziario per la convivenza civile e che ne garantisce il rispetto. In questo contesto c’è il ruolo predominante del mercato nell’allocazione dei beni e servizi; lo Stato non interviene troppo nel sistema, dà solo un’impronta di base poi lascia libertà di scelta agli operatori economici, anche in campo politico.

Tuttavia, nella realtà dei sistemi economici moderni delle democrazie occidentali, gli Stati non si limitano a stabilire le regole del gioco, ma agiscono imponendo una serie di azioni:

  • Definizione di un sistema di regole
  • Definizione di un sistema fiscale per il prelievo coattivo
  • Produzione di servizi di interesse collettivo
  • Attività di regolamentazione

Le differenze tra i paesi sembrano oggi legate proprio al grado di intervento dello stato, soprattutto in ambito sociale.

L'economia pubblica

L'economia pubblica si occupa di queste attività tradizionali:

  • Prelievo
  • Spesa
  • Regolamentazione

Lo Stato si pone i seguenti obiettivi:

  • Allocativi: riguarda l’efficienza nell’allocazione delle risorse scarse (far sì che tali risorse sul mercato siano efficienti)
  • Distributivi: riguarda la distribuzione delle risorse (anche se allocate efficientemente ma non distribuite equamente fa sì che intervenga lo stato)
  • Stabilizzazione e sviluppo del sistema economico: lo Stato deve garantire stabilità del sistema economico, non deve esserci troppa crescita o troppo declino; è necessario limitare queste oscillazioni

Obiettivi allocativi

Come dovrebbero essere organizzati gli scambi di un certo bene o servizio al fine di massimizzare il benessere collettivo W? A quale meccanismo allocativo dovremmo ricorrere tra stato e mercato?

L’analisi può essere condotta secondo l’analisi positiva e l’analisi normativa:

Analisi positiva

Ha una finalità conoscitiva, utilizza dei modelli in cui la realtà viene semplificata per poter analizzare certi fenomeni, cerchiamo di rispondere alla domanda: qual è l’effetto della politica X sulla variabile Y? Questa analisi studia le relazioni tra una variabile e l’altra, ad es. cosa succede all’offerta di lavoro Y se aumento l’aliquota di imposta X?

Analisi normativa

Cerca gli strumenti proposti dall’analisi positiva che consentano di raggiungere una situazione desiderabile, ovvero l’ottimo sociale cercando di rispondere alla domanda: qual è la cosa migliore da fare per ottenere un certo risultato Z?

Il criterio guida per l’economista è quello della Pareto efficienza: non è possibile migliorare l’utilità di qualcuno senza peggiorare quella di qualcun altro. Questo criterio si usa per vedere la massima utilità dell’allocazione delle risorse. Ciò significa che sono già in Pareto efficienza anche prima di fare queste modifiche, intervengo solo per ridistribuire meglio le risorse per motivi normativi.

Se modifico le condizioni e non peggioro l’utilità di qualcuno, significa che non sono in Pareto efficienza ma mi dirigo in quella direzione; se invece, modificando le condizioni di qualcuno peggioro l’utilità di qualcun altro allora mi trovo già in una condizione di Pareto efficienza, sto solo ridistribuendo le risorse.

Nei casi di fallimento del mercato (ne sono 4) non c’è Pareto efficienza, questo determina l’intervento pubblico, invece nel mercato di concorrenza perfetta si raggiunge la Pareto efficienza, è un mercato quindi libero da interventi dello Stato.

Mercato: la domanda indica quante unità si riescono a vendere, dato un certo prezzo; l'offerta indica quanto le imprese sono disposte a produrre, dato un certo prezzo (coincide con la curva del costo marginale).

Q*, P* = Punto di equilibrio del mercato (domanda = offerta).

  • Eccesso di offerta: QD < QS. I produttori tenderanno ad abbassare i prezzi per smaltire la quantità in eccesso, fino a tornare alla situazione di equilibrio.
  • Eccesso di domanda: QD > QS. I produttori incrementeranno la produzione e aumenteranno i prezzi, fino a tornare alla situazione di equilibrio.

Questo meccanismo funziona in un mercato libero, in cui i prezzi danno una corretta informazione sulla scarsità dei relativi beni.

L'efficienza dell'equilibrio

In Q c'è una perdita di benessere collettivo (in parte dei produttori e in parte dei consumatori), dunque, aumentando la quantità prodotta fino a Q*, aumenta sia il surplus dei consumatori sia quello dei produttori: la quantità Q* è dunque Pareto efficiente. Anche diminuendo i prezzi, infatti, si resta comunque al di sopra della curva di offerta, che coincide con il costo marginale: al di sopra di esso, conviene sempre che i consumatori consumino e che i produttori producano (sia P sia P* sono superiori al costo marginale).

Benessere sociale = Surplus dei consumatori + Surplus dei produttori. In (Q*, P*) il mercato concorrenziale ha esaurito tutte le opportunità vantaggiose di scambio per i contraenti.

C’è Pareto efficienza se sono rispettate queste 3 condizioni:

  • Soggetti egoisti razionali (si punta al massimo benessere, ciascuno cerca di massimizzare la propria utilità)
  • Mercati in concorrenza perfetta
  • Mercati completi (c’è sempre un mercato, non ci sono settori in cui non esista un mercato)

Egoisti razionali

I soggetti sono razionali ed egoisti, dato che tengono in considerazione solo i propri interessi (attraverso di loro agisce la mano invisibile "Smith").

Mercati concorrenziali

Le caratteristiche del mercato di concorrenza perfetta sono:

  • Tutti gli operatori considerano il prezzo come dato (agenti price taker)
  • I beni sono omogenei
  • Tutti gli operatori hanno le medesime informazioni (simmetria informativa)
  • Perfetta mobilità dei fattori di produzione nel lungo periodo (i fattori si riallocano dove serve in modo da raggiungere sempre l’equilibrio)

Mercati completi

Nei mercati completi ogni transazione ha un prezzo ed esso è indice di scarsità relativa dei beni. Per essere completi i mercati devono esistere per qualunque tipo di bene e massimizzare l’efficienza allocativa (concorrenza perfetta). I mercati non completi sono quelli in cui sono presenti esternalità e beni pubblici.

Se valgono le ipotesi precedenti, allora il mercato raggiunge la massima efficienza nell'allocazione delle risorse in termini di:

  • Costi minimi
  • Efficienza dinamica (nel lungo periodo)
  • Efficienza paretiana (nel breve periodo)

Costi minimi

Il prezzo è dato e deriva dall’incrocio tra domanda e offerta, ogni impresa nel lungo periodo produce nel punto in cui i costi sono minimi (massimizzazione del profitto R' = C') e quindi il prezzo può essere più basso rispetto ai concorrenti e garantire comunque un margine di guadagno (regola generale che non riferisce alla sola concorrenza perfetta).

In concorrenza perfetta però nel lungo periodo i profitti si annullano, questo accade perché la possibilità di trarre profitto spinge nuove imprese ad entrare sul mercato per produrre gli stessi beni, determinando uno spostamento della curva di offerta che fa abbassare il prezzo di equilibrio fino ad annullare i profitti per le imprese.

Efficienza paretiana

Tutti i punti della curva rappresentano punti di Pareto efficienza, perché se aumento l’utilità di Renzo devo diminuire necessariamente l’utilità di Lucia e viceversa; ogni punto della curva è una combinazione ottima, compresi i casi estremi.

Efficienza dinamica

Grazie all'evoluzione tecnologica, i costi medi di produzione diminuiscono e si generano nuovamente dei profitti per l'impresa innovatrice. Man mano che altre imprese introdurranno la medesima tecnologia sul mercato, il prezzo di mercato diminuirà fino ad annullare il profitto.

I teoremi dell'economia del benessere

Queste caratteristiche dei mercati walrasiani si riassumono nei due teoremi dell'economia del benessere:

  • Primo teorema: l’equilibrio di un sistema di mercati concorrenziali è efficiente nel senso di Pareto.
  • Secondo teorema: ogni allocazione Pareto efficiente può essere ottenuta come equilibrio di un sistema di mercati concorrenziali attraverso un'opportuna redistribuzione delle risorse.

In base a questi risultati, il mercato di concorrenza perfetta è il meccanismo allocativo cui dovremmo ricorrere per massimizzare il benessere collettivo (ovvero, la somma delle utilità di tutti gli individui), perciò il suggerimento normativo più opportuno sarebbe organizzare le economie come sistemi di mercati perfettamente concorrenziali e lasciare allo Stato solo il ruolo di definizione delle regole del gioco.

Il modello (detto Neoclassico) finora descritto presenta però diversi punti deboli:

  • Concezione ottimistica: le ipotesi non sono sempre verificate e non si occupa dei problemi di equità.
  • Concezione insufficiente: non vengono considerate alcune situazioni reali, come la presenza di individui altruisti e di fenomeni di disequilibrio, e presuppone l'accettazione della distribuzione dei redditi esistente.

Inoltre, esistono dei malfunzionamenti sia del mercato sia dello stato che non consentono l'applicazione del modello Neoclassico:

  • Malfunzionamenti del mercato: il mercato non produce un'allocazione delle risorse Pareto efficiente in presenza di insufficiente concorrenza, esternalità, beni pubblici e asimmetrie informative; tali fallimenti giustificano l'intervento pubblico, che tenta di correggere l'esito del mercato per migliorare il benessere collettivo.
  • Malfunzionamenti dello stato: l'allocazione delle risorse avviene tramite un processo politico che può risultare sproporzionato rispetto alle situazioni da correggere.

La scelta è tra due tipi di disfunzioni, ma l'intervento statale resta comunque il migliore.

Obiettivi distributivi

L'allocazione delle risorse generata dai mercati pur se efficiente può tuttavia essere considerata non equa. Ma allora come dovrebbero essere distribuite le risorse economiche all'interno della società?

Reddito iniziale

Reddito con pensioni e trasferimenti

Reddito dopo imposte dirette (progressive)

Reddito dopo imposte indirette (regressive)

Senza l'intervento pubblico il 20% delle persone più povere (1) ha solo il 2% della ricchezza totale del paese, mentre i più ricchi (5) hanno il 53%. Lo Stato può correggere questa distribuzione iniqua delle risorse attraverso vari strumenti:

La redistribuzione può avvenire sia tramite trasferimenti di denaro (in-cash), sia di beni e servizi (in natura o in-kind, sanità e istruzione pubblica) di questi ultimi beneficiano maggiormente i quintili più poveri. In questo modo, l'intervento pubblico cerca di correggere questa insufficienza dei mercati per ragioni di equità; non a caso il secondo teorema dell'economia del benessere parla di un'opportuna redistribuzione delle risorse.

I trasferimenti possono avvenire secondo due criteri:

  • Trasferimenti in somma fissa (lump sum): si trasferisce una quantità fissa di beni/servizi o di denaro dalle fasce più ricche a quelle più povere. I soggetti non modificano i propri comportamenti perché si genera solo un effetto reddito (= più reddito disponibile), ma sono molto difficili da attuare.
  • Trasferimenti in percentuale: sono le imposte sul lavoro, sul capitale o sui consumi. Provocano degli effetti distorsivi poiché inducono i soggetti a modificare i propri comportamenti, ed essi sono tanto più distorsivi quanto maggiore è il grado di redistribuzione (si genera un effetto sostituzione tra le fonti di reddito).

Gli effetti distorsivi sono tanto maggiori quanto più è elevato il grado di redistribuzione perseguita, per questa ragione si parla di trade-off tra efficienza ed equità: spesso per raggiungere allocazioni caratterizzate da un maggior livello di efficienza i mercati dovrebbero essere lasciati liberi di operare, ma la distribuzione delle risorse che ne consegue risulta iniqua.

Perseguire una maggiore equità implica l’utilizzo di imposte con effetti distorsivi che riduce il grado di efficienza che si ottiene. In definitiva possiamo affermare che i due obiettivi dello Stato (efficienza ed equità) non possono essere ottenuti congiuntamente, bisognerà necessariamente privilegiare l’uno o l’altro a seconda delle politiche intraprese.

Obiettivi di sviluppo e stabilità

La stabilizzazione consiste nel mantenere un certo livello produttivo tale da evitare oscillazioni del ciclo economico ossia recessioni e periodi di crescita con inflazione, mentre lo sviluppo consiste nel garantire un livello di produzione il più vicino possibile a quello di pieno impiego (PIL potenziale = PIL che si avrebbe impiegando appieno tutti i fattori produttivi).

Basare l'analisi dello sviluppo sul PIL è piuttosto riduttivo, poiché non tiene conto dello sviluppo umano (importanza vitale del capitale umano per generare e sfruttare l'innovazione) né dello sviluppo sostenibile (bisogna rispondere ai bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità di quelle future di compromettere i propri).

I malfunzionamenti dei mercati: insufficiente concorrenza

In ognuna delle 4 cause di malfunzionamento del mercato (insufficiente concorrenza, esternalità, beni pubblici, informazione imperfetta) ci dobbiamo chiedere: cosa si intende quando parliamo di insufficiente concorrenza? Perché il mercato non riesce ad allocare in modo ottimale le risorse? Cosa si può fare per correggere il mercato? Qual è la soluzione migliore?

In tutte le circostanze nelle quali il mercato non riesce ad allocare le risorse in modo ottimale si giustifica l’intervento pubblico con l’obiettivo di ripristinare un’allocazione Pareto efficiente.

Mercati concorrenziali

Mercati walrasiani (concorrenza perfetta)

  • Agenti price-taker
  • Informazione simmetrica
  • No prodotti differenziati (c'è un solo bene omogeneo)
  • Perfetta mobilità dei fattori di produzione (l'impresa prende come dati il costo del personale e il costo del capitale)

Mercati non concorrenziali

Sono tutti quei mercati in cui il compratore o venditore possono influenzare il prezzo (price maker), ad esempio oligopolio, monopolio o monopsonio. In generale l’esito di queste forme di mercato si allontana dalla concorrenza perfetta risultando inefficienti.

La condizione ottima di produzione

In concorrenza perfetta prezzo = costo marginale e minimo costo medio (vedi grafico), si è sempre in una condizione di efficienza paretiana; equilibrio di lungo periodo.

Nelle imprese non concorrenziali prezzo ≠ costo marginale (la condizione ottima di produzione si ha nel punto R' = C'). Nel monopolio c’è solo un’impresa che fronteggia il mercato (la curva di domanda).

Proprio per questa ragione, mentre in concorrenza perfetta P = R', nel monopolio il ricavo marginale R' è sempre inferiore al prezzo P. R' < P. L’inclinazione della curva di R' è metà di quella della domanda D; per vendere una unità in più (R'), dovrei abbassare il prezzo e vendere tutti i prodotti a quel prezzo. Il monopolista però non ragiona così, infatti come per le imprese in concorrenza perfetta anche l’impresa in monopolio sceglie di produrre la quantità che massimizza i profitti. La regola generale nel mercato monopolistico è massimizzare i profitti producendo una quantità in corrispondenza della quale R' = C'.

Tramite la scelta di Q* l’impresa determina il prezzo andando a vedere il corrispondente punto nella curva di domanda; si dice che l’impresa ha potere di mercato. È importante sapere che la causa principale che porta lontano dalla Pareto-efficienza non è il profitto che il monopolista consegue, ma la perdita secca che si genera per la collettività.

Anteprima
Vedrai una selezione di 14 pagine su 63
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 1 Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 2
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 6
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 11
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 16
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 21
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 26
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 31
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 36
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 41
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 46
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 51
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 56
Anteprima di 14 pagg. su 63.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Scienza delle finanze e sistema fiscale (Prof.Stanchi) Pag. 61
1 su 63
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zanema di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Stanchi Alessandro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community