Scienza delle finanze
LE AMMINISTRAZIONI
Alla Pubblica Amministrazione fanno capo tutte le unità istituzionali le cui
funzioni principali consistono nel produrre per la collettività servizi non
destinabili alla vendita e nell’operare una redistribuzione del reddito e della
ricchezza del Paese.
La Pubblica Amministrazione è suddivisa in tre sottosettori:
1. Amministrazioni centrali: comprendono le amministrazioni centrali
dello Stato e gli enti economici, di assistenza e di ricerca, che estendono
la loro competenza su tutto il territorio del paese;
2. Amministrazioni locali: comprendono gli Enti pubblici la cui
competenza è limitata a una sola parte del territorio (regioni, province e
comuni, aziende sanitarie locali, ospedali pubblici, università, camere di
commercio);
3. Enti di previdenza: comprendono le unità istituzionali centrali e locali,
la cui attività principale consiste nell’erogare prestazioni sociali finanziate
attraverso contributi obbligatori (INPS, INAIL).
IL RUOLO DEL SOGGETTO PUBBLICO
1. Regolatore/garante: il soggetto pubblico dà disposizioni ai diversi
soggetti che operano nel sistema attraverso leggi (da Stato o regioni),
regolamenti (anche da comuni), autorizzazioni e authorities.
Il mercato da solo non funziona perfettamente e il soggetto pubblico si fa
garante per un problema di asimmetria informativa: lo Stato si fa
garante imponendo discipline, norme.
Il piano regolatore stabilisce chi può fare cosa sul territorio (territori
edificabili o non edificabili). Senza regolamenti il mercato agirebbe
liberamente e si creerebbero problemi.
Anche le autorizzazioni/licenze servono per regolare il mercato: limitano
l’accesso a un’attività.
Le authorities hanno una funzione di garanzia verso i cittadini. Esistono
authorities sulla privacy, riservatezza. Il garante deve vigilare sul fatto
1 1
che non vengano prese disposizioni contro la privacy. Esistono anche
authorities sulle telecomunicazioni per garantire tariffe eque e
trasparenti;
2. Fornitore di servizi: il pubblico può agire da monopolista, su mercato
regolato o da competitor. Lo stato interviene come fornitore unico,
insieme ad altri su mercati regolamentati o come competitore.
La compagnia di bandiera era un monopolio statale che lasciava libero
il mercato. Servizi di un Comune (asilo nido): ruolo del pubblico è
regolato (fasce di reddito) norme e regole.
Aziende di informatica dello Stato: Stato competitor con il mercato;
3. Imprenditore: lo Stato è fornitore di beni, non di servizi (Finmeccanica);
4. Difensore strategico: alcuni settori dell’economia devono essere
controllati dal pubblico per motivi di sicurezza e indipendenza del paese
(petrolio, energia).
FUNZIONI DELLO STATO
1. Allocazione: lo Stato assume il ruolo di fornitore di servizi. L’obiettivo
non è la massimizzazione del profitto ma l’allocazione di risorse sul
mercato per fornire servizi che nessun altro soggetto potrebbe fornire. Ci
sono servizi al cittadino che lo Stato eroga sapendo che sono
fondamentali e che senza lo Stato non si potrebbero fornire a causa
dell’alto costo. I servizi collettivi sono caratterizzati dalla non rivalità
nel consumo, ossia il consumo da parte di un individuo è compatibile
con lo stesso livello di utilizzo da parte di tutti gli altri componenti della
collettività. Sono anche caratterizzati dalla non escludibilità dal
consumo, cioè è impossibile utilizzare sistemi di limitazione del consumo
attraverso il normale meccanismo economico del prezzo;
2. Redistribuzione: il pubblico raccoglie risorse dal mercato attraverso le
imposte con una certa distribuzione e redistribuisce le risorse sul
mercato. La redistribuzione non si limita a trasferimenti dai ricchi ai
poveri ma prevede anche interventi a favore degli anziani con
l’attribuzione degli oneri alle classi in età lavorativa o spostamenti di
risorse dalle aree più sviluppate a quelle meno sviluppate. Può avvenire
sulla popolazione per categoria (sistema fiscale), attraverso tariffe
(fasce di reddito o età). C’è anche una redistribuzione territoriale
(fondi ai trasporti per le aree svantaggiate) per riequilibrare le disparità
territoriali, per la coesione territoriale;
3. Stabilizzazione: massimizzare la crescita e i livelli di occupazione
è l’obiettivo fondamentale dello Stato. Può esserci una crescita
squilibrata, disuguale da territorio a territorio. Questo non è accettabile,
allora deve tendere alla pena occupazione attraverso politiche di
sviluppo: sono interventi sul lato della domanda (di lavoro
occupazione pubblica: guardia forestale, cantieri edili pubblici) o sul lato
dell’offerta (norme o politiche di settore in cui si favorisce l’occupazione
dove ci sono difficoltà fiscalizzazione degli oneri, incentivi fiscali).
FINANZA PUBBLICA E BILANCIO DELLO STATO
2 2
1. Principio della legalità: il bilancio pubblico è un documento formale,
testuale, ufficiale che ha forma di provvedimento legislativo, cioè è una
legge;
2. Principio di annualità: anche quando è pluriennale, è su base annuale
(anno solare);
3. Pubblicità: chiunque deve poter conoscerne i contenuti. Per le società
non vige questo principio: il budget per le società non è pubblico.
Sia il documento di previsione sia il consuntivo (rendiconto) devono avere
queste caratteristiche.
4. Pareggio di bilancio: spesa = entrate, ma l’entrata non deve contenere
il debito relativo alle spese correnti. Almeno le spese correnti devono
essere coperte, non ci si può indebitare per le spese correnti. In questo
caso bisogna ridurre la spesa. Il debito va in scadenza e va rinnovato.
Il bilancio statale può essere redatto secondo due versioni alternative: bilancio
di previsione e bilancio consuntivo. Il bilancio di previsione riporta le entrate
e le spese che si prevede di realizzare nel periodo di riferimento. Il bilancio
consuntivo riporta i risultati di una gestione già conclusa.
Sia il bilancio di previsione sia quello consuntivo possono presentarsi nella
versione di competenza o di cassa. Nel bilancio di competenza vi sono
iscritte le entrate che lo Stato ha diritto ad accertare e le spese che si impegna
a effettuare nel corso dell’esercizio. Nel bilancio di cassa vi sono registrate le
entrate che lo Stato riscuote e le spese che paga.
Ci sono diverse fasi di acquisizione delle entrate ed erogazione delle spese. Con
riferimento alle entrate sono individuabili due momenti:
1. Accertamento: l’amministrazione competente determina la ragione del
credito dello Stato e iscrive l’ammontare del credito che scade entro
l’esercizio;
2. Riscossione: si ha la realizzazione dei crediti accertati, le entrate
effettive.
Con riferimento alle spese sono individuabili altri due momenti:
1. Impegno: emerge l’obbligo a carico dello Stato di effettuare un certo
pagamento;
2. Pagamento: si ha il passaggio materiale delle somme.
Si ha un residuo attivo quando parte delle entrate accertate non viene riscossa
nell’esercizio di competenza. Si ha un residuo passivo quando parte delle spese
impegnate non è giunta alla fase del pagamento nell’esercizio di competenza.
ENTRATE SPESE
Cassa Riscosse Liquidate
Competenza Accertate Impegnate
Residui Attivi (crediti) = Passivi (debiti) =
accertate – riscosse impegnate – liquidate
Accertate – impegnate = saldo di competenza (avanzo o disavanzo)
Riscosse – liquidate = saldo finanziario
Residui attivi – passivi = gestione dei residui. In equilibrio: ridotto crediti e
pagato debiti.
I buchi di bilancio sono i crediti inesigibili che portano a una perdita.
Competenza + residui = massa spendibile.
3 3
BILANCIO DI PREVISIONE
È un documento programmatico/programmatorio e strategico. Il bilancio è
preceduto dal documento di economia e finanza pubblica (DEF, prima
DEPF, DEP). È triennale e viene discusso e approvato in primavera. Contiene gli
obiettivi strategici macroeconomici e di finanza pubblica ai quali il bilancio di
previsione dovrà attenersi. È proposto dal governo, è vincolante. Deve essere
approvato nello stesso periodo da tutti i paesi dell’UE e dal Consiglio dei capi di
governo.
Gli obiettivi macroeconomici sono:
1. Tasso di crescita previsto del PIL: è possibile stabilire la soglia di
debito e deficit sul PIL e capire se il DEF sta dentro o fuori a queste
soglie;
2. Tasso di inflazione (<3%): l’inflazione è l’aumento dei prezzi. Consente
di vedere qual è l’andamento dei tassi di interesse reali (tasso di
interesse nominale – inflazione), di stimare l’aumento delle spese. La
stabilità dei prezzi è l’obiettivo comune di politica economica dell’UE.
Consente di prevedere la crescita del gettito fiscale (imposte dirette e
indirette), a parità di aliquote, in base al PIL. Le spese indicizzate sono
legate all’andamento dei prezzi (affitti e salari). L’aumento dell’IVA porta
all’inflazione.
Gli obiettivi di finanza pubblica sono:
1. Rapporto deficit/PIL: se il PIL aumenta il deficit aumenta. Secondo
l’accordo del 1998 questo rapporto non deve superare il 3% annuo. Nel
2008 è stato 0%. Il deficit è la parte di spesa di un esercizio non coperta
dalle entrate, è la perdita di esercizio, in cu la spesa supera l’entrata. È lo
sbilancio economico e finanziario che va sommato ai debiti di esercizi
precedenti e quindi si trasforma in debito;
2. Rapporto debito/PIL: non deve superare il 60%, anche se l’Italia era
ben oltre questa soglia al momento dell’accordo. Chi era già sopra non ha
avuto un miglioramento e gli altri hanno avuto un peggioramento. Brucia
ricchezza per pagare gli interessi.
Il DEF deve indicare i saldi e il meccanismo di finanziamento del disavanzo o
deficit. Viene approvato dal Parlamento e si parte con i documenti di previsione
(bilancio dello Stato):
• Leggi collegate;
• Legge finanziaria;
• Legge di bilancio.
Il capitolo è la voce di dettaglio dell’articolo, è costituito da 3 elementi:
codice (numerico e univoco), descrizione (letteraria) e importo (quante
risorse a disposizione su quel capitolo per quell’anno). I capitoli sono triennali.
Nella versione di bilancio a legislazione vigente vengono riportati gli
andamenti di entrate e spese sulla base della legislazione in essere, cioè senza
che siano incorporate nelle previsioni modifiche delle norme che regolano la
dinamica della finanza pubblica.
La legge finanziaria e le leggi collegate sono leggi. La legge finanziaria
prevede la modifica dei parametri economici delle leggi già vigenti (può
aumentare l’IVA ma non può sopprimerla) per fini contabili,
economico-finanziari. Non riforma la legge vigente. Il Parlamento discute e
approva la legge finanziaria e poi la legge di bilancio. Potrebbe però non essere
sufficiente per raggiungere gli obiettivi.
4 4
Le leggi collegate hanno dei contenuti, vengono fatte in funzione di produrre
effetti sul bilancio.
Entro fine settembre il governo deve proporre le leggi alle Camere che hanno
tempo fino a dicembre per approvarle. Le Camere sono organizzate in
commissioni che si dividono le leggi per argomenti (commissione lavoro,
istruzione) e producono emendamenti in pareggio (togliere 5.000.000 da una
spesa e metterli in un’altra). In aula si discute il pacchetto di leggi e si vota: il
testo della Camera passa al Senato o viceversa. Se viene approvato come
approvato nella prima Camera diventa legge. Se il Senato apporta modifiche,
queste tornano alla Camera per essere approvate.
Se il bilancio non viene approvato entro dicembre è previsto l’esercizio
provvisorio (Costituzione art. 81) che è l’adozione di un bilancio virtuale per
un periodo stabilito e si prende come buono il bilancio dell’esercizio precedente
applicando 1/12 per mese dei capitoli di bilancio.
Ci sono ancora due soggetti che intervengono per influenzare possibili
modifiche:
1. Organo di controllo: è la Corte dei conti, ramo della magistratura che
vigila sulla contabilità pubblica e sanziona. Agisce in sede consultiva e
giurisdizionale: la Corte dei conti indaga, il PM condanna e il giudice
contabile esprime la sentenza. Prevede condanne economiche, non
penali, un danno erariale. Ha anche una sezione consultiva nazionale
e territoriale: vigila sui bilanci regionali e di Stato e dà un giudizio
contabile sul contenuto del bilancio (esempio: sovrastima delle entrate);
2. Ecofin (UE): fa un controllo preventivo per evitare di bocciare un bilancio
già approvato. Può bocciare il documento e sanzionare lo Stato. L’Ecofin
fa la variazione/assestamento di bilancio. La variazione avviene
quando le previsioni sono sbagliate e devono essere modificate le leggi di
bilancio, può intervenire solo sull’anno in corso o sul triennio.
L’assestamento è una variazione del bilancio di previsione in corso a
seguito dei risultati del rendiconto, fatto a esercizio chiuso e i risultati
arrivano ad aprile. Il rendiconto è una legge che contiene i numeri
effettivi, non previsti. È strutturato per capitoli come quello di previsione.
Può esserci un giudizio politico su come il governo ha speso i soldi o
come ha avuto le entrate.
Dal rendiconto emerge un avanzo o un disavanzo di amministrazione.
Questo influenza il bilancio di previsione, che deve essere assestato,
corretto, aggiungendo l’avanzo o coprendo il disavanzo (tagliare spese o
aumentare entrate).
Il bilancio di previsione è lo strumento operativo della PA. La PA agisce
attraverso atti amministrativi, di gerarchia inferiore alla legge, di carattere
operativo, che non spettano al governo ma ai ministri o ai dirigenti della PA.
Sono decisioni sulle cose da fare che implicano l’utilizzo del denaro a
disposizione: risorse presenti sul capitolo spesa del bilancio di previsione. Si
procede con l’impegno di spesa, atto fondamentale sul piano finanziario per
dare operatività all’azione amministrativa, contenuto nell’atto amministrativo.
Il capitolo di spesa è l’unità elementare del bilancio. Ci sono tre principi:
1. Principio della competenza: la spesa deve gravare sull’anno in cui la si
presume. La spesa può essere impegnata su più anni, allora si impegna
la spesa nel triennio anno per anno o se non sta nel triennio si rinvia la
spesa nel bilancio successivo per gli anni oltre al triennio;
5 5
2. Principio della pertinenza: l’impegno di spesa va effettuato su un
capitolo pertinente all’atto amministrativo effettuato variazione del
bilancio se su quel capitolo non ci sono soldi, si sposta da un capitolo
all’altro. La valutazione della pertinenza spetta agli organi amministrativi
che si occupano di contabilità;
3. Limite di impegno: disponibilità. Se vengono impiegati solo parte dei
soldi del capitolo, quelli disponibili rimasti vengono impiegati su un altro
capitolo. Possono venire impiegati tutti, in parte o nessuno. Se un
capitolo ha ancora tutti i soldi originari, possono venire tolti e impiegati
su un altro capitolo.
ENTRATE SPESE SALDI
1. Entrate correnti = 8. spese correnti: 13. avanzo/disavanzo
ordinarie, abituali: g) di funzionamento di parte corrente
a) tributarie + trasferimenti (risparmio/deficit
b) extratributarie h) interessi sul pubblico) (1-8)
debito
2. alienazioni/cessioni 9. spese in
di beni patrimoniali c/capitale:
- per opere
pubbliche
- partite finanziarie
3. entrate nette (Spese nette) (Indebitamento
(1+2) netto)
4. riscossione crediti
5. entrate finali (3+4) 10. spese finali 14. saldo netto da
(8+9) finanziare (5-10)
6. accensione prestiti 11. rimborso prestiti 15. avanzo
primario (14+h)
7. entrate 12. spese 16. ricorso al
complessive (5+6) complessive (10+11) mercato (5-12)
Nelle entrate tributarie rientra il gettito di tutte le imposte dirette e indirette.
Nelle entrate extratributarie rientrano le entrate correnti diverse dai tributi
derivanti dalla vendita di beni e servizi e dai trasferimenti, come il canone RAI e
i redditi di capitale.
Il risparmio pubblico è il risultato differenziale fra le entrate tributarie ed
extratributarie e spese correnti; rileva il contributo del bilancio dello Stato alla
formazione del risparmio nazionale.
Il saldo netto da finanziare è pari alla differenza tra entrate finali e spese
finali.
L’avanzo primario corrisponde alla differenza fra le entrate finali e le spese
finali al netto degli interessi.
Il ricorso al mercato è l’emissione di titoli per equilibrare entrate e spese.
Rappresenta il risultato differenziale fra entrate finali e spese complessive.
LE SPESE
Sono spese correnti le erogazioni riferite al normale svolgimento dell’attività
statale oltre a quelle destinate a realizzare la redistribuzione dei redditi.
6 6
Rientrano nelle spese correnti le spese di funzionamento legate all’attività
amministrativa.
Sono spese in conto capitale le spese per investimenti sia diretti sia indiretti,
relative alla realizzazione di opere.
Le spese per acquisto di beni o servizi comportano l’acquisto da parte delle
Amministrazioni Pubbliche di beni prodotti e servizi correnti.
Le spese di trasferimento sono pagamenti unilaterali delle Amministrazioni
Pubbliche, ai quali non corrispondono prestazioni di servizi o cessioni di beni. Le
prestazioni sociali e i pagamenti per interessi sul debito pubblico costituiscono
gli esempi più rilevanti di tali spese.
LE ENTRATE
1. Sistema dei prezzi o tariffe: il prezzo è di un bene, la tariffa di un
servizio. I beni e i servizi destinati alla vendita possono essere finanziati
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
Per termini, condizioni e privacy, visita la relativa pagina.