Scienza delle finanze
Oggetto della scienza delle finanze
Andando a prendere le nozioni di microeconomia, possiamo dire che di fronte a noi abbiamo mercati con venditori e consumatori che si incontrano per massimizzare utilità e profitto. Se esistono i mercati perché abbiamo bisogno dello Stato:
- Per funzionamento economia del mercato bisogna avere regole e vincoli che devono essere dati dallo stato. Oltre a dare regole, le fa rispettare e permette la realizzazione di una serie di beni che servono per arrivare ad avere una fiera (strade, illuminazione).
- Il mercato non potrebbe esprimere il meglio della sua funzione senza altre istituzioni.
Le domande che ci dobbiamo porre sono: Quali sono le ragioni della presenza pubblica in un'economia moderna di mercato? Perché c'è lo Stato (riguarda diversi campi a diversi livelli)? Perché si occupa di questioni rispetto ad altre? Quali sono gli effetti economici delle azioni dello Stato? Queste domande sono oltre che di interesse economico anche di interesse del diritto, della sociologia, della scienza della politica, della storia e della filosofia. L'attività con cui il potere pubblico definisce le regole del gioco è importante in quanto va a determinare anche i comportamenti economici. Guardando le funzioni che lo Stato compie:
- Allocazione: studia in che modo lo stato influenza l'efficienza economica (producendo direttamente o attraverso regolamentazioni). Le attività dello stato sono costose (le imposte ci fanno capire che le attività sono costose e vanno a finanziare le attività dello Stato ma non solo vi sono anche parti redistributive). Lo stato tende ad allocare beni e risorse o direttamente o attraverso redistribuzione.
- Redistribuzione: di redditi e patrimoni. Il libero mercato crea redditi e patrimoni, lo stato li redistribuisce. Fondamentale in quanto in assenza di queste politiche la distribuzione del reddito sarebbe data solo dalle dotazioni iniziali. Attraverso le azioni lo stato redistribuisce redditi e ricchezze per garantire un certo livello di equità per quanto riguarda i servizi di base. Il mercato non lo può fare in quanto non soddisfa i bisogni.
- Stabilizzazione: garantire un livello di produzione il più possibile a quello di pieno impiego.
Quali sono i compiti dell’operatore pubblico, quali sono gli strumenti, i meccanismi decisionali e gli effetti. Nel tempo si sono sviluppati diversi approcci, con quale approccio andremmo ad analizzare lo stato?
- Governo benevolente: qual è il perseguimento del bene comune. Governo super partes come unico obiettivo perseguire il bene comune. Il governo è un’entità al di sopra dei cittadini e deve perseguire il bene della comunità. Non ha delle proprie preferenze o interesse personale. I politici sono lì solo per fare il bene del popolo.
- Public choice: lo Stato non è un’entità astratta super partes ma è formata da individui con interessi come politici quindi il loro interesse fondamentale è farsi rieleggere. I politici sono lì per seguire il bene comune ma non sono neutrali in quanto hanno propri interessi. Preferenze quindi non solo ideologiche ma seguono il proprio interesse di essere rieletti.
In base all’approccio che utilizzo, l’interpretazione di alcuni interventi è diversa in base all’approccio ma anche gli effetti. Perché esistono strumenti di sostegno economico a favore di cittadini poveri?
- Approccio di governo benevolente: è perché nella società vi sono principi di uguaglianza quindi è giusto che esistono strumenti di sostegno magari attraverso strumenti di redistribuzione.
- Approccio public choice: dice che dietro ci sono altri interessi per esempio poter sostenere economicamente cittadini poveri dà possibilità alla società di avere meno conflitti sociali quindi una società con massimo benessere e che quindi dà massima rendita ai politici.
Teoria normativa e positiva
1) Si cerca di capire per quale ragione esiste un certo fenomeno sociale, individuare regole che possano spiegare questi comportamenti sociali. Finalità delle domande puramente conoscitiva: si cerca di capire come mai è accaduto quel fenomeno. Riguarda la teoria positiva. La teoria positiva spiega il funzionamento e il perché di queste cose (come funziona l’imposta sul reddito).
2) La teoria normativa riguarda il secondo gruppo: si parla di cercare gli strumenti che possano far raggiungere una situazione desiderabile. Le domande che ci dovremmo porre: è giusto introdurre un’imposta sul reddito progressiva? (ci chiede un giudizio di valore ovvero si cerca una situazione di ottimo sociale).
Per poter avanzare ipotesi normativa, abbiamo bisogno di due presupposti: introdurre imposta sul reddito progressiva mi fa diminuire le disuguaglianze? devo avere dietro una teoria positiva devo sapere come un’imposta sul reddito va ad impattare sulla disuguaglianza e quindi devo capire come funzionano gli strumenti e a cosa portano. Devo poi sapere qual è il bene della collettività. Per avere una proposizione normativa devo avere dietro una positiva e poi devo sapere qual è il bene della collettività. Quindi dobbiamo sapere cosa vuole la comunità. Il nostro contributo: dare spiegazione dei fenomeni sociali (dire se applichiamo uno strumento allora risultato y) e di fronte alla proposizione normativa (se il bene è allora è opportuno seguire queste politiche). Noi cercheremo solo di capire se gli strumenti per quella comunità funzionano. Il contributo più significativo che l’economista può dare alla spiegazione dei fenomeni sociali è aiutare a distinguere ciò che è risultato dalla ricerca della conoscenza e ciò che dipende da giudizi di valore.
Welfare economics
L'importanza della distinzione tra teoria positiva e normativa è così grande che la teoria normativa è diventata una disciplina a sé stante e parallela rispetto alla teoria positiva e la si chiama economia del benessere (welfare economics). La teoria normativa è diventata una disciplina a sé.
I presupposti dell’economia del benessere:
- Visione di tipo individualistico: al centro dell’analisi abbiamo l'individuo razionale miglior giudice di se stesso. Visione di agenti razionali che sanno cosa vogliono e come ottenerlo.
- Visione di tipo utilitaristico: il benessere dell'individuo dipende dalla quantità dei beni da lui stesso consumati. A me, soggetto economico, interessa quanto io consumo e non mi interessa confrontare quello che consumo io con quello che consumano gli altri. È un limite perché non sempre è così in ogni situazione (stipendio di 100 euro con persone accanto a me che ne guadagnano 1000, il mio benessere è diverso).
- Visione non organicistica: non esiste un bene della società che non può essere diverso dagli individui che lo compongono. La società non è un organo a sé rispetto agli individui, il bene della società quindi quello che è bene per la società non è diverso dal bene di ogni individuo. Combinazione dei beni di ogni singolo individuo è il bene della società.
- Principio di Pareto e la Pareto efficienza: principio nello scambio e nella produzione.
Pareto efficienza
Il principio di efficienza è intuitivo per quanto riguarda la produzione, se gli uomini sono razionali siamo tutti d'accordo che a parità di impiego di fattori se con la tecnologia A posso produrre x beni e con la tecnologia B x+1 beni, la tecnica B è preferibile alla tecnologia A. a parità di costo dei fattori se con B ricavo di più utilizzo quello. Per quanto riguarda lo scambio, il principio di Pareto afferma che dovendo distribuire tra gli individui della società una certa quantità di beni, una riallocazione delle risorse che migliori il benessere dell’individuo senza arrecare danno agli altri rappresenta un miglioramento del benessere per la società.
Esempio: abbiamo 2 individui nella società (A,B) se modifico il benessere del soggetto A e lascio invariato il benessere del soggetto B. non devo arrecare danno all’altro soggetto, posso anche migliorare il benessere di entrambi. L’accettazione del principio di Pareto non prevede né invidia né altruismo.
Economia 2x2x2
Esistono due individui consumatori, due imprese che sono gli offerenti e che quindi producono due diversi beni e impiegano due fattori produttivi. Abbiamo un modello molto semplificato che è valido anche per situazioni più complesse. Supponendo che esistano due individui, Adamo ed Eva, 2 fattori produttivi K ed L, e due soli beni X1 e X2 ognuno prodotto da una singola impresa. Utilità di 1 e 2 sono le utilità di Adamo ed Eva. L’utilità dipende solo dal proprio consumo dei due beni. Per produrre X1 e X2 abbiamo bisogno dei fattori produttivi K1 e L1. La somma del capitale utilizzato nella produzione del bene 1 e 2 è pari alla dotazione di capitale per la società. Le due imprese hanno a disposizione il capitale pari a K. L’utilità di Adamo dipende da quanto consuma del bene 1 e del bene 2. Se l’impresa 1 produce 10, la somma delle mele consumate da Adamo ed Eva deve essere 10. Le imprese per produrre mele e vestiti devono usare i fattori produttivi. Abbiamo una dotazione di K ed L nella società. Se nella società ho 10 lavoratori, i lavoratori utilizzati per produrre mele e vestiti non possono essere più di 10.
Efficienza nello scambio
La scatola di Edgeworth. L’insieme dei due piani cartesiani di Adamo ed Eva. I due beni sono cibo e abbigliamento. Più mi sposto verso destra Adamo consuma più cibo, più mi sposto verso l’alto Adamo consuma vestiti. Prendendo in considerazione il paniere V: Adamo consuma OX di cibo e OU come quantitativo di abbigliamento. Girando la scatola abbiamo la stessa cosa dal punto di vista di Eva. Origine O1 e da lì verso il basso quanti capi abbigliamento ha Eva mentre verso sinistra quanto cibo consuma Eva. Possiamo costruire questa scatola perché la quantità totale di 1 e 2 sono fissi, ciò vuol dire che in base a quanto consuma Adamo so quanto consuma Eva e viceversa. Ipotizzando che la quantità totale di cibo sia OS=O1R. Se Adamo consuma OX allora Eva consuma XS. Lo stesso vale per i capi di abbigliamento: se Eva consuma O1Y= 15 e il totale è uguale a 20 allora YR=5.
Curva di indifferenza in una scatola di Edgeworth
Possiamo rappresentare anche le curve di indifferenza (rappresentazione grafica dell’utilità/benessere dei soggetti) su ogni curva ho la combinazione di X1 e X2 di beni tali per cui l’utilità del soggetto rimane invariata. Quelle nere sono le curve di Adamo (stesso benessere). Sulla curva A1 vi è lo stesso benessere di Adamo. Più mi allontano dall’origine quindi più si consuma e allo stesso tempo ho più utilità per Adamo. Le curve grigie rappresentano le combinazioni di beni e man mano che vado verso il basso aumenta il consumo di Eva e diminuisce quello di Adamo.
Saggio marginale di sostituzione: è il valore assoluto della pendenza della curva di indifferenza e indica il rapporto al quale l’individuo è disposto a scambiare un bene per una quantità aggiuntiva dell’altro. A quanto abbigliamento devo rinunciare per aumentare di un’unità di bene cibo. La domanda che mi pongo è, posso far scambiare cibo e abbigliamento ad Adamo ed Eva mantenendo costante il benessere di Eva e aumentando quello di Adamo? Sì, passando dal paniere G al paniere H. Posso andare avanti fino al punto in cui le due curve non si vanno ad intersecare ma sono tangenti. Il punto in cui le curve sono tangenti, da lì non posso più spostarmi in quanto se contratto ancora ci si sposta sulla curva Eg per Eva ma si peggiora la situazione di Adamo. Non sarebbe più una contrattazione fattibile.
La caratteristica del punto P (punto Pareto efficiente). Il punto P è il punto Pareto efficiente, quel punto è la migliore contrattazione. Posso fare lo stesso ragionamento migliorando il benessere di Eva e lasciando invariato quello di Adamo. L’efficienza paretiana si ottiene quando il saggio marginale di sostituzione per i consumatori è lo stesso ovvero che sia Adamo che Eva sono disposti a scambiare abiti con mele allo stesso tasso. Se Adamo dice io sono disposto a cedere due vestiti per avere una mela, Eva deve dire che è disposta a fare la stessa cosa quindi il rapporto è lo stesso. Lì si raggiunge l’accordo. Da qui in poi non è più possibile muoversi per migliorare la situazione. È possibile disegnare la curva dei contratti che unisce tutti i punti ove le curve sono tangenti. Curva di tutte le contrattazioni pareto efficienti. Se andiamo ad unire le curve dove sono tangenti, andiamo a trovare la curva dei contratti, ogni punto della curva ha un’utilità diversa per i due. Sono tutte contrattazioni efficienti ma ovviamente danno utilità diverse ai due soggetti. Lungo la curva di contratti i due saggi marginali sono uguali. In efficienza dello scambio abbiamo già le quantità dei due beni.
Efficienza nella produzione
Come arriviamo al quantitativo di cibo e di vestiario che poi Adamo ed Eva andranno a scambiare, andiamo a vedere cosa avviene a livello di produzione. Funziona in modo molto simile a come avviene l’efficienza nello scambio. I due piani cartesiani della scatola qui a fianco rappresentano le quantità dei due beni attraverso K ed L ed andare a rappresentare la funzione di produzione al suo interno (isoquanto: abbiamo tutte quelle combinazioni di capitale e lavoro che mi danno la possibilità di produrre lo stesso quantitativo di unità del bene).
X1=5 Ci dice quali sono quelle combinazioni di K e L che mi danno come prodotto finale 5 unità del bene 1. Più ci allontaniamo dall’origine aumenta un bene e diminuisce l’altro in quanto uno dei requisiti è che nella società vi è un quantitativo fisso dato di capitale e di lavoro e deve essere allocato per produrre bene uno e due. Partendo da O1 e allontanandoci aumenta la quantità del bene 2 e diminuisce quella del bene 1. Nella società abbiamo il capitale e il lavoro fisso che deve essere allocato: più capitale per produrre il bene due ho meno capitale per produrre il bene uno; se alloco più capitale e lavoro per il bene ne avrò di meno per il bene 2. Per vedere come passare da B a D in quanto è possibile riallocare meglio le risorse: utilizzo meno K per il bene 1, per quanto riguarda L passando da B a D, aumento L per bene 1 e diminuisco per il bene 2. Ho riallocato i fattori produttivi spostando K dal bene 1 al 2 e ho spostato L dal bene 2 al bene 1. Arrivato al punto D mi trovo ad avere lo stesso quantitativo di bene 2 ma aumentando quella del bene 1 che passa a 10. Passando da B a C ho lo stesso quantitativo del bene 1 ma aumento quella del bene 2. Tutte combinazioni che stanno utilizzando al meglio i fattori produttivi: gli isoquanti sono tangenti e quindi i saggi marginali di sostituzione tecnica sono uguali. I SMGST a quanto K devo rinunciare per aumentare di un’unità il lavoro e produrre sempre lo stesso quantitativo.
La frontiera delle possibilità produttive
Essa indica la max q che posso produrre di un determinato bene data la q dell’altro bene e date le dotazioni di K e L della società. Asse x unità del bene 1 mentre asse y, Q del bene 2. I punti che trovo sulla frontiera delle possibilità produttive hanno efficienza nella produzione. Dato il Q pari a 12 del bene X2, qual è il massimo che posso ottenere come produzione del bene x1? 10 (Riferimento all’immagine sopra). I punti sulla frontiera hanno la caratteristica di essere efficienti nella produzione. Il saggio marginale di trasformazione a quanto bene 2 devo rinunciare per aumentare il bene 1 in termini di produzione senza sprechi. Ciò deve essere uguale al saggio marginale di sostituzione. Il saggio marginale di trasformazione è pari al rapporto dei costi marginali: CMG1/CMG2. Abbiamo combinazione tra quanto viene prodotto e quanto effettivamente i soggetti vogliono consumare.
L’efficienza nella composizione del prodotto
Partendo dalla frontiera delle possibilità produttive. Abbiamo efficienza nella composizione quando il saggio marginale di trasformazione (per aumentare di un’unità il bene 1 devo rinunciare a due unità del bene due) è uguale al tasso marginale di sostituzione dei due individui. Anche Adamo ed Eva devono essere disposti a rinunciare a due unità del bene due per avere unità in più del bene uno. Dal momento che abbiamo uguaglianza tra saggio marginale di sostituzione (quanto devo diminuire il bene due per aumentare di un’unità il bene uno). Se le tre condizioni vengono rispettate (efficienza di produzione, dello scambio e della composizione del prodotto) ci troviamo in presenza di una situazione di Pareto efficiente ovvero ottima: non posso migliorare nulla. Se le tre condizioni sono rispettate non posso allocare meglio i fattori produttivi, non possiamo modificare il rapporto tra X1 e X2 al fine di ottenere un miglioramento ulteriore, non è possibile migliorare la situazione di un individuo senza peggiorare l’altro. Non posso muovermi da quel punto. Ma cosa accade in concorrenza perfetta?
- SMGS(Adamo)=SMGS(Eva)= p1/p2
- P1=cmg1 in concorrenza perfetta per arrivare all’ottimo P2=cmg2
- Cmg1/cmg2=p1/p2
- SMGT1,2= CMG1/CMG2
- SMGT1,2=P1/P2
- SMGT1,2=SMGSa=SMGSe
Quando abbiamo mercato perfettamente concorrenziale, abbiamo il prezzo che viene dato e quindi i consumatori, quando prendono decisioni, guardano le loro preferenze dati i prezzi. Ogni soggetto farà la propria scelta in base alla propria utilità e i prezzi di mercato p1 p2. Abbiamo il punto ottimo quando il saggio marginale di sostituzione è pari al rapporto tra i prezzi. Anche i sms saranno uguali tra di loro.
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