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I temi delle relazioni internazionali

Questa disciplina è nata nel 1919 in una università del Galles, dove un finanziatore, che ha vissuto la Prima Guerra Mondiale, ha voluto che fosse studiata accademicamente la politica internazionale, ovvero la causa delle guerre nella storia. I problemi della cooperazione internazionale e di quello che compete agli Stati non era materia alla portata di tutti, e nacque la necessità di dare accesso agli interessati a questo sapere storicamente sottratto al popolo. Ad oggi, l'opinione pubblica non viene colpita dai fatti di politica internazionale nella sua componente maggioritaria.

Le relazioni internazionali riguardano tutti: tutti fanno parte di uno Stato, e per la prima volta, dall'espansione del terreno internazionale, tutto il pianeta è fatto di Stati → ogni individuo ha un collegamento con le relazioni internazionali tramite lo Stato d'appartenenza.

Difficoltà di linguaggio

Una nazione non è uno Stato, ma le relazioni internazionali sono sinonimo di relazioni interstatali. Le relazioni fra Stati sono a tutela della sicurezza, della nostra sopravvivenza (1918 → gli Stati non dovevano più ricadere nelle dinamiche che generano le guerre). Il mantenimento dell'ordine internazionale mantiene l'ordine politico e la tutela dell'esistenza civile degli abitanti del pianeta.

Imperialismo europeo

Nel 1898, i primi rapporti fra Stati erano di dipendenza. Ad oggi, con il decolonialismo, dal 1948 è un rapporto di indipendenza: è qui che nascono le vere relazioni fra Stati. Dal 1946 ad oggi, l'incremento del numero degli Stati è da 50 a 193. Tutt'ora ci sono Stati che lottano per il riconoscimento vero e proprio, per acquisire rilevanza internazionale (Palestina, Touareg, ecc.).

Sovranità dello Stato

Condividono internamente la stessa ratio legis, ma fattualmente non hanno la stessa sovranità sostanziale (Somalia), o con sovranità sostanziale ma non legale (Taiwan). Esistono potenze globali, con maggior potere rispetto alle altre → il punto focale delle relazioni internazionali è proprio il potere (Stati con bombe nucleari, che si affacciano sul mare, ecc.).

Perché sono importanti le relazioni internazionali?

Perché colpiscono tutto il mondo, e sono di derivazione dall'esercizio del potere degli Stati. Le origini del sistema di Stati europeo è definito dal Trattato della Pace di Vestfalia del 1648: è il momento in cui nasce (o matura, dipende dalle teorie) un sistema di relazioni internazionali simile a quello odierno.

Modelli di natura politica

Nel momento in cui cambia l'autorità di uno Stato, cambia anche il tipo di relazioni esterne dello stesso. Dal 1648, con la Pace di Vestfalia che mise fine alle guerre di religione, si comincia a formare un concetto di sovranità simile a quello odierno, ovvero il riconoscimento di alcun superiore esterno dallo Stato (vedi scongelamento del Polo Nord come esempio).

Unità politiche indipendenti

Clan, popoli, imperi o Stati sufficientemente coese da riuscire a distinguere le relazioni che si svolgono al proprio interno e all'esterno con le altre unità, cambiano radicalmente a seconda degli attori principali (fino a diventare storicamente e teoricamente incomparabili).

Diverse entità

Che compongono il sistema internazionale:

  • Diversa forma istituzionale
  • Diversa nozione di sfera politica
  • Diversa demarcazione di interno – esterno (meramente moderno) → empiricamente questo concetto è mutevole.

Le RI sono discontinue

Onnipresenti, prodotte nel '900 come disciplina, e nascono nel 1918 (cause vedi inizio), come conseguenza della traiettoria culturale della transizione egemonica politica ed economica: GB – USA, segnate dalla Guerra Fredda, sottovalutando il rapporto tra oggi ed i secoli precedenti. Sottovalutando il percorso storico delle RI, l'attuale modello degli Stati sovrani risulta naturale, invece è un frutto storico, e non è stato il solo nella Storia, ma non è irreversibile. L'attuale sistema delle RI è il risultato dell'espansione dell'esperienza europea dello Stato sovrano; il prodotto di quest'esperienza si ebbe con l'Imperialismo europeo.

Relazioni internazionali contemporanee

Si particolarizzano in base agli eventi del momento (es. anni '60 Guerra Fredda → equilibrio nucleare USA vs URSS, mentre avveniva la decolonizzazione africana ma nessuno se ne preoccupava). È una disciplina traumatizzata dagli eventi → Hoffman la definisce una “scienza americana” perché fortemente accentrata sulla realtà politica internazionale dominata dagli USA, e riguardavano principalmente la sua egemonia (es. l'11 settembre e il terrorismo, sul panorama politico globale, rivestono un ruolo marginale, ma sono predominanti poiché riguardanti gli USA) → questo crea una distorsione di prospettiva, in quanto riguardano poche realtà, ed ha una eccezionalità: l'influenza USA sulle RI ha distorto l'apprendimento delle contingenze storiche (es. la vulnerabilità – economica, fisica, bellica, ecc.: gli USA vennero visti vulnerabili per la prima volta dopo l'attentato delle Torri Gemelle, tanto che Condolisa Rice dichiarò tale data uno spartiacque storico nella storia USA, mentre per l'UE la vulnerabilità è l'ordine del giorno.

Perché le RI si iniziano a studiare solo nel '900?

Differenza fondamentale fra teoria politica (tradizione di speculazione sullo Stato) e teoria internazionale (tradizione speculativa sulla società e sugli Stati). Prima del '900 la definizione di RI non era al centro della riflessione degli intellettuali, dove primeggiava la realtà interna allo Stato. Nel 2011, per la prima volta in Italia, venne pubblicato un libro all'interno della collana di Laterza sulle scienze di competenza politica e filologica di nome “relazioni internazionali” → viene riconosciuta solo di questi tempi assieme alle altre come una disciplina.

Pregiudizio nazionale

Pregiudizio creato dallo Stato moderno verso le RI, come se lo Stato sovrano fosse l'unica forma possibile. Nel '900 si assume la realtà internazionale come imprescindibile, come perpetua. → teorizzazione difficile: condizione internazionale ostica alla “vita felice”, di sopravvivenza contro il benessere → uccidere e morire per conto di unità politiche (disarmo, intervento, obiettivi legittimi, ecc.).

Le RI devono risolvere il problema della pace e della guerra

Il problema dei problemi è che tra gli stati manca una regolamentazione → anarchia internazionale (in assenza di un governo mondiale) → rigida distinzione fra interno (gerarchia) ed esterno (anarchia). L'anarchia internazionale costringe gli Stati ad un certo livello di sfiducia perché, dati molteplici e differenti centri decisionali, non si può sapere esattamente cosa pianificano gli altri. Anche gli accordi sono precari, perché in futuro potrebbero cambiare i governanti → l'ombra della guerra è sempre presente.

Anarchia internazionale = stato di natura → differenza costruttiva tra politica interna ed internazionale. La mancanza di governo è il primo e fondamentale aspetto del sistema politico internazionale moderno. Disuguaglianza potere tra Stati (forti/deboli) → oligopolio della politica internazionale. Disuguaglianza del potere tra diversi Stati vs altri attori, disuguaglianza del diritto fra simili e diversi → grandi potenze vs potenze minori ma specialmente vs altri attori.

Come si può pensare alla convivenza?

All'equilibrio politico ed alla stabilità della pace in uno stato di anarchia internazionale? → ecco perché nasce il bisogno di creare la scienza delle RI. Come disciplina, le RI saranno sempre influenzate dalla politica internazionale; nel campo occidentale, l'influenza USA durante la Guerra Fredda ha creato grandi distorsioni di prospettiva.

Anarchia internazionale

Nessuno Stato riconosce istituzioni superiori a lui. L'anarchia internazionale, come già detto, distorce le intenzioni tra gli Stati, e non è un sistema naturale. Gli Stati anarchici nella storia sono stati l'Ellade (Grecia), gli Stati rinascimentali e gli Imperi (Stati guerrieri). La teoria internazionale, in paragone a quella politica (interna allo Stato), è considerata dispersiva, incoerente, inaccessibile, scostante e povera.

Non vi è una storia della teorizzazione internazionale perché si crede che l'esperienza statale esaurisca il tema dell'esperienza politica, considerato come unico esempio interessante di rete di rapporti sociali. La teoria internazionale è refrattaria alla riflessione, anche solo per i temi che propone: guerra, convivenza civile, tutti temi contrastanti al “felice vivere” dominante nelle teorie statali → temi ostici al “welfare” interno allo Stato. Le RI tendono ad antropomorfizzare lo Stato.

Elementi fondamentali di teoria ed analisi

La politica come scienza. Elemento cruciale per la definizione della disciplina è stabilire se vi siano leggi scientifiche da scoprirvi, se è prevedibile o meno. C'è chi afferma sia prevedibile e chi no, con i rischi che ne derivano: se lo fosse, il rischio è che gli eventi politici siano spogliati di imprevedibilità e di inconoscibilità; se non lo fossero, la realtà sarebbe considerata imprevedibile.

Uno scienziato sosteneva che con più armi nucleari si riduceva statisticamente la possibilità di una Terza Guerra Mondiale, teoria ampiamente criticata da Bobbio che la ritenne “il terrore del nucleare” (effettivamente è un paradosso). Una delle questioni cruciali delle RI è quella della responsabilità, incompatibile con l'idea che le leggi ferree e necessarie della politica trascendono, determinandoli, gli atti dei singoli individui. I dati non parlano da sé: ci sono teorie delle RI (visioni del mondo, teorie scientifiche, programmi d'azione).

Antropologia

Ciò che è la natura umana. Ontologia → ciò che è la politica internazionale. Epistemologia → come la politica internazionale va studiata e compresa. Prasseologia → come bisognerebbe agire. Divisione politico – internaz. Vs teorica → es. visione USA opposta all'immagine della politica. C'è chi ha proprie opinioni sui campi sopracitati per ogni disciplina: stessa cosa per le RI. Ogni teoria delle RI comprende questi 4 campi per un chiaro modo di procedere degli autori. Una domanda centrale è “che cos'è e a cosa serve la teoria (prassi)?”

Les liasons dangereuses

Degli equivoci rapporti fra le scienze sociali e la politica (Panebianco, 1999) → perché? Ruolo politico inconsapevole. Nella dimensione pubblica della prassi, chi studia la natura e chi l'uomo non ha ruolo differente l'un l'altro, perché le ripercussioni delle discussioni in entrambi i campi sul pubblico crea dibattito politico, quindi perde quel ruolo scientifico oggettivo (tipico delle scienze naturali) che può avere in altri contesti che non fanno parte della riflessione scientifica.

Nella dimensione scientifica le scienze della natura sono diverse dalle scienze sociali, poiché prescindono da applicazioni pratiche: lo scienziato sociale è parte dell'universo che osserva, e le profezie che studia si autoadempiono e si autodistruggono. Nel circolo della comunicazione pubblica, le teorie sociali possono contribuire a modificare le percezioni che gli attori sociali hanno della situazione, influenzandone i comportamenti ed i modi di vedere il mondo. La ragione sociale di queste scienze è la vocazione ad influenzare il mondo della politica; è inutile ed illusorio pensare che dalle divisioni politiche e morali che attraversano la sfera pubblica, tali scienze non vengano costantemente contaminate.

Da almeno 3 secoli vi sono 2 teorie contrastanti

Sull'utilità delle teorie:

  • Pareto → ciò che muove le società sono le ideologie: sistemi di idee socialmente utili, mosse dalle passioni; la scienza sociale più è vera meno serve, poiché ha come obiettivo studiare le relazioni e gli eventi oggettivi. Secondo Pareto, le teorie sono utili a nulla.
  • Mosca → ha una visione illuminista opposta alla precedente, ed è convinto che il sapere politico aiuta a prevedere i fenomeni politici e sociali e a controllarli, quindi studiare i problemi politici per risolverli e suggerirli a chi ha la capacità di agire sugli stessi è una cosa molto costruttiva. Secondo Mosca, le teorie servono a risolvere i problemi sociali (ed è il fondamento della nascita delle RI).

Effetti dello studio delle relazioni internazionali

I contributi dati dalle RI alla politica pubblica sono stati spesso deludenti e modesti, e raramente le prescrizioni hanno trovato vera applicazione. La funzione che svolgono realmente è diversa da quella immaginata, e dipende dai ruoli:

  • In contesti conflittuali, forniscono risorse spendibili nel conflitto, sotto forma di argomentazioni tecniche, ai gruppi impegnati in competizione del potere;
  • In contesti consensuali, dove i decisori si accordano sul da farsi, funzionano da fonte tecnica neutrale e forniscono il linguaggio per discutere i problemi e le linee d'azione.

Perché la logica ingegneristica non funziona?

  • L'analogia tra le scienze sociali e naturali non può essere vera;
  • Non c'è distinzione fra scienza pura e scienza applicata;
  • Le previsioni sono negative, se e quando sono possibili;
  • Le prescrizioni sono negative → resta indeterminato il problema del che fare!

I decisori non aspettano consigli per agire i procedimenti politici sono dominati dalla competizione fra attori con interessi divergenti. L'esperto nell'arena pubblica diventa parte di un gioco politico competitivo. Spesso i mutamenti nella sfera pubblica non avvengono, e non possono avvenire, per decisioni pianificate illuminate dalla scienza: per lo più, come effetti non previsti, in un certo senso come sottoprodotti, nella competizione politica e dei continui compromessi fra le parti. Spesso i processi della sfera pubblica di mutamento sono imprevedibili, prodotto di spinte e controspinte innescate dall'interazione fra numerosi attori. Il sapere teorico resta subordinato, nei processi decisionali, rispetto al sapere pratico.

Conclusione generale

Le RI hanno un ruolo ironico → creano disaccordi, non unanimità, sostiene la valutazione migliore, il giudizio superiore, il “che fare” più consapevole. Il compito pubblico delle scienze sociali è portare argomenti razionali basati sulle ricerche, illustrare i prevedibili effetti in base alle argomentazioni date per potervi svolgere studi ed approssimazioni.

Le relazioni internazionali sono considerate per la loro applicabilità pratica e concreta tramite due pensatori: Pareto e Mosca. Mettendoli a confronto si trovano sia analogie (sc. politica), sia divergenze di opinione sull'applicabilità della scienza sociale delle RI e sugli scopi che può avere per la pratica politica. → ci si interroga sulla correlazione fra teoria e prassi in politica.

Una lunga scuola di pensiero che crede che le scienze sociali abbiano una praticità di rilievo in politica continua con Mosca, che ne fa il fondamento della relazione internazionale come disciplina. Pareto invece considera il ruolo delle teorie sociali, e quindi della teoria delle RI, un semplice “sapere puro” e non applicabile, perché ritiene che ciò che muove le masse siano le ideologie, le passioni, e non le teorie scientifico-sociali.

→ il rapporto fra teoria e prassi non è né quello di Pareto, né quello di Mosca: la relazione fra teoria e prassi non è lineare (Mosca e i teorici ingegneristici) e nemmeno le scienze naturali sono diverse dalle scienze sociali (la loro applicabilità nella pratica non sempre è efficace, nonostante le leggi emanate dalle stesse nel campo del sapere puro non siano contestabili). Il rapporto, in ogni caso, anche se non lineare, esiste: non è teoria, scienza pura (Pareto), ma ha degli effetti nella dimensione pubblica, una propria utilità nel sociale e ha una sua applicabilità poiché hanno un ruolo “ironico”, in quanto l'utilità del sapere politologico è di altra natura rispetto a quelli che sostengono un'applicabilità delle RI → possono svolgere funzioni che non sono state esplicitamente pensate, hanno un'influenza di tipo non prevedibile o calcolabile sulle funzioni pubbliche (il contrario del pensiero di Mosca) → le teorie di Huntington hanno una ricaduta sulla politica internazionale che non era prevista, di effetti “catastrofici”: ribaltano il punto di vista dell'opinione pubblica e della politica internazionale (cos'avrà voluto dire?).

Nel momento in cui le teorie entrano nel dibattito pubblico e nei circuiti di decisione politica, subiscono una manipolazione, che deriva dalla struttura stessa della vita politica → che ruolo svolgono? Strutturano il discorso, lo legittimano, legittimano le decisioni politiche di chi ha il ruolo di svolgere questo compito, oppure offrono risorse di legittimità a chi ha il potere di agire.

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher taggamistamminchiaebbasta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Chiaruzzi Michele.
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