Storia delle relazioni internazionali
28/10/2020
Legame stretto tra politica estera e politica interna. La globalizzazione è la creazione infinita di legami (socioeconomici e culturali), ed è il frutto della storia internazionale.
19° secolo e il concerto europeo
19° secolo: fine delle guerre Napoleoniche (Congresso di Vienna 1815). A livello internazionale, dopo la caduta di Napoleone, nasce il “concerto europeo”: una forma di consultazione tra le maggiori potenze europee. I membri iniziali erano 5: Russia, Prussia, Austria, Inghilterra e Francia. Funziona fino al 1948.
Eventi storici significativi
- 1861: Unificazione italiana
- 1871: Nascita della Germania
- 1° rivoluzione industriale: metà 700, Inghilterra, si sviluppa l'industria tessile
- 2° rivoluzione industriale: metalli, chimico, siderurgico, industrializzazione di buona parte d'Europa e USA, sviluppo dei sindacati
- 1869: Apertura del canale di Suez
- 1900: Germania supera l'Inghilterra nella produzione industriale
- 1913: USA > Inghilterra + Germania
Gara coloniale e le sue conseguenze
GARA COLONIALE: 1914, innescata dalla seconda rivoluzione industriale per ottenere materie prime e mercati privilegiati.
- 1°: Gran Bretagna, possedeva 1/3 delle terre emerse, impero più grande mai posseduto (India...)
- 2°: Francia (Africa del nord, equatoriale, Indocina…)
Si entra in contatto con popolazioni di altre culture, e si sviluppa il concetto di razzismo. Diventa un fenomeno di massa e le persone lo vedono come una minaccia.
Cause della prima guerra mondiale
1° GUERRA MONDIALE: Cause principali includono:
- Costruzione flotta navale tedesca;
- Cause legate al nazionalismo;
- Panslavismo;
- Impero austroungarico e ottomano in disfacimento;
- Scontro tra Inghilterra e Germania per l'affermazione del primato in Europa.
Si tenta un'alleanza per spartirsi il dominio, ma in mancanza di un accordo, si sfidano per ottenere il controllo economico. (Balance of power per l'Inghilterra).
Impatto della guerra mondiale
La guerra di massa: i soldati erano principalmente contadini, ma allo sforzo bellico partecipò tutta la società. La guerra viene vinta da chi produce di più (guerra industriale). Moltissimi richiedono assistenza: orfani, vedove, mutilati.
La prima vera guerra di massa è stata quella di secessione degli Stati Uniti (nord contro sud), per ricavare la manodopera a basso costo.
Russia e il nuovo regime bolscevico
RUSSIA: marzo 1918, pace di Brest-Litovsk. Rapporto con il nuovo regime Bolscevico da parte degli Alleati, Francia, Gran Bretagna, Italia, Stati Uniti... hanno 2 atteggiamenti:
- Si rifiutano di riconoscere il nuovo regime per l'influenza che potrebbe avere nel resto del mondo.
- Tra il 1918 e il 1920 i paesi inviano contingenti a combattere contro il nuovo regime russo. Non ha successo e si irrigidisce il potere e l'esercito dei bolscevichi.
Questo periodo ha rilevanza nel determinare quello che da quel momento in avanti, per 45 anni (fino alla morte di Stalin), rimane presente nella mente della dirigenza sovietica l'idea che dell'occidente non ci si può fidare. Questo segna le decisioni della politica estera Russa.
Stati Uniti e dottrina di Morrow
STATI UNITI: paese giovane, sono nati nel 1776. Prima di diventare indipendenti erano una colonia. Senso di eccezionalismo, grazie a una storia diversa da quella europea.
1823: Il presidente James Morrow emana una dottrina che segnerà uno dei punti di riferimento assoluti della politica estera degli USA fino alla 2° guerra mondiale. Dottrina di Morrow: gli Stati Uniti non tollereranno nuove ingerenze di carattere coloniale da parte di paesi di altri continenti (Europa) sul continente americano e viceversa loro si asterranno.
Alla fine dell’800 termina l’espansione verso ovest (mito della frontiera), questo genera un cambiamento nella politica estera. In virtù di questi cambiamenti inizia la fase dell’imperialismo partecipano alla gara coloniale. Fanno una guerra breve tra gli Stati Uniti e la Spagna (1898), alla Spagna era rimasta l’isola di Cuba, Portorico e l’arcipelago delle Filippine e queste terre gli vengono strappate via.
Fine 800/inizio 900, gruppi di migranti si spostano verso ovest. Andrew Carnegie promuove riflessioni dicendo che l’imperialismo tradizionale non è più interessante e proficuo. Sarebbe migliore costruire dei rapporti internazionali costruiti su interessi economici, ovviamente assistiti da un esercito, ma in secondo piano.
Diplomazia del dollaro
Trattato bilaterale, tra USA e repubbliche americane nel quale si crea una situazione commerciale che dà vantaggi ai piccoli paesi, in cambio si chiede di creare una situazione in cui gli investimenti siano protetti e ben remunerati. Impone ai paesi determinati comportamenti, se non lo fanno intervento militare.
Diplomazia del dollaro: pratica di firma di accordi bilaterali con le repubbliche dell’America latina per la quale non era necessario l’uso della forza militare degli USA per ottenere nuovi territori e possedimenti diretti, ma la forza del dollaro, si sarebbe imposta da sola, creando interessi e compagnie commerciali nei paesi di suo interesse. Il dollaro come mezzo di egemonizzazione del mondo. (GOLD STANDARD, dava certezza ai costi della merce)
Per favorire il libero scambio internazionale è consigliato un cambio fisso. La “diplomazia del dollaro” sarà la dottrina ispiratrice, dopo la seconda world-war, della creazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e degli Accordi di Bretton Wood.
Il canale di Panama
IL Canale di Panama (1904): L’acquisto della zona di Panama (America Centrale e dominio colombiano) e successiva costruzione del Canale di Panama (per favorire il movimento della flotta militare), fu dovuto alle spregiudicate manovre di Theodore Roosevelt, il quale appoggiò la rivolta dei panamensi (1903) contro la Colombia cui apparteneva Panama.
Diplomazia e trattati del primo dopoguerra
1° GUERRA MONDIALE: Inizialmente si era aperto come uno scontro localizzato (protagonisti erano ristrette élite politiche), si trasformò poi in una guerra totale. La propaganda fu uno strumento fondamentale per costruire un’immagine negativa del nemico.
Il protrarsi dei combattimenti favorì la crisi e il crollo di:
- Impero austro-ungarico;
- Impero zarista;
- Impero ottomano.
Nel 1914 scoppia la guerra. Gli USA entrano nell’aprile del 1917, idea che rimanendo fuori dalla guerra si poteva guadagnare con prestiti e per problema di provenienza. Ottobre 1918: rivoluzione bolscevica. Era nato un processo rivoluzionario violento con l’iniziativa della classe operaia rappresentata dai partiti comunisti.
1918: per rispondere a quello che è successo in Russia, l’amministrazione di Wilson emana un manifesto della visione americana del mondo che dovrebbe funzionare come linee guida per la ricostruzione del mondo. I 14 punti di Wilson, i punti di principio sono 6:
- Alla fine della guerra le relazioni internazionali dovranno basarsi sull’eliminazione della diplomazia segreta (elemento essenziale per garantire la pace) democratizzazione delle relazioni internazionali, i trattati dovevano essere resi pubblici; libertà di commercio e navigazione internazionale.
- Principi della libertà di commercio e navigazione su tutti i mari del mondo. L’economia americana era la più forte perché hanno un mercato interno enorme in cui vigeva il principio dei rendimenti di scala, più produco meno mi costa il pezzo che produco.
- Per costruire un’economia mondiale libera bisogna abbattere le barriere protezionistiche sull’obiettivo del disarmo.
- Autodeterminazione dei popoli, sancisce l'obbligo, in capo alla comunità degli stati, a consentire che un popolo sottoposto a dominazione straniera (colonizzazione o occupazione straniera con la forza), possa determinare il proprio destino in uno dei seguenti modi: ottenere l'indipendenza, associarsi o integrarsi a un altro stato già in essere, o, comunque, a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico.
- Istituire un organismo internazionale che si occupasse di garantire la pace, e che verificasse che tutti gli altri punti di Wilson fossero attuati. Ovvero la Società delle Nazioni (ONU oggi).
È un manifesto ideologico universalista che si pone in contrasto con altre due visioni:
- Europea: basata sulla diplomazia segreta, su accordi privi di valori morali;
- Il comunismo in Russia.
Dopo l’armistizio inizia la conferenza di pace di Parigi nel gennaio del 1919. Quando si apre la conferenza di pace, gli Stati Uniti portano questi principi. Ci sono 5 grandi potenze alla conferenza: USA, Gran Bretagna, Francia, Italia, Giappone.
Gli scopi della Gran Bretagna, in apparenza entrata in guerra per difendere l’indipendenza del Belgio, ma in realtà voleva impedire l’egemonia tedesca sul continente europeo. Inoltre, voleva riportare la situazione com’era prima perché inizialmente era il paese al centro dell’economia mondiale, vuole riportare la “balance of power” ma manifestò timore perché pensava che la Francia potesse esercitare un ruolo egemone nel Vecchio Continente.
Gli scopi della Francia erano il ritorno dell'Alsazia e Lorena, spezzettamento e smembramento della Germania per togliergli le zone più ricche per evitare un probabile riemergere della minaccia tedesca. Gli Stati Uniti non vogliono smembrare la Germania e per garantire la sicurezza della Francia si propongono di intervenire in caso di un possibile attacco tedesco.
Le ambizioni italiane e la vittoria mutilata
Le ambizioni italiane, dopo tre anni di guerra, si erano ampliate; erano riusciti a mettersi d’accordo con Francia e Inghilterra per ottenere una zona in Anatolia, Turchia. Inoltre, Fiume non era stata inserita nel patto di Londra (aprile 1915) in virtù del fatto che non poteva essere annessa all’Italia ma poteva diventare una città internazionale.
Dato che l’impero austroungarico non c’era più, l’Italia voleva annettere Fiume ma ciò entrava in contrasto con i principi di Wilson. L’Italia esce con qualcosa in meno rispetto al patto di Londra, si crea la cosiddetta ‘vittoria mutilata’, questo aumenta il nazionalismo e il fascismo.
Il consiglio dei dieci e il trattato di Versailles
Consiglio dei dieci: I vincitori, in un primo tempo, fanno affidamento sul Council (ovvero i capi di Stato e i ministri degli esteri di USA, GB, F, I, G), per poi ridursi al Council of Four (primo ministro britannico Lloyd George, presidente del consiglio francese Clemenceau, il presidente americano Wilson e il presidente del consiglio italiano Vittorio Emanuele Orlando). OBIETTIVO: determinare l’esito delle trattative di pace.
Le logiche che dominano le potenze sono contrastanti con i principi di Wilson. Inoltre, tutti stanno cercando di combattere la Russia, stanno cercando di abbattere il governo bolscevico. L’obiettivo è isolare il più possibile la Russia, ma il risultato è tragico.
Tra l’autunno del 1919 e l’estate del 1920 vengono firmati i trattati con le altre potenze sconfitte:
- Il 10 settembre, Saint-Germain-en-Laye con l’Austria;
- Il 27 novembre, Neuilly con la Bulgaria;
- Il 4 giugno 1920, Trianon con l’Ungheria;
- Il 10 agosto, Sèvres con la Turchia.
Saint-Germain-en-Laye e Trianon tentavano di risolvere la questione della dissoluzione dell’impero austro-ungarico. Austria e Ungheria (parti fondamentali dell’ex impero asburgico) si erano ridotte a due piccoli stati che coprivano territori abitati in parte da popolazioni di lingua tedesca e in parte di lingua magiara.
In Europa, dopo la 1° guerra mondiale, ci sono molti più stati e molte più barriere commerciali ed economiche da abbattere. La Germania e l’Austria-Ungheria perdono moltissimi territori. Si assiste a una frammentazione della mappa europea.
Tutti i nuovi paesi creati con il trattato di Versailles nascono per creare un cordone sanitario, per proteggere il cuore d’Europa dalla Russia bolscevica. La Polonia nasce con una serie di minoranze che generano instabilità al suo interno perché richiedono diritti e rappresentanza.
La Cecoslovacchia (ora non esiste più) ha una minoranza tedesca, 10 mila tedeschi. La Francia aveva visto nella creazione di questo Stato un utile baluardo nei riguardi della minaccia della restaurazione asburgica e della rinascita dello Stato tedesco.
La Romania viene raddoppiata grazie ai territori della Transilvania e del Banato, a danno degli ungheresi e con una minoranza magiara creando una rivalità tra Budapest e Bucarest.
Questi Stati sono i difensori dell’assetto di Versailles, perché sono stati appunto generati con il trattato, ma sono i più deboli in quanto formati da numerose minoranze etniche. La Francia sarà per gli anni 20-30 il naturale difensore dell’assetto fragilissimo uscito da Versailles.
Il trattato di Versailles impone alla Germania clausole pesanti.
Sul fronte occidentale, distacco della regione Saars che viene internazionalizzata per 15 anni sotto l’amministrazione della SDN, ma la proprietà delle sue miniere passava alla Francia. Sull’altro lato del Reno si proibisce alla Germania di costruire qualche base militare. È un cuscinetto di sicurezza per la Francia.
Sui confini orientali della Germania la perdita territoriale è maggiore rispetto al lato occidentale. C’è una ferita permanente con la nascita della Polonia e per dare al nuovo Stato uno sbocco sul mare si decide di usare la città di Danzica, città abitata da tedeschi, che viene resa città internazionale, il risultato è che il territorio tedesco risulta diviso in due. I confini orientali non verranno mai digeriti né dall’élite né dalla popolazione.
Le clausole del trattato di Versailles
- Clausole militari: Riduzione dell’esercito tedesco a un piccolo corpo di professionisti di 100 mila uomini, eliminazione dello stato maggiore, proibizione degli armamenti offensivi (navi da battaglia, aerei), smilitarizzazione della Renania (zona a est del Reno).
- Clausole territoriali: Forze armate rese a 0.
- Clausole finanziarie: Nell’art 231 del trattato la Germania viene considerata la sola responsabile dello scoppio della guerra. L’ammontare nel 1920 viene fissato in un contesto politico diverso e verrà fissato a 132 miliardi di marchi in oro, circa 1-2 annualità del prodotto nazionale lordo tedesco. Cifra pensata così che la Germania non abbia una ripresa economica per molti anni, clausola pensata dalla Francia.
Un paese dei grandi vincitori decide di non ratificare il trattato di Versailles, gli USA. È cambiata la maggioranza con la dottrina di Morrow, che dice che gli Stati Uniti non entreranno in alcuna vicenda europea (1818, vincono i Repubblicani e nel 1920 viene rifiutata la ratifica del trattato di Versailles).
La Francia si trova senza la protezione americana, per questo usa in tutti i modi possibili le clausole del trattato per rendere debole l’economia della Germania. Questo atteggiamento della Francia viene chiamato ‘la politica dell’esecuzionismo’.
Il nuovo assetto internazionale
Il nuovo assetto internazionale al di fuori dell’Europa riguarda l’ex impero ottomano e sugli imperi coloniali delle potenze sconfitte, ovvero la Germania. I territori vengono spartiti tra le potenze vincitrici, Francia e Gran Bretagna. (Tanzania- GB, arcipelaghi pacifico-Giappone, Namibia-sud Africa).
I mandati della società delle Nazioni
Vengono spartite con un sistema particolare, come mandati della società delle Nazioni. Si applica alle colonie di nuova acquisizione. Cosa sono i mandati?
- La colonia tradizionale è un possedimento totale da parte di una patria.
- Il mandato è qualcosa per cui la società delle nazioni concede alla potenza mandataria il possedimento del territorio con l’impegno che la potenza si adoperi per accompagnare la popolazione del territorio alla capacità di autogovernarsi.
È il primo meccanismo che viene creato per andare verso un lento processo di decolonizzazione.
- La potenza mandataria ha l’obbligo di riferire alla società delle nazioni di fare rapporti periodici su quanto viene fatto sul territorio del mandato e quali progressi il popolo del territorio fa.
- Si decide, date le differenze strutturali dei differenti mandati, di istituire 3 tipologie di mandati a seconda del grado di maturità politica delle popolazioni locali.
- Primi mandati (di tipo A) sono vicini all’autogoverno, ex territori arabi dell’impero Ottomano (Iraq primo caso di decolonizzazione, 1930 diventa indipendente);
- Secondi e terzi mandati (di tipo B e C) sono solitamente africani, il percorso verso la capacità di autogoverno sarà molto lungo;
La società delle Nazioni
Struttura della Società delle Nazioni (creata nel 1919), ha il compito principale di mantenere la pace mondiale.
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