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Cambiare le leggi dinastiche e contenziosi internazionali

Cambiare le leggi dinastiche è complicato, perché si apre un contenzioso. In Portogallo c’è la guerra civile: c’è il re Don Pedro, che vuole lasciare il trono alla figlia, ma c’è lo zio Miguel che dice che non si può fare. La monarchia orleanista, alla vigilia degli avvenimenti del 1848, si sta avvicinando alle posizioni austriache.

Conflitti religiosi e politici in Svizzera

In Svizzera nel frattempo c’è la guerra tra i cantoni cattolici e i cantoni protestanti. I cantoni protestanti fanno approvare una legge che fa sciogliere i conventi, così i cantoni cattolici rivendicano un’autonomia in tale questione. La questione quindi è: la Svizzera deve essere una federazione o una confederazione (dove c’è larga autonomia). Di fatto si combatte tra progresso (protestanti) e conservatorismo (cattolici). È una guerra di avamposti. Vincono i liberali, perché le potenze conservatrici non intervengono.

Lord Palmerston e Metternich: visioni opposte

Lord Palmerston dice che per prevenire la rivoluzione il modo migliore è fare le riforme. Metternich dice esattamente il contrario, poiché dice che aprire la strada alle riforme vuol dire aprire la strada alla rivoluzione.

Relazioni internazionali e conflitti

All’Inghilterra andava benissimo che in Italia ci fosse un’egemonia austriaca, poiché altrimenti ci sarebbe stata un’influenza francese, e questo l’Uk non poteva permetterlo. La Russia è tradizionalmente ostile all’impero ottomano. L’impero ottomano era appoggiato dall’impero britannico.

Indipendenza greca e conflitti ottomani

Lord Byron va a combattere per l’indipendenza greca e muore per malattia a Missolungi. L’immagine della Grecia ottocentesca non corrisponde agli studi della letteratura greca, né come etica pubblica, né fisicamente, poiché si trova una popolazione che si è mescolata nei secoli con i turchi e con altre popolazioni, e non le alte e bellissime statue greche.

Primi del '900 e ribaltamenti delle alleanze

Nella prima guerra mondiale però Inghilterra e impero ottomano sono nemici. Russia e Inghilterra sono alleati. Questo è il ribaltamento che c’è a inizio ‘900. L’impero ottomano è sempre più soggetto all’influenza tedesca. C’è un ufficiale che riorganizza l’esercito ottomano per renderlo più efficiente, e tale ufficiale è il tedesco Wilelm Von Moltke.

La questione dell'indipendenza greca

Gli anni ’20 dell’800 sono caratterizzati dalla questione dell’indipendenza greca, che è un moto indipendentistico, che si caratterizza in maniera diversa dagli altri moti. I greci non sono mossi da principi demagogici o rivoluzionari, ma sono mossi dalla restaurazione della nazione. Vogliono essere riammessi nella società europea, poiché vogliono riunirsi alla famiglia cristiana e liberarsi dal dominatore turco.

L’impero ottomano non è così raffinato nel suo modo di agire. Il patriarca di Costantinopoli conta poco poiché non ha fedeli. Vive a Istanbul, ma certamente non può contare su una comunità di fedeli cospicua (pochi cristiani).

Il ruolo delle grandi potenze

La vera forza degli ortodossi è il patriarca di Mosca. Il patriarca di Costantinopoli, consapevole della sua posizione difficile, rilascia una dichiarazione in cui sconfessa l’insurrezione greca, ma nonostante ciò nel giro di poche ore viene arrestato e crocifisso dai turchi.

Anche il più liberale dei musulmani non ammetterà il diritto di conversione ad altra religione. Nell’impero ottomano è una cosa diversa. Era un impero multietnico e multinazionale. Se si guarda la composizione etnica e religiosa di Costantinopoli, si vede che i musulmani erano appena il 50% della popolazione. Oggi Istanbul ha invece una composizione dove i non musulmani sono insignificanti. La Turchia oggi è uno stato nazionale musulmano.

Prima le minoranze cristiane avevano degli agganci internazionali, delle garanzie quindi, delle alleanze che il sultano aveva concluso con le potenze occidentali. Oggi la Turchia ha dichiarato la sua purezza musulmana.

Il ruolo delle potenze occidentali

C’è un progressivo interessamento alle vicende greche da parte delle potenze occidentali. L’apice di tutto ciò è la battaglia navale di Navarino, quando l’Inghilterra sconfigge la flotta turco-egiziana. Il Regno greco di allora è molto più piccolo della Grecia attuale, manca Creta ad esempio, il Dodecaneso, Tessalonica e così via.

Ad eccezione della Serbia, che ha due dinastie autoctone, gli altri paesi che nascono dall’indipendenza, hanno un re che si va a prendere dal di fuori. Non si può prendere un re da una famiglia nobile locale. Nella soluzione della questione dell’indipendenza greca, l’Inghilterra riesce a salvaguardare i propri interessi, poiché la Grecia è sempre più sotto l’influenza greca invece che sotto l’influenza russa.

Crisi egiziane e Mehemet Ali

Gli anni ’30 sono caratterizzati dalle cosiddette crisi egiziane. Il protagonista di queste crisi è Mehemet Ali, che è un turco nato nei Balcani, che era diventato il Pascià (Governatore) d’Egitto, per conto dell’impero ottomano. Mehemet Alì, avendo aiutato più volte il sultano, ritiene di aver diritto a una ricompensa. È lui il fondatore del moderno Egitto, dove il potere era da secoli nelle mani di una guardia pretoriana.

Un giorno Mehemet Alì massacra tutte queste guardie al Cairo. Nella moschea della cittadella del Cairo c’è la tomba di Mehemet Alì. Egli è responsabile di due crisi, che si chiamano “Crisi egiziane”, poiché il suo scopo è quello di trasformare l’Egitto da semplice governatorato a dominio ereditario. Vuole creare un impero arabo a fianco dell’impero ottomano.

Prima e seconda crisi egiziana

La prima crisi egiziana vede un rovesciamento di fronte temporaneo. In politica internazionale ci sono le costanti di fondo, ma questo non esclude che ci possano essere delle svolte temporanee. È ad esempio il caso della Russia, che di solito è ostile all’impero Ottomano, ma nelle crisi arabe lo appoggia. Si stabilisce così tramite un trattato l’influenza russa a Costantinopoli. È un trattato di alleanza. Quindi Mehemet Alì viene fermato.

In occasione di questa prima crisi egiziana Palmerstone emana una disposizione che dà facoltà all’ambasciatore britannico a Costantinopoli di disporre della discrezione di chiamare la flotta britannica che è a Malta, per risparmiare tempo.

La seconda crisi egiziana vede contrapposte UK e Francia. Il governo francese appoggia Mehemet Alì. Il duello è anglo-francese poiché i britannici sospettano che i francesi vogliano mettere piede oltre che nel Mediterraneo orientale, anche nel Mediterraneo occidentale. Qui Palmerstone crea una coalizione di tutte le potenze, che isola la Francia. Si fa un trattato tra impero Ottomano, Prussia e Russia. Il governo francese cede, poiché il bellicoso Adolphe Thiers viene sostituito da un primo ministro più pacato.

Guerra di Crimea e alleanze internazionali

Inghilterra e Francia si alleano a sostegno dell’impero Ottomano quando questo è attaccato dalla Russia. L’attacco delle truppe russe avviene in Valacchia (Romania). Si va a combattere in Crimea, poiché nella ricerca di un campo di battaglia si devono scartare altre possibilità. Si pensava addirittura magari di combattere in Svezia per coinvolgerla contro la Russia. Ci sono state nel corso della storia numerose battaglie tra Svezia e Russia. Ma la Svezia aveva già abbracciato quella politica di neutralità che oggi la contraddistingue.

Le truppe occidentali pongono l’assedio a Sebastopoli (Crimea). Dell’aspetto diplomatico della guerra di Crimea ci interessa che anche il Regno di Sardegna combatte contro la Russia al comando del Generale La Marmora. I soldati italiani moriranno non tanto per le pallottole nemiche, ma di colera (le infezioni erano normali).

L’Austria Ungheria è di fronte a un dilemma: stare da parte della Russia, come vuole la politica della Santa Alleanza, o stare contro la Russia (per la questione dell’influenza sui Balcani)? Ci sono sempre dei rovesciamenti delle alleanze di tanto in tanto. Maria Antonietta (austriaca) che va a sposare Luigi XVI (francese), quando invece la Francia e l’Austria (Asburgo) erano sempre stati nemici. In quell’occasione però, in occasione della guerra di secessione austriaca, si combinò questo matrimonio, perché l’Austria si alleò con la Francia. La rottura col fronte conservatore della Russia però era destinata a durare. I russi se la legarono al dito. L’Austria si unisce alle potenze occidentali quindi all’ultimo momento contro la Russia. Non fa in tempo a partecipare però alle operazioni belliche, poiché la Russia chiede l’armistizio prima. L’Austria ha però compiuto un passo gravido di conseguenze.

Neutralizzazione del Mar Nero e la pace di Parigi

Si dice che il Mar Nero è neutralizzato, è vietato alle navi da guerra. Bisogna cancellare la flotta russa dal Mar Nero. L’Inghilterra liberale di Gladstone sostiene che i trattati non possono essere enunciati unilateralmente, ci vuole il consenso. Si fa un nuovo trattato che prevede ciò che la Russia prevede. Questa è la pace di Parigi.

Impatto della guerra di Crimea sull'Italia

La guerra di Crimea è importante per quanto riguarda anche l’Italia. Nella seduta del congresso di Parigi c’è la discussione della questione italiana. Prussia, Russia e Austria si rifiutano di discutere di tale questione, poiché dicono di essere riuniti per la pace della guerra di Crimea e non per i problemi italiani. Il delegato russo Orlov dichiara di non poter prendere parte a una discussione non prevista dalle sue istruzioni. Questa riunione è quella che si definisce un successo propagandistico. È riuscita a far sì che si discuta in un congresso internazionale del problema italiano. La partecipazione italiana alla guerra di Crimea è una cambiale che il governo attiva per il futuro. Il senso di tale partecipazione è di acquisire del credito in campo internazionale.

Il ruolo del Piemonte nel quadro internazionale

Il problema può trovare soluzione solo se il Piemonte sarà in grado di inserirsi nel quadro internazionale. Questo è il risultato della partecipazione italiana alla guerra di Crimea. Nei vecchi manuali scolastici si parlava del decennio ’49 – ’59, come del decennio di preparazione.

Il contesto europeo e gli attentati nell'800

Il problema è vedere come il mondo incide sulle vicende di Bruxelles. Felice Orsini mette in atto l’attentato contro Napoleone III. Viene poi condannato a morte. Per tutto il corso dell’800 era famosa la bomba Orsini. Con questa bomba aveva ucciso 80 persone. Ma Napoleone era rimasto illeso perché era rinchiuso in una carrozza blindata.

Perché fa l’attentato a Napoleone? Felice Orsini era un terrorista, ma in tutte le città d’Italia ci sono delle vie “Felice Orsini”. Come ci sono molte vie Guglielmo Oberdan (che condusse l’attentato contro Francesco Giuseppe). Non esiste una definizione precisa di terrorismo. Per noi Felice Orsini è stato un eroe, come Guglielmo Oberdan, perché lottava per l’indipendenza italiana. Per i nemici è ovviamente un terrorista.

Napoleone III e il progetto di riorganizzazione europea

Napoleone è il leader della Francia, e quindi è il restauratore dell’impero, e quindi vuole riformare quello che è l’assetto dell’Europa, cominciando dall’Italia, per riformare l’assetto ottocentesco. L’Italia sarebbe solo la prima tappa di un progetto generale di riorganizzazione dell’Europa. La guerra d’Oriente poteva essere la rivoluzione attesa, ed è con tale speranza che io l’ho intrapresa. “Il terreno perduto in Crimea può essere riguadagnato in Lombardia. Questo darà un grande scossone all’opinione pubblica europea, che vedrà il governo francese come capace di liberare e civilizzare i popoli” cit. Napoleone III.

Discussione sul "grido di dolore" e il ruolo delle istituzioni

1859: discorso sul “grido di dolore”. Cancelliere Metternich: “L’Italia è un’espressione geografica”. La corona del Sacro romano impero è una corona elettiva.

La Confederazione Germanica e le tensioni interne

Viene istituita la Confederazione Germanica: da 350 stati membri si scende a 39. Della confederazione germanica fa parte solo una parte dell’impero austriaco. Il regno d’Ungheria non fa parte della confederazione germanica, ma neanche il Lombardo-Veneto.

Si prefigureranno due possibili soluzioni del problema dell’unificazione tedesca: Grande tedesca (ingresso di tutto l’impero austriaco nella compagine nazionale tedesca), e quella piccolo tedesca (imperniata sulla Prussia). Anche una parte del Regno di Prussia non appartiene alla confederazione germanica. Se poi si guarda al confine con la Danimarca, proprio per la questione dei confini danesi e dei ducati ivi compresi, scoppieranno delle guerre. Il Lussemburgo diventerà autonomo. Fino alla conferenza che lo fece diventare autonomo, il granducato di Lussemburgo apparteneva al re dei Paesi Bassi.

La Confederazione germanica è presieduta di diritto dall’imperatore d’Austria; il vice è il Re di Prussia, e poi c’è una dieta in cui i vari stati sono rappresentati proporzionalmente alla loro popolazione ed estensione. Ci sono poi 7 curie che esprimono ciascuna un voto per i gruppi di stati minori. Della dieta ristretta fanno infatti parte solo gli stati maggiori. La Prussia deve digerire queste sue nuove acquisizioni.

La pregiudiziale legittimista e la Zollverein

C’è poi la cosiddetta “pregiudiziale legittimista”: non si è disponibili a sfidare ciò che è previsto dai trattati, e cioè a sfidare l’Austria. Bismark ha da tempo abbandonato la pregiudiziale legittimista.

Nel 1833 era stata fondata la Zollverein = unione doganale, per rinsaldare i rapporti commerciali con gli stati tedeschi. L’unione doganale escluderà l’Austria. In un certo senso la Germania è più avanti dell’Italia, poiché c’è una confederazione che in Italia non c’è. C’è un’unione doganale che in Italia non c’è. Istituzionalmente la Germania è più avanti. Il fattore religioso: in Germania c’è un dualismo tra cattolici e protestanti che hanno come punti di riferimento Vienna e Berlino. Il risorgimento italiano ha un forte carattere anticlericale e anticattolico. La Prussia svolge il ruolo che in Italia è stato svolto dal Piemonte. I prussiani ammirano Cavour, ma ritengono che egli sia troppo generoso con la Chiesa.

Moti rivoluzionari del '48-'49 e la Germania

Anche nel ’48 ci sono moti rivoluzionari in Germania che portano alla costituzione del Parlamento di Francoforte, che non è la dieta della confederazione germanica, ma è un parlamento eletto a suffragio universale. Tale Parlamento offre la corona imperiale tedesca a Federico Guglielmo IV che la rifiuta poiché gli viene offerta da un’assemblea popolare. Il re può accettare una corona offerta dai principi.

“Questa corona mi è stata offerta a condizione che io accettassi una costituzione” lui non ha nessuna intenzione di accettare una costituzione. Uno dei fattori per cui il Re di Sardegna diventa Re d’Italia è proprio la Costituzione albertina ottriata. Questo non avviene per gli Hohenzollern. Gli avvenimenti del ’48-’49 si concludono anche in Germania con il ritorno allo status quo ante.

Bismark e la politica prussiana

Bismark è un conservatore prussiano parte degli Junker (nobile proprietario terriero con tradizioni militari). In Prussia è l’esercito che possiede lo Stato. L’aspetto militare è molto importante. Prima di essere nominato presidente del consiglio dei ministri di Prussia egli ha ricoperto 3 incarichi importanti: è stato il rappresentante della Prussia alla dieta della Confederazione Germanica, dove ha avuto modo di maturare le convinzioni di opposizione all’Austria; dopo pochi mesi da tale incarico, Bismark matura la convinzione che non c’è alternativa al combattimento contro l’Austria, rompe per primo tra i conservatori con la pregiudiziale legittimista.

Poi nella primavera del 1859 Bismark è allontanato da Francoforte e viene mandato come ambasciatore tedesco a San Pietroburgo. Nel frattempo svolge una breve missione a Parigi, dove vede direttamente la realtà del secondo impero, e ne misura la fragilità. Per quanto riguarda San Pietroburgo, qui egli matura la sua convinzione che sia interesse della Germania mantenersi sempre legato alla Russia. Gli zar di Russia sposavano sempre le principesse tedesche.

Bismark a San Pietroburgo è considerato un diplomatico amico, tant’è che lo zar Alessandro II gli propone di passare al servizio della Russia. Allora era un fatto concepibile quello di passare al servizio di un altro stato. Bismark si convince ben presto della necessità di uno scontro tra la Prussia e l’Austria.

Conflitti e alleanze in Ungheria

In Ungheria c’era una grande componente di popolazione Magiara. È su questo terreno che scoppierà la scintilla che porterà alla WWI. L’Ungheria era il paese meno comunista. Fu proprio qui che scoppiò nel 1956 la più importante delle rivolte antisovietiche. L’attuale governo ungherese è un governo molto patriottico e nazionalista, che si richiama ai principi cristiani e alla corona di Santo Stefano come simbolo dell’unità dello stato. Il Governo ungherese ha deciso che la corona di Santo Stefano sia permanentemente conservata nel parlamento, come simbolo.

Certamente l’Ungheria ha nella sua storia nutrito sentimenti anti russi. I polacchi ancora di più. Attualmente, sia a Varsavia che a Budapest ci sono due governi di destra. L’Ungheria ha capito che però l’isterismo antirusso nella politica internazionale non serve a niente. La Russia è sempre un alleato prezioso. Questa evoluzione dell’impero asburgico in impero austro-ungarico, accentua le divergenze con la Russia. Ha delle conseguenze anche in campo internazionale. Ciascuna delle due parti dell’impero...

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sprint Notes di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof De Leonardis Massimo.
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