Appunti Psicologia Cognitiva – Salvatore Tropea – LUMSA 2011/2012
PSICOLOGIA COGNITIVA
PERCEZIONE e ATTENZIONE, analisi del linguaggio (per poter essere in grado di rispondere ad una domanda
anche se apparentemente banale). PROBLEM SOLVING
!
I GHESTALTISTI (psicologi degli anni ’20 e ’30), orientati verso lo studio di percezioni visive e processi di
risoluzione dei problemi (appunto, Problem Solving). Quando questi problemi non si riescono a risolvere, la
persona si trova in uno stato di fissità funzionale (visione abitudinaria). Dalla visione abitudinaria si passa
alla visione INSIGT, ovvero percepire gli oggetti con “un altro occhio”, non nelle loro forme normali
LA PSICOLOGIA COGNITIVA nasce tra gli anni ’50 e ’60; la psicologia prima era impregnata dei concetti del
Comportamentismo (studio dei comportamenti in relazione soltanto a stimoli/risposte). La psicologia
cognitiva lo supera e mette in mezzo l’organismo STIMOLO – ORGANISMO – RIPSOSTA
!
Nel caso dell’uomo che è il sistema cognitivo più complesso, è necessario introdurre l’elemento
dell’ORGANISMO. Il COGNITIVISMO nasce nel 1967 con la pubblicazione del libro “Psicologia Cognitiva” di
Naisser. Per esempio lo scaldabagno funzione come un FEEDBACK NEGATIVO (col termostato, arrivati ad
una certa temperatura si spegne); può essere una metafora per spiegare delle relazioni fra due persone
(per esempio in una discussione si raggiunge un limite e si può tendere ad abbassare i toni). Invece il
FEEDBACK POSITIVO avviene quando si supera questo limite e non si abbassano i toni ma si va oltre.
I primi Cognitivisti hanno adottato un approccio computazionale simbolico, ovvero si ipotizza che la mente
umana funzioni come un computer digitale (quindi come un calcolatore che reagisce agli stimoli). Noi
abbiamo 10⁹ / 10¹⁰ NEURONI (più la vita scorre meno neuroni abbiamo ma ci sono più connessioni). Per
esempio: il nostro ricordo della “nonna” (che risale alla nostra infanzia) è diffuso in moltissimi neuroni (ma
non in tutti, ognuno dei quali contiene una piccola parte di questo ricordo), in modo tale che con la morte
costante dei neuroni non si corre il rischio che questo ricordo si possa perdere. I ricordi non si cancellano
mai, però ci sono casi in cui non si può più accedere a determinati ricordi.
Lo HUMAN INFORMATION PROCESSING ( HIP, è un processo simbolico) come un calcolatore. Secondo i
sostenitori di tale teoria, si potrebbero creare Intelligenze Artificiali esattamente uguali alle intelligenze
biologiche. E quindi ci sono i concetti di Intelligenza Artificiale Forte (che afferma che ci sono macchine che
possono pensare e che la loro creazione è solo questione di tempo e soldi) e
Intelligenza Artificiale Debole
(che afferma che non ha senso occuparsi del pensiero delle macchine ma si debba migliorare le prestazioni
di quelle esistenti).
Metodo scientifico: Osservazione – Ipotesi – Sperimentazione… ragionamento induttivo, invece il
ragionamento DEDUTTIVO possiamo dire che abbia i risultati già insiti nelle domande e quindi non porta a
maggiori conoscenze.
Da una parte l’HIP (processo simbolico, seriale, a stadi); dall’altra parte il CONNESSIONISMO (sub simbolico,
c’è un parallelismo e quindi una grande interazione tra i vari neuroni). Il migliore approccio è una via di
mezzo perché il processo HIP si può interrompere e non potrebbe andare avanti; mentre il secondo
processo non ha un vero inizio e non una vera fine e non ha, quindi, un percorso troppo standardizzato e
ciò fa sì che molto più “biologico” del primo. Sono due paradigmi molto diversi: il primo che va avanti per
gradi e che non impara ma che però ha elementi più specializzati; il secondo, invece, impara a seguito di
input e dei processi che ne susseguono. Secondo l’HIP la mente è modulare, ovvero basata su dei moduli
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indipendenti tra loro, sono innati e non dipendono dalle esperienze; non sono astratti ma sono costituiti da
una serie di neuroni; sono localizzati, molto veloci e possono presentare delle disfunzioni. Secondo
l’HIP le
DISFUNZIONI possono derivare da singoli neuroni specializzati in un determinato argomento. Mentre per i
“collettivisti” le disfunzioni sono presenti nelle varie connessioni tra neuroni.
Non si può sapere cosa sta pensando una persona però si possono fare delle ipotesi sui processi mentali
degli altri e sui propri. Questo processo si chiama METACOGNIZIONE.
I SISTEMI ESPERTI sono sistemi sofisticati che riproducono la complessità delle conoscenze umane (un
pezzetto specifico di esse). Se un Sistema Esperto riesce a riprodurre perfettamente una conoscenza umana
(e quindi fornire risposte come se fosse un essere umano), si dice che ha superato il TEST DI TOURING. Però
la conoscenza di questi sistemi non può ampliarsi da sola e avrà sempre bisogno di un impulso e quindi non
sarà mai perfetto perché fa un “copia e incolla” e non comprende ciò che esso stesso fa. La differenza con
la mente umana è che non riesce ad uscire fuori dagli schemi e quindi non può nemmeno sbagliare
(soprattutto sbagliare, infatti, è una caratteristica dell’intelligenza umana).
Ogni unità che compone una RETE NEURONALE (quindi si parla di Connessionismo), contiene un pezzetto di
informazione ( si può dire che la conoscenza sta dappertutto e in nessun luogo) perché le informazioni
sono distribuite sia tra moltissimi neuroni (ma non proprio tutti), sia tra le varie connessioni (ma non
proprio tutte). Nell’approccio Sub simbolico i processi cognitivi sono caratterizzati da qualcosa che è più
grande della semplice somma dei componenti (si parla di emergenza) e inoltre (a differenza dell’HIP), la
rete neuronale si auto organizza e, appunto, può uscire dagli schermi. La rete neuronale è di tipo plastico e
quindi si adatta. Plasticità significa anche che la rete resiste al rumore e alle lesioni, e continuano a lavorare
riorganizzandosi. Chiaramente ciò può avvenire entro un certo limite dopo il quale la rete non riesce ad
auto-‐organizzarsi più. Invece, la rete seriale (HIP) non lo può mai fare. Le reti neuronali sono caratterizzate
dal parallelismo e non da vari stadi. Nelle reti neuronali ci sono processi omeostatici in modo che i neuroni
rimasti facciano il lavoro dei neuroni lesionati e perduti. Approccio “sub simbolico” vuol dire, appunto, che
ogni unità contiene un pezzetto dell’informazione. Le reti neuronali apprendono, generalizzano, sono
resistenti al rumore e alle lesioni.
BACK PROPAGATION: APPRENDIMENTO SUPERVISIONATO: inizialmente la rete risponde con un grande
scarto di errore per poi tornare sempre più indietro riducendo l’errore. Si dice supervisionato perché si
impostano già dei valori rispetto a delle risposte già note in anticipo.
L’APPRENDIMENTO NON SUPERVISIONATO: in questo modo la rete diventa somigliante con lo stimolo che
gli viene presentato (diventa quindi come un rilevatore statistico). Questo processo viene chiamato anche
COMPUTER LEARNING dove non si hanno risposte esatte ma si hanno osservazioni statistiche (es.:
l’identikit).
CAOS DETERMINISTICO (o Sistemi Dinamici Non-‐Lineari)
Questi sistemi ci fanno
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