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Produzione artistica e società industriale 2014/15

Immagini e panorami

Molto spesso le immagini e i paesaggi sono utilizzati per rappresentare delle fotografie all'interno dei viewmaster; queste diventano immagini definite immagini da viaggio. Ci si appropria di quel paesaggio mediante la fotografia, grazie a una serie di congegni si ha la possibilità di vedere l'immagine in 3 dimensioni come per esempio i panorama o il viewmaster.

Il panorama nasce negli anni '30 dell'Ottocento grazie a un pittore, si tratta di una realizzazione in Trompe d’oeil in una parete circolare creando illusione ottica. Il panorama gioca sul confondere le idee e si giungeva mediante una scala a chiocciola molto buia che si apriva improvvisamente di fronte l'immagine rappresentata avendo l'impressione che fosse tutto vero. Tra quelli ancora esistenti possiamo ricordare: Hendrik Willem Mesdag, Panorama Mesdag 1880 ca the Hague.

Molto spesso queste costruzioni venivano portate in tour, erano quindi create su grandi tele da equipe di pittori. Solo successivamente vengono costruiti degli spazi appositi e molto spesso vengono portati anche all'Expo. Il panorama Mesdag fu finanziato da una società belga in zona residenziale. Quando la società andò in bancarotta, l'artista acquistò il quadro, tutt'oggi infatti è privato; inoltre, questo fu studiato dallo stesso Van Gogh. In Belgio, per il centenario della battaglia di Waterloo, viene costruito un panorama dove la luce segue la luce naturale creando ancora più illusione. Fu dipinto da tre artisti nel 1912.

Panorami paesaggistici

Esistono anche panorama di natura paesaggistica come quello della fine degli anni '20 del 900 di Johann Michael Sattler, Panorama della città di Salisburgo finanziato da Francesco I. Si sviluppa su 26 m di tela e fece un tour anche in Europa. Molti artisti di panorama erano anche illustratori di numerose riviste o libri di avventura, tra quelle più importanti dobbiamo ricordare la Tour du Monde 1861 ideata da Charton. La rivista non è importante solamente per il testo ma soprattutto per le illustrazioni; questa è una vera e propria rivoluzione. La rivista serviva a volgarizzare l'esperienza del viaggio, esce in due serie: la prima che va dal 1860 al 1894, la seconda dal 1895 al 1897.

Dal 1890 le illustrazioni non sono più disegni ma vere e proprie fotografie. Tra gli illustratori più importanti possiamo ricordare Francois Auguste Biard. Molto spesso i disegni giungevano in sede solo sotto forma di schizzo che veniva poi completato dai disegnatori chiamati in sede. Gli illustratori della rivista sono gli stessi dei libri di J. Verne come per esempio de Nauville oppure Gustave Doré.

Esposizioni universali

Gli Expo del 1851 di Londra fino a quelli del 1958 di Bruxelles furono grandi attese soprattutto per le immagini, le idee sia estetiche che funzionali. Quindi molti oggetti industriali e artistici compariranno proprio nelle esposizioni. Nel 1851 nasce la prima esposizione universale e con essa vengono fissate tutte le regole esistenti ancora oggi.

II → analisi della bibliografia da studiare per l’esame info@fondazionenicolatrussardi.com → Giulia Chiapparelli, mediatore culturale, palazzo reale.

Immagine di copertina

L’immagine di copertina è frutto di 2 disegnatori Schuiten e Benoit Peeters francesi, hanno allestito a Parigi una mostra intitolata Revoir Paris. Nel 1982 pubblicano un libro dove viene dato rilievo alle architetture fantastiche di alcune città.

Produzione artistica

Per rispondere alla domanda "cosa è la produzione artistica?" facciamo alcuni esempi:

  • Agnol Domenico Pica 1933 sedia proposta alla V triennale di Milano, creata mediante il tubolare metallico, permette grande libertà di disegno e di progetto, il modello iniziale sono le sedie in metallo progettate al Bauhaus.
  • Tullio di Albissola crea una serie di oggetti tra cui vasi oggi esposti ad Albissola, collabora con Lucio Fontana, con il gruppo Cobra e infine artisti spazialisti. Il vaso ha una forma asimmetrica con smalti lucidi e cristallina. È decorata con una donna che fuma.
  • Camera da letto progettata da Rittfield, si trova ad Amsterdam progettata nel 1927 per una famiglia di collezionisti. I colori sono tipici del gruppo De Stijl.
  • Manifesto di Paul Cassandre con pittura a spruzzo, bottiglia.
  • Sanitario prodotto nel 1958, idea è trovare nuove forme per le funzioni fisiologiche.
  • Scrittoio con gusto tardo.
  • Disegno di un tessuto con manifattura GSA, vi lavorano una serie di artisti per la produzione di complementi di arredo nella seconda metà degli anni '50.
  • 3 ballerini africani 1937 opera Art-Decò che si sviluppa subito dopo la II GUERRA MONDIALE, insieme al jazz. Si tratta di oggetti soffiati in vetro.
  • Lampadario di un catalogo di vendita inizi '900, in stile neogotico. Nel '900 si sviluppa uno stile eclettico con una serie di modelli per oggetti che restavano fuori dal tempo.
  • Paravento con motivo decorativo in stoffa (1880-1890), proviene da laboratorio di William Morris, riformatore delle arti legate all'industria. Nel laboratorio si producevano stoffe, tappeti, carte da parati e infine mobili e oggetti di arredo.
  • Ascensore 1908 con forma egizia, stile eclettico.
  • Vaso ceramica in Gubbio, con pipistrelli.
  • Joe Colombo anni ’54, ambiente ricreato mediante materiale di sintesi dell’azienda che l’aveva richiesto, si tratta di cellula abitativa autonoma.

In tutti gli oggetti vi è la volontà di coniugare tradizione dell’arte pura e le ragioni della produzione e del mercato, la produzione artistica analizza i problemi che questi oggetti portano con sé. In modo rozzo potremmo pensare che ogni oggetto che viene prodotto sia opera d’arte.

Il problema della ceramica

Il primo problema è dato dalla ceramica come:

  • Sala Wedgwood, Copenhagen, Kunstindustrimuseet, la ceramica era decorata con porcellana in rilievo e che divenne prodotto di serie per la grande fortuna. Si diffusero in tutta Europa, Wedgwood faceva circolare un catalogo di vendita e aveva una vetrina al centro di Londra per mostrare le opere al cliente, anticipando una serie di soluzioni commerciali.
  • La sala verde, ceramiche di Paul Gauguin 1886-89 Copenhagen, Kunstindustrimuseet, 100 anni dopo Gauguin crea delle ceramiche. La cosa più apprezzata dell’artista non erano le pitture ma le ceramiche. I colori che utilizzava Gauguin erano gli stessi utilizzati anche dai simbolisti, non era quella la rivoluzione.
  • Nel 1906 nel saloon d’automne, vi è il compromesso tra l’esigenza dell’ambiente culturale e l’ambiente commerciale. La cosa più importante del saloon sono le retrospettive, ossia le mostre di coloro che erano morti da poco ma che avevano avuto una grande influenza. Nel 1906, 300 opere di Gauguin mostrano un’immagine di sintesi. Gauguin si dedica alla ceramica perché è più facile da vendere. Nel 1886-87 produce una serie di ceramiche con Ernst Chaplet.

Quando torna a Parigi si mette a lavorare la ceramica. Vi sono 3 periodi della sua produzione di ceramiche, tutte cotte a Parigi:

  • 1886-primavera 1887 produzione ampia, quasi 55 pezzi, motivo più conosciuto Ragazza Bretone con la cuffia in testa. La ceramica gli permetteva di sintetizzare e lo aiutava anche in pittura. Comincia con la tecnica a colombina, produzione molto primitiva. Utilizza modelli molto larghi, il punto forte è il trattato delle arti ceramiche di Brognart. Le ceramiche sono trasgressive, 1 perché non sapeva lavorare, 2 perché è una sua scelta consapevole. Gli oggetti erano molto artistici ma poco commerciali.
  • Fino al 1890 le arti applicate non avevano dignità accanto a sculture e dipinti, erano considerati arti minori. Lui stesso si definiva rozzo come un marinaio. Il primo periodo finisce quando si trasferisce Panama.
  • 1888 -primavera 1889: 1888 anno importante per Gauguin, si trasferisce ad Arles con Van Gogh. Quando torna a Parigi crea il vaso a forma di Lompo e un boccale con autoritratto, secondo lui la sua opera migliore, ma venuto male durante la cottura che per lui invece è un elemento positivo. Deformazione, alterazione delle fattezze fanno sì che lui ritenga queste ceramiche positive per la polarità selvaggia del suo carattere. Recupera la dimensione che si era persa dell’homo faber, che crea mediante la manipolazione, ci troviamo agli antipodi della produzione in serie. Gauguin riteneva che la società nata dall’industria corrompesse l’uomo facendogli creare oggetti ripetuti. Bisogna tornare all’epoca pre-industriale. Questo periodo è per Gauguin arte guida. Un certo tipo di critica legata al simbolismo vede queste opere con maggiore sensibilità, per un’arte non corrotta. Gauguin è un’artista contemporaneo che vuole tornare alle origini. Nel 1891 parte per Tahiti.
  • 1892: ultimo periodo di produzione, opera più importante è Oviri Museo d’Orsay. Sarà molto affezionato a quest’opera. Chiamava quest’opera l’assassina, nel 1900 non riesce a trovare compratori e vorrebbe mandarla in Polinesia. Il tema di Oviri è quello della morte. Scrivendo a Redon dice: è la morte dell’io civilizzato, come necessità per una rigenerazione dell’artista. La scultura è fatta di punti contraddittori, si ispira con la forma alla cultura art rinascimentale ma anche maschera di morte che erano effigi dei capo tribù delle isole Marchesi. In basso vi è una lupa distesa nel sangue schiacciata dall’idolo che protegge o uccide il cucciolo di lupa, vi è elemento di oscura vitalità e fecondità. Alberto Orieè resta affascinato dalle ceramiche di Gauguin comincia ad avere grande fortuna nei critici. Il periodo a Tahiti è deludente non trova dei modelli, perché la cultura occidentale era già giunta anche a Tahiti e aveva contaminato la cultura. Tra gli oggetti ricordiamo Idolo con conchiglia, legno e conchiglia madreperlacea. L’idolo è fondamentale in questo periodo, in collegamento con la cultura simbolista, si tratta di immagini ibride che denotano un atteggiamento ambivalente.

Esposizioni universali e ceramica

Le esposizioni universali diventeranno il luogo di riferimento di tutti i prodotti artistici. Le due motivazioni che spingono Gauguin ad approcciarsi alla ceramica sono:

  • Facilità di vendita e guadagno
  • Idea di fare arte più vicina alla sua concezione

La cultura artistica che impiega per le ceramiche e i modelli sono ampi, vanno dall’arte pre-colombiana alle civiltà dell’estremo oriente. Riteneva che l’industria avesse corrotto l’artista, bisogna recuperare una dimensione primitiva che sfuggire alla corruzione della società industriale. La generazione successiva (naif-art Noveau) dovrà fare i conti con l’industria.

Il giudizio degli amici di Gauguin sulle sue opere era negativo; attraverso le sue opere voleva giungere a un tipo di fare arte quasi selvaggio, come quella degli Incas ma si identificava anche con i colonizzatori spagnoli. Nella retrospettiva del 1906 la ceramica ebbe molto successo, soprattutto Picasso ritrovò funzionali questi modelli, tuttavia i simbolisti utilizzano tali modelli per dimostrare che erano diversi dagli espressionisti; il collezionismo però in origine non fu interessato a questi oggetti. Ceramisti art Noveau prenderanno spunto da Gauguin.

Influenza di Gauguin

In Danimarca nel 1890 Thorvald Bindesboll prende spunto da Gauguin e trova una via di mediazione tra la ceramica d’arte in pezzi unici e quella industriale di serie, soprattutto per la diffusione dell’arte decorativa. Per un periodo si trasferì a Parigi. Espose 25 piatti di ceramica, tappeti e tessuti oggi a Copenaghen nella sala rosa, dove è presente anche un vaso che noi diremmo astratto. La critica francese del tempo vedeva in Bindesboll ciò che vedeva in Gauguin ossia opere di cattivo gusto, si parlava spesso di arte violenta. L’elemento del cattivo gusto entra in gioco nella seconda metà dell’800. Dopo che il gusto dei piccoli oggetti entra nelle case, nasce l’idea di ridettare le regole del gusto e viene scritto un trattato di estetica per lottare contro la bruttezza. (L’opera di Petit, pichet aux silenes, 1850, oro e porcellana)

Nel '52 il Victorian and Albert Museum, vuole avvicinare il pubblico ad oggetti di gusto, nasce un dipartimento di arti pratiche, nel '63 nasce l’unione delle belle arti e nel '64 apre la prima sede del museo des art decoratifs a Parigi, fino nel 1905 quando viene spostato al Louvre. Subito viene annessa una biblioteca per la formazione degli artisti.

Quando lavora Gauguin la distinzione tra arte minore e maggiore e arte e industria era molto forte, i decoratori cercano di farsi strada. Il saloon de la Nationale è il primo tentativo di equiparare le arti maggiori e minori. Dal 1906 i nomi degli artisti verranno messi in ordine alfabetico senza distinzione qualitativa.

Musei e industrializzazione

Il museo danese di Copenhagen nasce dall’industrializzazione nel 1890, per poter sviluppare il prodotto nazionale e farlo diventare un elemento di esportazione legato alle politiche commerciali. Nel saloon d’automne del '10 o '12, la presenza dei tedeschi crea problemi perché i prodotti sono migliori. All’esposizione di Parigi la Germania non viene invitata, per aver perso la guerra, distruttori di opere e per la paura della concorrenza. Il museo di Copenhagen fu importante anche perché capace di modificare il gusto del popolo, mandò in Europa un gruppo di artisti per cercare nelle esposizioni opere da acquistare. Nel museo la biblioteca era centrale, a scaffale aperto. Gauguin viene acquistato subito, anche grazie alla moglie. Vengono acquistate opere di Bindesboll che crea lo stemma della Carlsberg, e Alexander Bigot con l’opera pierre roche.

Sigmund Bing fonda il negozio da cui nasce l’art-noveau, e dove vengono venduti oggetti di gusto nuovo. Nel 1900 Bing realizza un grande padiglione all’esposizione di Parigi, dove si recherà Bindersboll per comprare oggetti per il museo di Copehagen e comprerà la maggior parte delle opere di Bing.

Scuole di arte e design

Le scuole di arte e design nascono anche in Olanda, tra cui il Rijkmuseum di Amsterdam, dal 1871 si fa nascere una scuola di arte, ma la prima scuola di disegno venne fondata ad Arles, anche in questo caso si combina scuola con il museo. Il disegno è spesso basato sull’astrazione geometrica, parte degli oggetti creati in queste scuole si trovano al Stedelijk Museum ad Amsterdam.

In Svezia nel '45 nasce una società per l’industria e per promuovere il buon gusto, nascono scuole di artigianato negli anni '50 dell’800 e 100 anni dopo nascerà l’università delle arti decorative e del design. Si creò un programma per le case, economiche per un tipo di ceti sociali meno facoltosi. Un nuovo problema che si crea è il fatto che nasce un nuovo pubblico, di ceti sociali meno ricchi e nuove richieste di oggetti e merci, per rispondere a questi problemi e per le nuove esigenze commerciali vennero creati nuovi spazi come i magazzini Old England, 1898, a Bruxelles per far circolare il cliente in uno spazio libero e dove gli oggetti sono ad accesso diretto. Questa sarà una delle grandi innovazioni, si tratta di un edificio di ferro e vetro in 6 piani con una grande mediazione della facciata tra classico e moderno (art noveau) oggi è diventato museo della musica.

Design industriale

Un altro problema legato alle richieste di merce è la ricerca di soluzioni per oggetti per il quotidiano, come le sedie, primi lavori di design industriale. La sedia J39 dimostra come la forma può nascere in periodi diversi e si sposta in altri luoghi differenti in poco tempo, la sedia ha origine negli USA con gli Shakers, comunità nate nel 1700, che creano oggetti a produzione industriale di grande interesse da parte della critica.

Cambiamenti nel design

Avviene un cambiamento quando si comincia a parlare di oggetti prodotti in serie di design e non più di arte applicata, tra le varie definizioni vi è quella di considerare non industriali prodotti che non erano progettati mediante disegno industriale, e quindi senza prima progettarne la forma. Ma un problema è capire quando avviene questo cambiamento e soprattutto cosa può essere considerato arte applicata e cosa prodotto industriale.

I musei del nord Europa tendono ad essere sempre aggiornati, per esporre oggetti nuovi e moderni. Il museo di Copenhagen, il Kunstindustrimuseet per esempio era stato fondato grazie al finanziamento del grande magnate della birra e si cominciano ad acquistare pezzi come le ceramiche di Gauguin che non sono necessariamente pezzi d’arte. Gauguin si pone contro il prodotto industriale ma viene scelto come modello per un nuovo gusto. Gli acquisti avvengono nell’ambito dell’art Noveau e i rapporti con una nuova terra ossia il Belgio (Bruxelles).

Si costituiscono delle scuole che tendono a sopperire una mancanza di gusto, si vuole far crescere il gusto a chi lavora per alzare il livello di qualità degli oggetti da vendere. Ma quanto conta il lavoro e la maestranza dell’operaio in una creazione industriale se il prodotto viene disegnato e progettato anticipatamente e questo non aveva quindi nessuna libertà di espressione? Quindi il progetto dei musei che sorgono è contraddittorio, perché gli operai non potranno mai esprimere se stessi nell’oggetto che devono produrre.

Diversamente dai paesi del sud Europa, gli architetti della Svezia creano case per i ceti meno abbienti come Gunner Asplund, cucina economica, 1917. La società dell’artigianato era chiamata quindi a rispondere a queste nuove esigenze, facendo prodotti standard per migliorare la vita di tutti. Questo significa che l’interesse per l’industria diventa più forte e in area nordica il disegno industriale diviene sempre più importante. I clienti cercano prezzi più bassi con oggetti più semplici. Nei primi anni del 20º sec vi fu il contributo dei paesi europei per la ricerca di oggetti di design e negli anni della guerra la Scandinavia divenne prima potenza per il disegno industriale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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