Appunti di retorica - secondo semestre - prof. Rivoltella
Introduzione alla retorica
Prima dell'indirizzo di neoretorica, si può delineare un caso di paleo-retorica dell'immagine già dal '400, ad esempio, nel "De Pictura" di Leon Battista Alberti. Non si considera la memoria come una partitiones oratoria, in questo contesto.
Elocutio
Che cos'è elocutio? Ne esistono diversi tipi (tre) e si distinguono in base all'argomento, al fine e al mezzo. Gli antichi retori hanno radici figurate nel concetto di figura retorica (concetto per eccellenza).
Prossemica (actio) è lo studio della postura fisica e collocazione del corpo nello spazio. La retorica antica (Cicerone e Quintiliano) esercita una forte pressione sulla pittura. Il primo trattato di critica della pittura è una trasposizione in campo retorico dell'arte dei manuali trattati di retorica. Leon Battista Alberti, architetto ma non pittore professionista, è un umanista con competenze di un maestro di retorica e di critico della pittura.
Virtù dell'espressione (Leon Battista Alberti): ripropone in campo pittorico, temi trattati già nella retorica. "La Calumnia" (quadro): uniti agli strumenti della retorica verbale, si può leggere un quadro.
Actio
Actio: cos'è? Eloquentia Corporis: linguaggio del corpo/comunicazione non verbale, anche se l'espressione latina ha un senso più ampio. Due componenti:
- Componente verbale
- Componente non verbale
Il processo spettacolo degli oratori che diventavano attori/registi/scenografi, il coinvolgimento che creavano attorno a loro è la spettacolarizzazione del processo. Il processo spettacolo è stato inventato dai Romani. Actio è anche, ma non solo, uso del linguaggio gestuale. La postura e il gesto hanno una valenza persuasiva. Distinzione tra argomento e tema.
L'impianto stesso del quadro ha un valore persuasivo: prospettiva lineare che è una collocazione nello spazio che obbedisce alla persuasione. Lexis: espressione linguistica. L'elocutio si è rimpicciolita per il suo campo di competenza ma è diventata più pesante per la sua importanza.
Ornatus
Ornatus: abbellimento/conjunto delle figure retoriche che deve rendere esteticamente piacevole un discorso. Questa elocutio "ristretta" sparge un po' di luminosità sul discorso: cosmesi linguistica.
Nel contesto originale antico, la competenza di elocutio (espressione linguistica) era molto ampia: espressione di comunicazione letteraria. L'elocutio si deve occupare dell'espressione letteraria—è l'arte del parlare correttamente. La grammatica aiuta ad esprimersi in modo corretto, è un protromo della retorica, è il suo ingresso.
Retorica: l'arte del parlare bene, cosa impossibile se non c'è una base grammaticale—compito iniziale della elocutio, ma il suo era anche il compito di parlare dell'efficacia. L'elocutio nel tempo è diventata soltanto la ricerca dell'ornamento.
La dizione
La dizione: quando l'atto comunicativo era orale e quando la lettura si riproponeva nella recitazione. È il tono, il colore, il calore della voce; è intersezione tra elocutio ed actio (drammatizzazione del messaggio). La centralità dell'elocutio è il portato dell'eredità della retorica latina.
Paradigma vs. sintagma
Paradigma vs. sintagma: montaggio in macro sequenze del discorso. Selezione accordo nell'ambito retorico, il significato viene dilatato. L'esigenza, in questo caso, è trovare i giusti argomenti da coordinare tra loro, in maniera selezione delle parole giuste, convincenti eleganti e piacenti questa associazione tra le idee e le parole. Trovare le parole giuste. Fine: dare credibilità logica al discorso, il fine è estetico: persuasione di tipo intellettuale.
La retorica insegna a coniare i messaggi che per la loro eleganza sono quasi poetici. L'ammaliare, l'inganno piacevole: solo chi parla bene sa convincere in modo conscio l'ascoltatore. La paternità è di un altro logografo, Gorgia da Leontini V secolo a.C. Gorgia:
- È stato un tramite, un veicolo culturale formidabile—la teoria dell'alto oratorio che nasce nelle colonie greche siciliane, si trasferisce nella madrepatria greca portando con sé lo spessore teorico e pratico dell'importanza della parola.
- A lui risale il concetto di figura retorica—fu il primo ad individuare le "posture verbali", modo di collocare il linguaggio per lo scopo persuasivo.
Genera Elocutionis
| Stile | Argomento | Fine | Mezzi |
|---|---|---|---|
| Humilis | Res Parva | Docere | Elocutio pura et perspicua |
| Mediocris | Res Media | Delectare | Elocutio "urbana" |
| Gravis | Res Magra | Movere | Elocutio ampia/vehemens |
La retorica: argomento. Humilis: umile ma più che altro genere basso—comico; rimanda a tarda antichità, quando i colti equipararono la commedia allo stile umile, quindi in modo basso. Mediocris: stile medio—in rapporto con l'elegia, stile elegiaco. Gravis: (sublime) collegato alla tragedia, definito anche tragico. Prima testimonianza della tripartizione: Aristotele.
Atto oratorio e finalità
Qualsiasi atto oratorio ha finalità persuasiva. Le tre finalità (docere, movere, delectare) sono dell'atto oratorio. Il coinvolgimento emozionale si rifà al genere medio e grave, mentre il genere umile è di tipo informativo. Stile grave: deve suscitare sentimenti di pathos, commozione. Aristotele parlerebbe di pathos. La tragedia deve incutere timore e smuovere gli animi. Effetto ascendente: delectare, docere, movere.
Per quanto riguarda il linguaggio, l'elocutio della Res Humilis è "pura et perspicua", cioè chiara. Deve denotare l'oggetto, senza connotarlo, deve esprimere il discorso senza sfumature. Res Mediocris: ha un' elocutio "urbana", salottiera, della conversazione elegante e disinvolta, delle classi abbienti. Res Gravis: il linguaggio è di due tipi—ampia o vehemens. Ampia è come dire "barocco" ed il linguaggio epico; periodare ampio e complesso con tante figure retoriche. Vehemens è come dire "espressionistico"; è molto alto e ricercato senza essere ridondante. È complesso ma non lo sembra; i periodi sono brevi; estremamente graffiante, lascia il segno.
Retorica dell'immagine
La retorica dell'immagine non l'ha inventata Barthes. Comparazione tra linguaggio visivo (le sue strutture) e linguaggio verbale esisteva già in una sorta di paleo-retorica negli autori antichi. La categoria più utilizzata nell'elocutio: la figura retorica. Si parla di artefici linguistici, per noi. Per gli antichi no. Si parla di una postura verbale, ha un sapore di tipo visivo. Fingere: latino da cui deriva la parola "figura"—significa "dare forma". Connota il lavoro del vasaio (in latino fingudus) perché dà forma.
- Catecresi: metafora il cui uso comune non fa più percepire la diminuzione di artificio (es. collo della bottiglia, piedi del tavolo).
Consapevolezza di radici visive del piano verbale. Esempio: il discobolo di Mirone, dualismo che caratterizza il linguaggio antico. È una copia d'età romana, l'originale del V sec. è andato perduto. La statua esprime movimento, è segno di vitalità che si sta sprigionando. Altro esempio: la statua di Kuros è un giovane, eretto. Regolare come postura ma privo di vita, sembra un manichino.
Figure retoriche
Quintiliano è a conoscenza delle categorie figurative. Esistono due generi di comunicazione verbale: categorie artistiche. Esiste un linguaggio normale (non retorico)—per esprimersi nella vita quotidiana. Linguaggio letterario: elaborato retoricamente; è nuovo quindi vivace—è complesso perché frutto di tecnica—è prodotto da un locutore e da uno scribente. Quintiliano attinge a una figura artistica come una statua.
Il linguaggio retorico ha radici iconografiche e quindi come griglia omogenea può essere utilizzata. Categoria della brillantezza (evidentia e illustratio); stretta correlazione tra linguaggio verbale e visivo. Audiovisivo: "l'astratto deve diventare concreto...L'argomento, la narrazione non produce un effetto sufficiente se la sua efficacia arriva solo fino alle orecchie...". L'uso verbale deve essere captato dagli "occhi della mente", solo le immagini significano il discorso—linguaggio visivo.
Come è possibile la metamorfosi da verbale ad iconografico? Se ne sono occupati in molti. Per rendere vivace il discorso ci sono molti modi: testimone oculare, apostrofe. Le figure retoriche non erano espedienti esortativi ma inerenti alla persuasione. Non uno di più ma che dà vigore.
Figure retoriche: la classificazione non è condotta solamente ma è anche sinossica (sinossi: sguardo d'insieme/confronto tra linguaggio verbale e iconografico). Differenza parola-immagine: Umberto Eco dice che il "significante dell'immagine si oppone alla parola perché indistinta, in quanto è un testo e non equivale a un segno ma a un insieme di segni. È indistinta. È immagine." Il discorso verbale è scomponibile in unità. Il fonema (senza significato), unità minima priva di significato che con altre compone il linguaggio.