METODOLOGIA
CLINICA
SEMEIOTICA
CHIRURGICA
VISITA MEDICA
Il motivo della consultazione medica è l’emergenza di sintomi (ed eventualmente segni) riferiti dal paziente, a partire dai
o percorso diagnostico:
quali parte l’algoritmo
sintomi/segni (analisi puntuale) + anamnesi → EO → orientamento diagnostico (ipotesi) →
esame clinico orientato + esami strumentali mirati → diagnosi → terapia mirata
obiettivo, ricerca diretta dei segni fisici di condizioni anomale alla base della semeiotica fisica,
L’esame inteso come si
struttura in 4 fasi da eseguire secondo uno schema preciso e sempre in modo accurato e completo:
ispezione: alla prima visita è necessario denudare completamente il paziente,
1) il quale dovrà porsi in una posizione
eretta, seduto, decubito supino, prono o laterale,
tale a consentire un’indagine efficacie (stazione …); nelle future
visite può essere necessario denudare solo la zona di interesse
generale,
Nell’EO precedente quello speciale, verranno raccolti reperti che possono o meno essere espressione di
una condizione patologica, tra cui:
• aspetto generale: longilinea
le 3 costituzioni principali sono (arti lunghi in rapporto al tronco),
normolinea brevilinea
(arti e tronco in giusta proporzione) e (arti brevi in rapporto al tronco), ma alcune
condizioni patologiche determinano abiti morfologici particolari (Cushing → distribuzione particolare del
grasso, acromegalia → estremità molto più rappresentate rispetto al resto del corpo)
• facies: le alterazioni espressive possono derivare da modificazioni delle componenti anatomiche o da
facies composita simmetrica e non alterata, diverse condizioni
fattori psichici; una risulta mentre
patologiche determinano l’instaurarsi di facies particolari (es. emiparesi → asimmetria)
• rilievi: necessario indicare colore, aspetto, forma,
tumefazioni rilevate rispetto al piano cutaneo di cui è
sede, rapporti e movimento, ma per le quali non si deve fare diagnosi
• altro: stato di nutrizione, atteggiamento, decubito, andatura, cute, annessi cutanei, mucose, lnn,
apparato muscolare, scheletrico ed articolare, stato del sensorio, T corporea, …
palpazione: viene praticata con mano a piatto o col polpastrello
2) tesa ad apprezzare la presenza di masse, (>
rilievi dolore/dolorabilità
sensibilità); i da far emergere attraverso questa manovra sono (dolore provocato e non
T, consistenza, pulsazione, presenza di organi e
spontaneo → fase iniziale nell’evoluzione della mala4a),
tumefazioni, continuità del tessuto, …
È essenziale ai fini dell’indagine la delicatezza della manovra, sia per evitare l’ipoirrorazione delle fibre nervose
tattili che per poter sentire in modo corretto e puntuale eventuali anomalie
percussione: dedicata essenzialmente all’esame di torace e addome, questa manovra è tesa alla valutazione del
3) contenuto d’aria in detti settori; percussione immediata o diretta
si distinguono una (dito picchiettante →
percussione mediata o indiretta
clavicola) e una (2 colpi elastici del dito percuotente (plessore) sul dito medio
della mano opposta (plessimetro), poggiata a piatto sulla zona da percuotere)
I rilievi acustici derivano dalla vibrazione di strutture adiacenti con una mescolanza di toni che rendono il
suono ottuso di liquido),
fenomeno percussorio variabile e complesso: si possono distinguere un (presenza un
suono chiaro polmonare) suono timpanico di organo cavo pieno di gas)
(suono e un (suoni
auscultazione: rilevazione di suoni e rumori normali o patologici
4) manovra tesa alla derivati dalle attività
diretta
respiratoria, cardiaca, vascolare, intestinale, fetale, …; si distinguono un’auscultazione (applicazione
mediata
dell’orecchio sulla superficie corporea) e un’auscultazione (attraverso il fonendoscopio)
CUTE
Struttura essenziale per protezione da sostanze tossiche, disidratazione, eliminazione di tossine e traspirazione, data da 2
strati (epidermide (cc. epiteliali che determinano lo strato corneo alla loro morte e la cheratinizzazione) e derma (struttura
elastica di sostegno contenente follicoli piliferi, vasi ematici, ghiandole sebacee e sudoripare)) separati dai melanociti (cc.
produttrici della melanina, essenziale per la protezione dai raggi UV e alla base di patologie quali albinismo e melanoma)
L’esame obiettivo della cute richiede che il paziente si trovi in posizione di decubito supino, seduto o in piedi, denudato
completamente o solo con le parti da esplorare scoperte; l’ispezione deve essere eseguita anteriormente, posteriormente e
lateralmente in modo da analizzare tutti i settori e poter così estrapolare diversi rilievi:
• colore: dipendente da grado di irrorazione cutanea (→ roseo, rosso, anemico), ematosi (scambio di O ,
2
dipendente dalla quantità di Hb∙O disponibile → rossastro, cianotico (da desossi-Hb)) e presenza di pigmenti
2
(normalmente a basse concentrazioni, aumentano in diverse patologie)
congiuntiva palpebrale
In aggiunta all’ispezione della cute è essenziale valutare anche (i vasi più superficiali
sclera, labbra, lingua letto ungueale
permettono di evidenziarne l’emergenza in modo precoce), e
Il colore normale è roseo e risulta dalla presenza di 5 pigmenti (melanina, ossi-Hb, desossi-Hb, melanoide,
carotene), mentre tra i colori anormali si annoverano:
anemia ipertensione nefropatia, cachessia
pallido → (Hb < 9g/dL), (vasocostrizione), (da prolungato e
o grave digiuno o in condizioni di eccessivo consumo energetico (es. paziente oncologico preterminale))
È possibile distinguere le condizioni patologiche in quanto non sono autolimitantesi, permangono o si
ripresentano, a differenza di condizioni determinate da fattori fisiologici quali una T corporea <
vasodilatazione poliglobulia
rosso → (calore → shock + sudorazione (assente in condizioni patologiche)),
o (permanente, primitiva (sdr di Vaquez) o secondaria a ipossia da alte quote o da insufficienza polmonare
cronica, cardiopatie congenite, neoplasie, …)
freddo, cardiopatia
cianotico (violaceo-bluastro) → (tetralogia di Fallot → se4o interventricolare assente
o pneumopatia stasi venosa
e ossigenazione impossibile), (BPCO, polmonite, …),
Una cianosi generalizzata deriva da valori di desossi-Hb > 5g/dL, mentre una cianosi localizzata può
di Raynaud
derivare da fenomeni spastici a livello arteriolare (fenomeno → crisi di cianosi a seguito di
crisi di pallore localizzate alle estremità che avvengono in modo spontaneo)
ittero
giallo/verdino/arancione → (evidenza > a lv di sclere e frenulo sub-linguale)
o morbo di Addison, diabete bronzino, epatopatia, emocromatosi, emosiderosi
bronzino →
o albinismo, ipertiroidismo, vitiligine
ipomelanosi → (depigmentazione a chiazze)
o esposizione a raggi UV, irritazione meccanica, chimica e termica protratta, gravidanza,
ipermelanosi →
o morbo di Addison (insufficienza surrenalica)
• trofismo: nei giovani la cute è spessa e turgida e dopo sollevamento in pliche si ridistende subito dopo il rilascio;
una condizione di atrofia (perdita quantitativa di componenti selettivi o associati (solo epidermide/derma o di
entrambi gli strati) con conseguente perdita di elasticità) può essere generalizzata (riduzione della capacità
rigenerativa della cute → età avanzata, cachessia, sclerodermia) o localizzata (alle mani → siringomielia:
formazione di cisti a lv del midollo spinale con atrofia di mm. e cute; assunzione di cortisonici)
secchezza, traslucidità, strie o pliche cutanee
All’atrofia si associano sempre (fusate/ondulate e di colorito
livido/rossiccio/biancastro → perdita dei componenti essenziali della cute con conseguente esposizione della
strutture sottostanti, condizione associata anche al morbo di Cushing (> cortisonici → deposizione di grasso) e
alterazione degli annessi cutanei
all’obesità) e (assenza di peli, unghie con macchie bianche sotto il letto
ungueale, sudorazione e produzione di sebo assenti (≠ disidratazione → lingua arida e pliche assenti))
• idratazione: la cute normale è turgida e asciutta e si associa a lingua e pieghe (ascella, inguine) umide
ipo/anidrosi → cute, lingua e pieghe secche, sollevamento in pliche sottili e anelastiche
o iperidrosi → cute turgida e umida (gocce di sudore evidenziabili), pieghe cutanee bagnate; si distinguono
o efidrosi bromidrosi cromidrosi
(iperidrosi localizzata), (iperidrosi associata ad odore), (iperidrosi colorata)
osmidrosi
e (iperidrosi con odore pungente)
• lesioni elementari:
macchia: modificazione locale del colore della pelle che non scompare con la compressione
o (diafanoscopia → natura non vascolare come per spider naevi), rapportabili ad un’alterata distribuzione
del pigmento melanico (→ ipercromia epidermica (es. nei), acromia epidermica (vitiligine), ipercromia
dermica (margini non definiti, ≠ alterazioni dell’epidermide))
squama: lamelle di grandezza e spessore variabile facilmente staccabili costituite da ammassi di cc.
o cornee, le quali derivano da un processo di ipercheratosi o paracheratosi
vescicola: sollevamento cutaneo circoscritto dato dalla raccolta di liquido chiaro in una cavità
o intraepidermica di forma emisferica (d max = 2-3mm)
bolla: sollevamento cutaneo circoscritto dato dalla raccolta di liquido chiaro in una cavità intraepidermica
o o sottoepidermica di forma emisferica più grande della vescicola (d > 3-4mm); nel caso in cui le bolle
risultano essere molto estese si parla di flittene (es. da scottature)
pustola: sollevamento cutaneo circoscritto dato dalla raccolta di liquido purulento in una cavità
o superficiale (epidermica), profonda, follicolare o dermica di forma emisferica (d max = 3-4mm); esempi
brufoli acne,
sono e processi infiammatori a carico di follicolo pilifero e gh. sebacea annessa
papula: formazione solida circoscritta piana o cupoliforme e scarsamente rilevata sul piano cutaneo, con
o infiltrazione, iperplasia e
o senza alterazione del colore (rosso, giallo, marrone), conseguente ad
neoformazione o ad entrambi i processi a carico di derma o epidermide; queste lesioni non persistono e
non lasciano cicatrici
nodulo: formazione solida circoscritta a localizzazione dermica di forma ovalare o sferica, sollevante il
o piano cutaneo e con d max = 1cm; sostenuto da processi proliferativi o infiltrativi, differisce dalla papula
per l’evoluzione più lenta, la profondità e la tendenza alla necrosi
Se il nodulo è di origine granulomatosa (→ presenza di macrofagi e cc. giganti) si parla di tubercolo
nodo: nodulo profondo (localizzazione ipodermica, dermo-ipodermica o dermo-ipodermica procidente) di
o dimensioni cospicue (d max = 5-10cm); se evolve verso il rammollimento e l’ulcerazione (es. sifilide
terziaria, lebbra nodulo-gommosa, scrofuloderma, micosi profonde, …) si parla di gomma
vegetazione (lichenificazione): formazione solida esuberante che sopravanza dal piano cutaneo anche di
o alcuni cm, di colore e forma varia (filiforme, digitiforme, papillomatosa, a cavolfiore), sostenuta da
processi produttivi o infiltrativi
ulcera: soluzione di continuo con o senza perdita di sostanza superficiale (epidermide o parte superficiale
o del derma) o di sostanza profonda (ipoderma, fascia muscolare, muscolo), di forma varia (ovalare,
rotondeggiante, irregolare) e sostenuta da flogosi, neoplasie o alterazione della circolazione periferica
L’ulcera non evolve verso la riparazione spontanea, in quanto deve prima diventare piaga per poi
erosioni
evolvere in un processo riparativo cicatriziale; si distingue dalle erosioni (abrasioni,
propriamente dette, esulcerazioni → perdite superficiali di sostanza per interessamento della sola
epidermide dovute a rottura di vescicole, bolle, pustole, noduli, …) e dalla ragade (anale, al capezzolo, …
→ fenditura lineare da divaricamento degli strati cutanei, non da perdita di sostanza)
Dell’ulcera è necessario indicare sede, forma, dimensioni, aspetto e consistenza dei margini (rilevati →
tessuto di granulazione presente → processo di guarigione a0vo) e del fondo (panno-fibroso → perdita di
sangue, pallido → alterazione del circolo arterioso, bluastro → stasi venosa)
soluzione di continuo: interruzione della continuità anatomica cutanea di cui devono essere valutati sede,
o forma (lineare, a lembo, ovale), margini (rilevati, piatti, netti, irregolari), fondo (secrezioni, nodularità →
granulazione, cieco) e orientamento
Soluzioni di continuo sono:
ferita semplice: lesione superficiale a margini netti
ferita con perdita di sostanza: lesione a margini slabbrati, con esposizione di tessuto muscolare e
nervoso e flogosi estesa all’area circostante
abrasione: perdita superficiale di sostanze dovuta a grattamento o da altro trauma che colpisce
di striscio la cute
escoriazione: abrasione con perdita di sangue
ecchimosi: aree di emorragia capillare di grandezza variabile (> petecchie) conseguenti a trauma
lacerazione: elemento a margini molto irregolari, con componente di strappamento e di urto,
profonda e sanguinante; spesso associata ad ematoma (ferita lacero-contusa)
provvista di
ematoma: raccolta emorragica circoscritte parete successiva ad un trauma; la
perdita di sangue è più rilevante rispetto all'ecchimosi
piaga da decubito: processo ulcerativo che si protrae nel tempo e che non evolve in guarigione
dovuto alla compressione della cute nei pazienti allettati e ad alcuni fattori metabolici
(ipoproteinemia, iponatriemia, diabete)
fistola: lesione data da un orificio interno ed un orificio esterno con perdita di liquido purulento
scottature: nei pazienti ustionati emergono flittene, bolle, perdita di sostanze e sviluppo della
lesione in cicatrice retraente (tessuto cicatriziale molto più piccolo del tessuto leso dall’ustione)
SOTTOCUTANEO
Struttura data quasi interamente da tessuto adiposo e connettivo reticolare (struttura fibrosa a bassa densità di fibre che
intersecano l’adipe sostenendolo) con funzione di (d = 15-20cm negli obesi → dismetabolismo lipidico → steatosi
deposito
epatica (→ fibrosi) + deposito nella tonaca dei vasi di medio-grosso calibro (→ infarto)) e di protezione degli organi nobili
In questo contesto l’acqua può accumularsi facilmente e dare origine all’edema sottocutaneo: questa condizione
patologica si riconduce sempre ad alterazioni del normale equilibrio sottostante l’emodinamica capillare (P idrostatica - P
oncotica), nello specifico a causa di una eccessiva fuoriuscita netta di acqua
Si distinguono 2 tipi principali di edema sottocutaneo:
edema localizzato: poco frequente, può essere o (stasi venosa centrale →
edema “a mantellina” collare di Stokes
edema bluastro (Hb ridotta >) a testa, collo, torace), (filariosi → stasi linfa(ca),
elefantiasi edema di Quincke
(anafilattico), …
palpebrale,
edema generalizzato: condizione conseguente ad ipoalbuminemia (cirrosi, malnutrizione, sdr nefrosica, gastro-
enteropatia protido-disperdente → Alb ≤ 2,5g/dL → < P oncotica), stasi venosa centrale (scompenso cardiaco,
mediastino-pericardite cronica, …), ritenzione idrosalina, gravidanza, farmaci, shock anafilattico (vasodilatazione
sistemica → > permeabilità capillare → edema + shock ipovolemico grave), …
Quando associato a versamenti trasudativi nelle cavità sierose si parla di anasarca
ISPEZIONE
Questa tecnica prevede l’osservazione anteriore, posteriore e laterale del paziente in decubito supino, seduto o in piedi,
denudato completamente o solo a livello delle aree da esplorare: in corso di edema si possono rilevare diversi segni alla
la quale risulta tumefatta, lucente, succulenta, rossastra (flogosi)/biancastra (patologie vascolari)/cianotica (stasi
cute,
venosa), priva delle pieghe naturali, presentante smagliature e parti tumefatte fino all’emergenza di vescicole trasudanti
La diagnosi differenziale permette di distinguere le cause e il tipo di edema:
• → edema da stasi venosa (meno rilevante di quello linfatico in quanto si
cianosi + ulcere venose alle zone declivi
ha trasudazione attraverso le ulcerazioni cutanee)
• → edema linfatico o linfedema (molto pronunciato in quanto non ci sono ulcere
pallore alle zone declivi
attraverso cui far trasudare il liquido in eccesso)
Per questo specifico tipo di edema si distinguono 3 stadi successivi:
1) I stadio → → edema molle agli arti inferiori, segno della fovea negativo
accumulo della sola acqua
2) II stadio → → richiamo d’acqua + tossicità tissutale →
accumulo di acqua, proteine e cataboliti cellulari
flogosi modesta ed edema anche irreversibile
3) III stadio → → fibrosi 7ssutale ed edema duro irreversibile
flogosi protratta
• (rubor, calor, dolor, tumor, functio laesa) → edema infiammatorio
flogosi
• → shock ipovolemico grave + sdr del III spazio (edema anafilattico con
ipotensione + tachicardia + pallore
accumulo di liquido nelle cavità sierose)
• localizzazione particolare (faccia, → edema
scroto, dorso delle mani, regioni periorbitarie, sacrale e malleolari)
discrasico (da ipoproteinemia)
• → edema angioneurotico (da < elasticità vasale)
formicolio + prurito + fugace senso di tensione
• edema cospicuo localizzato ad un solo arto inferiore, prima chiaro e solo successivamente cianotico, dolente e
→ edema da trombosi venosa profonda (es. tromboflebite → flusso turbolento → trombi da
con segni di flogosi
ristagno sanguigno)
PALPAZIONE
In questa fase sono 3 le manovre da eseguire:
• (non idonea in quanto non si ha una adeguata sensibilità
pressione con mano a piatto sulla regione da esplorare
tattile) → valutazione della consistenza (edema recente → molle, edema cronico
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