Appunti lezioni mediologia B. Professor Ragone – La Sapienza
La convenzione di Parigi del 1972
La Convenzione di Parigi del 1972 ha dato una definizione di bene culturale inteso come monumento o complesso (come un quartiere o un centro storico) e di patrimonio ambientale (tutela del paesaggio, ad esempio le Dolomiti sono siti UNESCO).
Unesco e i beni culturali
L'UNESCO distingue tra:
- Beni culturali materiali (tangible heritage)
- Beni culturali immateriali (intangible heritage)
- Giacimenti nascosti
- Valorizzazione del territorio
Cos'è il museo?
Il museo è un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico, compie ricerche, le acquisisce, le conserva, le comunica e le espone a fini di studio e diletto.
Chartier e l'ambiente virtuale
Entriamosi nel tema dell'ambiente virtuale con cui le istituzioni culturali devono rapportarsi.
Progetto MINERVA
Il Progetto MINERVA aveva anche predisposto un manuale per allestire sul web una propria esposizione. Lo zoccolo duro del progetto è stato la digitalizzazione, che è sboccato dentro Europeana.
Comunicazione online dei beni culturali
L'UNESCO divide il:
- Tangible heritage (beni culturali materiali - palazzi, quadri, chiese)
- Untangible heritage (beni immateriali - lingue, tradizioni popolari, dieta mediterranea)
- National heritage (tutti i beni naturali inerenti il paesaggio - parchi montani, marini ecc.)
Il sistema Gutemberghiano e la percezione delle pagine web
Chartier ha studiato come il libro e il sistema gutemberghiano hanno plasmato le nostre menti: "la vera rivoluzione è la nascita di documenti digitali che hanno cambiato il modo con cui il lettore si approccia al testo."
Percezione delle pagine web:
- Non leggiamo più da sinistra a destra
- Non c'è più un punto di partenza e di arrivo nell'organizzazione dei contenuti
- C'è una simultaneità della consultazione
- Pluridirezionalità, ossia non c'è più un ordine individuale dei contenuti
Jakob Nielsen e la comunicazione online
Jakob Nielsen è un esperto di comunicazione. Esempio del sito delle Catacombe di Roma: è composto purtroppo di solo testo e potrebbe essere valorizzato di più. Solo testo è la digitalizzazione del catalogo delle catacombe: qui è palese la differenza tra virtualizzare e digitalizzare.
La ricerca dell'Istituto di Washington nel 2009
La ricerca dell'Istituto di Washington del 2009 si occupa della promozione del patrimonio librario e museale anche sul web. Spiegano il passaggio tra la maniera old media e la nuova di presentare il patrimonio museale:
- Musei del 20o secolo: sono focalizzati sui contenuti, trasmessi nella loro estensione sul web (es. catacombe di Roma). Riguardano la riproduzione di oggetti esposti. Le informazioni vengono date dall'istituzione che ha un ruolo centrale e centralizzante. Emphasis sull'accrescimento della conoscenza viene svolta sul sistema gutemberghiano (puro testo). Notevole la centralità dell'istituzione che organizza e filtra ogni tipo di comunicazione e conoscenza. Tutto ciò che è apprendimento viene dato dall'istituzione che dirige ogni sviluppo ed implementazione dei contenuti.
- Musei del 21o secolo: frequenza della parola audience. Ci sono utenti che anche se non hanno specifiche competenze vogliono partecipare alla produzione di contenuti. Possiamo permettere che contenuti rigorosamente contenuti dalle istituzioni possano essere poi rivisti con il social tagging, con contributi da parte del pubblico di cui noi non sappiamo il vero grado di scientificità? Questo è il grande dilemma. Il problema della combinazione tra pubblico e inserimento contenuti. Combinazione oggetti (beni culturali materiali) con quelli digitali (possiamo interpretarla in due modi, il più semplice è riprodurre tutti quanti gli oggetti che noi abbiamo nel museo digitalmente). Noi potremmo creare anche con altri materiali digitali un museo virtuale che fisicamente non esiste.
Virtualità e istituzioni culturali
La virtualità è tutto ciò che possiamo costituire con il materiale digitalizzato nel web. Perché l’istituzione culturale non si può fermare al grado 0, alla semplice lista delle opere? Se dobbiamo avere la foto del quadro andiamo su Google, per la descrizione su Wikipedia. L’istituzione deve offrire qualcosa di più di Google o di Wikipedia. Essere multidirezionali: esperienze Co-Create. Non c’è più il sistema che va da uno a molti ma ci deve essere sempre un coordinamento tra istituzione, pubblico e community che lavorano insieme per creare il contenuto virtuale. Il focus è sull’audience, sul tipo di pubblico che è impegnato a lavorare.
Accessibilità e istituzioni culturali
Dobbiamo riflettere sull’"accessibilità" di cui parlava l’Unesco. Parliamo di accessibilità di tipo tecnologico: tutto l’insieme di reti informatiche che permettono la circolazione di dati. L'accessibilità è anche coordinamento in rete del patrimonio (esempio SBN mette insieme le biblioteche italiane) e allargamento qualitativo dell’utenza.
Qualche anno fa l’Archivio centrale di FI ha fatto uno studio. Gli studiosi e ricercatori che vanno in archivio sono una percentuale molto bassa, in realtà l’archivio era frequentato da architetti, notai, avvocati, funzionari. Tutta una serie di personaggi che nessuno si sarebbe mai immaginato entrare in un archivio. L’istituto culturale è chiamato a mettere a disposizione di tutti la cultura. Deve essere aggiornato giornalmente e chi fa domande deve avere una risposta in tempo reale altrimenti è inutile avere tutti i simboli del web 2.0.
Il sito del polo museale fiorentino
Il sito del polo museale fiorentino ha il bookshop di tutti i musei. Il web delle istituzioni culturali deve essere centrato sull'utente, dare sempre delle risposte, in un colloquio costante con il cibernauta.
La lettura lineare e le isole di significato
Il rosso indica dove si concentra l'attenzione, il giallo dove inizia a disperdersi. Il modo di lettura lineare non ha un punto di partenza o un punto di arrivo (possiamo leggere qualsiasi riga a caso).
Isole di significato nel sito di Troia possiamo esplorare a seconda dello strato (c'è una timeline) sul quale abbiamo mappa, reperti ecc. Abbiamo tutto quel patrimonio immateriale. La mappa di Troia è tutta costruita su citazioni omeriche.
Ipertesto multimediale o ipermedia
Vediamo come si comportano le nostre istituzioni culturali andando a vedere il sito delle catacombe romane. Hanno la vetrina brochure → applicazione di metodi ormai rivisti su un medium ormai diverso, che ha un suo linguaggio.
La narrazione
Siamo noi che ci muoviamo mentre nel romanzo seguiamo la storia. Narratologia: quando parliamo di prima, seconda, terza persona. È fondamentale per qualsiasi forma di messa in scena. È uno studio fondamentale. C'è una scansione di eventi: si può scegliere in quale direzione andare in un virtual tour.
Esplosione internet e storytelling
Esplosione di internet → sviluppo dello storytelling.
Esempio del Google Art Project
Google ha iniziato a digitalizzare capolavori dei più grandi musei mondiali. Ci dà l’elenco degli artisti. Dal punto di vista dei contenuti però abbiamo poco, abbiamo una scheda minima, la possibilità di creare una galleria personale e condividere con gli amici ma il lavoro sui contenuti è molto limitato.
Google Cultural Institute
Ricostruzione in 3D di Versailles nei secoli.
L'interattività
L'interattività è una specie di calderone dove c’è tutto. Ci sono gradi di interattività:
- Grado 0: possibilità di scaricare il materiale dal sito.
- Interattività download: quello che posso scaricare. È monocanale: io dal sito scarico qualcosa. Può essere di tipo informativo (info dalla newsletter ecc.), di tipo scientifico (scaricare schede, atti di conferenze ecc.), il podcasting, le audio guide, gadget da scaricare come lo sfondo.
- Interattività upload: quello che posso postare.
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Lezioni piattaforma e-learning Mediologia
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Antropologia - lezioni
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Chimica - lezioni
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Lezioni, Macchine