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grado di scientificità? Questo è il grande dilemma.

Problema della combinazione tra pubblico e inserimento contenuti.

Combinazione oggetti (beni culturali materiali) con quelli digitali (possiamo interpretarla in 2

modi, il più semplice è riprodurre tutti quanti gli oggetti che noi abbiamo nel museo digitalmente)

Noi potremmo creare anche con altri materiali digitali un museo virtuale che fisicamente non

esiste.

Virtualità è tutto ciò che possiamo costituire con il materiale digitalizzato nel web.

Perché l’istituzione culturale non si può fermare al grado 0, alla semplice lista delle opere? Se

dobbiamo avere la foto del quadro andiamo su google, per la descrizione su wikipedia.

L’istituzione deve offrire qualcosa di più di google o di wikipedia.

Essere multi direzionali: esperienze Co-Create. Non c’è più il sistema che va da 1 a molti ma ci

deve essere sempre un coordinamento di istituzione di pubblico e community che lavorano

insieme per creare il contenuto virtuale.

Il focus è sull’audience, sul tipo di pubblico che è impegnato a lavorare.

Dobbiamo riflettere sull’”accessibilità” di cui parlava l’Unesco.

Parliamo di accessibilità di tipo tecnologico: tutto l’insieme di reti informatiche che permettono la circolazione di

dati.

Accessibilità è anche coordinamento in rete del patrimonio (esempio SBN mette insieme le biblio italiane) ed

allargamento qualitativo dell’utenza

Qualche anno fa l’Archivio centrale di FI ha fatto uno studio.. gli studiosi e ricercatori che vanno in archivio sono

una percentuale molto bassa, in realtà l’archivio era frequentato da architetti, notai, avvocati, funzionari. Tutta

una serie di personaggi che nessuno si sarebbe mai immaginato entrare in un archivio.

L’istituto culturale è chiamato a mettere a disposizione di tutti la cultura.

Deve essere aggiornato giornalmente e chi fa domande deve avere una risposta in tempo reale altrimenti è

inutile avere tutti i simboli del web 2.0 ->

Sito del polo museale fiorentino: ha il bookshop di tutti i musei.

WEB DELLE ISTITUZ CULTURALI

. deve essere centrato sull'utente

. dare sempre delle risposte, in un colloquio costante con il cibernauta

Rosso dove si concentra l'attenzione.

giallo dove inizia a disperdersi

modo di lettura lineare, non ha un punto di partenza o un punto di arrivo (possiamo leggere qualsiasi riga a

caso)

Isole di significato

sito Troy

possiamo esplorre a seconda dello strato (c'è una timeline) sul quale abbiamo mappa, reperti ecc.

abbiamo tutto quel patrimonio immateriale. La mappa di troia è tutta costruita su citazioni omeriche.

IPERTESTO MULTIMEDIALE O IPERMEDIA

Vediamo come si comportano le nostre istituzioni culturali andando a vedere il sito delle catacombe romane.

Hanno la vetrina brochure -> applicazione di metodi ormai rivisti su un medium ormai diverso, che ha un suo

linguaggio

La NARRAZIONE

Siamo noi che ci muoviamo mentre nel romanzo seguiamo la storia.

Narratologia: quando parliamo di 1, 2, 3 persona. E' fondamentale x qualsiasi forma di messa in scena. E' uno

studio fondamentale.

. C'è una scansione di eventi: si può scegliere in quale direzione andare in un virtual tour.

Esplosione internet -> sviluppo storytelling.

ESEMPIO DEL GOOGLE ART PROJECT

Google ha iniziato a digitalizz capolavori dei più grandi musei mondiiali.

Ci da l’elenco degli artisti. Dal pdv dei contenuti però abbiamo poco, abbiamo una scheda minima, la possibilità

di creare una galleria personale e condividere con gli amici ma il lavoro sui contenuti è molto molto limitato.

Google Cultural Institute . Ricostruzione in 3D di Versaille nei secoli.

L’INTERATTIVITA’ una specie di calderone dove c’è tutto.

Ci sono gradi di interattività:

grado 0: possibilità di scaricare il materiale dal sito.

Interattività download: quello che posso scaricare.

E’ monocanale: io dal sito scarico qualcosa. Può essre di tipo informativo (info dalla newsletter ecc), di

tipo scientifico (scaricare schede, atti di conferenze ecc), il postcasting, le audio guide, gadget da scaricare

come lo sfondo.

Interattività upload: quello che posso postare x 1 intera di tipo collaborativo.

Ci sono forme di comunicazione bi-canale ossia il museo interagisce con il visitatore perché al tempo stesso può

fare delle domande e delle richieste al museo stesso. Colloquio con il singolo utente.

Può essere bidirezionale -> colloquio utente-museo (tipo il reference) e può estendersi alla community fino a

diventare partecipativo (2.0).

Possibilità di supportare l’istituzione culturale economicamente. Si apre un canale di supporto finanziario che

può servire per l’autofinanziamento per le attività del museo.

Upload di servizio -> ticket on line, prenotazioni. La prima forma che ci attendiamo di poter consultare. Tutte

quelle agevolazioni legate alla possibilità di accedere al museo prenotando on line.

Attività bidirezionale: io soggetto interagisco con l’istituzione.

L’interattività può accrescere i suoi contenuti anche in modo:

- Ludico: giochi. Il target è per bambini.

Concetto di interattività multiforme, spesso più legata al download, spesso aprono canali di dialogo con lo

spettatore.

Sito Anna Frank: interattività ludica, immersiva. Dislocazione della collezione in un ambiente immersivo.

Interattività -> social network, web 2.0. Istituzioni culturali sono timorose nell’aprirsi al pubblico in questo

senso multi direzionale, lavoro di community.

Brooklin Museum

Tutti i musei hanno un sistema di classificazione. Quando una community non ha ampie conoscenze di storia

dell’arte e vuole dare un contributo, potrebbe causare danni al museo, sbagliare nomi opere ma è anche vero

che nella possibilità di scoprire grazie ad un social alcuni aspetti delle opere, questo tipo di attività è utile. Si

poteva presentare la collezione con canoni diversi da quelli degli addetti ai lavori.

Vediamo la community del Broolin:

Mostra cosa hanno fatto gli utenti: quanti tag, quanti commenti, Il sito chiede i tag e sceglie i più appropriati.

Molto utilizzato anche flickr.

Sito del Van Gogh Museum

Indirizza anche alla pagina Flick. Fanno fotografare i reperti del museo ma non gli oggetti (copyright).

Sito del PowerMuseum minuto 42 slide II

Uso del social network

Bisogna progettare una forma di interattività collaborativa ove sia il pubblico a crearsi degli spazi e delle forme di

contributo x il museo. Lui può governarle o caldeggiarle come contributo collaborativo.

Gli Uffizi ovviamente non possono fare una mostra collaborativa ma quando si clicca sulle opere, le schede sono

molto scarse -> se qualcuno ha fatto una tesi su un quadro perché questo esperto non può fare una scheda sul

quadro? Forse di collaborazione di alto livello potrebbero arricchire il reperto esposto nel museo.

UTENTE

Consumer

Prosumer

Contributor -> uno che contribuisce alla comunicazione, all’istituzione.

Far diventare il consumer, un contributor.

GRIGLIA CLASSIFICAZIONE DA PARTE DEGLI UTENTI

Andare a controllare la comunicazione per vedere se siamo di fronte ad una comunicazione

Centrifuga (accentrata. Esporta sui social) o centripeta (accoglie materiale esterni che ne diventano costitutivi).

E’ praticato il social tagging?

E’ raccomandata l’istituzione di servizi come bookshop, ristorazione, servizio stampa

Vediamo quali sono le fasce di servizi che secondo le migliori pratiche europee vengono servite al pubblico on

line:

- Servizio Location

Affitto spazi museali per banchetti, ricevimenti, eventi.

- Ristorazione e turismo

- Ufficio Stampa

- Bookshop ed attività editoriali che l’istituzione può organizzare

- Servizio di collocamento (segnalazione di posti liberi, stage, praticantato) e formazione

VEDIAMO LA GRIGLIA PUNTO X PUNTO

1 fascia – SERVIZI INERENTI LA STRUTTURA

-Affitto spazi museali

Potremmo trovare info di contatto ma anche il virtual tour, il form di prenotazione. Si potrebbe svolgere tutta la

pratica on line.

Vedere se queste istituzioni che valutiamo hanno o meno questa forma di servizio.

Esempio: Albertina di Vienna – c’è un vero e proprio business degli spazi.

-Ristorante e caffè

Esempio: Tate Modern – mette subito nella barra a sinistra l’area Eat e Drink.

Possibilità consultare il menù, la carte dei vini? C’è un menù per bambini?

Orario d’apertura?

Prenotazione on line del tavolo al ristorante.

Menù per le feste? Possibilità di contattare direttamente il ristorante.

Che tipo di ristorazione, se ci sono tavoli esterni. Sono tutte cose che attirano il visitatore.

-Turismo

Cooperazione con istituzioni e agenzie turistiche.

2 fascia – SERVIZI TURISTICI

L’istituzione culturale va concepita in un contesto urbano che va valorizzata. Vediamo cosa organizza.

Troviamo link ad alberghi e ristoranti? Ci sono istituzioni che al massimo hanno messo un link a tripadvisor?

Ci sono cooperazioni con tour operator?

Vendono pacchetti?

L’istituzione culturale si preoccupa di mostrarsi all’interno di un “ambiente culturale” (definiz di Salvatore Settis)?

Un territorio che non è solo questo o quel monumento ma è un sistema di tradizioni, feste, scoperte

enogastronomiche.

Ci da info su itinerari naturalistici? Es. sito di Veio: vediamo solo le rovine? No, magari ci sono itinerari che

mettono insieme natura ed ecologia.

Ci sono itinerari artistici-archeologici?

- Bookshop digitale

Capire se al bookshop fisico si accompagna anche la vendita internet.

Esempio: Tate Modern. Sul sito dice che c’è un bookshop fisico (segnalazione importante) ma anche un

bookshop digitale. E’ molto articolato, ci sono anche dei coupon prepagati in vendita. Ci sono i trends di vendita,

c’è lo shop blog dove lasciare recensioni, info sul custode service, sui diritti di recessione.

In Italia siamo molto indietro.

Esempio: National Gallery Shop

C’è persino 1 area dedicata agli acquisti tipicamente natalizi. Anche qui chiara azione di marketing. Persino

possibilità di ordinare delle stampe e personalizzarle. Creerebbe molti posti di lavoro.

-sala stampa

In Italia ci si è dotati finalmente di un addetto stampa ma la promozione on line della stampa ha diverse forme.

Esempio National Gallery: area dedicata ai giornalisti, invia persino foto in alta definizione a chi ne fa richiesta.

Info per ottenere l’accesso per riprese cinematografiche.

-produzione libraria

Grandi musei di solito sono editori dei vari cataloghi e guide.

E’ prevista una voce x il copyright? E’ prevista una picture gallery o picture library?

Si può ordinare una riproduzione delle opere del museo.

E’ presente catalogo pubblicazioni? Novità editoriali? L’indice del libro?

C’è il Print on demand? Ossia possibilità di acquistare soltanto single sezioni del libro. Utile per libri non più a

catalogo.

C’è servizio di editoria digitale? Ha una rivista on line?

Materiali didattici

Collocamento

Farsi ripetitore di offerte di lavoro.

Es. Tate – descrive nel dettaglio la mansione, persino il compenso annuo. Si può inserire il cv online.

formazione

Materiale per l’educazione.

Programmi per i disabili, laboratorio della diversità, tutti i programmi per le scuole.

Formazione per adulti -> organizzano corsi? Corsi online?

La Thyssen Museo ha il servizio per dare crediti alle università.

GRIGLIA ARCHEOLOGI

Settori sviluppati dai migliori musei europei

Colonna A

Sono le voci più ricorrenti sulla pag di un museo: sede, logo, che tipo di ente è

Che tipologia di materiale è conversato? (è un museo antropologico? Scientifico?)

Ha del patrimonio documentario? (Se ci sono documenti sulla storia del museo, dei reperti)

La mission del museo?

Organigramma dell’ente (spesso manca il referente nei nostri siti italiani, a chi rivolgersi x organizzare visite con

gruppi ecc.I siti più strutturati hanno proprio l’organigramma)

Ha delle partnership?

Pubblicità e sponsor? Spesso hanno logo e link diretto

Foto dell’edificio? Storia e piantina? Ci possono essere musei fatti da grandissimi architetti

Informazioni sul sito web

Parte molto curata nei musei esteri. Informazioni su tutta la struttura di comunicazione sul web.

Molti musei oltre alla lingua nazionale hanno lingue estere: controllare se le lingue estere sono applicate a tutto il

sito e non solo all’homepage.

Strategie di presentazione del patrimonio

Esempio Museo Van Gogh ha diviso le opere per tipologie. E’ un museo monografico

Esempio British Museum nelle gallerie fa una divisione per i grandi periodi di civiltà presenti. Ti riporta tutte le

sale che riportano esempio al patrimonio egiziano.

CANTIERI DELLA MEMORIA, OGGI

Viviamo una fase velocissima di sconvolgimenti nella comunicazione generale.

La rivoluzione digitale trasforma la nostra vita quotidiana, lavoro, economia ecc.

La rivoluzione digitale cambia la tradizione dell’eredità culturale che finora era trasmessa soprattutto da grandi

istituzioni culturali.

Ulteriore cambiamento in questi ultimi tempi: tradizionalmente la ricerca umanistica e scientifica si tramandava

fondamentalmente attraverso testi scritti dai depositari delle conoscenze stesse. In rete l’autorevolezza dei


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DETTAGLI
Esame: Mediologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze archivistiche e librarie (Facoltà di Lettere e Filosofia e Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari)
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albascura87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Mediologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ragone Giovanni.

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