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Appunti di macroeconomia

Contabilità nazionale

Prodotto interno lordo (PIL)

Insieme di beni e servizi (espressi in termini monetari), destinati al consumo e/o all'investimento, che, in un anno, il sistema economico produce al suo interno con il concorso dei fattori produttivi; prodotto che remunera gli stessi fattori e che trova impiego in consumi e investimenti. Il PIL si può considerare nell'ottica di:

  • Produzione = beni prodotti in un anno (Valore Aggiunto)
  • Distribuzione = redditi, stipendi
  • Impiego = spesa >> comprare beni

PIL:

  • Prodotto = produzione
  • Interno = all'interno dei confini italiani, PIL prodotto da chiunque, (indipendentemente dalla nazionalità) purché sia entro i confini italiani

PNL = Prodotto nazionale lordo >> PIL + redditi netti dall'estero. Molti stranieri che lavorano in Italia mandano profitti all'estero come gli italiani all'estero mandano profitti in Italia. Perché redditi netti? Perché faccio la differenza tra quanto esce e quanto entra tra stranieri e italiani all'estero.

PIL >> è dato da tutti. PNL >> è dato dalla nazionalità di chi produce. Se valuto il PIL nell'ottica della produzione lo chiamo Valore Aggiunto (VA) oppure PIL.

Valore aggiunto: somma di tutti i beni finali che le diverse unità produttive producono in un anno. Come si calcola? VA = fatturato (produzione lorda vendibile) – materie prime e beni intermedi.

Esempio

Il panettiere: usa la farina che non è per forza dello stesso anno in cui produce il pane e una volta creato il prodotto lo vende. Il guadagno non è imputabile solo ad un anno, quindi si tiene conto che alcune cose le avevo già da prima. La farina con gli altri ingredienti sommati al lavoro impiegato hanno aumentato il valore della farina stessa. Quando si calcola il VA si calcola l'INCREMENTO DI VALORE che alcuni beni nel processo produttivo hanno subito.

Esempio: trovare valore aggiunto

  • Costo del lavoro 30
  • Farina 15
  • Tasse fabbricazione 10
  • Sale, lievito 5
  • Olio 2
  • Interessi su obbligazioni 5 >> non so come utilizza gli interessi, dipende da come vengono intesi, se utilizzati per la produzione rientrano negli interessi
  • Combustibile 6
  • Trasporto 8
  • Interessi 4 >> sull'elemento produttivo: sull'elemento produttivo interesse alla banca per l'acquisto di una macchina
  • Profitti 15

VA = fatturato (produzione lorda vendibile) – materie prime e beni intermedi. VA = 100 (fatturato) – (15 (farina) + 5 (sale, lievito) + 2 (olio) + 6 (combustibile) + 8 (trasporto) + 4 (interessi sull'elemento produttivo)). 100 – 40 = 60. Una volta trovati tutti i valori aggiunti di ogni impresa, la sommatoria in termini monetari di tutti i VA di n anno si chiama PIL.

PIL (costo dei fattori)

Prodotto non ancora uscito dai cancelli dell'impresa, ma il prodotto è pronto senza l'IVA + imposte - sussidi (trasferimenti) >> Aiuti = 1. PIL (ai prezzi di mercato) >> prodotto pronto da vendere + l'IVA 2. PIL (ai prezzi correnti o termini monetari) >> soldi  PIL (corrente) W=   3. PIL (in termini reali) >> quanti beni si riescono numero indice dei prezzi (NI)  pad acquistare con questi soldi (NI: andamento dei prezzi in un'area geografica).

PIL (in termini monetari) = 4. Deflatore = indicatore di inflazione PIL (in termini reali)salari profitti Σtasse (somma) redditirendite interessi 

Reddito disponibile: reddito delle famiglie al netto delle imposte dirette dopo aver aggiunto i trasferimenti >> quello che ho dopo aver pagato le tasse = + – = stipendio + trasferimenti/sussidi – tasse Y (Y B T )d dB = trasferimenti T = tasse (imposte dirette >> imposte sul reddito).

Se si ipotizza che il risparmio sia fatto SOLO dalle famiglie + – = +Y B T C SdC = consumi S = risparmio (Savings)

Circuito del reddito

Termini reali

  • Le famiglie offrono i fattori produttivi in termini reali (ore lavorate) >> si evidenzia il valore quantitativo
  • Le imprese organizzano i fattori produttivi per ottenere beni e servizi che vengono dati alle famiglie

Termini monetari

  • Le imprese pagano i salari ai lavoratori, la rendita al governo, ecc. e tutto è il reddito
  • Il reddito si dà alle famiglie che acquistano beni e servizi
  • Il valore monetario dei beni e dei servizi ritorna alle imprese e ricomincia il ciclo

Anno PIL indice PIL PIL (a prezzi del 2009)

Anno PIL (corrente >> soldi) NI PIL (costante o reale)
2009 120 105 114
2010 145 110 131
2011 170 125 136

Serie storica Valuto solo la variazione quantitativa = ⋅ Y p q Valuto solo la q. Tutti i valori si fanno riferire ad un anno base (normale, senza eventi particolari). Supponiamo di aver scelto il 2009 >> si prende il PIL corrente e si divide per l'indice dei prezzi DELL'ANNO BASE (2009). Ora posso dire la PERCENTUALE di variazione >> se voglio la dinamica di un periodo devo rendere tutto omogeneo rispetto ad un anno.

Ammortamento

  • PIN (prodotto interno netto) – ammortamento
  • RIN (reddito interno netto) – ammortamento
  • SIN (spesa interna netta) – ammortamento

Ammortamento: misura della perdita di valore dei beni capitali (macchine di produzione) in un anno quando sono impiegati nel processo produttivo >> quota di ammortamento: quota che copre il costo della macchine ogni anno.

PIL (a prezzi di mercato) o anche Y = GDP (gross domestic product – domestic: interno) a prezzi di mercato Y = C (consumi) + I (investimenti) + G (spesa pubblica – government) + XN (esportazioni nette – [X (esportazioni) – Z (importazioni) = XN].

Domanda aggregata

Domanda dall'interno dei prodotti e anche dall'esterno C, I, G = ciò che viene immesso nel sistema economico >> IMMISSSIONI

Detrazioni (o prelievi)

  • Qualcosa che viene tolto dal sistema economico
  • PRELIEVI = IMMISSIONI
  • S (risparmi) + T (tasse dirette) + T (imposte indirette) – B (trasferimenti) + Z (importazioni)
  • = I (investimenti) + G (spesa pubblica) + X (esportazioni)

Prelievi >> tutto quello che viene tolto dal sistema economico >> S (risparmi): se risparmio, i soldi non circolano; Z (importazioni): se mangio cibo francese do i miei soldi alle imprese francesi e riduco i guadagni delle imprese italiane; T (tasse): sono un prelievo perché le paghiamo allo Stato e quindi i soldi non si immettono nel mercato

Se si considerano le esportazioni nette >> XN (esportazioni – importazioni >> X – Z) S + T + T – B = I + Gd i

Inoltre possiamo introdurre per poi lasciare in sospeso la seguente identità: + T – B – G = I – STd i

Beni finali

Beni usati dall'utilizzatore finale e si suddividono in due categorie:

  • Beni di consumo per le famiglie
  • Macchine per le imprese

Beni intermedi

Beni parzialmente finiti che sono INPUT per altre imprese >> la farina: per chi la fa è un prodotto finito, per chi fa il pane è un prodotto intermedio.

Investimento

Spesa per l'acquisto di beni capitali da parte delle imprese. Beni capitali >> macchine, acquistate ma non ancora operative >> quando la macchina comincia ad operare non si chiama più investimento ma bene capitale. INVESTIMENTO (concetto di flusso: valutazione in un periodo esteso, ad esempio un anno) >> BENE CAPITALE (concetto di stock: valutazione in un momento preciso).

Risparmio

Parte del reddito delle famiglie che non viene speso per l'acquisto di beni e servizi >> le famiglie seguono il concetto di razionalità, cioè che il loro obiettivo è spendere tutto il loro reddito, tuttavia risparmiano, perché? Perché il risparmio serve unicamente per consumare di più dopo. GLI IMPRENDITORI NON RISPARMIANO. Le famiglie POSTPONGONO il consumo.

Trasferimenti (B)

Pagamenti ai quali non è associato lo scambio di alcun bene o servizio (pensioni, fondi europei).

Esportazioni (X)

Misurano il valore di merci prodotte all'interno del sistema economico ma vendute all'estero (escono beni fisici e rientra moneta).

Importazioni (Z)

Misurano il valore di merci prodotte all'estero ma acquistate per l'utilizzo nell'economia nazionale (mandiamo fuori moneta dal sistema economico).

Imposte dirette

Imposte che colpiscono i redditi e i patrimoni.

Imposte indirette

Imposte che colpiscono trasferimenti di ricchezza, beni e servizi (IVA, imposta di fabbricazione).

Spesa pubblica

Spesa statale per beni e servizi.

Investimenti = risparmi

Y = C + I Y = C + S (consumi + risparmi) dal punto di vista della domanda aggregata dal punto di vista delle famiglie si guardano da angolature diverse ma SONO UGUALI. Se si mettono in relazione queste due funzioni ne ricaviamo: C + I = C + S >> le C si annullano quindi: I = S (investimenti = risparmi) >> IDENTITÀ FONDAMENTALE DELL'ECONOMIA In economia significa che gli investimenti si basano sui risparmi delle famiglie.

Scorte

Valore dei beni o fattori produttivi che saranno venduti o utilizzati in successivi cicli produttivi. Possono essere scorte i beni intermedi, i beni finiti e anche i beni di consumo lasciati fermi. Un bene di consumo può diventare investimento scorta. Il 31 dicembre abbiamo consumato tutto o creato scorte quindi rimangono solo gli investimenti. Tutto quello che ho risparmiato è diventato investimento scorta.

Reddito

Ricchezza

PIL (totale) • ⇒ PIL procapite (standard di vita) = il reddito procapite è una misura di quello che può essere l'andamento del PIL ma non è indicativo • PIL (solo come prodotto) >> misura del benessere

≠ Ricchezza (concetto di stock) reddito (concetto di flusso) • NON RIPRODUCIBILI (miniere, corsi d'acqua) • BENI DUREVOLI • RIPRODUCIBILI (impianti, autostrade) • BENI IMMATERIALI (la conoscenza dello studente alla fine del percorso universitario è un bene immateriale >> investimento dei genitori) • ATTIVITÀ NETTE FINANZIARIE SULL'ESTERO >> quello che entra e quello che esce

Come si calcola? Tramite l'INVENTARIO PERMANENTE >> aggiungendo allo stock dell'anno precedente quanto apportato dai nuovi investimenti e deducendo quanto è diventato obsoleto >> valuto cosa cambia, aggiungo il nuovo e tolgo il vecchio o ciò che è stato eliminato. Base inventariale costruita in tanti anni.

Domanda o spesa aggregata

AD (domanda aggregata) = C + I

Funzione del consumo

C = A + cY C = consumo aggregato >> consumi di un anno collettivi A = valore costante

Anno consumi reddito (Y)

Anno Consumi Reddito (Y)
2009 100 200
2010 120 275
2011 135 290
2012 150 310

• tra C e Y c'è una relazione diretta

Propensione marginale al consumo

• È la variazione del consumo dovuta al variare del reddito >> è di breve periodo • C = A + cY >> consumo indotto: dipende dal livello del reddito • A = consumo autonomo >> non dipende dal livello del reddito • c = propensione marginale al consumo >> inoltre è coefficiente angolare = inclinazione − ∆ C C C = = 2 1 c ∆ − Y Y Y 2 1

Propensione media al consumo

• Propensione media al consumo >> c Y • È di lungo periodo • Contiene anche la propensione marginale al ∆ C = consumo c ∆ Y

Funzione di risparmio

Y = C + S S = – Y + C >> Y – C >> S = residuale/risparmio >> quello che rimane

Introduzione: • Z >> Y – C = 0 >> corrispondenza tra C e Y • in F invece il risultato non può essere 0 perché la bisettrice indicante il reddito mostra come il reddito sia maggiore dei consumi (C = A + cY) • in A l'equazione Y – C = S genera come risultato il negativo di A e qui di – A >> Y (0) – A = –A

• S = – A + (1-c)Y • La funzione del risparmio ha l'inclinazione pari a ∆ S = = propensione marginale s ∆ Y al risparmio (quando varia il reddito, di quanto varia il risparmio?), per la funzione del consumo invece l'inclinazione è ∆ C = data da c ∆ Y

• C = 75 + 0,30 (c) S = – 75 + 0,70 (s) • perché 0,70 e 0,30? perché si riferisce all'equazione 1 = c + s >> dimostrazione: Y = C + S >> 100 = 80(C) + 20 (S) >> 100 80 20 = + = 100 100 100 = + 1 0,80 (c) 0, 20(s) ∆ C = = propensione marginale c ∆ Y al consumo ∆ S = = propensione marginale s ∆ Y al risparmio

La propensione media e marginale sono sempre positive

• All'aumentare del reddito la propensione media è prima superiore a 1, poi uguale a 1 e poi decrescente ma sempre positiva • La propensione marginale è minore di 1 ed è sempre decrescente al crescente reddito • La bisettrice se è al disotto o al di sopra di C=A+cY non indica C=Y ma indica solo il reddito >> solo in H si ha C=Y C 80 >> = = = in Z c 1,... Y 60 C 120 • >> = = = in H c 1 Y 120 C 130 >> = = = in G c 0,... Y 140

Parentesi: • C = – 15 + 0,97Y >> se il Y aumenta di 1 il consumo aumenta del 97% >> paese sottosviluppato • C = – 75 + 0,65Y >> se il Y aumenta di 1 il consumo aumenta del 65% >> paese dove si riesce a risparmiare

Il moltiplicatore

Siamo in crisi e il governo favorisce la spesa pubblica (G) >> la regione destina 100 milioni per costruire un ospedale, una parte va a chi fa i mattoni e quest'ultimo fornisce quelli che ha e poi cercherà di produrre gli altri mancanti; l'imprenditore della fabbrica di mattoni farà lavorare tutti i suoi dipendenti e poi dovrà anche assumere altri lavoratori. I nuovi lavoratori assunti avranno un reddito da spendere. Un investimento di 100 milioni attiva per le interrelazioni in economia una mir...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IlDavo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scienze economiche Prof.
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