Lezione 2. Il reddito nazionale
PIL: la variabile più importante
PIL → variabile più importante che misura la spesa in beni finali e servizi ed il reddito totale di un'economia. Tra gli obiettivi della politica economica, la crescita del PIL è considerata come lo strumento migliore per garantire un miglior benessere al cittadino.
Per capire come il reddito viene allocato e speso fra i diversi attori del sistema economico è opportuno inserire i flussi monetari nel modello di flusso circolare dell'economia.
Le variabili endogene del reddito nazionale sono → consumi, investimenti e tassi di interesse. Le variabili esogene sono → spesa pubblica ed imposte (tasse).
La produzione nel sistema economico
La produzione → dipende dalla disponibilità dei fattori di produzione e dalla capacità di combinarli e trasformarli in prodotto (funzione di produzione).
I fattori di produzione (INPUT) più importanti sono → capitale (K) e lavoro (L).
Il capitale (K) → è l'insieme delle attrezzature, utensili, immobili ecc.. che i lavoratori utilizzano per produrre.
Il lavoro (L) → rappresenta la quantità di tempo (ore) che il lavoratore dedica all'attività produttiva, sottraendola al suo tempo libero.
La tecnologia di produzione → rapporto tra quantità di input impiegati e quantità di prodotto ottenuto (output).
Rendimenti di scala costanti → ad un uguale incremento percentuale dei fattori produttivi corrisponde il medesimo aumento percentuale della produzione.
Come si distribuisce il reddito
Il reddito nazionale si distribuisce fra i fattori produttivi sulla base dei loro prezzi relativi, che sono determinati a loro volta dall'incontro di domanda ed offerta sui rispettivi mercati.
Un'impresa “price taker” → così piccola da non poter influire sulla decisione del prezzo di mercato del bene che produce, né del salario dei propri lavoratori che per produrre ha bisogno rispettivamente di una rendita e di un salario.
Per massimizzare il profitto → l'impresa deve scegliere la quantità di lavoro e di capitale, dati i rispetti costi.
Il prodotto marginale del lavoro è la quantità aggiuntiva di prodotto che si ottiene aumentando di un'unità il lavoro impiegato. Il prodotto marginale del capitale è la quantità aggiuntiva di prodotto che si ottiene aumentando di un'unità il capitale impiegato.
Le funzioni di produzione godono della proprietà della produttività marginale decrescente del fattore produttivo.
Teorema di Eulero → se tutti i fattori sono remunerati al loro prodotto marginale, il prodotto totale è remunerato in corrispondenza della propria produttività marginale.
In condizioni di concorrenza perfetta, con rendimenti di scala costanti, il profitto economico è nullo.
Il prodotto aggregato si distribuisce tra la remunerazione del capitale e la remunerazione del lavoro, sulla base delle rispettive produttività marginali. La remunerazione dei fattori esaurisce il prodotto aggregato.
In un'economia chiusa, le componenti della spesa aggregata sono le seguenti:
- Consumi
- Investimenti
- Spesa pubblica
Reddito
Gli individui percepiscono un reddito dal proprio lavoro o dalla proprietà di beni capitali, dopo aver pagato le tasse decidono quanta parte di reddito disponibile da destinare ai consumi e quanta ai risparmi.
C = a + b(Y-T) dove → C = consumo; a = livello di consumo che l'individuo desidera anche quando il suo reddito è nullo (beni di prima necessità) b = propensione marginale al consumo, ovvero l'incremento di consumo derivante dall'aumento del reddito disponibile T = livello di imposizione fiscale.
I beni di investimento
Sia gli individui che le imprese acquistano beni di investimento. La quantità domandata di beni di investimento dipende dai tassi di interesse, ovvero dal costo delle risorse necessarie per finanziare l'investimento.
Affinché un investimento sia profittevole, il suo tasso di rendita deve superare i costi delle risorse prese a suo prestito. Se il tasso di interesse aumenta, sempre meno progetti di investimento saranno profittevoli e quindi diminuirà la domanda di investimenti.
Il tasso di interesse
- Nominale → abitualmente riportati nei contratti, sono quelli che l'investitore deve pagare.
- Reale → si ottengono depurando i tassi nominali degli effetti di inflazione (aumento dei prezzi).
Il tasso di interesse è una variabile non determinabile dall'equazione generale. Se è troppo elevato, gli investimenti sono troppo bassi e l'offerta eccede la domanda. Viceversa, se è troppo basso gli investimenti continuano ad aumentare e la domanda eccede l'offerta.
Al tasso di interesse di equilibrio la domanda per beni e servizi eguaglia l'offerta, la quantità di prestiti richiesta è uguale alla quantità offerta. Il tasso di interesse si aggiusta fino a quando l'ammontare degli investimenti che le imprese vogliono finanziare è uguale all'ammontare che gli individui vogliono risparmiare.
La spesa pubblica (G)
Essa comprende → spese per la realizzazione di opere pubbliche, per la difesa e gli stipendi degli impiegati pubblici. La spesa statale invece, comprende i trasferimenti per le famiglie con redditi sotto la soglia di povertà, le pensioni per gli anziani e gli invalidi.
Il risparmio
- Il risparmio privato → parte di reddito disponibile non spesa in consumi.
- Il risparmio pubblico → differenza tra imposte e spesa pubblica.
- Il risparmio nazionale → parte di reddito non utilizzata per consumi e spesa pubblica (somma del risparmio privato e quello pubblico).
Lezione 3. Teoria della crescita
PIL e crescita economica
Per misurare la crescita economica gli esperti usano il PIL. L'evidenza empirica rivela che il tenore di vita nei paesi sviluppati è notevolmente aumentato e lo stesso il divario con i paesi in via di sviluppo.
È importante capire i motivi di questi divari per potervi intervenire. Le differenze di reddito derivano da differenze nella dotazione di capitale, lavoro e tecnologia.
Modello di Solow
Descrive come il risparmio, la crescita della popolazione e la tecnologia influenzino il livello di prodotto aggregato (PIL) in un'economia.
Nel modello di Solow → l'offerta dei beni è descritta da una generica funzione di produzione con rendimenti di scala costanti (ad un aumento dell'input segue un aumento proporzionale degli output). Il rendimento di scala costante implica quindi che la dimensione della forza lavoro non modifica il rapporto fra prodotto per lavoratore e capitale per lavoratore. Il prodotto per lavoratore cresce dunque per effetto di un incremento nell'impiego del capitale utilizzato.
Le variazioni del capitale sono determinate dagli investimenti e dagli ammortamenti. L'ammortamento fa riferimento al livello di deperimento del capitale nel corso degli anni, ogni anno il capitale si logora di una certa frazione come conseguenza del suo utilizzo. Gli investimenti invece determinano una crescita del capitale e sono a loro volta determinati dal livello di risparmio dell'economia.
Un incremento del saggio di risparmio determina un incremento degli investimenti e quindi l'aumento della dotazione di capitale. (ripresa della crescita economica) → ne deriva un elevato shock di capitale e livello di prodotto elevato.
Un basso shock di capitale ed un elevato saggio di risparmio invece possono dar luogo a tassi di crescita molto rapidi.
Shock di capitale → Saggio di risparmio → tasso di risparmio che massimizza il livello di consumi di uno Stato stazionario (CAPITALE DELLA REGOLA AUREA). Il consumo di Stato stazionario (stabile) è ciò che rimane del prodotto di stato dopo aver pagato gli ammortamenti.
Quando il capitale è al di sopra della regola aurea il suo aumento determina l'incremento del prodotto in misura minore rispetto agli ammortamenti, contraendo i consumi.
Elevato saggio di risparmio → livelli di reddito elevati. I governanti hanno come obiettivo quello di massimizzare il benessere dei cittadini. I cittadini per contro non sono interessati alla quantità di capitale disponibile, bensì alla quantità di beni e servizi che possono acquistare.
Si può inoltre scegliere di perseguire il modello della regola aurea.
Lezione 6. La disoccupazione
Concetti generali sulla disoccupazione
La disoccupazione fluttua attorno ad un valore medio che ne rappresenta la tendenza nel lungo periodo. Nell'analisi di lungo periodo della disoccupazione ciò che interessa è → tasso naturale (tasso persistente di disoccupazione); mentre nel breve periodo si cerca di capire cosa determina le oscillazioni cicliche.
Le variazioni nel tasso di disoccupazione dipendono dal numero di occupati che vengono licenziati o lasciano il loro posto di lavoro e dal numero di disoccupati che trovano una nuova occupazione.
Il tasso di disoccupazione di equilibrio → dipende dal tasso di separazione (da diminuire) e da quello di ottenimento (da aumentare).
- Uno dei motivi per cui esiste la disoccupazione è che ci vuole tempo per trovare lavoro, non tutti i lavoratori sono adatti ad ogni tipo di lavoro.
- L'informazione sui posti vacanti è imperfetta ed asimmetrica.
- La mobilità non è istantanea.
Disoccupazione frizionale
La ricerca di un nuovo lavoro richiede tempo ed energia, e non sempre chi riceve una proposta di lavoro la accetta istantaneamente.
La disoccupazione frizionale → determinata dal tempo necessario perché un individuo trovi un nuovo lavoro. Spostamento intersettoriale → cambiamento nella composizione della domanda di lavoro.
Misure di politica economica per ridurre la disoccupazione frizionale → diffusione delle notizie sui posti di lavoro, riqualificazione professionale per favorire lo spostamento tra settori e sussidio di disoccupazione.
Sussidio di disoccupazione → riduce il disagio economico del disoccupato, ma allo stesso tempo migliora l'incontro tra competenze richieste e offerte.
Gli economisti hanno proposto alcune soluzioni per ridurre la disoccupazione attraverso il sussidio:
- Sistema totalmente pesato sull'esperienza → l'impresa che licenzia sostiene interamente il costo del sussidio dei lavoratori licenziati.
- Sistema parzialmente pesato sull'esperienza → l'impresa copre solo una parte del sussidio.
Disoccupazione d'attesa
- Una causa della disoccupazione d'attesa è la rigidità dei salari, essa è causata in fatti dalle imprese che non riescono a ridurre i salari, nonostante l'eccesso di offerta (a causa delle leggi sul salario minimo o di efficienza). Le leggi sul salario minimo fissano il tetto al di sotto del quale i salari non possono scendere. Gli economisti sostengono che queste ultime influenzano maggiormente la disoccupazione giovanile, perché essi hanno una minor esperienza e quindi più bassa produttività perciò una parte della loro retribuzione non è in forma monetaria, ma sotto forma di formazione ed apprendimento.
- Una seconda causa della disoccupazione d'attesa è il potere contrattuale dei sindacati. Nel processo di contrattazione collettiva i salari vengono fissati al di sopra del livello di equilibrio, lasciando alle imprese la decisione sulla quantità di lavoratori da assumere → basso tasso di
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