Appunti Linguistica Italiana – Salvatore Tropea – LUMSA 2011/2012
LINGUISTICA ITALIANA
Schema di Berruto
!
Pietro Bembo, nelle “Prose della Volgar Lingua”,
prende come lingua l’Italiano di Dante, Petrarca,
Boccaccio. Nello schema di Berruto al punto n. 1 si
trova l’ITALIANO STANDARD LETTERARIO; accanto al
quale si hanno le Varietà Particolari. Al punto n. 2 c’è
l’ITALIANO NEO-‐STANDARD (influenzato dai diversi
fattori di variazione linguistica, che sono:
Fattore SPAZIO (DIATOPICA o GEOGRAFICA).
Fattore MEZZO (DIAMESIA).
Fattore STRATO SOCIALE (DIASTRATIA).
Fattore CONTESTO o SITUAZIONE (DIAFASIA).
Tutto ciò che è rappresentato nello schema di Berruto
riguarda l’Italiano, i dialetti non sono rappresentati.
Poi c’è l’ITALIANO REGIONALE COLTO-‐MEDIO, che
però nello schema possiamo non trovare in quanto
non c’è la linea della DIATOPIA.
La DIAMESIA : come cambia la lingua a seconda che sia scritta o parlata. Il Continuum (pag. 59) è il passaggio
dalla lingua parlata a scritta, un passaggio continuo, regolare, composto da un’infinità di variazioni.
Differenza tra Continuum e Gradatum: il primo è una variazione con infinite varietà linguistiche, mentre il
secondo è una variazione a gradi, dove si trovano spazi vuoti tra una variazione e l’altra, ci sono quindi delle
discontinuità.
La DIASTRATIA : rapporto lingua – società, come cambia la lingua in base alle diverse classe sociali.
La DIAFASIA : come cambia la lingua a seconda della situazione in cui ci si trova a dover comunicare.
CONSONANTI (fonetica articolato ria)
Il flusso d’aria, prima di uscire, dalla bocca, incontra degli ostacoli. Ci sono MODO e PUNTO in cui si
caratterizzano i vari ostacoli (ovvero Tipologia e Luogo dove avviene).
MODO : 1) OCCLUSIVO (consonante articolata con un’occlusione del flusso respiratorio) – P, B
2) FRICATIVO (si realizza un restringimento del flusso d’aria) – S
3) AFFRICATO (combinazione tra primo e secondo: l’inizio è Occlusivo e il rilascio è Fricativo) – C, Z
PUNTO: 1) LABBRA (labiali) – P, B
2) DENTI (dentali) – T, D
3) ALVEOLI (alveolari) – Z
4) PALATO (palatali) – C
5) VELO PALATINO (velari) – G
6) PLICHE VOCALI (corde vocali), se le pliche vibrano: SONORE, se le pliche non vibrano: SORDE
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IPA (International Phonetic Alphabet) = ciò (pronucia: tso, la “i” non c’è nella pronuncia).
PRIME TESTIMONIANZE DEI VOLGARI
Mentre abbiamo testimonianze scritte dei Classici latini, non abbiamo testimonianze scritte del latino volgare
che era parlato. Abbiamo però un evento storico che è l’Eruzione del Vesuvio che ha distrutto Pompei e, grazie
a questo evento storico, abbiamo molte testimonianze (78. D.C.). Si sono conservati dei graffiti, delle iscrizioni
murarie. Le scritte sui muri che rappresentano il latino parlato, testimonianze delle tendenze del latino. Si
parla di tendenze perché non si può ricostruire completamente la struttura del latino volgare parlato.
(es.: AMAT AMAT). Poi si ha qualche testimonianza letteraria: ovvero le messe in scena di personaggi
"
popolari che linguisticamente parlano una varietà del latino più bassa (es.: Petronio – La cena di Trimalchione
oppure Plauto – Commedie di rappresentazione popolare). Ma anche grandi scrittori come Cicerone non
hanno scritto sempre nella stessa varietà (es.: le lettere private dell’autore). Inoltre sono state rinvenute delle
lettere che i soldati Romani inviavano a casa, che chiaramente non potevano essere dello stesso livello
linguistico dei Classici o di altre opere letterarie più alte.
Tutte queste testimonianze (dirette o letterarie) ci permettono di elaborare la fisionomia di questa lingua.
Altre fonti sono le scritture prodotte dai grammatici: ovvero un elenco di forme, giuste o sbagliate, come il
famoso APPELLIX PROBO (l’Appendice A Probo), un testo collocato alla fine di un altro testo di Probo, aggiunto
successivamente e realizzato a Roma. Dalle forme sbagliate contenute in questo elenco si possono capire le
tendenze che si stavano sviluppando e che stavano prendendo piede (questo sono Testimonianze del
Grammatico).
È passato molto tempo affinché questi cambiamenti si potessero percepire e, ugualmente altrettanto tempo,
affinché i parlanti avessero la consapevolezza di questi cambiamenti linguistici.
Nel corso dei secoli abbiamo altri eventi storici o testimonianze a prova di come siano avvenuti o come si siano
sviluppati alcuni cambiamenti importanti. Nell’anno 813 a TOURS si riunì un importante Concilio. Di discusse
come far capire il Testo Scaro ai fedeli. Fino a quel tempo la liturgia era in latino (anche se pieno di volgarismi).
La decisione fu di predicare nelle diverse lingue volgari (mentre il resto della messa rimaneva in latino). Questo
ci fa capire come, a quel tempo, si avesse la consapevolezza che la lingua sia cambiata nei vari volgari e infatti,
nel verbale che fu redatto, si può leggere: “Rustica Romana lingua transferre”. (questa è una testimonianza
indiretta).
Invece, il primo testo scritto in lingua romanza risale a qualche decennio dopo e si tratta dei “GIURAMENTI DI
STRASBURGO”. Dopo le invasioni barba
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