LINGUISTICA ITALIANA
(Massimo Prada) 21/09/2018
Cosa significa “lingua italiana”? Cos’è l’italiano? Quando è nato l’italiano?
Prima della stampa → scrittura molto diversa da quella cui siamo abituati
1. Senza la stampa probabilmente la nostra cultura nemmeno sarebbe
quello che è
La prima forma linguistica è quella parlata → ma noi fatichiamo a concepire la
nostra lingua in assenza dello scritto
ASSI DI VARIAZIONE della lingua
1. Varietà DIACRONICA
La lingua evolve nel tempo
Utilizzo semicosciente della lingua
Ne abbiamo nozione inconsapevole
Abbiamo facoltà di linguaggio alla nascita
2. Varietà DIAMESICA
La lingua si differenzia tra scritto e orale
Scritto paradigmatico
Parlato paradigmatico
E scritto “parlato”
Non è né scritto né parlato
È una forma a sé
Vedi i social media
Interazione di linguaggi
o Iconico + scritto
o Fake news → inferenza! (E non deduzione)
o
PARADIGMATICO = scelto formalmente per esprimere un
determinato concetto
3. Varietà DIAFASICA
La lingua cambia a seconda del contesto in cui viene usata
continuum di varietà
Lingua →
Competenza linguistica = sapersi destreggiare nei vari usi della
lingua Saper scegliere il registro in base al contesto
4. Varietà DIASTRATICA
Italiano = prosecuzione del latino volgare, parlato da:
Schiavi
Gladiatori
I primi cristiani
L’italiano era la lingua peggio considerata
Nonostante ciò, noi siamo i primi a ritenere inaccettabile la povertà
di linguaggio e gli errori linguistici
Varietà diastratica =
Condizionamento della lingua
A seconda della cultura personale
Diversa stratificazione sociale
5. Varietà DIATOPICA
La lingua cambia a seconda delle regioni in cui viene parlata
È a partire dagli anni ’60 del ‘900 che si inizia ad essere
interamente italofoni
I bambini imparano prima l’italiano del dialetto
Individuare la diatopia
Geosinonimi
Una parola che indica un referente cambia a seconda
o dell’area geografica
Fonetica
La pronuncia cambia di zona in zona
o
Prosodia
Musicalità del parlato
o Molto evidente nelle domande K (o domande WH)
o 24/09/2018
La presenza di 5 assi di variazione, non implica necessariamente che
ciascuna variazione della lingua sia compresa in un’unica categoria
Ad esempio, un articolo su una rivista scientifica
o variazione diamesica
Focus sulla
Viene scelto il medium scritto
variazione diastratica
Ma vi è anche una
Con lo scritto siamo naturalmente portati ad utilizzare un
registro più alto
Testo indirizzato ad uno specifico pubblico
I testi possono essere posti su piani cartesiani
Asse diastratico (↕)
o Asse diacronico, diafasico e diatopico (↔)
o
Specifiche dell’asse diacronico
Tutte le lingue storico-naturali evolvono
o La varietà della lingua vanno spesso di pari passo con le varietà di altri
o tipi di linguaggio
Moda
Comportamento
Sono tutti flussi di informazioni che forniamo agli altri da
interpretare
Lingue estremamente evolutive:
o Nuovi media
Lingue giovanili
Queste evoluzioni rapide riguardano generalmente la superficie
della lingua
La morfologia non viene intaccata
o Possono essere introdotte nuove parole, in classi già esistenti
Ciò non significa che la lingua non possa cambiare → periodiche
crisi linguistiche
Non sono mai evoluzioni rapide
Gli interventi forzosi sulla lingua sono sempre poco efficaci
Evoluzione dell’italiano
Latino dall’VIII secolo a. C. → comincia la diffusione della lingua
o Latino dalla struttura molto solida
Dialetto parlato a Roma → che poi si imporrà come lingua di
superstrato
Le lingue del substrato influenzeranno il latino
II secolo a. C. → latino volgare, parlato dai ceti popolari
o latino aureo
Prima dell’avvento del → I secolo a. C. – II secolo d. C.
Il latino si diffonde con l’Impero
o Avere la concessione per parlare la lingua di Roma, indica un buon
rapporto con la città stessa
Latino volgare
o Latino marcato in:
Diastratia
Diafasia
Diacronia
Diatopia
Come l’italiano, è un insieme di varietà
Le varietà più connotate del latino, sopravvivono nell’italiano
476 d. C. → cade l’Impero Romano
o Arrivano i barbari
Divisione politica
Caduta del senato
Modificazione della struttura dell’esercito
Si sgretola la unità linguistica → l’epicentro è Roma
Anarchia linguistica
Le persone si stabilizzano → non si spostano più
o Ma l’evoluzione della lingua continua → in modo non omogeneo
Base della differenziazione linguistica
Linea La Spezia – Rimini
o Linea di demarcazione
Differenze nello sviluppo linguistico
Estrema frammentazione del latino
Italia:
o Frammentazione linguistica + frammentazione politica
Difficoltà di unificazione linguistica
Ad esempio la Sardegna → isolata per lungo tempo
Ha dialetti molto conservativi
La Toscana → lungo dominio etrusco
Conserva molte caratteristiche del latino
Scarsa influenza barbara
Ancora persiste un fiorentino, diverso dall’italiano
Un vernacolo più che un dialetto
c
gorgia
Ad esempio la → < > aspirata
Per quanto vi sia sempre stata l’idea di una italicità linguistica
Meccanismo di adattamento automatico
Chi parla le evoluzioni del latino, non si rende conto di
quanto la lingua si sia modificata
Consapevolezza della diversificazione della lingua →
affiora nel IX secolo
In Italia, questa consapevolezza arriva nel X secolo
Placido di Capua
960 d. C. → → NASCITA DELL’ITALIANO
Riforma carolingia
Riconosce che gli antichi scrivevano un latino diverso da
quello corrente
Forza il riconoscimento della diversificazione delle
lingue
FASI dell’italiano:
476 d. C. – 960 d. C.
Esplosione delle linguistiche locali
Mancanza di consapevolezza
961 d. C. – 1375
1375 → morte di Boccaccio
1376 – 1612
1612 → stampa del vocabolario dell’Accademia della
Crusca Prose della Volgar lingua
1525 → stampate le
1613 – 1861
Evoluzione della lingua → fino all’unificazione
Riconoscimento di una LINGUA ITALIANA
1862 – 1980
Dagli anni ’60 del ‘900
Diffusione dell’italiano nel quotidiano
Telematizzazione
1981 – oggi
25/09/2018
Iscrizioni pompeiane → I secolo d. C. (intorno al 79 d. C.)
Interessanti dal punto di vista linguistico → LATINO VOLGARE
o Diverso da quello classico
Da cui prendono origine le lingue romanze e neolatine
Talia te fallant utinam mendacia, copo
o Tu vedes acuam et bibes ipse merum
caupo
Copo → in latino
Chiusura del dittongo –au → fenomeno tardo
Intorno al I secolo d. C. iniziano a chiudersi la maggior
parte dei dittonghi
CRONOLOGIA RELATIVA
Fenomeni di modificazione morfologica si verificano
entro un lasso di tempo; finito il quale, la
modificazione cessa di avvenire, oppure avviene in
maniera diversa
Anticamente –au si è chiuso:
In un periodo precedente, in <o> aperta
In un periodo tardo, in <o> chiusa
In altre varietà, si è mantenuto → sardo
Esempi
-ŏ latina → è diventata dittongo italiano –uo
aurum
Ma → ha dato “oro” e non “uoro”
homo
Invece → ha dato “uomo”
TUTTI I DITTONGHI LATINI SI SONO MONOTTONGATI
Il latino aveva 8 dittonghi
I due più usati si sono monottongati
Gli altri 5 sono scomparsi con le poche parole che li
ocntenevano
vendes
Vedes → in latino
La nasale, davanti ad un contoide nasale, cade
Ma non è la regola
La nasale è debole davanti ad un contoide, ma non
dovrebbe sparire
bibo
Bibes → verbo latino
-es bibis
→ coniugazione sbagliata → sarebbe dovuto essere
È un verbo della III coniugazione, non della II
Cresces have anima dulcis et suavis
o habere
Have → in latino,
Cade la desinenza –s
La labiale intervocalica –b viene sostituita
La labiale intervocalica si è indebolita presto
Forse per una questione di fricativa bilabiale
Che utilizzata in posizione intervocalica si
indebolisce e dà un fono simile a quello della
<v> → come nello spagnolo
[v]
Che in italiano confluisce in
<v>
Fenomeno del betacismo → scambiare e
<b> <b>
Conseguenza della confluenza di in
<v>
Col tempo cadrà anche l’aspirata
animam
Anima → in latino
La –m desinenza cade molto presto
Più tarda è la caduta di –s e –t
Crollo del sistema di coniugazione e declinazione
I fenomeni fonetici hanno ripercussioni sulla morfologia
Pupa que bela is, tibi me misit, qui tuis es: vale
o Pupa → “fanciulla”
Presente nel latino volgare dell’impero
Prosegue in italiano → caduta in disuso
pupilla
Rimane la versione
Parole con corpo fonico breve, tendono a scomparire
bellus, bella, bellum
Bela → in latino
Bellus va a sostituire formosus
In spagna persiste la forma arcaica → diventa
hermoso bello
In italiano rimane
es est
Is ed es → dovrebbero essere ed
Caduta della desinenza –t
Come conosciamo l’evoluzione della lingua?
Plauto
o Inserisce nello scritto forme del parlato → è già evoluzione della
lingua
Correzioni nelle scuole
o Introduzione di novità morfologiche
Autori che prendono in giro il linguaggio loro contemporaneo
o Errori vari
Ipercorrettismo
De Barbarismis, di Publio Consenzio
o Itali
Il grammatico scrive che gli hanno un suono pingue
[t] [ts]
etiam
Pronunciano e iam, e non e iam
I greci invece
[ts] [t]
optimus
Pronunciano op imus e non op imus
Papirio, nel V secolo, scrive:
o [t] [ts] [i]
Iustitia si pronuncia con
[i] <t>
davanti ad un’altra vocale diventa semivocale → quindi si
[ts]
pronuncia
Seguita da consonanti, invece, non subisce modificazioni
Peregrinatio Aegerie
o “valle illa” → illa
Nonostante la “valle” sia stata citata più volte nel testo, le si
illa
accompagna al dimostrativo
Illa sta quindi iniziando a perdere il suo valore deittico
Qui indica la datità dell’oggetto cui si riferisce
Diventerà l’articolo determinativo in italiano
GRAMMATICA STORICA
Latino volgare
o Caratterizzato da grande varietà
Lingua viva → come l’italiano
patavinitas
Ad esempio → la di Livio
Diverso dal latino classico
Progressivo indebolimento della distinzione in 10 vocali
Iniziano a non distinguersi più le coniugazioni
Perdita del senso di quantità
Il sistema deve sopperire a questa mancanza
Introduzione della differenza di lunghezza della
pronuncia
Le vocali brevi → diventano APERTE
Le vocali lunghe → diventano CHIUSE
È un fatto automatico → ma necessario per la
comprensione
Muta l’accento sulla base di tre parametri
Intensità sonora → aumenta sulla pronuncia della sillaba
tonica
Tono → aumenta la frequenza dell’onda sonora sulla
sillaba tonica
Durata → la durata delle sillabe toniche viene
prolungata
Anche in latino la sillaba tonica si imponeva per questioni
timbriche:
Accento melodico
Pronunciata con maggiore enfasi delle altre sillabe
Ma non aveva funzione distintiva
àncora ancóra
Vedi e
L’italiano (come altre lingue romanze) ha accento libero
→ può collocarsi in qualsiasi punto della parola
Come in latino, anche in italiano abbiamo parossitone e
proparossitone, ma le accentazioni sono diverse
In latino → accentazione
Legge della penultima → diversa accentazione rispetto
all’italiano
L’accento cade:
Sulla penultima se questa è lunga
Sulla terzultima se la penultima è breve
Continĕo teneo)
(composto di
L’accento è sulla terzultima
Perché la - e è breve
contĭnet
MA
Ha l’accento sulla penultima
Perché la - i è breve
Contines
L’accento è sulla - o
Perché la terzultima è breve
[r] [l]
muta liquida
Nessi cum → occlusiva + liquida ( o )
Accentazione diversa
Ìntegras
- gr rende la sillaba leggera
L’accento risale
intèra
In italiano, invece,
Il nesso muta cum liquida, fa posizione
Parole con - i o - e in IATO
Vocali vicine che stanno in due sillabe diverse
La - i in iato diventa jod semivocale → DITTONGHI
DISCENDENTI
Filius → 3 sillabe
Filiolum → 4 sillabe
26/09/2018
1. PAROLA
Grafica
Fonetica
Semantica
ecc.
2. MORFEMI
Unità minori che compongono le parole
Hanno significato anche da soli
cane
Vedi
Can –
Parte fissa
Ha significato → so che stiamo parlando del referente cane
- e
Parte variabile
Indica il numero, la quantità → 1 can-e; 2 can-i
In italiano abbiamo solo singolare e plurale → in altre lingue c’è anche il
duale, il triale ecc.
Dipende dalla prospettiva → la lingua tramite cui si riflette il mondo
cambia a seconda del modo di vedere le cose di una cultura
Interazione codice linguistico ↔ cultura
Anche il genere viene usato in maniera diversa a seconda della lingua
genere
Linguisticamente parlando, il funge da OPPOSIZIONE
Una delle categorie che fa funzionare la lingua
Viene infatti attribuito anche a ciò che genere non ne ha
(vd. Forchetta e coltello)
3. FONEMI
Unità minima che compone i morfemi
Di per se stesso il morfema non ha significato
Ma in opposizione ad altri fonemi → sono portatori di senso
Operazione di strutturazione
Composizione di una STRUTTURA
Struttura = selezionare degli intorni e dare ad essi un nome
→ etichettare
Prendere il sistema continuo → e renderlo discreto
Isolare, all’interno di un continuum, un gruppo di
o elementi
Per poi individuare un segno che li significhi
o
Foni e fonemi sono la minima parte delle parole → senza i quali non
abbiamo lingua
Fonologia = studia come i suoni vengono fonalizzati per creare
linguaggio
→ utilizzo contrastivo dei suoni
Fonologia ≠ Fonetica
Fonetica = come vengono prodotti i suoni
Fonetica percettiva = studia la percezione dei suoni
Fonetica acustica = studia l’aspetto fisico dei suoni
INTROSPEZIONE = capacità di valutare, anche senza vedere, cosa
succede nell’apparato articolatorio durante la produzione di suoni
4. FONEMA
Un fono diventa fonema quando è in grado di produrre almeno 1
coppia minima
COPPIA MINIMA = solamente quando si ha imprevedibilità della
presenza di un suono sin sing
Ad esempio in inglese: (= peccato) e (= cantare)
[ŋ]
Non è prevedibile se dopo il fono ci sarà o meno un fono
[ŋ]
Quindi è un fonema → produce coppie minime
Altri foni prevedono una scelta obbligata → sono per forza seguiti
da un dato fono
Non tutti i fonemi hanno stesso rendimento funzionale
[e] [ɛ]
Vedi la coppia minima → in italiano non ha grande
importanza la differenza
Insieme dei fonemi di una lingua ≠ dall’insieme dei foni
Insieme dei fonemi = inventario fonemico
5. ALLOFONI
Il loro numero varia da lingua a lingua
È una varietà distributiva dei fonemi → dipende dal contesto → non ha
carattere distintivo
Capita che una lingua utilizzi una variante libera di un fonema
Usa un fono piuttosto che un altro
Ma non perché questo sia una variante distributiva
[r]
Ad esempio la vibrante che può essere:
[r]
Dentale
o [ɾ]
Alveolare
o [ⱱ]
Labiodentale
o
Fonema → può stare in tutte le posizioni
Allofono → si presenta solo in determinati contesti (→ regole fonetiche)
È quindi anche prevedibile
Ha caratt
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