Marca fa da intermezzo tra prodotto e brand, e genera quella che è la fedeltà alla marca. Infatti non siamo
fedeli ai prodotti ma alla MARCA. Crea un legame relazionale tra imprese (marca) e cliente (consumatore).
Venderemo la relazione-marca
Ma la marca non è solo qualora che esprime i suoi benefici nel breve, ma la relazione si esprime in termini
di potenzialità.
Valore della marca, valore economico quindi brand equity.
Invisible asset
Perché investire nella marca e nell'innovazione?! Perché il vantaggio competitivo si è spostato dalla
dimensione tangibile (ciò che mettiamo in stato patrimoniale) alle dimensioni intangibili, quindi l'evolversi
della concorrenza rende necessario investire nell'intangibile.
Strategie competitive, si manifestano sul mercato (dal punto di vista della domanda) e nel settore (dal
punto di vista dell'offerta) e vanno a comprendere tutte quelle azioni, non solo quelle di marketing, che
sono volte ad acquisire un vantaggio suoi concorrenti: quindi in qualche modo riguarda comunque il
marketing perché il vantaggio di un'impresa su un altra è relativo alla clientela. Vuole dire che se un
impresa ha il 20% delle quote di mercato la suo offerta è preferita dal 20% della clientela perché
quest'impresa è riuscita più di altre ha comprendere le necessità della clientela e per questo ha ottenuto un
vantaggio contenitivo. Quindi primo punto è individuare le fonti: le necessità dei clienti.
Però nel tempo il vantaggio competitivo di depaupera (es di Kodak fallita 18 mesi fa proprio perché non è
riuscita ad evolversi con le nuove tecnologie dei nuovi smartphone). Per questo bisogna saper mantenere il
proprio vantaggio nel tempo ed essere in grado di difendersi dai concorrenti. La strategia competitiva serve
proprio a questo!! Il risultato è una migliore posizione dell'impresa sul mercato.
"Lo scopo dell'impresa è di creare e di difendere i propri clienti"; infatti se ad un'impresa togliamo i clienti
questa scompare e quindi possiamo dire che l'impresa esiste solo se ha clienti. Quindi i clienti stanno alla
impresa come questa sta alla loro soddisfazione. Quello che conta davvero è che i clienti siano soddisfatti
perché la soddisfazione tiene legati i clienti ad una marca.
Meno soddisfazione porta a perdite di quote di mercato, prima, e diminuzione di vendite poi.
Le risorse sono di due tipi
a. Tangibili, impianti, macchinari, prodotti fisici. Queste risorse sono perfettamente imitabili dai
concorrenti.
b. Intangibili, di due tipi:
1. Risorse di fiducia: collegano l'impresa al mercato e all'ambiente, quindi l'immagine, la fedeltà
(come espressione comportamentale e della fiducia) e le relazione. Anche in questo caso
l'immagine non è copiabile e anche quando sono compiate non fanno altro che portare un
vantaggio alla marca ideatrice
2. Risorse di conoscenza: hanno dimensione interna e organizzativa, quindi le competenze, sapere
incorporato nelle persone e nei meccanismi, parliamo di cultura aziendale. Queste risorse stanno
alla base delle decisioni dell'impresa. Sono risorse non imitabili o difficilmente replicabili dai
concorrenti e per questo rappresentano un vantaggio competitivo. Possono essere uno svantaggio
competitivo nel caso in cui l'azienda non abbia sufficienti conoscenze; in altri casi può addirittura
essere un vincolo allo sviluppo se l'impresa non è in grado di cogliere i miglioramenti del mercato.
Es: Mivar, produttore di televisori negli anni '90, raggiunge il 18% delle quote di mercato perché si
specializza nella produzione di tv per hotel che hanno bisogno di essere indistruttibili, in più giocava
anche su prezzi molto competitivi. In più si appoggia alle grandi distribuzioni come euronix per
diffondere il prodotto sul mercato della clientela individuale. Con la comparsa delle nuove
tecnologie Mivar andrà al fallimento.
Attenzione: anche se gli intangible generano il vantaggio competitivo nessuna impresa si può reggere solo
con queste, si ha sempre bisogno della parte tangibile. Non si può avere una marca che non si riferisca ad
un prodotto. Serve un giusto equilibrio tra le due.
Dato che gli invisibile asset si depauperano c'è bisogno di altri due elementi, le competenze distintive e il
valore economico, che permetto all'impresa di accorgersi che le risorse di cui dispone stanno diminuendo di
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potere nel primo caso, mentre nel secondo permetto all'imprese di acquisire assets di valore superiore. I
risultati di queste due risorse sono la redditività del settore (e quindi cash flow) ponendola sempre a
confronto con quella dei competitors del settore, e la quota di mercato relativa (paragone dell'impresa con
il maggiore competitor, quindi maggiore di 1 sono leader minore di uno sono follower).
Il patrimonio di risorse dell'impresa, quindi gli assets, sono:
• Le relazioni di cui un'impresa dispone (NB. Le relazioni non sono di proprietà di nessuno però le relazioni
si posseggono),
• La reputazione che si costruisce nel tempo es: se è di quella marca non può essere cattivo. Quindi quello
che pensiamo deriva dalla fiducia che il cliente da alla marca, fino a prova contraria, perché ex ante so
che avrò un certo tipo di qualità, che il prezzo é corretto etc.
• L'innovazione
• Gli altri assets strategici, tutti quelli su cui l'impresa si costruisce
Queste competenze distintive si concretizzano in vantaggio comperavo attraverso:
• Il prezzo, riduco i costi e riesco a ottenere un prezzo migliore per il cliente. Es: Zara che ha variata di
magazzino, capacità di copiare dall'alta moda, rapporto qualità prezzo etc.
• Il posizionamento, ossia dove si colloca la marca nella mente del consumatore sulla base delle esperienze
passate. Es: settore dei dentifrici che vede prodotti con una dimensione puramente medica ed una
prettamente estetica, quindi diversità di prodotti.
• La comunicazione e branding
• La gestione delle relazioni verticali, quindi relazione con fornitore e distributore Es: Ikea
Tutte le imprese si basano su dei driver. I primi sono i processi interni e anche nelle relazione con cliente e
fornitori. Con una corretta relazione con questi due soggetti ottengo efficienza operativa. Altro driver sono
la qualità, l'immagine e la customer satisfaction che
genera una qualità percepita superiore. Questi due
prime drive sono riferiti al presente, mente il terzo
driver genera innovazione che è l'aspetto del futuro
di un'azienda.
L'effetto leva si sviluppa a due livelli:
1. Leverage geografico con prodotti attuale,
quindi espando i confini sia a livello
geografico che a livello di segmenti.
2. Leverage sul brand con nuovi i prodotti.
In termini di valore, come risultati, notiamo un aumento degli asset intangibili fino al raggiungimento
dell'80% del 2010. (Vedi slide numero 8)
Il vantaggio competitivo ha un ciclo di trasformazione determinato da due elementi esterni: l'evoluzione
delle dinamiche concorrenziali (es nel settore FMCG, fast moving consumer goods, nel quale è necessario
investire continuamente) e il cambiamento ambientale. Questi due elementi depauperano il vantaggio
competitivo se l'impresa non è attenta a ciò che avviene del mercato.
Può esser utile confrontare le risorse che vanno bene al momento con un esercizio di previsione degli
scenari di mercato tra x anni. Dobbiamo imparare che i cambiamenti non sempre hanno un unica direzione.
Una volta analizzata la situazione presente e futura si investe per ottenere un gap di risorse.
Tutto questo può avvenire molto velocemente o molto lentamente e quindi anche il ciclo del vantaggio
competitivo avviene più velocemente o più lentamente. 2 di 58
In un ciclo lento (vedi grafico) ho il tempo di
costruire il vantaggio competitivo e ha un lungo
periodo di sfruttamento. A questo punto si deve
solo reinvestire per il mantenimento e si ottiene
un elevato vantaggio; nel momento in cui si erode
questo vantaggio si deve investire non più nel
mantenimento ma in accrescimento, per maniere
inalterata il posizionamento e i risultati di
performance.
In condizione di iper-competizione, quindi ciclo
molto veloce, si annulla il vantaggio competitivo
pur di non lasciar spazio ai concorrenti. Es:
concorrenza spietata nella telefonia tra Vodafone,
Tim, Wind etc.
In questa situazione il comportamento
dell'impresa perde di vista la centralità del cliente
perché si concentra troppo sul concorrente.
Es: settore degli yogurt. Prima c'era solo Yomo
intero o scemato, oggi abbiamo Müller che fa più
da dessert e Vitasnella che ha altri obiettivi.
Le competenze, risorse e vantaggi competitivi si traducono in fattori critici di successo, ossia quelle capacità
basate sulle risorse aziendali che abbiano determinato una leadership stabile nel tempo anche confrontata
con il comportamento dei concorrenti. Se sono riusciti in questo obiettivo, ne consegue che i concorrenti si
confrontano su questa variabili per ottenere quote di mercato vicendevolmente. La supremazia
concorrenziale si ottiene, quindi, agendo sulle risorse concorrenziali.
NB. I rivali diretti di un'impresa tendono a confrontarsi sui fattori critici nella leadership, attenzione però
che i fattori critici di successo sono osservabili solo relativamente al passato.
All'interno del settore esistono più strutture di fattori critici di successo: i) esistono più gruppi strategici
all'interno dei quali vi è un gruppo di rivali diretti che si confronta sugli stessi fattori di successo, ii) ma tra
gruppi strategici differenti i fattori di successo sono diversi.
I fattori critici di successo hanno una triplice connotazione:
- Sono requisiti fondamentale per operare in un ambiente economico
- Costituiscono barriere della mobilità
- Sono caratteristiche che influenzano la posizione concorrenziale delle varie imprese.
L'individuazione di un'impresa leader viene fatta su tre aspetti: quota di mercato, tasso di sviluppo e
redditività. Es: l'impresa che punta alla supremazia della quota di mercato.
Le basi della marca e del brand management
Il brand manager deve prendere di decisioni di marketing e ha la responsabilità complessiva del fatturato
della sua marca. Ha il compito di interagire con l'impresa, cercando di ottenere risorse (investimenti) e il
compito di convincere i propri colleghi che le strategie attuate sono valide. Ovviamente, tranne nelle
imprese mono marca, il brand manager di una marca deve confrontarsi con quelli di altre marche nella
stessa impresa.
É fondamentale la comunicazione con gli ausiliari di marketing, quindi le agenzie. Va quindi a confrontarsi
con una figura a lui analoga ossia il cd. strategic planner, ossia colui che nell'agenzia di comunicazione si fa
difensore della marca-cliente.
Questa duplice relazione è fondamentale perché il valore economico che produce la marca è il risultato
economico in conto economico. Per ottener questo obiettivo in impresa ogni tanto si fanno delle campagne
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rischiose (sconti, promozioni,promesse etc) che sono giustificabili; bisognava fare attenzione perché
un'eccessiva a svendita del prodotto può inquinare il livello di percezioni nei consumatori, così come alcune
promesse fatte e non mantenute possono diminuire i livelli di costumer satistation.
La marca è un nome utilizzato per identificare i prodotti e i servizi di un offerente o di un gruppo di
offerenti, e per differenziare quei prodotti o servizi da quelli dei concorrenti. Nel momento in cui svolge una
funzione differenziante, per portare aventi una campagna di differenziazione dobbiamo lavorare sulla
marca, che rappresenta quindi uno strumento competitivo.
Per il consumatore, la marca dà una garanzia sull'origine del prodotto (non solo territoriale ma anche
d'impresa) e sulla qualità (importante la qualità costante nel tempo); in questo modo il consumatore si
sente protetto e rappresenta un sostitutivo della fiducia e dell'esperienza, ad esempio quando sono in una
situazione di difficoltà nel prendere una decisione decido per un prodotto di marca che mi limita i danni,
sono quindi disposto a pagare qualcosa in più per andare sul sicuro.
La protezione viene fatta anche rispetto ai concorrenti, perché i prodotti si possono imitare, ma le marche
non si possono/devono imitare.
La marca quindi, in alcune situazioni, è l'aspetto più importante perché: i) è in grado di sintetizzare il valore
del prodotto (valori sedimentati nel tempo riguardo ad una certa marca riutilizzati nelle situazione di
acquisto, cd memoria attiva derivante da esperienze passate, passaparola, attività formale e informale che
svolge l'impresa. Queste 3 attività dovrebbero coincidere, qualora non sia così la marca perde in termini di
credibilità); ii) lega l'impresa al mercato in via continuativa, in questo modo si è in grado di prevedere con
maggiore velocità le necessità del cliente; iii) gestione e relazione con i clienti, perché deve assumere una
dimensione di relazione biunivoca (es. Nel sito ilmulinochevorrei.it la mulino bianco coinvolge il cliente
mettendosi a disposizione del ascoltare le nuove idee); iv) genera e consolida la fiducia del mercato; v) ha
valore economico rilevante (NB. unico aspetto tangibile)
Esempi slide 5-6: nel settore chimico la marca non ha praticamente importanza, ma contano maggiormente
gli aspetti tangibili perché si parla di macchinari, etc. Più ci si sposta di settore andando verso il cibo e i beni
di lusso, più la marca raggiunge il 50% e oltre dell'importanza.
Per quanto riguarda il tempo la marca ha acquisito sempre più importanza dal 1970 al 2000..
Riferendoci hai prodotti: Coca-Cola ha per la maggior parte valore intangibile infatti noi compriamo la
marca Coca-Cola e nessun altro prodotto simile perché siamo sicuri che non sia imitabile. Se consideriamo
P&G e Unilever entra in gioco il portafoglio prodotti, la prima molto più ampia la secondo più specializzata
su detersivi e pochissimo sull'alimentare.
La marca quindi genera fiducia che a sua volta genera fedeltà. Ma quest'ultima genera redditività? SI!!
Nella relazione tra fedeltà e redditività, all'anno zero il compito dell'impresa é quello di minimizzare i costi
di acquisizione del cliente (segmentazione e targeting del
cliente). Con il passare del tempo si generano maggiori
profitti per:
• Cross selling, sono soddisfatto della marca quindi
acquisto altri prodotti della stessa. Costa meno fatica
per il cliente e anche per l'impresa che investe meno
• Operating costs, il cliente che impara a trattare il
prodotto avrà meno bisogno di assistenza, quindi con il
tempo si riduce il costo operativo facendo aumentare
profitto
• Referrals, sono le referenze positive o negative che si
generano con il passaparola. È qualcosa a titolo
gratuito
• Price premium, non può essere eccessivo e comunque nel tempo tende a diminuire perché il cliente è
disposto a pagare un maggiore prezzo per la novità.
I suggerimenti sono quindi: ottimizzare il profitto della clientela, aumentare la longevità del cliente con
fidelizzazione e ridurre i costi di acquisizione. 4 di 58
All'aumentare della relazione aumenta il tasso di crescita dell'impresa, se è positivo, e se è positivo anche il
livello di customer satistation.
Le funzioni della marca, per l'impresa e per il mercato
Gli elementi costitutivi della marca sono:
1. Nome, principale indicatore formale. Facile da memorizzazione, breve e meglio se collegato al valore
del prodotto. Es. Quando andiamo a fare la spese per alcuni prodotti mettiamo direttamente il nome
della marca, Chiff. Deve ricollegarsi a qualche emozione (profumi di Calvin Klein)
2. Simbolo, può aiutare a differenziare una determinata offerta, soprattutto quando la differenziazione
dei prodotti e dei servizi è particolarmente complessa. Il simbolo deve essere in grado di differenziarsi
nel mercato e per far questo deve stare al passo con i tempi e "modernizzarsi"
3. Pay off, frase che qualifica la marca e identifica il suo posizionamento/mission ("we try hard" -Avis),
rinforza i caratteri distintivi della marca, evoca le caratteristiche del prodotto.
La marca ha una posizione centrale tra domanda e offerta, dove l'offerta con le sue caratteristiche qualifica
l'impresa e la marca stessa; dall'altra parte c'è il cliente che ha bisogno delle stesse cose di un'azienda in
quantità e tempi diversi. È quindi necessario che le 2 cure si sovrappongano per raggiungere lo scambio.
Quindi la marca svolge in primis la funzione di tramite tra l'impresa (con le sue capacità) e il cliente (con i
suoi bisogni).
Una marca sintetizza tutti i valori effettivi e percepiti di un'impresa sul mercato: la tecnologia, gli aspetti di
innovazione, attenzione all'ambiente, qualità dei prodotti, cortesia nei rapporti con i consumatori,
orientamento al servizio, affidabilità dei fornitori, solidità finanziaria.
Tutto questo deve essere sintetizzato nel prodotto e dove noi vediamo solo una parte (nome, logo,
pubblicità etc).
Il bravo brand management deve fare un processo per comprendere i valori delle imprese, deve sapere
quali di questi valori possono essere trasferiti attraverso l'immagine e la notorietà ai clienti, solo a questo
punto potrà elaborare delle corrette strategie di marketing.
I componenti (struttura) sono 4:
Identità di marca o brand identity, → la marca è un segno di riconoscimento e come tale deve essere
I. facilmente riconoscibile dal cliente (Attraverso payoff, logo etc). Deve esserci coerenza tra segni di
riconoscimento e valori
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