03/11/2020
Seconda parte: innovazione marca e
proprietà intellettuale
Introduzione 2
L’innovazione tecnologica e le sue caratteristiche 3
Le principali concettualizzazioni del processo innovativo e le fonti
dell’innovazione 19
Le principali concettualizzazioni del processo innovativo 19
Le fonti dell’innovazione 25
Natura e ruolo della proprietà intellettuale - Il marchio 31
Natura e ruolo della proprietà intellettuale - Il brevetto 38
Open innovation 59
Innovazione e struttura di mercato 69
La diffusione dell’innovazione 77
Il finanziamento dell’innovazione 105
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Introduzione
OUTLINE
1. L’innovazione tecnologica
- Caratteristiche
- Modelli interpretativi
- Fonti
2. La tutela della proprietà intellettuale: marchio
3. La tutela della proprietà intellettuale: brevetto
4. Open innovation
5. Innovazione e struttura di mercato
6. La diffusione dell’innovazione
- Economie di network e concorrenza tra standard
- Imprese multinazionali e diffusioni internazionale dell’innovazione
7. Il finanziamento dell’innovazione
INDICAZIONI SUL PROJECT WORK
Sulla base del brief caricato su Blackboard, l’idea è di seguire le lezioni e sviluppare via via il
progetto di gruppo. Si tratta di un project work strutturato in modo del tutto analogo a quello della
prima parte. Per 9 settori sono stati individuate 3 imprese di spicco: ogni gruppo dovrà analizzare –
scrivendo un documento work di circa 5/6 pagine – gli aspetti di indagine dell’innovazione discussi
nelle nostre lezioni, declinandoli per l’azienda che ci è stata assegnata. Nel corso dell’analisi si
dovranno fare confronti e considerazioni comparative con le altre due imprese. La valutazione sarà
basata sul documento, ma anche sulla presentazione del lavoro, che avverrà con le medesime
modalità di marca (15 minuti max. 20, tramite presentazione PowerPoint). Per semplificare,
manterremo i gruppi della parte di marca. Non c’è alcun obbligo a svolgere entrambi i lavori. Ogni
variazione dei gruppi va comunicata nei prossimi giorni, così come va comunicato il desiderio di
non fare il project work. Entro la prossima settimana saranno comunicate le aziende assegnate ai
diversi gruppi.
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L’innovazione tecnologica e le sue caratteristiche
Cos’è l’innovazione? Un’idea? Un prodotto/servizio? Un modello di business? La risposta migliore
sarebbe che l’innovazione è il motore della crescita. Non si può ignorare come l’innovazione sia
il cuore pulsante non solo della crescita microeconomica della singola impresa, ma anche della
crescita macroeconomica del suo settore di appartenenza e dell’economia tutta. Detto ciò,
l’innovazione può riguardare anche un modello di business – ed è proprio di modellistica
dell’innovazione ci occuperemo. Così come ci occuperemo anche delle innovazioni di prodotto e di
processo, più legate alla dimensione tangibile e meno alla modalità organizzativa dell’impresa.
Spesso si pensa che l’innovazione sia un’idea: spesso parte da un’idea ma non necessariamente
quest’ultima definisce sempre un’innovazione. In ogni caso l’importanza dell’innovazione
come motore della crescita è stata ribadita
dall’OECD – L’Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico.
Drucker sottolinea in maniera piuttosto iperbolica
l’importanza del marketing e dell’innovazione
nell’economia. Naturalmente anche Steve Jobs
indica l’innovazione come il fattore di distinzione
fra un’impresa leader e le imprese meramente
seguaci.
Il fondatore di Google, Brin, afferma come
sia importante non sovrastimare i benefici
delle idee. La realtà è che avere un’idea è
la parte meno importante per la creazione
di qualcosa di grande. Deve essere l’idea
giusta, ma la sua esecuzione e la sua
gestione sono la chiave. Perciò
l’innovazione non è solo un’idea, ma
un’illuminazione.
ECONOMIA DELL’INNOVAZIONE
Microeconomia: il ruolo degli incentivi nei processi innovativi. Oltre ad utilizzare grafici e
• modelli, utilizzeremo l’analisi microeconomica per studiare il ruolo degli incentivi nei processi
innovativi. L’idea è di individuare le leve che inducono le imprese a innovare: quali sono i fattori
che incentivano l’innovazione e, specularmente, quali sono quei fattori che la possono
ostacolare. Intendendo, in ogni caso, la scelta di innovare come una scelta ponderata e
deliberata delle singole imprese.
Macroeconomia: innovazione come prerequisito fondamentale alla crescita economica.
• Riprenderemo il concetto di crescita legato allo sviluppo tecnologico (Modello di Solow e così
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via); questo aspetto sarà rilevante, ma lo toccheremo in maniera più tangenziale. I vincoli
all’innovazione della singola impresa si possono tradurre in vincoli alla crescita dell’intero
sistema economico: questo dovrà sempre essere tenuto a mente.
Politica economica: quali sono i fallimenti di mercato nel processo innovativo e come può la
• politica pubblica intervenire per alleviarne i problemi? Andremo ad individuare quali sono quei
fallimenti di mercato – che originando dal processo innovativo stesso – neutralizzano o
attenuano gli incentivi all’innovazione. Il principio è che, ogni qualvolta un mercato non
raggiunge un livello ottimale ed efficiente in termini di innovazione, c’è lo spazio per un
intervento pubblico di natura economica per incentivarla.
Strategia: quali strategie innovative sono più adatte ai diversi contesti tecnologici e competitivi?
• La giusta strategia non è data solo dal numero e dalla tipologia di concorrenti nel settore, ma
anche dalle caratteristiche della knowledge base del settore, da cui la conoscenza scaturisce.
Settori diversi, quindi, hanno problematicità diverse rispetto cui l’impresa deve declinare le sue
strategie innovative – come facenti parte del più ampio insieme delle strategie di crescita. Si
tratta di un’analisi a cavallo fra il business management e l’analisi microeconomica.
Recupereremo concetti e termini da questi quattro ambiti, per analizzare l’innovazione da un punto
di vista economico.
CHE COSA È L’INNOVAZIONE
Secondo la lettura di Schumpeter (1883-1950) – di riferimento per chiunque studi innovazione,
essa consiste fondamentalmente nel:
a. Introduzione di un nuovo prodotto in un mercato esistente o un cambiamento qualitativo in un
prodotto esistente (parliamo di una differenziazione verticale o orizzontale, ossia
rispettivamente di un’innovazione che avviene aumentando la qualità del prodotto a parità di
caratteristiche – un PC con un processore più potente, o variandone le caratteristiche)
b. Creazione di un nuovo mercato
c. Introduzione di un nuovo processo produttivo
d. Introduzione di una nuova struttura organizzativa
e. Sviluppo di nuove fonti di approvvigionamento di materie prime o semilavorati
Ci sono chiaramente diverse tipologie di innovazione, a dimostrazione di quanto il tema sia
articolato. In tutte queste tipologie ricorre la parola “nuovo”. Occorre però intendersi sul metro di
giudizio dell’innovazione. Nuovo rispetto a chi?
- All’impresa?
- Al mercato (industria) locale?
- Al mercato (industria) globale?
Gli economisti hanno scelto di definire innovazione ciò che è nuovo per l’impresa e nuovo per
il mercato rilevante per l’impresa. Detto ciò, individuare quale sia il mercato rilevante per
un’impresa può essere complesso: è il quartiere per il negozio al dettaglio, l’Italia per la PMI
nazionale, l’estero per un’impresa principalmente esportatrice, e così via…
Detto ciò un prodotto nuovo per l’impresa, anche se non è nuovo per il mercato, potrebbe avere un
effetto di portata pari a quello di una grande innovazione. Infatti, dobbiamo focalizzarci non solo
sull’oggetto dell’innovazione ma anche sugli effetti che una novità ha sul soggetto che innova,
ossia l’impresa.
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LA TRILOGIA SHUMPETERIANA
Shumpeter definisce l’innovazione nei termini della cosiddetta “trilogia shumpeteriana”:
→ →
Invenzione Innovazione Diffusione
1. Invenzione: è la nuova idea in potenza che non è stata ancora realizzata e portata sul mercato
come nuovo prodotto/processo
2. Innovazione: è l’idea in atto, un nuovo processo/prodotto sfruttabile commercialmente (profitto
> 0), cioè invenzioni sviluppate con successo (design, produzione, marketing). NB ma non tutte
le innovazioni derivano da invenzioni.
3. Diffusione: è l’idea incorporata in un prodotto/processo, che può essere sfruttata
commercialmente come fonte di profitto e volano della crescita. Si tratta dell’adozione del nuovo
prodotto/processo da parte di consumatori/imprese, con conseguente realizzazione dei benefici
dell’innovazione nel sistema economico. Nel momento in cui l’innovazione trova spazio sul
mercato e si diffonde, si realizzano in pieno le sue possibilità di crescita.
INNOVAZIONE VS IMITAZIONE
L’imitazione è spesso pensata come in opposizione diretta all’innovazione. È Infatti un’idea
abbastanza diffusa e condivisa che l’innovazione tenda a generare prodotti avanzati di alta qualità
mentre l’imitazione spingerebbe alla realizzazione di prodotti/servizi di bassa qualità, magari anche
creati in odore di pirateria industriale e commerciale con la violazione delle norme sulla proprietà
intellettuale. Ma è davvero così? In realtà la differenza fra innovazione e imitazione è meno
marcata di quanto potrebbe sembrare.
Facebook, ad esempio, è un’impresa innovativa? La maggior parte di noi risponderebbe di si,
eppure – a parte gli esordi – Facebook ha imitato gli algoritmi altrui, i modelli di business di altri e
le tipologie social di aziende competitor la propria cifra distintiva. Consideriamo ad esempio “i like”:
li ha inventati Facebook? No, fu Friendfeed (azienda pensata come piattaforma che riunisse i vari
profili social del singolo utente, poi acquisita da Facebook nel 2009). Il mi piace, oggi diventato uno
degli elementi più frequentemente associati all’innovazione in Facebook, fu quindi mutuato da
un’altra azienda. Un altro esempio sono le stories. Oggi si trovano anche su Intagram (di cui
Facebook è proprietaria), ma sono state create da Snapchat, fondata nel 2011 da Murphy e
Spiegel.
Zuckerberg era disposto ad offrire 3 miliardi di dollari per comprare la società già nel 2013, ma la
transazione non ha avuto successo. Snapchat vanta oggi 300 milioni di utenti attivi ogni mese, con
più di un milione di “snap” (contenuti) pubblicati ogni giorno: è stata valutata 20 miliardi di dollari
nel 2016. Nello stesso anno Zuckerberg ha deciso così di introdurre le Instagram stories nel social
network più famoso dedicato alla condivisione di foto e video, Instagram appunto.
Quindi, mentre molti dei pregiudizi sull’imitazione sono fondati, essa rimane un aspetto cruciale
all’interno dei processi di diffusione della conoscenza, delle innovazioni e delle tecnologie. Fare
innovazione significa fare i conti con alti costi, dovuti alle fasi di ricerca e sviluppo, e soprattutto alti
rischi. Come vedremo, questo può essere affrontato da poche imprese (spesso di grandi
dimensioni) con una posizione consolidata sul mercato. L’esperienza ci insegna invece che molte
imprese iniziano la loro attività semplicemente “imitando”, per poi magari migliorare i propri
prodotti/servizi, sviluppare innovazioni e nuove tecnologie sulla base del know how creato da altri,
portando benefici anche ai consumatori.
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UNA TASSONOMIA PER L’INNOVAZIONE
Le cinque modalità innovative identificate da Schumpeter si riducono a tre grandi categorie:
Innovazioni di prodotto: innovazioni incorporate nei beni o servizi realizzati da un’impresa;
• Es. PC, smart-phone, tablet, ecc.
Innovazioni di processo (→ riduzione dei costi): riguardano i cambiamenti nei processi
• produttivi dell’impresa; Es. Assemblaggio
Innovazione organizzativa: modifiche alla struttura organizzativa interna.
•
In pratica, queste tre tipologie sono difficili da distinguere. Es. nuovo macchinario per la tessitura,
nuovo fertilizzante in agricoltura, bancomat, software, ecc.
In ogni caso, queste tre categorie di innovazione sono rappresentate in modo diverso nell’analisi
economica (e la terza è praticamente trascurata o assimilata alla seconda).
Innovazione di prodotto:
apertura di un nuovo mercato Nel grafico viene rappresentata l’apertura di un nuovo mercato.
È una funzione di domanda aggregata, che ad un dato prezzo
associa una data quantità, che corrisponde alla domanda del
mercato. Un prodotto che introduce un nuovo mercato fa
nascere “dal nulla” una curva di questo genere.
Innovazione di prodotto:
nuova varietà o migliore qualità
Maria Luisa Mancusi 10
Quando la variazione riguarda invece la migliore
qualità o la nuova varietà dei prodotti preseti sul
mercato, la funzione di domanda aggregata di partenza
diventa D old.
Immaginiamo che il prodotto sia solo uno sul mercato;
se migliora la sua qualità, il bene soddisfa meglio le
preferenze di chi acquista. Facendo la lettura inversa
della funzione di domanda, infatti, ad ogni quantità
possiamo associare un prezzo corrispondente. Ecco Fonte: Greenhalgh-Rogers (2010)
dunque che se migliora la qualità del bene, gli acquirenti sono disposti ad acquistare il bene ad un
Maria Luisa Mancusi 11
prezzo più alto, p > p Possiamo notare quindi, che una innovazione di prodotto in termini di
new old.
migliore qualità trasla verso l’alto la curva di domanda, che diventa D . Un aumento della varietà
new
ha effetti analoghi: aumentare la varietà introducendo beni con caratteristiche differenti andrà ad
Innovazione di processo
aumentare la soddisfazione del consumatore, anche se per diversa via.
Quando invece parliamo di un’innovazione di K Cambiamento tecnologico = spostamento
processo, occorre far riferimento agli isoquanti dell’isoquanto (della funzione di produzione) nel
tempo
della produzione. L’isoquanto è la funzione che
indica le combinazioni di lavoro L e capitale K che Tecnica utilizzata nella
producono una determinata quantità di output Q. La produzione di Y = combinazione
di fattori sull’isoquanto
tecnologia può essere associata alla forma Tecnologia = forma e posizione
dell’isoquanto e alla posizione che l’isoquanto dell’intero isoquanto
occupa nel grafico. L’innovazione di processo dice
le combinazioni di L e K per produrre la quantità Q, L
Maria Luisa Mancusi 12
Pagina 6
vedono ridursi tutte le quantità di K e di L. In breve, un cambiamento tecnologico porta ad uno
spostamento dell’isoquanto verso sinistra, ossia verso coordinate L e K inferiori. In effetti, a rigor di
logica, un’innovazione di processo mi permette – in quanto tale – di produrre la stessa quantità Q
con minor lavoro e minor capitale, ossia con un ammontare di fattori produttivi inferiore. Ecco
perché l’innovazione di processo è molto difficile da distinguere da un’innovazione manageriale/
organizzativa: l’effetto sarebbe il medesimo, a livello di efficiente utilizzo delle risorse.
Innovazione di processo
MC
C Se impiego meno L e K per produrre sempre la stessa
AC quantità di output, mi si riducono i costi unitari. In poche
parole, le funzioni di costo rilevanti si spostano verso il
basso (e noi presteremo specialmente attenzione alla
funzione di costo marginale MC).
Q
Maria Luisa Mancusi 13
INNOVAZIONI RADICALI VS INNOVAZIONI INCREMENTALI
Una seconda classificazione delle innovazioni ci permette di distinguerle fra:
a. Innovazioni radicali: si riferiscono ad un processo/prodotto radicalmente nuovo, con numerose
nuove applicazioni. Implica un processo di rottura con ciò che già esiste, con la generazione di
nuovi mercati e di nuove applicazioni. Es. Macchina a vapore, motore a combustione interna,
computer, internet, laser. Le innovazioni radicali hanno effetti sistemici, ossia hanno un impatto
ampio – in diversi settori e mercati, e in tutto il sistema economico.
b. Innovazioni incrementali: cambiamenti/miglioramenti marginali a prodotti/processi esistenti. Si
tratta di modifiche relativamente secondarie. E torna qui il problema se un’imitazione sia
l’opposto di un’innovazione o meno: se l’imitazione non è pura e pedissequa, spesso ha in sé
degli elementi di variazione e di creatività, che si avvicinano al concetto di innovazione.
L’innovazione incrementale è la forma più diffusa e quella che più solitamente guida la crescita
delle imprese e dei sistemi economici.
Possiamo definire un processo senza soluzione di continuità riassumibile in queste fasi:
→ →
Innovazioni radicali innovazioni incrementali
→ →
imitazione creativa imitazione pura contraffazione.
Le innovazioni radicali sono le pure, nel senso più proprio del termine; le innovazioni incrementali
sono modifiche migliorative ma secondarie; l’imitazione può essere creativa e fonte di innovazione,
o pura e può sfociare nella contraffazione come violazione della proprietà intellettuale. Questo è il
quadro che comincia ad emergere ragionando sulle diverse classifica
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Innovazione marca e proprietà intellettuale
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Lezioni, Innovazione, marca e proprietà intellettuale
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Innovazione, marca e proprietà intellettuale - 2 modulo
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Innovazione, Marca e Proprieta' Intellettuale 1° parte - Fiocca