UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE - Facoltà di Economia
INFORMATICA GENERALE - Primo Semestre A.A. 2013/2014 - Prof.ssa Vanessa Gemmo
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« ICT, SISTEMI INFORMATIVI E MERCATI DIGITALI »
Materiale per esame frequentanti
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1. Introduzione ad ICT e sistemi informativi aziendali
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La nostra società è definita come quella dell’informazione e della
conoscenza, fin dal ’59 (vd. Drucker) si constata e teorizza una
crescente e costante dematerializzazione del lavoro che perde
progressivamente la sua accezione fisica e passa dalla semplice
produzione di beni fisici all’erogazione di servizi nei campi più
disparati; parliamo così di ruolo strategico della conoscenza. Il settore
dei servizi oggi è sicuramente il più importante forte delle nuove
tecnologie internet e mobile in continua evoluzione. La conoscenza è
ormai indispensabile anche per le aziende che ne attuano veri e propri
processi di management riconoscendola come fattore produttivo. Occorre
una premessa: qual’è la differenza tra dato, informazione e conoscenza?
Il dato è un elemento grezzo che di per sé non possiede significato
alcuno (p.e. un numero, una lettera) e che necessita di una o più
informazioni per assumerlo; un’informazione è allora una precisa
combinazione di dati contestuali per significato ed interpretabili.
Parliamo di conoscenza intendendola come contestualizzazione di una o più
informazioni perché queste diventino un sapere per l’individuo che le
possiede. La tecnologia fornisce strumenti per la gestione dei dati,
delle informazioni e della conoscenza; l’impatto di queste tecnologie è
sempre maggiore, tanto per le imprese quanto per i privati. Lo sviluppo
dell’IT (information technology) procede per gradi: inizialmente
l’informatica era d’ausilio alla matematica, i calcolatori elettronici
risolvevano calcoli complessi e problemi vari fino a quando, attorno al
1962 in Francia, viene coniato per crasi tra information ed automatique
il termine “informatique”. L’IT si pone dunque l’obiettivo di creare
sistemi di gestione ed elaborazione di dati diventando poco più avanti
ICT (information communication technology) con l’aggiunta della C di
comunicazione una volta sviluppatesi le tecnologie di telecomunicazione
in suo supporto; l’ultima evoluzione dell’ICT ha portato all’ICMT dove la
M sta per media. Il business si è fatto elettronico ed il digitale ha
raggiunto i campi più disparati (p.e. DTV digitale terrestre), parliamo
così di convergenza al digitale: attività una volta “analogiche” che ora
sfruttano tecnologie digitali per il loro funzionamento; comunicano con
la rete sempre più oggetti in un ottica always connected che ha portato
p.e. alla diffusione degli smartphone. Il termine “digitale” deriva dal
termine inglese digit, un impulso elettrico 0/1, assenza o presenza di
corrente e nulla più; un segnale analogico viaggia su una frequenza
variabile compresa tra 0 ed 1 occupando bande differenti. Ogni 0/1 del
digitale è un bit, la più piccola parte di un’informazione che un
computer possa essere in grado di elaborare, il byte è un suo multiplo (8
bit) e rappresenta anch’esso un’unità fondamentale del linguaggio degli
elaborati elettronici. Sequenze di byte vanno elaborate attraverso codici
(linguaggi elettronici): comune al mondo intero è l’ASCII contenente
caratteri convenzionali, lettere di alfabeti diversi, numeri e simboli
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matematici per un totale di 128 byte poi portato a 256 + 15 estensioni.
Altro codice di codifica binaria è l’Unicode che utilizza 2 byte (16 bit)
per ogni carattere gestendone così 65.536 per un totale di 2 16
combinazioni differenti. Affinché un’informazione possa essere gestita da
un computer occorre che questa sia “tradotta” secondo un codice
elettronico. Altro termine fondamentale per intendere l’ITC è “Web 2.0”,
un nuovo approccio alla rete che prevede un’interattività avanzata al
fine di ottenere sempre maggiori partecipazione e coinvolgimento
dell’utenza nella redazione e nella condivisione di contenuti secondo la
nuova ottica user generated content (p.e. Youtube, Wikipedia). Altre
conseguenze della convergenza al digitale sono p.e. la miniaturizzazione
delle componenti hardware per realizzare dispositivi sempre più piccoli
ed economici con un rapporto prestazione - prezzo sempre più basso.
Always on, interattività e multimedialità sono le parole d’ordine
dell’era digitale che non nasconde i suoi limiti: p.e. l’overload
informativo, troppe informazioni tra cui occorre riconoscerne
l’attendibilità, ma anche problemi di sicurezza come possibili mancanze
di privacy.
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2. Infrastrutture dei sistemi informativi
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Il ruolo dei sistemi informativi in azienda è essenziale: persone,
apparecchiature, procedure e dati che permettono all’azienda di disporre
delle informazione necessarie al posto giusto ed al momento giusto. ITC
non è una semplice tecnologia bensì un fitto sistema di elementi in
stretta interazione tra di loro dove avviene un costante scambio di
informazioni attraverso infrastrutture tecnologiche diverse. Il sistema
informativo si pone come obiettivo il soddisfacimento del fabbisogno
informativo ossia attribuire ad ogni centro decisionale le informazioni
necessarie per operare in differenti ambiti ed in totale efficienza:
obiettivi più alti necessitano di sistemi informativi più complessi e
capaci. Un sistema di ITC si realizza attraverso l’impiego di
infrastrutture diverse per scopo e fruibilità: Elaboratori grandi e
potenti sono i supercomputer, caratteristici di importanti centri di
ricerca e capaci di gestire miliardi di operazioni al secondo; più comuni
sono i mainframe che operano in backoffice controllando tutte le
operazioni aziendali, seguono i mini computer caratteristici di realtà
aziendali di piccole dimensioni. I microcomputer sono strumenti dedicati
all’utilizzo privato è spaziano dal laptop al tablet passando per lo
smartphone, sono invece microcontroller piccoli sistemi embody per
automatizzare determinate operazioni. I dati all’interno del PC vengono
elaborati sempre secondo lo stesso percorso input - elaborazione e
storage - output. Ogni step di questo percorso avviene grazie all’impiego
di diverse periferiche: si analizzano le tecnologie di input. Dividiamo
queste prime periferiche per tipologia:
a) Inserimento di testo e numeri p.e. tastiere fisiche/vocali
b) Puntamento p.e. mouse, trackpad, touch screen
c) Inserimento di dati batch p.e. scanner, QR, RFID (radio id.)
d) Inserimento audio e video p.e. microfono e fotocamera/webcam
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3. Classificazione ed architettura dei PC
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Il secondo step di un sistema informatico è l'elaborazione dei dati che
avviene nell'unita centrale del PC formata da due macrosezioni: la
memoria centrale RAM e la CPU, il processore, a sua volta formato da
registri, un'unità di controllo ed un’ALU (unità aritmetica e logica).
La CPU è formata da transistor ed elabora tutti gli input immessi nel PC,
è un elemento essenziale dell’elaboratore ed i suoi transistor sono
stampati elettronicamente su un chip comunemente di silicio. La memoria
centrale detta RAM (random access memory) è una memoria di lavoro che
consente di memorizzare in via temporanea i dati elaborati e riporta le
modalità di esecuzione. I registri sono invece sotto-aree di memoria che
supportano l'elaborazione, la CU svolge attività di “sorveglianza” mentre
l'unità aritmetico logica ALU svolge il lavoro vero e proprio. RAM e CPU
devono evolversi di pari passo per migliorare le performance di
elaborazione di un qualsiasi device. Gordon Moore, fondatore di intel ha
stabilito una legge per cui a parità di costi ogni 18 mesi raddoppiano i
numeri di transistor stampati sul microchip, oggi parliamo di miliardi di
transistor contro le migliaia degli anni passati. Analogamente, procede
sempre più la miniaturizzazione dei chip che arrivano oggi a misurare
meno di 20 nanometri contro gli 800 dello spessore di un capello. La
ricerca procede anche sui nuovi materiali sostitutivi al silicio come il
grafene che è trasparente, flessibile, conduttore e resistente al pari
dell'acciaio. L’obiettivo è quello di poter gestire sempre più cose in
meno tempo, file pesanti e di alta qualità in pochi istanti. La memoria
ROM è di sola lettura e gestisce il BIOS (basic input basic output).
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Corrispondente delle periferiche di input sono le periferiche di output
come stampanti, schermo, casse. La stampante la si valuta in base alla
risoluzione di stampa che si misura in dpi (dots per inch) la qualità
invece di un monitor si misura in ppi (pixel per inch e dot pitch),
distanza tra un pixel e l'altro. Ultima fase è la distribuzione dei dati
che avviene attraverso supporti fisici (hard disk, CD, DVD) o mezzi
virtuali (rete, infrastrutture cloud).
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L’elaborazione, step intermedio del funzionamento di un elaboratore,
passa attraverso le sue componenti di hardware interno sopracitate ed
avviene grazie all’utilizzo combinato con esse di software diversi: un
software è un programma, un’insieme di istruzioni per permettere al
computer di compiere determinate operazioni. Esistono software di sistema
per la gestione di operazioni di base e sono lo stesso sistema operativo
di un computer, le sue utilities ed i drivers; ma anche software
applicativi per la gestione di operazioni specifiche (es. suite Office).
Il sistema operativo (OS) di un PC si occupa del boot - accensione -
della gestione della CP, della gestione dei files e delle attività
(tasks). Parliamo di software open source quando questo è scaricabile e
fruibile senza costi di licenza (Linux e tutte le sue versioni p.e.
Ubuntu) a carico dell’user ed è ampiamente adattabile e personalizzabile
in relazione alle sue necessità. In genere, un qualsiasi software è
dotato di un codice oggetto o codice sorgente che deve essere
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interpretato da un programma traduttore solitamente di pertinenza del
sistema operativo perché questo possa funzionare correttamente, il codice
oggetto non è in alcun modo modificabile al fine di non compromettere il
funzionamento. I programmi traduttori possono essere:
a) compilatori: traducono dopo aver corretto eventuali bug per
garantire funzionamento fluido e corretto
b) interpreti: traducono non generando un codice oggetto
archiviabile bensì un nuovo codice sorgente ad ogni lancio del programma.
Eventuali errori vengono corretti di volta in volta quindi è un metodo
più efficace ma meno efficiente in termini di tempo rispetto ai
compilatori.
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5. Reti di computer
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L’utilità di un solo computer è limitata, per questo di pari passo allo
sviluppo del PC troviamo quello delle reti informatiche, reti di computer
in comunicazione e collaborazione tra loro attraverso un mezzo
trasmittente che permetta lo scambio di dati. Gli elementi costitutivi di
una rete di computer sono allora gli elaboratori, le linee di
trasmissione cablate o wireless unitamente a protocolli di comunicazione
a definire le norme di scambio tra PC. La rivoluzione nel networking è
dettata dal protocollo TCP/IP che permette la trasmissione di dati tra
CPU diverse; in generale i vantaggi della rete possono essere migliorie
in termini di comunicazioni a lunga distanza, la possibilità di
condividere tra più PC una periferica (p.e. stampanti in rete) ma anche
di dati e programmi applicativi facendo capo ad un server e ad un
database al fine di avere una continua integrazione delle informazioni e
dei dati sempre corretti ed aggiornati. Esistono diversi tipi di rete che
distinguiamo per estensione:
a) WAN: copertura globale (internet)
b) MAN: copertura locale (qualche km)
c) LAN: copertura poco più che domestica (centinaia di metri)
Alternativamente, possiamo distinguere per architettura:
a) Client - Server: impostazione gerarchica dove un server che fa
capo alla rete rilascia dati ai tanti e sottomessi client che ne fanno
richiesta (funzionamento p.e. di un sito internet cui ci si connette)
b) Peer to peer: ogni elaboratore è contemporaneamente client di
altri e server per altri, logica del funzionamento di reti e programmi
per il download di files .torrrent come eMule.
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In azienda è essenziale possedere un’efficiente rete di computer al fine
di automatizzare e facilitare attività una volta manuali come p.e. la
consultazione di un estratto conto. Il progresso ha permesso che
un’attività come questa fosse dapprima (anni ’50-’70) gestita da
elaboratori batch a lotti, mainframe che supporranno il lavoro di
backoffice delle filiali. Un’ulteriore evoluzione è rappresentata dal
real time, i terminali stupidi permettono di leggere ed inserire dati
restituendoli come output. Tutte le suddette tecnologie hanno un forte
legame con l’host che va diminuendo con l’introduzione dei PC ad ARC
distribuita che possono effettuare un buon numero di operazioni lasciando
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al mainframe solo le più complesse, il rischio è che una rete così
strutturata sia “fat” (fatclie
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