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Capitolo 1

Invenzione e innovazione

Invenzione: l'opera dell'ingegno umano (mi invento una cosa nuova). Innovazione: invenzione che viene adottata in un determinato contesto e migliora quel dato contesto. Oggi ci sono invenzioni non di elevato successo che si trasformano in innovazioni eccezionali, ma anche invenzione di successo che si trasformano in innovazioni senza nulla di eccezionale. Non tutte le invenzioni tecnologiche si trasformano in innovazioni però, per il ruolo dei fattori socioculturali e del mercato.

Oggi, infatti, per prevedere il futuro nel mondo della tecnologia, il fattore della tecnologia non basta più, ma bisogna prendere in considerazione almeno altri due fattori: i fattori locali e socioculturali e il ruolo del mercato. Ormai la tecnologia è talmente pervasiva da essere ovunque. Ha cambiato addirittura il modo di intendere la realtà (ad esempio il concetto di virus).

Esempio: oggi siamo riconosciuti come il Paese con più telefonini, leader della telefonia mobile. La cosa interessante è che nel 1980 le previsioni che venivano fatte rispetto all'evoluzione della telefonia mobile in Italia, non ce n'era uno che aveva previsto cosa è successo: tutti dicevano che l'Italia sarebbe stata l'ultima ad adottare la telefonia mobile. Banalmente, quando hanno fatto la previsione non hanno considerato che a noi italiani piace chiacchierare (ovvero non avevano considerato fattori socioculturali).

Ma non solo, infatti il principale fattore del mercato (killer event) che ha contribuito alla diffusione della telefonia mobile è stato che a metà degli anni '90 Tim fa una pubblicità in Tv e parla per la prima volta della carta prepagata, che prima non esisteva (prima si pagava l'abbonamento al telefono), e la cosa gli è sfuggita completamente di mano tanto che oggi nel mercato la maggioranza ha la prepagata. Nessuno poteva prevederlo e nessuno l'ha previsto; è un evento chiaramente di mercato che è strettamente legato agli aspetti socioculturali.

Ruolo delle informazioni nella società moderna

Una delle figure professionali più richieste è il social media manager, colui che per conto delle aziende gestisce il rapporto con clienti sui social media. Ormai la maggior parte di noi andrà a fare un lavoro che ancora non esiste, e questo è un dato di fatto. Ogni mese vengono effettuate 2.7 miliardi di ricerche su Google, che è diventato più un assistente personale che uno strumento di ricerca.

Il numero di sms inviati e ricevuti ogni giorno supera la popolazione mondiale. Si stima che una settimana del New York Times contiene più informazione di quella che una singola persona abbia potuto incontrare durante tutta la sua vita nel XVIII secolo. Ogni anno viene prodotta più informazione di quella prodotta nei 7000 anni precedenti, ed andrà avanti sempre così.

È diventato talmente più facile creare informazione rispetto ad andare a ricercare quello che esiste, che continuiamo a produrre informazione, tanto che non riusciamo più a gestirla. Di quanto digitale disponibile sul web, Google, che è il browser più grosso, indicizza lo 0,14% delle informazioni, e tale percentuale continua a peggiorare.

La tecnologia non basta per gestire le informazioni: Google le immagini o i video non li vede, dunque se cerchiamo ad esempio "video film con protagoniste donne" non riesce, in quanto cercherà solamente siti dove qualcuno ha scritto quelle stesse parole chiave. Le azioni che compiamo su Internet aiutano le macchine a gestire questo enorme e complesso patrimonio informativo.

Di fatto i computer avranno sempre bisogno dell'uomo per funzionare, infatti, ad esempio, il riconoscimento che la voce di un video è piacevole non è fattibile per le macchine. La quantità di informazione tecnica assolutamente nuova raddoppia ogni due anni. Tutto ciò spiegato viene definito overload informativo.

Dato, informazione e conoscenza

Spesso li usiamo come sinonimi ma sono cose e hanno ruoli diversi. Il dato è insieme di fatti oggettivi e distinti relativi a un evento e privi di interpretazione e contestualizzazione. Riferendoci a quello che dicevamo sopra, sono i dati che continuano ad aumentare.

L'informazione è la rielaborazione di un dato, anche banale come una contestualizzazione. Essa mostra il risultato di dati modellati dagli umani in forma utile e significativa. La conoscenza è la combinazione di informazioni elaborate a livello soggettivo che creano ulteriore informazione e valore per l'individuo che ce l'ha.

I computer sanno gestire benissimo i dati, ci sanno aiutare un po' nel creare informazione ma non sanno fare quasi nulla a livello di conoscenza, in quanto per definizione è soggettiva.

Evoluzione dell'Information Technology

La misura più facile per comprendere l'evoluzione della tecnologia è proprio l'acronimo ICT. Prima c'erano solo sistemi di elaborazione dati, quindi solamente IT. Oggi invece si parla di ICT, ovvero sistemi di elaborazione dei dati e le tecnologie di telecomunicazione stanno convergendo. A breve si parlerà anche di ICMT (information communication and media technology), ciò viene definito convergenza digitale.

L'aggettivo digitale deriva dall'inglese digit (numero cifra); dunque il formato digitale riguarda un formato numerico. In contrapposizione abbiamo l'analogico. I valori che rappresentano il segnale analogico sono continui (infinito). Sono paragonabili a un'onda e trasmettono un ampio spettro di informazione. Sono sensibili alle interferenze. Oggi il mondo sta diventando totalmente digitale.

Esempio: la macchina fotografica è passata da analogica (la foto veniva elaborata attraverso un processo fisico) a digitale (la foto è trasformata in numeri). Quindi quando parliamo di convergenza digitale parliamo anche di questo, e non solo di settori diversi (tecnologia, comunicazione e media).

I computer capiscono solo se c'è corrente o meno: se c'è corrente è 1, se non c'è è 0. Tutto ciò che viene elaborato dal computer non è altro che sequenze di 0 e di 1, e ciò fa sì che ci sia una struttura informativa globale dove ogni device è in grado sostanzialmente di leggere tutto poiché scritto con lo stesso linguaggio. Quando si parla di formato digitale si parla di linguaggio binario, fatto di due soli simboli (0 e 1). Le informazioni sono tradotte in codice binario per consentire ai computer di elaborarle e memorizzarle.

Uno 0 o un 1 si chiama bit, ovvero la più piccola unità d'informazione che il computer è in grado di elaborare. I primi programmatori si adattavano al computer, quindi trasferivano ai computer funzioni fatte di 0 e 1, oggi è più semplice: noi parliamo la nostra lingua e il computer capisce 0 e 1. Questo passaggio è rappresentato dal byte. Esso è una sequenza di 8 bit e rappresenta l'unità fondamentale del linguaggio degli elaboratori elettronici; è la più piccola unità di memoria in grado di contenere un carattere. 8 bit possono differenziare 256 combinazioni di "0" e "1" diverse, dunque posso rappresentare 256 caratteri. Oggi dunque ogni lettera dell'alfabeto, ogni carattere ha un codice e un numero.

Dopo aver creato il byte si è deciso di standardizzare questa codificazione con la tabella ASCII, che converte codici di 0 e 1 in lettere, una specie di traduttore universale. ASCII include 128 byte. Se apriamo un file che assegna codici ad altri simboli, noteremo una sequenza di quadratini perché il computer non lo comprende. Per poterli leggere è possibile scaricare l'estensione Unicode che comprende 65536 caratteri differenti e consente di leggere anche ad esempio gli altri alfabeti.

Dei byte ci sono i multipli:

  • Kilobyte (KB): circa mille byte. In quanto siamo in un sistema binario e dunque non calcoliamo in base 10 come con il kg, ma bensì con base 2 e dunque varrebbe 1024.
  • Gigabyte (GB): circa un miliardo di byte
  • Terabyte (TB): circa mille miliardi di byte
  • Petabyte (PB): circa un milione di miliardi di byte
  • Exabyte (EB): circa un miliardo di miliardi di byte
  • Zettabyte (ZB): circa mille miliardi di miliardi di byte
  • Yottabyte (YB): circa un quadrilione di byte

Questo passaggio dall'analogico al digitale è stato complesso: sono nati i computer già digitali ma per lungo tempo il resto è rimasto analogico. Piano piano sono diventati digitali, e l'ultima a passare al digitale è stata la televisione. I vantaggi di questo passaggio sono:

  • Qualità
  • Velocità
  • Multimedialità, ovvero se su una linea analogica passava solo un tipo di segnale e solo un tipo di segnale alla volta (ad esempio o parlavi al telefono o stavo su internet), oggi invece può passare più di un tipo di segnale perché sono comunque tutti 0 e 1.
  • Minore inquinamento elettromagnetico
  • Interattività

Televisione: da analogica a digitale

Nella televisione questi vantaggi li percepiamo minimamente. Nella televisione la multimedialità la si può notare con la possibilità di vedere la programmazione. C'è un 50% della popolazione che non ha mai avuto accesso a Internet.

Le componenti tecnologiche per la trasmissione sono:

  • Via cavo
  • Satellitare
  • DTT (televisione digitale terrestre)

Tra 5 anni non si sa quali tra esse si affermerà. Anche se analizziamo la televisione da un punto di vista tecnologico possiamo dire che si affermerà la Tv via cavo, che è bidirezionale per definizione (ovvero ricevo i canali ma potrei anche inviare dei miei video), al contrario le altre due forme sono monodirezionali, ovvero ricevo e basta. Ma se consideriamo le altre due variabili (socioculturale e ruolo del mercato) non è così.

Dal punto di vista socioculturale possiamo dire che tra 5 anni si affermerà il digitale terrestre, perché prevede di star fermi, non si spende nulla in più. Dal punto di vista del ruolo di mercato, la fibra ottica della Tv via cavo costa troppo e dunque non si diffonderà, oppure lo stato decide che la Tv via cavo sia un servizio che tutti i cittadini hanno diritto e dunque copre le spese per la copertura di fibra ottica, ma è molto improbabile. Dunque la Tv via cavo risente di un vincolo economico legato alla sua realizzazione. Quella che si affermerà tra 5 con questo punto di vista sarà il digitale terrestre e dunque uno potrebbe pensare "addio interattività!" poiché modo direzionale. Ma non è così, perché stanno già progettando delle macchine chiamate canale di ritorno, che permetterà di interagire con la Tv e accedere ai servizi.

Sistemi informativi e ICT

Un sistema informativo (SI) aziendale è un insieme di persone, processi, apparecchiature e applicazioni che permettono all'azienda di disporre delle informazioni necessarie nel posto giusto e al momento giusto, che se non è nel posto giusto e nel momento giusto è un dato. I sistemi informativi possono quindi essere indipendenti dalla tecnologia. Nella realtà dei fatti oggi la maggior parte dei sistemi informativi non solo è estremamente automatizzata, ma addirittura dipendono dalle tecnologie, sarebbe impensabile un sistema informativo cartaceo o manuale. Esempi di sistema informativo sono ad esempio le prenotazioni dei treni o la biblioteca.

Sistemi informativi e ICT: evoluzioni

La tecnologia nell'ambito dei SI nasce come strumento di supporto alla produzione, diventa poi risorsa di business e si trasforma infine in arma strategica. Prima degli anni '50 non esisteva l'ICT. I primi computer ad essere prodotti sono i mainframe, ovvero computer di grandi dimensioni che aveva come unica capacità elaborativa fare operazioni matematiche semplici un po' più veloci dell'uomo. E le aziende che potevano permetterselo (in quanto erano molto costosi) cominciano a comprarle, per fare i conti. Per la prima volta i SI aziendali hanno quindi l'ICT, come supporto alla produzione.

L'ICT col passare del tempo evolve e diventa una vera e propria risorsa di business, ovvero le aziende iniziano ad usare la tecnologia per fare meglio più cose, diventa quindi anche un orientamento all'efficacia, e non solo per fare i calcoli, ovvero all'efficienza. Passa ancora qualche anno, Internet evolve, e oggi la tecnologia per la stragrande maggioranza delle aziende diventa anche un'arma strategica, ovvero uno strumento per competere e differenziarsi dagli altri operatori del mercato. Ad esempio, Facebook ha comprato Whatsapp, acquisendo così valore e quote di mercato.

È diventata arma strategica anche per aziende non tecnologiche, ne è un esempio DHL, un'azienda di consegna pacchi che ha investito tantissimo nelle tecnologie, rendendo tutto automatizzato, introducendo un servizio aggiuntivo che permette una maggiore completezza nello spostamento dei pacchi (permette di tracciare dalla partenza all'arrivo i pacchi). Investendo in tecnologie riesce a competere sul mercato. Grazie alla tecnologia non solo rendo più efficienti e efficaci i processi, ma se le uso intelligentemente posso fare business. Grazie alla tecnologia coinvolgere altri soggetti che producono valore per me, questo è usarla come arma strategica, ne sono esempi Facebook o Google dove i contenuti li carica la gente.

Le due forze che hanno determinato quest'azione:

  • Livello di management: il modo più semplice per rappresentare qualsiasi azienda è la piramide. La tecnologia all'inizio anni '60 entra nelle aziende a servizio dei livelli operativi. TPS (transaction processing system) erano i primi sistemi informativi automatizzati. Passa qualche anno e nascono i personal computer, e anche le aziende iniziano a fare un uso più evoluto delle tecnologie e nascono: OAS (Office Automation System: tutti i sistemi informativi che migliorano l'attività di azienda, che li usano i white collar) e KWS (knowledge worker system, coloro che svolgono il proprio lavoro grazie alla loro conoscenza). Arriviamo ai giorni nostri, e la tecnologia diventa strumento anche dei livelli manageriali e troviamo: ESS (executive support system: sistemi di supporto al servizio degli executive), MIS (management information system), DSS (decision support system: è la tecnologia che aiuta a decidere; esso prende i dati che arrivano dalla base dell'azienda ed elabora tutti i dati sia interni che esterni; e sulla base di questi dati prende la decisione). La tecnologia quindi è stata usata a livelli sempre più alti della piramide aziendale.
  • Complessità del sistema: prima usata solo internamente alle organizzazioni oggi invece anche per parlare col mondo esterno. Questa evoluzione si divide in 3 fasi. Una prima fase (fine anni '50 a metà '70) definita batch: arrivano i primi computer, definiti mainframe, che velocizzano le operazioni di calcolo rispetto a quando mancava totalmente l'ICT (orientamento all'efficienza); prende il nome di fase batch, in quanto in contrapposizione alla parola "real-time", poiché le operazioni non venivano fatte in tempo reale ma in un momento successivo. L'architettura prevalente in questa fase è centralizzata, in quanto c'è un solo computer, che prende il nome di server (svolge il ruolo di "servente centrale").
  • Una seconda fase (dalla metà degli anni '70 alla metà degli anni '80) definita real-time: si diffondono i dumb terminal (terminale stupido), ovvero ha una connessione telefonica che gli permette di comunicare con il mainframe centralizzato. Non possono ancora essere considerati computer. Le operazioni vengono svolte in tempo reale, quindi tempi più brevi. Questa è una fase rivoluzionaria, in quanto coloro che lavoravano in back office, in quanto non servono più ad inserire i dati nel mainframe, e vengono impiegati dunque nel front office. Inoltre, aumenta la richiesta di connessione telefonica. L'architettura continua ad essere comunque centralizzata, in quanto c'è sempre un solo computer, quello di back office.
  • Una terza fase (metà anni '80 agli inizi degli anni '90) definita pc revolution: arrivano i personal computer, che sono considerati veri e propri computer, che permettono agli operatori di offrire una serie di altri servizi. In questa fase l'architettura si chiama "client/server" o "distribuita", ovvero non c'è più un solo computer ma c'è un mainframe, che sta al centro e fa i conti, e personal computer, che stanno in periferia e ci aiutano a compiere le operazioni; e dunque sono basarsi sull'elaborazione coordinata. Un esempio di architettura client/server differita è il pagamento dell'autostrada con il bancomat, il cui casello non è collegato al mainframe della banca e verifica la disponibilità di denaro solo nelle ultime 24 ore.
  • Ultima fase è oggi (il nome non gliel'abbiamo ancora dato): in tale fase aumenta il personale informatico. Noi continuiamo a cambiare computer perché viene aggiornato il software che è più pesante e rende i nostri computer più lenti. Si stanno cercando soluzioni a tale situazioni, di cui ormai un po' tutti sono studi, come ad esempio togliere ogni software dai nostri computer, pc il quale invece di essere nel nostro computer è disponibile in rete: è il o suddetto cloud computing. Dove passo da un'architettura client/server a computer tutti che usano servizi che si trovano in rete, o nella "cloud", ne sono esempio: mail, dropbox ecc. Altro esempio è google docs che è il pacchetto office ma gratuito e senza bisogno di installazione, in cui i file vengono salvati non sul proprio computer.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vevve-.- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ict information and communication technology e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Carignani Andrea.
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