Fonti, modelli e linguaggi dell'arte contemporanea 2014-2015
Eleuterio Pagliano e il suo contributo all'arte
Eleuterio Pagliano, nonostante oggi sia stato dimenticato dai manuali di storia dell'arte, è stato un pittore di grande notorietà nel suo secolo. Il suo quadro Zeusi e le donzelle di Crotone del 1890, depositato presso la GAM Milano, ha partecipato alla triennale di Brera del 1891. Narra la storia di Zeusi che, per dipingere Venere come commissionato dai crotonesi, seleziona cinque donne dalle diverse bellezze per poter rappresentare una bellezza non riscontrabile in natura. La storia di Zeusi è narrata da molti, tra cui Plinio e Cicerone. Il pittore è raffigurato con gli strumenti accademici dell'800, soliti a Pagliano. Il quadro interpreta ciò che i filosofi avevano cercato di spiegare: l’arte copia dalla realtà e seleziona da essa le parti più belle.
Johann Felpacher e la Mimesis
Johann Felpacher, con il suo Apelle dipinge la bella Compaspe, olio su tela del 1638-39, conservato presso la Galleria Nazionale di Belle Arti di Budapest, presenta una scena analoga alla precedente. Il pittore rappresenta Apelle nello studio che dipinge la bella Compaspe per commissione di Alessandro il Macedone, visibile al centro vestito in rosso. Nell'angolo inferiore sinistro si trova l'amorino che ha appena fatto innamorare Apelle di Compaspe. La storia narra che Alessandro, dopo aver visto l'opera, regalerà Compaspe e terrà per sé il dipinto che supera in bellezza la realtà. Questo ritorna anche qui come l'artifizio della Mimesis. Dalla nascita dell'arte, il primo metro di giudizio per la pittura è la capacità del pittore di imitare la realtà e superarla, ciò distingue arte da ciò che non lo è.
Influenza e fortuna di tali soggetti
- John William Godward, Compaspe 1896 (carattere orientale ed eclettico)
- Gioan Battista Tiepolo, Alessandro, Apelle e Compaspe
La triennale di Brera e l'importanza delle esposizioni
Durante l'esposizione di Brera nel 1891 fu creato un giornale "Cronaca dell’esposizione delle Belle Arti di Brera". Il giornale pubblicò un'incisione di V. Turati, nonostante in Italia ci fosse già la fotografia, perché mancavano gli strumenti di stampa. Turati fu l'incisore dell'opera nella stampa. La triennale aveva il compito di esporre le opere più belle secondo l'accademia, la pinacoteca era un supplemento di studio. Le esposizioni erano fondamentali per gli artisti, in special modo per quelli che non facevano parte dell'accademia, perché potevano farsi conoscere e vendere le opere.
Ricordiamo che in Francia l'accademia si serviva dei saloon che si concedevano la selezione delle opere prima di esporre. Nel '63 gli artisti rifiutati dalle accademie organizzarono il Saloon des Refusés, che fu più visitato di quello ufficiale. All’interno si trovavano quelle opere considerate scandalose per l'accademia. Nel 1855 anche Courbet espose le opere rifiutate dall'accademia nel Padiglione. Negli anni '80 la triennale fu argomento di discussione tra accademici e non. Si discuteva la cadenza dell'esposizione, se annuale o triennale. Gli accademici non avevano bisogno di esporre per guadagnare perché percepivano stipendio, erano considerati gli artisti ufficiali. Per i non ammessi era fondamentale esporre con più frequenza per farsi conoscere e vivere del proprio lavoro.
Fino all'800 il mecenatismo proveniva da potenti signori e chiesa. Dopo la rivoluzione la società cambia e l'arte è a portata di tutti, i piccoli borghesi vogliono avere opere d'arte. Gli artisti rifiutati rispetto agli accademici creavano quadri alla portata di tutti, ossia di formati da inserire nelle abitazioni e non di opere eccessivamente grandi destinate a musei e alta borghesia. Da qui nasce il quadro di genere. Ricordiamo che secondo l'accademia, il quadro per essere ammesso doveva contenere tutti i generi, ciò causava la necessità di formati grandi, progettazione e creazione accurata, per questo un solo anno non bastava.
Arte e tradizione classica e contemporanea
Elemento importantissimo è il rapporto tra l'arte e tradizione classica e contemporanea. Kubler ne parla in "La forma del tempo". L'archeologo dimostra come per studiare un oggetto bisogna suddividerlo in sequenze per capirne il funzionamento, ciò significa costruire un metodo scientifico. Tale metodo si può applicare anche in storia dell'arte, in particolare all'arte figurativa per rispondere a due domande:
- Cosa viene rappresentato
- Come viene rappresentato
È riduttivo considerare Zeusi un quadro classicista, anche se vi sono una serie di elementi tradizionali, quali la linea o il disegno. La pittura è tipicamente d’accademia, l'eclettismo tipico della seconda metà del XIX secolo. Si tratta di un soggetto legato all’antichità di grande fortuna nella seconda metà dell'800, lo stesso David riprende la tematica classica in quanto permettono di sviluppare l'opera in modo spettacolare nella figurazione, ciò permette di ampliare il quadro all’interesse di un pubblico più vasto. Il saloon era un'occasione per esporre molto simile al colossal novecentesco come Quo Vadis, si riscontra infatti una similitudine. Tale tematica "classica" viene ripresa in:
- Sir Lawrance Alma Tadema, Una lettura di Omero 1885
- Sir Lawrance Alma Tadema, Rivali inconsce 1893
Si tratta di un pittore d’accademia con conoscenze di pittura pompeiana e soggetto amoroso, l'ambientazione è antica, molta attenzione al dettaglio. Il titolo è evocativo. Fa pensare subito alla sua storia.
Jean Leon Gerome Pollice verso, anche qui pittore molto in voga nella Francia della seconda metà dell'800, titolo evocativo e scenario drammatico.
Nel XIX secolo un modo di narrare è il panorama, si tratta di una struttura in forma cilindrica con pareti decorate a 360° e una fruizione completa, si narrano storie e vedute. Quasi come una sorta di cinema fermo. Nello spazio circostante si trovano anche oggetti reali, un esempio si trova in Svizzera a Lucerna, il panorama narra la battaglia franco-prussiana nel 1870, quando dopo la vittoria prussiana, i francesi sconfinano in Svizzera e interviene la Croce Rossa, a Lucerna si narra la sconfitta.
- Jean Leon Gerome, Mercato di schiavi a Roma (tematica erotica esplicita nella classicità)
- Jean Leon Gerome, Cesare e Cleopatra
- Cesare Mariani, Cicerone accusa Catilina in Senato 1882 Roma
L’esposizione di Brera è importante perché inaugura una fase di esposizioni per farsi conoscere. Si imposta come periodo di transizione tra passato e presente. Intanto si cominciavano a formare i gruppi indipendenti, successivamente conosciuti come impressionisti. Nell’800 le esposizioni indipendenti si moltiplicarono. Nella triennale del 1891 vi sono una serie di artisti innovativi:
- Paolo Troubetzkoy – Impressione figura in gesso 1891
Attraverso il titolo l'artista si sofferma sul com'è fatta e non cos'è. Nella tecnica ricorda Edardo Rosso, l’opera è stata giudicata come sintesi sommaria e ardita, non si colgono i tratti fisionomici all'apparenza secondo Grubicy, guardare l’opera produce urto ma dopo aver superato la prima fase, si coglie la naturalezza del poeta e drammaturgo. Ricordiamo che Grubicy è pittore divisionista e scrittore della scapigliatura italiana.
- Enrico Cassi - Emigrata statua in gesso 1891
Tematica sociale molto sentita negli anni 20 dell'800, vi sono sempre più artisti con ideali sociali e anarchici. La scultura è erotica.
La fine del giornale è dedicata ai premi: FUMAGALLI e TENTARDINI, tra i premiati due emigrati mamma e figlia su una panchina, si tratta di un’opera di Ghidoni. La statua si trova nella società umanitaria di Milano. Nella sezione pubblicitaria si trovano riferimenti a sculture di tipo ripetitivo “dell’ara & co.” gall Vittorio Emanuele. Tra i premi della pittura:
- Premio principe Umberto – paesaggio
- Premio Fumagalli – tematica sociale
Nelle pagine successive spazio al divisionismo con Previati, maternità e Segantini le due madri. Due tematiche differenti, una sociale quella di Segantini, l'altra ideista di Previati. Nella triennale anche un quadro sociale con un macello pubblico di Attilio Pusterla di cui si trovano opere anche alla GAM, uno dei protoquadri divisionisti italiani, con la rappresentazione della cucina economica degli operai.
Futuristi e passatisti
I futuristi chiamavano passatisti coloro che facevano arte o letteratura legata a modelli passati come per esempio Eleuterio Pagliano, che ha molte caratteristiche per essere definito passatista. Accanto ai passatisti molti sono gli artisti che invece amano rappresentare il nuovo come per esempio i divisionisti italiani, Segantini e Previati. Vi sono inoltre i naturalisti che amano rappresentare in modo diretto la società, presenti già nel 1891 come Pusterla. Quindi è errato giudicare e classificare un'era attraverso una corrente artistica in quanto più correnti possono esistere nello stesso periodo.
In triennale del '91 è presente anche l’artista Longoni con la Piscinina ossia la piccolina, la ragazza della sarta, dalla cappelliera sembra una bambina che porta un cappello, si trova in galleria visto il lucernario e le colonne. Il quadro venne giudicato dai contemporanei come la rappresentazione di una bambina che in futuro potrebbe diventare una prostituta. Ricordiamo che nella stessa zona della galleria Boccioni rappresenta rissa in galleria tra due prostitute. La ragazza viene definita Gamin ossia biricchina. Longoni è presente anche con L’oratore dello sciopero, l'oratore parla alla folla aggrappato al palo, sembra un'impalcatura, quindi si presuppone uno sciopero di muratori. Secondo i contemporanei lo stile utilizzato è divisionista, la provocazione prima che di contenuto è di forma, il quadro urtò i nervi del giurì per l’ammissione. Nel quadro si riconosce la chiesa di Santo Stefano e il campanile, il tiburio con lanterna di San Bernardino alle Ossa, la scena si svolge in via Larga.
Longoni si collega perfettamente con Boccioni:
- Cantiere urbano
- Folla come movimento
- Meccanizzazione della vita per i mezzi di trasporto
Si trovano degli esempi in:
- Boccioni, Periferia 1908 coll priv, esposto 25 anni fa a NY è un quadro simile a Officina in porta Romana. Mescolanza di tante suggestioni provenienti da pittura d’avanguardia (cielo vanghogiano) la folla urbana impressionista, rappresentazioni in movimento.
- Boccioni, Periferia 2 1908 coll priv. Molti elementi simili al precedente quadro per le case e strade, nessuno ha mai pensato che potrebbe trattarsi di opere in relazione nonostante lo stile. È presente un tendone da circo, ricorda i saltimbanchi di Picasso. Boccioni non inventa ma guarda ciò che vede dalla sua finestra di via Adige.
- Boccioni, Bozzetto per crepuscolo 1909 coll priv 65x65. Anche qui si notano circo con tendone e schiacciasassi che sta rifacendo la strada. Interessanti sono le annotazioni vicino al cielo dove Boccioni indica quale colore utilizzare.
- Boccioni, Crepuscolo 1909 Milano coll priv. Il cielo rispetto al bozzetto cambia, le strade si allargano, si alzano palazzi ciminiere, due case con apertura in mezzo e tende da circo.
- Boccioni, Officina a porta Romana Meriggio 1909-10 Milano Gall d’Italia Banca Intesa. Le case sono già terminate, le strade sono identiche ma solo ad un livello più avanzato. A sinistra si notano impianto industriale. Il meriggio indica un orario intorno alle 12 di un gennaio/febbraio. Boccioni farà un altro quadro intitolato al Mattino – si lega alle varie opere in serie di Monet, cattedrale o covoni. Guarda le case e il paesaggio in orari differenti. Boccioni coglie la verità ottica della luce.
- Boccioni, Mattino 1909 coll priv. Il mattino è precedente a Officine perché la strada non è terminata, la tecnica è quasi a puntinismo, la strada è sempre di viale Molise a Milano che porta a Piazza Lodi dove si nota la chiesa di S. Luigi, le varie fabbriche e i vagoni fermi.
Influenze e metodi di Boccioni
Boccioni è influenzato anche da Pisarro nella rappresentazione delle persone che camminano con le ombre allungate. Nelle pitture impressioniste i soggetti e gli oggetti non avevano contorno proprio perché influenzate dalla luce proprio come accade con Boccioni dove le case quasi scompaiono dietro i raggi del sole. Dalla pittura impressionista in poi la pittura non coglie solo il colore locale ma anche le influenze che sono presenti. Nel metodo di ricerca di un’opera, oltre alla sequenza è importante anche la suggestione o la fonte. Questo lavoro lo si può applicare in Beata Solitudo Sola Beatitudo di Boccioni del 1908, stampa coll priv. Nell’opera si notano varie influenze. Al centro allegoria della solitudine in una donna che pensa accanto a due cartigli che recano iscrizione. Importante è capire da dove Boccioni recupera le fonti, all’epoca non era molto conosciuto e si trovava a Milano dove lavorava in un giornale per produrre manifesti e pubblicità. All’epoca unica fonte diretta erano le esposizioni e mostre quali Brera, sennò i giornali. Tra le fonti che si riconoscono nell’opera fondamentale è Durer.
Figura nel disegno anche un aeroplano e un dirigibile inoltre al centro una cupola (San Pietro) e delle case che fanno pensare alla città che cresce. A sinistra invece vi sono pali della luce, in campagna. E nella parte opposta ciminiere e illuminazione notturna che rappresenta la vita della città, in movimento anche di notte. Inoltre si vedono delle fabbriche, al centro su cavallo l’angelo della morte, il cavallo ricorda quelli in Elasticità al Museo del 900. Sul ponte la locomotiva è la rappresentazione dei mezzi di trasporto. Sotto il ponte si trovano l’esercito e i monaci. Al centro una donna che allatta, personaggi che lottano e allusione all’erotismo con la donna nuda in primo piano, sembra quasi un’allegoria alla vita che termina con la morte che nessuno risparmia. Il dirigibile è ripreso da Illustrazione Italiana 8 novembre 1908 dirigibile militare vola su Roma. Mentre la locomotiva e aeroplano viene ripresa da Touring Club Italiano di cui Boccioni riprese le immagini nel 1908. Nell’800 era in uso creare manifesti funebri figurati con immagini simboliche che alludevano a vita e morte. Coubert riprende le immagini da queste fonti popolari nello studio di seppellimento a Ornans. Nel 900 si continua a utilizzare fonti popolari.
Scultura e innovazioni di Boccioni
Boccioni si cimenta anche nella scultura, con Ritratto di ragazza, opera oramai distrutta che è la rappresentazione di una ragazza poggiata ad una finestra. L’opera è ben diversa dal disegno preparatorio conosciuto come Controluce. Nelle opere di Boccioni la luce è un elemento essenziale. Nella scultura Boccioni plasma il gesso per produrre il movimento e ciò che vede, impianta così lo stipite della finestra nella testa della ragazza. Ciò succede anche in altre opere di Manzoni dove rappresenta la madre nel 1911 affacciata al balcone mentre guarda in un cantiere riconoscibile dai pali. Si vedono anche i balconi ai lati della madre, balconi che Boccioni non poteva vedere essendo in casa quindi questo è un chiaro esempio di come Boccioni riproduce ciò che vede in momenti differenti, quindi guarda memorizza e poi crea. Quest’opera di Boccioni è riconducibile ad una fase espressionista della sua vita. Anche se il quadro potrebbe essere ricondotto anche al cubismo. Inoltre si vedono soggetti ricorrenti nella sua pittura quali il cavallo e le case con balcone che ruotano a 360° sul cantiere simbolo di una città in crescita.
Boccioni materia 1911
Rappresenta la madre in modo scomposto, mentre la luce plasma il soggetto si riconoscono sempre i cavalli e il balcone. La madre è poggiata al balcone seduta mentre guarda verso casa alle sue spalle l’edificio è oramai completo, ciò presuppone che il quadro è successivo alla madre che si affaccia al balcone. La madre è monumentalizzata da Boccioni, dietro di lei, l’edificio potrebbe coincidere con la costruzione dei molini Besozzi Marzotti che sono stati inaugurati in quel periodo, di cui oggi resta solo l’edificio a tre entrate in via Adige 23. Inoltre si vedono le ciminiere della centrale elettrica di via Trento.
Boccioni volumi orizzontali
Si ritrova lo stesso soggetto molto più schematizzato dove si riconosce il balcone i palazzi e l’edificio con l’apertura a tre porte. Nel quadro, oggi in Germania sono appuntate delle misure. Si tratta di un quadro abbastanza cubista rispetto a materia. Si vedono inoltre linee tratteggiate che alludono ad uno spazio o un piano che apparentemente non si vede ma che esiste. Lo stesso soggetto viene riprodotto anche in scultura dove attraverso il gesso fa entrare il balcone nel fianco della madre e la strada sulla spalla. Per quanto riguarda le varie fonti che Boccioni può aver incrociato per la realizzazione di Beata Solitudo, nella parte destra:
- O. von Borne Jones, Pygmelion "the soul attains" in o. von schleinitz, Burne Jones 1899...
- J Toorop, Il presente, in Emporium, luglio 1905, rivista pubblicata a Bergamo, che è il corrispettivo italiano della rivista inglese Studios. Nel disegno si riconosce la locomotiva sul ponte e l’esercito che rappresenta l’uomo moderno portato ai medesimi movimenti. Si tratta di opera che ha il corrispettivo nel palazzo della Borsa di Amsterdam progettato da Berlage nell’800, precisamente l’opera in ceramica e mattonelle si trova nella parete centrale della caffetteria. Il palazzo è un grande edificio con campanile, quasi duecentesco. La scena della folla si ritrova anche in Metropolis.
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Arte Contemporanea mod2 lezioni 6-12