Fonti, modelli e linguaggi dell'arte contemporanea (2014-2015)
Diego Rivera e l'arte murale
Diego Rivera - "La distribuzione delle Terre", affresco 1923-24, Città del Messico, Ministero dell'Educazione, Cortile delle Feste. Si tratta di una pittura murale con soggetto di semplice comprensione. Di solito, nella pittura di Rivera si trova un tipo di figurazione che riprende elementi precolombiani. Sequeiros, invece, si basa su una pittura figurativa di stampo avanguardistico come l'uso dell'aerografo.
Diego Rivera, "La distribuzione delle armi", affresco 1928, Messico, Ministero dell'Educazione, Cortile della Festa, rappresenta un soggetto politico molto preciso. Si vedono nella foto Frida Kahlo e Tina Modotti. Gli artisti erano molto impegnati politicamente.
Tina Modotti e la fotografia
Tina proviene da una famiglia povera e si approccia alla fotografia a Udine nella bottega dello zio. Parte per l'America da emigrante e lavora come operaia sulla West Coast. Si sposa con un artista alla fine degli anni '20, quando comincia a recitare a Hollywood. Dopo essersi avvicinata alla fotografia, si trasferisce in Messico, diventando l'amante di un membro del partito comunista messicano. In Messico, comincia a esporre le sue opere, con una fotografia e un tipo espositivo molto elementare, con immagini di propaganda e astratte.
Nell'immagine degli artisti si esprime il compito stesso dell'artista: viene fotografata con la tuta come se fosse un meccanico. La stessa fotografia immortala l'artista Moholy-Nagy, che era insegnante al Bauhaus. Ritorna il richiamo per la mostra del dada "l'arte è morta, viva l'arte della macchina".
Arte e design
L'artista crea opere astratte simili all'immagine di una lampada progettata precedentemente da due alunni. Nel quadro vi sono rappresentate le trasparenze della lampada per giungere alla ricerca pura: gli studenti rappresentano un oggetto di largo consumo e mettono in campo ciò che avevano imparato sulla ricerca pura. Deriva così un oggetto con: tronco trasparente che contiene un cilindro in acciaio e un filo elettrico; nella parte superiore abbiamo una sfera tagliata che si accende con un pallino legato a un filo. C'è il richiamo di tutti gli elementi geometrici legati alle trasparenze. La lampada è stata denominata in base ai cognomi dei due alunni che l'hanno progettata: lampada Jucker-Wackenfeld.
Will Baumeister, con un suo dipinto del 1927 "Quadro con forme meccaniche", richiama la mostra dada: anche lui è rappresentato con una tuta. Prevale l'idea di artista meccanico.
Rita Modotti e la sua influenza
Tornando alla figura di Rita Modotti, sappiamo che si lega al fotografo Weston, il quale la immortala in sue diverse fotografie. Viene usata come modello anche da Rivera, che la dipinge come cariatide. Diversi fumetti le dedicano delle storie: Pino Antonelli, nel fumetto, inserisce anche la figura del marito e le calle di Giorgia O'Keeffe.
Tina Modotti fotografa oggetti che vengono poi pubblicati nei giornali, come quelli all'interno di "Revista de Revistas" del 12-01-1930. Si nota la ricerca della forma perfetta. Nella fotografia troviamo figure di cactus in ombra che si presentano come una scultura, i gradini di uno stadio che esprimono la ripetitività seriale di una forma. Queste fotografie sono applicate su supporti che rimandano alla riproducibilità e alla serie, come appunto il giornale.
Weston Life, II del 12-4-1937 è una fotografia su una delle più famose riviste americane, che rappresenta un deserto. Anche qui siamo alla ricerca della forma pura.
Diego Rivera e i suoi affreschi
Rivera, "La notte dei ricchi" 1928, Messico.
Rivera, "La storia del Messico. Il mondo di oggi e di domani", affresco 1929-35, Messico, Palazzo Nazionale.
Rivera, "L'uomo al bivio", affresco 1933-34, ora in Messico, Palazzo delle Belle Arti. L'opera viene cominciata a New York, ma viene poi ridipinta in Messico. La composizione da un lato mostra la scienza, con l'uomo al centro e la mano che tiene la sfera dell'universo. In basso troviamo l'agricoltura con i vari materiali utilizzati come i pesticidi. Nella parte alta abbiamo la massa di società che ricorda le figure della Beata Solitudo di Boccioni.
Rivera, realizzazione di un affresco con la costruzione di una città, San Francisco, Art Institute 1932. Affresco che mostra alcuni pittori che stanno realizzando un affresco che rappresenta la nuova San Francisco.
Rivera, "Allegoria della California", 1931, San Francisco, Pacific Stock Exchange Luncheon Club. La donna rappresenta la ricca California, sappiamo che si tratta del ritratto della campionessa di tennis; nella parte bassa si trova il lavoro della miniera.
David Alfaro Sequieros e il muralismo
David Alfaro Sequieros, "Ritratto della borghesia", piroxilina su cemento 1939-40, Messico, Sindacato Messicano degli Elettricisti. Si tratta di una scena chiara con riferimenti come l'incendio del Reichstag di Berlino, che segna l'inizio della guerra. Rappresenta la resistenza messicana, ma forse c'è anche la rappresentazione della figura di Mussolini. Nel '42, Tina muore; la sua morte forse è attribuita al suo amante.
Sequieros, "Analisi del movimento dello spettatore" nella sede del sindacato degli elettricisti. Si tratta di uno studio di prospettiva tenendo conto dello sguardo dell'osservatore e del movimento. La questione delle pitture murali si sviluppa anche in Italia, soprattutto nel periodo tra le due guerre. Sironi realizza una pittura murale per la quinta edizione della Triennale di Milano del 1933. Si tratta di una pittura prettamente fascista.
Nel frattempo, in America si sviluppa la figura di Roosevelt nel partito comunista. In entrambi i partiti viene utilizzato lo stesso metodo come mezzo di espressione. La mostra della Triennale avviene a Monza e nasce come mostra di artigianato; avrà un lungo successo e, nelle edizioni successive, verrà svolta a Milano con l'inclusione di più categorie.
Munzio a Milano realizza negli stessi anni la Ca' Brutta, mentre più avanti Ponti realizza un edificio come sede di Montedison. Sironi collabora al Popolo d'Italia con vignette e affreschi al palazzo della sede, con immagini del lavoro, più figure classiche italiane ed elementi moderni e contemporanei. Ricordiamo che Boccioni nel 1932 teorizza il manifesto della pittura murale. Severini nel 1936-37 realizza alcuni studi per la decorazione del palazzo delle poste di Alessandria, con elementi che alludono alla modernità, alle macchine e alla scienza.
Pubblicazioni futuriste
SILVIA VACCACampo Grafico a. VII n. 3-5, marzo-maggio 1939-40, si tratta di un numero speciale futurista della rivista diretta da Enrico Bona. Le grafiche di Bona sono realizzate in collaborazione con Cesare Andreoni. Bona ritarda l'uscita del periodico per alcuni problemi economici. Era inoltre molto problematico far uscire una rivista futurista, così l'uscita, prevista nel 1939, avviene invece nel 1940, e all'interno contiene tre mesi.
Bona si rivolge inoltre a Marinetti per creare un articolo per la rivista, dove parla di arte tipografica e affianca alla rivista due futuristi per realizzare la grafica: ossia Andreoni e Pino Masnata. Uno è un artista, l'altro è un letterato. Nel 1933, Masnata aveva aiutato Marinetti nell'uscita del manifesto sulla radio.
La pubblicazione sembra una ricapitolazione di quanto fatto in campo editoriale fino a quel momento. Si tratta di un bilancio riassuntivo del movimento, dove la copertina è composta da una tavola sinottica e da un titolo e sottotitolo che ci fanno capire cosa possiamo trovare all'interno del periodico. In rosso c'è un aeroplano che sta atterrando sulla rivista. Il materiale utilizzato è innovativo: copertina rigida in cartoncino.
Contenuto della rivista
All'interno si trova il testo di Marinetti: "Rivoluzione futurista delle parole in libertà" e tavole sinottiche di poesia pubblicitaria. La parte del testo più interessante è di colore differente. Si tratta di un chiaro suggerimento teorico ed è una pubblicazione esemplare perché applica il futurismo con nuovi colori, nuovi materiali e nuovi caratteri.
Masnata crea pagine che sono veri e propri disegni, si tratta di vera arte fotografica, pubblica un'autocelebrazione dei commenti che Marinetti fa alle sue opere. Andreoni non realizza solo grafica e pubblicità, ma interviene anche con un articolo: "Pubblicità futurista". Le immagini scelte nel suo articolo non sono pubblicità, ma immagini di una rivista che sembra quasi una pagina di un giornale strappato.
All'interno della rivista ci sono una serie di pagine pubblicitarie dedicate alla Fiat e a Corrado Govoni, con illustrazioni innovative che si configurano come arte pubblicitaria. Andreoni e Bona realizzano la pubblicità anche per gli aeroplani Caproni con tavole parolibere e colori differenti.
Pubblicità e innovazione
Per quanto riguarda la pubblicità della Fiat, abbiamo un paesaggio composto da strutture Fiat e allusione al cielo, mare e terra con forme che li richiamano, e riferimenti alle guerre d'Etiopia delle compagnie italiane attraverso la scritta nera. Vi è anche una macchina, vi è un chiaro messaggio pubblicitario, e si tratta di un'innovazione che le ditte cercano di mascherare per paura di non vendere i loro prodotti.
Per la pubblicità di Caproni c'è una scritta composta da immagini di aerei e una serie di modelli di aerei che vengono citati nella pagina come prodotti cardine dell'azienda. La produzione del 1939 avrà molto successo.
La rivista Graphius, che si configura come una vera rivista futurista, è diretta da Farfa; chiama un artista a creare la pubblicità, ma non viene prodotta quella sensazione avanguardistica che era stata centrale nella rivista di Campo Grafico.
Negli anni '30, il decennio si apre con un grande evento: la pubblicazione "Almanacco dell'Italia Veloce", diretta da Marinetti, che collabora con artisti torinesi e crea non solo la rivista ma anche diversi stampati: un volantino ripiegato e un opuscolo sotto forma di rubrica con pagine tagliate che creano il nome di Marinetti e il titolo della rivista. Si tratta di un'innovazione che ha come programma la programmazione stessa delle arti più importanti, la rivista vorrebbe raggiungere una tiratura di 300.000 copie per conquistare un record per l'epoca.
Picasso e l'arte moderna
Picasso, "Les Demoiselles d'Avignon", è la rappresentazione di cinque ragazze. È un quadro introduttivo alla gestione del montaggio e del fotomontaggio, di esecuzione impegnatissima viste le dimensioni. I volti di due donne ricordano le maschere africane con volti plastici.
Testa africana, maschera: Picasso si ispira a questa testa per ricreare i volti. È una testa iberica virile acquistata da Picasso intorno al 1907. Abbiamo numerose immagini che documentano Picasso con alcune maschere che ricordano i volti delle donne, come una foto del 1910 che viene inserita nel giornale architettonico americano.
Il quadro di Picasso può essere considerato un montaggio in quanto inizialmente doveva esserci tra le donne un marinaio. Rappresenta alcune prostitute di un bordello in via Avignone a Barcellona. Si tratta di figure molto massicce, violente, ispirate all'arte semplice. Al centro abbiamo una natura morta che sembra ispirarsi a "Colazione sull'erba" di Manet.
Importanti sono anche due opere di Braque, olio su tela, ossia: "Omaggio a Bach" 1911. Si tratta di una composizione con elementi allusivi alla musica e strumenti musicali come il ponte e il ponte di violino con le aperture di violino f. Nella composizione si vede lo spigolo di un tavolo come nel quadro di Picasso per riprendere il tema della natura morta. Inoltre, sembrerebbe esserci anche un boccale di birra. Si tratta di una rappresentazione mentale della natura morta con elementi molto personalizzati che mostrano gli elementi più significativi, non vi è più la prospettiva tradizionale.
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