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Esercitazioni di diritto europeo sulle sentenze

Guida metodologica alla loro lettura

Principio di diritto che si ottiene dalle decisioni della Corte di Giustizia. La sentenza è la risposta a una domanda al giudice. È la prima cosa da sapere.

Inizio della sentenza

  • Oggetto
  • Giudici
  • Vicende
  • Avvocati
  • Parti
  • Numero di causa
  • Ricostruzione del fatto

Il tessuto normativo parte dal diritto: la Corte esprime gli argomenti su cui risponde alla domanda.

Dispositivo

P.Q.M. Il giudice risponde in concreto alla domanda posta dalle parti.

Motivazione

Principio di diritto, ratio: argomenti giuridicamente rilevanti che valgono per molti settori del diritto.

Nelle sentenze europee se ne trovano riguardo la circolazione di merci, persone, capitali (mercato unico).

Logica di fondo delle sentenze

Il giudice di common law ragiona per precedenti e può applicare la stessa decisione a casi concreti diversi.

Sentenze

  • Cassis de Dijon: Le merci devono circolare in modo libero anche se le norme nazionali non sono le stesse. Interpretazione antitetica del trattato – Qual è l’idea di fondo dell’UE a riguardo?
  • Keck: Le normative nazionali sulla circolazione delle merci sono libere purché non discriminatorie.
  • Altre sentenze: Dassonville, Tratti, Lombardo, Gevhard, Lassoloculus, Omega, Cimimberga.

La ratio è la massima della sentenza, va contestualizzata. Leggendo solo i trattati abbiamo descrizioni troppo dettagliate o astratte per afferrare l’idea di fondo dell’integrazione commerciale europea. Una gran parte istituzionale.

Mercato unico e trattati

Situazione pre-giuridica, privatistica. Il mercato è un incontro in cui i soggetti privati e liberi si scambiano beni, servizi, o ciò che serve per produrli (come persone e capitali). Secondo una teoria economica, nel libero mercato non ci sono limiti o vincoli alla libera circolazione di beni, persone e capitali. Nella realtà c'è l'inefficienza, la criminalità, e il mancato rispetto delle regole.

Serve il diritto per regolare i fallimenti del mercato e le disfunzioni. Il giuridico regolamenta il mercato, non più una realtà anarchica di circolazione assoluta ma regolamentata per evitare abusi e fallimenti, per tutelare le parti deboli (come i consumatori e l'ambiente per esempio).

Da dopo la Rivoluzione Industriale abbiamo una estrema regolamentazione del mercato. Negli Stati nazionali ognuno ha regolamentato il proprio mercato in modo capillare, una normativa giuridica delle attività economiche.

Tutela sociale

Una tutela necessaria per i cittadini, da qui la tutela sociale: il welfare state. Anche il tentativo dello Stato di proteggere il proprio mercato interno - dazi doganali: imposte per esportare beni e servizi in un altro Stato. Si crea la concorrenza: lo scambio diventa meno conveniente, le importazioni più costose. L’UE vuole razionalizzare queste normative tecniche e fiscali sul funzionamento del mercato (per evitare che diventi anarchia), non lasciarle agli Stati membri perché potrebbero usarle per scopi meritevoli (tutela dei consumatori, dell’ambiente) o per politiche protezionistiche.

Processo di regolamentazione del mercato

La situazione più conveniente non è quella del protezionismo ma quella della libera concorrenza. Ci sono vantaggi assoluti e competitivi (specializzazioni commerciali) nella produzione di un certo bene in un certo Paese. Conviene quindi che ci sia libertà di concorrenza e commercio, esportazioni, produzioni localizzate. Gli ordinamenti ottengono una produzione complessiva maggiore così, rispetto a quella nazionale.

Eliminare tutta la normativa fiscale e protezionistica dell’800 non è possibile. Non si può eliminare tutta la fiscalità, altrimenti non ci sarebbe più Stato né Unione.

Normativa tecnica e principi

Norme protezionistiche sono svantaggiose per la libera circolazione dei fattori di produzione e per la produzione. Norme tecniche hanno ragioni di fondo per tutelare consumatori e simili. Sono legittime o illegittime.

Regolamentazione razionale del mercato:

  • Decentrato
  • Competitivo
  • Accentrato

Limitazioni esplicite alla libera circolazione: barriere fiscali e doganali come dazi e tariffe, restrizioni quantitative rendono le importazioni straniere meno convenienti per il consumatore nazionale. L’esito è lo stesso, la ratio è diversa.

Nasce un'area di libero scambio regolamentato: carbone e acciaio. Flussi annuali di questi beni portano a quantità stabilite e libera circolazione di tutte le merci.

Ci sono standard di produzione statali come restrizioni quantitative che cadono sul produttore nazionale, anzi sul consumatore.

Costruire aree di libero scambio per eliminare completamente dazi doganali e restrizioni quantitative interne, ma anche le misure tariffarie e tecniche di produzione. L’UE cerca di selezionare quelle limitazioni con una ratio a tutela di interessi meritevoli ed eliminare quelle restrizioni che invece non le hanno, sono esclusivamente protezionistiche e ostacolanti della concorrenza e del mercato unico.

Principi di libera circolazione

Ammette limitazioni mediante regole tecniche. Chi razionalizza le regolamentazioni?

Modello accentrato

Non gli Stati ma l’UE, con un unico regolamento direttamente applicabile. Crisi della sovranità nazionale, è difficile che gli Stati cedano la competenza sulla produzione all’UE. Gli Stati continuano a regolamentare ambiti meritevoli di tutela, ma l’UE non rinuncia a un controllo esterno. Non più l’attore che pone le regole ma il controllore che controlla le normative nazionali. Esse però non devono essere protezionistiche (contrastanti alle politiche del mercato unico, restrizioni quantitative).

Lo decide, in base al modello di armonizzazione del mercato:

  • UE
  • Corte di Giustizia (che stabilisce quando lo Stato può derogare la normativa al mutuo riconoscimento)
  • Stati

Quali regole sono rilevanti?

Modello accentrato: quelle dello Stato di importazione (Stato di provenienza).

Modello competitivo: Modello decentrato: quelle dello Stato di esportazione (Stato di destinazione).

Cambia il sindacato di controllo sulle regole limitative della circolazione e della concorrenza.

Principio di non discriminazione. Si controlla solo che le regole di destinazione non discriminino in base alla provenienza in modo assoluto. Principio generale del diritto dell’UE. Si declina strettamente nel modello decentrato: ogni Stato può introdurre specifiche tecniche sempre ammissibili, equivalenti alla mancanza di esplicita discriminazione.

Nel modello competitivo si guarda allo Stato di provenienza: mutuo riconoscimento della legislazione tecnica dello Stato di produzione.

Esempi:

È ragionevole una normativa spagnola che prevede un controllo di lingua per l’esercizio di una professione nel Paese da parte di un cittadino straniero.

È irragionevole una normativa spagnola che prevede un’assoluta impossibilità di esercizio di una professione o di riconoscimento di titoli di studio di un cittadino straniero.

Caso Cassis de Dijon

Un produttore di vino in Francia con una gradazione del 15% - prodotto alcolico. Il produttore vuole esportarlo in Germania. Il Paese introduce una normativa per i liquori alla frutta non inferiore al 20%. Normativa non discriminatoria in modo assoluto (normativa valida per tutti) – Secondo le specifiche dello Stato di destinazione (modello decentrato), valuteremmo i limiti tecnici non equivalenti a restrizioni esplicite.

Misura tecnica con ragioni di fondo: tutelare la salute del consumatore che crede di bere una bevanda di bassa gradazione alcolica e quindi potrebbe berne molta. Tutelare la concorrenza, il prodotto costa meno perché c’è meno alcol.

Libera circolazione, principio cardine. Eccezionali limitazioni ad essa. Nel modello decentrato si potevano introdurre tutte le limitazioni non discriminatorie esplicitamente.

Nel modello competitivo qualunque regola limitativa dello Stato importatore si presume essere una restrizione analoga ad una esplicita, perché c’è un principio di mutuo riconoscimento delle normative tra gli Stati.

Gli Stati possono avere altre specifiche tecniche ma ragionevoli (razionali, proporzionali), tali per cui la Corte di Giustizia può dichiarare che la misura è in contrasto anche se non esplicitamente discriminatoria.

Modello decentrato

Maggiore libertà di regolamentazione (purché non discriminatorie della nazionalità). Non in competizione perché tutte esistenti. Non discriminazione esplicita.

Modello competitivo

Diverse discipline nazionali concorrenti. Garanzia di accesso al mercato (4 libertà).

Modello accentrato

Un’unica disciplina europea valida per tutti gli Stati. Regolamentazione europea in dettaglio. Clausole inserite nei trattati. L’UE seleziona le regole tecniche, specifiche che limitano la circolazione, buone, da quelle cattive dettate da esigenze protezionistiche. A seconda dei soggetti che dettano tali limiti cambiano i tre modelli e possiamo giudicare l’ammissibilità.

Modello accentrato: regime normativo dettato dalle istituzioni dell’UE (la decisione politica viene presa dall’Unione e l’autonomia statale viene compressa). Consiglio e Commissione regolamentano direttamente il mercato.

Criticità

Livello di tutela: se si decide che la concentrazione chimica dei solventi è del 50%, uno Stato vota contrariamente a questo regolamento per la tutela dell’ambiente, desiderando una percentuale minore. Il livello è fissato per tutti ormai. L’idea di quello Stato è meritevole di tutela (tutela dell’ambiente), tuttavia lo Stato non può cambiare il livello fissato per tutti.

Vengono meno le diversità nazionali - si uniforma il regime normativo. La competizione tra modelli giuridici viene meno, questo potrebbe pregiudicare il loro sviluppo e miglioramento. Si limita il campo di discrezionalità organizzativa.

Esempio: l’organizzazione del lavoro.

Si limita la democraticità...

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CriUniTn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto europeo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Woelk Jens.
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