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elettorale); ma sempre gli stessi cittadini sono comunque rappresentati, ma

indirettamente, in seno al Consiglio Europeo attraverso la presenza di capi di Stato o

di Governo e insieme al Consiglio dei ministri tramite i rappresentanti dei propri

governi. Mentre per quanto riguarda il principio di democrazia partecipativa, questo

afferma che i cittadini e le associazioni di cittadini hanno il diritto di partecipare

attivamente alla vita democratica dell'Unione Europea; partecipazione alla vita

democratica dell'Unione Europea che quindi impegna soggetti come partiti politici (a

livello europeo ovviamente) che contribuiscono a formare la coscienza politica e ad

esprimere la volontà dei cittadini; altri soggetti che partecipano sono le istituzioni

europee e poi i cittadini dell'Unione Europea, che hanno la possibilità di invitare la

Commissione Europea a presentare proposte appropriate, o meglio una proposta

appropriata su materie in merito alle quali gli stessi cittadini ritengono necessaria

l'adozione di un atto giuridico ai fini dell'attuazione dei trattati.

L'adesione di un nuovo stato all'Unione Europea e il recesso

Il procedimento di adesione è un procedimento che permette ad ogni stato europeo in

possesso dei requisiti, quindi delle condizioni di adesione, di domandare di diventare

membro dell'Unione Europea. Chiaramente la possibilità di adesione all'Unione

Europea è stata inserita grazie all'inserimento della clausola di adesione, che

permetteva appunto la possibilità di divenire parte della Comunità Europea anche in

un momento successivo, e dopo aver ovviamente eseguito una complessa procedura

disciplinata dai trattati, in particolare dai trattati CECA, CEE ed EURATOM.

Clausola e quindi principio di adesione che è stato successivamente disciplinato ex-

novo da parte del trattato di Maastricht per poi essere riformulato dal trattato di

Amsterdam, per poi essere ulteriormente confermato da parte del trattato di Lisbona,

che ne ha confermato le disposizioni in larga misura introducendo tra l'altro una

significativa innovazione, cioè la possibilità di recesso ad nutum per gli stati membri

dall'Unione Europea, quindi la possibilità di uscire dall'Unione. Relativamente al

procedimento di adesione, questo è disciplinato da parte dell'articolo 49 TUE e

prevede che lo stato in questione innanzitutto informi il Parlamento europeo e i

parlamenti nazionali della volontà di entrare nell'Unione Europea; successivamente lo

stato in questione trasmette la sua domanda al Consiglio dei ministri che deve

pronunciarsi all'unanimità dopo aver consultato la Commissione e dopo aver ricevuto

l'approvazione da parte del Parlamento europeo. Successivamente stati membri e lo

stato richiedente in questione dovranno accordarsi, in particolar modo su quelle che

sono le condizioni di ammissione e i conseguenti adattamenti dei trattati su cui è

fondata l'Unione (condizioni di adesione di cui parlo successivamente). Accordo

preso tra gli stati membri e lo stato richiedente che sarà successivamente sottoposto a

ratifica di tutti gli stati contraenti, conformemente alle loro rispettive norme

costituzionali. Una cosa che non ho detto è che l'accordo che viene preso tra stati

membri e nuovo stato sarà un accordo di carattere internazionale, risultato di

negoziati effettuati nel corso di conferente intergovernative bilaterali che riuniscono

da un lato tutti gli stati membri e dall'altro il paese candidato all'adesione all'Unione

Europea. Quali sono le condizioni? Innanzitutto per aderire all'Unione lo stato in

questione dev'essere uno stato europeo; seconda condizione: lo stato o gli stati che

vogliono aderire devono garantire il rispetto della dignità umana, della libertà, della

democrazia, dell'uguaglianza, dello stato di diritto e dei diritti umani, compresi quelli

delle persone appartenenti a minoranze. E non solo devono dimostrare di rispettare

tali valori, devono anche promuoverli sul piano internazionale, pena la sospensione di

alcuni diritti dello stesso stato membro che non assicura il rispetto e la promozione di

questi diritti qualora siano accertate gravi violazioni dei diritti umani, ex articolo sette

del TUE (anch'esso articolo sette domanda d'esame). Terza condizione: i nuovi stati

membri dovranno obbligatoriamente accettare non solo i trattati istitutivi della

Comunità Europea (questo significa che l'adesione di nuovi stati non può né mutare

l'essenza dell'Unione né tanto meno essere un'occasione per rinegoziare i trattati

istitutivi), ma sempre nuovi stati membri dovranno necessariamente accettare il

diritto derivato adottato in forza dei trattati stessi. Quindi gli stati che decidono di

aderire all'Unione Europea devono accettare integralmente trattati istitutivi e diritto

derivato. Altra condizione è data dal fatto che l'adesione all'Unione dev'essere

progressiva, cioè deve trascorrere un periodo transitorio anziché i nuovi Stati si

inseriscano gradualmente all'interno dell'Unione Europea. Una cosa che non ho detto

riguarda la penultima condizione: non è ammesso alcun tipo di modifica di trattati

istitutivi né tanto meno del diritto derivato successivamente all'adesione di un nuovo

stato membro, ma questo significa che non è previsto alcun tipo di adattamento di

fondo, cioè di modifica che vada ad intaccare gli obiettivi e le politiche dell'Unione;

sono invece possibili adattamenti tecnici degli stessi trattati istitutivi, anzi in un certo

senso possono anche definirsi necessari, perchè per adattamenti tecnici si intendono

composizioni delle istituzioni, oppure la ponderazione dei voti e cose di questo

genere. Altre condizioni poi sono ad esempio la stabilità politica, il rispetto dei

principi di democrazia, l'instaurazione e il consolidamento di un'economia di mercato

che sia in grado di sopportare le pressioni e le regole derivanti dalla libera

concorrenza, la capacità di assumere impegni connessi all'adesione all'Unione

Europea, come ad esempio obiettivi relativi all'unione politica economica e

monetaria. E tutti questi ultimi criteri sono criteri che sono stati aggiunti nel 1993 nel

corso del Consiglio Europeo di Copenaghen e sono criteri che vanno verificati nella

fase preliminare dei cosiddetti negoziati di pre-adesione. Per quanto riguarda poi il

recesso dall'Unione Europeo, questo è disciplinato da parte dell'articolo 50 del TUE e

permette ad ogni stato dell'Unione Europea di esercitare la facoltà di recesso

dall'Unione, senza obbligo di motivazione purché con il rispetto delle proprie norme

costituzionali, questo è l'unico criterio richiesto; non è richiesta nemmeno

l'approvazione da parte degli stati membri che non possono impedire allo stato in

questione di esercitare tale diritto. Per ciò che concerne il procedimento di recesso,

questo prevede innanzitutto che lo stato in questione notifichi tale intenzione di

recedere al Consiglio Europeo; esso successivamente dovrà formulare gli

orientamenti in base ai quali l'Unione dovrà negoziare e concludere con lo stato in

questione un accordo che definisca le modalità di recesso. Successivamente l'accordo

verrà negoziato in conformità con quanto stabilito dall'articolo 218 paragrafo 3

TFUE, e successivamente verrà concluso dal Consiglio stesso, il quale a nome

dell'Unione dovrà deliberare a maggioranza qualificata, deliberazione alla quale non

potrà partecipare ovviamente lo stato recedente. Sussistono delle differenze tra il

procedimento di adesione e il procedimento di recesso: innanzitutto il fatto che il

procedimento di adesione consta sia una fase europea sia una fase nazionale, la quale

tra l'altro prevede la ratifica dell'accordo da parte degli stati membri, mentre invece il

procedimento di recesso prevede una fase che si svolga tutta internamente all'Unione

Europea, non prevede quindi né la ratifica da parte degli stati membri né tanto meno

l'approvazione diretta sempre da parte degli stati membri. Altra differenza sta nel

fatto che nella procedura di adesione è previsto per l'ammissione il consenso di tutti

gli stati membri, per la procedura di recesso non è previsto il consenso di tutti gli stati

membri, quindi lo stato in questione potrà recedere dall'Unione tranquillamente,

anche senza l'approvazione di tutti gli stati membri; recesso che quindi porterà

all'impossibilità di applicazione del TUE e del TFUE allo stato recedente, dalla data

di entrata in vigore dell'accordo di recesso, o in mancanza di accordo dopo due anni

dalla notifica dell'intenzione di recedere (che è la prima fase del procedimento di

recesso).

N.b. Lo stato receduto avrà comunque la possibilità successivamente di chiedere

nuovamente di aderire all'Unione Europea, purché seguendo la procedura di adesione

ex articolo 49 TUE.

Il Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo è l'istituzione composta dai rappresentanti dei cittadini

dell'Unione Europea che esercita, insieme al Consiglio, la funzione legislativa e di

bilancio. In particolar modo, il Parlamento Europeo è composto da 750 parlamentari,

rappresentanti appunto dei cittadini dell'Unione Europea, più il Presidente dello

stesso Parlamento; rappresentanti europei di ogni stato membro che devono essere in

un numero minimo di sei membri per ogni stato e devono avere un numero massimo

di novantasei seggi. Questi vengono eletti a suffragio universale e vengono eletti in

ogni stato membro, il loro mandato dura per un periodo di cinque anni e non possono

essere vincolati ad alcun tipo di istruzione né tanto meno sottostare al cosiddetto

mandato imperativo. Tutto ciò significa che i parlamentari europei possono essere

eletti direttamente da parte dei cittadini mediante votazione, esercitando ovviamente

il loro diritto di voto (cosa che invece non avveniva in passato, perchè in base ai

trattati istitutivi i membri del Parlamento Europeo erano designati dai singoli

parlamenti nazionali, e per entrare a far parte del Parlamento Europeo i parlamentari

dovevano essere già membri del Parlamento nazionali, quindi vigeva la regola del

doppio mandato. Inoltre, la ripartizione dei seggi tra gli stati era attuata sulla base

dello stesso peso politico e demografico dello stato in questione.) Quindi,

sintetizzando, la cosa importante da dire è che i membri del Parlamento Europeo

devono essere eletti tramite suffragio universale diretto e durano in carica per un

periodo di cinque anni. Sussistono però delle incompatibilità con la carica di

parlamentare europeo: innanzitutto proprio il fatto che un parlamentare per essere

parlamentare europeo non può essere anche membro del Parlamento nazionale (come

ho già detto, al contrario di quanto avveniva in passato, dove vigeva la regola del

doppio mandato); inoltre ulteriori incompatibilità del parlamentare europeo le

possiamo ritrovare con la carica di membro del governo di uno stato membro,

membro della Commissione, giudice, avvocato generale, membro della Corte dei

conti, mediatore delle comunità europee, membro del comitato esecutivo della Banca

centrale europea, ecc. Altre incompatibilità sussistono con le cariche di presidente di

giunta regionale, assessore regionale, consigliere regionale, presidente di provincia,

sindaco di comune con popolazione superiore a 15000 abitanti (queste ultime

incompatibilità sono state introdotte grazie alla decisione del 1976 recepita con legge

150 del 1977). Una cosa importante da rilevare, sempre per quanto riguarda l'elezione

dei 750 parlamentari europei, è il periodo di svolgimento delle elezioni per il

Parlamento Europeo: esse infatti si svolgono alla scadenza del mandato del

Parlamento Europeo contemporaneamente in tutti gli stati membri dell'Unione

Europea (o comunque quasi contemporaneamente) e in un solo giorno, il tutto

chiaramente allo scopo di garantire l'unità della campagna elettorale europea ed

evitare che la conoscenza dei risultati elettorali di un paese possa influenzare gli

elettori magari di un altro paese. Un'altra cosa importante di cui parlare relativamente

alle elezioni del Parlamento Europeo è l'argomento elettorato attivo e passivo al

Parlamento Europeo, e più in particolare l'elettorato attivo e passivo concesso a ogni

cittadino europeo residente in uno stato membro diverso da quello di appartenenza,

come ad esempio un italiano in Francia; tale diritto riguarda le elezioni comunali e

quelle del Parlamento europeo (ex articolo 22 del TFUE). Infatti, per quanto riguarda

l'elettorato attivo, cioè il diritto di votare alle elezioni europee, questo è concesso a

tutti quei soggetti che abbiano determinati requisiti, quali cittadinanza europea,

cittadinanza italiana, diciottesimo anno di età, iscrizione nell'apposita lista elettorale

del comune italiano di residenza, ottenuta a seguito di formale richiesta presentata

entro e non oltre il novantesimo giorno precedente la data delle elezioni. Per ciò che

concerne invece l'elettorato passivo, cioè il diritto e la possibilità di essere votato al

Parlamento Europeo, questo è concesso a tutti i cittadini europei che abbiano

compiuto il venticinquesimo anno di età e che siano in possesso dei requisiti di

eleggibilità al Parlamento Europeo previsti dall'ordinamento italiano (poi scriverò

quali sono) e che non siano decaduti dal diritto di eleggibilità nello stato membro di

origine (francese che non deve essere decaduto dal diritto di eleggibilità in Francia,

per potersi candidare al Parlamento Europeo in rappresentanza dell'Italia). Quindi

riassumendo: un soggetto può diventare parlamentare europeo purchè cittadino

dell'Unione, venticinquesimo anno di età, in possesso dei requisiti di eleggibilità al

Parlamento previsti dall'ordinamento italiano, non decadimento dal diritto di

eleggibilità nello stato membro di origine. Es. francese che ha tutti questi requisiti

può essere eletto al Parlamento Europeo in rappresentanza dell'Italia.

Le funzioni del Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo esercita più funzioni: la funzione legislativa e di bilancio, che

esercita congiuntamente al Consiglio, e le funzioni di controllo politico e consultive

alle condizioni stabilite da parte dei trattati. Per quanto riguarda la funzione

legislativa, cioè di emanazione delle leggi, questa come già detto è condivisa con il

Consiglio, quindi viene condiviso con il Consiglio il procedimento di formazione

delle leggi, in particolar modo degli atti dell'Unione; tale funzione viene esercitata

attraverso due tipi di procedure: procedura legislativa ordinaria e le procedure

legislative speciali. Per quanto riguarda la procedura legislativa ordinaria (di cui

parlerò successivamente nell'argomento procedure di adozione degli atti), è

innanzitutto una procedura che viene applicata nella maggior parte dei settori di

intervento dell'Unione e, proprio per il fatto che viene esercitata congiuntamente al

Consiglio, possiamo tranquillamente affermare che ricalca per lo più la procedura di

codecisione, in cui il Parlamento è co-legislatore con il Consiglio e che è stata

introdotta in passato dal trattato di Maastricht e modificata poi successivamente (in

particolar modo è stata estesa) con i successivi accordi di Amsterdam e Nizza, per poi

diventare la procedura ordinaria di approvazione degli atti legislativi dell'Unione

Europea, e appunto denominata procedura legislativa ordinaria. Per quanto riguarda

le procedure legislative speciali, a differenza della procedura legislativa ordinaria,

queste si applicano ad un numero di settori ridotto; si esplica inoltre, a differenza

anche qui della procedura legislativa ordinaria, nella funzione consultiva e nel parere

conforme, funzione consultiva che consiste principalmente nell'approvazione o nel

respingimento di una proposta legislativa o nella proposta di emendamenti, di cui

però il Consiglio non sarà obbligato a tenerne conto. Parere conforme (domanda

d'esame che esaminerò successivamente nell'argomento Procedure di adozione degli

atti), che è richiesto soltanto in alcuni settori, e consiste nell'approvazione o nel

respingimento di una proposta legislativa senza emendamenti, parere senza la cui

esistenza il Consiglio non può deliberare. Funzione di bilancio che consiste sia

nell'approvazione del quadro finanziario pluriennale sia nell'adozione da parte dello

stesso Parlamento e del Consiglio della decisione sulle spese da iscriversi nel bilancio

dell'Unione; funzione quindi di bilancio che viene esercitata congiuntamente da parte

del Consiglio e del Parlamento che partecipano pienamente al procedimento di

formazione e di approvazione del bilancio dell'Unione, espletando un vero e proprio

potere deliberativo. Dopo aver trattato della funzione legislativa e della funzione di

bilancio, importante è trattare le funzioni di controllo del Parlamento Europeo, perchè

esse si esplicano nelle funzioni di controllo sulle istituzioni e nelle funzioni di

controllo sull'apparato amministrativo o controllo politico. Per quanto riguarda il

controllo sulle istituzioni da parte del Parlamento europeo, questo avviene sia nei

confronti della Commissione, sia nei confronti del Consiglio, sia nei confronti della

Corte dei Conti, sia nei confronti del Consiglio Europeo. Per quanto riguarda il

controllo nei confronti della Commissione, il Parlamento lo esplica mediante

l'elezione del suo Presidente a maggioranza dei membri che compongono il

Parlamento stesso e mediante approvazione da parte del Presidente e dell'alto

rappresentante; inoltre un altro potere di controllo che esplica nei confronti della

Commissione sta nella possibilità di intraprendere interrogazioni e di procedere

all'esame della relazione che gli è sottoposta da parte della stessa Commissione

relativamente alle attività svolte nell'anno precedente. Per quanto riguarda il potere di

controllo nei confronti del Consiglio, anche questo potere si esplica nella possibilità

del Parlamento di intraprendere interrogazioni e di procedere all'esame della

relazione generale che gli viene sottoposta. Per quanto riguarda il potere di controllo

nei confronti della Corte dei Conti, il Parlamento lo esplica mediante la nomina della

stessa Corte dei Conti, nel senso che ha il potere di nominare la Corte dei Conti,

mediante la procedura che si svolge con la decisione del Consiglio dei Ministri

successivo al parere del Parlamento Europeo, parere ottenuto dall'audizione dei

candidati. Esercitando in questo modo sì un potere di controllo, ma un potere di

controllo indiretto. Per quanto riguarda la funzione di controllo sul Consiglio

Europeo, questa si esplica con il dovere del Consiglio Europeo ad ogni vertice di

riferire al Parlamento Europeo i risultati di ogni vertice appunto, mediante la

presentazione di una relazione. Passando al controllo sull'apparato amministrativo,

dobbiamo dire innanzitutto che questo è un controllo politico, che riguarda le attività

delle istituzioni, in modo particolare sulla Commissione (controllo che però si esplica

principalmente non in un controllo in senso stretto, bensì in una sorta di influenza che

ne condiziona l'0perato). In particolare il Parlamento esercita questo potere di

controllo mediante l'utilizzo di un effettivo strumento giuridico, quale quello della

mozione di censura (questa è una domanda d'esame, di cui tra l'altro si parla

nell'argomento La Commissione Europea).

La mozione di censura

La mozione di censura è in definizione quello strumento giuridico di cui dispone il

Parlamento Europeo e che può essere adottato da esso per rimuovere i membri della

Commissione, ex articolo 234 del TFUE. Questo è un atto che viene adottato da parte

del Parlamento non prima che siano trascorsi tre giorni dal deposito della mozione

stessa e che può essere approvata solo ed esclusivamente nel momento in cui sia stata

approvata dalla maggioranza dei membri che compongono il Parlamento, e in

particolar modo quando il Parlamento Europeo si sia espresso in senso positivo con i

due terzi dei voti espressi. Successivamente all'adozione della mozione di censura, i

membri della Commissione dovranno dimettersi e dovrà dimettersi anche l'alto

rappresentante dalle funzioni che esercita in seno alla stessa Commissione;

successivamente verranno nominati membri della Commissione per sostituire quelli

precedentemente sfiduciati, i quali dureranno in carica solo fino alla data in cui

sarebbe scaduto il mandato dei commissari che sono stati costretti a dimettersi. Una

piccola precisazione da fare: notare bene che nel caso di mozione di censura del

Parlamento sull'operato della Commissione, quest'ultima, causa le dimissioni dei suoi

membri, non potrà proseguire la sua attività, fatta eccezione per il caso dell'esercizio

degli atti di ordinaria amministrazione. Un'altra cosa importante da dire relativamente

al controllo del Parlamento Europeo sull'apparato amministrativo o controllo politico

è che questo controllo chiaramente non viene applicato solo ed esclusivamente nei

confronti della Commissione, bensì anche nei confronti di altri organi, seppur in via

residuale, ma non meno importante; questo ha lo scopo di salvaguardare i diritti dei

membri dell'Unione, stati, persone fisiche, persone giuridiche ecc; in particolare ha lo

scopo di tutelare l'effettiva e corretta applicazione del diritto europeo nei confronti

dei suoi destinatari. Tali attribuzioni consistono nella possibilità per il Parlamento di

costituire una Commissione di inchiesta, nominare un mediatore, ricevere petizioni su

materie di interesse europeo. Per quanto riguarda le Commissioni di inchiesta ex

articolo 226 del TFUE, il Parlamento ha la possibilità di costituirne una, purchè in via

temporanea e purchè su richiesta di un quarto dei suoi membri (dei membri del

Parlamento Europeo stesso), allo scopo di esaminare le eventuali denunce di

inflazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione.

Nominata questa Commissione di inchiesta, quest'ultima avrà il dovere di redarre una

relazione sui fatti oggetto di indagine; successivamente dovrà depositare tale

relazione entro il termine fissato all'atto della sua costituzione o comunque entro un

anno dalla data di quest'ultima, e in ogni caso alla fine della legislatura, fatta

eccezione per i casi in cui lo stesso Parlamento proroghi tale termine.

Successivamente al deposito, la Commissione temporanea d'inchiesta si scioglie. Una

cosa importante da dire è che le modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta

dovranno essere fissate necessariamente di comune accordo che dovrà essere preso

tra Parlamento, Consiglio e Commissione. Un'altra cosa importante da dire è che la

Commissione d'inchiesta, durante la sua attività, avrà dei limiti stabiliti dallo stesso

articolo 226 del TFUE, nel senso che non potrà effettuare inchieste spettanti in

maniera ad altre istituzioni dell'Unione Europea e non potrà nemmeno espletare la

sua attività su fatti che sono già pendenti dinanzi a una giurisdizione fino

all'espletamento della procedura giudiziaria. Quindi questi sono i limiti della

Commissione d'inchiesta. Dicevo, per quanto riguarda il mediatore europeo, questo è

l'organo abilitato a ricevere le denunce da parte di un qualsiasi cittadino dell'Unione

Europea o da parte di una qualsiasi persona fisica o giuridica che risiede o abbia sede

sociale in uno stato membro, denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione,

cioè tutti quei casi in cui istituzioni, organi o organismi dell'Unione omettono di

compiere un atto dovuto oppure operino in modo irregolare o agiscano in maniera

illegittima. La cosa particolare da dire è che le denunce che vengono presentate

devono soddisfare una serie di requisiti indispensabili: nella denuncia devono essere

identificati l'oggetto della denuncia, l'autore della denuncia, la denuncia stessa

dev'essere presentata entro due anni a decorrere della data in cui i fatti che la

giustificano sono portati a conoscenza del ricorrente, la denuncia dev'essere

necessariamente preceduta dai passi amministrativi appropriati presso le istituzioni o

gli organi interessati. Il mediatore europeo viene eletto da parte del Parlamento

Europeo dopo ogni elezione per tutta la durata della legislatura e dispone di un

mandato rinnovabile, procedura di elezione stabilita da parte del regolamento interno

del Parlamento; altra cosa da dire è che il mediatore, per essere eletto, viene scelto tra

personalità che siano cittadini dell'Unione Europea in diritto di diritti civili e politici e

che offrano una piena garanzia di indipendenza e soddisfino tutte le condizioni

richieste per ricoprire questa carica. A livello procedurale si verifica questo: un

qualsiasi cittadino dell'Unione, persona fisica o giuridica, fa denuncia, il mediatore

riceve la denuncia, dopo aver ricevuto la denuncia il mediatore dovrà compiere le

necessarie indagini (tra l'altro le indagini le potrà effettuare anche di propria

iniziativa); successivamente dopo aver constatato la consistenza o meno del caso di

cattiva amministrazione, investirà l'autorità interessata, che dovrà entro tre mesi

pronunciarsi con un parere; dovrà inviare una relazione al Parlamento Europeo e

informare la persona che ha sporto denuncia dei risultati delle indagini. Una cosa

importante da dire sempre relativamente al mediatore europeo sta nella caratteristica

di indipendenza di quest'organo, in quanto è un organo che non accetta istruzioni da

parte di alcun governo, istituzione, organo o organismo per tutta la durata della sua

attività. Un'altra cosa importante da dire è che la sua figura è totalmente e

tassativamente incompatibile con qualsiasi altra attività professionale, remunerata o

non remunerata. Ultima cosa è che il mediatore può essere anche eventualmente

rimosso da parte della Corte di Giustizia, su richiesta del Parlamento, nel caso in cui

non risponda più a tale requisito di indipendenza, o che magari abbia commesso una

colpa grave. Quindi possiamo affermare che nell'ultima fase il mediatore trasmette

una relazione al Parlamento Europeo e all'istituzione interessata, e successivamente

informa la persona che ha sporto denuncia del risultato delle indagini.

N.B. L'argomento del mediatore europeo va necessariamente integrato col secondo

libro di Unione Europea. Altro argomento è il diritto di petizione, anch'esso da

collegare con il secondo libro di Unione Europea. Il diritto di petizione comporta la

possibilità per il Parlamento Europeo di ricevere petizioni su materie di interesse

europeo da parte dei cittadini europei e può essere espletato o mediante una denuncia

oppure mediante una richiesta, e può riguardare tutte le materie di interesse

dell'Unione Europea. Come contenuto, può prevedere o un reclamo o un'osservazione

relativa all'applicazione della normativa dell'Unione Europea o un invito al

Parlamento al pronunciarsi su una determinata questione. A proporlo possono essere

sia i cittadini dell'Unione Europea sia ogni persona fisica o giuridica che risieda o

abbia la propria sede in uno degli stati membri dell'Unione stessa; per esercitare tale

diritto non sono richiesti dei requisiti formali particolari, purchè siano presenti le

generalità di chi richiede tale petizione (nome, cognome, nazionalità, professione,

domicilio ecc), e purchè sia scritta in maniera chiara, leggibile e firmata. A livello

procedurale si verifica questa richiesta di petizione, il Parlamento la riceve e

successivamente la trasmette a una Commissione specializzata, detta Commissione

per le petizioni, che ha il compito di valutare la pertinenza della richiesta. In caso

negativo, la respingerà, in caso positivo si passerà all'esame del merito e quindi alla

decisione sulle misure da adottare. Successivamente della decisione finale verranno

informati gli autori delle petizioni, decisione finale alla quale verrà allegata la debita

motivazione, cioè perchè è stata presa quella determinata decisione.

Il Consiglio europeo

Il Consiglio europeo è un organo facente parte dell'Unione Europea che, grazie al

trattato di Lisbona del 2009, è diventato anche una delle istituzioni dell'Unione

Europea, nel senso che con l'entrata in vigore del trattato è stato elevato ad istituzione

dell'Unione. Il ruolo del Consiglio europeo è di indirizzo politico; la conferma di ciò

ci è data dall'articolo quindici del TUE, che afferma che il Consiglio europeo dà

all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le

priorità politiche generali, quindi ha un ruolo di indirizzo politico, e in particolar

modo di impulso e di orientamento sulle politiche generali. Ad ulteriore conferma di

ciò, sempre lo stesso articolo quindici ultimo comma afferma che questa istituzione

non esercita alcun tipo di funzione legislativa. Quindi, per spiegarla meglio, le

competenze del Consiglio Europeo sono quelle di dare all'Unione gli impulsi

necessari al suo sviluppo, di definire gli orientamenti e le priorità politiche generali.

Un'altra cosa da dire è che il fatto di attribuire al Consiglio europeo tali funzioni ed

escluderlo invece dalle funzioni di carattere legislativo va a sottolineare il fatto che si

è voluto mantenere il potere decisionale al triangolo istituzionale formato da

Commissione, Consiglio e Parlamento. In particolar modo, le competenze del

Consiglio europeo sono per lo più circoscritte alla politica estera e di sicurezza

comune (PESC), tanto che lo stesso articolo 26 del TUE attribuisce al Consiglio

europeo il compito di definire gli orientamenti generali e e di decidere le strategie

comuni su cui il Consiglio deve operare; ma ha anche il compito di compiere le scelte

fondamentali per la politica comune di difesa. Il Consiglio europeo ha inoltre delle

funzioni specifiche, quali per esempio proporre il candidato alla presidenza della

Commissione, oppure decidere sull'esistenza o meno di una violazione grave e

persistente dei valori dell'Unione da parte di uno stato membro, come ad esempio il

mancato rispetto del diritto della dignità umana, della libertà, della democrazia ecc.

Per quanto riguarda la composizione del Consiglio europeo, esso è composto da capi

di stato e di governo degli stati membri, da un presidente e dal presidente della

Commissione europea. Inoltre, non ne fa parte l'alto rappresentante, però nonostante

non ne faccia parte, partecipa comunque ai lavori. Il fatto che sia composto dai capi

di stato e di governo degli stati membri ne fa comunque un organo collegiale, i cui

capi di stato e di governo partecipano alle riunioni in rappresentanza degli stati a cui

appartengono, quindi non partecipano a titolo individuale; riunioni che si svolgono

ogni sei mesi, su convocazione del presidente ma, se la situazione lo richiede,

quest'ultimo avrà la possibilità anche di convocare una riunione straordinaria. Nelle

votazioni, i membri di questa istituzione dispongono di un solo voto e possono

pronunciarsi solo per consenso; ciò implica l'irrilevanza delle astensioni nel computo

dei voti. In particolar modo, deliberano all'unanimità nel caso di violazione dei valori

contemplati dall'articolo due del TUE, deliberano a maggioranza qualificata per

l'elezione del suo presidente e dell'alto rappresentante per la PESC, mentre invece

deliberano a maggioranza semplice nel caso in cui debbano essere prese decisioni in

merito alle questioni procedurali e all'adozione del suo regolamento interno;

votazioni a cui non partecipano il presidente del consiglio europeo e il presidente

della Commissione. Quindi, cercando di spiegare meglio quest'ultima parte, i membri

di questa istituzione si riuniscono due volte a semestre, su convocazione del

presidente, che se lo ritiene opportuno convoca eventualmente riunioni straordinarie,

dispongono di un solo voto e si pronunciano per consenso, in particolare potranno

deliberare all'unanimità nel caso di violazione dei valori contemplati all'articolo 2 del

TUE, e ciò implica l'irrilevanza delle astensioni all'interno del computo dei voti (cioè

non verranno considerate le astensioni), delibereranno a maggioranza qualificata per

l'elezione del presidente dello stesso consiglio europeo e dell'alto rappresentante per

la PESC, delibereranno a maggioranza semplice in merito a questioni procedurali e

all'adozione del regolamento interno.

Il Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri è un'istituzione (e mi devo ricordare istituzione), che gode

di un importante potere decisionale all'interno dell'Unione; è un'istituzione composta

di stati, dove per stati si intendono ovviamente gli stati membri dell'Unione europea.

Ogni stato membro designa il proprio rappresentante scegliendolo tra i componenti

del proprio governo nazionale; non a caso lo stesso articolo 16 del TUE, in particolar

modo al paragrafo II, afferma che il Consiglio è composto da un rappresentante di

ciascuno stato membro a livello ministeriale, abilitato ad impegnare il governo dello

stato membro che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto. Nonostante quanto

afferma però l'articolo 16 paragrafo II del TUE, i rappresentanti degli stati, insieme al

Consiglio, non devono necessariamente essere dotati della qualifica di ministri,

invece devono necessariamente essere dotati di un altro requisito, cioè devono far

parte della compagine governativa, ad esempio rappresentante di uno stato membro

può essere un sottosegretario; altro requisito: devono essere abilitati ad impegnare il

proprio governo. Il rappresentante, per esser tale, dovrà necessariamente essere

investito da parte del proprio governo nazionale che rappresenta del cosiddetto

mandato imperativo (il parlamentare dovrà accettare istruzioni o direttive circa

l'esercizio delle proprie funzioni, il che significa che la figura del rappresentante in

questo caso è una figura non indipendente). Inoltre il Consiglio, in virtù di questo

mandato imperativo, potrà anche vincolare il voto del suo rappresentante, quindi il

rappresentante praticamente è una figura totalmente dipendente e vincolata al

Consiglio. Il Consiglio in quanto tale è strutturato in modo da poter dar voce ai

singoli interessi nazionali; non a caso, come suddetto, è un'istituzione composta di

stati; questo lo differenzia dalla Commissione, che invece è strutturata in modo da dar

voce all'interesse dell'Unione considerato globalmente. A livello di composizione,

ripetiamo che è un'istituzione composta di stati e ogni stato membro dell'Unione è

rappresentato da parte di un rappresentante da lui scelto che deve necessariamente

essere dotato di due requisiti: deve far parte della compagine governativa, dev'essere

abilitato ad impegnare il proprio governo. Il Consiglio, in virtù di quanto afferma

anche l'articolo 16 paragrafo 6 del TUE, si riunisce in varie formazioni e di tali

formazioni tra l'altro ne è stato stabilito un elenco, in particolar modo ne esistono

dieci: la formazione degli affari generali, degli affari esteri, degli affari economici e

finanziari, giustizia e affari interni, occupazione, politica sociale, salute e

consumatori, competitività, trasporti, telecomunicazioni ed energia, agricoltura e

pesca, ambiente, istruzione, gioventù cultura e sport. Questo è un elenco tassativo, in

quanto non può essere costituita nessun'altra formazione al di fuori questo elenco, se

non a titolo informale e non dotata di poteri decisionali. Parlando in particolare del

Consiglio affari generali, possiamo dire che questo assicura la coerenza dei valori


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soscuola

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto dell'Unione Europea per l'esame del professor Cannizzaro; Argomenti trattati: Trattato di Lisbona, principi democratici dell'UE, adesione e recesso all'UE, Parlamento Europeo e funzioni, mozione di censura, il Consiglio europeo, Il consiglio dei Ministri, le funzioni del Consiglio e i sistemi di votazione, la Corte di Giustizia, la Commissione europea, la nomina della Commissione


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher soscuola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cannizzaro Enzo.

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