Lezione 1
Cos’è l’ergonomia cognitiva?
Branca della psicologia che studia, progetta e valuta la compatibilità fisica e cognitiva tra uomo e artefatti.
Cos’è un artefatto?
Oggetto adatto a raggiungere uno scopo / che l’utente ritiene adatto al raggiungimento di uno scopo.
Denominatore comune: mente umana -crea gli oggetti;
-li utilizza e li interpreta.
Quali sono le tipologie di artefatti?
-Progettati dall’uomo (incorporano la mente del progettista)
-Forniti dalla natura
Naturale o artificiale?
La mente umana è naturale, ciò che produce è naturale. Anche in natura ci sono tecnologie avanzatissime
(ragnatela).
Senza gli occhiali, i miopi sarebbero sopravvissuti?
Gli artefatti hanno la capacità di influenzare i geni delle generazioni successive (modificando lo stile di vita,
infatti, agiscono su caratteristiche che altrimenti determinerebbero la sopravvivenza, ad esempio vederci
bene).
Cos’è l’affordance?
[Gibson, 1979]. Letteralmente “invito”.
-È l’informazione visiva che suggerisce le azioni appropriate per manipolare un oggetto.
-Sfrutta le capacità di un oggetto di manifestare le proprie potenzialità di utilizzo verso un organismo in
grado di percepirle e utilizzarle.
-Più è alta, più l’utilizzo dell’oggetto è intuitivo.
-è una proprietà distribuita: si crea dalla relazione tra oggetto e utente.
Cos’è una nicchia evolutiva?
È l’ambiente all’interno del quale si sviluppano le diverse specie.
Nn esistono specie più o meno evolute, solo adatte o meno adatte alla sopravvivenza all’interno di una
nicchia evolutiva.
Processo evolutivo
Avviene in modo casuale.
Tende verso livelli di adattamento ottimali, non verso la complessità.
Evoluzione: i benefici delle mutazioni superano il costo.
La selezione opera in modo:
-ADDITIVO (trasmessi i caratteri più adatti alla sopravvivenza già presenti nella specie)
-EXADATTIVO (evolvendosi, si trasformano elementi già presenti adattandoli alla sopravvivenza; ad
esempio, l’orecchio medio: dalla mandibola dei rettili, utilizzata per percepire le vibrazioni del terreno). 1
Ergonomia cognitiva
Perché la nostra nicchia è cognitiva?
È possibile scambiare informazioni senza perderle: scambio gratuito.
Informazioni importanti per la sopravvivenza e immateriali (gratuite).
Il mezzo mondo
Percepiamo il mondo funzionalmente/strumentalmente (tutto ciò che ci è utile alla sopravvivenza è Reale.
Diverse realtà per le diverse specie. Ciò che vediamo è un modello del mondo).
Modelli mentali
La natura del modello dipende dal tipo di animale e dalla sua nicchia evolutiva.
I modelli mentali sono rappresentazioni cognitive del mondo nella nostra mente.
Sono semplificazioni della complessità del mondo.
Modello di noi stessi: cose che conosciamo di noi
degli altri: cosa gli altri pensano
della realtà: tutto ciò che percepiamo (indipendentemente dalla realtà).
Modello mentale del progetto:
Modello dell’utilizzatore (rappresentazione mentale dell’artefatto)
del sistema (gli elementi dell’artefatto, interfaccia)
concettuale (assegnare le funzioni all’artefatto, proprio del progettista).
Quali sono i grandi limiti del cervello?
È voluminoso ed esposto ai pericoli.
È limitato e lento: tempi molto lunghi per percorsi neuronali.
È energivoro: consuma il 20% delle energie.
Quali sono le aree del cervello?
(in realtà però non funziona per aree distinte: esse interagiscono tra loro).
Lobo frontale:
Lobo parietale:
Lobo temporale:
Lobo occipitale:
Cervelletto:
Sistema limbico:
Cosa sono gli automatismi?
Schemi di funzionamento attraverso cui lavora la mente umana.
Cerca continuamente di adattare ciò che ha già appreso e di acquisire nuovi automatismi.
Richiedono minori costi di elaborazione. Sono il 90% delle azioni quotidiane. 2
Ergonomia cognitiva
Cosa sono le euristiche?
Scorciatoie della mente (e del pensiero). Il “perché” funziona come euristica, da marcatore: dà alla mente
un’impressione di giustificazione, senza ascoltare il resto della frase. Il cervello considera la presenza di una
motivazione, anche non giustificata.
Cosa sono i marcatori?
Elementi (ad es. grafici: marchi e loghi) che ci fanno pensare cose o fare determinate azioni.
Es. Postel
Cosa sono i copioni di fruizione?
Comportamenti di utilizzo che si formano negli ambienti (non luoghi, ambienti controllati) il cui scopo è far
agire senza pensare (velocemente e in modo automatico).
Quante e quali sono le regole/caratteristiche degli ambienti controllati?
1. ambiente circoscritto (libertà di ingresso e uscita limitata)
2. ambiente avulso e separato dal mondo circostante
3. permanenza prolungata
4. ambiente schematico e organizzato ma stimolante
5. appagare tutti i bisogni primari del fruitore
6. vario abbastanza da non permettere al fruitore di provare tutto Lezione 2
Cos’è l’attenzione?
È un processo che serve a limitare le informazioni, per concentrarsi su quelle di maggior valore (processo di
selezione). Risiede nel lobo frontale.
Come varia l’attenzione in base alla quantità di energie dedicate?
Quantità di energie dedicate (eccitazione):
-Bassa: sonno o pre-sonno
-Media: stato di veglia
-Alta/molto alta: situazioni con alto contenuto emotivo.
(Bassi e alti sono deleteri per attivazione e controllo dell’attenzione).
Come può essere l’attenzione?
-volontaria: rilevanza personale
-involontaria: salienza stimolo 3
Ergonomia cognitiva
Quante e quali sono le modalità dell’attenzione?
• STATI PRE-ATTENTIVI:
a basse risorse, automatizzato. Base dell’attenzione selettiva, dati legati alla memoria sensoriale.
• ATTENZIONE SELETTIVA:
selezione di elementi (sensoriali o depositati nella memoria) su cui compiere elaborazione.
Quali possono essere i rischi?
1)può essere troppo selettiva. Il soggetto si concentra troppo su un elemento secondario, trascurando
l’importanza del complesso e degli altri elementi. 2)distrazione.
• ATTENZIONE FOCALIZZATA:
involontaria, legata a stimoli ambientali troppo salienti che causano una tendenza alla distrazione.
(Stimolo saliente = si diversifica molto da quelli che lo circondano)
• ATTENZIONE DIVISA:
distribuire l’attenzione su più stimoli, ma senza riuscire a dividerla né a integrare correttamente tutte
le informazioni che dovremmo acquisire.
Riusciamo a fare attenzione a più stimoli soltanto se almeno uno è trattato in maniera automatica.
Due ipotesi che legano le funzioni attentive a quelle percettive
1_ Collo di bottiglia?
Svolgere un doppio compito.
Peggioramento nelle prestazioni in uno o in entrambi all’aumentare della difficoltà limitazione
delle risorse a livello di elaborazione centrale, nella selezione della risposta.
Essa deve avvenire in modalità “tutto o niente” per ogni singolo compito.
2_Risorse multiple?
Distinzione tra: -risorse dedicate alla percezione/elaborazione
-risorse relative alla selezione della risposta/delle azioni
Distribuzione di processi concorrenziali nei due raggruppamenti.
In entrambe, incidono sulla qualità della prestazione:
Domanda di risorse disponibili
(legata al soggetto ma soprattutto alla difficoltà del compito)
Strategia di allocazione delle risorse disponibili.
(legata soltanto all’abilità e all’esperienza del soggetto: prima si acquisiscono gli automatismi, poi la capacità
di allocazione delle risorse).
Cos’è l’Indice PRF? (Funzione Risorse/Prestazione)
Situazione ottimale: tutte le risorse dedicate ad un singolo compito.
Se un’elevata quantità di risorse viene trasferita su un altro compito,
la qualità della prestazione peggiora. Bisogna reinvestire le risorse
nel compito iniziale x arrivare al punto 3.
Cosa sono le strategie di allocazione delle risorse?
Capacità di indirizzare (in modo strategico) le risorse mentali verso i
compiti che le richiedono. Dipendono dall’abilità e dall’esperienza
del soggetto e creano gli automatismi. 4
Ergonomia cognitiva
Quali sono gli effetti che incidono sulle strategie di allocazione?
1_ effetto inerziale: spostare l’attenzione richiede sforzo energetico. Le persone tendono a continuare
lo stesso compito pur di non trasferire l’attenzione.
2_ interferenza: quando due compiti sono in relazione o molto simili, lo spostamento dell’attenzione
può causare interferenze. Tempo di spostamento simile tra compiti simili e compiti molto diversi.
3_ presenza di attivatori del ricordo (salienti) induce lo spostamento automatico dell’attenzione. Se lo
stimolo è poco saliente, si disperde l’attenzione.
4_ Le persone tendono ad essere più attive con carico di
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