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La storia moderna: un nuovo inizio

La storia moderna inizia secondo interpretazioni nel 1453 o nel 1492 (scoperta dell'America). Nel 1453 avviene la caduta di Costantinopoli, evento di grande portata storica perché Costantinopoli, sede dell'impero romano di oriente, era ancora l'immagine del mondo antico. L'impero romano che cade in occidente nel 476 d.C., in oriente cade nel 1453 d.C. quindi il mondo antico crolla quando Costantinopoli passa ai Turchi (Istanbul). 1453 come vera cesura. Il Medioevo da un lato, l'età moderna dall'altro. Contemporaneamente nella metà del 400 vediamo innovazioni clamorose che segnano una nuova svolta epocale, la stampa che rivoluziona la comunicazione del sapere. La cultura non è più legata alla tradizione ma alla innovazione. Grazie a Gutenberg la stampa diventa un mezzo straordinario di comunicazione.

La stampa e il rinascimento

I libri iniziano a circolare, lo stesso testo in tanti esemplari. Ci si rende presto conto che la stampa non solo può servire a diffondere il pensiero e a diffondere idee, testi, cultura ma può servire anche ad influenzare le menti. Può essere uno strumento politico. Il primo a realizzare materialmente tutto ciò è un celebre fiorentino, Lorenzo il Magnifico, il primo ad intuire il valore politico della stampa. La comunicazione che può essere pilotata e può essere utilizzata. Questa visione dell'inizio della storia moderna con la metà del 400 corrisponde anche ad un'altra magnifica realtà, il Rinascimento.

Crolla il mondo antico, ma c'è una corrente culturale straordinaria che resuscita il mondo antico, non solo dal punto di vista artistico ma dal punto di vista culturale e scientifico. Euclide, Pitagora trionfano. Tecnologie avanzate, calcoli adeguati al peso delle strutture. Platone, Aristotele, tutto il mondo filosofico che offre i nuovi spunti, nuove immagini: Botticelli, immagini tangibili di un mondo antico, un mondo che si avvale però di nuovi strumenti. Un mondo in movimento dove anche la politica risente di questi mutamenti.

La congiura dei Pazzi

Uno degli eventi più interessanti nel 1478: la congiura dei Pazzi, che ha come luogo di azione Firenze. Il papa Sisto IV della Rovere vuole impadronirsi di territori in Romagna che sono controllati da Firenze e medita d'accordo con il re di Napoli Ferdinando d'Aragona una congiura per eliminare completamente Lorenzo dei Medici e Giuliano dei Medici. C'era stata nel 1476 un'analoga congiura a Milano: il duca di Milano Galeazzo Maria Scorza era stato pugnalato ed ucciso nella chiesa di Santo Stefano mentre assisteva ad una cerimonia religiosa. Galeazzo Maria Scorza era il maggior alleato dei Medici.

Quindi i Medici erano chiaramente più deboli. Sperimentare a Firenze ciò che era stato effettuato con successo a Milano. Ma i due fratelli Medici stavano sempre separati. Per organizzare una congiura ai due Medici necessariamente occorrevano almeno 4 persone: 2 incaricate di uccidere Lorenzo, 2 di uccidere Giuliano. Organizzare poi un colpo di stato. Come fare a far arrivare a Firenze molti soldati? Il papa ebbe un'idea: suo nipote ardeva dal desiderio di visitare Firenze, il cardinale chiese di essere ricevuto solennemente. Arrivò così a Firenze accompagnato da due nemici giurati dei Medici: il banchiere Francesco dei Pazzi, che odiava Giuliano, e il vescovo di Pisa Salviati. Il piano era stato studiato nel modo più meticoloso.

Dei Pazzi si propose subito per uccidere personalmente un omicidio. In più Francesco chiama accanto a sé un caro amico, Bernardo Bandini Baroncelli. Si trattava di trovare i due sicari per Lorenzo, si offrì un volterrano Maffei di Volterra, nemico dei Medici. La mattina del 1478 una solenne messa nella cattedrale officiata dal cardinale Riario, alla messa c'erano i due fratelli Medici e una incredibile presenza dei membri delle famiglie più importanti della città. Al momento della consacrazione dell'ostia suona il campanello e i presenti abbassano lo sguardo, in quel preciso momento i sicari si lanciarono sui due Medici. Lorenzo fu salvato da un suo carissimo amico: Francesco Nori, che fu pugnalato e morì al posto di Lorenzo, ma riuscì a salvarsi. Lorenzo ricevette solo una pugnalata nel collo.

Dei Pazzi si slanciò con tutta la sua forza contro dei Pazzi ma Giuliano intuì la mossa, fece un passo indietro e Francesco dei Passi non poté trattenere l'urto per cui il pugnale se lo conficcò in una gamba. Dietro a lui Bandini cacciò un colpo violentissimo nel cranio di Giuliano e lo uccise. Lorenzo sfugge e arriva nella sacrestia e si chiude dietro il portone di bronzo.

Il colpo di stato fallito

Questa era solo la prima parte della congiura. Il governo di Firenze era legato alla signoria. La signoria era in Palazzo Vecchio. Per fare realmente un colpo di stato bisognava eliminare sia i Medici che occupare la sede del governo. Di ciò si era incaricato Salviati. Mentre la messa era in corso, prima della consacrazione dell'ostia, il vescovo Salviati andò in Palazzo Vecchio e chiese di essere ricevuto dal governo fiorentino. Aveva un messaggio urgente dal papa, il governo fiorentino rimase interdetto. Quale ambasciatore era venuto da Roma? Perché in quel momento? Salviati fu ricevuto ma si presentò alla porta di Palazzo Vecchio con vari armati, sempre come scorta personale. Tutti furono disarmati e lui fu fatto passare nella porta. Il messaggio era ovviamente un messaggio finto, e il governo fiorentino lo trattenne a lungo, troppo a lungo. Nel duomo era già avvenuto l'attacco ai Medici. Ecco che la notizia arrivò come un fulmine in Palazzo Vecchio, si disse che entrambi erano morti.

Il governo fiorentino prese una immediata decisione: il vescovo Salviati e i suoi adepti furono immediatamente impiccati alle finestre di Palazzo Vecchio. Cercò di suscitare un fermento in città Jacopo dei Pazzi, l'esponente più anziano della famiglia Pazzi, (suo sepolcro la cappella Pazzi di Brunelleschi in Santa Croce). Qualche anno prima si era sposato Lorenzo, aveva ricevuto un numero impressionante di regali, ad ogni fiorentino era stato dato un pezzo di carne e del vino per festeggiare. A differenza dei Pazzi, quando Jacopo gli invitò a ribellarsi, i fiorentini si ribellarono e assalirono però il palazzo Pazzi. Fu tolto dalla sua sepoltura e fu attaccato a un cavallo, e i fiorentini gli dissero le bestemmie, dove fu buttato in Arno. Bernardo Bandini, nel 1478, riuscì ad arrivare, credendo di essere al sicuro a Costantinopoli, ma era ormai in mano dei Turchi. Bandini si vestì da turco e si confuse tra gli abitanti. Il papa Sisto IV e il re Ferdinando d'Aragona si indignarono un tot, i quali vollero dichiarare guerra a Firenze ed iniziare le operazioni militari contro Firenze, sarebbe caduta direttamente con una guerra.

La guerra e la propaganda

Firenze non aveva grandi forze militari, mentre Napoli era uno stato molto forte, idem il Papato aveva una forza enorme dal punto di vista del coinvolgimento generale. Per i fiorentini le cose si complicavano perché i Senesi si allearono con gli altri. Lorenzo che si era salvato cominciò a temere. Lorenzo inizia ad essere un uomo politico di estrema finezza, cominciò a temere una guerra, una guerra contro di lui che non era morto. Ma Firenze avrebbe sostenuto Lorenzo, lo avrebbe eliminato, consegnato ai suoi nemici per evitare la guerra? Lorenzo intervenne con un celebre discorso: chiese di essere ricevuto dal governo fiorentino e mentre tutto il governo era lì pronuncio parole incredibili: disse che la guerra era contro di Lui, non contro Firenze e che lui per salvare Firenze ed impedire la guerra si sarebbe consegnato ai suoi nemici per morire di Firenze. Un discorso di questo genere gelò i presenti. Il governo disse che Lorenzo era il migliore dei fiorentini e che Firenze lo avrebbe difeso. Si sarebbe entrati in guerra per difendere l'onore di Firenze e dei Medici.

La guerra fu terribile, Firenze era una città molto ricca, assoldò truppe mercenarie, ma queste avevano dei ritmi di combattimento molto lenti. La guerra è sempre stata terribile, ma nel passato non era come oggi, perché non si combatteva mai in inverno, era freddo, quindi le truppe riposavano in accampamenti invernali. Non quando pioveva, mai in estate. Si combatteva nelle mezze stagioni. Le persone, tutti i giorni, mangiano. I soldati mangiavano tutti i giorni, venivano pagati tutti i giorni. Un esercito costava moltissimo, ma i combattimenti erano limitati. Una guerra che durava tempi lunghi, Firenze fu sempre sconfitta, però un esercito mercenario veniva sconfitto, se ne pagava un altro e così via. Il Re di Napoli si stancò, che pagava anche lui e non vedeva i risultati. Lorenzo dei Medici ebbe un intuito straordinario, non si combatteva solo con le armi. Comincia una nuova guerra, una guerra che possiamo definire di propaganda.

L'uso politico della stampa

La congiura dei Pazzi è uno degli esempi più belli per il mutamento che avviene alla fine del 1478 per i mezzi di comunicazione. Lorenzo, ferito, si era rifugiato nella sacrestia del duomo, e assieme a lui c'era un celebre umanista, Agniolo Poliziano. Lorenzo chiese la narrazione della congiura dei Pazzi. Lorenzo chiede ad un letterato famoso che era lì con lui, testimone oculare, la narrazione della congiura, ma Lorenzo è un grande politico. Dette un ordine preciso: non doveva dire la verità, doveva scrivere le cose peggiori: dei Pazzi, dei sicari, ma non doveva mai nominare il Papa e il Re di Napoli. I veri mandanti non dovevano comparire. Poliziano realizzò un testo che fu pubblicato in latino e Lorenzo nel 1478 lo fece stampare e diffondere. È la prima volta che la stampa diventa uno strumento politico. La tesi di Lorenzo della congiura dei Pazzi, come fatto interno a Firenze, non internazionale, diventa di dominio pubblico. Anche i Pazzi cercarono di difendersi e chiamarono un altro letterato dalla loro parte per rispondere al testo di Poliziano: Alamanno Rinuncini. Rinuncini scrisse un testo, il dialogo della libertà, dove disse che il Papa e il Re di Napoli avevano ordito la congiura per dare libertà a Firenze. Lorenzo fa dire agli stessi nemici che il Papa e il Re di Napoli sono stati i mandanti. Chiese al governo fiorentino il permesso di andare a Napoli a incontrare il re di Napoli. Gli dissero di no, perché Ferdinando d'Aragona avvelenava tutti i suoi nemici. Lorenzo insistette, quindi lo fecero partire, lo salutarono come un moribondo. Il Re di Napoli era un altro politico come Lorenzo, che accolse Lorenzo come un carissimo amico, passo di festa in festa e tornò a Firenze non solo salvo ma con l'armistizio, perché il re di Napoli aveva compreso che era molto più funzionale avere Lorenzo amico che Lorenzo morto.

La fine della congiura dei Pazzi

Ecco dunque la fine della congiura dei Pazzi. Rimase in guerra il Papa, che da solo poteva far poco. I fiorentini chiesero udienza al pontefice cosa potevano fare per rientrare nelle grazie, egli disse che si dovevano scusare subito e si scusarono tipo subito. La congiura fu il cemento del grande potere di Lorenzo che da quel momento diventa il Magnifico. Abbiamo di Bandini uno schizzo interessante di uno degli artisti più importanti del momento: Leonardo da Vinci, che fu spettatore dell'impiccagione di Bandini e lo ha ritratto impiccato. Da Vinci era interessato dal vestito turco, mica Bandini. Nello schizzo ha annotato il colore di tutti questi capi, perché un turco a Firenze era una rarità. Negli anni 80 del 400 il potere di Lorenzo è la vera celebrazione del mondo antico, questo mondo antico che rinasce a nuova vita.

Il grande maestro di Lorenzo che lo aveva avviato verso la conoscenza è stato Marsilio Ficino, che aveva tradotto dal greco al latino. L'obiettivo fu quello di fondere cristianesimo e paganesimo, come ammissibile che gli esponenti del mondo antico furono condannati perché non conoscevano Gesù? Penetra un'idea, trovare nel mondo antico, nel paganesimo, riferimenti al cristianesimo, un'anticipazione del cristianesimo (4a Egloga di Virgilio). Con Lorenzo il mondo antico diventa qualcosa di tangibile, palpabile, i dipinti di Botticelli che parlano, Ficino, Pico della Mirandola, il mondo greco e latino che risorgono e creano questa nuova sensibilità.

Lorenzo e la fusione tra paganesimo e cristianesimo

Il pittore Ghirlandaio realizza un presente, tavola sull'altare, la nascita di Cristo, tema tradizionale, ma nella sua interpretazione Gesù nasce in una stalla che sono rovine di un tempio pagano, e si vede in lontananza arrivare i re magi, che arrivano attraverso un arco di trionfo romano. Gesù Cristo è nato nel mondo romano, il cristianesimo è legato al mondo romano, fusione di paganesimo e cristianesimo. Lorenzo per tutta la vita cerca di mantenere vivo questo elemento. La rinascita del paganesimo antico. Non tutti erano sensibili a questa realtà. Lorenzo aveva ceduto ai consigli di un amico, che aveva vissuto un travaglio spirituale, Pico della Mirandola, che gli aveva suggerito di chiamare a Firenze un noto predicatore domenicano, era di Ferrara, tale Girolamo Savonarola, domenicano osservante che andò nel convento di San Marco, e cominciò a predicare la netta separazione tra paganesimo e cristianesimo. Il modello era solo ed esclusivamente Gesù Cristo. Duello tra Lorenzo e Savonarola.

Lorenzo morì nel 1492, data fatidica. Era nato nel 1449. Lorenzo soffriva di una patologia molto comune: la Gotta, dall'uso eccessivo di carne, un ricco non mangiava mai verdure. Muore Lorenzo ed emerge sempre di più Savonarola. Egli insiste sempre su un punto, Firenze era una città corrotta, un angelo sterminatore che farà finire Firenze, tutti all'inferno. Il dominio mediceo finirà. Nel 1494, scende in Italia Carlo VIII re di Francia con un grandissimo esercito, perché i francesi avevano la tecnologia militare più innovativa (tipo cannoni trasportati da cavalli). Quando Carlo VIII si avvicina alla Toscana nel suo itinerario per andare a Napoli venne mandato il figlio di Lorenzo, Piero dei Medici, che non è un politico, è un uomo debole, suggestionabile, di fronte a quell'esercito Piero si arrende, concede a Carlo VIII di occupare le fortezze dello stato, di entrare nel territorio fiorentino, quando torna a Firenze e riferisce l'esito e si comprende che è stata una resa totale viene considerato nemico di Firenze ed espulso dalla città. Il potere dei Medici crolla e arriva Carlo VIII si insedia a Firenze. A Firenze avviene una sollevazione contro i Medici, nel 1494 viene saccheggiato Palazzo Medici, viene rubato tutto. In Palazzo Medici si insedia Carlo VIII, dunque i fiorentini si rivolgono a Savonarola: la sua ascesa incredibile.

Lotta tra Savonarola e il Papa

Nel 1492 era avvenuto un altro episodio, era diventato papa Alessandro VI Borgia, esponente di una famiglia spagnola importantissima, papa celebre perché da giovane aveva avuto due figli: Cesare Borgia e Lucrezia Borgia. Alessandro VI Borgia divenne il massimo paladino degli ideali di Lorenzo, fusione di paganesimo e cristianesimo. L'ideale di Lorenzo si era trasferito a Roma. Mentre Savonarola predicava, il papa teneva l'atteggiamento diametralmente opposto: ecco un nuovo duello, Savonarola e il Papa. Savonarola ebbe un intuito straordinario, parlava, predicava, aveva capito benissimo che la nuova arma era la stampa, quindi organizzò degli scrittori che poi facevano stampare le orazioni di Savonarola. Parlava con la sua lingua e attraverso la stampa. Chi non sapeva leggere si faceva leggere le prediche. Grande peso di Savonarola in questo momento.

Il commercio e le scoperte geografiche

Costantinopoli città fondata da Costantino, capitale dell'impero, ma era soprattutto una porta aperta verso oriente: commerci con Cina e India. Con l'occupazione turca questa porta viene socchiusa, si può passare ma pagando un dazio: ecco il problema. Le merci orientali diventano costosissime e difficili da trasportare. Dall'oriente giungevano alcuni prodotti importantissimi.

Colombo è stato finanziato dalla Spagna, da Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia, ma ci sono altri piccoli finanziatori, perché la grande impresa suscita grande interesse: per esempio troviamo i Medici di Firenze. Loro hanno inviato a Siviglia, da dove Colombo parte, (porto Atlantico della Spagna). Colombo arriva alle Indie non rendendosi conto che era un nuovo continente. Arrivò in un luogo con una vegetazione lussureggiante, luogo sconosciuto, incontrò abitanti. Incontrò animali nuovi, piante singolari, raccolse tutto, anche degli abitanti e li portò a Siviglia. Incontro con una nuova civiltà.

Quando portò questi abitanti ci fu subito un problema: queste terre erano nuove, ma questi abitanti si potevano fare schiavi o no? Questo fu uno dei primi problemi affrontati, ci fu un grande dibattito, ma il problema fu risolto: non potevano essere fatti schiavi, perché la schiavitù su cosa si fondava? Su una dichiarazione di Noè. Si va a vedere la Bibbia. Tra le altre cose che Noè creò troviamo il vino, il primo a produrre il vino, ne ha bevuto troppo e si è ubriacato, ma la sua ubriachezza è stata terribile: egli sentì caldo, molto caldo e si spoglia, rimane nudo e si addormentò. Noè aveva tre figli: Sam, Kam, Iaphet. Si conoscevano solo tre continenti: Europa, Asia, Africa. Noè aveva assegnato ad ognuno dei suoi figli un continente. Sam aveva avuto l'Asia, Kam l'Africa, Iaphet l'Europa.

Entrò suo figlio Kam e vide Noè nudo, si mise a ridere e chiamò i suoi fratelli, i suoi fratelli si vergognarono e coprirono Noè. Quando Noè si svegliò e fu informato chiamò i suoi tre figli e disse: chiamò Kam lo maledisse e disse che sarebbe stato servo dei suoi fratelli e che i suoi discendenti sarebbero stati servi dei discendenti dei suoi fratelli. A Kam era connessa l'Africa, ecco la giustificazione della schiavitù degli Africani. Quando Colombo portò gli abitanti americani non erano africani. O erano dell'India o da un luogo da stabilire, certamente non erano africani e quindi non potevano essere fatti schiavi. Quando gli spagnoli decimeranno la popolazione del nuovo mondo per trovare forza lavoro si fece ricorso agli schiavi africani, che furono portati nel nuovo mondo in base alla condanna di Noè.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bruno12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Cipriani Giovanni.
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