Parte I – Parte generale
Organizzazione costituzionale
Età arcaica & Età regia
Fondazione di Roma età arcaica – Regia
Con la fondazione di Roma, nel 753 a.C., ha inizio l'età arcaica. Secondo i dati forniti, si attribuirebbe la fondazione di Roma a Romolo, discendente alla lontana di Enea (eroe troiano e fondatore di Lavinio nel Lazio), il cui figlio Iulio (capostipite della gens Iulia) avrebbe fondato la città di Alba Longa; proprio da uno dei re di Alba Longa discenderebbe Romolo, fondatore di Roma sul colle Palatino, dove prevalse sul fratello Remo.
Dionigi di Alicarnasso (o Dionisio, storico del I sec. a.C.) e Sesto Pomponio (giurista del II sec. a.C.) insistono sul fatto che in quest’età, Romolo avrebbe creato le strutture della comunità romana in un solo tratto, con i seguenti tratti:
- Popolo diviso in:
- Patrizi (ceto dominante), raccolti in un certo numero di Gentes (clan)
- Plebei (ceto inferiore), privi di organizzazione, in posizione di dipendenza con il rango di Clientes (clientela) alle Gentes Patrizie.
- Divisione dei patrizi in:
- Ramnes
- Tities
- Lùceres, ciascuna divisa in 10 distretti detti Curie.
- Istituzione della Comitia Curiata, sulla base delle curie, (Assemblea Popolare), che doveva:
- Votare le leggi
- Eleggere il rex e conferirgli solennemente i poteri mediante la Lex Curiata de Imperio.
- Il Senatus. Il Rex sarebbe stato capo della comunità, con al suo fianco il Senatus (inizialmente di 100 patres, poi portato a 300 dai successori di Romolo).
Proprio sotto Romolo sarebbe avvenuta l'unificazione tra Latini e Sabini; lui stesso avrebbe regnato congiuntamente a Tito Tazio. Tale visione è però soggetta a controversie, poiché si pensa che tale unificazione sia stato più un processo graduale che immediato. Dall'unione delle Gentes (sing. Gens), si arrivò appunto alla nascita delle tribus, e quindi dell’Urbs Roma.
Se sono suscettibili di critica le considerazioni relative alla fondazione di Roma, non ci sono dubbi sull'assetto costituzionale a carattere monarchico. Tale assetto va però distinto in due fasi:
Latino – Sabina
- Una prima fase, Latino – Sabina
- Una seconda fase, Etrusca.
Esaminiamo ora le due fasi dal lato comunitario
Periodo Latino – Sabino
Per il periodo Latino – Sabino si ha un’attività commerciale molto ridotta, caratterizzata dalla pastorizia e dall’agricoltura; mancava la moneta (che era rappresentata dall’aes rude, pezzo di bronzo non coniato per lo scambio di bestiame). Proprietà fondiaria ridotta a 2 iugeri (1/4 di ettaro), il c.d. HEREDIUM. Presenza importante del Pater Familias, quindi della Patria Potestas, con pochi schiavi.
Il Rex era il capo militare e soprattutto religioso, infatti spettava a lui mantenere la Pax Deorum (pace con gli dei). Era un capo vitalizio e primo inter partes (più che sovrano assoluto). La carica non era ereditaria ma si creava con il c.d. INTERREGNUM: “Auspicia ad patres redeunt” (le facoltà di parlare con gli dei tornano ai senatori), si formava una commissione di 10 senatori, ciascuno dei quali deteneva per 5 giorni i poteri del Re, finché non si creavano le condizioni per la nomina. Quindi seguita da Inauguratio alla presenza del popolo e atto formale di obbedienza, ovvero la LEX CURIATA DE IMPERIO. Il re era affiancato da stretti collaboratori, che erano:
- Magister Populi (il suo diretto sostituto)
- Magister Equitium (il capo della cavalleria)
- Praetor (comandante militare)
- Quaestores Parricidii (incaricati di perseguire gli omicidi)
- Duoviri Perduellionis (la perduellio è un Alto Tradimento come attentato alle Libertà Cittadine).
Molta importanza l'ebbero i Collegi religiosi:
- Collegio dei Pontefici: 5 pontefici, che elaborarono i primi istituti, che confluiscono nei Mores Maiorum: insieme di regole assunte dalla gentes per via consuetudinaria e corrispondenti al c.d. fas (ciò che è giusto fas corrisponde all’origine con ius [diritto]).
- Collegio dei Feziali: erano circa 20 e si occupavano dei rapporti internazionali.
Altri organi
- Comitia Curiata: è il nome che assume in questo periodo l’assemblea popolare, perché riunita in 30 curie. L'assemblea si riuniva nel foro e partecipava all’insediamento del re. Ogni curia era tenuta a fornire 100 uomini per la fanteria e 10 per la cavalleria (quindi l’esercito era formato da 3000 fanti e 300 cavalieri).
- Senato: da senex (anziano). Composto inizialmente da 100 membri, poi 300 sotto gli Etruschi. Dotato di Interregnum e Auctoritas. Entravano in Senato SOLO gli esponenti delle Gentes.
Periodo etrusco
Per il periodo etrusco si parla di tre Re: Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo: sovrani dispotici, che assumono il potere con la forza e l’assassinio, capi di bande armate che portarono però Roma a essere la principale città del Lazio. Aumentarono gli scambi commerciali e aumentò notevolmente la popolazione. Questi sovrani accentuarono il c.d. Imperium, ovvero il potere militare ed elaborarono molte riforme:
- Tarquinio Prisco: aumentò i senatori a 300 + raddoppiamento (300→600) dei cavalieri.
- Servio Tullio: riforme più importanti!! Istituì il Comizio Centuriato, che sostituì il comizio curiato, + quindi istituzione dell’Exercitus Centuriatus (che prevedeva diversa armatura a seconda della classe di appartenenza) + Nuova divisione della popolazione in 4 tribù territoriali in base alla ricchezza fondiaria; in un secondo momento, introdusse la Turba Forensis (i nullatenenti) e le 16 tribù Rustiche (proprietari di un appezzamento fondiario).
La fine di questo periodo è da ricollegarsi alle sconfitte militari degli etruschi nel Centro Italia, che avrebbero determinato una reazione delle gentes che potrebbero aver istituito un nuovo re (Valerio Poplicola, uno dei due consoli, che rimase per qualche tempo al capo di Roma, quasi come fosse un ottavo re). A favore invece, di un crollo istantaneo della Monarchia, ci sono reperti archeologici che ricondurrebbero a un incendio della Regia, la sede del re.
Parte I – Parte generale. Organizzazione costituzionale
Periodo dal 510 al 450 a.C.
La Monarchia vede la sua fine con il terzo re della dinastia etrusca: Tarquinio il Superbo (a lui risale il primo trattato con Cartagine), secondo la storia suo figlio avrebbe oltraggiato la moglie di un nobile romano, portando così la monarchia all’estinzione. Vengono eletti dal popolo due magistrati a capo della Res Publica o Res Populi (Regime Repubblicano).
Questo periodo risulta molto importante per una questione delicata: il conflitto tra Patrizi e Plebei. Proprio in questo periodo, infatti, vi fu l’introduzione di numerosi riconoscimenti, facendo parte dell’Exercitus Centuriatus:
- Economico: la possibilità di poter partecipare all’Ager Publicus, ovvero alla distribuzione delle terre tolte ai nemici.
- Sociale: vennero riconosciute le unioni tra Patrizi e Plebei [445 a.C. Lex Canuleia].
- Politico: la possibilità di accedere alla suprema carica.
Lo strumento di lotta utilizzato dai plebei per tali rivendicazioni, non fu la rivolta attiva, ma bensì la resistenza passiva, astenendosi dalla vita militare (Secessioni della Plebe).
Nacque così l’Assemblea dei Plebei: la Concilia Plebis, dal 471 a.C. inquadrata per tribù, Concilia Plebis Tributa, capitanate dai Tribuni Plebis, persone considerate sacre ed inviolabili. Altri magistrati erano gli Edili Plebei (2, prenoti rispetto agli edili curuli).
Un’altra importante rivendicazione della plebe, era ottenere la scrittura delle leggi, che trovò attuazione nelle c.d. XII Tavole (451/450 a.C.): dopo la redazione di tali tavole, il cammino della plebe fu più spedito, anche se solo nel 367 a.C. riuscirono ad ottenere la parità di trattamento politico con i patrizi.
Le XII Tavole costituiscono di per sé uno svantaggio per i plebei, visto che proibivano i matrimoni tra patrizi e plebei; dall’altra parte la miglior certezza di diritto costituì ugualmente un successo, seppur parziale. Inoltre, si può dire che le tavole abbiano un carattere laico, poiché al legislatore non interessava la Pax Deorum (al contrario delle leggi regie); il carattere del testo è formalistico e tale caratteristica risulta molto importante: il processo infatti, si basava sulle c.d. Legis Actiones, ovvero dei veri e propri formulari, congegni verbali e gestuali che schematizzavano comportamenti elementari di difesa privata; chi nella pronuncia di queste formule ometteva una parola o usava un termine sbagliato, perdeva la lite. È inoltre importante sottolineare la chiara derivazione Greca, precisamente Ateniese, di tale legislazione.
Materie delle XII Tavole
- I/III Diritto processuale
- IV Diritto di famiglia
- V Tutela, cura, successione e ereditaria
- VI/VII Negozi giuridici, proprietà e limitazioni della proprietà immobiliare
- VIII/IX Delitti e procedura criminale
- X Ius sacrum
- XI/XII Integrazioni e divieto di conubium tra patrizi e plebei
Fonti di produzione del diritto e organi della costituzione repubblicana
Per quanto riguarda le fonti del diritto non c’è molto da dire... per l’età più antica si parla di Mores Maiorum (costumi degli antenati che formarono un diritto per via consuetudinaria); troviamo più avanti nel tempo le Leggi Regie, ovvero le leggi dei Re: esse interessavano il diritto criminale, ma occorre sottolineare che le più chiare e numerose fonti del diritto nacquero nell’età successiva alle XII Tavole. Ripercorriamo il tempo: 445 Lex Canuleia (unione tra patrizi e plebei) → 367 Leges Liciniae-Sextiae (uno dei due consoli plebeo) → 287 Lex Hortensia (mette sullo stesso livello le deliberazioni della plebe e dell’assemblea centuriata). È chiaro dunque, come a partire dal 367 iniziò a formarsi una nobilitas patrizio-plebea.
Nuove classi e nuove dicotomie
Con il passare del tempo però, nacquero nuove classi e nuove dicotomie (esistenza esclusiva di due gruppi) tra le quali:
- Optimates: Ottimati, classe di conservatori e ricchi.
- Populares: la Massa del Popolo, o nullatenenti.
- Cavalieri: a cui vi appartenevano i grandi commercianti.
Assetto della costituzione repubblicana
L'assetto della Costituzione Repubblicana va delineato partendo dalle magistrature, ma vediamone subito la gerarchizzazione:
Supremi magistrati
- Consoli (che fanno comunque parte delle magistrature superiori): i Consoli. Questa figura nasce dopo il crollo della monarchia, essi avevano l’EPONIMIA, cioè davano il nome all’anno. Erano eletti in 2 annualmente dal Comizio Centuriato. Avevano l’Imperium e avevano la facoltà di nominare il dittatore in caso di necessità; nominavano magistrati maggiori (pretori e censori) e convocavano le assemblee e proponevano le leggi. Erano inoltre responsabili dell’ordine pubblico (in quanto detentori dell’Imperium e quindi della Coercitio) e si servivano di un consiglio formato dai Principes Civitatis (esponenti ragguardevoli della popolazione).
Magistrature maggiori
- Magistrature maggiori cum Imperio: potere militare e coercitivo, limite posto dal Supremo Magistrato, trovava però un esercizio contenuto. Essi erano:
- Pretori: principalmente forniti di competenze giurisdizionali in termini di processo privato. Diventano 2 dal 242 a.C., il secondo viene denominato Praetor Peregrinus perché addetto alla giustizia tra Romani e stranieri in Roma. Il numero crebbe nel tempo per esigenze amministrative e giudiziarie.
- Censori: procedevano al censimento della popolazione, suddividendola in classi in base alla ricchezza, e inoltre, avevano altre facoltà, tra le quali:
- Procedere alla scelta dei senatori
- Potevano colpire i senatori con la nota di infamia
- Amministravano l’ager publicus.
Magistrature minori
- Magistrature minori: le c.d. Magistrature Sine Imperio, fanno parte delle magistrature minori:
- Edili: erano 2, i c.d. Edili Curuli; avevano compiti di Polizia Urbana (Cura Urbis) e si interessavano inoltre:
- Cura Annonae: Approvvigionamento Urbano.
- Cura Ludorum: Organizzavano i Giochi Pubblici.
- Questori: eletti dai comizi tributi, amministravano l’erario del Popolo Romano. Vigilavano quindi su tutte le potestà finanziarie.
- Tribuni della Plebe: prima capi rivoluzionari, vennero in seguito riconosciuti come vere e proprie cariche politiche dello Stato Romano. Tra i loro compiti vi erano:
- Convocare le assemblee della plebe, dalle quali erano eletti.
- Avevano facoltà di intervenire in difesa dei singoli cittadini, bloccando gli atti di altri magistrati.
- Avevano potere coercitivo (multe, sanzioni).
- Edili: erano 2, i c.d. Edili Curuli; avevano compiti di Polizia Urbana (Cura Urbis) e si interessavano inoltre:
Assemblee popolari
- Assemblee Popolari: vanno principalmente divise, in ordine cronologico, in:
- Comitia Curiata: Riuniva il popolo per curie (30), non avevano competenze attive: acclamavano il Re e lo ufficializzavano.
- Comitia Centuriata: nasce sotto Servio Tullio. Nasce come assemblea dedita all’esercito ma poi acquista sempre più competenze politiche, legislative e giudiziarie, rendendola l’assemblea più importante dell’ordinamento repubblicano. Infatti, più si scendeva nel livello sociale, meno si era presenti alle assemblee, la maggioranza si otteneva molto facilmente solo con i voti delle classi alte, per questo è sbagliato parlare di democrazia. Il voto veniva espresso con le seguenti forme:
- UR per il sì
- A per il no
- NL per l’astensione.
- A per ABSOLVO
- C per CONDEMNO
Accanto ai Comizi Centuriati
- Comizi Tributi: riunivano la popolazione in 35 tribù (4 urbane e 31 rustiche). Le rustiche erano più importanti e le competenze erano molto simili ai comizi centuriati.
- Concilia Plebis: era l’Assemblea della Plebe. I provvedimenti emanati non avevano valore di legge, ma di Plebiscita, che vincolavano a partire dalla Lex Hortensia, tutto il popolo. Eleggevano inoltre i Magistrati Plebei.
Senato
- Senato: da ultimo, ma non meno importante. La nomina dei senatori spetta ai Censori. Il Senatore più anziano assume la carica di Princeps Senatus. Il Senato aveva un’importanza notevolissima, in quanto composto da ex-magistrati. I senatori erano prima 300 poi 600 in età repubblicana. I Poteri Primari del Senato erano:
- Interregnum: sostituzione del Re qualora vengano meno i Consoli.
- Auctoritas: ovvero l’autorità donatagli dagli Dei.
Parte I – Parte generale. Organizzazione costituzionale
Assetto territoriale in età repubblicana
L’assetto dato a Roma tra il IV e il II sec. a.C. pone le basi dell’imperialismo romano; in seguito alle numerose vittorie che portarono Roma ad essere la prima potenza del mondo mediterraneo. In un primo momento l’espansione fu solo sulla penisola Italica; in un secondo momento fu seguita dalle guerre contro Cartagine (guerre puniche metà/fine III sec. a.C.), e a quelle in Oriente con Siria e Macedonia. L’effetto socialmente più rilevante di queste numerose conquiste, fu la creazione di un Sistema Economico a base Schiavistica. In questo periodo è importante sottolineare la forte povertà tra il ceto dei piccoli contadini. Il continuo espandersi e i sempre più molteplici rapporti internazionali, creano giuridicamente almeno 4 tipi di rapporti, i quali sono rispettivamente 2 Rapporti di Pace e 2 Rapporti di Guerra:
- Hospitum Privato: il più antico. Era un accordo privato: nasceva tra due famiglie di diversa nazionalità, atto a favorire gli scambi commerciali; i doveri di ospitalità avevano carattere sacro.
- Amicitia tra Stati: accordo pubblico. Roma e un altro Stato potevano siglare tale accordo secondo cui, lo Stato x, diverrebbe “Amici Populi Romani”, una sorta di alleanza, amicizia.
- Deditio: o Resa/Dedizione. Consisteva nella Sottomissione di un popolo debellato, mediante formale richiesta da parte di Roma. La Dedizione poteva però avere Funzione Preventiva, non solo sanatoria, poteva perciò esistere anche per prevenire una guerra.
- Societas: o Alleanza/Federazione. Composta tra Socii o Federati, concordava una serie di diritti e doveri reciproci.
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