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DIRITTO ROMANO- secondo semestre

28/02

L’impero d’Oriente o Impero Bizantino trova le sue origini prima della caduta

dell’Impero Romano d’Occidente e dura fino al 1453 d.C.

Bisanzio era la sua capitale, nonché centro dell’Impero Romano d’Oriente; è

l’antica Costantinopoli, che prese il nome da Costantino.

Seguiva una lingua e cultura greca, per motivi geografici, linguistici ed etnici.

L’impero d’oriente vuole diventare erede dell’impero Romano d’occidente, e

raggiungere alti livelli di precisione ed elaborazione del diritto romano. Infatti,

principalmente per il profilo politico, tutti i cittadini dell’impero si definiscono

romani.

L’imperatore era anche capo religioso, e la religione di stato era il

Cristianesimo, che influenza il diritto.

I poteri erano quindi accentrati all’imperatore, sotto il quale trovavamo la

burocrazia di funzionari (che richiedeva molte spese per la sua ampiezza).

L’imperatore ha il controllo della giustizia e dell’amministrazione statale. I

funzionari erano abbastanza preparati, ma non quanto i giuristi, e dovevano

elevarsi.

L’obiettivo di Giustiniano era quello di codificare il diritto, un’operazione molto

ambiziosa. (Flavio Pietro Sabazio)

Giustiniano fu imperatore dal 527 al 565 d.C. Sale al

trono in maniera inaspettata, dato che non faceva parte della grande

burocrazia, ma suo zio Giustino lo volle al suo fianco. La moglie Teodora diventò

imperatrice di Bisanzio e ne influenza la legislazione, soprattutto nei confronti

delle donne. Restaurò la romanità, importante per il profilo dell’ordinamento, e

conquista Africa, Spagna e Italia (dopo la codificazione).

Nel 554 d.C., l’Italia diventa provincia dell’impero romano, con capitale

Ravenna (dove stanno conservati molti quadri dedicati a Giustiniano).

Anche Dante ricorda Giustiniano, e ci parla del suo obiettivo della vita, cioè

legato al diritto, alla codificazione di esso, e alla riordinazione delle leggi.

D’altra parte, però, Giustiniano entrò nel vortice di controllare tutto il

diritto esistente, quindi, intaccò il progetto di chiarezza sul diritto che

aveva in mente.

Compilazione del diritto: CODIFICAZIONE Corpus

Fu affidata la compilazione a grandi codificatori, che diedero origine al

Iuris Civilis, chiamato così dal Medioevo. È la riforma più importante di

Giustiniano.

La compilazione Giustinianea è formata da tre parti, TRIAX:

- Istituzioni;

- Digesto; TRIAX

- Codex.

I medievali hanno chiamato così il Corpus che contiene tutta la parte

Giustinianea comprese le Novellae, che però non furono codificate ma

emanate.

La compilazione è molto importante perché ci ha fatto conoscere tutto il diritto

romano permettendo di essere vigente nei prossimi anni e conoscibili.

È la base legislativa degli ordinamenti medievali e moderni.

Nuovo cc cinese base romanista

COMPILAZIONE GIUSTINIANEA: si svolse dal 527 d.C. (l’anno della salita al

trono di Giustiniano), aveva volontà ferrea e alcuni dati che provenivano da

precedenti tentativi di codificazione.

“La virtù e la legge” di Raffaello

Raffaello rappresenta Giustiniano con simboli del potere (corona d’alloro,

trono..) e un soggetto inchinato; questa persona era Triboniano, ministro della

giustizia e spalla destra di Giustiniano, che gli consegna il digesto, la parte più

importante della compilazione.

1^ parte della compilazione

1^ impresa (ambiziosa ma non troppo)

leges

Bisognava codificare le emanate dall’inizio dell’impero.

Giustiniano dà le indicazioni per comporre una costituzione introduttiva, cioè

che introduce parte della codificazione, formando leggi promulgate

dall’imperatore: emana quindi una COSTITUZIONE IMPERIALE

INTRODUTTIVA. La prima fu la Costituzione HAEC QUE NECESSARIO (13

Novus Iustinianus Codex

febbraio 528 d.C.); mira a compilare il (nuovo

codice di Giustiniano). leges,

Annuncia una nuova raccolta di con lo scopo di ridurre le cause. Incarica

inoltre una commissione (formata da compilatori come Teofilo -professore e

compilatore-, Giovanni di Capadoccia, Triboniano) per aggiornare i codici che

esistevano. I codici erano 3:

- Il codice Ermogeniano; raccolte private

- Il codice Gregoriano;

- Il codice Teodosiano (codice ufficiale, entrato in vigore circa un secolo

prima del codice Giustiniano (V secolo d.C., circa 428/429 d.C.), raccolta

di costituzioni imperiali, era l’unico vigente ma non era chiaro; i

compilatori aveva lasciato al suo interno anche le costituzioni abrogate e

cadute in desuetudine- è più vasto rispetto al codex di Giustiniano).

Erano presenti due norme fondamentali:

1- leggi con valore generale, cioè valgono in qualsiasi parte dell’impero (tranne

nel caso sia dichiarato diversamente);

2- bisognava considerare solo il nuovo codice per l’utilizzo delle leggi, e non più

le leggi precedenti.

IL NOVUS CODEX NON È GIUNTO FINO A NOI.

1/03

Perché il nuovo codex è così importante?

Quest’ultimo rappresenta l’officina, il laboratorio, per comprendere il secondo

codice; in quest’ultimo sono entrate norme che probabilmente erano già

presenti nel primo.

È stato trovato anche un papiro che conteneva un indice del primo codice, che

è servito per capire il successivo codice.

Il problema della certezza del diritto continua in maniera pesante, perché

iura

bisognava riordinare le norme legislative e giuridiche che erano gli . Gli

iura erano frammenti e opere dei giuristi classici, per risolvere

problemi legati alla legge delle citazioni ed eliminare le

contraddizioni. Non si sapeva se fossero parte dell’ordinamento.

Codificazione degli iura, cioè delle opere dei giuristi classici. Con gli iura non si

sapeva se si potesse vincere o meno una causa.

Prima di Giustiniano, ci furono altri tentativi risolutivi, come LA LEGGE DELLE

il secondo è il PROGETTO

CITAZIONI DI VALENTINIANO III (426 d.C.),

TEODOSIANO.

Il progetto definitivo entra in vigore nel 439, ma gli iura non sono presenti,

perché i compilatori si resero conto che erano complicati da conoscere. Da

questo fallimento però, Giustiniano organizza meglio la sua compilazione.

Prima di questo fallimento però, ci fu un altro tentativo importante, che però

iura.

non rappresenta una codificazione degli LEGGE DELLE CITAZIONI DI

VALENTINIANO TERZO (426), questa però non è una codificazione, perché si

iura iura

tenta di risolvere il problema degli con criteri per capire quali

potessero far vincere le cause, e quindi potevano considerarsi parte integrante

tribunale

dell’ordinamento. Valentiniano terzo trova una soluzione, definita

dei morti , questa definizione venne data perché sembrava che i 5 grandi

iura

giuristi morti fossero rivissuti. Impone che solo gli di 5 giuristi potranno far

vincere le cause, quindi considerati parte dell’ordinamento (i 5 giuristi erano:

Papiniano, Gaio, Ulpiano, Paolo e Modestino) chiamata LEGGE DELLE

CITAZIONI.

Erano presenti anche dei sotto criteri, per coordinare le opinioni dei cinque

giuristi. Se ci fossero state delle soluzioni divergenti all’interno di questi 5,

avrebbe prevalso la maggioranza. Prevaleva sempre il parere di Papiniano,

considerato giurista classico più importanti all’interno di questi criteri, chiamato

presidente del tribunale dei morti. Papiniano però venne fatto uccidere

dall’imperatore, perché Antonino Caracalla (l’imperatore) voleva avere il potere

da solo, e inizialmente governava con suo fratello. Dopo averlo fatto uccidere,

chiese a Papiniano di trovare una giustificazione alla morte del fratello.

Papiniano disse quindi “è più facile commettere un patrocinio che giustificarlo”,

per questo l’imperatore lo uccise.

iura

Codificazione di : bisogna innanzitutto raccoglierli, studiarli, selezionarli e

aggiornarli. Tutto ciò era immenso e non si poteva fare senza una grande

organizzazione. iura,

Teodosio II, aspirava alla codificazione degli inserì all’interno del suo

codice il criterio della legge delle citazioni. I problemi però derivavano dal fatto

che questi cinque giuristi classici, per giustificare le loro soluzioni, citavano altri

giuristi precedenti, la soluzione è quindi fondata sul parere di un altro giurista.

Questo problema è chiamato problema del rinvio mobile. Nel codice

teodosiano è quindi ammesso il rinvio mobile, aprendo però un varco

all’incertezza.

Giustiniano però aveva a disposizione questi dati che derivavano da soluzione

precedenti quindi: iura

-non era possibile che la codificazione degli avvenisse in un anno;

-bisognava organizzare al meglio i lavori.

iura

La compilazione degli da origine al DIGESTO. Quindi, DIGESTO

RACCOLTA DI IURA, CODEX RACCOLTA DI LEGES.

La compilazione del digesto durò dal 529 al 533 d.C.

(ordinare) (tutto),

Prende il nome di Digesta Seu Pandectae cioè raccogliere

iura

tutti gli che possono considerarsi vigenti.

I digesta sono una raccolta di frammenti dei giuristi classici, contengono 9.000

brani giurisprudenziali, pareri che provenivano dai giuristi classici.

Giustiniano decide di compiere un’operazione preliminare per raggiungere tale

Quinquaginta decisiones

scopo, attraverso l’emanazione delle 50 decisioni,

(530 d.C.). Giustiniano individua una soluzione creando le 50 decisioni, dove la

soluzione alle controversie presenti nelle opere giurisprudenziali classiche era

già elaborata in una legge.

Il Digesto ha 50 libri.

Giustiniano emanò anche altre costituzioni. Deo

Il 15 dicembre 530 viene emanata la costituzione del digesto, chiamata

auctore; in questa costituzione, Giustiniano incarica Triboniano della

iura,

compilazione degli quindi gli permette di procedere alla loro raccolta e gli

dà la possibilità di organizzare l’impresa scegliendo i commissari.

Nacquero però una serie di problemi: legum auctoritas),

-si è persa l’autorità delle leggi (chiamata e ciò ha portato a

perdere di vista le leggi vigenti e la loro validità e autorità;

- per gli scopi pratici, invece, Giustiniano da l’ordine ai suoi compilatori di

raccogliere e modificare dove è necessario; dice loro di raccogliere in un solo

volume i volumi dispersi dei giuristi romani, dandogli delle indicazioni, cioè uno

antecessores)

staff che doveva essere composto da professori (chiamati e di

avvocati, e non sono menzionati i funzionari;

-infine, si descrive il loro lavoro, cioè la selezione di quelli che dovranno essere

ius respondendi,

scartati e quelli invece raccolti; muniti di che nei secoli

precedenti avevano l’autorizzazione di emettere pareri.

L’aspirazione era quella dell’esaustività.

La struttura dell’opera dice che saranno 50 titoli, divisi in libri, divisi in

dignitas,

paragrafi. I giuristi dovevano avere lo stesso peso, pari cioè si stava

superando il rinvio mobile. Se un giurista che non era citato nelle citazioni

veniva scelto dai compilatori e inserito nel digesto, era vigente.

I brani prescelti vengono paragonati alle costituzioni imperiali, quindi alle leggi

emanate dall’imperatore, e questo ci fa capire che avrebbero avuto valore

normativo, come se prevenissero dalla bocca dell’imperatore.

L’intervento sui testi ha dato luogo al fenomeno delle interpolazioni

giustinianee, dobbiamo quindi capire se quel testo proviene dal giurista

classico, o è stato modificato dai compilatori giustinianei. I compilatori hanno

aggiornato questi testi, quindi sono intervenuti su un testo che tratta di un

regime superato.

Rapporto tra digesto e codex, norme contradittorie e ripetizioni.

2/03

I giuristi precedenti erano divisi da quelli successivi.

responsa,

Essi svolgevano una attività destinata a emettere pareri su quesiti

giuridici, ed era un’attività molto libera, perché erano conosciuti per la loro

autorevolezza.

Nel principato Il potere era accentrato, quindi un organo verticistico al potere,

che tende verso la monarchia assoluta; questo iter verso la monarchia assoluta

avrà la sua espressione massima nell’impero vero e proprio. In questa fase la

libertà dei giuristi diminuisce, e il principe fornisce ai giuristi il diritto di

emettere responsa ufficiali (potere IUS RESPONDENDI), ma dall’altra

parte avere questo potere significa essere al servizio del principe, quindi si è

legati al principe. L’attività dei giuristi, da questo momento in poi, fu meno

libera sotto il profilo sostanziale.

La giurisprudenza per questo motivo perse un po’ di libertà. Questo passaggio

si verifica con il PRINCIPATO, e si narra che il giurista Labeone, uno dei migliori

del primo secolo a.C., non volle il IUS RESPONDENDI, perché avrebbe limitato la

sua libertà di decisione. Labeone venne però ucciso.

Il digesto si svolse dopo il NOVEX IUSTINIANUS CODE (529/533). Era presente

tantissimo materiale, molto esteso, e doveva essere raccolto, selezionato e

modificato. Se un testo del giurista classico fosse stato rilevante, ma

contenesse elementi che erano strettamente legati alla disciplina passata e

superata, i compilatori potevano e dovevano modificarli.

Per organizzare questo lavoro era necessaria una grande organizzazione, che

non creasse rallentamenti o problemi. Per fare ciò Giustiniano tenne conto dei

precedenti tentativi falliti. (È il terzo tentativo di codificazione degli iura).

la legge delle citazioni di Valentiniano terzo

Ricordiamo (non è una

codificazione, ma un criterio ordinatorio, per capire quali siano gli iura vigenti.

SOLO IL PARERE DEI 5 GIURISTI CLASSICI SAREBBE STATO IDONEO A FAR

VINCERE LE CAUSE) e il codice teodosiano. La soluzione del rinvio mobile fu

adottata da Teodosiano, ammettendolo. ius controversius.

Giustiniano cerca soluzioni per risolvere

Creò quindi i presupposti per il lavoro del digesto, trovando chiara la soluzione

che doveva prevalere.

Ci furono altre costituzioni, che però non entrarono nelle 50 decisioni.

Costituzione Deo Auctore:

-tutto traeva origine dalla perdita dell’autorità e della certezza del diritto e

delle leggi;

-l’incarico dei compilatori era quello di raccogliere ed emendare;

-formato da 50 libri, divisi per titoli e paragrafi, strettamente legata alle 50

decisioni;

-i brani che entrano nel digesto vengono paragonate alle costituzioni imperiali,

come se provenissero dalla bocca dell’imperatore. (Informazione fondamentale,

perché il criterio che ci fa capire quali fossero gli iura vigenti, era quello della

selezione.). Avevano quindi valore normativo;

-era fondamentale modificare i testi, un potere e un dovere, utilizzando una

logica fondata sulla necessità di aggiornare i testi in base alle modifiche del

regime che aveva subito.

La dottrina dell’800 ha ritenuto che la maggior parte dei frammenti all’interno

del digesto siamo stati modificati dai compilatori, e questo è stato un eccesso.

(Ripasso lezione scorsa)

CRITERIO DELLA SOSTANZIALE GENUINITÀ: cioè i frammenti si ritengono

originali nella sostanza, a meno che non risulti evidente che c’è stato

un’interpolazione.

paragrafo 11

Nel si annunciano anche le istituzioni. Le istituzioni non sono

previste da una costituzione, ma la loro costituzione viene annunciata nella

DEO AUCTORE, e le istituzioni vennero elaborate in parallelo rispetto al digesto.

L’entrata in vigore del digesto (533) con la costituzione bilingue TANTA

DEDOKEN. La costituzione annunciava il raggiungimento dell’obiettivo di

Giustiniano, e quindi la conclusione dei lavori del digesto; viene redatta in due

lingue, proprio per evidenziare la sua importanza, scelta di Giustiniano.

Vista l’importanza della costituzione, il 16 dicembre 533 vinse redatta in due

lingue, ovvero in greco e latino. Le prime parole di entrambe le versioni diedero

nome a questa costituzione.

I frammenti del digesto erano considerati parte dell’ordinamento come quelli

emanati dall’imperatore. Avevano sì questo rilievo, però dovevano ancora

entrare in vigore. Potevano entrare in vigore con un atto formale attraverso un

provvedimento legislativo idoneo a creare diritto e determinare l’entrata in

vigore di una normativa per raggiungere questo scopo. Quindi il digesto,

(iura)

composto da frammenti di opere classiche ai quali Giustiniano stesso

attribuisce valore normativo, non sarebbero stati ………?

Potevano entrare in vigore solo mediante costituzione imperiale.

Anche le altre parti del digesto dovevano entrare in vigore in questo modo.

I commissari furono professori avvocati ma anche burocrati, come Costantino,

che era un ministro delle finanze. Questo ci fa capire come il diritto e la

modifica dell’ordinamento richiedesse un impegno sotto il profilo delle finanze.

Questi professori potevano vantare l’esperienza di compilatori, erano quindi

soggetti che avevano una competenza unica, perché spiegavano leggi e

soluzioni giuridiche che avevano contribuito a codificare. Ricordiamo Teofilo,

Doroteo, Anatolio e Cratino. reverentia

Un elemento molto importante (menzionato nel paragrafo 10) è la

antiquitatis, che ci consente di capire che all’interno del digesto era stato fatto

omaggio ai giuristi classici, e per questo motivo le loro opere erano

menzionate. Sono presenti quindi indicazioni dei giuristi e l’opera di

provenienza. C’era quindi la possibilità di modificare i testi classici.

Vengono menzionate le istituzioni, che furono portate a termine, e la menzione

TRIA VOLUMINA

dei che compongono l’ordinamento e la compilazione. Le

i

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher soniapintus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Cherchi Alessia.
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