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Fonti del diritto

Le fonti del diritto sono rappresentabili da una piramide: dalla fonte più importante a quella meno importante, a seconda del tasso di democraticità (le consuetudini sono alla base). Al vertice c'è la Costituzione. Al di sotto della Costituzione, ci sono leggi o atti, decreti legge, voluti dalla maggioranza. Al di sotto, il tasso di democraticità scende, ci sono i regolamenti del Governo, di cui i ministri sono espressione della sola maggioranza.

Antinomie

Quando le fonti entrano in contraddizione, si parla di antinomie. Si dividono in:

  • Verticali: le due fonti che si contraddicono sono collocate su piani diversi (Costituzione vs legge). Per risolverle si usa il criterio gerarchico: se la gerarchia riguarda rapporti tra Costituzione e leggi, è detto principio di costituzionalità: le leggi devono sempre rispettare la Costituzione, altrimenti vengono annullate dalla Corte Costituzionale. Se la gerarchia riguarda rapporti tra leggi e regolamenti, è detto principio di legalità: se un regolamento viola la legge, viene annullato da un giudice.
  • Orizzontali: le due fonti che si contraddicono sono collocate sullo stesso piano (gerarchia). Si usa il criterio cronologico: si basa sulla successione delle leggi nel tempo (tra una fonte vecchia e una giovane, prevale quella più giovane, perché idee e necessità cambiano nel tempo). Oppure si usa il criterio di competenza: ad esempio, le Regioni sono state create per differenziare le leggi in relazione alle specificità territoriali: il turismo in Veneto è diverso da quello della Sicilia, non possono essere applicate le stesse leggi. Infatti, leggi parlamentari e regionali sono sullo stesso piano, ma la Costituzione favorisce le leggi regionali, perché territorialmente più competenti.

Abrogazione

La legge nuova sostituisce quella vecchia. Esistono diversi tipi di abrogazione:

  • Abrogazione espressa: la nuova legge identifica in maniera precisa la vecchia legge da abrogare [Art. Data. Numero].
  • Abrogazione tacita: la nuova regola è incompatibile con la vecchia regola, dicono due cose diverse rispetto allo stesso caso.
  • Abrogazione implicita: una nuova legge sostituisce integralmente la vecchia.

Questo tipo di leggi sono dette leggi retroattive: producono effetti anche nel passato, i giudici dovranno applicarle anche alle situazioni precedenti.

Retroattività delle leggi

Cosa prevede la Costituzione sulle leggi retroattive? La Costituzione non prevede un divieto generale sulla retroattività delle leggi. Prevede un divieto specifico: nessuno può essere punito, se non a causa di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto. Nel diritto penale, se un fatto non è più reato, favorisce l’imputato perché c'è in gioco la libertà personale. La Corte Costituzionale ha posto dei limiti alle leggi retroattive:

  • Ragionevolezza: la legge deve essere strettamente necessaria, deve essere l’unica possibilità del legislatore per far fronte a una situazione grave.
  • Rapporti esauriti: le leggi retroattive non possono mai modificare i rapporti esauriti stabiliti da una sentenza definitiva.

Stato

Struttura organizzativa complessa basata sul diritto. Affinché questa possa essere riconosciuta come Stato, devono esserci tre elementi:

  • Territorio: area geografica delimitata da confini precisi.
  • Popolo: insieme dei cittadini. Cittadinanza: status giuridico acquisibile in due modi: ius sanguinis (avere almeno un genitore cittadino) come in Italia; ius soli (il luogo di nascita) come negli USA. Ci sono due eccezioni: ad esempio in Italia si applica lo ius soli se il bambino è figlio di sconosciuti o di apolidi, cioè senza alcuna cittadinanza. Oppure la cittadinanza può essere acquistata su richiesta in determinate condizioni (matrimonio, ai 18 anni se nato in Italia da genitori stranieri).
  • Governo: insieme di istituzioni e organi che fanno funzionare lo Stato.

Accordi di Schengen: libero traffico di persone, merci e capitali nella comunità europea senza controlli burocratici.

Principio di autodeterminazione dei popoli: diritto di un popolo (non una semplice comunità di persone) sottoposto a dominazione straniera, di proclamare l’indipendenza, quindi di scegliere il proprio regime politico.

La sovranità è l’attributo fondamentale dello Stato:

  • Esterna: la sovranità è intesa come indipendenza rispetto agli altri Stati della comunità internazionale. Indipendenza, cioè non essere subordinato gerarchicamente a nulla. L’ONU non sta al di sopra degli altri Stati.
  • Interna: la sovranità è intesa come la fonte del potere legislativo, esecutivo e giudiziario. In Italia, le regioni operano autonomamente, ma la sovranità resta dello Stato.

Autonomia e sovranità

Differenza tra autonomia e sovranità? La sovranità è una qualità originaria, mentre l’autonomia è una qualità derivata dalla sovranità. Negli USA ogni Stato ha una propria Costituzione, ma la sovranità è una sola e appartiene agli Stati Uniti. Prima della costituzione la sovranità apparteneva al re.

Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nei limiti e nelle forme della Costituzione.

Principio di sovranità popolare: il legislatore ha dato la possibilità a tutti i cittadini di partecipare direttamente o indirettamente alle decisioni del governo, attraverso il diritto di voto. Il popolo diventa fonte di legittimazione delle istituzioni, riconoscendo il potere che deriva dal popolo stesso.

Costituzione

La Costituzione è voluta dalla maggioranza delle forze politiche coalizzate contro il fascismo. Ha la funzione di garantire la sopravvivenza nel tempo dello Stato, intorno a valori condivisi dal popolo.

1776: nascono gli USA e scrivono la prima Costituzione, come patto tra ex colonie.

1789: Rivoluzione Francese -> nasce l’idea di costituzione moderna. La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino elaborata nell’anno della Rivoluzione francese, elenca i diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino, si basa sulla dichiarazione d’indipendenza americana. Secondo cui, ogni società, per avere una costituzione, deve tutelare i diritti fondamentali e riconoscere la separazione dei poteri.

I diritti fondamentali derivano da un patto tra noi e lo Stato, secondo cui rinunciamo a una parte delle nostre libertà, ma in cambio abbiamo i diritti. Lo Stato può limitarli con apposite condizioni (garanzia data dalla Costituzione).

Funzione della Costituzione

A cosa serve la Costituzione?

  • Tutela dei diritti: nel rispetto della Costituzione. Cioè proteggere il privato dalle violazioni dei “diritti fondamentali” da parte dei pubblici poteri dello Stato (una maggioranza potrebbe sfruttare una legge per limitare i diritti fondamentali).
  • Separazione dei poteri: distribuendo il potere tra i diversi organi si riduce il rischio di abuso di potere verso i diritti fondamentali. Potere legislativo: spetta al Parlamento, il cui potere è legittimato dal popolo. Potere esecutivo: spetta al Governo, il cui potere proviene dal Capo dello Stato. Potere giudiziario: spetta ai Giudici, il potere è investito da funzionari scelti tramite concorso pubblico. La separazione dei poteri in Italia è stata accolta con elementi di commistione, infatti in alcuni casi i poteri si scambiano. Di regola, il potere legislativo spetta al Parlamento. L’eccezione è che anche il Governo può esercitare il potere legislativo. Le decisioni del governo derivano esclusivamente dalla maggioranza.

Costituzionalismo: corrente di pensiero che considera la Costituzione come il simbolo difensivo dei diritti fondamentali verso lo Stato. Non tutti gli stati hanno aderito al costituzionalismo ugualmente. In Francia, la costituzione è importante ma sullo stesso piano delle leggi del Parlamento, il quale può anche modificarla affinché le generazioni future stiano al passo dei cambiamenti. Negli USA, una legge votata dal Congresso è in contrasto (anomia) con la Costituzione: il giudice afferma che essa sta al di sopra delle leggi.

In Germania negli anni '20, la Costituzione di Weimar è debole e non si impone sul potere legislativo. In Italia dalla metà del 1800 si applica lo Statuto Albertino, anch’esso debole verso il potere legislativo. Tutto ciò facilita l’affermarsi di nazismo e fascismo (infatti negli USA mai!). Dopo la II Guerra Mondiale, gli Stati Europei riconoscono che tutti i poteri sono subordinati alla Costituzione e vengono nominati dei giudici che tutelino la costituzionalità delle leggi.

Tipi di Costituzione

  • Costituzioni scritte
  • Costituzioni non scritte: UK, patria del Costituzionalismo. È fondata su consuetudini, leggi del Parlamento, sentenze giudiziarie. È difficile cambiare consuetudini e convinzioni in vigore da secoli, quindi non è molto facile apportare modifiche. Il vantaggio è la maggiore stabilità.
  • Costituzione flessibile: può essere modificata come qualsiasi legge, dalla maggioranza.
  • Costituzione rigida: serve una procedura più complicata.
  • Costituzione concessa: statuto albertino, non c’è il Parlamento che decide, ma il Re.
  • Costituzione votata: decide una parte del Parlamento.

La Costituzione italiana - giugno 1946 - votata a suffragio universale per la prima volta. Si doveva scegliere tra monarchia e repubblica, e nominare l’Assemblea Costituente, che aveva il compito di scrivere la nuova Costituzione. Questa era composta da DC, PC, P. Socialista e minori. Il 1 gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione. Il primo Presidente della Repubblica è Einaudi.

Caratteristiche della Costituzione italiana

Le caratteristiche della Costituzione italiana sono:

  • Scritta, votata dall’Assemblea Costituente, rigida

I principi su cui si basa sono:

  • Principio repubblicano: in monarchia il Capo dello Stato è ereditario, in repubblica è elettivo.
  • Principio democratico
  • Separazione dei poteri
  • Uguaglianza
  • Laicità dello Stato: non è uno stato confessionale perché non c’è la religione di Stato.
  • Lavorista: l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro.
  • Pluralista: l’Italia è ricca di differenze e forze sociali -> valorizza.
  • Personalista: lo Stato si deve impegnare affinché ogni persona possa realizzare la propria personalità.

Uno dei principi fondamentali della costituzione è il principio democratico. Quando uno Stato può definirsi democratico?

  • Il popolo può scegliere e cambiare i propri rappresentanti nelle istituzioni, con il voto a suffragio universale diretto, uguale e segreto per ogni cittadino maggiorenne.
  • Libertà di manifestazione di pensiero
  • Le elezioni devono svolgersi tra più partiti in modo periodico.
  • Le leggi sono espressione della volontà generale.

Tipi di democrazia

Ci sono due tipi di democrazia:

  • Democrazia diretta: la volontà dello stato è manifestata direttamente dai cittadini, in quanto popolo sovrano. Referendum: istituto di democrazia diretta, se è abrogativo elimina una legge attraverso la volontà manifestata direttamente dal popolo. Una legge può essere anche abrogata se il parlamento emana una legge abrogativa (legge Severino).
  • Democrazia rappresentativa: la volontà dello stato è manifestata dai rappresentanti (parlamentari, ministri) del popolo nelle istituzioni. Uno Stato moderno è troppo complesso e variegato per basarsi sulla democrazia diretta, la quale diventa un’eccezione, mentre quella rappresentativa diventa la regola.

Parlamento

Il Parlamento è basato sul sistema di bicameralismo perfetto, che distingue due rami parlamentari con le stesse funzioni: Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.

Sistema elettorale

Il popolo come sceglie i suoi rappresentanti?

  • Sistema elettorale: è il meccanismo che converte i voti dei cittadini in seggi (posti in Parlamento cioè Camera deputati o Senato). Collegio elettorale: parte del territorio italiano che include un certo numero di elettori. Tutti gli elettori sono distribuiti in N collegi elettorali, che devono essere uniformi (stesso numero di elettori), ogni elettore appartiene a un solo collegio elettorale che dipende dal luogo di residenza.
  • Sistema elettorale maggioritario: collegio uninominale: l’unico seggio (senatore o deputato) viene assegnato al candidato che ha ottenuto più voti. Con questo sistema, i voti andati ai candidati rimasti in minoranza vengono perduti, disincentivando i piccoli partiti e favorendo la formazione di pochi e grandi partiti. Non premia il partito più “grosso” ma quello che riesce a posizionare strategicamente i candidati nei vari collegi (su tre collegi basta vincerne due, quindi in uno non uso risorse). Questo sistema garantisce governabilità e stabilità politica, semplificando il quadro politico (un partito alla maggioranza e uno all’opposizione).
  • Sistema elettorale proporzionale: i collegi sono plurinominali, cioè sono assegnati due o più seggi in Parlamento, distribuiti tra le liste (i Partiti) in proporzione ai voti ottenuti. In Italia, dal 1948 al ‘94 è stato applicato il sistema proporzionale: il quadro politico era frammentato, con frequenti crisi di governo. Questo sistema garantisce una minore governabilità, ma è più rappresentativo dell’orientamento politico del paese.
  • Dal 1994 al 2006 è stato applicato il sistema misto: ¾ maggioritario e ¼ proporzionale (Mattarellum). Il Governo calcolò che avrebbe perso le elezioni con questo sistema.
  • Dal 2006-oggi è in vigore il Porcellum, sistema elettorale proporzionale con due correttivi: Premio di maggioranza (se una lista vince le elezioni senza ottenere il 50% di uno dei due seggi, ad esempio con il 35%, riceve un aumento dei seggi fino al 55% e quindi un’ampia maggioranza per governare. Soglie di sbarramento: se una lista non supera una soglia minima % di voti, non entra in Parlamento. Per singoli partiti, minimo il 4%. Con il Porcellum si parla di liste chiuse cioè vengono eliminate le preferenze (No nome candidati). Le preferenze furono eliminate a causa del clientelismo: voto di scambio (un imprenditore, per assicurarsi un appalto da un politico, assume operai a patto che l’intera famiglia voti una combinazione, che verrà poi annotata da uno scrutatore). Il Governo, nel 2006 perde le elezioni anche con questo sistema.
  • La Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità del premio di maggioranza perché il numero dei seggi donati non è rappresentativo delle elezioni. Deve esserci una soglia minima affinché scatti il premio di maggioranza (No 30%, troppo basso). Inoltre, la corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità delle liste chiuse, ridando al cittadino la possibilità di votare nominalmente i rappresentanti dei futuri seggi, perché:
    • Viene danneggiato il diritto di voto, gli elettori devono poter esprimere preferenze sui candidati da scegliere, al posto di essere in un ordine scelto dai partiti.
    • Viene danneggiato il principio della par condicio dei candidati, che devono avere tutti le stesse possibilità di essere eletti (indifferentemente dalla posizione in lista).

Attualmente possiamo esprimere una sola preferenza e non scatta il premio di maggioranza.

Parlamento e bicameralismo perfetto

Il Parlamento è l’organo costituzionale rappresentativo dei cittadini, ha il compito di indirizzare e controllare l’attività del Governo. È formato da due Camere, in carica per cinque anni: Camera dei deputati e Senato della Repubblica. È un sistema bicamerale perfetto: bicamerale perché le due camere sono organi distinti, perfetto perché hanno gli stessi poteri per un reciproco controllo. Senato: 315 membri eletti dai cittadini con alcuni senatori a vita (over 50). Camera dei deputati: 630 membri eletti dai cittadini.

Organizzazione e funzionamento delle Camere

L’organizzazione e il funzionamento delle due Camere:

  • Ciascuna camera elegge il presidente (rappresenta la camera all’esterno e ne assicura il corretto svolgimento dei lavori facendo osservare il regolamento) e ufficio di presidenza.
  • Ciascuna camera adotta il proprio regolamento e lo fa a maggioranza assoluta: si garantisce così l’autonomia reciproca delle due camere.

Di regola le camere svolgono le funzioni separatamente, per alcuni casi previsti dalla legge, il Parlamento si riunisce in seduta comune: per l’elezione del capo dello Stato o per l’accusa di alto tradimento dello stesso Presidente della Repubblica. Le decisioni sono di norma assunte con voto favorevole della maggioranza dei presenti purché sia presente la maggioranza dei componenti di ciascuna assemblea (numero legale o Quorum).

Status giuridico dei parlamentari: diritti e doveri

  • Non si può appartenere ad entrambe le Camere.
  • Le stesse camere devono giudicare ineleggibilità e incompatibilità (es. essere diventato Sindaco di un comune con più di 20k abitanti).
  • Ogni parlamentare riceve un’indennità stabilita per legge, mentre lo Statuto Albertino prevedeva la gratuità del mandato.
  • Ogni parlamentare gode di una serie di immunità come insindacabilità per ciò che votano e ciò che dicono nell’esercizio delle loro funzioni; e per l’inviolabilità non possono subire alcuna limitazione della libertà personale (perquisizioni, intercettazioni) a meno che la stessa camera di appartenenza non la autorizzi oppure in caso di arresto in flagranza.

Il procedimento legislativo ordinario

Fase iniziativa: vengono presentati progetti di legge dal governo, dal popolo mediante proposta firmata da almeno 50k elettori o dai membri del Parlamento.

Fase istruttoria: i progetti vengono affidati e discussi in commissioni specifiche, non può essere evitata, agisce da filtro.

Fase deliberativa: si svolge con tre procedure diverse.

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ANDREAEVIL di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico dell'economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Camerlengo Quirino.
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