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Lezioni Diritto privato 2

Appunti di diritto privato basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Zimatore dell’università degli Studi Guido Carli - Luiss, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto privato docente Prof. A. Zimatore

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ESTRATTO DOCUMENTO

CONTRATTO SIMULATO: le parti fanno solo l’apparenza, ma non vogliono gli effetti di

questo atto e non c’è la vera volontà di quell’atto.

Art.1414, primo comma:” il CONTRATTO SIMULATO non produce effetto tra le parti”

Il contratto simulato non produce effetti poiché manca la volontà delle parti.

L’art.1414 si applica anche alla remissione.

Qualora venga costretto a rinunciare alla remissione, la remissione può essere

annullata per vizio del consenso (violenza morale, in questo caso).

PROCURA: atto con il quale una parte attribuisce ad un’altra poteri rappresentativi.

Art.1392forma della procura (rappresentanza diretta)

La procura per violenza morale si può annullare con le norme del contratto.

La procura per dolo si può annullare con le norme del contratto.

La procura per dolo del terzo (art.1439) non si può annullare applicando le norme sul

contratto poiché non c’è un CONTRAENTE ma applicando la compatibilità dell’art.1324

si può annullare con le norme del Titolo II applicabili al contratto.

DICHIARAZIONI DI SCIENZA:

CONFESSIONE (art.2730 e seguenti): dichiarazione che una parte fa della verità

 di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli all’altra parte. Non esprime una volontà.

Gli effetti della confessione sono indipendenti dalla volontà di chi dichiara.

Art.2733la confessione forma prova piena contro colui che l’ha fatta

21 SETTEMBRE 2017

Esercitazione DIRITTO PRIVATO 2

TITOLO 9, LIBRO IVresponsabilità civile extracontrattuale

Le disposizioni contenute nel titolo 9 libro IV dei fatti illeciti sono l’insieme di regole in

virtù delle quali la lesione di una posizione giuridica soggettiva tutelata

dall’ordinamento obbliga l’autore della lesione a risarcire le conseguenze patrimoniali

e non patrimoniali cagionate dalla lesione.

Art.1173 sancisce che il FATTO ILLECITO è una fonte dell’obbligazione

Art.2043:” Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto,

obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.

QUALUNQUE

L’illecito civile è atipico: il legislatore civile non ha elencato tutti i fatti suscettibili di

cagionare un danno.

L’illecito penale, invece, è solo quel fatto considerato reato.

Spetta al giudice stabilire se per un singolo fatto c’è un danno ingiusto.

FATTO

Questo termine ha suscitato perplessità poiché alcuni identificano con fatto solo un

comportamento umano commissivo (il soggetto ha un comportamento attivo) o

omissivo (il soggetto omette un comportamento).

Nel caso dell’art.2043 il fatto non è necessariamente umano (altrimenti il legislatore

avrebbe usato il termine “ATTO”) poiché ci sono fatti naturali che quindi non

dipendono dall’uomo ma che producono comunque un danno ad un soggetto.

Fonte di responsabilità può essere il comportamento di una persona o di un animale.

DOLOSO: quando c’è intenzionalità nella condotta e un soggetto agisce con DOLO,

quando ha previsto e realizzato un atto che rechi un danno.

DOLO DIRETTO: quando c’è volontà in un atto e nella sua conseguenzasi vuole

volontariamente arrecare un danno.

DOLO EVENTUALE: un soggetto pur non agendo per realizzare un evento dannoso

copie una condotta essendo consapevole della possibilità che si verifichi un evento

dannoso.

Nel codice civile non avviene la distinzione tra dolo diretto e dolo eventuale.

COLPOSO

Il legislatore non ha dato una definizione di COLPA, ma la dottrina e la giurisprudenza

hanno dato una definizione oggettiva della colpa.

COLPA: inosservanza della diligenza dovuta secondo adeguati parametri sociali o

professionali.

COLPOSO: quando c’è una colpa e dunque la volontà i compiere quella condotta.

NEGLIGENZA: mancanza di attenzioni richieste

IMPRUDENZA: mancanza di necessarie misure di sicurezza

IMPERIZIA: mancanza di regole tecniche di una determinata attività

Nel valutare una condotta colposa non si guarda lo stato psicologico di un soggetto ma

quando il danno si è verificato per negligenza, imprudenza e imperizia.

Nel codice civile il dolo e la colpa hanno la stessa importanza.

È necessario un collegamento psicologico tra fatto dannoso e soggetto.

Una teoria ormai superata affermava che l’elemento della colpevolezza è l’unico

collegamento tra fatto e soggetto responsabile.

Accanto alla colpa ci sono altri elementi di collegamento, come la responsabilità in

quanto genitore, maestro, proprietario di un edificio.

Ci si libera dalla responsabilità a seconda dei casi, se si prova di non aver potuto

impedire il fatto di aver fatto tutto per prevenirlo.

L’elemento costitutivo della responsabilità civile è il NESSO CAUSALE.

NESSO CAUSALE: vincolo di consequenzialità che lega il fatto al danno. Il fatto deve

essere causa efficiente del danno.

Si ha nesso causale ogni volta che il danno non si sarebbe verificato senza quel fatto.

DANNO INGIUSTO

Prima degli anni ’70 si aveva un danno ingiusto violando un DIRITTO SOGGETTIVO

ASSOLUTO (diritti della personalità e diritti reali) SUPERGA

CASO

CASO SUPERGA (sent.2085/1953): in un incidente aereo sul monte Superga persero la

vita tutti i calciatori della squadra del Torino. La squadra del Torino chiese il

risarcimento alla compagnia aerea ma la Corte di Cassazione negò il risarcimento

poiché in quel periodo venivano risarciti solo i diritti assoluti e non anche i diritti

relativi.

Dopo gli anni ’70 si aveva un danno ingiusto violando anche i DIRITTI RELATIVI (come i

diritti di credito) MERONI

CASO

CASO MERONI (sent.174/1971): in un incidente stradale il calciatore Meroni perde la

vita e la squadra del Torino chiede il risarcimento al proprietario dell'auto e alla sua

assicurazione poiché ha leso un diritto di credito del Torino Calcio; la Corte di

Cassazione accoglie la richiesta del Torino Calcio e da allora diventa risarcibile anche

la lesione del diritto soggettivo di credito.

Con la sentenza Meroni la Corte di Cassazione ammette per la prima volta la

risarcibilità di un DANNO RELATIVO IN IURE e CONTRA IUS (il fatto lede una situazione

giuridica soggettiva riconosciuta dall’ordinamento nella forma di un diritto soggettivo

assoluto o relativo).

Dunque restano fuori tutti i diritti che non sono soggettivi.

Si è arrivati ad ammettere il risarcimento per un danno ad una situazione di

fatto. ?? 27 SETTEMBRE 2017

Esercitazione DIRITTO PRIVATO 2

La sentenza Meroni è importante per l’art.2043 c.c.

Fino al 1971 per “danno ingiusto” si intendeva il danno causato ad una situazione

giuridica soggettiva qualificabile come DIRITTO SOGGETTIVO ASSOLUTO (diritto che

ciascun consociato può far valere nei confronti di tutti i consociati come i diritti sulla

persona e la proprietà).

La lesione di un diritto di credito non veniva risarcito fino al 1971 poiché il diritto di

credito è un diritto relativo.

CASO SUPERGAincidente aereo che comporta la morte di tutti i calciatori della

squadra del Torino; la società chiede il risarcimento alla compagnia aerea per il diritto

di credito perso.

CASO MERONIil 15 ottobre 1967 Attilio Romeo (un ragazzo minorenne) in un

incidente stradale uccise Meroni (calciatore del Torino). Il padre di Romeo venne

chiamato per risarcire la squadra del Torino per la perdita. La Corte di Appello ritenne

infondata la domanda di risarcimento della società del Torino poiché si trattava di un

diritto di credito (diritto relativo). La Corte di Cassazione respinge la decisione della

Corte di Appello in violazione e falsa applicazione dell’art.2043 c.c. e dell’art.1372 2°

comma.

La Corte di Cassazione afferma la risarcibilità del danno causato da un terzo estraneo

al contratto poiché è stato leso un diritto di credito.

NON IURE: il fatto produttivo del danno non deve essere altrimenti giustificato

dall’ordinamento giuridico.

L’INGIUSTIZIA del danno deve essere intesa secondo la Cassazione del 1971 non iure e

contra ius.

CONTRA IUS: il fatto deve ledere una situazione soggettiva riconosciuta come DIRITTO

SOGGETTIVO (sia diritto assoluto che diritto relativo).

Nel riconoscere la risarcibilità ha, però, posto dei LIMITI:

Si deve trattare di un DIRITTO ASSOLUTO o RELATIVO

 Deve esserci un NESSO DI CAUSALITA’ diretto ed immediato

 Dopo il fatto illecito c’è una DEFINITIVA ed IRREPARABILE estinzione del

diritto di credito poiché il creditore non può più procurarsi le stesse prestazioni

da altri allo stesso costo, dunque si ha INSOSTITUIBILITA’ DELLA PERSONA

Dopo il 1971 viene rimosso ogni impedimento alla tutela del diritto di credito. Si è

affermata la risarcibilità anche se c’è una IMPOSSIBILITA’ TEMPORANEA della

prestazione: non è più necessaria la perdita definitiva e irreparabile del diritto di

credito.

Per quantificare il danno si tiene conto dell’insostituibilità della prestazione.

Prima della sent.500/1999 la lesione di un INTERESSE LEGITTIMO trovava tutela

attraverso l’azione di annullamento da proporre davanti al giudice amministrativo.

Dopo questa sentenza è venuto meno il principio tradizionale che limitava l’area della

risarcibilità tra cittadino e Pubblica Amministrazione e dunque l’azione risarcitoria può

essere proposta anche in caso di lesine di interesse legittimo.

Con la sent.500/1999 “danno ingiusto” è anche quello che lede una situazione

giuridica qualificabile come interesse legittimo.

I confini del “danno ingiusto” sono stati ampliati andando a comprendere anche la

PERDITA DI CHANCE (perdita della possibilità di ottenere un risultato favorevole). Perde

una chance, chi perde la speranza di un incremento patrimoniale dunque è un danno

futuro da lucro cessante.

Negli articoli 2044 e 2045, si parla di “danno” ma non inteso come danno ingiusto.

Sent.18804/2009 sezione III della Cassazione un ragazzo minore (di quasi 18 anni)

ha sparato ad un uomo a seguito di una provocazione

Art.2048 c.c. questo articolo i genitori si liberano dalla responsabilità

secondo

provando di aver dato un’educazione al figlio

Nel caso della sent.18804/2009 i genitori sono stati condannati poiché non hanno fatto

nulla per impedire questo gesto del minore a seguito di una provocazione e non hanno

dato una sufficiente educazione poiché non gli hanno fatto concludere la scuola

dell’obbligo. 28 SETTEMBRE 2017

DIRITTO PRIVATO 2

Art.1324 c.c. di questo articolo non coinvolge tutti i contratti poiché

l’estensione

esclude i contratti mortis causa e a contenuto non patrimoniale.

Come si deduce dall’art.2732 c.c. non c’è una radicale incompatibilità tra contratto e

dichiarazione di scienza.

Una tipica DICHIARAZIONE DI SCIENZA è la CONFESSIONE.

Dietro la confessione c’è una volontà ma è una volontà di dichiarare il vero e l’effetto

giuridico che si produce è diverso dalla volontà del dichiarante e dipende dalla legge.

La confessione fa pieno prova contro colui che la fa.

Art.2732 c.c. “La confessione non può essere revocata se non si prova che è stata

determinata da errore di fatto o da violenza” rubrica di questo articolo parla di

la

“Revoca della confessione” ma in realtà di tratta di ANNULLAMENTO poiché non si va a

negare una confessione ma si va ad affermare che tale confessione è affetta da errore

di fatto o da violenza.

ERRORE: falsa rappresentazione della realtà; ignoranza.

L’errore secondo l’art.1428 c.c. provoca l’annullamento del contratto se possiede due

caratteristiche:

ESSENZIALE: un errore è essenziale se ha i requisiti citati nell’art.1429

c.c. RICONOSCIBILE dall’altro contraente: la riconoscibilità non si riferisce a

chi ha commesso l’errore ma a chi ha subito l’errore poiché se l’latro era i grado

di riconoscere l’errore del dichiararne doveva dirglielo. Questo poiché bisogna

tutelare chi sbaglia ma anche il destinatario dell’azione stagliata. Secondo

l’art.1431 c.c. se l’errore non è riconoscibile, il contratto non può essere

annullato.

La REGOLA DELLA RICONOSCIBILITA’ dell’errore non è applicabile in materia di

confessione poiché l’errore deve essere riconosciuto dall’altro contraente, ma in

materia di confessione non ci sono contratti e dunque non ci sono contraenti.

La QUIETANZA è una dichiarazione di scienza ed è la dichiarazione di aver ricevuto

il pagamento.

Il codice civile non fornisce la nozione di quietanza ma ne fa riferimento

nell’art.1199 c.c.

La quietanza non è l’estinzione dell’obbligazione e non è un atto negoziale.

Nella quietanza non c’è la volontà di estinguere il debito.

Figura generale ed astratta di contratto dal Code Napoleon all’attuale

codice civile (vedi appunti). 29 SETTEMBRE 2017

Esercitazione DIRITTO PRIVATO 2

CONTRATTO DI VENDITA

Art.1470 c.c. requisiti del tipo di vendita (singolo contratto) sono espressi in questo

i

articolo.

L’interesse tipico si contrappone al motivo individuale.

L’art.1323 c.c. chiarisce il termine del titolo “Dei contratti in generale”.

Gli articoli del Titolo II si riferiscono ai contratti che racchiudono in questa categoria, in

modo astratto, le regole comuni riscontrate in tutti i contratti.

Il legislatore del 1942 con questi articoli compie una scelta più originale rispetto al

legislatore degli anni precedenti poiché decide di non trattare anche del negozio

giuridico nel codice civile. Il legislatore non regola il negozio giuridico e compie la

scelta di creare una categoria intermedia generale per tutti i tipi di contratto. Le regole

sul contratto in generale sono importanti poiché il legislatore nelle regole dei contratti

in generale racchiude tutti i problemi e gli aspetti comuni a tutti i tipi di contratto.

Dunque nel Titolo III troviamo i contratti a carattere speciale o eccezionale, che non

rientrano nel Titolo II poiché non sono dei classici contratti.

Un contratto diviene “singolo” se presenta degli aspetti peculiari riguardo la forma,

l’oggetto; un contratto è singolo se il legislatore ne ha delineato il tipo, il modello.

Art.1322 c.c. “Autonomia contrattuale”

AUTONOMIA CONTRATTUALE: esplicazione della libertà dei privati in campo di

contratti. Viene disciplinata nel 1° e nel 2° comma dell’art.1322 c.c.

La sfera di competenza del privato è quella di determinare il contenuto del contratto.

I modelli, i tipi indicati dl legislatore nel codice non sono un numerus clausus, dunque i

privati possono andare oltre questi tipi proposti dal legislatore. La tipizzazione legale

non è un limite poiché i privati possono anche fare contratti che non sono

espressamente regolati. 29 SETTEMBRE 2017

DIRITTO PRIVATO 2

L’art.1321 c.c. dà una definizione attuale del CONTRATTO in modo generale e astratto,

non particolarmente innovativo. La definizione del contratto del Codice del 1865 e la

definizione dell’attuale Codice Civile sono pressoché uguale, non c’è carica innovativa.

Art.922 c.c. contratto è un modo di acquisto della PROPRIETA’; in questo articolo

il

sono indicati alcuni modi di acquisto della proprietà poiché ce ne sono altri, ma

sempre stabiliti dalla legge. L’articolo afferma “per effetto di CONTRATTI”:

“CONTRATTI” poiché si tratta sia di contratti generali che singoli contratti e, inoltre, si

trasferisce la proprietà per effetto di ALCUNI contratti e NON DI TUTTI.

Art.1173 c.c. contratto è fonte di OBBLIGAZIONI. L’articolo afferma “derivano da

il

CONTRATTO”; “CONTRATTO” poiché è sempre idoneo a far sorgere rapporti obbligatori

tra le parti.

La VENDITA può essere un modo di acquisto della proprietà e una fonte di obbligazione

poiché astrattamente un soggetto è idoneo. La vendita, però, non può essere

contemporaneamente un modo di acquisto della proprietà e una fonte di obbligazione,

poiché dipende dall’oggetto della vendita. La vendita dunque assolve sia la funzione

dell’art.922 c.c. che dell’art.1173 c.c.

La LOCAZIONE è solo una fonte di obbligazione, dunque assolve la funzione

dell’art.1173 c.c. ma non dell’art.922 c.c.

Il MUTUO assolve la funzione di entrambi gli articoli.

Il CONTRATTO assolve sempre la funzione di fonte di obbligazioni (art.1173 c.c.) e a

volte è un modo di acquisto della proprietà (art.922 c.c.).

Art.1098 del Codice del 1865 e art.1321 Codice Civile attuale a confronto

Art.1098 Codice del 1965”il contratto è l’accordo di due o più persone per

costituire, regolare o sciogliere fra loro un vincolo giuridico”

Art.1321 Codice Civile attuale “Il contratto è l’accordo di due o più parti per

costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”.

1 VARIAZIONE LESSICALE: “PERSONE” e “PARTI”

Si pone maggior rilevanza alla nozione di “parte” che è una nozione più ampia, poiché

non dipende dal numero di persone ma sottolinea l’interesse comune; infatti possono

essere coinvolti nel contratti più di due persone, più di due soggetti. Più persone

insieme compongono una parte.

CONTRATTO PLURISOGGETTIVO sono coinvolti più di due soggetti ma ci sono sempre

solo due parti poiché le parti non sono caratterizzate dalle persone ma dagli interessi

comuni alle persone e ai soggetti.

CONTRATTO CON SE STESSO (art.1395 c.c.): “È annullabile il contratto che il

rappresentante conclude con se stesso, in proprio o come rappresentante di un'altra

parte, a meno che il rappresentato lo abbia autorizzato specificamente ovvero il

contenuto del contratto sia determinato in modo da escludere la possibilità di conflitto

d'interessi. L'impugnazione può essere proposta soltanto dal rappresentato.”

2 VARIAZIONE LESSICALE: “VINCOLO” e “RAPPORTO”

3 VARIAZIONE LESSICALE: aggiunta del termine “PATRIMONIALE”

L’art.1174 c.c. distingue l’obbligazione dalla prestazione poiché la prestazione è

oggetto dell’obbligazione; non è l’obbligazione che ha carattere patrimoniale, ma la

prestazione.

Non è importante se l’interesse è patrimoniale o non patrimoniale, l’importante è che

c’è questo interesse.

Gli effetti del contratto limitano le parti ma non vanno oltre le parti; questa è la forza

ma anche il vincolo del contratto. Il contratto può produrre effetti nella sfera giuridica

di un terzo ma il terzo non diventa parte del contratto, risente solo degli effetti.

Art.1411 c.c.” Contratto a favore di terzi” un terzo deve essere interessato a

stipulare un contratto e il contratto deve dare al terzo un vantaggio. Il contratto non

può attribuire un obbligo ad un soggetto ma può solo dare un vantaggio al terzo.

6 OTTOBRE 2017

Esercitazione DIRITTO PRIVATO 2

Il tipo contrattuale è un modello di contratto contraddistinto da una specifica

funzione. La singolarità del contratto viene distinta dalla causa. Causa intesa

come funzione economico-sociale. La causa è la funzione economica intesa

come l’interesse comune alle parti contraenti.

Art.1470 cc la causa del contratto di vendita

La nozione dell’art.1470 deve tener conto del processo di decodificazione che il

codice civile ha subito.

Ai contratti di vendita sono equiparati i contratti finalizzati alla fornitura di beni

di consumoart.128 Codice del consumo. 6 OTTOBRE 2017

DIRITTO PRIVATO 2

Non è applicabile a rapporti giuridici non patrimoniali che non sono quindi

considerati rapporti contrattuali. Pur essendo possibile misurare in denaro, ci

sono rapporti giuridici e altri no.

Rapporti giuridici (in cui c’è un contratto) e rapporti di cortesia (dove non c’è

un contratto).

CONTRATTI A TITOLO GRATUITO

In questa categoria, i contratti di cortesia non sono compresi poiché non c’è un

vincolo giuridico, un contratto. Il profilo della gratuità è presente ma non c’è il

vincolo giuridico.

Art.1766 ccDisciplina del CONTRATTO DI DEPOSITO: è uno dei contratti tipici,

dotati di disciplina particolare.

Contratti consensuali o reali VS Contratti ad effetti reali o obbligatori

I contratti consensuali o reali non guardano agli effetti ma al modo in cui il

contratto viene costituito. I contratti ad effetti reali o obbligatori effettuano la

distinzione, invece, in base agli effetti.

CONTRATTO REALE: si perfeziona con la consegna della cosa oltre che con il

consenso. Se non c’è la consegna manca il contratto. La consegna sta nel “Se

A” e non nel “allora B”. La consegna non è l’effetto del contratto, ma è il

contratto.

Il DEPOSITO è un contratto reale e lo si deduce da “riceve all’altra”.

Il MUTUO è un altro contratto reale ma ha effetti diversi rispetto al deposito.

Dal deposito nascono diversi obblighi: la custodia e la restituzione in natura.

Questi obblighi gravano su chi riceve il bene.

“In natura”: deve essere restituita proprio quella cosa consegnata.

Deposito irregolare


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martaqui

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martaqui di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Zimatore Attilio.

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