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Storia del diritto del lavoro in Italia e Germania

In Italia dagli anni '50 si insegna diritto del lavoro in Università, mentre in Germania ciò è avvenuto dal 1919 perché nella costituzione di Weimar c'erano dei principi di diritto del lavoro. Già negli anni '20 alcuni professori hanno iniziato a insegnare diritto del lavoro. Il padre del diritto del lavoro italiano era Ludovico Barassi, professore. Durante il fascismo il diritto del lavoro fu sostituito dal diritto corporativo, tipico diritto pubblico (mentre il diritto del lavoro è parte del diritto privato).

Previdenza sociale

Parte del diritto pubblico è la cosiddetta previdenza sociale: la materia che si occupa di una serie di assicurazioni obbligatorie che vengono alimentate da contributi o dalla fiscalità generale e alla quale le parti sono obbligate a contribuire. Assicurazioni su infortuni: INAIL; Assicurazione sulla vecchiaia: INPS.

Componenti del diritto del lavoro

All'interno del diritto del lavoro (rapporti obbligatori tra due o più persone) abbiamo una parte di diritto privato, una parte di previdenza sociale e un'altra parte di diritto del mercato di lavoro (gestione dell'incontro tra domanda e offerta). Le province di Trento e Bolzano hanno competenze in materia di apprendistato e di maso chiuso (successioni).

Differenze tra diritto privato e diritto del lavoro

Che cosa distingue diritto privato e diritto del lavoro? Il diritto del lavoro NON riguarda il diritto delle persone. Nel corso dell'800 con l'affermarsi del liberalismo il diritto del lavoro soppianta la schiavitù => la forza lavoro si ottiene attraverso un contratto di lavoro.

Contratto di lavoro nel Codice Civile Francese del 1804

Per il codice civile francese del 1804 il contratto di lavoro era un contratto di locazione di servizi, una dazione in godimento della propria persona che creava dei frutti ossia le energie lavorative. In realtà, il contratto di lavoro ha delle particolarità rispetto al contratto di compravendita e di locazione.

Il contratto di lavoro ha di particolare che richiede un coinvolgimento diretto del debitore ed è proprio la persona in quanto tale che è coinvolta nell'adempimento della prestazione obbligatoria, riguarda l'essere stesso del debitore. Nell'adempimento il debitore si spoglia, mette in gioco il suo essere stesso. Quindi nella disciplina di questo contratto sono in gioco non solo interessi patrimoniali, ma anche interessi non patrimoniali che derivano dal fatto che la prestazione è legata alla persona stessa del debitore.

La Costituzione italiana nomina solo una volta la parola esistenza: art. 36 Cost. => retribuzione. Norma di immediata applicabilità. Le altre norme costituzionali normalmente sono programmatiche e quindi non sono di immediata applicabilità.

Discipline di diritto del lavoro nei sistemi di common law e civil law

Nei sistemi di common law la disciplina di diritto del lavoro è ancora accentrata sul contratto di compravendita, disciplina che viene considerata speciale rispetto al diritto privato generale. Nei sistemi di civil law, invece, la disciplina dei contratti di lavoro ha finito per influenzare anche il diritto privato.

Nel '900 si sono sviluppate norme di diritto privato a tutela del lavoratore, nell'800 queste norme erano sotto il diritto pubblico e in particolare a tutela dell'ordine pubblico. Il lavoratore che non adempiva alla propria prestazione commetteva reato e lo stato lo puniva: questo è avvenuto anche con l'inizio del capitalismo in Cina.

Strumenti a favore del datore di lavoro

Oggi non abbiamo più norme che reprimono gli inadempimenti del lavoratore, ma abbiamo strumenti atipici rispetto al diritto del lavoro a favore del datore di lavoro: es. strumenti disciplinari o anche il licenziamento: potere di recesso in maniera potestativa che si può porre in essere indipendentemente da un provvedimento giudiziale. Atto privatistico che fa cessare il rapporto di lavoro.

Funzioni del diritto del lavoro

3 funzioni del diritto del lavoro:

  • Legittimare creditore all'utilizzo di poteri che in origine non erano conosciuti dal diritto privato tradizionale.
  • Diritto del lavoro contiene delle norme protettive dell'essere stesso del debitore.
  • Il contratto di lavoro ha una frequenza simile a quello di compravendita ed ha quindi un ruolo economico particolarmente rilevante.

Il fenomeno della globalizzazione ha inciso in modo significativo sul diritto del lavoro nazionale. Importanti per le 3 funzioni del diritto del lavoro: l'art. 36, 41 Cost.

Applicazione delle norme ai contratti di lavoro

Come capire se una norma si applica ai contratti di lavoro laddove non esista una norma specifica dedicata? Si fa riferimento alle norme generali sul contratto e sulle obbligazioni, ma queste norme vanno interpretate alla luce dei principi costituzionali e laddove sono delle norme che derivano da quelle che regolano il contratto di compravendita vanno integrate ed interpretate evolutivamente in ragione del contemperamento dei principi costituzionali che vengono in gioco.

Nel diritto del lavoro ci sono più portatori di diritti fondamentali, diritti che tra loro vanno contemperati: nel diritto del lavoro è più importante il comportamento successivo alla conclusione del contratto (sede attuativa) rispetto al momento della conclusione del contratto. Nell'ultimo caso i soggetti hanno pari forza contrattuale, ma il vero potere del datore di lavoro emerge in fase attuativa.

Può anche succedere che ci sia un datore di lavoro che si accorda per un certo contratto con il lavoratore, e poi in sede attuativa cambia sostanzialmente il contratto; c'è dunque discrasia tra il contratto formale e quello sostanziale.

Tipi e sottotipi di contratti del diritto del lavoro

1 blocco: focalizzazione dei tipi e sottotipi di contratti che fanno parte del diritto del lavoro

2 blocco: contratto di lavoro subordinato

3 blocco: cessazione del contratto di lavoro subordinato

Contratti simili al diritto del lavoro secondo Philip Lockman

Secondo Philip Lockman questi due tipi di contratto si avvicinano a quelli del diritto del lavoro:

  • Contratto di compravendita
  • Contratto di locazione

Tutti i contratti definiti dall'art. 2094 c.c. sono quelli di lavoro subordinato. L'articolo si occupa in particolare di contratti all'interno dell'impresa. Questa norma si applica in quanto compatibile anche ai contratti di lavoro subordinati i cui datori di lavoro non sono imprenditori.

Esistono molti sottotipi del contratto di lavoro subordinato:

  • A tempo determinato / indeterminato
  • Tempo pieno o parziale ecc.

La caratteristica individuata da Lockman non la troviamo solo nei contratti di lavoro subordinati, ma anche in quelli autonomi (2222 c.c.). Nel contratto di appalto i lavoratori vengono considerati alla dipendenze dell'appaltante.

L'appaltatore deve considerarsi datore di lavoro e assumersi il rischio imprenditoriale perché altrimenti i lavoratori possono rivendicare che il proprio datore di lavoro è l'appaltante. Per il diritto del lavoro non ci può essere discrasia tra chi si comporta come datore di lavoro ed effettivo utilizzatore, salvo eccezioni cioè:

  • Lavoro somministrato: contratto di lavoro subordinato concluso con agenzie di lavoro somministrato
  • Comando / distacco: provvedimento che il datore di lavoro adotta nei confronti del lavoratore inviandolo presso un suo cliente al quale viene trasferito il potere direttivo, possibile nei limiti in cui il datore di lavoro formale abbia un interesse commerciale ad agire in questo modo.

Ad es. ho una ditta che vende software a studi legali che ha bisogno di una persona della ditta di software nello studio legale, in questo caso il dipendente sarà sottoposto al potere direttivo dello studio legale.

Contratti di lavoro subordinato e autonomo

Il 90% dei contratti di lavoro di scambio sono quelli di lavoro subordinato o lavoro autonomo. I contratti di co.co.co / co.co.pro sono contratti di lavoro autonomo che ci sono solo in Italia.

Perché il contratto di lavoro subordinato è molto più tutelato del contratto di lavoro autonomo?

Nel caso di contratto di lavoro autonomo, i contributi previdenziali dovuti dal creditore all'ente previdenziale (INPS) sono sempre più alti di quelli dovuti dal creditore di lavoro autonomo e quindi c'è un terzo soggetto che ha interesse a rivendicare la natura subordinata del rapporto ossia l'INPS. I contratti a progetto sono contratti di lavoro autonomo.

Distinzione tra contratti di lavoro subordinato e autonomo

Come si distinguono i contratti di lavoro subordinato (2094 c.c.) e i contratti di lavoro autonomo (2222 c.c.)? Non si possono distinguere dal dato normativo civilistico: le norme definitorie non riescono a distinguere i due contratti. Per distinguerli veramente dobbiamo confrontare l'intera disciplina di un tipo con quella dell'altro e ricavare dal confronto complessivo quelli che sono gli elementi tipici di un tipo con quelli dell'altro. Adottando questa modalità, l'attenzione cade immediatamente sull'art. 2224 c.c.

Confrontando le due normative, ricaviamo il dato che solo nel rapporto di lavoro subordinato il lavoratore nell'esecuzione della prestazione lavorativa può essere sottoposto ad un potere unilaterale della controparte di determinazione delle condizioni e delle modalità con le quali deve essere prestato il lavoro. Potrebbero applicarsi anche al contratto di lavoro autonomo, ma solo con un accordo tra le parti e non con potere direttivo come per il lavoro subordinato.

Decisione del giudice sulla natura del contratto

Su quali dati il giudice può decidere se il contratto di lavoro sia subordinato o autonomo?

  • Il contratto scritto tra le parti rileva nel giudizio? Nessuna rilevanza gioca il cosiddetto Nomeniuris => tutto il nostro processo civile è incentrato sul principio iura novit curia: il giudice conosce il diritto. La qualificazione degli elementi di fatto spetta al giudice. Possiamo avere un contratto con scritto di lavoro autonomo, ma in realtà si tratta di lavoro subordinato => non rileva il nome che le parti hanno dato al contratto. Per la giurisprudenza il contratto assume rilevanza, dunque la base del convincimento del giudice, solo quando non emergano elementi contrari che sono ricavati dalla fase esecutiva del contratto.
  • Che poteri ha il giudice? L'onere della prova spetta a chi rivendica una determinata posizione soggettiva in giudizio. Il giudice può disporre d'ufficio di prove entro i limiti dei fatti indicati dalle parti. Il giudice però ha anche un potere importante: nella prima udienza le parti devono comparire personalmente, si tenta la conciliazione. Se il giudice è efficiente, le parti conciliano. Se la conciliazione fallisce, si verbalizza la mancata conciliazione e il giudice ha la possibilità – nei limiti dei fatti allegati dalle parti – di compiere l'interrogatorio libero delle parti. Se le parti non vengono in giudizio, il giudice ne può tener conto. Durante l'interrogatorio il giudice tenta di capire quale parte stia fingendo e quale no.
  • Prove disposte dalle parti: consistono in qualsiasi tipo di materiale (es. e-mail), si possono indicare i testimoni. Il processo potrebbe anche essere a tre: datore di lavoro, lavoratore, ente pubblico ad es. previdenziale o ispettori lavoro.

Rapporto di lavoro subordinato e potere unilaterale

Solo nel rapporto di lavoro subordinato il creditore ha un potere unilaterale di determinazione delle condizioni di lavoro nei confronti del datore di lavoro, questo viene confermato dal dlgs 276/2003. Nel rapporto di lavoro autonomo non esiste un potere unilaterale. Esiste anche una teoria tra il potere organizzativo e il coordinamento in cui non esiste una differenza qualitativa ma quantitativa => in una realtà che richiede sempre più specializzazione dovremmo concludere che prevale il contratto di lavoro autonomo, ma nella pratica non è cosi in quanto prevale il contratto di lavoro subordinato.

Contributi previdenziali

Il processo su una causa di lavoro è a 3 parti: il datore di lavoro è legato agli istituti di previdenza. Il codice civile dedica 4 norme a questo aspetto: 2114-2117 c.c. => il datore di lavoro e il lavoratore contribuiscono in parti uguali all'istituto di previdenza sociale, il datore di lavoro è un sostituto d'imposta. Importante è il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali => le prestazioni previdenziali sono dovute sempre al lavoratore anche quando il datore di lavoro non ha sempre versato i contributi.

L'INPS può emanare delle ordinanze nei confronti dei datori di lavoro che sono ricorribili davanti al giudice del lavoro. Se non pagate o appellate, si procede all'esecuzione solo se l'INPS dispone di prove sul rapporto di lavoro che formalmente autonomo, ma in realtà subordinato. Questo viene desunto da elementi di fatto che l'ispettore dell'INPS rileva. Il verbale fa testo in giudizio in relazione ai fatti che vengono accertati dall'ispettore, non per le valutazioni giuridiche. Questo fa fede solo per i fatti che sono descritti.

Sussistenza del potere unilaterale

Come si fa a stabilire la sussistenza del potere unilaterale nel rapporto di lavoro subordinato? Per la Cassazione rileva la sussistenza di direttive da parte del datore di lavoro nei confronti del lavoratore su come deve svolgersi il rapporto di lavoro. Ci sono poi ulteriori criteri come le modalità di erogazione del compenso, la regolamentazione dell'orario di lavoro, durata del rapporto, presenza di una minima organizzazione imprenditoriale del lavoratore, la concomitanza di altri rapporti di lavoro da parte del lavoratore. Non ci sono criteri decisivi.

  • Pensiamo alla modalità di erogazione del compenso: tendenzialmente nel contratto di lavoro subordinato il compenso viene corrisposto in relazione al tempo (es. Mensilmente), nel lavoro autonomo il corrispettivo viene determinato in relazione al momento in cui viene consegnata l'opera o il servizio. Nel rapporto di lavoro autonomo autonomo sono previsti degli acconti.
  • Regolamentazione dell'orario di lavoro: nel lavoro subordinato il lavoratore ha degli orari predeterminati, ma non è sempre così. Se il lavoratore subordinato ha la qualifica di dirigente allora può non rispettare orari.
  • Presenza pur minima organizzazione imprenditoriale o disponibilità degli strumenti di lavoro.
  • Concomitanza di altri rapporti: potrebbe accadere pensiamo nei rapporti di lavoro part-time.

Secondo la Cassazione è decisiva la valutazione complessiva e la contemporanea esistenza di una pluralità significativa di questi indici. Non sono indici esaustivi, ma possono essere allungati. Altri criteri possono essere il fatto di comunicare o meno l'assenza dal luogo di lavoro, oppure a chi appartenga il rischio imprenditoriale, la possibilità di farsi sostituire.

Contratti co.co.co e co.co.pro

I contratti co.co.co si sono formati a partire dagli anni '90 e in particolare con:

  • Crisi del debito pubblico: le pubbliche amministrazioni hanno iniziato ad assumere lavoratori con contratti non a lavoro subordinato, ma se questo contratto dovesse poi risultare in realtà subordinato contrasta con il principio costituzionale dell'accesso alle P.A. Tramite concorso. La corte dei conti individua una responsabilità per danno erariale nei confronti di chi assume erroneamente delle persone che non avevano i requisiti richiesti.
  • Nel 1995 con la l. 335 di riforma del sistema pensionistico venne introdotta una gestione speciale dell'Inps per i contratti co.co.co. Questa disciplina prevedeva che se il lavoratore non avesse una posizione contributiva, il committente doveva pagare il 10%. Solo dal 2000 è aumentata la contribuzione del committente fino al 2012 con una sostanziale equiparazione della contribuzione del lavoro subordinato e para subordinato.

A tutt'oggi il contratto di lavoro para subordinato (detto anche co.co.co) conviene a livello di contributi rispetto al contratto di lavoro subordinato. I contratti co.co.pro (contratti a progetto) sono diversi dai co.co.co.

Contratti di collaborazione a progetto

I contratti di collaborazione a progetto (co.co.pro) vennero introdotti per soppiantare i co.co.co: consistono in un progetto che verrà realizzato attraverso l'esecuzione del contratto. Senza questo elemento in base all'art.69 dlgs 276/03 determina l'installazione d'un dall'inizio di un contratto di lavoro subordinato.

Ponendo l'accento sulla sola esistenza o meno del progetto, intesa come presunzione assoluta, la norma avrebbe un carattere sanzionatorio. Infatti, obbliga le parti a considerare instaurato un contratto di lavoro subordinato indipendente dagli effettivi requisiti. In base a questa norma ci potrebbe essere il caso di un contratto qualificato a progetto ma poiché manca l'elemento del progetto diventa contratto subordinato con chiaro effetto sanzionatorio. Dopo aver introdotto la legge, il legislatore tenta di alleviare la natura sanzionatoria della norma stabilendo che la presunzione sia relativa (fino a prova contraria). Ci sono quindi affermati 2 orientamenti nei giudici di merito finché la cassazione stabilisce che la norma è univoca e che la presunzione è assoluta.

Con la L. 78/14 viene modificata la normativa di cui al dlgs 276/03. Parte che verrà ulteriormente modificata con un dlgs da governo Renzi.

Regolamentazione delle collaborazioni coordinate

Un punto importante di questa regolamentazione consiste nell'individuazione di una nuova categoria che è data dai contratti di collaborazione coordinata la cui prestazione ha un carattere occasionale, i quali sono esclusi dalla necessità di integrare il contratto con un progetto. Per prestazione occasionali si intende rapporti di collaborazione coordinata la cui prestazione non è superiore a 30 gg nel corso dell'anno solare (nello stesso committente) salvo che il compenso complessivamente percepito nell'anno solare sia superiore a 5000€. Se il compenso è superiore, il periodo della prestazione diventa irrilevante e si cade comunque nella necessità di integrare il contratto con un progetto.

Per i servizi di cura e di assistenza alla persona, non si fa riferimento a 30 gg ma a 240 ore di prestazione, salvo il compenso superiore ai 5000€ per cui il contratto viene integrato a progetto. In ogni caso tutto ciò vale sul presupposto che il contratto di lavoro autonomo sia coordinato. Quando non c'è la coordinazione, siamo fuori da queste regole dell'integrazione a progetto e siamo nel campo del contratto di lavoro autonomo non coordinato (contratto a partita iva).

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcofarsura di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Nogler Luca.
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