Materiali di diritto costituzionale
La costituzione
Il decreto legge luogotenenziale 151/1944 stabiliva che alla fine della guerra sarebbe stata eletta a suffragio universale, diretto e segreto, un’assemblea costituente per scegliere la forma di stato e dare al paese una nuova costituzione. Il decreto legislativo luogotenenziale 98/1946 integrava e modificava la normativa precedente, affidando ad un referendum popolare la decisione sulla forma istituzionale dello stato. Il decreto luogotenenziale 99/1946 fissava le norme per la contemporanea effettuazione delle votazioni per il referendum e l’assemblea costituente, da eleggersi con sistema proporzionale.
La legge elettorale suddivideva l’Italia in 32 collegi elettorali; i costituenti eletti furono 556. L’affluenza alle urne fu altissima: votò l’89,1% degli aventi diritto. Prevalse la repubblica. La scheda per il referendum istituzionale proponeva all’interno la scelta fra i simboli della repubblica (due fronde intrecciate di quercia e di alloro con al centro la donna turrita) e della monarchia (lo stemma sabaudo sormontato da una corona).
I risultati del referendum furono proclamati dalla Corte di cassazione il 10 giugno 1946. L’assemblea costituente si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 ed elesse presidente Saragat. L’assemblea doveva sciogliersi il giorno dell’entrata in vigore della costituzione e, comunque, non oltre l’ottavo mese dalla sua prima riunione. Il termine di chiusura dei lavori fu prorogato: l’assemblea lavorò fino al 31 gennaio 1948.
L’assemblea decise l’istituzione di una commissione speciale incaricata di elaborare e proporre il progetto di costituzione (Commissione dei 75), il cui presidente era Meuccio Ruini. La commissione si organizzò in 3 sottocommissioni:
- Prima sottocommissione: si occupava dei diritti e doveri dei cittadini
- Seconda sottocommissione: si occupava dell'organizzazione costituzionale dello stato
- Terza sottocommissione: si occupava di diritti e doveri economico-sociali
Il comitato dei 18 (un comitato di redazione) aveva il compito di coordinare ed armonizzare il lavoro prodotto dalle 3 sottocommissioni. La discussione generale in Aula sul progetto di costituzione iniziò il 4 marzo 1947. L’assemblea costituente votò a scrutinio segreto il progetto di costituzione il 22 dicembre 1947. La nuova carta costituzionale fu promulgata dal Capo dello stato De Nicola il 27 dicembre 1947. Entrò in vigore il 1 gennaio 1948.
Nella sua prima sentenza (1/1956) la Corte Costituzionale fu chiamata ad affrontare due problemi:
- Quello della sorte delle norme anteriori alla costituzione. La Corte Costituzionale afferma che il contrasto tra la costituzione nuova e le vecchie leggi determina sempre un vizio di incostituzionalità sopravvenuta sul quale si estende la propria giurisdizione, anche se i giudici comuni abbiano nel frattempo ritenuto la legge abrogata.
- Quello della distinzione tra norme costituzionali precettive e norme costituzionali programmatiche o ad efficacia differita. La Corte Costituzionale afferma l’irrilevanza di questa distinzione, ai fini del controllo di costituzionalità delle leggi: anche le norme costituzionali programmatiche o ad efficacia differita possono fungere da parametro nel giudizio di costituzionalità.
In tempi più recenti, la Corte ha assunto una posizione differente: “alle disposizioni programmatiche non può essere riconosciuta alcuna efficacia giuridica”.
Le leggi costituzionali
Seguiamo l’iter di una legge di revisione costituzionale: legge di modifica dell’articolo 27 della costituzione, sull’abolizione della pena di morte. Articolo 138: il referendum popolare costituisce una fase solo “doppiamente eventuale” dell’iter della legge.
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