Estratto del documento

Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15

Valorizzazione dei beni culturali

Quando si parla di beni culturali si parla spesso di valorizzazione, il suo significato è molto largo:

  • Tutelare ciò che conosco attraverso la conoscenza.
  • Diffondere a livello di facile comprensione, trasformando un concetto scientifico in uno alla portata di tutti. Questo non significa abbassare il livello, un esempio è l’operato di Carlo Borromeo, che diffonde i testi sacri e il cattolicesimo in italiano e non in latino come facevano i vescovi.
  • Promozione e ricerca dei finanziamenti, ricavare profitto e visibilità attraverso l'affitto delle sale, sponsor, congressi e concerti.

I gradi della valorizzazione sono molti, ma la tutela delle opere è fondamentale. Per un museo è difficile comunicare, soprattutto perché la comunicazione ha una regola fondamentale: “si comunica solo ciò che è nuovo”. Il museo, in questo, trova delle difficoltà, quindi deve trovare e promuovere nuove attività.

Collezionismo e musei

Attraverso l’incisione Prevedari 1481 di Bramante si trasmette anche a Milano la conoscenza di informazioni fondamentali anche per il collezionismo. Bramante viaggia molto, a Roma visita opere importantissime. Qui si amplia il collezionismo che nasce però a Firenze. Il collezionismo è un modo di unificare una serie che identifica una cultura nella sua totalità.

Il collezionismo nasce nel XV secolo, si sposta a Roma, dove nascono i musei capitolini con opere che sono la base della storia. I musei romani saranno la scuola degli artisti successivi fino al '400-'500, il museo diventa luogo di formazione e di divulgazione. L’incisione è ricca di informazioni:

  • Presenza della luce zenitale, proveniente dall’alto, preferita dagli artisti e dai musei ancora oggi, attraverso lucernari e vetrate. Oggi i metodi utilizzati per l’illuminazione sono due: luce a spot e luce zenitale.
  • Bramante studia le proporzioni classiche e le novità tecniche della scultura antica, trasmette le informazioni e studi a Milano che non aveva la possibilità di vedere quelle opere. Nell’incisione è presente un testone proveniente dall’architettura antica-classica con edifici decorati con teste di imperatori.
  • Bramante si propone di fare con l’incisione ciò che i papi a Roma volevano dire con i musei: insegna come utilizzare la prospettiva, ma soprattutto l’importanza dei ruderi antichi, insegna il fascino dell’antico. Questo è subito appreso, come possiamo vedere in un rilievo dell’Amadeo con rudere e testone.

Utilizzare l’illuminazione per creare effetti scenici è importante, ma non bisogna mai dimenticare la conservazione del bene, quindi esistono delle regole apposite per luce, umidità e temperatura nei musei:

  • Il grado di illuminazione varia in base alle opere: Olio non oltre 200 lux, Acquarelli non oltre 50 lux, Disegni 50 lux.
  • Il legno cambia il colore in base alla luce, quindi prestare massima attenzione. Per quanto riguarda la temperatura deve essere costante a 20°C e 50% di umidità (umidità relativa), 45% per un clima più secco, migliore per la carta, ma non per il legno che invece si spacca, 55% più umida se lo richiede il materiale. Estremamente delicati gli avori che non hanno protezione. Meno a rischio metalli e ceramiche.

Le prime collezioni nascono a Firenze, grazie alla famiglia de Medici, nei giardini del Palazzo vi erano le sculture studiate da Donatello e Michelangelo. I primi musei nascono come luoghi di conservazione di sculture all’aperto, mentre il museo chiuso è solo successivo. Il primo museo nasce a Roma quando Sisto IV della Rovere nel 1471 restituisce alcune opere ai romani, come la Lupa o lo Spinario che costituiscono la storia di Roma. Nascono anche delle vere e proprie codificazioni dei giardini:

  • Giardino classico
  • Giardino all’italiana
  • Giardino romantico

Il primo giardino in assoluto è quello prospettico detto all’italiana. Tra i palazzi che fanno parte dei musei capitolini ci sono anche Palazzo Nuovo e Palazzo dei Conservatori.

Palazzo Nuovo e collezione Albani

Palazzo Nuovo acquisisce la collezione Albani, collezione dell’epoca dei lumi che ha una percezione dell’antichità molto alta, le opere sono esposte frontalmente, i busti sono a muro sopra delle mensole come voleva la tradizione quattrocentesca, distribuiti secondo una logica di provenienza e di scavo. Nella collezione di Brera della sala Appiani, ancora non esistente, il progetto di Mario Bellini dimostra di seguire e conoscere la disposizione classica degli allestimenti antichi, ancora oggi fonte di ispirazione. Molti musei continuano ad utilizzare la disposizione a quadreria che segue solo una fine estetica, mentre in altri musei si preferisce il concetto educativo seguendo la scuola pittorica.

A Palazzo Venezia, Pietro Balbo fu straordinario collezionista di gemme, pietre preziose e cammei, queste furono acquisite dai Medici e portate a Firenze. Palazzo Venezia continua a seguire lo stile espositivo legato a Balbo. Nel giardino del Belvedere erano presenti opere straordinarie come la statua di Apollo, modello per i contemporanei. Qui nel 1506 fu inserita la statua del Laocoonte anch’essa modello fino al Barocco e infine il torso del Belvedere, tutti inseriti in un panorama pensato ed ideato per divulgare la cultura ed istruire la massa.

Atto di indirizzo 10 maggio 2001

Il museo moderno è quell’ente dove l’esercizio della tutela e della valorizzazione si assommano. Estremamente importante quando si parla di musei è un atto che non è mai stato una legge, si tratta di un atto di indirizzo, ossia decreto amministrativo che non crea obblighi di legge. È stato emanato il 10 maggio 2001, sulla base di uno sviluppo del decreto legislativo del 1998 frutto di una commissione che lavora quell’anno (decreto 112/1998), si sviluppa con metodo più storico che legislativo, affronta le motivazioni storiche del bene culturale, è molto lungo ed è questo il suo limite.

È adatto per coloro che hanno una formazione umanistica, è un documento datato che non tiene conto dell’importanza della comunicazione e dei problemi odierni di un museo. L’atto di indirizzo non tiene conto degli aspetti economici. La caratteristica di questo documento è di essere molto strutturato in vari punti, analizza l’assetto giuridico, finanziario senza tener conto dei bilanci, tratta delle strutture senza considerare l’importanza della struttura architettonica museale, affronta il personale, la sicurezza, la gestione delle collezioni, il rapporto con il pubblico; affronta la necessità di un’assoluta conoscenza e garanzia di chi lavora in un museo.

Il museo deve avere una biblioteca e un archivio necessariamente, cosa che in Italia non esiste. Brera ha acquisito la collezione Vitali ma non ha posto per garantire la consultazione, oggi si trovano in un deposito da molti anni. Il Mart di Rovereto ha una serie di archivi di artisti del '900, garantisce una qualità di attività che continuerà nel tempo visto che è unico in Italia, ma il ministero non ha ancora capito l’importanza di questa iniziativa. Potrebbe servire ai giovani per spronare la voglia di conoscenza e rispondere alle esigenze di un pubblico di livello medio, e per studiosi.

Si deve pensare anche a come un museo deve essere aperto a tutti, questa nozione è stata recepita dalla Regione Lombardia. Tutti i musei dipendono dall’ordinamento delle regioni, la Lombardia ha emanato un ordinamento serio, individua quali musei possono avere dei benefici e dei bonus, tutti i musei dovranno avere una biblioteca per poter diventare museo della regione.

Gestione e organizzazione museale

La struttura organizzativa dei musei statali ha molte carenze, dal personale che non è all’altezza, manca l’ufficio grafica e comunicazione per esempio per rispondere a determinate esigenze, mancano ovviamente anche i soldi. Un museo per sopravvivere oggi deve garantire tutte le sue strutture, gli storici hanno quindi imparato come avviene la comunicazione e la grafica per evitare che il museo si rivolga all’esterno per questi servizi. La comunicazione è fondamentale; non è solo fatta di parole ma è fatta anche di assetto grafico che esprime sempre qualcosa. In Italia mancano anche le figure di registrar e la possibilità di visite guidate.

Il registrar è presente all’estero, cioè colui che registra gli spostamenti di opere, che si organizza attraverso un piano di azioni, prevede la capacità di gestire le opere mediante formato, misure e caratteristiche. Anche in questo caso si occupa lo storico che mette in ordine le operazioni di spostamento di un’opera, si occupa di trasporti, architetti, verbali di consegna, curatori, ossia del piano ordinato delle movimentazioni. Per ogni opera che arriva bisogna avere un insieme di strutture che rendono possibile l’organizzazione, come la presenza di luci e piani di appoggi per le opere che arrivano.

Bisogna sempre contare anche le uscite e le entrate del museo per non uscire fuori piano, soprattutto i viaggi che si devono fare per spostare le opere e i loro costi, una volta sempre in Business Class oggi varia in base al tempo di percorrenza. Le visite guidate o servizi educativi sono una categoria intermedia, che garantiscano un buon livello di cultura e di comunicazione. Nei musei ci sono custodi, collaboratori e direttori e si sopperisce a questa mancanza mediante due modi, cioè attraverso servizi aggiuntivi, messi a gara che costituiscono il cuore del museo: book shop, biglietteria e attività didattiche. Qualora vincano le gare avranno degli appalti che durano 8-9 anni e si occupano dell’aspetto economico.

Nella gara vince chi offre di più allo stato. Per Brera (gara vinta da Skira) per ogni biglietto lo stato prende il 90% e lo stesso vale per audioguide e book shop dove la ditta prende il 90% e il 10% lo stato. Il museo deve garantire la possibilità di un servizio educativo non a pagamento, come scuole, gruppi speciali e istituzionali, anche attraverso il personale che in Italia manca. Tale personale se esistesse avrebbe bisogno di un continuo aggiornamento per il modo di proporsi al pubblico. Il museo deve gestire il personale e garantire il tempo sia per attività al pubblico sia per l’aggiornamento.

I custodi oggi non hanno solo il compito di vigilanza ma anche il servizio educativo e la possibilità di utilizzo di nuove tecnologie. Tutto questo non è facile perché in Italia l’organizzazione del lavoro è legata ai sindacati che devono accettare le proposte. La condizione sindacale attuale rispetto agli anni precedenti è migliorata.

Regolamentazione e manutenzione

Questo insieme di regole (atto di indirizzo) si sviluppa su vari punti:

  • Lo status giuridico è sviluppato nell’ambito dell’astrazione ministeriale. Il documento è molto burocratico ma da molti spunti di riflessione. Il documento spiega che lo status giuridico di un museo costituisce una serie di strutture che possono essere privatistica, pubblicistica, fondazione, ecc., ma hanno cose in comune come: la missione e la finalità del museo e la sua forma di governo, indipendentemente dalla sua natura privata o pubblica. La finalità e la missione devono sempre essere chiare e devono sempre essere educative.
  • Bilanci di entrata e uscite, senza considerare la concorrenza e la crisi economica. Il bilancio è uno strumento per poter migliorare e non solo un modo per essere trasparenti. Il bilancio significa migliorare e creare nuovi sviluppi, sennò si è passivi come un quadro chiuso in un deposito. Questo fattore non viene considerato nel documento. Il museo deve essere un organismo vivo e non solo studio, qualora non ci fossero i finanziamenti deve saper sviluppare un’attività che garantisca un’entrata economica.
  • Il patrimonio del museo è inalienabile, non si può vendere, i beni che appartengono ad un ente pubblico possono essere venduti ma se è registrato in un museo non può essere venduto, la legge non lo prevede.
  • Gli standard di conservazione delle opere sono noti, ogni materiale prevede un suo microclima adatto, tra 20°C e 50 % umidità, tuttavia ci sono dei materiali che devono essere conservati in un clima secco e non umido oppure in un clima più umido. Ciò che fa male è il passaggio brusco da uno stato all’altro, di questo ne è responsabile il direttore che ne deve rispondere di fronte alla corte dei conti. Il direttore deve sapere cosa fare in caso di qualsiasi allarme, attraverso l’informazione e aggiornamento del personale.

Tra le regole del museo vi è un’attenzione alla persona e poi all’opera per garantire sicurezza. Si deve sempre garantire l’accessibilità a tutti (portatori di handicap). Si parla di accessibilità sia fisica che intellettuale, l’accesso deve essere garantito anche ai malati e i loro parenti per giovare al loro non addormentamento mentale.

Un problema per le opere è il riscaldamento del museo che può provocare dei cambiamenti repentini del clima, il riscaldamento è automatico e spesso attraverso le porte e lucernari entrano spifferi che provocano molti problemi. Importante è la segatura umida che non provoca passaggi bruschi ma graduali, l’opera deve sempre stare dove c’è un clima intermedio.

Manutenzione e sicurezza

Tra le attività sempre presenti in un museo vi è la manutenzione, che non sempre è presente, la legge non aiuta in questo, che invece sovvenziona il restauro. La manutenzione è una buona conoscenza dello stato di tutte le opere. Ogni volta che si presta un’opera si deve compilare una scheda conservativa, le opere cambiano in continuazione quindi anche in poco tempo ci può essere un cambiamento. Mancano sempre i finanziamenti per la spolveratura che deve essere fatta da un esperto, chi spolvera analizza lo stato dell’opera, si fanno dei contratti appositi con i restauratori. Su 1200 opere può costare 10.000 euro e avviene in 2 mesi se fatta da 2 persone.

Questo potrebbe garantire molto lavoro ai giovani se inserite nelle attività del museo ma nessuno prende mai in considerazione la spolveratura. La spolveratura garantisce inoltre l’analisi e prevenzione del tarlo, per poterlo poi eliminare, isolarlo e fare una bonifica che dura qualche mese. Bisogna riconoscere se è tarlo vivo o morto, vivo quando vi è la polvere bianca, per prendere subito provvedimenti.

Nelle attività di sicurezza vi sono i procedimenti di inventariazione, non tutte le opere lo sono sempre visti i continui doni e regali. Inventariare non è sufficiente, vi è bisogno di una scheda di conservazione, mentre gli storici compilano la scheda informativa storico-artistica. I comodati sono le opere che i privati vogliono dare ai musei, tutti i comodati devono essere assicurati e accettati dal ministero. L’assicurazione è pagata dal museo, che spesso non ha i soldi, si procede con l’assicurazione di stato, che interviene in eventuali danni di opere che costituiscono patrimonio, si deve però accertare poi la sicurezza, il clima e la conservazione dell’opera.

Il ministero manda tutto alla corte dei conti e decide di accettare o meno quel comodato, i comodati devono essere ben scelti e poi garantirne l’esposizione. Le donazioni devono sempre essere accettate dal ministero. Per ogni opera quindi vanno fatte 2 relazioni: conservativa e storico-artistica, esprimere il suo valore e, dopo l’autorizzazione del ministero, bisogna inventariare e registrare l’opera.

Tutta la documentazione informativa deve essere messa a disposizione del pubblico anche se un museo non è un archivio, l’archivio deve essere sempre ben tenuto e nei musei manca sempre un archivista, il personale non ha cognizione di struttura archivista. Vi sono 3 archivi, quello antico, quello moderno fino al 2008 e uno contemporaneo che giunge fino ai giorni nostri.

Un museo deve avere strutture che costituiscono una garanzia: ufficio amministrativo e ufficio tecnico, sempre presente, centrale per la vita del museo, e per l’applicazione della sicurezza del museo (266), si fanno spesso prove di evacuazione per terremoti incendi o emergenze varie. Ogni museo ha un responsabile alla sicurezza che garantisce l’applicazione delle varie regole e controlla che tutto venga realizzato. La legge impone la presenza di questo responsabile viste le leggi in continuo cambiamento e aggiornamento. La manutenzione degli impianti è fondamentale, senza manutenzione non si possono fare mostre.

I musei e la loro importanza culturale

I musei sono l’espressione di un’anima e non una realtà amorfa. Lo studiolo è una delle prime espressioni del museo, i reperti antichi costituiscono l’identità di un popolo. Si diffonde un’arte che non è costituita solo da arte devozionale, ma all’interno delle famiglie più facoltose di Ferrara, Firenze e Urbino i signori raccolgono libri e cominceranno a commissionare opere contemporanee per rappresentare il proprio potere.

Gli studiosi sono luoghi appartati non accessibili a tutti. Tuttavia la mancanza di apertura al pubblico è compensata dalla presenza di un’intensa attività culturale. Le opere sono riunite per proporre un vero e proprio progetto culturale. Lo stesso si sviluppa per il museo. Il museo non può avere solo un allestimento a quadreria come si faceva una volta, ma un preciso progetto, in molti palazzi-museo è importante la quadreria perché ricalca l’assetto.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 32
Lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15 Sandrina Bandera Pag. 1 Lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15 Sandrina Bandera Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15 Sandrina Bandera Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15 Sandrina Bandera Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15 Sandrina Bandera Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15 Sandrina Bandera Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15 Sandrina Bandera Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali 2014/15 Sandrina Bandera Pag. 31
1 su 32
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tutela e valorizzazione dei beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bandera Sandrina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community