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Legislazione: Appunti Lezioni

Appunti di Legislazione dei beni culturali basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Costa dell’università degli Sudi di Trento - Unitn, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in beni culturali. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Legislazione dei beni culturali docente Prof. L. Costa

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ESTRATTO DOCUMENTO

 cose che presentano un interesse eccezionale per l'integrità e la completezza del patrimonio

culturale della Nazione;

 collezioni o serie di oggetti di eccezionale interesse artistico o storico

Sono sottoposti a tutela solo mediante procedimento di dichiarazione di interesse culturale

Tipologie oggetto di specifiche disposizioni → sono individuate all’art. 11 e sono sottoposte a tutela solo per

le specifiche misure previste dal codice 36. Non e’ prevista alcuna forma di dichiarazione.

di particolare importanza:

- affreschi, stemmi, graffiti, lapidi

- stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni costituenti vestigia della I Guerra Mondiale

che NON possono essere rimossi o staccati senza autorizzazione

RIASSUNTO

Qualificazione dell' interesse → necessario per

l’identificazione del bene culturale e’ differenziato

in relazione all’appartenenza del bene. Lezione 5

Articolo 11 → per essere considerati Beni culturali devono avere un interesse maggiore e non solo culturale.

Affresco, a meno che non sia su un palazzo importante, non ha riconoscimento dal punto di vista culturale,

questo però non si può rimuovere se non si ha l'autorizzazione del soprintendente.

11

Articolo 12 → Verifica dell'interesse culturale = procedimento amministrativo volto ad accertare l'interesse

culturale di cose mobili e immobili (> 70 anni) apparenti a Stato, enti pubblici, persone giuridiche private

senza fini di lucro.

Procedimento amministrativo = pluralità di atti susseguenti e diversi tra loro preordinati all’adozione di un

provvedimento amministrativo che è una manifestazione di volontà avente rilevanza esterna, proviene da

una Pubblica Amministrazione nell'esercizio di una attività amministrativa, indirizzata a soggetti determinanti

o determinabili ed in grado di apportare una modifica unilaterale nella sfera giuridica degli stessi. Questa

accerta la sussistenza o la non sussistenza dell’interesse culturale.

PROCEDIMENTO DI VERIFICA

1. AVVIO con comunicazione a proprietario, possessore o detentore su richiesta della proprietà o

d’ufficio

2. ISTRUTTORIA

3. ADOZIONE PROVVEDIMENTO MOTIVATO (discrezionalità tecnica)

4. COMUNICAZIONE DELL’ESITO DELLA VERIFICA

in caso di esito positivo → TRASCRIZIONE se bene immobile o mobile registrato

(Provincia di Trento - annotazione tavolare per immobili)

VERIFICA – DISPOSIZIONI PER BENI IMMOBILI

• Decreto MBAC 25 gennaio 2005

Criteri e modalità per la verifica dell'interesse culturale dei beni immobili di proprietà delle persone

giuridiche private senza fine di lucro, ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004,

n. 42

• Decreto MBAC 28 febbraio 2005

Modifiche ed integrazioni al decreto 6 febbraio 2004, concernente la verifica dell'interesse culturale

dei beni immobili di utilità pubblica

VERIFICA – DISPOSIZIONI PER BENI MOBILI

• Decreto MBAC 27 settembre 2006

Criteri e modalità per la verifica dell'interesse culturale dei beni mobili appartenenti allo Stato, alle

regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone

giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico ed

etnoantropologico. 12

L’utilizzo del sistema informativo consente di:

• acquisire i dati in un formato unitario;

• ottimizzare i tempi del procedimento;

• controllare l’iter del procedimento;

• costituire una banca dati condivisa dei beni d’interesse culturale.

I termini del procedimento sono fissati in 120 giorni dalla richiesta.

La mancata comunicazione dell’esito della verifica entro 120 gg. consente al richiedente

di esperire ricorso al tribunale amministrativo.

Le disposizioni dell’art. 12 si applicano anche quando i soggetti proprietari mutano la loro natura giuridica.

Lezione 6

Bene di proprietà privata immobili e mobili, che non siano affreschi, stemmi o elementi decorativi o che sono

sottoposti all'articolo 50, per essere considerati culturali devono essere dichiarati di interesse da un

soprintendente con una dichiarazione scritta e il motivo di interesse.

DICHIARAZIONE DI INTERESSE → Articolo 13

Si applica un procedimento amministrativo volto ad accertare la sussistenza dell’interesse culturale dei beni

di proprietà privata.

FASI DEL PROCEDIMENTO DI DICHIARAZIONE:

1. INIZIATIVA (Soprintendenza su iniziativa propria o su proposta enti territoriali);

2. AVVIO con comunicazione a proprietario, possessore o detentore (anche Comune se immobile);

3. APPLICAZIONE EFFETTI CAUTELARI della comunicazione (vigilanza, ispezione, misure di protezione,

alienazioni e altri modi di trasmissione);

4. FASE ISTRUTTORIA;

5. FASE CONSULTIVA (facoltativa; per la Provincia Autonoma Trento obbligatoria);

6. ADOZIONE PROVVEDIMENTO MOTIVATO (discrezionalità tecnica)

7. NOTIFICA (fase integrativa efficacia)tramite messo notificatore o racc. A.R.;

8. TRASCRIZIONE se bene immobile o mobile registrato.

(Provincia di Trento - annotazione tavolare per immobili)

simile

Un Sito archeologico ad un architettura con l’unica differenza che sta sotto al suolo. È Bene che

appartiene allo Stato. Perché sia di interesse culturale, deve essere valutato e ci deve essere una

dichiarazione.

Le cose di interesse archeologico mobili e immobili rinvenute anche fortuitamente nel sottosuolo

appartengono allo Stato e sono sottoposte a tutela per legge (sul territorio di competenza provinciale

appartengono alla Provincia Autonoma di TN). 13

Rientrano nella categoria di beni archeologici i beni storici che provengono da scavo o ricerca.

Le cose da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo danno parte del demanio (immobili) o del

patrimonio indisponibile (beni mobili) dello Stato (o Provincia).

Possesso legittimo da parte di soggetti diversi dallo Stato:

• oggetti rivenuti prima della legge 1089/1939 (le disposizioni della legge del 1909 non erano

penalmente rilevanti) e trasmesso per eredità;

• acquistato sul libero mercato con regolare documentazione;

• premi per ritrovamenti (= interpretazione del Tesoro = istituto giuridico. Paragonano un bene

1 1

culturale ad un tesoro visto che il bene appartiene allo Stato. Di solito va / allo scopritore, / al

4 4

proprietario del luogo dove viene trovato. Se sono la stessa persona gli va metà del valore del bene.

¼ al concessionario dell'attività di ricerca, di cui all'articolo 89, qualora l'attività medesima non rientri

tra i suoi scopi istituzionali o statutari)

Ricerca archeologica non è libera, l’attività di ricerca è riservata al ministero (sul territorio provinciale

Provincia Autonoma Trento). L’esecuzione di scavi e ricerche può essere data in concessione a soggetti

pubblici o privati, anche a Università.

Scoperte fortuite bisogna fare denuncia entro 24 h al sindaco o al sovrintendente e bisogna provvedere

alla conservazione e sicurezza delle scoperte.

Ricerche subaque ogni Stato può eseguire ricerche fino a 24 miglia dalla costa (12 miglia oltre il limite

territoriale). Nel mare territoriale i rinvenimenti vanno a titolo originario allo Stato. Oltre il mare territoriale

si applica il codice della navigazione per cui le navi battenti bandiera italiana sono considerate territorio dello

Stato. Gli oggetti che si impigliano nella rete sono dello Stato per due ragioni:

- nave territorio italiano

– la rete un accessorio (in questi casi diventano dello Stato se nessun proprietario legittimo ne

rivendica proprietà nel biennio successivo)

RICORSO AMMINISTRATIVO:

• può essere presentato per motivi di legittimità e merito entro 30 gg. dalla notifica;

• la presentazione del ricorso sospende gli effetti del provvedimento impugnato;

• rimangono ferme le misure cautelari applicate con l’avvio del procedimento;

Se il ricorso viene accolto l’atto impugnato viene annullato o riformato.

14 Lezione 7

PARLAMENTO → organo dotato del potere legislativo. È composto da due camere che hanno gli stessi

compiti e poteri (bicameralismo perfetto): camera dei deputati e senato della Repubblica. Entrambi restano in

carica per 5 anni.

CAMERA DEI DEPUTATI

 Composta da 630 deputati tutti eletti dai cittadini (= deputati elettivi)

 18 anni per votare (= elettorato attivo)

 Per votare un deputato, e in caso eleggerlo (= elettorato passivo), egli deve avere 25 anni

SENATO DELLA REPUBBLICA

 Ne fanno parte membri sia elettivi sia non elettivi

 Si compone di:

o 315 senatori (membri elettivi)

o ex Presidenti della Repubblica

o “senatori a vita” (membri non elettivi)

 25 anni per votare

 Per votare un senatore, e in caso eleggerlo, egli deve avere 40 anni

FUNZIONI DEL PARLAMENTO

 Esercita il potere legislativo

 Concede o nega fiducia al Governo

o Il Governo, entro 10 giorni dalla sua formazione, deve presentarsi alle Camere per ottenere

la fiducia.

o In qualunque momento, almeno 1/10 dei componenti di ciascuna Camera può presentare

una mozione di sfiducia che non può essere discussa e votata prima di 3 giorni dalla

presentazione, per garantire un’adeguata riflessione.

o Per restare in carica, il Governo deve ottenere la fiducia di entrambe le camere (con voto

palese): in caso di mancata fiducia, anche da parte di una sola Camera, è costretto alle

dimissioni.

Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una qualunque proposta del Governo,

non equivale di per sé a sfiducia, e non comporta l’obbligo delle dimissioni salvo che il

Governo stesso non abbia apposto sulla votazione la c.d. “questione di fiducia”.

 Attività di “controllo” sul Governo attraverso interrogazioni e interpellanze

15

 Dispone inchieste e indagini conoscitive su materie di pubblico interesse

In casi espressamente previsti dalla Costituzione, il Parlamento opera come un unico organo collegiale, con le

seguenti funzioni:

- eleggere il Presidente della Repubblica e riceverne il giuramento di fedeltà alla Repubblica;

- eleggere 1/3 dei componenti della Corte costituzionale;

- eleggere 1/3 dei componenti del Consiglio superiore della magistratura (CSM);

- mettere in stato d’accusa il Presidente della Repubblica per alto tradimento o per attentato alla

Costituzione.

IL GOVERNO è l’organo del potere esecutivo. Comprende il consiglio dei ministri che è composto da:

Presidente del Consiglio e Ministri che sono componenti necessarie. Possono farvi parte anche componenti

non necessarie, non previste dalla Costituzione, bensì nate dalla prassi: Ministri senza portafoglio,

Sottosegretari e Alti Commissari.

È nominato dal presidente della Repubblica che sceglie prima il Presidente del Consiglio e in seguito, su

proposta del Presidente del Consiglio, i singoli ministri.

Quando viene nominato, il Governo giura fedeltà alla Repubblica, alla Costituzione ed alle leggi nelle mani

del Presidente della Repubblica. Da questo momento assume le sue funzioni.

Entro 10 giorni dalla sua formazione, il Governo deve presentarsi alle Camere per ottenere la fiducia, ma se

NON la ottiene deve dimettersi.

Le funzioni del Governo:

 esercita il potere esecutivo;

 è al vertice della pubblica amministrazione;

 può presentare disegni di legge ed esercitare un potere normativo straordinario (decreti legge) o

delegato (decreti legislativi);

 esamina le questioni internazionali;

 emana gli atti relativi ai rapporti tra lo Stato e la Chiesa Cattolica (nonché ai rapporti tra lo Stato e gli

altri culti);

 delibera i più importanti regolamenti statali.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. NON ha funzioni di

indirizzo politico, ma di rappresentanza e garanzia. Può essere eletto qualunque cittadino italiano che abbia

compiuto 50 anni e in possesso di diritti civili e politici.

16

Viene eletto dal Parlamento in seduta comune integrato da 3 delegati per ogni Regione (1 per la Valle

d’Aosta). Per l’elezione è necessaria la maggioranza dei 2/3 dell’assemblea nelle prime tre votazioni. Nelle

successive è sufficiente la maggioranza assoluta.

Prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e osservanza della

Costituzione. Una volta eletto resta in carica per 7 anni.

NON è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni (salvo che per alto tradimento e per

attentato alla Costituzione). Attraverso la c.d. controfirma la responsabilità è assunta dai “Ministri

proponenti”. La Costituzione affida al Presidente una serie molto ampia di poteri anche se in realtà molte

delle sue attribuzioni gli competono solo formalmente, spettando al Governo nella sostanza.

POTERI NELLA FUNZIONE NORMATIVA:

 Promulgare le leggi.

 Rinviare alle Camere, con messaggio motivato.

 Emanare i decreti aventi forza di legge e i regolamenti.

 Indire i referendum.

 Autorizzare la presentazione dei disegni di legge governativi.

 Eleggere (fino a) cinque senatori a vita.

 Indire le elezioni e fissare la prima riunione delle nuove Camere.

 Inviare messaggi alle Camere, convocarle in via straordinaria e procedere al loro scioglimento.

POTERI NELLA FUNZIONE DI GOVERNO

 Nominare il Presidente del Consiglio e, su sua proposta, i ministri.

 Ricevere il giuramento del Governo ed accettarne la dimissioni.

 Ratificare i trattati internazionali.

 Accreditare e ricevere i rappresentanti diplomatici, ed effettuare visite ufficiali all’estero.

 Comandare le forze armate.

 Presiedere il Consiglio supremo di difesa.

 Dichiarare lo stato di guerra, deliberato dalle Camere.

 Conferire onorificenze

POTERI NELLA FUNZIONE GIURISDIZIONALE

 Presiedere il Consiglio superiore della Magistratura.

 Nominare un terzo dei giudici della Corte costituzionale.

 Concedere la grazia, o commutare le pene.

Molte delle attribuzioni indicate sono, in realtà, dei c.d. “atti dovuti” ossia devono essere compiute dal

Presidente, indipendentemente da una propria valutazione discrezionale.

17 Lezione 8

I Beni Culturali appartengono al patrimonio storico – artistico della Nazione. Appartengono al patrimonio

culturale e come tali sono sottoposti ad un regime speciale che comporta una compressione all’esercizio del

diritto di proprietà per quanto riguarda la gestione e la circolazione che sono sottoposte al controllo

pubblico.

REGIME GIURIDICO DEI BENI CULTURALI

Il regime speciale è collegato alla loro attitudine a soddisfare un interesse pubblico e comporta un obbligo

assoluto e incondizionato del proprietario ad utilizzare il bene in modo da garantire la conservazione.

Il regime giuridico pone delle limitazioni:

 Limitazioni consistenti nell’imposizione di obblighi, positivi o negativi;

 Limitazioni consistenti nella necessità di ottenere l’autorizzazione degli organi di tutela per svolgere

determinate attività;

 Limitazioni consistenti nell’assoggettamento a specifici poteri di intervento riconosciuti agli organi di

tutela.

E comporta oneri, obblighi e soggezioni a cui la proprietà pubblica e privata è tenuta ad attenersi.

Sono previste:

TUTELA

 misure di protezione (individuazione interventi vietati o subordinati ad autorizzazione tutela

indiretta)

o ci sono degli interventi vietati:

 distruzione

 

danneggiamento chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un

monumento o un'altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se

dal fatto deriva un nocumento al patrimonio archeologico, storico o artistico

nazionale (1), con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda non inferiore a euro

2.065 (2). Può essere ordinata la confisca [c.p. 240] della cosa deteriorata o

comunque danneggiata (3).

 usi non compatibili con il carattere storico - artistico

 uso che reca pregiudizio alla conservazione del bene

 smembramento archivi

o Ci sono degli interventi soggetti ad autorizzazione del Ministero:

 demolizione

 spostamento, anche temporaneo

 smembramento di collezioni, serie raccolte

18

 scarto di documenti di archivi pubblici e archivi

 privati dichiarati di interesse ex art. 13

o Ci sono degli interventi soggetti ad autorizzazione del Soprintendente:

 Opere e lavori di qualunque genere su beni culturali

AUTORIZZAZIONE strumento degli organi di tutela per esercizio del controllo pubblico sul bene

culturale. È resa su progetto o descrizione tecnica del richiedente. Può contenere prescrizioni.

Provvedimento amministrativo che attraverso una valutazione discrezionale conferisce al

richiedente la legittimazione all’intervento.

Ci sono anche delle misure cautelari:

o sospensione lavori in assenza o in difformità di autorizzazione

o blocco o sospensione lavori su beni non verificati o dichiarati

o verifica preventiva interesse archeologico

 misure di vigilanza e ispezione: a fronte degli obblighi imposti il ministero ha il potere di ispezione

(5 gg. preavviso) e vigilanza

 misure di conservazione: Il codice pone in capo ai proprietari pubblici e privati, ai possessori e

detentori l’obbligo di conservazione del bene tutelato (artt.1 e 30) stato ed enti pubblici devono

garantire anche la sicurezza.

Ci sono degli interventi conservativi che possono essere volontari da parte di un proprietario

possessore o detentore oppure imposti dal ministero o realizzati direttamente dallo stesso

ministero.

Misure di conservazione:

1. Prevenzione = limitazione situazioni di rischio

2. Manutenzione = mantenimento integrità, efficienza funzionale, identità

3. Restauro = recupero integrità materiale e trasmissione valori culturali

 misure di controllo sulla circolazione in ambito nazionale ed internazionale

 disciplina dei ritrovamenti e delle scoperte

 espropriazione

 misure sanzionatorie (amministrative e penali)

FRUIZIONE VALORIZZAZIONE

 modalità di fruizione e valorizzazione

DEFINIZIONI IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI

Le tipologie delle opere e dei lavori di cui al presente titolo si articolano nelle seguenti sezioni:

a) scavo archeologico Lo scavo archeologico consiste in tutte le operazioni che consentono la lettura

storica delle azioni umane, nonché dei fenomeni geologici che hanno con esse interagito,

19

succedutesi in un determinato territorio, delle quali con metodo stratigrafico si recuperano le

documentazioni materiali, mobili e immobili, riferibili al patrimonio archeologico. Lo scavo

archeologico recupera altresì la documentazione del paleoambiente anche delle epoche anteriori

alla comparsa dell'uomo.

b) restauro e manutenzione di beni immobili di interesse storico artistico archeologico

c) restauro e manutenzione di superfici architettoniche decorate e di beni mobili di interesse storico,

artistico ed archeologico.

RESTAURO = l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità

materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali.

Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il

restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale.

MANUTENZIONE = il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del

bene culturale e al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle

sue parti. Lezione 9

Custodia coattiva (Art. 43) gli organi di tutela possono far trasportare e custodire in pubblici istituti beni

culturali mobili per garantirne la sicurezza e fare degli interventi conservativi: prevenzione, manutenzione,

restauro. 

Comodato e deposito formule con la quale dei beni vengono depositati nei musei. I direttori possono

accogliere beni che vengono messi a disposizione di terzi perché ne avvenga la conservazione e la fruizione

pubblica. Finalità di garantire le opere pubbliche.

Comodato = contratto disciplinato dal codice civile art. 1803, contratto essenzialmente

gratuito, finalità del contratto è la fruizione dei beni da parte della collettività, i beni sono

protetti da idonea copertura assicurativa.

Deposito = contratto disciplinato dal codice civile art. 1767, non sempre gratuito e viene fatto

per la custodia dei beni, le spese di conservazione e custodia a carico enti depositanti.

Ulteriori forme di protezione: tutela indiretta (Art. 45) protezione che va oltre quella fisica, diventa

simbolica e ambientale. Spesso l’ambiente condiziona la salvaguardia di un bene.

Si tratta di limitazioni poste al libero utilizzo di beni immobili contigui, confinanti o prossimi ad un immobile o

complesso di beni immobili dichiarati di interesse culturale ai sensi del codice o da leggi previgenti.

Va quindi ad imporre delle leggi su un bene che non è culturale (per esempio divieto di edificazione in tutta

l'area vicina ad un bene culturale). 20

Prescrizioni di tutela indiretta - FINALITÀ

 preservare integrità del bene culturale immobile

 Evitare danno alla sua prospettiva o luce

 Evitare alterazioni alle condizioni di ambiente e di decoro in cui l'immobile si colloca

Il procedimento include alcune prescrizioni quali: distanze, altezze, tipologie di materiali, misure e limitazioni,

di volta in volta, individuate per le finalità previste dal codice.

Le prescrizioni sono immediatamente percettive e vengono recepite nei regolamenti edilizi e negli strumenti

urbanistici. 

NB: Vincolo indiretto si pone ad un qualcosa che non è considerato un bene culturale a causa della

vicinanza ad un bene culturale che ha un vincolo proprio diretto.

Fasi del procedimento di vincolo indiretto:

1. AVVIO con comunicazione a proprietario, possessore o detentore (anche Comune se complesso

immobiliare)

2. APPLICAZIONE EFFETTI CAUTELARI (immobile non modificabile)

3. ADOZIONE PROVVEDIMENTO MOTIVATO (discrezionalità tecnica)

4. NOTIFICA (fase integrativa efficacia)tramite messo notificatore o racc. A.R.

5. TRASCRIZIONE (Provincia di Trento – annotazione tavolare per immobili)

Si può presentare un ricorso amministrativo entro 30 gg. dalla notifica per motivi di legittimità e merito. La

presentazione del ricordo NON sospende gli effetti del provvedimento impugnato.

MOSTRE ED ESPOSIZIONI

Procedure:

 valutazione della richiesta di prestito;

 Autorizzazione di tutela (art 48 codice dei beni culturali);

 Sottoscrizione condizioni generali e particolari di prestito da parte del richiedente;

 Autorizzazione uscita temporanea in ambito UE o licenza temporanea esportazione (fuori UE).

Diritti del prestatore:

 Ricevere in tempo utile richiesta (almeno 6 mesi);

 Definire condizioni di prestito;

 Richiedere che l’opera venga accompagnata da un courier.

Obblighi dell’organizzatore:

 Garantire idonee condizioni di conservazione e sicurezza durante il trasporto e la giacenza;

 Stipulare polizza assicurativa adeguata;

 Sostenere tutti i costi connessi con il prestito.

Cosa è soggetto al prestito (In Italia)? 21

 beni mobili di enti pubblici o persone giuridiche private senza scopo di lucro che presentano

interesse culturale;

 beni mobili di soggetti diversi che abbiano un interesse particolarmente importante;

 le collezioni o serie di eccezionale interesse;

 raccolte di musei, archivi e biblioteche pubblici;

 raccolte librarie di privati di eccezionale interesse;

 archivi di privati di interesse storico particolarmente importante.

Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione:

 il prestito non deve compromettere la buona conservazione e la sicurezza del bene;

 il prestito non deve compromettere la fruizione pubblica dei beni dello Stato;

 Il prestito deve essere garantito da idonea copertura assicurativa.

DISTACCO DI BENI CULTURALI (Art. 50) è vietato senza autorizzazione:

 distacco di stemmi, affreschi, lapidi, tabernacoli esposti o non alla pubblica vista;

 Distacco di stemmi, lapidi, iscrizioni e la rimozione di cippi e monumenti costituenti vestigia della I

Guerra Mondiale.

CIRCOLAZIONE IN AMBITO NAZIONALE

Ha finalità acquisitiva e conoscitiva, in particolare per i beni mobili che non hanno registri di proprietà.

La norma non può porre un limite al proprietario, diverso è in ambito pubblico. Si ha quindi un regime

differenziato in relazione all’appartenenza del bene: demaniale, di proprietà pubblica o appartenete a

persona giuridica senza scopo di lucro, di proprietà privata.

BENE PUBBLICO bene mobile o immobile che appartiene a soggetto pubblico – PROPRIETA’ PUBBLICA.

BENE DI INTERESSE PUBBLICO bene che assolve a finalità di pubblico interesse (ANCHE SE APPARTIENE A

SOGGETTO PRIVATO) - oggettivamente pubblico in relazione alla fruizione.

I beni demaniali e i beni patrimoniali indisponibili servono all’immediata soddisfazione di bisogni di

importanza sociale regime speciale diritto pubblico.

I beni patrimoniali disponibili sono posseduti a titolo di proprietà privata.

La distinzione fra beni demaniali e patrimoniali si basa su un criterio formale stabilito dal codice civile.

Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato gli immobili riconosciuti d'interesse

storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli

archivi, delle biblioteche.

I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a

favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano (Art. 823).

22

I beni del demanio culturale appartengono allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che

rientrino nelle tipologie indicate nell’articolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale. Questi

beni non possono essere alienati, né formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei limiti e con le

modalità previsti dal codice.

Beni pubblici sono beni del tutto e definitivamente inalienabili, provvisoriamente inalienabili in

attesa della verifica, verificati e riconosciuti di interesse culturale che possono essere alienati previa

autorizzazione. 

Beni demaniali inalienabili (= sostanzialmente intoccabile) (Art. 54) immobili e aree archeologiche,

immobili dichiarati monumenti nazionali, raccolte di musei, gallerie, biblioteche, etc… cose mobili di autore

vivente o la cui esecuzione risalga a meno di 70 anni se incluse in raccolte apparenti ad enti territoriali. Lo

sono anche Beni mobili e immobili fino a conclusione del procedimento di verifica (ex art. 12) e Documenti di

enti territoriali - archivi e documenti di istituti pubblici.

NB: l’inalienabilità non vale per i negozi di trasferimento fra lo Stato e gli enti locali.

Alienabilità dei beni demaniali (Art. 55) i beni demaniali immobili diversi da quelli indicati all’art.54 possono

essere alienati con autorizzazione che: detta prescrizioni in ordine alle misure di conservazione

programmate; stabilisce le condizioni di fruizione pubblica del bene, tenuto conto delle precedenti

destinazioni d’uso; si pronuncia sulla congruità delle modalità e dei tempi previsti per il conseguimento degli

obiettivi di valorizzazione.

L’autorizzazione non può essere rilasciata quando la destinazione d’uso proposta possa arrecare pregiudizio

alla conservazione e alla fruizione pubblica del bene o risulti incompatibile con il carattere storico artistico

del bene medesimo.

Scopo dell’autorizzazione è quello di porre la pubblica amministrazione nella condizione di valutare se il

mutamento di titolarità del bene possa in qualche misura compromettere la conservazione e l’utilizzazione di

quest’ultimo.

L‘autorizzazione ad alienare comporta la sdemanializzazione del bene cui essa si riferisce. Tale bene resta

comunque sottoposto a tutte le disposizioni di tutela

Le prescrizioni imposte con l’autorizzazione sono riportate nell’atto di alienazione e sono obbligazione

oggetto di clausola risolutiva del contratto in caso di inadempimento.

Altre alienazioni soggette ad autorizzazione beni culturali dello Stato e degli enti territoriali (diversi da

quelli previsti agli artt. 54 e 55). L’autorizzazione è rilasciata a condizione che i beni non abbiano interesse

per le raccolte pubbliche, e che l’alienazione non comporti danno alla loro conservazione e non venga

menomata la pubblica fruizione.

Ci sono poi i beni di altri soggetti pubblici e persone giuridiche private senza fine di lucro compresi enti

ecclesiastici civilmente riconosciuti. 23

L’autorizzazione è rilasciata a condizione che dall’alienazione non derivi danno alla conservazione e alla

pubblica fruizione dei beni. 

Autorizzazione – prelazione (= preferire una cosa rispetto ad un'altra) La concessione dell’ autorizzazione

non preclude la procedura di prelazione, che ha corso autonomo e che va impostata prescindendo del tutto

dall’ottenuta autorizzazione, la quale si concentra soltanto sull’alienabilità del bene culturale senza danno

per la collettività.

Nel concetto di “alienazione” rientrano sia i trasferimenti a titolo oneroso che i trasferimenti a titolo

gratuito. 

Denuncia di trasferimento gli atti che trasferiscono in tutto o in parte la proprietà o la detenzione di beni

culturali di proprietà pubblica e privata sono denunciati al ministero (Provincia Autonoma di Trento) entro 30

gg. 

Trasferimento beni di proprietà privata Sussiste solo obbligo di denuncia al Ministero e non necessita

autorizzazione preventiva.

PRELAZIONE (Art. 60) il ministero o altri enti territoriali interessati hann0 la facoltà di acquistare in via di

prelazione i beni alienati a titolo oneroso entro 60 gg. dalla denuncia al medesimo prezzo stabilito

nell’atto di alienazione.

Art. 61 fino alla scadenza del termine i’atto di alienazione rimane sotto condizione sospensiva all’esercizio

della prelazione e non produce effetti. All’alienante è vietato effettuare la consegna della cosa.

La prelazione è di natura giuridica ed è un acquisto coattivo che deriva da una potestà di supremazia

conferita dalla legge per l’attuazione, in via amministrativa, di un pubblico interesse.

SCHEMA RIASSUNTIVO

BENE DEMANIALE INALIENABILI.

Tutti gli altri alienabili con autorizzazione

BENE DI PROPRIETÀ ALIENABILI PREVIA AUTORIZZAZIONE

PUBBLICA O sono soggetti a denuncia, possono essere acquistati da

APPARTENENTE A Stato o Regioni mediante diritto di prelazione

PERSONA GIURIDICA

SENZA SCOPO DI LUCRO

BENE DI PROPRIETÀ SONO LIBERAMENTE ALIENBILI E SONO SOGGETTI A

PRIVATA DENUNCIA. In caso di trasferimento a tiolo oneroso possono

essere acquistati da Stato, regioni, comuni medienate diritto

di prelazione

24 Lezione 10

CIRCOLAZIONE INTERNAZIONALE

Artt. 63 – 64 si riferiscono al COMMERCIO: vengono richiamate norme in materia di pubblica sicurezza. La

normativa non riguarda esclusivamente i beni culturali secondo il criterio studiato, ma più in generale le cose

indicate nell’allegato A al codice. Generalmente è esclusa l’arte contemporanea e per beni sotto la soglia di

valore indicata. 

OBBLIGHI DEL COMMERCIANTE deve essere iscritto ad un registro prescritto di norme di P.S., deve tenere

un registro delle cose alienate, ha l’obbligo di consegnare al compratore un certificato di autenticità o

attribuzione e provenienza con fotografia, per i documenti antichi ha l’obbligo di comunicazione al

Soprintendente dei documenti posti in vendita.

Sul rispetto della tenuta del registro Vigila la Soprintendenza che riceve notizia sull’inizio di nuove attività

relative al commercio di beni culturali.

PRINCIPI IN MATERIA DI CIRCOLAZIONE INTERNAZIONALE

1. Il controllo sulla circolazione internazionale è finalizzato a preservare l'integrità del patrimonio

culturale in tutte le sue componenti, quali individuate in base al presente codice ed alle norme

previgenti.

2. Il controllo di cui al comma 1 è esercitato ai sensi delle disposizioni del presente capo, nel rispetto

degli indirizzi e dei vincoli fissati in ambito comunitario, nonché degli impegni assunti mediante la

stipula e la ratifica di Convenzioni internazionali. Detto controllo costituisce funzione di preminente

interesse nazionale.

3. Con riferimento al regime della circolazione internazionale, i beni costituenti il patrimonio culturale

non sono assimilabili a merci .

CIRCOLAZIONE INTERNAZIONALE uscita dal territorio nazionale; esportazione dal territorio dell’Unione

Europea; ingresso da paesi dell’Unione Europea e da Paesi Terzi.

BENI CULTURALI ED UNIONE EUROPEA

 Trattato di Roma 1957 la cultura era esclusa. I beni culturali sotto il profilo doganale erano visti come

merci. Erano previste LIMITAZIONI per garantire la protezione.

 Articolo 30

 Le disposizioni degli articoli 28 e 29 lasciano impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione,

all'esportazione e al transito giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica

sicurezza, etc.. di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale, o di

25

tutela della proprietà industriale e commerciale. Tuttavia, tali divieti o restrizioni non devono

costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra gli

Stati membri.

 Con il Trattato di Maastricht del 1993 nella normativa europea l'aspetto della cultura "assurge ad

interesse pubblico comunitario di rango primario", e la cooperazione culturale tra gli Stati membri

diventa un obiettivo ufficialmente riconosciuto dell'azione comunitaria.

BENI CULTURALI E COSTITUZIONE EUROPEA

 Nel settore cultura l'Unione gode di una competenza limitata solamente al sostegno, coordinamento

o completamento

 Il primo comma dell'art. III-280 della Costituzione Europea afferma che "l'Unione contribuisce al

pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle diversità nazionali e regionali,

evidenziando nel contempo il patrimonio culturale comune.", nel rispetto degli obiettivi

programmatici , in cui è affermato il rispetto e la salvaguardia delle diversità culturali dei vari Stati

membri.

TRATTATO DI LISBONA

1. L'Unione contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro

diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune.

2. L'azione dell'Unione è intesa ad incoraggiare la cooperazione tra Stati membri e, se necessario, ad

appoggiare e ad integrare l'azione di questi ultimi nei seguenti settori:

a. miglioramento della conoscenza e della diffusione della cultura e della storia dei popoli

europei

b. conservazione e salvaguardia del patrimonio culturale di importanza europea

c. scambi culturali non commerciali

d. creazione artistica e letteraria, compreso il settore audiovisivo

Per quanto riguarda la circolazione delle opere d’arte, parallelamente al trattato di Maastricht, la Comunità

Europea approvò una disciplina che potesse compensare l’abolizione dei controlli doganali alle frontiere

interne. La tutela del patrimonio è stata garantita dal riconoscimento delle legislazioni nazionali vigenti e da

due precisi strumenti normativi:

a) Regolamento CEE del Consiglio europeo n.3911

b) Direttiva 93/7/ CEE del Consiglio europeo 15 marzo 1993

Per la circolazione dei Beni mobili nei paesi dell’UE bisogna distinguere tra quelli che escono in maniera

definitiva da quelli che escono in maniera temporanea.

L’uscita DEFINITIVA in ambito UE è VIETATA nei seguenti casi:

 se il bene sia opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga a oltre 50 anni, appartenga

allo Stato, enti pubblici o a persone giuridiche senza fine di lucro:

26

o quando presenta interesse artistico, storico ed etnoantropologico;

o quando non sia ancora intervenuta la verifica della sussistenza dell'interesse artistico, storico

o etnoantropologico.

 in caso di raccolte dei musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi;

 se si tratta di cose di interesse particolarmente importante e di collezioni per le quali:

o sia intervenuta la dichiarazione dell'interesse culturale;

o il Ministero si sia espresso negativamente, riguardo all'esportazione definitiva, perché

troppo importanti per il patrimonio culturale in relazione alle caratteristiche oggettive, alla

provenienza o all'appartenenza.

Uscita DEFINITIVA in ambito UE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONE:

 cose di autore NON vivente o > 50 ANNI (diverse da quelle per le quali l’uscita è vietata) che

presentino interesse culturale a chiunque appartenenti;

 archivi e documenti di privati che presentano interesse culturale:

 fotografie;

 mezzi di trasporto > 75 anni;

 strumenti della scienza > 50 anni.

Uscita DEFINITIVA in ambito UE NON SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONE:

 per le opere di pittura, scultura, grafica e di qualsiasi oggetto di autore vivente o la cui esecuzione

non risalga a oltre 50 anni, anche se l'esportatore deve comunque dimostrare al competente ufficio

esportazione che i beni da trasferire all'estero hanno queste caratteristiche (contemporaneità).

RIEPILOGO USCITA DEFINITIVA SECONDO IL CODICE DEI BENI CULTURALI

1. VIETATA quando il bene deve essere considerato bene culturale secondo le disposizioni

del codice dei beni culturali

2. CONSENTITA PREVIA AUTORIZZAZIONE quando il bene ha le potenziali caratteristiche per

essere bene culturale (autore non vivente e opera > 70 anni), ma non è ancora stati

dichiarato e negli altri casi previsti dal codice

3. NON SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONE per opere di autore vivente o < 70 anni (necessita

attestazione contemporaneità)

L’attestato di Libera circolazione è rilasciato dall’ufficio di esportazione previa acquisizione di elementi

conoscitivi da parte del Ministero entro 40 gg. dalla richiesta. Il rifiuto comporta l’avvio del procedimento di

dichiarazione. 

Acquisto coattivo può essere proposto dall’ufficio esportazioni e deve essere perfezionato entro 90 giorni

dalla richiesta. 27

Si differenzia dalla prelazione perché non presuppone un atto di alienazione e il prezzo corrisponde al valore

dichiarato dal denunciante.

Uscita TEMPORANEA in ambito UE può essere autorizzata anche quando è vietata l’uscita definitiva per:

 manifestazioni, mostre di alto interesse culturale purché sia garantita integrità e sicurezza dei beni

(non costituenti il fondo principale di un museo e non suscettibili di danno nel trasporto o in

condizioni ambientali sfavorevoli);

 trasferimento diplomatici o sedi diplomatiche;

 per analisi e studio;

 esecuzione accordi culturali.

L’attestato di circolazione temporanea è rilasciato dall’ufficio di esportazione entro 40 gg. dalla richiesta,

indica il termine di rientro dei beni che non può essere superiore a 18 mesi. È subordinato all’assicurazione

dei beni per i valori dichiarati. Per i beni privati è richiesta una cauzione per il 100%.

l’ufficio

INGRESSO NEL TERRITORIO NAZIONALE esportazione certifica:

 spedizione in Italia da Stato UE;

 importazioni da Stato extra UE

I certificati di avvenuta spedizione e di avvenuta importazione, che hanno durata di 5 anni, sono

rilasciati sulla base di documentazione idonea a identificare con certezza il bene e a dimostrane la

provenienza legittima dal territorio dello Stato membro o del Paese terzo.

COMPETENZE SUL TERRITORIO PROVINCIALE PER USCITA TEMPORANEA

Circolazione infra UE soprintendenze provinciali

Circolazione extra UE ufficio esportazione ministero beni e attività culturali competente per territorio

previo nulla osta provincia per beni di godimento pubblico.

ESPORTAZIONI DAL TERRITORIO UE disciplinate da:

DALL’ART. 74 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI

 dal regolamento (ce) n. 116/2009 del 18 dicembre 2008 del Consiglio;

 dal regolamento di esecuzione (UE) n.1081/2012 della commissione del 9/11/2012

recante disposizioni d’applicazione del regolamento (CE) n. 116/2009 del Consiglio relativo

all’esportazione di beni culturali.

L’UFFICIO ESPORTAZIONI RILASCIA:

 licenza di esportazione (validità 6 mesi) contestuale o entro 30 mesi dall’attestato di libera

circolazione; 28

 licenza temporanea esportazione secondo disciplina infra u.e. (per beni elenco a) codice).

ESPORTAZIONI FUORI DALL’UE Il Regolamento (CE) n. 116/2009 del 18dicembre 2008 del Consiglio in

materia di esportazione di beni culturali prevede in aggiunta alla protezione nazionale, diversa per ogni

Paese membro, una protezione comune ai confini esterni della CEE

 prevede l'assoggettamento a licenza delle uscite dei beni culturali indicati nell’allegato A verso paesi

terzi;

 stabilisce che questa licenza sia valida in tutta la comunità;

 definisce come competente a rilasciarla lo stato nel quale il bene si trova lecitamente e

definitivamente dal 1° gennaio 1993;

 istituisce un sistema di cooperazione fra autorità culturali e doganali.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

A. In ambito EUROPEO la cooperazione internazionale per la restituzione dei beni rubati e

illecitamente esportati da stati membri dell'Unione Europea è disciplinata dal Regolamento (CE)

n.116/2009 del 18 dicembre 2008 del Consiglio relativo all'esportazione di beni culturali e dalla

Direttiva UE n. 2014/60/UE del 15 maggio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla

restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro.

B. In campo INTERNAZIONALE operano:

a. la Convenzione UNESCO del 1970 (ratificata con legge 873/1975) sulle misure da adottare

per vietare, impedire ogni illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà

riguardanti i beni culturali(articolo 87 bis del Codice);

b. la Convenzione UNIDROIT (ratificata con legge 213/1999) sui beni culturali rubati e

illecitamente esportati (articolo 87 del Codice).

UNESCO L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO,

dall'acronimo inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) è stata fondata dalle

Nazioni Unite nel 1946 per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni nelle aree di: educazione, scienza,

cultura e comunicazione. Sono membri dell’UNESCO, al marzo 2005, 191 paesi più 6 membri associati. Il

quartier generale dell’UNESCO è a Parigi, Francia, ed opera programmi di scambio educativo, scientifico e

culturale da 60 uffici sparsi per tutto il mondo.

UNIDROIT Finalità della convenzione promossa da UNESCO: fornire un corpo minimo di norme giuridiche

comuni in materia di “restituzione” e di “ritorno” dei beni culturali tra gli Stati contraenti

introducendo deroghe di notevole portata a principi consolidati nel diritto comune e un autonomo

titolo di giurisdizione in materia di restituzione e di ritorno.

29

La restituzione riguarda i beni culturali rubati ed opera a livello di rapporti privati, non implica azione

governativa come nella direttiva comunitaria.

Dal 19 dicembre 2015 la restituzione è disciplinata dalla Direttiva 2014/60/UE che ha introdotto nuove

regole per quando riguarda l’ambito di applicazione, i termini procedurali e le modalità per il riconoscimento

dell’equo indennizzo al possessore di buona fede che dimostri la diligenza richiesta.

Ai fini della Direttiva è considerato “bene culturale” il bene così classificato o definito dalla Stato membro

secondo la propria legislazione nazionale.

Il ritorno riguarda i beni illecitamente esportati.

L’azione giudiziaria esercitata dallo Stato membro richiedente ed è proponibile avanti il tribunale

ordinario del luogo dove si trova il bene.

Diritti reali A differenza della convenzione UNIDROIT, la direttiva non incide sulla formazione o

sull’esistenza di diritti reali sui beni in questione e non pone differenze tra beni oggetti di furto e beni

esportati illecitamente. Lezione 11

COMPETENZE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO IN MATERIA DI BENI CULTURALI

ITALIA - STATO REGIONALE forma intermedia fra Stato Accentrato e Stato Federale

Art. 5 Cost.

La repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei

servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo;

adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e

del decentramento.

Art. 114 Cost. la repubblica è costituita dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane, dalle regioni

e dallo Stato.

I comuni, le province, le città metropolitane e le regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri

e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

Art. 116 Cost. Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino - Alto Adige/Südtirol e la Valle

d'Aosta/Vallée d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti

speciali adottati con legge costituzionale. 30


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra_Fra_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione dei beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Costa Lorena.

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