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Appunti di diritto costituzionale su: Lo Stato, dal primato della legge alla Costituzione, forme di stato e di governo, Costituzione repubblicana, storia costituzionale italiana, concezione descrittiva e prescrittiva. Scarica il file in formato PDF !

Esame di Diritto Costituzionale docente Prof. D. D'amico

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Lo Stato

Lo Stato è la principale organizzazione della vita collettiva, esso è infatti l’organizzazione più

sofisticata nel rapporto fra l’individuo e le norme giuridiche. Caratteristiche dello Stato:

1) è un’organizzazione ad appartenenza obbligatoria: ogni cittadino, fin dal momento della nascita

è obbligato a far parte dello Stato; esso ci obbliga infatti a pagare le tasse, andare a scuola, etc;

2) ha natura autoritaria: il cittadino non si trova mai alo stesso livello dello Stato; i cittadini sono

soggetti all’autorità statale, nonostante ci sia una forte corrispondenza tra i due;

3) assume su di sé il monopolio dell’uso della forza: fa rispettare i doveri, ma allo stesso tempo

garantisce anche i diritti dei cittadini. Si tratta di una forza che può essere minacciata da

organizzazioni parallele, come la mafia;

4) è dotato di sovranità interna(art.1 Cost: lo Stato esclude ci siano poteri esterni che possano

esercitare la propria forza sui cittadini, senza il permesso dello Stato; “L’Italia è una Repubblica

democratica, fondata sul lavoro, La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti

) e sovranità esterna(lo Stato non riconosce entità superiori; si mantiene

della Costituzione”

autonomo ed indipendente e può entrare in contatto con altre entità autonome ed indipendenti a

loro volta, es. art.7 Cost: “Lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I

loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accetate dalle due parti, non

). Recentemente entità sovrannazionali hanno

richiedono procedimento di revisione costituzionale”

modificato profondamento il concetto di sovranità ed hanno indotto gli Stati a rinunciare a parte

della loro sovranità(art.11 Cost: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri

popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli

altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le

).

Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”

Dal primato della legge al primato della Costituzione

Per tutto l’Ottocento e fino alla Grande Guerra, nel continente europeo è esistito un modello di

Stato chiamato liberale (o legislativo), fondato sul primato della legge. I legislatori “onnipotenti”

ottocenteschi (fulcro di questo modello) emanavano leggi in termini di astrattezza(=la norma deve

avere uno schema potenzialmente ripetibile all’infinito; la norma non deve essere esauribile in una

sola applicazione) e generalità(=eguale applicazione della legge nei confronti di tutti i cittadini).

Questi due principi esprimono rispettivamente i principi illuministici che hanno permesso la

trasformazione del suddito in cittadino. Il principio di astrattezza esprime infatti il principio di libertà:

sappiamo preventivamente cosa ci spetta in base alle nostre azioni, mentre quello della generalità

esprime il principio di uguaglianza. In questo modello il giudice risulta avere solamente un ruolo

subalterno, ossia come <bocca della legge>.

Con la fine della Grande Guerra, scoppiamo le rivendicazioni di natura sociale e politica delle

classi meno abbienti, a cui i vecchi stati di natura liberal-borghese non riescono a rispondere in

modo da esaurire le necessità di coesistenza del gruppo sociale. La conseguenza di tale

mutamento è lo sviluppo di una nuova concezione di Costituzione, il cui modello sociale è dato

dalla Costituzione di Weimar del 1919, che permise un’espansione della rappresentanza in modo

da garantire equità e uguaglianza sostanziale che lo Stato deve perseguire sul piano economico

erogando prestazioni e servizi. Lo Stato Costituzionale, fondato sul primato della Costituzione,

nasce in risposta alla crisi dello stato liberale. Le Costituzioni elaborate nella seconda metà del

Novecento hanno un ampio catalogo di diritti e garantiscono la rigidità della ripartizione dei poteri,

in modo da evitare ulteriori ingiustizie commesse dai legislatori, i quali iniziano man mano ad

essere affiancati ai giudici, i quali acquisiscono sempre più potere interpretativo. La risposta alla

storia è quindi la necessità di una legge costituzionale e non ordinaria->introduzione art.138 Cost e

art.139 Cost, il referendum costituzionale(in modo da rendere ancora più difficile la revisione della

Costituzione) e la Corte Costituzionale con il compito di rilevare eventuali abusi da parte del

legislatore e di verificare che tutti i pubblici poteri rispettino la Costituzione.

Art.6 Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino: “Ogni Società in cui la garanzia dei diritti non è

->nozione alla base del

assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione”

costituzionalismo moderno, il quale rifiuta la concezione descrittiva(=complesso delle regole

fondamentali circa l’organizzazione politica e della conformità a certi principi) della Costituzione ed

eloda la concezione prescrittiva della Costituzione, in base alla quale lo Stato Costituzionale

deve riconoscere: 1)la divisione del poteri; 2)la garanzia dei diritti. La garanzia dei diritti

generalmente segue uno dei due modelli: 1) civil law(che deriva dall’esperienza francese, idea

illuminista, del progresso) il diritto è prevalentemente scritto e ci sono dei giudici che fanno

riferimento alla norme; 2)common law(diffuso nel mondo anglosassone) il diritto si ricava dalla

giurisprudenza e dalla consuetudine, senza alcuna necessità di testi scritti->aspetto positivo: i

cambiamenti avvengono in maniera graduale.

Le forme di Stato

La forma di stato costituisce il modo in cui si atteggia il rapporto fra i cittadini e il potere politico,

ossia il rapporto tra governanti e governati, nonché i fini ultimi che si pone l’ordinamento. Ciascuna

forma di stato di tipo astratto e fonte di una esperienza storica(il diritto costituzionale è sempre

vincolato dalla storia); nella forma di stato si esprime, infatti, l’insieme delle influenze e delle

correlazioni fra il contesto storico ed il modo in cui sono esercitate le funzioni del diritto. Come può

essere studiata la forma di stato? Seguendo due linee direttrici: 1)divisione del potere orizzontale:

indagando sulla relazione tra governanti e governati; 2) divisione del potere verticale: indagando

sul modo in cui gli apparati del governo si collocano e si distribuiscono nel territorio nazionale.

I. Stato assoluto(monarchie assolute del 1600): legittimazione del sovrano direttamente da

Dio(il potere assoluto non incontrava alcun limite e non poteva essere in alcun modo

condizionato dal potere dei sudditi); accentramento in capo al sovrano di tutti i poteri

pubblici; nascita di un apparato burocratico rigido e gerarchizzato e di un esercito

permanente(idea dello stato moderno: territorio, cittadini, pubblica amministrazione); rigida

divisione in classi sociali e attribuzione di particolari garanzie, privilegi e immunità

all’aristocrazia, assenza di una Costituzione.

II. Stato liberale è frutto della borghesia che si impone sull’aristocrazia e l’alto clero:

rivoluzione americana del 1776, rivoluzione francese del 1789, rivoluzioni europee del

1848. Trasformazione da suddito a cittadino: i cittadini, liberi ed eguali, godono di diritti e

libertà innate che lo Stato deve garantire(lo Stato è considerato uno strumento per la tutela

delle libertà e dei diritti degli individui); Stato di diitto: è fondato sulla legge e non più sulla

supremazia del sovrano, è un potere limitato che non può essere esercitato se non dal

basso(prima applicazione del principio rappresentativo); principio di legalità formale(= una

legge che determina se quel potere può essere esercitato o meno) e principio di legalità

sostanziale(=specifica il modo in cui deve essere esercitato, in modo che non venga

esercitato in modo arbitrario e garantisce di più che il potere sia limitato); principio di

divisione dei poteri(=tripartizione dell’apparato statale); affermazione del principio di

uguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge; lo Stato garantisce in modo generale

ed astratto libertà ed uguaglianza, in quanto si astiene dall’intervenire.

III. Stato totalitario nasce in risposta alle tensioni ed alle contrapposizioni che si erano create

in Germania ed Italia, in cui nascono delle dittature che negano il pluralismo politico e

comprimono i diritti fondamentali. Ha lo stesso modello formale dello stato liberale, ma con

delle profonde modifiche a livello sostanziale: svuotamento degli istituti democratici, anche

se per lo più attraverso modalità istituzionali.

IV. Stato sociale è uno sviluppo del modello liberale che inizia ad affacciarsi verso la fine

dell’800 e l’inizio del ‘900. Accanto all’uguaglianza formale(art.3 comma 1 Cost “Tutti i

cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di

)si affianca

razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”

l’uguaglianza sostanziale(art.3 comma 2 Cost “E’ compito della Repubblica rimuovere gli

ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,

impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori

); lo Stato diviene interventista in

dell’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

particolar mood nei campi dell’assistenza, dell’istruzione e della salute->riconoscimento dei

diritti sociali. La crisi di questo modello è data dall’impossibilità concreta di poter garantire

pienamente i diritti di tutti i cittadini.

V. Stato unitario(es. Francia)principio di unità ed indivisibilità dello Stato; potere attribuito allo

Stato centrale.

VI. Stato federale (es. USA e Germania) ripartizione della sovranità tra Stato centrale e Stati

federali; ripartizione della potestà legislativa, giudiziaria ed esecutiva fra Stato centrale e

Stati federali dove però lo Stato centrale ha una seria di competenze inderogabili(difesa,

rapporti esteri, moneta,..); una camera del Parlamento rappresenta gli Stati membri;

attribuzione al Tribunale costituzionale del compito di risolvere i conflitti tra Stato centrale e

Stati federali; gli Stati membri partecipano alla revisione costituzionale, direttamente o

indirettamente; gli Stati membri hanno una propria Costituzione. Possiamo dire che

l’Europa è uno Stato federale.

VII. Stati regionali: la sovranità appartiene solo allo Stato centrale; ripartizione delle funzioni

legislativa ed esecutiva(non giudiziaria) tra Stato centrale e Regioni(art.5 Cost “La

Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che

dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della

); le Regioni sono dotate di

sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”

statuti propri(Costituzione Regionale o Comunale); ruolo limitato o mancante delle Regioni

nel procedimento di revisione costituzionale(art.138 Cost “Le leggi di revisione della

Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive

deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dai

componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a

referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un

quinto dei membri di ciascuna Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli Regionali. La

legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti

validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da

) NB: Le regioni a statuto

ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”

speciale, pur avendo maggior potere, non possono essere considerate stati federali.

Le forme di Governo

La forma di Governo definisce il modo in cui il potere di indirizzo politico è distribuito tra gli organi

principali di uno Stato-appartenente e i rapporti che intercorrono tra essi. La forma di Stato

costituisce quindi lo strumento necessario per il raggiungimento dei fini che si è posto lo Stato.

Ovviamente c’è sempre un rapporto tra forma di Stato e forma di Governo.

I. Monarchia costituzionale si afferma nel passaggio dallo Stato assoluto allo Stato liberale

attraverso l’affermazione del Parlamento come limite al potere assoluto del Re. Il Re è

investito dei suoi poteri indipendentemente dal Parlamento; il Re sceglie i ministri e


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher laura.piranese di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof D'amico Domenico.

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