Falcon: lezioni di diritto amministrativo
Amministrazione pubblica e i poteri amministrativi
Amministrare significa compiere un'attività rivolta alla più razionale o migliore utilizzazione di qualcosa.
L'amministrazione pubblica è svolta dalle PA, che devono perseguire l'interesse pubblico.
Poteri pubblici:
- Potere normativo
- Potere giurisdizionale
- Potere amministrativo: è esplicitato dalle PA sulla base del principio di legalità (solo le norme giuridiche possono determinare l'esistenza e l'estensione dei poteri amministrativi – esclude il fatto che le PA creino i poteri in base alle loro esigenze) e del principio di giustiziabilità (contro gli atti delle PA è sempre ammessa tutela giurisdizionale – 113 cost.)
Tipologie di poteri amministrativi:
- Poteri restrittivi: restringono la sfera giuridica del destinatario;
- Poteri ampliativi: ampliano la sfera giuridica del destinatario;
- Poteri regolativi: la potestà regolamentare ex art. 117.6 è dello stato nelle materie di competenza esclusivamente statale, delle regioni nelle materie di competenza residuale e concorrente;
- Poteri gestionali: attività della PA comuni anche a soggetti privati ma alle quali la legge attribuisce carattere pubblicistico (art. 1-bis). Es. gestione beni demaniali, pubblici concorsi.
Attività amministrativa tra ordinamento italiano e ordinamento comunitario europeo
Fonti comunitarie: trattati istitutivi, regolamenti, direttive, principi generali di diritto UE stabiliti dalla giurisprudenza della corte di giustizia.
Amministrazione comunitaria indiretta (l'UE regola ma non amministra stati nazionali)
- Regolamenti: hanno portata generale, sono obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in tutti gli stati membri.
- Direttive: vincolano lo stato membro al risultato da raggiungere, salvo la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi. L'attuazione:
- Materie di competenza statale attraverso regolamento, se così dispone la legge comunitaria (legge che annualmente attua la normativa europea)
- Materie di competenza concorrente e residuale lo stato, responsabile nei confronti dell'UE, può dettare le norme necessarie (che la regione potrà sostituire con norme proprie nei limiti della competenza)
- Giurisprudenza della corte di giustizia: le direttive self-executing, che contengano norme chiare, precise e incondizionate, producono i loro effetti nei rapporti verticali (tra autorità pubbliche e soggetti privati sent. Ratti). L'efficacia diretta non si applica ai rapporti orizzontali (tra privati). Qualora il mancato recepimento entro il termine determini un danno in capo al privato che ne avrebbe beneficiato, lo stato può essere chiamato a rispondere sul piano della responsabilità civile.
Amministrazione comunitaria diretta: norme di trattato, regolamenti e particolari direttive operanti come regolamenti attribuiscono poteri amministrativi direttamente in capo a istituzioni comunitarie che applicano il solo diritto comunitario.
Controversie relative all'esercizio di poteri previsti dalla normativa UE: in caso di amministrazione comunitaria diretta l'impugnazione dell'atto può avvenire solo di fronte ai giudici europei.
Comportamento del giudice nazionale in caso di contrasto norme interne e norme UE
L'ordinamento italiano e quello comunitario sono autonomi e distinti dal punto di vista della legislazione, ma coordinati dal punto di vista dell'applicazione del diritto (sent. Granital). Il giudice deve:
- Decidere se la materia è di competenza nazionale o comunitaria
- Stabilire se la norma comunitaria è self-executing (se ha efficacia diretta il giudice disapplica la norma nazionale e applica quella comunitaria)
- Se la norma non è self-executing ma esprime un principio: il giudice può sollevare la questione pregiudiziale d'interpretazione davanti alla corte di giustizia relativa alla norma di attuazione nazionale. La corte tramite interpretazione dichiara che la norma è self-executing (il giudice disapplica la norma nazionale e applica quella UE) o dichiara che non è self-executing (il giudice nazionale impugna la norma UE davanti alla corte costituzionale per presunta violazione dei parametri interposti degli artt. 11 e 117 cost.)
- Se il giudice ritiene la norma comunitaria in contrasto con la costituzione può impugnare l'ordine di esecuzione del trattato davanti alla corte costituzionale o impugnare direttamente la norma UE di fronte alla corte di giustizia.
Legalità e discrezionalità del potere amministrativo
Principio di legalità sostanziale: la legge che prevede il potere amministrativo deve individuarne gli elementi essenziali (contenuti, effetti giuridici, presupposti, competenza).
Principio di tipicità: i poteri amministrativi sono definiti nel tipo.
Principio di nominatività: i poteri amministrativi costituiscono una cerchia chiusa e limitata. NB: poteri atipici possono essere previsti solo in casi di straordinaria necessità ed emergenza, tali da prevedere misure eccezionali.
Poteri amministrativi tipici:
- Poteri vincolati: i presupposti di fatto e di diritto riguardanti l'esercizio del potere sono accertabili senza margini di opinabilità. Una volta accertati l'esercizio del potere risulta doveroso.
- Poteri non strettamente vincolati: la PA deve valutare la ricorrenza dei presupposti non totalmente determinati dalla legge.
- Discrezionalità tecnica: valutazione della ricorrenza dei presupposti. Si interpreta il concetto e lo si applica al caso.
- Discrezionalità amministrativa: potere di scelta affidato dal legislatore all'amministrazione (discrezionalità nell’an, nel quando e nel quomodo).
Regole di esercizio dei poteri discrezionali
- Principio di completezza istruttoria: prima di assumere la decisione la PA deve chiarire la situazione di fatto;
- Principio di pertinenza della valutazione: la PA deve prendere in considerazione tutte le circostanze rilevanti;
- Principio di imparzialità: dovere di considerare la situazione in modo oggettivo e di trattare in modo uguale situazioni uguali;
- Principio di proporzionalità: la misura assunta deve essere adeguata allo scopo, necessaria per il suo conseguimento e il beneficio per l'interesse pubblico deve essere proporzionato al sacrificio imposto al privato;
- Onere di motivazione: collega il compito di assumere la miglior decisione possibile al dovere di indicare in modo obiettivo le ragioni di interesse pubblico che sono determinanti per la decisione assunta.
Provvedimento, procedimento e situazioni giuridiche soggettive
Meri atti non producono effetti esterni alla PA (= potere strumentale).
Provvedimenti amministrativi producono effetti esterni alla PA (potere finale)
Atto giuridico col quale un'autorità amministrativa esercita un potere amministrativo finale, producendo un effetto giuridico esterno alla PA destinato a modificare situazioni giuridiche soggettive di soggetti dell'ordinamento. I caratteri sono quelli di:
- Unilateralità: solo la PA lo può porre in essere
- Imperatività: l'atto sfavorevole è imposto al destinatario indipendentemente dal suo consenso
- Autoritatività: l'atto è posto in essere dalla PA nella veste di autorità pubblica.
NB: una volta che il potere è stato esercitato, l'effetto giuridico si produce anche nell'ipotesi che l'atto sia illegittimo. Solo l'annullamento dell'atto da parte della stessa PA o del giudice competente comporta la cessazione dell'efficacia.
Procedimento amministrativo attività amministrativa volta alla produzione del provvedimento e alla sua efficacia giuridica. È disciplinato dalla L. 241/90, ovvero da una legge statale.
Art. 1 L. 241/90: l'attività amministrativa è retta da criteri di economicità, efficacia, pubblicità e trasparenza.
Durata (art. 2.2) le amministrazioni statali e gli enti pubblici stabiliscono un termine entro cui il procedimento deve concludersi. Non può superare i 90 gg. Se non è stabilito è di 30 gg. Il termine può venire sospeso per acquisizione di valutazioni tecniche e documenti. Se si supera il termine ci sarà risarcimento del danno e responsabilità dirigenziale.
Responsabile del procedimento (art. 6) funzionario col compito principale di interloquire con gli interessati. Valuta le condizioni di ammissibilità, i presupposti di fatto e di diritto necessari all'emanazione del provvedimento, cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni. È colui che adotta il provvedimento finale e trasmette gli atti all'organo che lo adotterà.
Interessi:
- Oppositivo è proprio di colui che è destinatario di un provvedimento restrittivo;
- Pretensivo è proprio di chi ha una pretesa a che il provvedimento venga emanato.
Soggezione situazione giuridica passiva che esprime la condizione di impotenza del soggetto di fronte all'esercizio sfavorevole di un potere altrui.
Situazioni giuridiche attive:
- Legittimazione a partecipare al procedimento
- Legittimazione del ricorso al sindacato del giudice per provvedimento illegittimo
- Risarcimento del danno ingiusto provocato dal provvedimento illegittimo
Diritto soggettivo posizione giuridica soggettiva attiva opponibile erga omnes o inter partes consistente nella tutela e garanzia di soddisfacimento effettivo di un proprio interesse giuridicamente rilevante.
Interesse legittimo posizione giuridica soggettiva attiva in capo a soggetti che si ritengano lesi da un provvedimento amministrativo illegittimo al fine di ottenere dal giudice amministrativo l'annullamento del provvedimento amministrativo e, a certe condizioni, il risarcimento del danno. Si tratta di un interesse strumentale, poiché serve a ricondurre il provvedimento alla legittimità.
NB: art. 24 cost: tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
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