Cultura artistica 2014/15 di Brancoi
Durata della civiltà bizantina
Quanto dura la civiltà bizantina? Dura circa un millennio ma la sua data di inizio ha opinioni contrastanti. Per la fine è più chiaro: 1453 è la caduta di Costantinopoli nelle mani dei turchi ottomani che fonderanno un nuovo impero. Convenzionalmente si fa iniziare la storia bizantina nel momento di fondazione della sua capitale nel 324. Qui però siamo ancora in un periodo in cui l'impero romano, seppur diviso, ancora esiste. Dal 476 l'unità dell'impero si spezza: da questo momento l'impero bizantino diventa erede anche dell'impero occidentale. C'è chi ritiene che Giustiniano fu l'ultimo imperatore romano perché aveva diverse caratteristiche più aderenti a questa figura rispetto che al basileus bizantino. Giustiniano infatti riporta l'unità nell'impero e crea anche il Corpus Iuris Civilis.
Cronologia della civiltà bizantina secondo Mango
Dal punto di vista cronologico bisogna rifarsi alla cronologia di Mango:
- Epoca proto bizantina 324-VII sec d.C. Nel VII secolo l'impero viene attaccato fortemente da più parti in primis dagli arabi che porteranno via all'impero delle regioni. Eraclio combatte duramente contro queste invasioni. In questo periodo l'impero ha ancora molto dell'impero romano.
- Età medio-bizantina VII sec XI sec. Nel 1071 battaglia di Manzikert. In questa battaglia si scontra l'esercito bizantino con quello dei turchi selgiuchidi e segna l'irruzione dei turchi come nemici di Bisanzio. C'è però anche l'idea di altri studiosi che pensano che questa età si chiuda nel 1204 quando Bisanzio viene conquistata da un esercito guidato da Venezia. L'evento della IV crociata crea un trauma, ma in seguito non lascia tracce, se non un odio antilatino. Nel 1071 invece, dai territori sottratti ai bizantini, i turchi fonderanno un impero.
- Fase tardo bizantina 1071 o 1204 al 1453. Con la caduta dell'impero però vi è la fine della civiltà, che si trasferisce in area balcanica e slava. La cultura di Bisanzio ha grande peso sull'impero russo. Anche nella Grecia moderna Bisanzio ha un ruolo molto importante. In Europa però, il mondo bizantino è un po' emarginato.
Problema del nome e identità bizantina
Bisanzio viene spesso visto come un mondo complicato, complesso. Il termine bizantino non è utilizzato dai bizantini. Essi si definivano "romani" perché erano coloro che proseguivano la vicenda dell'impero romano inteso nell'unità fra Occidente e Oriente. Nel 476 le insegne dell'impero vengono mandate a Bisanzio e la sua identità viene fatta propria da questo impero. Bisanzio era il nome della città greca dove poi è sorta Costantinopoli. La città di Costantinopoli ha una preistoria che inizia nel VII secolo a.C. quando un gruppo di coloni greci provenienti da Megara fondano una colonia sulla zona dello stretto del Bosforo. In questa zona si incrociano Mar Egeo e Mar Greco.
Costantinopoli sorge su di un luogo fondamentale dal punto di vista strategico e infatti prima della colonia di Megara vi era un insediamento minoico e poi miceneo. I Megaresi fondano una colonia commerciale e la chiamano Bisantion: potrebbe derivare dal nome del fondatore della città ma si tratta di una leggenda. Bisanzio ha una fase romana molto importante soprattutto durante il periodo di Settimo Severo che fece costruire delle mura. Tutto cambia quando Costantino decide di costruire una città completamente nuova e rifacendosi ad Alessandro Magno la chiamò con il suo nome. Nel momento in cui la città cambia nome, noi incominciamo a chiamare questo impero "bizantino" ma solo dai moderni.
Il termine bizantino applicato a Bisanzio, nasce dagli eruditi che iniziano a studiare questo mondo fra il 1500/600. Du Cange fu uno tra i primi ad avere utilizzato in maniera sistematica il termine bizantino per definire i romano-orientali. Questa definizione seppur dotta, non è fondata. Questo accade perché vi è un elemento ideologico: vi è una precisa scelta di campo da parte degli studiosi perché si voleva evitare che questo mondo venisse assimilato al glorioso mondo classico. Greci e romani erano una cosa, mentre i loro "eredi" orientali, per questi studiosi, erano altro. Il mondo cattolico, al quale questi studiosi appartenevano, era in forte conflitto con la chiesa ortodossa. Gli studiosi cattolici vedevano nel mondo bizantino, un mondo eretico di cui avere diffidenza e quindi bisognava trovare un termine che distanziasse dal mondo classico.
Una volta il termine greco era considerato in accezione negativa: i greci erano eretici, infidi, privi di morale. Leggendo le cronache medievali del periodo alto medievale, si trova che i bizantini in questo periodo erano ancora chiamati greci. Ad esempio nella cronaca di Monte Cassino per definire i bizantini viene detto "greci". Con l'umanesimo invece si riscopre il mondo greco classico e questo termine si purifica, torna a diventare positivo. La negatività del termine grecus emerge con la conversione dell'impero al cristianesimo: dal VI secolo questo termine viene usato come sinonimo di pagano. A partire dall'epoca di Carlo Magno il termine greco viene usato per definire i bizantini associandolo ad un valore negativo non più legato al paganesimo. All'epoca di Du Cange il termine greco non ha più valore negativo. Ecco allora che non potendo definire i cristiano-orientali, greci e ancor meno romani, in mancanza di alternative si applica ai romano-orientali il termine erudito, bizantini.
Concetto di tarda antichità
Si parla di tarda antichità fino ad un certo punto del dibattito storiografico questo termine non esisteva, è un termine in uso in tutte le lingue, si tratta di un concetto che non compare fino ad un certo periodo, è recente, veniva chiamato basso impero (parte finale dell'impero romano) implicava una svalutazione di questo periodo. Ha origine in un'opera di Gibbon che scrive nel 700 una monografia. Il suo concetto tardo antico è un concetto negativo, per lui, la cristianizzazione dell'impero ha creato la sua fine. Quando il cristianesimo si è inserito nella struttura pubblica imperiale ne ha decretato la fine, ovviamente anche i barbari hanno avuto delle responsabilità ma secondo lui non erano un grande pericolo per l'impero. Il concetto di basso impero esprime un giudizio di valore, caratterizzato da perdita di territorio, Roma si restringe, crisi di valori, secondo questa visione il periodo tardo antico è un periodo di angoscia, da un lato per i barbari, dall'altra la crisi di valori è dovuta alla transazione tra mondo pagano e cristiano, perché vedono cadere tutte le loro certezze.
Il giudizio di valore fino agli anni 50 era negativo, mentre recentemente la visione è cambiata, tra gli studiosi complici del cambiamento Peter Brown, molto influente come studioso del mondo romano, con lui la tarda antichità diventa un concetto cardine negli studi storici. È considerato il fondatore degli studi tardo antichi che hanno un gran successo in Usa e Inghilterra. Altro studioso che ha anticipato Peter Brown è Santo Mazzarino, i suoi libri vengono ristampati perché esiste una scuola di suoi allievi, il suo manuale si intitola impero romano, presuppone la conoscenza di molti argomenti di cui tratta. È difficile studiarlo come un manuale dove ci sono info di base, ma c'è la prefigurazione di quelli che saranno gli studi di tardo antichità, il tardo antico assume dei tratti nuovi e positivi, diventando oggetti di studio a se, offre inoltre una cronologia del periodo.
Il tardo antico comincia con l'impero di Marco Aurelio, fine nel II sec a C, si tratta di un periodo in cui compaiono fenomeni tipici della tarda antichità come le invasioni dei barbari, Marco Aurelio per es affronta i Sarmati, altro fenomeno è il problema religioso ormai il cristianesimo da 180 anni si sta diffondendo ma era ancora malvisto, Marco Aurelio è un imperatore pieno di angoscia, esistono ancora oggi i suoi diari, Es auton ossia a se stessi, aveva colto il pericolo in cui si trovava l'impero nella sua epoca. Tuttavia la tarda antichità per altri studiosi è anche un epoca di grande vivacità culturale, è il periodo in cui il cristianesimo si sviluppa, ci sono grandi trasformazioni che non sono tutte negative, tra gli eventi negativi nel 476 vi è la caduta dell'impero romano d'occidente e nel 410 il sacco di Roma, descritto dalle fonti come un evento terribile, Roma non era mai caduta nelle mani dei barbari, tranne in un caso: il sacco gallico, da cui erano passati 1000 anni, questo provoca un grande sconcerto in tutto il mondo, prefigurava la fine del mondo. I nuovi storici però considerano anche eventi positivi, il mondo si rinnova, altro aspetto quello politicamente corretto, nel periodo tardo antico emergono le etnie che erano state represse nel periodo romano, Roma aveva romanizzato tutti i territori conquistati. Tutti si adeguando allo stile romano, con la lingua latina, abbigliamento, chiamandosi romani, abbandonano i propri costumi. Ma nella tarda antichità tornano ed emergere le entità locali, le tradizioni culinarie. Il periodo tardo antico è anche noto come il periodo delle eresie perché emergono altre visioni della religione, si mettono in discussione alcuni dogmi del cristianesimo e la natura di cristo. Altre 2 eresie erano quelle nestoriana e monofisita, sorgono in 2 regioni importanti per l'impero e che si distaccano dall'impero: Egitto e Siria, ciò significa che l'eresia era un fatto politico e non solo religioso, perché decidere di seguire la dottrina della chiesa significava anche di sottomettersi. Opporsi alla visone uscita dal concilio di Nicea significa anche opporsi al potere imperiale. L'Egitto e la Siria erano il cuore dell'impero, il primo è stato il granaio di Roma, riferimento culturale importantissimo per Roma. Alessandria ha prodotto più eretici del mondo romano soprattutto nel V sec d C. La Siria è un punto di riferimento, Antiochia fu seconda città dell'impero, per esempio Giuliano l'apostata risedeva qui. L'Egitto e la Siria sono le prime regioni ad essere conquistate dagli arabi, uno dei motivi è che le regioni erano eretici, spesso perseguitati dall'Impero, nella difesa è mancata la coesione che ci sarebbe stata se il potere centrale non era visto come un nemico. Gli arabi lasciavano libertà di culto, in cambio si pretendeva il pagamento di una tassa chiamata Gizia, le comunità che accettavano diventavano protetti della comunità islamica. Il dominio arabo era visto meno negativo di quelli bizantino-romano, gli arabi non avviarono nessuna campagna di conversione perché avrebbero perso i pagamenti. L'emergere delle entità nazionali fa si che riemerga anche la lingua del posto. Questo interessò molto gli stati uniti, attirando la curiosità di molti. Il successo di questi studi tardo antichi, ha fatto si che l'arco cronologico si sia ampliato. Il problema è capire quando finisce la tarda antichità. Su questo tema ha scritto un testo Andrea Giardina, che ha avuto una grande diffusione, intitolato: Esplosione di tardo antico, pubblicato sulla rivista di studi storici negli anni 90, notava che gli studi sono diventati una moda sia in ambiente anglosassone sia francese, si tratta anche di un'esplosione nel campo di indagine, il basso impero finiva con la caduta dell'impero romano d'occidente, si passava al nuovo periodo bizantino in oriente e medievale in occidente. Con l'esplosione si parla di tardo antico anche per periodi medievali, i medievalisti non hanno reagito per questa invasione di campo, si è creato un circolo che gira tutto intorno al tardo antico. La continuità trovata da Brown tra II sec d C e il X sec d C sono elementi di tipo culturale, cambia la struttura politica dell'impero ma rimangono invariati alcuni elementi come la lingua, l'arte, le tecniche artistiche, per esempio la tecnica del mosaico che resta sempre invariata fino al VII- VIII da far parlare gli studiosi di Ellenismo tardo antico, dove ellenismo intende la cultura greca nel periodo tardo antico. Giardina nota che questa impostazione ignora gli aspetti delle trasformazioni che riguardano la sfera economica, politica, torna a proporre la classica periodizzazione che ferma il tardo antico al IV sec d C. il tardo antico parte dal II sec fino al V- VI d C sec fino cioè l'impero di Giustiniano.
Caratteri fondamentali del tardo antico
Caratteri fondamentali del tardo antico, uno dei primi problemi fu il problema religioso, essenziale nel passaggio tarda antichità e civiltà bizantina, il fenomeno si riassume con un termine "teocrazia bizantina" proprio nel periodo tardo antico si stabilisce tutta l'iconografia successiva. Il processo di cristianizzazione dell'impero è molto lungo, i primi documenti che ci parlano del cristianesimo e l'impero è l'editto di Nazareth di età neroniana dal 54 al 68, giunto in epigrafe, 20 anni dopo la morte di Gesù. Nell'editto parla un Cesare forse Claudio o Nerone, che fu il primo persecutore dei cristiani e nel suo periodo la morte degli apostoli Pietro e Paolo, si parla nell'editto di spostamenti di sarcofaghi, e in particolare gli studiosi (cattolici) l'hanno considerato un riferimento al sepolcro del Messia. Altro testo è il rescritto di Traiano, testo letterario menzionato da Plinio il giovane, egli si era rivolto a Traiano per chiedere consiglio su come comportarsi nei confronti dei cristiani, la risposta fa intendere che i cristiani sono sottoposti a processi, afferma che non c'è una regola o una legge contro i cristiani, essi vengono perseguiti non in quanto cristiani ma quando questi commettono fatti illegali. I cristiani non devono essere ricercati dice Traiano, (magari non si sono mai nascosti nelle catacombe, visto che erano luoghi inospitali) ma se trovato verrà giustiziato solo se non si pente davanti al perdono degli dei. I cristiani possono praticare il loro culto l'importante è non farsi vedere, perché il culto era effettivamente vietato. Nel rescritto di Adriano, si afferma che per reagire al tumulto giudaico, Adriano espulse tutti gli ebrei da Gerusalemme, mentre era permesso entrare ai cristiani, altri rescritti interessanti sono quelli che riguardano le persecuzioni, i primi persecutori furono Nerone, poi cominciano di nuovo nel III sec d C come quello di Decio e Valeriano, la più importante fu quella di Diocleziano, si tratta dell'imperatore persecutore per eccellenza. Individuava nelle sette e religioni potenziali elementi eversivi degli ordini sociali. Effettivamente il movimento cristiano introduce un elemento che ne mina alla base del fondamento romano. Nell'editto del 303 di Diocleziano, opera di Lattanzio si stabiliva che i perseguitati venissero spogliati della loro libertà e dignità. I cristiani sono ridotti a cittadini di status minore rispetto gli altri romani, non potevano denunciare i romani per ingiuria. Eusebio parla invece della distruzione delle chiese e delle sacre scritture, le chiese di questo periodo sono le domus ecclesie (casa dell'assemblea) fino alla pace della chiesa, le prime chiese vengono costruite in luoghi privati. La prima chiesa pubblica è quella di Costantino di San Giovanni in Laterano, su un suo dominio privato. Eusebio quindi intende che furono rase al suolo le case dei cristiani, in ogni caso la persecuzione di Diocleziano fu molto dura, dalla sua epoca si comincia a calcolare il tempo: Era dei martiri di Diocleziano costituiva l'anno 0 (dopo il 303). Martire significa testimone infine finì per significare colui che muore per la testimonianza della fede. Celebre è lo scontro tra Costantino e Massenzio sul ponte Milvio sul Tevere nel 312, Costantino vince ma successivamente si scriverà che lo scontro era religioso, ma questo non risulta vero, sappiamo che si farà battezzare solo su letto di morto. Spesso si parla del sogno di Costantino, rappresentato ad Arezzo anche da Piero delle Francesco, Costantino avrebbe visto una croce e monogramma di Cristo e una voce gli avrebbe detto che se avesse innalzato il segno avrebbe vinto. Questa leggenda è poco successiva ai fatti, forse proprio Costantino l'ha fatta promuovere. Costantino fu il primo ad avere un riscontro positivo con il cristianesimo ma altri prima di lui come l'imperatore Filippo Largo avrebbero avuto un rapporto con il cristianesimo positivo. Costantino era ancora pagano, ma si accentua anche l'enoteismo, evoluzione del paganesimo, restringe il campo delle divinità venerate fino ad arrivare ad adorarne una senza affermare che le altre sono false. Per esempio il culto solare, che diventa dio principale degli imperatori, il sole diventa divinità principale del Pantheon. Nell'arco di Costantino un iscrizione recita che Costantino avrebbe vinto grazie all'intervento della divinità, ma non si fa il suo nome.
Fondazione di Costantinopoli e inizio della storia bizantina
Costantino fonda Costantinopoli e con essa si fa cominciare la storia bizantina. Costantino sposta la capitale da Roma a Costantinopoli, regna dal 312 al 337, diventa con la battaglia di ponte Milvio padrone di tutto l'impero, alla sua morte si forma una vera e propria dinastia romana, si ristabilisce la tradizione che 2 imperatori regnano su occidente e oriente. Costantino è considerato primo imperatore cristiano, sulla sincerità e lealtà della sua conversione sono nati molti dibattiti, alcuni affermano che è solo una convenzione di comodo, altri affermano che si sia convertito in punto di morte con papa Silvestro, ma è da tener conto che nel cristianesimo antico, il battesimo non era un inizio di cammino ma un punto del cammino già avviato, il fedele nel catecumenato veniva istruito e compiva un percorso di fede, il battesimo avveniva in età adulta, si trattava della fine di un processo, questo non implica che si sia convertito prima. Zosimo autore di un'opera storica incentrata sulla condanna di Costantino avvicinato a Nerone, la sua critica...
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