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il sostegno a Valentiniano III – divenuto imperatore d’occidente grazie

(attraverso la spartizione dell’Illirico,

– e con il matrimonio di quest’ultimo con la figlia di Teodosio II). Teodosio II emanò il

a Bisanzio Codex

Theodosianus, preludio al Corpus Iuris Civilis di Giustiniano, che raccoglie le norme e gli editti imperiali a

partire da Costantino I il Grande.

Dopo la morte di Antemio nel 414, gli subentrò una figura femminile, PULCHERIA, sorella di Teodosio II.

Fu lei a convocare il Concilio di Efeso del 431 che condannò il Nestorianesimo. In seguito tuttavia

l’influenza dell’eunuco CRISAFIO, diventato il consigliere più fidato di Teodosio II, mise in allarme

Pulcheria che, per cercare di contrastare la sua influenza, si alleò con alcuni generali di origine germanica.

i problemi sulle frontiere dell’impero si accentuarono. Ad occidente Attila riuscì a conquistare

Sotto Crisafio

per alcuni anni, dal 447 al 449, la parte settentrionale dell’Illirico sconfinando oltre il Danubio e

Ma nel 449 Attila lasciò l’Illirico dietro pagamento

conquistando Sirmio (Mitrovza) nel Kosovo, la capitale.

di un tributo da parte dell’impero bizantino. Ad oriente il problema era rappresentato dai persiani. (Sempre

sotto Crisafio nel 449 c’è il Consiglio dei Briganti)

Alla morte di Teodosio II (450) tornò sulla scena politica Pulcheria, che decise di sposare MARCIANO,

luogotenente del generale barbaro Aspar. Marciano divenne imperatore grazie a questo matrimonio dal 450 al

457, governando anche dopo la morte della moglie. (Nel 451 viene convocato il Concilio di Calcedonia che

condanna il monofisismo e il Concilio di Efeso)

Dopo la morte di Marciano nel 457 si ripropone il problema della successione. Era ancora vivo Aspar che

sosteneva di nuovo un suo ufficiale, il quale salì al trono con il nome di LEONE I (regnò dal 457 al 474).

Leone I tuttavia cercò di liberarsi dell'influenza del suo generale. Aspar, in quanto barbaro, non poteva

assumere direttamente il potere, per questo sosteneva sempre dei suoi sottoposti bizantini grazie ai quali

poteva ottenere il controllo politico e militare dell'impero.. In quel periodo il potere militare era frazionato,

l’intero esercito bizantino era diviso in altri quattro eserciti diversi:

 (chiamati così perché erano presenti dove si trovava l’imperatore);

Due eserciti Presentales

 Un esercito deputato alla difesa della parte orientale dell’impero, chiamato “Esercito Per Orientem”;

 chiamato “Esercito

Un esercito posto sul confine danubiano nord-occidentale, Per Illiricum et Traciam”.

Successivamente Giustiniano ne aggiunse altri due.

Aspar per garantirsi un controllo più diretto sulla parte orientale dell’impero rimase alla guida di uno dei due

eserciti Presentales mentre a capo dell’“Esercito Per Orientem” vi pose il figlio maggiore Ardabur. Entrambi

erano alleati con il più forte capo dei goti, Teodorico Strabone (stanziato in Tracia).

Leone I avvertiva la necessità di liberarsi della tutela di Aspar ma dato che l’esercito era formato

prevalentemente dai germani, doveva cercare delle nuove alleanze altrove: gli Isaurici, che abitavano

l’Isaurìa (una regione montuosa dell’Asia Minore). Leone I si alleò con uno dei loro capi, Zenone (che

successivamente diventerà imperatore). Egli diventò un suo fedelissimo, sventerà inoltre delle alleanze tra i

dal suo incarico. Leone I dimostrando la sua gratitudine a

persiani e Ardabur, rimuovendo quest’ultimo

Zenone, gli propose in sposa la figlia Ariadne e lo pose a capo dell’“Esercito Per Illiricum et Traciam”.

Leone I organizzò la spedizione contro il Regno Vandalo dell’Africa per portare un aiuto all’impero romano

d’occidente. La spedizione tuttavia si dimostrò un disastro a causa dell’incapacità del comandante a cui era

stata affidata, Basilisco (cognato di Leone I). Basilisco dopo la morte di Leone I contenderà il potere con

Zenone.

(Riassunto eventi più importanti del regno di Leone I:

 Sale al trono con la tutela del generale germanico ma si allea con gli Isaurici per eliminare questa

influenza;

 Effettua la prima spedizione con il Regno dei Vandali;

 dell’esercito tra i suoi fedeli, crea gli

Oltre a cercare di dividere il comando Excubiti, un corpo di guardia

molto importante per le elezioni imperiali.)

Alla morte di Leone I gli succede ZENONE nel 474 che rimase al potere fino al 491. Zenone, che era un

Isaurico, diventa imperatore in nome del figlioletto Zenone II (avuto con Ariadne, figlia di Leone I). Tuttavia

Zenone II morirà in tenera età ed il padre continuò comunque a reggere il trono. (Nel 482 Zenone pubblicò

l’Henoticon, un editto di unione con i monofisiti. L’Henoticon portò al primo scisma tra Costantinopoli e

Roma (Scisma Acaciano)) 8

Importante è il rapporto di Zenone con i goti. Per liberarsi della loro fastidiosa presenza decise di inviare

Teodorico l’Amalo (stanziato in Tracia e Illirico) in Italia per sconfiggere Odoacre, che nel frattempo aveva

conquistato l’impero d’occidente. Teodorico nel 488 iniziò la sua spedizione militare, sconfisse Odoacre e

nel 493 Bisanzio riconosce il suo Regno d’Italia.

Nel 491 Zenone muore. Ancora una volta come era già successo con Pulcheria, Ariadne ha nelle sue mani il

destino dell’impero e sposa ANASTASIO I, un altro funzionario di corte, imperatore dal 491 al 518.

Anastasio I sarà protagonista di importanti riforme dal punto di vista militare e amministrativo. Queste

riforme sono rivolte alla tassazione. La prima riforma è monetaria: egli torna a coniare monete di rame puro

(con i precedenti imperatori le monete erano in rame non puro). Inoltre esige il pagamento delle tasse in

monete e non più in natura.

Altre riforme di Anastasio I:

 Abolisce la tassa sul commercio e questo soddisfa le classi commerciali;

 Affida l’obbligo di riscuotere le tasse ai prefetti del pretorio, in questo modo si aveva un controllo più

centrale e sistematico delle tasse (riscosse precedentemente dai religiosi)

Anastasio I a causa della sua religione monofisita e di una tassazione considerata troppo elevata, subì alcune

rivolte: nel 512 la rivolta del Trisarion e dal 513 in poi la rivolta di Vitaliano. Queste sono le due più

egli conservò il trono a lungo, rafforzò l’esercito, lasciò

famose ma ce ne furono delle altre. Comunque

moltissimo denaro nelle casse dello stato e quindi, malgrado i suoi metodi non fossero approvati dalla

maggior parte della popolazione, riuscì ad arricchire l’impero.

Da un punto di vista militare, sotto Anastasio I i Persiani diventarono aggressivi soprattutto sul confine

siriano. Egli è famoso per aver costruito Dara, una città-fortezza strategica sul confine tra la Turchia e la

Inoltre dalla zona dell’Illirico e della

Siria, un punto strategico per il controllo della frontiera orientale.

Tracia cominciarono a diventare pericolose alcune tribù, la più importante delle quali era quella dei bulgari.

Anastasio I tuttavia non aveva eredi, così alla sua morte venne eletto imperatore GIUSTINO I (518-527),

zio di Giustiniano. Egli fu scelto dalla corte ed era il comandante della guardia degli Excubini (creata da

Leone I). Nonostante l'elezione, era forte l’opposizione di Vitaliano. Giustino I e Giustiniano riuscirono a

trovare un accordo con Vitaliano ed inoltre riuscì a porre fine allo Scisma Acaciano.

(Riassunto eventi più importanti del regno di Giustino I:

 Pone fine allo Scisma Acaciano;

 Continua la guerra contro la Persia lasciata in eredità da Anastasio I;

 Inoltre riesce per la prima volta a porre come protettorato il Regno di Lazica, nel Caucaso. Si trattava di

un regno strategico, successivamente passato di mano tra i bizantini e i persiani.

 Infine spiana la strada a Giustiniano.)

GIUSTINIANO regnò dal 527 al 565. Nella prima fase del suo impero (527-532) concentrò la sua

attenzione sulla frontiera orientale dato che la guerra persiana non era ancora conclusa. I persiani avevano

stipulato con Giustino I una tregua, che però non rispettarono. Giustiniano inviò sul fronte orientale

l’ufficiale Belisario, che concentrò le sue forze sulla parte meridionale del confine con la Persia (Siria),

mentre della parte settentrionale si occupava l’Esercito Per Orientem. Giustiniano creò inoltre un nuovo

Esercito Per Armienam.

Giustiniano aveva delle grandi ambizioni: conquistò la Crimea e tornò a rivolgere le sue attenzioni anche alla

parte occidentale dell’impero. Il Regno dei Vandali in Africa era sconvolto da agitazioni che avevano portato

alla deposizione del re. Giustiniano approfittò di questi disordini ma per riuscirci dovette risolvere il conflitto

con i persiani, accettando la pace nel 532 dietro pagamento di un tributo ingente.

Sempre alla prima parte del suo regno appartiene il Corpus Iuris Civilis del 529, scritto da una commissione

sotto il giurista Tribotiano. Il Corpus completa il Codex Theodosianus che comprendeva gli editti da

Costantino in poi. Il Corpus è una raccolta (Codex) di tutti gli editti imperiali dai tempi di Adriano e si basa

su delle raccolte estinte come il Codex Gregorianus ecc.

Il Corpus è composto da:

 Il Digesto, che conteneva le norme dei giuristi classici romani;

 Le Novelle, sono gli editti di Giustiniano stesso raccolte dopo il Corpus;

 Le Instituziones, che sono un manuale di diritto.

Il Corpus fu scritto in latino ma furono fatte subito delle traduzioni in greco. 9

Episodio molto importante sotto l'impero di Giustiniano è la Rivolta di Nica, del 532. A Costantinopoli

c’erano due fazioni, i Verdi e gli Azzurri, legate agli aurighi, i corridori dell’ippodromo di cui organizzavano

le corse. I capi dei Verdi erano i ceti commerciali o provinciali, erano filo-monofisiti perché raccoglievano

adesione dalle province. Mentre i capi degli Azzurri erano composti dall’aristocrazia terriera e senatoria,

legata alla capitale. La divisione in due fazioni non era presente solo nella capitale ma anche in altre

importanti città. La Rivolta di Nica è fomentata dalle due fazioni dell’ippodromo e poggia sul malessere

generale della popolazione. La rivolta venne soffocata nel sangue con l’intervento del generale Belisario.

5° lezione

La Rivolta di Nica (532) sottolinea la divisione tra le due fazioni dell’ippodromo, due fazioni anche politiche

e religiose: gli Azzurri che sostenevano gli aristocratici dell’Anatolia e della Tracia ed erano di simpatie

calcedoniane-ortodosse; i Verdi che rappresentavano i ceti delle province ed erano di tendenze monofisite.

Furono vittime della rivolta di Nica due importanti collaboratori di Giustiniano:

 Triboniano, il giurista che aveva collaborato alla stesura del Corpus Iuris Civilis;

 Giovanni di Cappadocia, un prefetto del pretorio per orientem, responsabile della riscossione delle tasse.

Questa rivolta ebbe inizio mentre l’imperatore preparava la sua campagna di riconquista dell’Africa dai

Vandali.

Qui venne mandato, nel 533, Belisario che in breve tempo riconquistò Cartagine prendendo come ostaggio

Gelimero, il re dei Vandali. La conquista del Regno dei Vandali è il punto di partenza per la conquista

dell’Italia da parte di Belisario (questo porterà alla guerra greco-gotica per il regno ostrogoto in Italia).

(TEODORICO aveva dato vita al Regno d’Italia, alla sua morte la figlia AMALASUNDA aveva incontrato

delle opposizioni interne, alla fine venne rapita e assassinata. Lei aveva sempre avuto un buon rapporto con

Giustiniano, la sua morte è il pretesto per l’imperatore bizantino per invadere l’Italia; nel frattempo i goti

(ostrogoti) avevano eletto un nuovo re, TEODATO)

Guerra greco-gotica. Belisario sbarca in Sicilia, passata dai Vandali ai Goti. Riuscì a conquistarla per poi

passare sul continente fino a Napoli. Le popolazioni italiani si divisero tra sostenitori ed oppositori dei greci

e la prima resistenza contro Belisario avvenne a Napoli, dove incontrò un tenue ostacolo da parte della classe

dirigente locale.

Da Napoli il generale procedette verso Roma, dove Papa Silverio si arrese aprendo le porte della città a

Belisario. A Roma i bizantini vennero accolti come dei liberatori, ma le difficoltà economiche e la carenza di

truppe portarono al contrattacco goto. Con la città assediata, il Papa venne accusato di aver intavolato le

trattative per la resa con i goti, venne quindi rimosso e sostituito con Papa Vigilio. I rinforzi per Belisario

giunsero dall’oriente con in testa il generale Narsete, grazie ai quali Belisario riuscì a conquistare Ravenna

nel 540.

Dopo la morte di re Teodate, salì al trono goto VITIGE che venne inviato a Costantinopoli in qualità di

che afflisse l’impero fino al 544. Ciò

prigioniero. Ma nel 541 scoppiò una violentissima epidemia di peste

permise ai goti di riorganizzarsi e rinforzarsi. Nel 542 venne eletto un nuovo re goto, TOTILA che

riconquistò alcuni territori partendo da sud per andare verso nord.

Placatasi l’epidemia a Costantinopoli, Belisario venne nuovamente inviato in occidente (544) senza ottenere

grossi successi. Giustiano decise quindi di avvicendargli Narsete che tra il 552 e il 553 sconfisse Totila e poi

l’ultimo re dei goti Teia, vincendo la guerra greco-gotica.

Nel 554 venne sancita la fine delle ostilità ed emanata la Prammatica Sanzione. La penisola italiana veniva

affidata a Narsete, dotato di poteri speciali. Dopo venti anni di guerra l’Italia era devastata, ci furono delle

ripetute carestie, le campagne furono abbandonate, le terre rimasero incolte e la classe dirigente decimata

dalle continue esecuzioni da parte di greci e goti che li accusavano di parteggiare per l'avversario.

Oltre all’Italia i bizantini riconquistarono anche l’Illirico nord-occidentale, la Tracia e parte della Spagna.

dei vandali, l’Italia degli

Sotto il regno di Giustiniano l'impero riuscirà a comprendere quindi il nord-Africa

ostrogoti, l’Illirico, la Tracia e la parte meridionale del regno visigoto di Spagna.

nel 558 la parte orientale dell’impero venne

Poco dopo la fine della guerra greco-gotica, di nuovo devastata

dalla peste creando nuovi problemi economici ed umanitari: molte città si spopolarono e per questo motivo la

Penisola Balcanica fu soggetta all'invasione di alcune popolazioni nomadi: 10

 Bulgari:

 Unni Trutiguri (bloccati da Belisario)

 Àvari;

 Slavi.

Giustiniano tamponò la loro penetrazione pagando dei tributi.

(Nel 565 viene emanato un editto che condanna il monofisismo, riconosce i principi di Calcedonia ma

condanna i Tre Capitoli.)

Nel 565 muore Giustiniano.

Dopo Giustiniano salì al potere il nipote GIUSTINO II (565-578). Sotto di lui iniziarono a verificarsi i primi

disastri soprattutto dal punto di vista militare. Giustiniano aveva lasciato delle eredità negative:

 Le casse vuote (svuotate dalla guerra):

 Tributi che Giustiniano pagava da vari anni ai Persiani, agli Àvari e agli Slavi per garantire la pace.

Giustino II decise di non versare più tributi né ai persiani né alle popolazioni balcaniche a causa dei forti

problemi economici. Questo portò a delle tensioni con i popoli insediati nella Penisola Balcanica. Inoltre nel

568 i Longobardi scesero in Italia, invadendo il settentrione (ma Ravenna rimase nelle mani dei bizantini).

Bisanzio per combattere i Longobardi cercò di inquadrarli nell’esercito come federati (come era già stato

fatto con gli altri barbari, ad esempio i goti).

I Longobardi erano divisi in gruppi autonomi quindi erano difficili da controllare e da contrastare:

eleggevano un proprio re ma avevano molto potere anche i capi minori, chiamati duchi, che agivano per

iniziativa, senza l’ordine del re. Alcuni duchi autonomi scesero verso il sud Italia fondando i Ducati

propria

di Benevento, Spoleto e Capua. In questo modo ai bizantini rimaneva la Calabria a sud della Valle del Crati e

in un primo tempo rimasero in possesso anche della parte meridionale delle Puglia (la parte Salentina).

Successivamente l’intera Puglia venne conquistata dai Longobardi.

Dopo la conquista longobarda della Puglia i bizantini conservavano l’Esarcato di Ravenna, la Calabria, la

Sicilia e il Ducato della Pentapoli (cinque città sulla costa adriatica: Rimini, Ancora, Fano, Pesaro e

Senigallia, tutte organizzate in ducati anche se avevano una certa autonomia). Inoltre conservavano il Ducato

di Roma, Napoli, Venezia e i suoi territori (Istria) che successivamente furono erosi dai Longobardi.

Nel 582 morì il primo re dei Longobardi, ALBOINO, che aveva invaso l’Italia e fino al 584 vissero

nell’anarchia senza riuscire ad eleggere un nuovo re.

Sotto Giustino II abbiamo l’ultima campagna diretta contro i longobardi, condotta dal genero

dell’imperatore, Baduario, che venne tuttavia pesantemente sconfitto tra il 575 e il 576 nella Pianura Padana.

Un altro tentativo per eliminare il pericolo longobardo venne fatto dall’imperatore Maurizio (che regna dal

582 al 602). Non trovando altre strade si alleò con il re dei franchi merovingi, Childeberto II, senza ottenere

grossi risultati.

Nel 584 termina l’anarchia ducale dei longobardi con l’elezione del re AUTARI, che consolidò i domini

longobardi impedendo così ai bizantini la riconquista della penisola.

Anche sul fronte orientale Giustino II incontra notevoli difficoltà: quando smise di pagare i tributi ai persiani

decidendo di attaccarli, subì pesanti sconfitte e i persiani conquistarono la fortezza di Dara. Questo rovescio

segnò profondamente l’imperatore, determinando il passaggio di potere al cesare Tiberio.

TIBERIO II, comandante degli Excubiti, regna dal 574 al 578 per Giustino e poi autonomamente fino al

582.

Il nuovo imperatore si concentrò soprattutto sul fronte orientale, affidandosi al generale Maurizio, senza però

ottenere risultati contro i persiani. Nel frattempo si apre anche il fronte balcanico-danubiano. Anche qui

Giustino II aveva smesso di pagare i tributi agli Àvari, Slavi e Bulgari. che regnò per vent’anni con

Nel 582 Tiberio II nomina come suo successore il generale MAURIZIO,

vicende alterne sui due fronti.

Sul fronte orientale sfruttò le discordie interne tra i persiani in seguito alla successione al trono. Maurizio

favorì il nuovo sovrano persiano garantendo un periodo di pace e la restituzione della fortezza di Dara. Così

nel 590 si chiude il fronte orientale. Sul fronte danubiano la situazione era abbastanza difficile.

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Particolarmente pericolosi erano gli Àvari e gli Slavi. Nel 582 i primi avevano conquistato la città di Sirmio

(Mitrovica) che era stata, insieme a Salonicco, la capitale della prefettura dell’Illirico.

Maurizio voleva rendere sicuro il fronte danubiano, così iniziò delle spedizioni contro gli Àvari e gli Slavi,

ad essi sottoposti. Maurizio respinse gli Àvari oltre il Danubio e li seguì oltrepassando il confine per

sconfiggerli, ma iniziarono a sorgere problemi con i soldati, scontenti della retribuzione troppo bassa. Questi

si ammutinarono nominando come imperatore un loro ufficiale, Foca.

regnò dal 602 al 610. Marciò con l’esercito su Costantinopoli, prese come ostaggi Maurizio e i figli

FOCA

facendoli giustiziare. Tuttavia Foca era un usurpatore e questo crea dei nuovi problemi. La scelta di ritirare i

soldati dal fronte danubiano ebbe come unico risultato quello di aprire la strada alle scorrerie degli Àvari e

degli Slavi verso Salonicco. Siccome Foca aveva giustiziato il precedente imperatore, il re persiano Cosroe II

si pone come vendicatore di Maurizio di cui era amico, riaprendo le ostilità sul fronte orientale. Inoltre un

fantomatico figlio di Maurizio (Teodosio) si fece avanti per rivendicare il trono. *?

Cosroe II attaccò e distrusse la fortezza di Dara. Tutto ciò che aveva fatto Maurizio in oriente viene

da Foca. Inoltre Maurizio aveva cercato di fare un’alleanza con i Franchi per cacciare i longobardi

vanificato

dall’Italia e designò il figlio maggiore Teodosio prefetto per l’occidente. *? E' lo stesso?

Le fonti storiche evidenziano un periodo di anarchia durante il regno di Foca, in ogni città scoppiò una

guerra civile tra i suoi sostenitori e gli oppositori. Foca era mal visto dalla classe dirigente senatoria ma ben

visto dal papato di Roma. Foca sosteneva il papa Gregorio Magno contro il Patriarca di Costantinopoli

(malvisto da Roma perché si ergeva come universale) e appoggiava la Chiesa occidentale contro i vescovi di

Milano e Aquileia, che condannavano i Tre Capitoli.

Il successore di Foca è ERACLIO che regnò dal 610 al 641. Egli è uno dei più grandi imperatori del primo

periodo bizantino. Eraclio era figlio dell’Esarca di Cartagine: a causa del forte risentimento che provava

verso l’imperatore, marciò con i suoi soldati contro Costantinopoli e prese il potere.

parte orientale dell’impero. Nel 614 conquistarono

In quel periodo i persiani stavano dilagando nella

Gerusalemme dove si appropriano della Santa Croce portandola nella loro capitale Ctesifonte, poi

occuparono la Palestina, la Siria arrivando fino al confine esterno dell’Anatalia. Inoltre nel 620

l’Egitto. Nel frattempo nei Balcani continuava la lotta contro gli Àvari e gli Slavi.

conquistarono

Per fronteggiare la crisi Eraclio riorganizzò l’esercito e si appropriò, con il consenso del patriarca di

Costantinopoli Sergio, dei tesori delle chiese della capitale.

Conclusa una pace con gli Àvari, cominciò ad organizzare la riscossa contro i persiani. Nella prima fase della

guerra portò l’esercito in Anatolia cacciando i persiani e ripristinando la sicurezza nel cuore dell’impero.

Successivamente però fu costretto tornare a Costantinopoli a causa degli Àvari che avevano rotto la tregua

con l’impero e minacciavano di invadere la Tracia. Riappacificatosi con gli Àvari, Eraclio ritornò in oriente

dove intraprese una serie di conquiste che culminarono nel 627 con la Battaglia di Ninive, in Mesopotamia.

Le sconfitte portarono i persiani a dividersi: Cosroe II era stato deposto e ucciso dal figlio, successivamente

il trono fu conquistato da Shahrvaraz. Nel 626 Costantinopoli venne assediata sia dagli Àvari da un lato, sia

dai persiani dall’altro guidati da Shahrvaraz. I bizantini riuscirono ad evitare l’attacco congiunto

distruggendo le imbarcazioni àvare che dovevano traghettare i persiani oltre il Bosforo.

Eraclio consegnandogli l’Egitto. Dopo aver

Shahrvaraz decise dopo la sconfitta di stipulare la tregua con

sconfitto i persiani Eraclio entrò trionfalmente a Costantinopoli riportando la Sacra Croce.

Tuttavia, proprio mentre erano stati pesantemente sconfitti i persiani, iniziò l’espansione araba che travolse le

che Eraclio con tanta fatica aveva conquistato. L’ultima provincia ad essere sottomessa agli arabi è

province

l’Egitto che si arrense tra il 640 e il 642 a causa dei monofisiti che preferivano il dominio arabo che

rimanere nell’impero bizantino dove erano osteggiati. Oramai

garantiva la libertà religiosa piuttosto che

Eraclio era vecchio e scoraggiato e si arrense alla conquista araba.

Sul fronte danubiano, dopo l’assedio di Costantinopoli del 626, la potenza degli Àvari iniziò a decadere. Gli

gli Slavi (perché da sempre favoriti da Eraclio), rompendo così l’alleanza con loro.

Àvari fecero giustiziare

6° lezione

Eraclio da molti storici moderno è considerato il primo vero imperatore bizantino, il primo con cui c’è un

vero cambiamento rispetto all’impero propriamente romano. Un importante cambiamento sotto Eraclio è a

livello culturale: si ha la perdita del bilinguismo (predominante sotto Giustiniano che aveva redatto il

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Corpus Iuris Civilis in latino e solo successivamente in greco) con l'abbandono del latino come lingua

ufficiale dell’amministrazione. Anche a livello politico-militare c’è un cambiamento per quanto riguarda i

nemici orientali, infatti i Persiani Sassanidi (che avevano sostituito i Parti) vengono rimpiazzati dagli arabi.

Eraclio assistiamo ad una nuova organizzazione del territorio dell’impero legata ad una

Sotto la dinastia di

riforma dell’esercito: la riforma dei Temi (ideata da Costante II intorno al 660). Il Tema era una porzione di

il territorio come contadini, “tema” infatti

territorio su cui venivano insediati dei soldati che si dividevano

vuol dire stanziamento militare di un contingente. Quindi erano dei contadini-soldati (chiamati Stratioti).

Il primo territorio sottoposto a questa riforma fu l’Anatolia (in Asia Minore), la regione più importante

dell’impero perché era l’entroterra naturale di Costantinopoli: la Tracia su cui sorge la capitale era meno

ricca dell’Asia Minore, mentre al di la della Tracia c’erano solo possedimenti Slavi. I possedimenti europei

dell’impero erano pochi, quindi l’Asia Minore era fondamentale. Forte era però la minaccia araba, che sotto

Eraclio avevano conquistato tutta l’Asia Minore fino alla Siria, proprio a ridosso dell’Anatolia.

Quindi la riforma dei Temi rispondeva a due diversi obiettivi:

 allo scopo militare-difensivo impiantando dei soldati per proteggere i territori e i terreni

 al problema economico, bisognava risolvere la questione del pagamento dell’esercito, e con la

riforma dei Temi i soldati potevano trovare il proprio sostentamento direttamente dal territorio che

proteggevano.

Sotto l’imperatore Anastasio I il pagamento ai soldati era fissato in denaro, mentre Maurizio aveva stabilito il

pagamento in natura che tuttavia provocò delle ribellioni, l’ultima delle quali si ebbe con Foca. Invece ora i

contadini-soldati potevano ricavare dalla propria terra il necessario per sopravvivere.

I primi tre grandi Temi furono:

 Tema Anatolico;

 cioè il Tema Opsiciano (deriva dal latino “obsechion” che vuol dire “seguito

Tema di Opsikion

dell’imperatore”);

 che comprendeva la parte più settentrionale dell’Asia Minore

Più tardi il Tema Armeniaco,

confinante con l’Armenia;

 Vi era anche un Tema più piccolo chiamato Tracesico, che si trovava in Anatolia, e si differenziava

dalla Tracia vera e propria.

Temi costituivano territori ampi e a capo di essi c’era un funzionario, lo

Questi Stratego, la parola deriva dal

greco “strategas” cioè generale. Gli Strateghi erano come gli Esarchi, avevano un potere sia civile che

militare; con essi si era rinunciato alla divisione tra il governatore civile e il dux militare. Essi erano molto

potenti per questo costituiranno un pericolo costante perché si posero spesso a capo delle ribellioni contro

l’imperatore. Per limitare il potere dello Stratego su un determinato tema si decise che non doveva essere

natio del luogo (non doveva essere nato nel medesimo Tema che andava a controllare). Ma questa accortezza

non fu molto adottata. Costantino V per limitare ulteriormente il potere degli Strateghi divise ulteriormente il

Minore.

tema dell’Asia 

Dinastia di Eraclio Egli è il primo imperatore bizantino che instaura una dinastia di lunga durata (un

intero secolo), dal 610 (anno in cui Eraclio sale al trono) fino a Giustiniano II, all’inizio del 711.

I problemi che si presentano sotto la sua dinastia sono sia di carattere religioso che militare.

Per quanto riguarda il problema religioso, Eraclio per sanare la frattura con i monofisiti come già spiegato

creò il monotelismo (unica volontà) insieme al Patriarca Sergio. Ma non riuscì con questo compromesso a

risolvere la situazione, dato che il monotelismo non era approvato né da Roma né dai monofisiti. Così

che regnò dopo il padre Costantino III dal 641 al 668, risolse la questione con l’Editto detto

Costante II, arrestare Papa Martino I con l’accusa di aver complottato con l’Esarca di Ravenna.

Typos, ma fu costretto ad

Costantino IV, che regnò dal 668 al 685, indisse un concilio per riappacificarsi con il papato di Roma. Tale

concilio si tenne tra il 680 e il 681 e condannò il Monotelismo. Nel concilio vennero condannati i patriarchi

che avevano favorito il monotelismo: Sergio (sotto Eraclio), Pirro (sotto Costantino III, padre di Costante II),

Paolo (sotto Costante II), ma anche Papa Onorio (che però inizialmente lo aveva condannato). 13

Ultimo della dinastia di Eraclio è Giustiniano II che convocò anch'egli un concilio nel 690. Si tratta del

concilio QuiniSesto che completa il quinto e il sesto concilio ecumenico. Tale concilio fissa una serie di

canoni che ratificano gli usi liturgici della Chiesa orientale.

i nemici sul fronte occidentale erano gli Slavi (dopo il fallimento dell’assedio di

Per la questione militare,

Costantinopoli del 626 sotto Eraclio gli Avari non rappresentavano più un problema). Successivamente si

presentò anche il problema dei bulgari, che sotto Eraclio erano stanziati tra il Mar Nero e il Mar Caspio e

sotto Costantino IV si avvicinarono all’impero stanziandosi alla foce del Danubio, molto vicino alla Tracia.

Tuttavia Costantino IV non fu in grado di respingerli.

Sul fronte orientale i principali nemici erano gli arabi che occuparono la maggior parte dei territori

conquistati da Eraclio. Per un breve periodo riuscì a contrastarli il figlio COSTANTINO III (figlio della

prima moglie di Eraclio), ma morì subito dopo l’ascesa al trono. Così divenne reggente la seconda moglie di

Eraclio, Martina, che voleva dare il potere a suo figlio Eracleona, nato dall’unione tra lei ed Eraclio. Contro

di lei però si sollevò una coalizione che sosteneva Costante II, figlio di Costantino III .

tuttavia era un bambino e governò nei primi anni con l’appoggio del senato.

COSTANTE II 

Fronte orientale Costante II dopo aver combattuto a lungo con gli arabi, ottenne una tregua dal 659 al 661.

Questa tregua era determinata dall’uccisione del califfo arabo Othman che generò una lotta per la

successione tra Alì (cugino e genero di Maometto), che aveva sèguito in Persia, in Iraq e in Iran, e il

governatore della Siria, Muawiyah che poi risulterà il vincitore e fondatore della dinastia degli omayyadi. Da

Alì, invece, prenderà vita la coalizione degli sciiti, i sostenitori appunto di Alì. Mentre i sunniti, così detti

perché si ispirano al Corano e alla Sunna (insegnamenti dati da Maometto), prendono il potere con

portò all’ascesa di

Muawiyah. La tregua tra gli arabi e i bizantina Muawiyah che rimase al potere per venti

anni. Durante gli anni di tregua Costante II può effettuare la riforma dei Temi (come sostiene Treadgold).

Tuttavia terminata la tregua, gli arabi inflissero a Costante II una delle sconfitte navali più pesanti. Gli arabi

conquistano una serie di isole importanti sulla via per Costantinopoli, occupando l’Isola di Cipro, Kaos,

Rodi, Chio.  Costante II nel 662 partì per l’occidente facendo tappa dapprima in Grecia, passando

Fronte occidentale

per Tessalonica, Atene e Corinto aprendosi la strada contro gli Slavi. Dopodiché sbarcò a Taranto e da qui si

diresse verso la Campania dove assediò Benevento, in mano a un duca longobardo. Alla fine però stipulò un

trattato di pace con il duca.

L’imperatore una volta stabilito il patto con il duca di Benevento, risalì verso Napoli per arrivare infine a

Roma, in mano ai bizantini. Qui Costante II venne accolto in pompa magna dal Papa e vi rimase ben dodici

giorni. Lasciata Roma, si recò in Sicilia e pose la base a Siracusa, qui infatti voleva trasferire tutta la sua

famiglia. Voleva fare di Siracusa la capitale dell’Impero: scelta infelice che lo porterà alla morte.

Quando Costante II venne assassinato lo sostituì il figlio COSTANTINO IV. Egli non abbandona il progetto

del trasferimento della capitale dell’impero bizantino da Costantinopoli a Siracusa. Anche Costantino IV

combatte a lungo contro gli Arabi che tra il 674 e il 678, con la loro flotta, posero un blocco intorno a

Costantinopoli, a partire dalla città di Cizico nel Mar di Marmara, per bloccare i rifornimenti in arrivo per la

fu risolto con un’arma segreta usata contro gli arabi, il Fuoco

capitale dal Mar Nero. Il Blocco di Cizico

Greco. I bizantini ottennero così una tregua da Muawiyah che morì poco dopo. Questa tregua durò fino alla

fine del regno di Costantino IV e per buona parte del regno del successore, Giustiniano II, questo perché gli

arabi erano impegnati in lotte interne. L’accordo di pace garantì ai bizantini il protettorato sull’Armenia.

L’impero comunque aveva subito delle nuove perdite sul fronte occidentale. Infatti vi era stato un nuovo

assedio a Salonicco da parte degli Slavi, mentre sul fronte italiano i longobardi rappresentavano di nuovo una

minaccia. Il Duca di Benevento infatti aveva terminato la conquista della Puglia.

Sul fronte slavo, intorno al 680 i Bulgari si stabilirono intorno alla foce del Danubio soggiogando le tribù

slave che si trovavano in quella regione. I bulgari erano guidati da Asparuc o Isparic, il “re” dei bulgari che

fonda il suo regno sulla foce del Danubio. Costantino IV cerca allora di cacciare i bulgari dalla regione e

avanza contro di loro ma subisce una pesante sconfitta. Costantino IV è così costretto alla pace con Asparuc

(per la prima volta). L’imperatore allora per proteggere il suo territorio fonda

e a pagare un tributo ai bulgari

il Tema di Tracia, a causa di una nuova necessità difensiva.

che riconfermò il suo protettorato sull’Armenia e la

Morto Costantino IV salì al trono GIUSTINIANO II,

con gli Arabi. Inoltre spartisce con il califfo arabo l’Isola di Cipro inizialmente conquistata da

pace 14

Muawiyah (questo porta alla deportazione da parte dei bizantini dei Mardaiti, che vivevano tra l’Anatolia e la

Siria). Giustiniano II deportò inoltre molti Slavi in Asia Minore dividendoli in vari Temi e deportò anche

molti ciprioti di religione cristiana nella zona di Cizico.

Intorno al 690 il nuovo califfo arabo Abd al-Malik aveva consolidato la sua posizione politica e si sentiva

abbastanza sicuro per attaccare i bizantini. Nel 693 Giustiniano II subisce una sconfitta pesantissima, questo

perché gli slavi che aveva deportato in Anatolia si erano alleati con gli arabi, i quali riprendono l’Armenia.

Gli arabi ricominciano così a minacciare l’Asia Minore, il cuore dell’impero.

Nel frattempo si tenne il Concilio QuiniSesto che non viene approvato dal Papa. Giustiniano II inizialmente

aveva cercato di imporre il concilio a Roma con la forza e aveva mandato un suo uomo di fiducia ad

arrestare il Papa. Ma le truppe di Roma e Ravenna si ribellarono e rimasero fedeli al Papa. Successivamente

ci fu una congiura contro l’imperatore e fu deposto.

Tuttavia la sua deposizione durò solo dieci anni. La prima parte di governo si ha quindi dal 685 al 695,

deposto dal 695 al 705 e ritornò al potere per la seconda volta nel 705 fino alla sua morte nel 711.

Giustiniano nel 695 venne esiliato nella lontana Crimea ma riuscì a fuggire al di là del Caucaso e accolto dal

capo del clan dei Kazari, da cui ricevette in sposa la figlia, che Giustiniano fece battezzare con il nome di

Teodora. Giustiniano II vorrebbe tornare sul trono con l’aiuto del capo del clan dei Kazari, ma gli usurpatori

glielo impedirono. Fugge allora verso i bulgari e si allea con Tervel, il capo dei bulgari. Grazie a lui nel 705

tornò a Costantinopoli.

Gli usurpatori che presero il potere dopo Giustiniano II sono Leonzio e Tiberio III. Sotto il regno di

LEONZIO gli arabi sferrano un attacco all’Esarcato di Cartagine, conquistandolo. A seguito di questa

sconfitta Leonzio venne deposto da TIBERIO III. Sia Tiberio che Leonzio erano strateghi di due importanti

temi; Leozio era stratego dell’Ellade, mentre Tiberio era stratego dei Carabisiani.

Giustiniano II appena tornato a Costantinopoli fece giustiziare i due usurpatori e dedicò la sua vita alla

vendetta, guidando una rappresaglia contro coloro che erano implicati nella sua deposizione ed ordinando

una spedizione contro Ravenna.

Tuttavia ci fu un’ulteriore ribellione, capitanata questa volta da FILIPPICO BARDANE che era un convinto

monotelista. Giustiniano II venne nuovamente deposto e successivamente ucciso.

Con Giustiniano II si estingue la dinastia di Eraclio. Successivamente ci furono altri due usurpatori:

ANASTASIO II e TEODOSIO III. In questo clima interno così incerto ne approfittano i nemici di Bisanzio:

gli arabi si rafforzano mentre Tervel (il Kan bulgaro), che era stato amico di Giustiniano II, dopo l’uccisione

del suo alleato attacca Bisanzio per sconfiggere gli usurpatori.

Più tardi salì al trono LEONE III (regna dal 717 al 741), stratego del Tema Anatolico, e si alleò con lo

stratego del Tema Armeniaco, Artavasdo, il quale sposò la figlia di Leone III.

Il suo regno si inaugura con l’assedio arabo a Costantinopoli. L’imperatore riesce a respingere l’attacco

grazie al Fuoco Greco. Inoltre ristabilisce l’amicizia con Tervel che lo aiuta contro gli arabi. Il pericolo arabo

termina nel 740 con una grande vittoria via terra ad Acroinos, in Asia Minore, che ferma definitivamente la

minaccia araba in Anatolia. impone la fine dell’adorazione delle immagini sacre ed apre la

Leone III è il primo imperatore iconoclasta,

controversia iconoclasta.

Non tutti i Padri della Chiesa erano favorevoli all’adorazione delle immagini sacre, che poteva sfociare

nell’idolatria. Il culto delle immagini nacque spontaneamente a livello popolare, ma a livello teorico i Padri

della Chiesa non la approvavano. Questa negazione affondava le radici nell’Antico Testamento che

sacre, contrapponendosi all’idolatria

affermava che Dio proibiva la raffigurazione di persone e di immagini

pagana (i pagani raffiguravano ogni divinità).

La raffigurazione e l’adorazione delle immagini era diffusa solo in alcune zone dell’impero bizantino, mentre

in altre zone non si adottava. I primi teorici dell’iconoclasmo furono due vescovi dell’Asia Minore, dove

l’usanza di raffigurare le immagini sacre non era sentita.

Ma se era limitato solo in alcune zone dell’impero, perché Leone III si impegnò tanto nel porre fine

all’adorazione delle immagini? Leone III vedeva nel culto delle immagini una forma di idolatria e ritenne

che la venerazione verso le immagini fosse la causa dell’ira divina, che si era manifestata sia in precedenza

con gli attacchi arabi sia più recentemente, nel 726, con un terremoto e maremoto che scosse Bisanzio. Così

Leone III nel 726 fece rimuovere per la prima volta un’immagine di Cristo dalla porta bronzea del Palazzo

15

ma il soldato che doveva togliere l’immagine venne linciato dalla folla. Quattro anni dopo, rafforzato nelle

un editto che prescriveva la rimozione delle immagini sacre. L’approvazione di

sue convinzioni, emanò una riunione solenne convocata proprio dall’Imperatore e

questo provvedimento avvenne tramite il Silention,

a cui partecipavano i membri del Senato e i più stretti collaboratori del re. Nel 740 la vittoria contro gli arabi

fu naturalmente attribuita al favore di Dio suscitato dalla lotta alle icone.

A causa delle riscossione delle rendite dell’Italia meridionale, si era aperto un contenzioso tra l’Imperatore e

Papa Gregorio II. In Italia il Papa era intermediario del pagamento dei tributi almeno fino a quando Leone III

decise di revocargli questo incarico, accollandolo direttamente a Costantinopoli. Non solo, oltre alla

giurisdizione tributaria, eliminò anche quella ecclesiastica e, quindi, il Sud Italia finì sotto giurisdizione del

Patriarcato di Costantinopoli. L’Italia in quel periodo aveva il problema dei Longobardi e contro di loro

nascerà un alleanza tra le truppe papali e quelle ravennati. Anche l’Italia aveva molte immagini sacre che

venivano adorate da larghissimi strati della popolazione e Leone, proprio per evitare dispute, decise di non

adottare provvedimenti iconoclastici in Italia.

7° lezione

Alla morte di Leone III salì al trono il figlio, COSTANTINO V (741-775).

Nel 751, sotto Costantino V, l’Esarcato di Ravenna cadde nelle mani dei Longobardi, guidati dal Re Astolfo.

Costantino V nel 754 riunì il Concilio di Hieria (il primo concilio iconoclasta) con cui getta le basi

ideologiche di questa dottrina, e nello stesso anno il Papa Stefano II attraversò le Alpi per ungere re Pipino il

Breve, capo dei Franchi. Il Papa aveva i Longobardi alle porte, non poteva contare sui bizantini per le

controversie religiose, così decise di allearsi con i Franchi.

L’iconoclastia fu sicuramente un fattore che contribuì ad aumentare le distanze fra il Papato e la Chiesa

Orientale. Testimone di questa situazione è anche l’indifferenza dell’Impero Bizantino nel difendere l’Italia

dai Longobardi e, come già detto, la revoca della giurisdizione tributaria al Papa accompagnata da un forte

aumento della pressione fiscale per sostenere la guerra contro gli arabi già dai tempi di Leone III. In questo

periodo poi vi furono fortissimi cambiamenti nei rapporti tra Occidente e Oriente dato che i Franchi portano

la loro protezione all’Italia con la conquista dell’esarcato di Ravenna e con l’incoronazione di Carlo Magno

ad imperatore dei romani.

Nell’800 sul trono di Bisanzio salì la vedova Irene, dopo aver ucciso suo figlio Costantino VI. Questa

incoraggiò il Papa nell’incoronazione di Carlo Magno. I bizantini però si erano da sempre

situazione

considerati come gli unici a cui spettasse la corona imperiale di Roma. Oltre a questi motivi vi erano anche le

sconfitte militari di Bisanzio contro gli arabi: perdita della Sicilia, della Puglia e della Calabria (riconquistate

solo da Basilio I).

L’epoca iconoclasta si divide in due periodi:

1. Dal 726 al 787: due date che indicano la prima teorizzazione della dottrina iconoclasta e il Concilio

Irene (reggente) la dichiarò un’eresia. In questo primo periodo gli

di Nicea, dove l’Imperatrice

imperatori che si susseguono sono Leone III, Costantino V, Leone IV (775-780), Costantino VI (780-

787) e Irene (780-802). Dopo Irene vi saranno altri tre imperatori che si manterranno sulla linea del

Concilio di Nicea: Niceforo I (802-811), Stauracio (811) e Michele I (811-813). Questi tre imperatori

non furono molto fortunati a causa delle ripetute sconfitte contro i Bulgari. Proprio a causa di questi

che fosse causa dell’ira divina, l’iconoclastia tornerà nel secondo

insuccessi e della credenza

periodo.

Dall’813 all’843. Fino all’820 governerà Leone V l’Armeno; dall’820 fino all’829 Michele II detto

2. governerà dall’829

Di Amorio (capitale del tema anatolico); il terzo imperatore sarà Teofilo che

all’842 e che viene ricordato come il più feroce tra gli imperatori iconoclasti. L’anno successivo sale

al trono suo figlio Michele III ma sua madre Teodora, reggente, porrà fine all’iconoclastia durante lo

stesso anno.

Analizziamo i personaggi di questi due periodi:

LEONE III è ricordato non solo per la creazione della dottrina iconoclasta ma anche per la lotta contro gli

arabi e per l’emanazione dell’Ekloge cioè un trattato di legge in cui sono inserite delle norme riguardanti

argomenti di vita quotidiana. Rispetto alle precedenti norme di Giustiniano troviamo un forte inasprimento

16

della morale biblica: c’erano forti restrizioni al divorzio, all’aborto e l’omosessualità. Anche la pena di morte

verrà limitata a pochissimi casi, salvo poi aumentare le pene che prevedevano la mutilazione del colpevole

perché giudicata come una grazia rispetto alla pena capitale.

vi è la caduta in mano longobarda dell’Esarcato di Ravenna e, soprattutto, il

Sotto COSTANTINO V

Concilio di Hieria del 754 dove non sarà invitato il Papa. In questo concilio si creerà un nuovo dogma sulla

figura di Cristo, dando una base teorica alla dottrina iconoclasta. Nel Concilio si riprendeva anche il tema

monofisita e cristologico perché si accusavano le immagini di rappresentare o la sola rappresentazione fisica

oppure una rappresentazione mista dell’unica natura umana e divina di Cristo (in contrapposizione alle due

nature distinte di Calcedonia). Costantino è anche un persecutore molto più feroce del padre perché si scaglia

anche contro il monachesimo. Infatti egli, per meri interessi economici, imponeva ai monaci e alle monache

di sposarsi o di farsi accecare. Nemmeno le reliquie dei santi vennero risparmiate e la loro adorazione venne

vietata perché considerata anch’essa idolatria.

Nel primo periodo del suo regno deve combattere contro Artavasde, un usurpatore che guidava sia il tema

armeniaco che quello opsiciano. Sedata la rivolta, decise di dividere il Tema di Opsikiom creando il sistema

arabo creando una “terra di nessuno” tra la Siria e l’Asia Minore,

dei Tagmata. Arginerà il problema

spostando le popolazioni che vi si trovavano in Tracia. Gli arabi avevano così dei problemi di rifornimento.

Non solo, essi erano indeboliti dalle lotte dinastiche. Infatti nel 750 terminò la Dinastia Omayyade, sostituita

da quella degli Abbasidi. La capitale araba verrà spostata da Damasco a Baghdad. Questo permetterà a

Costantino V di rivolgersi verso il fronte bulgaro dove effettuò ben nove spedizioni.

Costantino V progettò un matrimonio tra suo figlio Leone IV e una figlia di Pipino, Gisella (sorella di Carlo

Magno) così da creare un’alleanza con i Franchi contro i Longobardi. Ma il progetto non andrà in porto (e

infatti Leone sposerà Irene).

LEONE IV fu un iconoclasta meno feroce, abbandonando la lotta contro i monaci e le reliquie. Egli riuscì a

contrastare gli arabi ma morì presto (circolò la voce che fu proprio la moglie Irene a farlo uccidere).

IRENE era originaria di Atene dove il culto delle immagini era molto diffuso. La sua figura è molto

controversa perché non si sa se fosse davvero lei a detenere il potere a Costantinopoli o se fosse un burattino

nelle mani di una fazione aristocratica. Riuscì a farsi accettare come reggente del figlio Costantino VI,

costringendo alla vita monastica gli altri 5 figli maschi di Leone IV. Progettò il Concilio di Nicea del 787 sia

per convinzioni personali e sia per un’opportunità politica: la Chiesa di Bisanzio era troppo isolata da Roma

e dalle altre chiese, ormai immerse nel mondo islamico. Nel 786 Irene aveva tentato di aprire i lavori del

Concilio a Bisanzio ma un’irruzione dell’esercito, ancora fedele alle credenze degli imperatori, aveva diviso

gli ecclesiastici. Irene riaprì allora il Concilio in una città più favorevole e sostituì il corpo di guardia con uno

a lei più vicino. Verrà inviato anche il Papa Adriano I il quale invierà assieme ai suoi legati una lettera in cui

affronterà il problema delle diocesi e dei beni della chiesa nell’Italia meridionale, sottratti a Roma da Leone

III. La lettera però pare fu ritoccata nella sua traduzione in greco e, infatti, questi temi non saranno presenti.

Irene incaricò l’eunuco Stauracio della lotta contro gli arabi ma le sue iniziative fallirono. Così Stauracio

verrà inviato in Grecia, caduta nelle mano degli Slavi. Egli la riconquista e crea il tema di Macedonia.

Tuttavia, secondo la storiografia, questo successo venne preso come un motivo di distrazione dalle reali

incapacità dell’imperatrice.

COSTANTINO VI, dopo aver subito un primo tentativo di usurpazione da parte della madre, prenderà il

potere effettivo nel 792 (pur essendo imperatore nominale dal 780). Egli dimostrò una fortissima incapacità

nel campo militare, rimanendo sconfitto a più riprese dai bulgari a cui pagherà un tributo. Costantino V sarà

famoso per le sue vicende amorose. Era stato progettato un matrimonio tra lui e una figlia di Carlo Magno,

ideato da Irene. Ma a causa della vittoria su Sassoni e Avari, i suoi nemici più pericolosi, Carlo si sentirà

abbastanza forte per combattere da solo in Italia senza bisogno di alleanze con Bisanzio. Costantino verrà poi

costretto a sposare Maria (scelta tramite un concorso di bellezza ideato da Irene; da allora divenne normale

questo tipo di scelta della moglie) da cui però divorzierà sposando la sua amante e minando ulteriormente la

sua già debole reputazione.

A questo punto Irene farà incarcerare suo figlio e, addirittura, lo farà accecare con tale violenza da ucciderlo.

Tornerà quindi di nuovo al potere. Una fonte bizantina (Teofane) riferisce che Carlo Magno chiese la mano

di Irene che accettò. La fazione a lei avversa, però, organizzò un colpo di Stato e Irene venne deposta e

17

relegata in un convento. Questa fonte è però molto incerta e ci sono altre ipotesi, come quella che rifererisce

Irene avesse offerto il titolo di Imperatore a Carlo presupponendo una divisione dell’Impero in Oriente e

che

Occidente con quest’ultimo sottomesso al primo.

NICEFORO I erediterà tutti i problemi dei suoi precedenti imperatori. Gli arabi e i bulgari premevano alle

frontiere. Con i primi avrà la fortuna di approfittare della morte del Califfo, che sancirà l’inizio di nuovi

conflitti interni alla fazione araba. Niceforo, dopo il fallimento del matrimonio tra Carlo e Irene, si scontrò

di Venezia, dell’Istria e della Dalmazia. Dopo essere riuscito ad ottenere queste

con i Franchi per il controllo

vittorie, si rivolse alla Grecia conquistando il Peloponneso dagli Slavi e ripopolandolo di sudditi grecofoni

dell’Asia Minore.

Irene aveva perseguito una politica di riduzione delle tasse che Niceforo, invece, rifiuterà. In una campagna

che doveva essere “definitiva” contro i bulgari, ottenne una iniziale vittoria ma sulla via del ritorno venne

anch’esso ferito gravemente,

sorpreso dai bulgari di Krum, sconfitto e ucciso nella Gola di Yarmuk. Il figlio,

fece appena in tempo a nominare come successore Michele I prima di morire.

riuscì a riorganizzare l’esercito. Sotto il suo regno si risolse la controversia franco-bizantina

MICHELE I

per il controllo di Venezia con una promessa dei Franchi a non interessarsi più di queste zone. Guidò una

spedizione contro i bulgari ma venne sconfitto a causa di un tradimento ad opera di Leone V.

LEONE V era lo stratego del tema anatolico. Ritirò improvvisamente le sue truppe dalla battaglia contro i

bulgari, costringendo i bizantini alla fuga e Michele ad entrare in monastero. Leone V, detto l’Armeno, era

convinto della bontà della dottrina iconoclasta, dato che proveniva da una regione dove questo dogma era

che riportò in auge l’iconoclastia. Le sue vittorie

fortemente radicato. Convocò nel 815 un nuovo Concilio

contro i bulgari, la morte di Krum proprio sotto le mura di Costantinopoli e le sconfitte ottenute

precedentemente dagli imperatori iconofili, convinse Leone V del favore divino ritrovato grazie

all’iconoclastia. Strinse una pace con i bulgari ristabilendo i confini e organizzando nuovi temi in funzione

difensiva. Cadde però vittima di una congiura favorevole a Michele II di Amorio.

MICHELE II era il capo degli Excubiti (corpo di guardia di Costantinopoli). Dovette fronteggiare la rivolta

di Tommaso lo Slavo che già si stava preparando sotto Leone V. Né Leone, né Michele erano degli

imperatori legittimi. Inoltre, Tommaso era appoggiato dagli arabi e fu infatti incoronato dal patriarca di

Antiochia. Questa rivolta durerà per tutto il regno di Michele II ma nell’823 Tommaso verrà giustiziato dopo

che l’imperatore si era alleato con i bulgari, guidati dal figlio di Krum, per sconfiggerlo. Nell’826, alcuni

legati a Tommaso chiedono l’aiuto degli arabi che, per la prima volta, sbarcano nella parte occidentale della

Sicilia conquistandola (assieme a Creta).

TEOFILO ebbe un regno lungo. Egli era un convintissimo iconoclasta e fu, probabilmente, il più feroce.

Aveva studiato con Giovanni Grammatico che elesse poi Patriarca. Fu fortunato, almeno inizialmente, sul

fronte arabo e sul fronte bulgaro, riconquistando un passaggio tra la Tracia e Tessalonica (Salonicco).

Organizzò un’offensiva contro il Califfato ma la defezione di un gruppo di soldati appartenenti ad una setta

islamica da poco convertita, provocò la sconfitta di Teofilo e la conseguente avanzata degli arabi che

conquistarono la città di Amorio (838). Teofilo riorganizzò l’esercito (aumentando la paga) e continuò

l’organizzazione dei temi. Negli ultimi anni del suo regno gli arabi conquistarono alcuni regni della Calabria

bizantina, in Puglia presero Bari, Brindisi e Taranto (riconquistate poi da Basilio I).

8° lezione

Teofilo è l’ultimo imperatore iconoclasta. Alla sua morte nell’ 843 la vedova TEODORA pose fine al

Secondo Iconoclasmo ed organizzò un’assemblea di monaci e preti (più che di vescovi, dato che quest’ultimi

avevano dovuto precedentemente abbracciare l’iconoclasmo) che accettò il Concilio di Nicea del 787,

Così la dottrina iconoclasta venne di nuovo dichiarata un’eresia.

voluto da Irene.

Inoltre fu sostituito il Patriarca di Costantinopoli, Giovanni Grammatico, un teologo dell’iconoclasmo e

precettore di Teofilo. 18

Alla morte del marito Teofilo, Teodora si trovò ad essere reggente per il figlioletto Michele, passato alla

l’Ubriacone. Il suo regno (composto da varie fasi) va dall’843 all’867 e segna

storia come MICHELE III

una svolta nella storia bizantina per le figure che regnano al suo fianco, inoltre apre le porte alla dinastia

macedone.

Michele III regnò praticamente sempre sotto tutela, inizialmente dal 843 al 856 con sua madre come reggente

che a sua volta si appoggiava a Teoctisto, il suo favorito.

Durante questo periodo (843-856) Teoctisto riuscì a mantenere lo status quo sulle frontiere. Sul fronte arabo

cercò di riappropriarsi dell’isola di Creta, persa nell’826, ma l’occupazione bizantina fu temporanea. Mentre

sulla frontiera araba orientale, per problemi interni alla potenza araba, il grande califfato si sgretolò e i

nemici dei bizantini diventarono due emirati di frontiera: l’emirato (Asia Minore) e l’emirato

di Melitene

di Tarso (tra la Cilicia e la Siria Settentrionale). I due emirati erano nemici diretti dei bizantini ed alleati di

uno staterello fondato da una setta eretica, i Pauliciani (così chiamati perché sembra che si rifacessero a

del III secolo a.C.). Non è chiaro in cosa consistesse l’eresia dei

Paolo di Samosato, vescovo semi-eretico

Pauliciani, forse erano dei manichei (setta dualista) che vedevano lo scontro tra il Dio del Male (Dio del

Vecchio Testamento) e il Dio del Bene (Dio del Nuovo Testamento). Inoltre rifiutavano tutti i beni materiali

che per loro rappresentavano il male. Si trattava di una setta eversiva che si era distaccata anche

dall’impero bizantino e aveva fondato questo staterello sul confine nord-orientale dell’Asia

politicamente

Minore (vicino all’Armenia); la loro capitale era Tefriche. Nella prima fase del regno di Michele III sotto

Teoctisto i bizantini riportarono delle vittorie contro questi nemici.

Nel 856 tuttavia viene ucciso Teoctisto e Teodora fu costretta a ritirarsi in convento. Il potere passò allora al

fratello di Teodora, lo zio di Michele III, Cesare Barda che regnò col titolo di Cesare a fianco del nipote. A

deve la fondazione dell’università della Magnaura.

Barda si

Con Michele III inizia la rinascita culturale di Bisanzio. Sotto di lui c’è la rinascita delle arti figurative, della

filosofia, delle scienze matematiche, viene data maggior attenzione al mondo antico, agli studi di filologia e

alle opere classiche. In questa rinascita culturale si inserisce il Patriarca Fozio.

Fozio era famoso per le sue opere di studio, tra cui la “Biblioteca di Fozio” che rappresenta la sua opera più

importante in cui fa dei riassunti bibliografici di varie opere del mondo classico, soprattutto delle opere in

prosa e non in poesia. Grazie a Fozio conosciamo la prosa di molte opere antiche e che a noi non sono mai

pervenute. Altre opere riguardavano lo scisma con Roma. Infatti in questo periodo si ha un nuovo scisma

religioso, lo Scisma Foziano che a livello dottrinale ruotava intorno alla figura dello Spirito Santo. Nella

chiesa orientale procedeva soltanto dal Padre, mentre nel nostro credo lo Spirito Santo procede sia dal Padre

che dal Figlio. Fozio così attacca la Chiesa di Roma e scomunica il Papa, che a sua volta scomunica Fozio.

Un altro tema dello Scisma Foziano è l’eucarestia, cioè l’uso del pane non lievitato in occidente ma lievitato

in oriente.

La lite con Roma creò dei motivi di contrasto anche nel Patriarcato di Costantinopoli. Quando Teodora venne

stata estromessa, era stato allontanato anche il Patriarca Ignazio, il quale era una figura molto rigida ma

altrettanto venerata (infatti fu celebrato santo dopo la morte). Egli fu estromesso perché si era scontrato con

Barda e con Michele III poiché non intendeva esiliare Teodora in convento. Di conseguenza Michele III fu

costretto a deporre Ignazio e a mettere al suo posto Fozio. Quest’ultimo prima di essere Patriarca era un

laico, non aveva una carriera religiosa alle spalle e per questo non venne riconosciuto da Roma.

Inoltre nel 863 Fozio si inimicò ancor di più Roma perché in quell’anno il principe di Moravia chiese al

Patriarca l’invio di alcuni missionari per completare la conversione al cristianesimo, già iniziata da

missionari franchi. Fozio organizzò una missione bizantina guidata dai due fratelli Cirillo e Metodio,

rivendicando in questo modo la Moravia alla chiesa orientale. Il Papa non ne fu contento dato che la Moravia

precedentemente era di pertinenza di Roma, dato che la conversione era stata iniziata dai missionari franchi.

Nel 865 il re dei bulgari Boris venne battezzato da missionari bizantini prendendo il nome del suo padrino,

l’imperatore Michele III (Boris così diventa Michele). Boris tuttavia, temendo la notevole vicinanza a

Bisanzio, decise di rivolgersi a Roma per ottenere una propria chiesa, autonoma e riconosciuta. Fozio per

questi motivi scomunicò Papa Niccolò I, dando inizio nel 867 allo Scisma Foziano (per problemi riguardanti

anche lo Spirito Santo e l’eucarestia, ma soprattutto perché desiderava controllare la Chiesa di Moravia e la

Chiesa di Bulgaria).

Oltre a questo successo religioso, ad aiutare i bizantini ci sarà la morte dei tre stati rivali, i due emirati arabi e

i Pauliciani. Da questo punto in poi l’atteggiamento dei bizantini contro gli arabi diventerà offensivo e non

più difensivo. 19

Nel 866 avvenne tuttavia un importante, ma nello stesso tempo grave, cambiamento: l’imperatore Michele

III farà uccidere Barda da un suo nuovo protetto: Basilio. Questi ucciderà lo stesso Michele, diventando

imperatore col nome di Basilio I.

di origini umilissime, era chiamato “il Macedone” perché era nato nel Tema di Macedonia,

BASILIO I

fondato dopo che l’imperatrice Irene aveva conquistato gran parte della Grecia, scacciando gli Slavi. Questo

avventuriero aveva fatto fortuna a Costantinopoli, era diventato in un primo momento capo stalliere di

Michele III, poi diviene compagno di bevute dell’imperatore (noto come Michele III l’Ubriacone), infine

riesce ad assumere un maggior ascendente sull’imperatore perché sposa l’amante di Michele (costretto dalla

madre a sposarsi con una ragazza di ottima famiglia). Basilio I ottiene il rafforzamento del potere, si allea

III per eliminare Barda ma poi elimina l’imperatore stesso, così sale al trono come imperatore

con Michele

benché non legittimato.

Basilio I decise di porre fine allo scisma causato da Fozio convocando un concilio che depose il Patriarca di

sostituendolo col vecchio patriarca Ignazio. In questo modo l’imperatore sperava di

Costantinopoli Fozio,

riottenere il favore di Roma. Ma alla conclusione del Concilio arrivarono a Costantinopoli dei legati di Boris

che non aveva dato l’autonomia voluta alla

di Bulgaria, il quale era stato deluso dalla politica del Papa

Chiesa Bulgara. Così Boris decise di rivolgersi di nuovo a Bisanzio che riconobbe la dipendenza giuridica

della Bulgaria non più da Roma ma da Costantinopoli, facendo fallire i propositi di riconciliazione con

Roma. Alla morte del Patriarca Ignazio, Basilio I richiamò nuovamente Fozio, che divenne anche precettore

dei figli dell’imperatore.

Sul fronte arabo venne sconfitto lo Stato dei Pauliciani, la cui capitale venne conquistata nel 879, e i due

in questo periodo i principati dell’Armenia (sottoposti in parte ai bizantini e in parte agli

emirati; inoltre

arabi) ottennero una parziale indipendenza.

In Italia Basilio I riuscì a riconquistare il meridione, con la Calabria e la Puglia, ma perse totalmente la

Sicilia. Nel 878 cadde nelle mani degli arabi la città di Siracusa (uno degli ultimi avamposti bizantini). Con

la perdita di questa città siamo quasi alla conquista completa della Sicilia da parte degli arabi. Sotto Leone

VI cadde l’ultima città siciliana.

I compie un’opera giuridica molto importante, riordinando le leggi e creando due manuali:

Basilio

 La prima opera è il Procheiron, un manuale in greco, una sorta di compendio di giurisprudenza, che si

di Giustiniano e all’Ekloge

rifà alle Instituziones di Leone III.

 La seconda opera è l’Epanagoge, un’introduzione in greco alla progettata raccolta di leggi di Basilio I

che doveva seguire la linea del Codex di Giustiniano.

La parte nuova dell’opera di Basilio I (introduzione) consisteva in una raccolta di leggi imperiali

aggiornate, riguardante i diritti e i doveri dell’imperatore, del patriarca e di tutte le alte dignità del tempo,

sia laiche che religiose.

Si presume che questa “parte nuova”, che doveva essere solo un’introduzione alla raccolta di leggi, sia opera

di Fozio. La vera raccolta di leggi avviene sotto Leone VI (si tratta di un’opera più amplia rispetto a quella di

Giustiniano e Leone III). Così vengono promulgati i Basilika, le leggi imperiali (da Basileus: imperatore)

emanate nel 888, una versione greca modificata del Codice Giusinianeo con numerose aggiunte.

Basilio I nuore nell’886 in un incidente di caccia, forse orchestrato da qualche amico di Leone VI.

Dinastia macedone. Regni:

 Basilio I (867-886);

 Leone VI (886-912);

 Alessandro (912-913), fratello di Leone VI;

 Costantino VII il Porfirogenito (913-959), figlio di Leone VI. Per buona parte della sua vita (dal 920 al

944) si trova sotto la tutela del suocero ed usurpatore Romano I Lecapeno; Mentre dal 944 al 959 regna

da solo;

Romano I Lecapeno (920-944), ammiraglio originario di un villaggio armeno di nome Lecape;

 Romano II (959-963), figlio di Costantino VII il Porfirogenito, muore giovane. Romano II lascia i figli

piccolissimi (una femmina e due maschi. Il più grande era Basilio) così gli succedono come imperatori

due importanti generali: “Focas” è il nome della famiglia;

1) Niceforo II Foca (963-969), 20

“Zimisce” significa “il piccolo”;

2) Giovanni I detto Zimisce (969-976),

 Basilio II (976-1025), figlio di Romano II, divenuto maggiorenne regna da solo per 50 anni.

Alla morte di Basilio I salì al trono il figlio LEONE VI. Dal punto di vista militare incontrò delle difficoltà

contro i bulgari del nuovo re Simeone. Boris I era stato un amico di Bisanzio e si era convertito al

cristianesimo, inoltre era una figura politica molto debole e non creava problemi a Bisanzio. Simeone invece

era diverso e inflisse a Leone VI una serie di sconfitte; così l’impero è costretto a pagare dei tributi ai bulgari

per evitare che la Bulgaria si espandesse ulteriormente a danno di Costantinopoli.

Sul fronte arabo Leone VI iniziò l’espansione in Anatolia a discapito dei due emirati di Tarso e di Melitene, e

continuò la “conquista” dell’Armenia liberandola dagli arabi; questa operazione era già iniziata sotto Basilio

I (molti territori armeni divennero regni autonomi). Tuttavia vi sono anche degli episodi negativi, come nel

quando gli arabi saccheggiano Salonicco, una delle città più importanti dell’Impero.

903-904

Alla morte di Leone VI scoppiò una grave crisi per la successione al trono. Egli si era sposato tre volte nella

speranza di avere un erede maschio ma era nata solo una figlia femmina. Moralmente risposarsi quando si

diventava vedovi era mal visto, mentre dal punto di vista legale risposarsi per la quarta volta non era

ammesso. Tuttavia Leone VI non avendo ancora un erede, si unì con un’altra donna, Zoe, che gli diede un

figlio maschio (Costantino VII). Leone VI strinse allora un accordo con il Patriarca di Costantinopoli che

dell’imperatore ma non accettò l’unione con Zoe (che

riconobbe Costantino VII come legittimo successore

era la sua amante, non erano sposati). Successivamente tuttavia Leone VI decise di sposare Zoe, così

allontanò il patriarca Nicola Mistico che si opponeva al quarto matrimonio ed ottenne una dispensa papale

che gli permise di sposarsi (nella chiesa occidentale una persona divenuta vedova poteva risposarsi un

numero illimitato di volte, mentre nella chiesa orientale solo tre volte).

Alla morte di Leone VI nel 912, fu la volta del fratello ALESSANDRO che richiamò il Patriarca Nicola

Mistico allontanando la moglie di Leone VI, Zoe. Alessandro regnò un solo anno e in punto di morte nominò

Nicola Mistico tutore e reggente per Costantino VII.

Alessandro aveva smesso di pagare il tributo ai bulgari, che decisero di attaccare Costantinopoli sotto la

guida di Simeone arrivando fin sotto le mura di Costantinopoli. Il reggente allora, per fermare l’attacco,

firmò un accordo che prevedeva il fidanzamento tra Costantino VII e la figlia di Simeone. Inoltre Simeone

venne anche riconosciuto imperatore dei bulgari, con la possibilità di diventare imperatore di Bisanzio. Tutto

questo sdegnò profondamente la popolazione di Costantinopoli, che organizzò un colpo di stato grazie al

quale Nicola Mistico venne allontanato dalla reggenza e sostituito con Zoe, la madre di Costantino VII.

Zoe decise di annullare la concessione fatta da Nicola ai bulgari, che prevedeva il riconoscimento del titolo

di imperatore della Bulgaria a Simeone. La reazione di quest’ultimo fu immediata: attaccò la Tracia e occupò

la Penisola Balcanica. Si aprì così un lungo periodo di guerra. Egli riescì ad arrestare l’avanzata di

La situazione si stabilizzò solo nel 920 con ROMANO LECAPENO.

Simeone ed evitò il pericolo di un’alleanza matrimoniale con i bulgari facendo sposare Costantino VII con

sua figlia Elena. Romano, dopo aver fermato l’avanzata di Simeone, diventò imperatore. Qualche anno dopo

(927) riuscì a contenere la minaccia bulgara facendo sposare sua nipote Maria con l’erede al trono di

Bulgaria (lo zar Pietro). Questo matrimonio portò un lungo periodo di pace tra la Bulgaria e Bisanzio.

Simeone non si occupava direttamente delle campagne militari ma delegava un suo generale di origine

armena, Giovanni Curcuas, per continuare l’espansione a danno degli emirati arabi sulla frontiera orientale.

Giovanni Curcuas spazzò via l’emirato di Melitene e tentò, con una serie di incursioni, di rendere

indipendente l’Armenia meridionale fino alla Mesopotamia settentrionale.

Punti più importanti del regno di Romano:

 Contenimento dei bulgari;

 Vittoria contro gli arabi e gli emirati in oriente

 a causa dell’ inverno eccessivamente rigido.

Scoppio di una gravissima carestia (927-928),

Alcuni grandi proprietari terrieri bizantini approfittarono della carestia comprando dei terreni a poco prezzo

dai piccoli proprietari. In questo modo crebbe il latifondo ed entrò in crisi la piccola proprietà terriera. I

piccoli proprietari senza terra diventavano dei nullatenenti e non potevano pagare le tasse. Alcuni di questi

nuovi poveri erano gli stratioti dei temi. 21

Romano decise di emanare una legge contro il latifondo, che vietava infatti ai grandi proprietari di acquistare

le terre dei piccoli coltivatori; inoltre stabiliva che tutte le terre che erano state acquistate illegalmente

dall’inizio della carestia, dovevano essere riconsegnate ai legittimi proprietari.

Romano, non nutrendo simpatia per i figli, decise di ristabilire la successione a Costantino VII. Nel 944,

temendo che Costantino divenisse il legittimo imperatore alla morte di Romano Lecapeno, i figli di

quest’ultimo cercarono di assicurarsi la successione al trono relegando il padre in un monastero. Ma il

popolo della capitale si sollevò acclamando Costantino, che divenne imperatore e rinchiuse i figli del

precedente sovrano in un monastero.

Finalmente a quarant’anni COSTANTINO VII (944-959) divenne imperatore. Egli è ricordato soprattutto

dal punto di vista culturale. Costantino era uno studioso, un filologo, un amante della storia antica, ma anche

“De Cerimoniis”,

un artista, infatti amava dipingere le icone. Egli fece redigere il una sorta di Galateo sulle

cerimonie della corte bizantina. Un’altra opera importante è stata “Teofane Continuato”, un’opera di storia

che si rifà alla vecchia storia di Teofane che ci racconta della vicenda iconoclasta, fermandosi al 813.

Per il resto continuò la politica di Romano, ribadendo la legge che sanciva la restituzione delle terre ai

piccoli proprietari che l’avevano venduta durante la carestia. Mentre ad oriente cercò di contenere gli arabi,

ma fallì la riconquista di Creta.

Più fortunato di lui fu il figlio, ROMANO II che regnò pochi anni, dal 959 al 963, ma riuscì nella

riconquista di Creta. L’isola fu riconquistata dal generale Niceforo Foca, che successivamente diventerà

imperatore.

Romano II si circondò sempre di abili generali: Niceforo Foca, Giovanni Zimisce (un altro futuro

imperatore) e il fratello di Niceforo, cioè Leone Foca. Prima Leone, poi Niceforo e infine Giovanni attuarono

delle spedizioni contro l’emirato di Tarso, tra la Cilicia e la Siria e successivamente anche contro l’emirato di

Aleppo, in Siria.

Morto Romano II nel 963, NICEFORO II FOCA dapprima si alleò con la vedova di Romano (Teofano) ed

in seguito la sposò, divenendo così imperatore. Lui era un generale più che un imperatore: durante il suo

regno soggiornerà infatti raramente nella capitale: morto Romano II tornò a Costantinopoli dal fronte

orientale, ma vi restò per un breve periodo; raggiunto il fronte arabo, conquistò l’emirato di Tarso. Man

mano che procedeva nelle sue conquiste, progettava i nuovi temi; sull’emirato di Tarso fondò il tema di

Cilicia e più ad est organizzò i temi dell’Armenia. Riconquistò anche l’isola di Cipro. Inoltre inviò una

spedizione per riconquistare definitivamente la Sicilia, che però fallì.

Nel frattempo nel Sacro Romano Impero si era affermata la dinastia degli Ottoni, che entrò subito in

contrasto con l’impero bizantino. Infatti sotto il regno di Niceforo II in Italia si ha la spedizione

dell’imperatore d’occidente Ottone I, contro i possedimenti bizantini. Questo perché prima della spedizione

militare, Ottone I aveva mandato a Costantinopoli un’ambasceria per combinare il matrimonio tra Anna (la

sorella di Basilio, quindi la principessina Porfirogenita) e Ottone II (suo figlio), ma i bizantini rifiutarono

sdegnosamente quest’alleanza matrimoniale. In seguito all’offesa ricevuta , Ottone I decise di invadere i

territori bizantini dell’Italia meridionale. La crisi con gli Ottoni verrà risolta da Giovanni Zimisce.

Come già detto, Niceforo II era un abile generale, ma non era molto amato perché non risiedeva mai nella

capitale e trascurava la corte e la sua stessa moglie (Teofano, ex moglie di Romano II). Trascurata dal marito,

Teofano si innamorò di Giovanni Zimisce e decise di sostituire il marito con lo stesso Giovanni. Così quando

Niceforo II tornò a Costantinopoli venne ucciso da una congiura ordita da Giovanni e Teofano. Ma il

patriarca di Costantinopoli si irritò notevolmente e si rifiutò di riconoscere il nuovo imperatore GIOVANNI

ZIMISCE. Alla fine però si arrivò a un compromesso, il Patriarca accettò di riconoscere Giovanni a patto

che escludesse Teofano dal potere. Così, senza pensarci un attimo, fece rinchiudere l’imperatrice in un

convento e sposò una figlia ormai matura di Costantino VII (sorella di Romano II).

9° lezione

La morte di Giovanni Zimisce (976), apre il lungo regno di BASILIO II (976-1025), figlio di Romano II.

Alla morte del predecessore, Basilio II era abbastanza grande per regnare da solo ma fece fatica ad affermare

il suo potere perché doveva combattere con i parenti dei due precedenti imperatori: 22

 Barda Sclero cognato di Giovanni Zimisce, fratello della prima moglie di Giovanni, la quale prima di

sposare Costantino VII Porfirogenito si era già sposata;

 Barda Foca, parente di Niceforo Foca.

Questa situazione generò due guerre civili che durarono ben tre anni. Con i due Barda abbiamo due

esponenti di importanti famiglie (Sclero e Foca) che consideravano il trono una loro proprietà. Le due

famiglie avevano una tale potenza da influenzare la politica bizantina.

Nei primi anni di regno Basilio II cercò di ottenere la pace con il Principato Russo di Kiev promuovendo il

soldati: i “Variaghi”, grazie

matrimonio tra il principe Vladimiro e la sorella Anna ed ottenendo in dono dei

ai quali Basilio II riuscì ad ottenere diverse vittorie sugli avversari.

Nel frattempo Basilio II si era liberato di un eunuco, il suo tutore Basilio Lecapeno (il gran ciambellano),

il ciambellano aveva aiutato l’imperatore, ma il suo enorme

figlio illegittimo di Romano I. Inizialmente

potere convinse Basilio II a farlo arrestare. In seguito all’eliminazione del ciambellano, l’imperatore poté

governare da solo.

Basilio II durante il suo regno cercherà sempre di ridurre il potere delle famiglie magnatizie bizantine. Egli

nel 996 inasprì, a tal fine, i provvedimenti di Romano Lecapeno (934) a favore dei piccoli proprietari terrieri,

e concepì un sistema dove i ricchi proprietari erano tenuti a pagare le tasse per i loro vicini più poveri, se

questi per qualche motivo non erano in grado di pagare le tasse dovute sulla loro proprietà. Inoltre rese più

severa la legge di Romano Lecapeno sulla restituzione delle terre ai veri proprietari, prese dai magnati in

colpì l’impero sotto Lecapeno.

seguito alla crisi che

Una volta affermatosi, Basilio II cercò di riconquistare in oriente l’Emirato di Aleppo, che diventò un

protettorato, e i suoi successori si riappropriano della Contea di Edessa, persa durante la guerra civile. Così

l’imperò poté tornare ai confini esistenti sotto il regno di Giovanni Zimisce. Inoltre ampliò i domini bizantini

nel Caucaso, soprattutto in Armenia e in Georgia.

Precedentemente aveva anche combattuto contro i Bulgari e il loro re Samuele. I primi tre anni di guerra

contro i bulgari furono contraddistinti da fasi alterne. Il 1014 è una data cruciale: dopo aver sistemato i

problemi in oriente e nel Caucaso, Basilio II si volse in Bulgaria e catturò circa 40 mila soldati bulgari. Li

fece accecare tutti e li rimandò nella capitale bulgara. Quando Samuele li vide ebbe un infarto e morì.

Proprio per questo motivo Basilio II è ricordato come il Bulgaroctono.

Dopo la resa finale di Ocrida, la capitale bulgara, il regno di Bulgaria fu diviso un vari temi:

 Il Ducato bizantino di Bulgaria;

 Il Ducato bizantino di Sirmium (perso dopo l’invasione Àvara).

Inoltre i Serbi e i Croati si dichiararono spontaneamente vassalli bizantini.

Con Basilio II si ha l’apogeo dell’espansione bizantina, per far questo naturalmente ci furono enormi spese

militari, ma furono tutte compensate dalle nuove conquiste e per due anni l’imperatore decise addirittura di

annullare le tasse. Questo è il culmine dell’età dell’oro bizantina.

Vi fu anche la temporanea conquista della Sicilia dopo la morte di Basilio II, anche se la spedizione contro

gli arabi fu pensata da lui stesso prima di morire. Egli decise di muoversi contro gli arabi perché erano

protagonisti di continui saccheggi e scorrerie nell’Italia meridionale partendo proprio dalla Sicilia, che era

diventata la loro base; tutto questo naturalmente prima dell’arrivo dei normanni.

Basilio II pertanto, prima di morire (1025), organizzò una spedizione che ha luogo sotto il suo secondo

successore.

 Primo successore è il fratello COSTANTINO VIII, che regnò per tre anni (1025-1028) senza particolari

esiti;

 Il secondo successore è Romano III Argiro(1028-1034).

Nei primi anni di regno di ROMANO III si ha dunque la spedizione contro gli arabi di Sicilia.

Egli sposò una delle figlie di Costantino VIII, Zoe (Costantino aveva avuto tre figlie femmine: una che

divenne suora, Zoe e Teodora, che avranno un ruolo decisivo nella storia futura di Bisanzio).

Romano III apparteneva alla casata degli Argiri, un’importante famiglia di Bisanzio, e questo lo convalidava

a regnare (anche se la legittimazione maggiore veniva dal matrimonio con Zoe). 23


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Appunti presi a lezione di Storia dell'Impero Bizantino, dalla nascita (330) alla caduta (1453) per mano degli Ottomani per l'esame della professoressa Paroli: esaminati tutti gli imperatori e le vicende fondamentali dei lunghi anni dell'impero (come Costantino, concili ecumenici, Giustiniano, Eraclio, epoca iconoclasta, Basilio II, dinastia macedone, dinastia dei Comneni, Alessio I, le Crociate, Impero Latino, dinastia dei Paleologi).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Storia
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eowyn87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Civiltà bizantina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Paroli Elena.

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