Cultura giornalistica
Lezione 1
In Italia i quotidiani più venduti sono quelli generalisti (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore tutti sulle 300.000 copie vendute al giorno), ma vanno bene anche quelli sportivi (Gazzetta dello Sport sulle 200.000 copie).
In Italia gli editori di giornali sono impuri (ossia il direttore non è il proprietario del giornale), ciò significa che il proprietario del giornale può avere ingerenze di tipo politico-economiche sulle scelte redazionali e può minare l’autorevolezza delle testate (viene messo in discussione il concetto di etica, importantissimo per Pulitzer, per cui inoltre le scelte redazionali dovevano essere del tutto indipendenti dalle scelte di tipo economico).
Dal 2008 enorme crisi dei giornali (anche la Free Press, nata negli anni ’90 e sostenuta totalmente dalla pubblicità, oggi è in crisi), crisi dovuta soprattutto alla mancanza di pubblicità (da sempre i giornali si sono sostenuti soprattutto grazie alle entrate provenienti dagli inserzionisti pubblicitari, che oggi invece si riversano soprattutto online; inoltre la pubblicità sulle testate online costa molto meno rispetto a quella sulla carta stampata, quindi meno introiti anche per le testate online).
È soprattutto Google il principale player nel mercato della pubblicità online (ne detiene il 30%), ha avuto successo perché ha proposto pubblicità mirate, sfruttando algoritmi che rilevano le abitudini degli utenti.
Quale sarà il destino dell’informazione? Per George Leonard ci sarà una convergenza tra televisione e internet (diventeranno la stessa cosa), la carta stampata per lui non sparirà del tutto ma sarà solo un altro “schermo” per leggere (un tempo per avere informazioni il giornale era l’unico mezzo disponibile, oggi invece è un mezzo alternativo ad altri); inoltre per lui in futuro le persone saranno disposte a pagare per ottenere informazioni di qualità, poiché oggi c’è un eccesso di offerta, un enorme magma informativo dove le persone fanno fatica a distinguere ciò che è di qualità e ciò che non lo è (o che è copiato, alterato ecc., in internet la maggior parte delle notizie che girano sono copiate dalle stesse fonti, con la digitalizzazione c’è un enorme fenomeno del “copia e incolla”).
Con la digitalizzazione emerge una nuova modalità di narrazione, di story-telling: nel 2012 sulla testata online del New York Times è apparso Snow Fall, un racconto di cronaca con contenuti multimediali (galleria fotografica, video ecc.), ha avuto successo e questi nuovi prodotti multimediali di qualità si pensa che in futuro potranno essere messi a pagamento (ritorna la tesi di Leonard: gente disposta a pagare per contenuti di qualità).
Altro sistema elaborato dalle testate online è quello di mettere dei blog tenuti da giornalisti professionisti (come ha fatto il New York Times), per fidelizzare utenti e dar loro possibilità di interazione diretta con la testata (infatti lettori oggi non sono più passivi come un tempo, con la digitalizzazione sono diventati sempre più attivi e vogliono sempre più “dire la loro”; infatti una delle grandi novità portata da internet rispetto ad altri media è stata l’aver portato a una maggior libertà di espressione, oggi chiunque può dire la propria opinione online).
Lezione 2
Molti giornali oggi procedono a un’integrazione delle redazioni (ossia integrano la redazione della versione cartacea con la redazione della versione digitale), mentre Forbes ad esempio le ha tenute separate perché per lui carta e digitale sono due cose distinte: online tutto è più veloce, meno curato, c’è più dialogo coi lettori… mentre sulla carta stampata c’è più accuratezza, più qualità, legata anche al supporto fisico stesso.
Con la digitalizzazione sono state richieste ai giornalisti nuove competenze (saper usare e interagire con i social media, su cui sempre più spesso nascono le notizie, competenze tecniche, più disponibilità a interagire con i lettori ecc.).
Sempre più importanti inoltre sono le contextual news (ossia le notizie con analisi, interpretazione, approfondimento) rispetto alle conventional news (che sono quelle classiche che seguono la regola delle 5W), perché online le notizie passano sempre velocemente, e la gente che compra il giornale è perché vuole articoli d’approfondimento, nonché garanzia di qualità (a livello di contenuti e affidabilità delle notizie; spesso online passano delle bufale enormi, come quella mandata dalla CNN sulla morte di Steve Jobs quando ancora era in vita, era una notizia che aveva preso da uReport ed era una bufala).
Altri esempi di reportage multimediali del New York Times (come Snow Fall): The Russia Left Behind (viaggio nella vecchia Russia rurale), The Fourth Place (intervista agli atleti che a Sochi sono arrivati quarti). Questo tipo di reportage non solo ha video, foto, mappe e altri elementi multimediali, ma ha regole precise: deve essere un racconto originale, buon ritmo e spiegazione dei fatti, lettore deve poter muoversi come vuole e non solo in modo lineare, quindi i contenuti devono essere organizzati bene, e buona qualità tecnica dei filmati, delle foto ecc., devono vedersi bene.
Lezione 3
L'obiettività in un articolo non esiste, in quanto subisce sempre l'influenza di chi lo scrive. Ciò che importa è la tendenza all'obiettività: il giornalista deve essere onesto, consapevole dei propri limiti e cercare di esprimere la verità delle cose.
Bisogna chiedersi sempre e tenere ben presente che il giornalista lavora al servizio del lettore. Purtroppo non è sempre così: gli viene tuttavia richiesto di essere conscio sul suo scrivere per cercare consenso (aspetto più commerciale, rivolto agli interessi di altri, non a quello del lettore) o per interesse dell'editore e di altri.
Il concetto di notizia è ampio, legato al tempo, ai soggetti interessati (a chi compie o subisce l'azione), allo spazio e al contesto.
Come si scrive un articolo (di cronaca)
- Regola delle 5 W: (chi, cosa, dove, quando e perché?) → traccia di partenza che deve essere utilizzata come inizio, nel primo paragrafo (5/6 righe); vale per il cartaceo che per l'on-line.
- Pensare subito al titolo prima di cominciare aiuta molto nella costruzione dell'articolo (evitando di andare “fuori tema”).
- Viene generalmente dato un tema (è difficile che il giornalista stesso scelga un tema) da rispettare e su cui bisogna raccogliere notizie: la prima fonte è costituita dall'agenzia, a seguire i social network (ad altissima inaffidabilità) e gli aggregatori di notizie (che mettono insieme notizie provenienti da tutto il mondo – molto affidabile).
- Il lavoro maggiore è quello di raccogliere notizie nel corso della giornata o di poche ore.
- Il valore aggiunto di un pezzo di giornale è ovviamente quel qualcosa in più che lo differenzia dagli altri articoli: di qui la difficoltà di trovare le notizie.
- Bisogna guardare la concorrenza: i siti online di altri giornali per sapere quali articoli trattano e indirizzare il proprio lavoro.
Nei grandi giornali esistono delle banche dati che sono a disposizione per gli interni e sono utili per risalire ai precedenti e dare il contesto nel quale è occorso un certo avvenimento (importantissimo è contestualizzare sempre le notizie, senza contesto il loro significato può essere alterato). Serve anche per capire come un giornale scrive, qual è la storia di un giornale: è estremamente importante imparare a memoria come è fatto il giornale, il suo gergo (che si rincorre nei vari pezzi), le sue sezioni → se si va a lavorare in un giornale è bene prepararsi e “studiarsi” questi punti leggendo con attenzione per qualche giorno il suddetto giornale.
- Bisogna tenere sott'occhio fino all'ultimo che cosa succede, in modo da aggiornarlo prima della chiusura definitiva.
- Relativamente alla scrittura, l'attacco è un elemento fondamentale nell'articolo: nel poco tempo che la gente ha a disposizione per leggere, bisogna attirare l'attenzione del lettore, non in modo sensazionale ma spiegando in breve quanto accaduto (le 5 W). L'attacco potrebbe una domanda (se la risposta fa notizia: “sapete quanti sono i senza tetto a Milano?” “500”) o una citazione che fa scalpore in un personaggio importante.
- Capire i fatti e di cosa si sta parlando prima di scrivere (se non riesce a capirli il giornalista come può pensare di farli capire ad altri?)
- Bisogna scrivere in modo preciso e umile: quando si scrive si deve pensare che si sta scrivendo un semplice articolo di cronaca.
- Anche su l'online, come per il cartaceo, diventa sempre più importante contenere la lunghezza degli articoli, perché il lettore altrimenti non lo segue. Nel cartaceo la lunghezza è estremamente vincolante. Se si sfora la lunghezza bisogna tagliare l'articolo: o lo fa il giornalista stesso o lo fa qualcun altro che rischia tuttavia di rovinare il lavoro.
- Attenzione agli errori e al correttore ortografico (rileggere sempre il pezzo dopo che è stato passato al correttore ortografico).
Come si scrive
- Il testo deve essere chiaro, con parole concrete, verbi all'attivo e non al passivo, pochi aggettivi, poche subordinate. Nelle trasposizioni allo scritto delle interviste devo rendere leggibile qualcosa che viene detto: devo tagliare o terminare frasi lasciate in sospeso... o modificare piccole cose senza cambiare il senso delle parole.
- Bisogna scrivere in modo da arrivare ad un pubblico quanto mai vasto. Non si scrive per pochi eletti: per questo si devono usare parole semplici e chiare.
- La frase deve avere un ritmo: un inizio, una continuazione e una fine.
- C'è un diverso modo di scrivere o parlare a seconda del mezzo: del tipo di giornale (la scrittura della Repubblica è diversa da quella di Libero o del Corriere) o del tipo di radio (se bisogna dare una notizia bisogna mettere nell'immediato attacco una parola forte che richiami l'attenzione sul fatto avvenuto).
- Per Calvino le tre regole principali della scrittura sono: leggerezza, esattezza e rigore.
Indro Montanelli 1956 - “così ho visto la battaglia di Budapest”. Trasmettere pezzi da una Budapest in rivolta scritti con la macchina da scrivere sulle ginocchia era davvero complesso. Dichiarazione di trasparenza e correttezza notevole. È un pezzo molto oggettivo: descrive la situazione dal suo punto di vista. La chiusa presenta un qualche tipo di giudizio: da anarchico anticomunista da un suo parere indiretto sull'uccisione da parte delle armate rosse comuniste degli operai e degli studenti nemici rimasti senza munizioni.
Oriana Fallaci 1991 - “Ottomila metri sulle ali della guerra” / “Nove secondi per sfuggire al mostro chimico”. Articolo diviso in due parti, perciò due titoli. Mette in evidenza la paura che lei ha provato e che gli altri provano davanti alle armi chimiche. Cerca di descrivere le immagini, le situazioni, l'ambiente e la sua percezione di ciò che la circonda. Emotivamente, questa scrittura, colpisce di più, ti fa sentire nel pezzo... è una scrittura più televisiva, che cattura il lettore e che è difficile da gestire per il giornalista (che non deve prevalere su ciò che racconta → è un equilibrio difficile da raggiungere). Montanelli è più distaccato (anche perché al tempo la televisione non esisteva).
Lezione 4
Ryszard Kapuscinsky → (1932-2007) giornalista e reporter di guerra di origine polacca (nasce a Pinsk, allora Polonia oggi in Bielorussia, nel 1932) lavora per tutta la vita per la PAP, agenzia di stampa dello stato. Viaggia molto, il suo primo viaggio è stato in India, non sapeva parlare neanche l’inglese (per impararlo comprò e lesse molti libri di Hemingway, che ha uno stile di scrittura semplice); è stato definito “descrittore del mondo”. Suoi concetti fondamentali: esserci (essere sul posto, vedere con i propri occhi; critica soprattutto quei giornalisti che se ne stanno comodi in albergo e raccolgono info di seconda mano).
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