Estratto del documento

Metodologia del movimento

Introduzione

Lo è l’asse portante dell’intero corso.

  • Corso diploma ISEF
  • CDL Scienze motorie e dello sport

Lineamenti di teoria e di metodologia del movimento umano

Bibliografia = Motor Learning and performance. Pedagogia e cultura della corporeità nell’età evolutiva.

La cultura del movimento

Definizioni

Movimento: è una componente essenziale degli esseri viventi. È il modo in cui gli esseri viventi si rapportano con l'ambiente. Con questo termine intendiamo riferirci non solo all’atto motorio visibile ma anche alle posture ed agli atteggiamenti statici. Un soggetto che mantiene una posizione lo deve al fatto che una serie di interventi degli apparati nervosi, motori, articolari cardiocircolatori… inibendo il movimento, gli consentono di mantenerla.

Attraverso il movimento si capisce se un uomo è vivo. Un corpo fermo (ad esempio quando dorme) è comunque in movimento dal punto di vista organico, un esempio è la respirazione. Da questo deduciamo che anche le posizioni più statiche sono connotate dal movimento. Il movimento è sempre esistito dal punto di vista antropologico.

Motricità: è il comportamento motorio o anche il grado di capacità di movimento (inteso sia in senso qualitativo che quantitativo) che un essere umano manifesta solitamente in relazione ad una tappa dello sviluppo o ad un’età. La motricità è collegata al movimento. Infatti non è altro che la capacità di esprimere il movimento. Con motricità si intende il saper fare di un bambino ad una certa età. Essa riguarda insomma il grado di capacità del movimento.

Educazione fisica: Disciplina che utilizza il movimento per contribuire, al pari delle altre, alla crescita di competenze motorie, sociali, intellettive, affettive. Entra a pieno titolo nella scuola primaria e secondaria e contribuisce in modo determinante al processo educativo dell’individuo. È suo obiettivo primario lo sviluppo del grado di motricità. L’educazione fisica riguarda forme di intervento educativo attraverso il movimento.

Tra le prime forme di educazione fisica si ha la ginnastica, che oggi viene distinta in diversi aspetti come ad esempio ginnastica medica o educativa. Questa ultima riguarda l’educazione al movimento, attività che vanno a potenziare la persona (a qualsiasi livello qualitativo essa si trova, anche ad esempio nella Serie A del Calcio). Gli allenatori di oggi sono educatori che vanno a valorizzare la persona e le sue capacità. Oggi tuttavia più che di "Educazione Fisica" bisognerebbe parlare di "Educazione Motoria", dato che essa serve anche per lo sviluppo della mente.

Vi sono infatti degli insegnamenti considerati di Serie A, che riguardano competenze intellettive, lo sviluppo della mente e dell’intelligenza attraverso ad esempio alla letteratura, al greco ed al latino. Con il termine “Educazione Fisica” infatti si intende esclusivamente insegnamenti di tipo fisici, per l’implementazione muscolare, tuttavia la persona prima di muscoli e ossa è mente e intelligenza. A questo si collegano le intelligenze multiple, che la scuola non vede, introdotte da Gardner e che comprendono ad esempio l’intelligenza spaziale, musicale e linguistica.

Con il termine “Educazione Motoria” si introduce il concetto di insegnamento attraverso l’attività fisica che permette lo sviluppo di diverse capacità, come quella di risolvere problemi intellettivi o di collaborare. Da questo si deduce che si potrebbe utilizzare la corporeità per insegnare concetti non per forza motori ma anche di tipo matematici (esempio del gioco Bianco/Nero) o linguistici. Vi è insomma un equilibrio tra attività motoria e intellettiva.

Nei primi anni del ‘900 in Francia viene introdotto il concetto di “Psicomotricità”. Questo fu un aspetto fondamentale dato che spostò l’interesse dall’esercizio motorio a quello mentale. Si può quindi affermare che si tratta di un concetto storicamente utile per lo sviluppo dell’educazione cognitiva intellettiva attraverso la motricità. Tuttavia, al giorno d’oggi è stato introdotto un altro concetto ossia "L’educazione non psicomotoria", da considerarsi completamente sbagliato dato che non esiste alcun tipo di attività che non coinvolga la mente.

Processo educativo

Processo tendente alla crescita dell’individuo in termini di aumento di competenze (capacità) in tutte le sfere della personalità. Educare = far crescere.

La conoscenza del movimento presuppone una sua analisi da diversi punti di vista: (Funzioni, struttura, modalità di realizzazione, condizioni, sviluppo)

1. Le funzioni del movimento

Tra le diverse funzioni del movimento vi è:

  • La conservazione dell’organismo: a conservare e a far crescere le capacità dell’organismo (ad esempio la capacità respiratoria);
  • Lo sviluppo dell’organismo stesso con particolare riguardo al SNC (Sistema Nervoso questo riguarda lo sviluppo del cervello. Importante qui è un aspetto centrale): evidenziato da … nel libro …. Egli infatti vide che i bambini che saltavano il processo di quadrupedia avevano più difficoltà nel leggere e nello scrivere.

Ma cosa centra la fase di quadrupedia con il leggere e lo scrivere? Qui occorre fare una premessa. Attraverso la quadrupedia il bambino coordina quattro arti del proprio corpo secondo un orientamento spaziale e temporale. Questo vuol dire che egli è in grado di orientarsi.

Ora mettiamoci nella situazione di un bambino che deve imparare a leggere e a scrivere. Egli deve essere in grado di orientarsi nel foglio. Per poter leggere e scrivere deve possedere un’organizzazione mentale regressa che lo aiuti ad orientarsi in uno spazio piccolo come il foglio (un esempio banale può essere il fatto che noi scriviamo da destra verso sinistra). Per questo motivo la quadrupedia è un processo importante perché indica la capacità di orientamento del bambino.

Questo è un esempio di esperienza motoria utile allo sviluppo cognitivo mentale, dedotto già 60 anni fa. Tuttavia, … ebbe il limite di non poterlo dimostrare ai suoi tempi. Ma è proprio attraverso questo punto di partenza che oggi le neuroscienze hanno affermato l’importanza della motricità per lo sviluppo del SNC.

  • Lo sviluppo della motricità: nell’età adulta viene espressa in modo differente da tutti gli altri, dipende dal grado di sviluppo di tale motricità (un esempio è il controllo del pallone nel calcio);
  • L’aumento del potenziale espressivo dell’individuo: Il movimento ci mette nella condizione di comunicare.

Bisogna evidenziare che tutte le parole che noi pronunciamo sono prettamente un atto motorio, il cervello comanda diaframma, corde vocali, faringe, laringe, lingua e grazie al coordinamento di queste parti e alla sincronizzazione dei muscoli ci consente di pronunciare ciò che vogliamo. Il parlare perciò prima di essere un’attività verbale è motoria. Pronunciare una parola può infatti essere paragonabile ad altri esercizi ginnici che però coinvolgono diversi muscoli.

Il potenziale espressivo dell’individuo è infine legato ad un ultimo concetto, l’aspetto meta-comunicativo. Questo riguarda ad esempio il tono della voce o i gesti. Importante è il contenuto semantico della comunicazione (essere determinati nell’espressione di un concetto).

Funzione comunicativa del movimento

Spontanea, naturale:

  • Comunicazione di atteggiamenti interpersonali come l’amicizia e vita di relazione attraverso la vicinanza fisica, tono di voce;
  • Espressione di emozioni attraverso la mimica facciale, atteggiamenti del corpo, tono di voce;
  • Ruolo di sostegno e di conferma del discorso verbale attraverso sguardi, cenni del capo, segnali vocali non verbali;
  • Presentazione di sé attraverso la postura, il modo di atteggiarsi e di muoversi, l’aspetto esteriore ed il tono di voce.

Espressivo – Sportivo – Motoria, costruita:

  • Ambito sportivo attraverso gesti tecnici indicatori di infrazioni o di schemi di gioco;
  • Ambito motorio – abituale per comunicare in situazioni di impossibilità di utilizzo della comunicazione verbale;
  • Ambito espressivo (Danza, teatro, tecnica, mimica, ginnastica artistica e ritmica) per dare completezza al movimento e per comunicare sensazioni, stati d’animo ed emozioni.

2. Struttura del movimento

Vi sono tre elementi semplici o unità di base: Gruppi di abilità che attraverso il movimento noi possiamo utilizzare. Tutto ciò che l’uomo può compiere con il proprio corpo.

Posture

Sono schemi tridimensionali (spazio: largo, alto, lungo).

  • Dipendono da una precisa intenzionalità ad inibire il movimento (autocontrollo). Sono schemi statici in cui le diverse parti del corpo conservano un rapporto fisso tra loro. Una delle grosse funzioni della muscolatura è la funzione posturale attraverso il cosiddetto tono posturale. Questo dipende dal fatto che il corpo umano anche quando è fermo, in realtà si muove. Le persone non sono mai ferme, perché non riescono a non far battere il loro cuore, a respirare.

La stazione eretta ad esempio è dovuta alla contrazione di muscoli posturali (muscolatura del capo, dorsale, ma anche addominale). Anche i glutei, attraverso la contrazione statica, fanno parte della muscolatura posturale.

Le posture sono quindi una famiglia. Esse si possono definire come una capacità coordinativa per poter mantenere e controllare il proprio corpo. La postura è il risultato di un atto di coordinazione motoria, è un’abilità motoria. Sono assunte nelle situazioni statiche. Le posture non sono le posizioni, ma possono appartenere ad essa. Tutti siamo in posizione seduta, ma siamo tutti seduti in posture diverse. La postura è il risultato della modalità del tutto individuale di assumere tale posizione. Esse possono voler dire la stessa cosa, ma nel particolare vengono distinte.

Le posture (vedi foto schema) possono essere distinte in stazioni, atteggiamenti e attitudini.

  • Stazioni: Esprimono le posizioni che il corpo può assumere rispetto al suolo. (si utilizzano spesso). Esse comprendono:
    • Eretta; seduta; in ginocchio; quadrupedia; decubito supino/prono/laterale;
  • Atteggiamenti: Esprimono le posizioni che il corpo può assumere indipendentemente dal suolo. (Si utilizzano poco). Comprendono:
    • Tipo; arco; torto o ruotato; raccolta/max raccolta; ginocchio; squadra/max squadra.
  • Attitudini: Vengono utilizzate già di più rispetto agli atteggiamenti. Esse sono le posizioni del corpo rispetto agli attrezzi, vi è un rapporto tra il corpo e gli attrezzi. Comprendono:
    • Di appoggio; neutra; di sospensione; di volo.

Schemi posturali

Queste non sono le posture, ma sono schemi segmentari, perché qualcosa della postura rimane.

  • Schemi Posturali (SMP): Flettere; estendere; addurre; abdurre; ruotare; elevare; deprimere; protrarre; circondurre.

Qui è necessario distinguere tre piani:

  • Sagittale: dove avvengono movimenti di flessione e estensione. È un piano dipendente dalla posizione del corpo. Divide il nostro corpo in destra e sinistra (la sega arriva da davanti)
  • Frontale: per capire quali movimenti avvengono basta muovere il piano verso destra o sinistra. Quando la parte è dispari o singola i movimenti si chiamano di inclinazione laterale sinistra o destra (come inclinazione del capo). Per i segmenti pari o doppi i movimenti si distinguono in movimenti di adduzione, che avvicinano l'arto dal segmento mediale del corpo o abduzione, che allontanano l'arto dal segmento mediale del corpo. Esso divide il nostro corpo da anteriore a posteriore (la sega arriva di lato).
  • Orizzontale: Esso divide il corpo in una parte superiore e una inferiore. Include i movimenti di rotazione.

È fondamentale individuare l’asse di rotazione che è sempre perpendicolare al piano. Ma che differenza c'è tra asse e piano sagittale? Essi non sono la stessa cosa, infatti attorno all'asse sagittale avvengono i movimenti legati al piano frontale.

Un concetto fondamentale è che ci sono parti del corpo, ad esempio il bacino, che sono vincolate e non si muovono come altre parti del corpo. Il nostro bacino ad esempio fa poco, perché di solito viene traslato attraverso gli arti inferiori. Fa tuttavia una seconda azione, sul piano sagittale, ovvero i movimenti di antiversione, ruota verso avanti, o di retroversione, si muove verso dietro. Questi movimenti sono fondamentali perché ruotare il bacino verso avanti vuol dire portarlo in dietro e accentuare la curvatura lombare, evidenzia una sporgenza delle natiche (viene eseguito dalle modelle).

Per portare il bacino in retroversione occorre flettere un arto inferiore rispetto all’altro o stringendomi glutei. La retroversione del bacino accentua una lordosi lombare, si riduce la curva lombare. Essa consente di rilassarsi (basta pensare a quando si dorme su un fianco con le gambe raccolte).

La ginnastica addominale tende a portarci in una anteversione del bacino, per questo motivo una troppa carica di essa porta al dolore alla schiena.

Schemi motori

Attraverso i nostri muscoli noi possiamo muoverci. A differenza delle posture che sono schemi statici. Questi sono schemi tridimensionali. Avvengono nella dimensione spazio–tempo e comportano una variazione di postura che si realizza nel tempo.

  • Schemi Motori di Base (SMB): Camminare; strisciare; procedere carponi; correre; strisciare; scavalcare; saltare; atterrare; rotolare; afferrare; lanciare; arrampicarsi; attaccare; difendersi; nuotare.

Questi sono definiti come schemi globali, comportano una variazione di postura (ad esempio mi siedo e mi rialzo). Essi sono rapportabili alle azioni globali della specie umana. Vengono definiti anche schemi di base perché sono alla base della motricità umana. Una disciplina è la coordinazione di più schemi motori globali. Uno schema motorio di base altro non è che un insieme di schemi segmentari opportunamente sincronizzato che mi dà il gesto globale. L’apprendimento motorio, la crescita della persona, deve andare a toccare queste tre famiglie. Essa deve andare a toccare le posture, gli schemi globali e gli schemi segmentati. Vi è inoltre l'apprendimento dal punto di vista linguistico e di mobilità, come ad esempio afferrare oggetti. Tutto questo saper fare tuttavia, si sviluppa a partire dalle tre fondamentali famiglie.

Gli assi e i piani

Si distinguono tre tipi di assi:

  • Asse longitudinale: È la linea immaginaria che attraversa il corpo dall’alto (vertice della testa) in basso (in mezzo ai talloni). Attorno a questo asse si possono eseguire dei movimenti di torsione e di rotazione.
  • Asse trasversale: È la linea che attraversa il corpo da destra a sinistra, parallelamente al suolo. Lungo questo asse si possono eseguire piegamenti e distensioni.
  • Asse sagittale: È la linea che attraversa il corpo dal davanti al dietro. Attorno a questo asse si possono eseguire movimenti di abduzione e adduzione.

Termini per definire le posizioni e i movimenti:

  • Prossimale: Parte del corpo più vicina rispetto a un dato punto di riferimento.
  • Distale: Parte del corpo più lontana rispetto a un punto di riferimento.
  • Mediale: Parte del corpo posta più vicina all’asse longitudinale rispetto a un’altra.
  • Laterale: Parte del corpo più lontana rispetto all’asse longitudinale del corpo.
  • Ventrale: Sinonimo di anteriore.
  • Dorsale: Sinonimo di posteriore.

Si distinguono tre tipi di piani:

  • Piano frontale: Divide il corpo in una parte anteriore e una posteriore. Saltellare sul posto abducendo e adducendo gli arti è un esempio di un movimento che si esegue su questo piano.
  • Piano sagittale: Divide il corpo in una parte destra e in una sinistra. Il movimento delle braccia che si muovono in avanti e indietro durante la corsa è un esempio di movimento che si esegue su questo piano.
  • Piano trasverso: Divide il corpo in una parte superiore e in una inferiore. Il movimento che una ballerina compie quando piroetta su se stessa viene eseguito su questo piano.

Le attitudini

Descrivono il rapporto che intercorre tra il centro di gravità del corpo e il mezzo di sostegno.

L’atteggiamento

È la figura che assume il corpo o parti di esso in funzione delle modificazioni che intervengono nei rapporti articolari.

  • Si dice Atteggiamento Breve quando i segmenti sono alla minima distanza tra loro.
  • Si dice Atteggiamento Lungo quando i segmenti sono alla massima distanza tra loro.
  • Si dice Atteggiamento Ruotato o Torto quando le parti del corpo risultano ruotate attorno al proprio asse longitudinale.

Le posizioni fondamentali

Descrivono le posizioni che il corpo assume in relazione all’ambiente. Sono definite dal rapporto tra attitudine e atteggiamento.

  • Stazione: Posizione del corpo in appoggio al suolo per mezzo dei soli arti inferiori, mantenuta per un periodo più o meno lungo. (Mento leggermente retratto, braccia naturalmente tese in basso, parete eretto = posizione fondamentale di attenti)
Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 33
Lezioni Cultura del Movimento Pag. 1 Lezioni Cultura del Movimento Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Cultura del Movimento Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Cultura del Movimento Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Cultura del Movimento Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Cultura del Movimento Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Cultura del Movimento Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Cultura del Movimento Pag. 31
1 su 33
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcomalugani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia del movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Casolo Francesco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community