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LA TEORIA DELL’ORGANIZZAZIONE

TEORIA = insieme di concetti le cui relazioni ipotizzate offrono la spiegazione,

l’interpretazione o l’apprezzamento di un fenomeno d’interesse.

ORGANIZZAZIONE = è un ente/ un’entità oppure indica il modo in cui un determinato ente

è organizzato:

Obbiettivo: Gestire, fare ordine, nel disordine o per prevenire il disordine) in base

 all’impatto delle dimensioni (minimo 2 persone) dell’azienda.

Perché? Perché l’azienda è formata da fattori eterogenei:

o Elementi

 Persone

 Risorse

Talvolta questi fattori devono essere coordinati tra di loro in modo ordinato e devono

cooperare per raggiungere fini comuni. Problema? Gli interessi possono essere diversi,

perciò bisogna trovare un bilanciamento.

AZIENDA: fattori, risorse e persone che interagiscono tra di loro in modo interdipendente.

ORGANIZZAZIONE DELL’IMPRESA capitale lavoro;

l’organizzazione di un impresa riguarda l’interazione tra e

questa interazione deve tener conto: del vincolo economici tra:

Giustizia= equità interna

 Efficacia= grado di raggiungimento degli obbiettivi

 Efficienza= misura il rapporto tra prodotti ottenuti e risorse/mezzi impiegati;

 obbiettivo è avere risultati determinanti

Il processo aziendale si svolge in 3 fasi coinvolgendo 3 soggetti :

Fornitori impresa Clienti

 

Acquisto delle risorse tramite i

 fornitori;

Produzione;

 Distribuzione e vendita ai clienti.

L’impresa rappresenta anche i costi; i clienti

rappresentano il ricavo.

Reddito: Ricavi – Costi.

Esempio : 3 giugno 2017 in piazza San Carlo, finale Champions League

(vedi fogli stampati)

Il fatto (articoli di giornale)

 La commissione

 Il tema

 Gli attori (singoli o collettivi)

 La decisione (fine maggio)

 La prima riunione (26 maggio)

 L’affidamento a Turismo Torino (26 maggio)

o

Seconda riunione (31 maggio)

 Il giorno dell’evento

 Le prescrizioni: chi deve fare cosa?

o

Il giorno dopo

 Cosa fare per il futuro

 I punti chiave del caso

LE SEI DIMENSIONI

Le sei dimensioni che contraddistinguono l’organizzazione sono:

 AMBIENTE ORGANIZZATIVO: capire chi sta dentro e chi sta fuori; soggetti

interni/esterni e che influenzano l’organizzazione

 STRUTTURA SOCIALE: costituita da una serie di interazioni e relazioni tra persone,

ruoli, posizioni e unità organizzative.

 STRUTTURA FISICA: relazione spaziale tra gli elementi fisici; insieme di luoghi dove si

concretizza la struttura sociale.

 TECNOLOGIA: Metodi, conoscenze, strumenti e attrezzature per trasformare i fattori

produttivi in prodotti o servizi m(non solo tecnologia informatica).

 CULTURA: insieme di artefatti (comportamenti che mettono in atto) in base a dei

valori, condizionati da norme, che a loro volta sono condizionati da assunti. La

cultura può essere propria di un determinato contesto o di una specifica

organizzazione

 POTERE: riguarda gli obbiettivi e interessi delle diverse fasce di persone e i rapporti

di potere e dominio tra i soggetti dominanti, dominati e di controllo. Problema:

cambio generazionale

Esempio: la struttura sociale Rai

all’interno della RAI al vertice si trovano il presidente del CDA e il consiglio di

amministrazione, seguite dalla direzione generale che, a sua volta, coordina i diversi

settori, come quello editoriale, stampa, delle testate etc

Esempio: potere in Rai

(vedi slide stampata)

Ontologia e epistemologia

Significato di:

ONTOLOGIA: branca della filosofia che studia le definizione della realtà e gli assunti

 dell’esistenza, ossia il modo in cui si definisce ciò che è reale;

EPISTIMOLOGIA: branca della filosofia che studia il processo cognitivo e il

 contenuto della conoscenza, ossia come si crea la conoscenza e quali sono i criteri

che si adottano per valutarla.

LE TRE PROSPETTIVE

Le teorie dell’organizzazione si formano definendo le relazioni tra i concetti. Le prospettive

teoriche, invece, raggruppano delle teorie correlate fra loro. Esse derivano da affinità nel

modo in cui vengono definiti, teorizzati e studiati dei determinati fenomeni. Tutte e tre

derivano dalla conoscenza su come raggiungere il successo attraverso l’organizzazione.

PROSPETTIVA MODERNA (anni ’60 e ’70)

VISIONE ONTOLOGIA: oggettività esiste una realtà esterna e oggettiva uguale per tutti,

percepita nello stesso modo indipendentemente dalle caratteristiche dell’individuo

VISIONE EPISTEMOLOGIA: positivismo la realtà possiamo misurare in modo effettivo e

affidabile

Le organizzazioni sono oggettivi e reali che noi possiamo studiare

oggetti

Focus della teoria organizzativa la realtà è gestita da leggi universali

PROSPETTIVA SIMBOLICA (anni ’80)

VISIONE ONTOLOGIA: soggettivismo le nostre percezioni condizionano il modo in cui

vediamo la realtà, vediamo la stessa cosa ma in maniera diversa

VISIONE EPISTEMOLOGIA: interpretativismo la conoscenza dipende dai filtri che ogni

soggetto applica alla realtà e dal modo in cui gli individui interagiscono con loro (modo in

cui concepiamo qualcosa). La verità è mutevole nel tempo, è una costruzione sociale,

frutto delle interpretazioni degli oggetti del conoscere.

Le organizzazioni sono costrutte e ricostruite dai loro membri, attraverso delle interazioni

mediate simbolicamente. Cambiano a seconda dei membri che ne fanno parte; è molto

importante la condivisione di significato tra le persone.

Focus della teoria organizzativa la comprensione descrivere la realtà aziendale

 

perché ogni azienda è unica dato che dipende dalle persone.

PROSPETTIVA POSTMODERNA (anni ’90)

VISIONE ONTOLOGIA: postmodernismi visione che si crea è soggettiva poiché

la

dipende da come le cose ti vengono descritte (linguaggio)

VISIONE EPISTEMOLOGIA: postmodernismo la conoscenza non può costituire una

rappresentazione fedele della verità, in quanto i significati non possono essere definiti

stabilmente. Non esiste una realtà indipendente e non esistono fatti, ma solo

interpretazioni. La conoscenza è potere; qualcuno lo detiene e le sue idee diventano

predominanti.

Le organizzazioni sono siti in cui si sviluppano rapporti di potere, fenomeni di oppressioni

e irrazionalità. Il potere domina creando situazioni di oppressione. È possibile riscriverli per

salvarsi dalla degradazione e follia umana.

Focus della teoria organizzativa la critica e l’apprezzamento decostruire cercando si

 

capire cosa sta dietro alle apparenze per sapere quali sono i reali interessi dietro una

decisione.

Esempio : Ryanir

L’Antitrust apre un’istruttoria: ha ingannato i consumatori, sapeva di non essere ben

organizzata.

Commento del Sole 24 ore

 Articoli di giornale vari

 Come organizzano la struttura a seconda delle considerazione delle persone

 Comportamento di lavoro dei dipendenti

 Come considerano le persone?

 Contratto psicologico relazionale e transnazionale

 Spazio e tempo nel legame tra individuo e impresa

 Conclusioni

Gli albori della teoria organizzativa

I classicisti

1) ADAM SMITH E LA FABBRICA DEGLI SPILLI

Chi? Filosofo morale scozzese;

Dove? Scozia

Quando? 18° secolo

Opere: “Saggio sulla natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni” (1776), in cui

spiega la sua teoria secondo cui la divisione del lavoro crea efficienza economica.

LA FABBRICA DEGLI SPILLI

Un uomo tira il filo del metallo, un altro lo drizza, un terzo lo taglia, un quarto lo appuntisce,

un quinto l’arrota all’estremità ove deve farsi la testa; farne la testa richiede due o tre

distinte operazioni, montarla è una speciale occupazione, pulire gli spilli ne è un’altra, ed

un’altra ne è il disporli entro la carta. Ed in questo, l’importante mestiere di fare uno spillo si

divide in circa diciotto distinte operazioni, che in alcune fabbriche sono tutte eseguite da

distinte mani, benché in altre dallo stesso uomo se ne eseguano due o tre.

Il concetto di divisione del lavoro, che include la differenziazione dei compiti e la

specializzazione della manodopera, è fondamentale per un aumento della produttività.

Di conseguenza se vi è un miglioramento della produzione vi è maggior efficienza

economica.

2) F. W. TAYLOR E L’ORGANIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL LAVORO

Chi? Ingegnere americano

Dove? Stati Uniti

Quando? all’inizio del 20° secolo

Opere: “L’organizzazione scientifica del lavoro” (1911)

“Basta con l’approssimazione (e con l’intuito)” ... “Avanti tutta con l’osservazione

quantitativa e gli esperimenti”.

Il taylorismo

Taylor a soli 28 anni divenne ingegnere capo della Midvale Steel Company, dove capì

che per gestire nel miglior modo i suoi operai doveva conoscere gli aspetti tecnici del loro

lavoro e comprenderne le motivazioni psicologiche.

in questo modo che si convinse del fatto che l’applicazione dei metodi della ricerca

Fu

scientifica avrebbe migliorato la qualità del management, motivo per cui si mise ad

effettuare diversi esperimenti al fine di trovare e raggiungere stati ottimali per

incrementare la produttività e di conseguenza l’efficienza.

management scientifico

portarono Taylor a sviluppare l’idea del che incluse:

Questi

l’uso di standard e procedure lavorative (con tempi ben definiti ) per ottenere le

 migliori performance

metodi uniformi

 l’assegnazione delle mansioni in base alle competenze (differenziazione tra chi

 progetta e chi esegue)

metodi di supervisione

 schemi d’incentivazione

In questo modo, egli avrebbe consentito di pagare salari elevati riducendo nel contempo

i costi di produzione. taylorismo.

Il management scientifico fu così chiamato Dato il fatto che Ford lo utilizzò,

quando le pratiche tayloristiche vengono applicate alle linee di montaggio si parla di

fordismo.

3) H. FORD E LA CATENA DI MONTAGGIO

Chi? Imprenditore

Dove? Stati uniti

Quando? all’inizio del 20° secolo

REMUNERAZIONE

CATENA DI PRODUZIONE DI PER ALIMENTARE I

MONTAGGIO MASSA CONSUMI

H.F. ideò la catena di montaggio con l’obbiettivo di una produzione di massa. Per

consumo di massa;

quest’ultima però è necessario anche un se si vuole creare consumo

lavoratore

di massa il deve essere sia produttore che consumatore, cost interviene sui

salari , aumentando la remunerazione al fine di alimentare i consumi.

Ford ddirittura direzionerà dove i lavoratori scelgono di consumare (no alcol no

droga) da ciò deriverà il proibizionismo negli USA bisogna risparmiare per

 

acquistare l’auto: idea che va oltre i confini dell’impresa.

Dove venne applicata la catena di montaggio?

Highland Park: fabbrica verticale sequenza di lavoro in verticale (1910). Tempi di

produzione: da 12 ore e 30 minuti a 5 ore e 50 minuti, fino a solo 93 minuti.

River Rouge: fabbrica orizzontale produzione a ciclo completo in orizzontale (1917-

1927), con circa 75.000 lavoratori

“Il primo passo innanzi all’opera di montaggio avvenne quando s’incominciò a portare il

lavoro agli operai e non gli operai al lavoro”. prima i lavoratori si davano d’impiccio

l’uno con l’altro, i lavoratori mal diretti spendevano più tempo nel portare i materiali e

strumenti che nel lavoro effettivo

soluzione

La quindi era “la riduzione della necessità di pensiero da parte degli operai

 e la eliminazione d’ogni loro movimento superfluo”.

Fordismo in Italia

Il fordismo si sviluppò poi in Italia nel 1923, solo dopo un decennio dalla sua nascita negli

Stati Uniti. Un esempio lampante del fordismo in Italia è rappresentato dall’azienda FIAT.

Esempio: gli stabilimenti fiat: il Lingotto e Mirafiori

Il Lingotto (1923): la fabbrica verticale sequenza di lavorazione in verticale:

1) 5 piani: “gironi” del ciclo di lavorazione;

2) Costruzione architettonica: sistema verticale e integrato del processo produttivo;

3) Organizzazione lineare e flusso sequenziale;

4) Flusso costante e coordinamento del prodotto;

5) Riduzione dei margini di autonomia dei vari addetti.

“L’operaio è una specie di cellula assegnato ad un dato posto. Non ha bisogno di

muoversi. Il pezzo di sua lavorazione giunge a lui attraverso un piccolo binario ricco di

rulli”.

Il Mirafiori (1939): la fabbrica orizzontale produzione a ciclo completo in orizzontale:

“Locali e impianti in un solo piano, in modo da limitare al minimo i

trasferimenti di materiali in corso di lavorazione e rendere possibile un flusso delle

operazioni continuo e uniforme, senza alcuna sosta”.

Conclusione: deve esserci una relazione tra:

Struttura sociale (relazioni tra le persone, le posizioni, i ruoli e le unità organizzative)

 Struttura fisica (relazioni spaziali tra gli elementi fisici di un’organizzazione (edifici,

 posizione geografica ecc)).

Neotaylorismo

TOYOTISMO passaggio da taylorismo a Toyotismo, con Neotaylorismo che si estende

anche al settore dei servizi, come nei call center, studi medici, dentistici etc. Questa era

infatti l’idea di Taylor; di estendere il taylorismo ad ogni campo. Infatti nei call center i

tempi sono ben definiti.

IL FORDISMO REALIZZATO catena di montaggio di Ford è un taylorismo realizzato

TAYLORISMO DIGITALE il taylorismo digitale lo possiamo trovare nelle fabbriche (vadg e

sociometrici, wireless) al fine di monitorare i movimenti dei lavoratori nelle aziende, oppure

quando accediamo ai siti web (siamo controllati e misurati).

Soggetto lavoratore-consumatore

Per diminuire il fenomeno del turn-over (licenziamenti) voleva permettere ai suoi lavoratori

di essere anche consumatori. Ciò si poteva realizzare solo facendo disporre loro di

maggior tempo e maggior denaro. In questo modo, la produzione di massa doveva

portare al consumo di massa.

Maggiore salario = riduzione orario di lavoro (5 giorni a settimana).

I cardini del taylorismo

Tempi= gestione dei tempi (t.lavoro/t.libero)

Metodo= di ottimizzazione (fare più in meno tempo)

Misurazione= del tempo necessario per svolgere l’attività

Il tutto alimentato da controllo > produttività> efficienza

Tempi

Controllo Produttività Efficienza

 

Metodo Misurazione

4) ROBERT OWEN riprende il modello fordista: work, buy, consume, die

Robert Owen stabilisce una giornata lavorativa tripartita in 8 ore:

8 ore di lavoro;

 8 ore di ricreazione;

 8 ore di riposo.

Al fine di stabilire un orario definito in cui lavorare, le cosiddette 8 ore, viene introdotto il

clock”

macchinario “time che permette di segnare l’orario di inizio e di fine lavoro su un

apposito e personale cartellino (anche se non sappiamo effettivamente cosa fa il

lavoratore in quelle ore di lavoro)

Dai luoghi di lavoro alla società

la mcdonaldizzazione del mondo di George Ritzer = la standardizzazione e la ripetibilità

che caratterizzano la catena di montaggio vanno ad influire anche su ogni dimensione

della società, come nella sua industria culturale, nei valori e via dicendo. Questa

esigenza di troppa efficienza sta condizionando le nostre attività e la società. Tutti

dobbiamo sempre essere super efficienti

5) EMILE DURKHEIM E LA DIVISIONE DEL LAVORO

Chi? sociologo francese

Quando? Fine 19°, inizio 20° secolo

Dove? Francia

Opere: “La divisione sociale del lavoro” (1893) e “Le regole del metodo sociologico”

(1895) prima opera,

Nella sua Durkheim spiegava il

cambiamento avvenuto nella società con il

passaggio dalla società agricola alla società

industriale con gli effetti della sempre maggiore

specializzazione della manodopera e

dell’industrializzazione. Durkheim sosteneva che una

divisione del lavoro permettesse di conseguenza una

divisione a livello della società, in modo da creare

una struttura sociale ripartita in una gerarchia nella

quale i membri risultavano essere interdipendenti per i ruoli che svolgevano all’interno del

lavoro e della società.

seconda opera,

Nella sua “Le regole del metodo sociologico”, Il metodo sociologico

permette di studiare i fatti sociali che devono essere misurati e studiati per comprendere a

fondo la società. Durkheim ha fornito i concetti base riguardo i metodi quantitativi di

ricerca, la descrizione e l’analisi statistica alle prospettive moderne.

6) MAX WEBER E LA TEORIA DELLA BUROCRAZIA

Chi? sociologo tedesco

Quando? anni ‘10/’20 del 20° secolo

Dove? Germania, nel periodo della sua industrializzazione

Opere: “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” (1904-05) e “Economia e società”

(1921)

Max Weber voleva capire in che modo l’industrializzazione incide sulla società. Il suo

fulcro di studio fu la struttura di autorità; infatti, secondo lui, prima

dell’industrializzazione le società si organizzavano sulla base del potere tradizionale o

carismatico, mentre con il suo avvento si è affermato anche il potere razionale-legale.

potere dominio,

Egli distinse il dal sottolineando il fatto che il potere risulta essere più

ampio del dominio e lo contiene in sé. Il dominio, infatti, è l’esito di una lotta per il potere,

è una sua realizzazione. La dominazione può av

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher g.parmigiani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Basaglia Stefano.
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