Chirurgia generale: preparazione
Rischio operatorio
- Chirurgia in elezione → Valutazione completa possibile e necessaria
- Anamnesi
- EOR
- Rx torace
- ECG
- Esame urine → Emocromo completo + esami ematochimici “routine d’ingresso”
- Prove di coagulazione → Per pazienti cui sono indicati farmaci curarizzanti
- Pseudocolinesterasi plasmatiche (miorilassanti)
- Chirurgia in urgenza → Rischio riferibile (valutabile)
- Chirurgia in emergenza → Rischio non riferibile
Fattori di rischio principali
- Età anagrafica / biologica
- Neonati > suscettibilità alle infezioni
- Ridotte dimensioni corporee
- Ridotta tolleranza alle modificazioni dell’omeostasi termica ed idroelettrolitica
- < Margine di errore per metodiche anestesiologiche e rianimatorie
- Anziani (> 70 anni)
- Comorbidità molto probabili
- Alterazioni degenerative dei vari apparati
- Disidratazione / denutrizione probabili → > suscettibilità alle infezioni
- Ridotta riserva fisiologica → < adattabilità a situazioni critiche
- Neonati > suscettibilità alle infezioni
- Malattie respiratorie e fumo
- Rischio di mancato svezzamento dal ventilatore
- Atelettasia e polmonite ad alto rischio
- Problematiche anestesiologiche
- Malattie cardiovascolari → Riserva coronarica e grado di scompenso da valutare
- → Ipoperfusione in corso di anestesia
- → Elevato rischio di insufficienza intraoperatoria
- Diabete Mellito (DM)
- DM 1 → Chetoacidosi
- DM 2 → Coma iperosmolare
- Stato nutrizionale alterato
- Obesità
- HPT, aterosclerosi, DM e TVP ad alto rischio
- Eliminazione lenta dell’anestetico
- Denutrizione → Sepsi
- Obesità
- Estroprogestinici → TVP
- Terapie farmacologiche in atto → Sospensione necessaria in alcuni casi
- Anticoagulanti / antiaggreganti → Sospendere e somministrare eparina a basso peso molecolare
- Antidiabetici orali → Sostituire con insulina
- Corticosteroidi → Alterata riparazione di ferite ed anastomosi
- FANS
- Immunosoppressori
- Altre patologie associate
- Insufficienza epatica
- IRC
- Shock
- Neoplasie → CT ed RT determinano l’insorgenza di aderenze
- Immunosoppressione congenita / acquisita / iatrogena
- Infezioni pregresse
- Coagulopatie
Classificazione anestesiologica ASA
Per suddividere i pazienti in classi prognostiche si utilizza la classificazione anestesiologica ASA:
- Paziente sano
- Malattia sistemica di lieve entità
- Malattia sistemica grave non invalidante
- Malattia sistemica grave invalidante → Trattamento costante richiesto per la sopravvivenza
- Paziente moribondo → Chirurgia ultima possibilità di sopravvivenza
Complicanze postoperatorie
- Emorragia
- Cause preesistenti
- Coagulopatie (soprattutto trombocitemia → Piastrine < 50000/μL)
- Anticoagulanti / antiaggreganti
- Cause provocate dall’intervento
- Lesioni vascolari, soprattutto per lacerazione di strutture adiacenti più che per emorragie in sede operativa
- Cause postoperatorie
- Trasfusioni massive
- Diluizione delle piastrine
- Attivazione della coagulazione → CID
- Reazioni trasfusionali emolitiche
- Trasfusioni massive
- Cause preesistenti
- Polmoniti, infezioni gravi, febbre elevata e shock settico → Fibrinolisi
- Ulcera da stress → Profilassi con IPP / anti-H2
- TVP / EP
- Infezioni → Dipende dal grado di contaminazione del campo operatorio
- Pulito → Rischio = 1-3%
- A basso rischio (es. mammella, tiroide)
- Ad alto rischio (es. ernie con protesi)
- Pulito-contaminato → Rischio = 5%
- A basso rischio (es. colecisti)
- Ad alto rischio (es. rene, stomaco)
- Ad altissimo rischio (es. protesi vascolari)
- Contaminato (es. colon-retto) → Rischio = 15-30%
- Sporco (es. ferite addominali, perforazione intestinale) → Rischio = 20-40%
- Pulito → Rischio = 1-3%
Preparazione preoperatoria
- Prevenzione delle complicanze postchirurgiche
- TVP → Mobilizzazione precoce → dal primo giorno
- Sollevamento degli arti inferiori di 15-20° durante e dopo l’intervento
- Fisioterapia motoria e respiratoria pre e postchirurgica
- Mezzi fisici
- CCG → Elastocompressione con calze / bende elastiche
- CPI → Compressione pneumatica intermittente
- EBPM sottocutanea per 7 giorni (normale) / 28 giorni (oncologici)
- TVP → Mobilizzazione precoce → dal primo giorno
- Infezioni
- Intervento molto contaminato o sporco / protesi → Profilassi antibiotica locale
- Campo pulito → Neomicina, kanamicina e cefalosporine sulle ferite potenzialmente contaminate o sicuramente contaminate
- Ottenimento della massima concentrazione di farmaco profilassi antibiotica sistemica a livello dei tessuti da sezionare + copertura per tutto il tempo chirurgico
- Ultra-short term → Unica somministrazione 30 min prima dell’intervento, da ripetere se si prolunga per > 4h
- Short term → 2-3 somministrazioni nelle 24h precedenti l’intervento
- Preparazione preoperatoria generale
- Correzione delle eventuali alterazioni
- Anemia
- Coagulopatie
- Squilibri idroelettrolitici
- PA
- Glicemia
- Preparazione dell’intestino
- Digiuno → Solidi per 12h e liquidi per 8h prima dell’intervento (→ Evitare l’ab ingestis nel momento dell’anestesia)
- Costipazione / interventi endoaddominali (→ Ileo paralitico) → 1-2 clisteri evacuativi ± purganti per os
- Fast track → La rialimentazione precoce determina un outcome migliore
- Correzione delle eventuali alterazioni
- Preparazione igienica
- Doccia preoperatoria del paziente dall’alto verso il basso prima della tricotomia
- Tricotomia → Rasatura della zona di incisione chirurgica con rasoio elettrico
- Preparazione del campo operatorio
- Disinfezione → Tampone imbevuto di betadine (iodio-povidone) / clorexidina da strofinare per 2-5 min
- Stomia → dall’esterno all’interno
- Tutti gli altri casi → dall’interno all’esterno
- Delimitazione del campo operatorio con telini impermeabili sterili
- Steridrape → Foglio di plastica adesiva sterile per proteggere ulteriormente l’area cutanea di incisione
- Diverse indicazioni
- Steridrape → Foglio di plastica adesiva sterile per proteggere ulteriormente l’area cutanea di incisione
- Disinfezione → Tampone imbevuto di betadine (iodio-povidone) / clorexidina da strofinare per 2-5 min
- Catetere vescicale
- Interventi a carico di organi pelvici → La vescica non svuotata interferirebbe
- Interventi di chirurgia maggiore / urgenza → Indispensabile monitoraggio della diuresi
- Durata > 3h
- Previsione dell’insorgenza di ritenzione urinaria postoperatoria (es. prostatectomia)
- Diverse indicazioni
- Sondino naso-gastrico
- Chirurgia addominale maggiore → Previsione di un ileo postoperatorio prolungato
- Vomito / segni clinici di occlusione intestinale → Pericolo di ab ingestis per anestesia
- Chirurgia d’urgenza in pazienti che hanno assunto alimenti nelle ore precedenti
- Chirurgia d’urgenza in pazienti traumatizzati candidati a laparotomia esplorativa
Malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE)
Definizione ed epidemiologia
Definizione: La MRGE è una condizione clinica associata al fenomeno del reflusso acido dallo stomaco attraverso il SEI. Ha una prevalenza del 10-20% e un'incidenza maggiore in anziani, fumatori e obesi.
Epidemiologia: Il reflusso è una condizione fisiologica che avviene occasionalmente in tutti i soggetti sani, ma verrà definito patologico nel momento in cui varieranno entità, frequenza e qualità dello stesso.
Fisiopatologia
La MRGE è una malattia multifattoriale associata in varia misura a:
- Incompetenza meccanica associata al 60% dei soggetti con MRGE
- SEI → Riflesso vagale → Rilasciamento transitorio del SEI
- Distensione gastrica
- Incompetenza meccanica ipotensione
- La gravidanza (→ > estrogeni e progestinici) e alcuni farmaci (es. benzodiazepine, antispastici, calcio-antagonisti, …) determinano una diminuzione del tono del SEI
- La diagnosi prevede la positività di ≥ 2/3 criteri:
- Definizione manometrica dell’incompetenza del SEI
- Pressione < 6 mmHg
- Lunghezza totale < 2 cm
- Lunghezza addominale < 1 cm
- Nel 40% dei casi di MRGE non si hanno tuttavia alterazioni manometriche
- → Dislocazione di una porzione dello stomaco attraverso lo iato esofageo → Ernia iatale
- Definizione manometrica dell’incompetenza del SEI
Tipi di ernia iatale
- Ernia iatale da scivolamento (assiale, 90-95%)
- Esofago endo-addominale, giunzione gastro-esofagea e porzione dello stomaco dislocati in sede toracica
- Ernia iatale da rotazione (para-esofagea, 5-10%)
- Dislocazione in sede toracica di una porzione del fondo gastrico rivestita dal peritoneo con esofago endo-addominale e giunzione gastro-esofagea in sede
- Ernia iatale con brachi-esofago
- Un esofago corto congenito determina erniazione di una parte dello stomaco
- Ernia iatale mista
Meccanismi di clearance esofagea
- Mancata eliminazione del refluito → Danno della mucosa esofagea
- Peristalsi → Riflusso favorito in clinostatismo
- Gravità → Azione complementare di neutralizzazione chimica del refluito
- Saliva
- Reservoir gastrico
- → > In gravidanza e obesità per > P intra-addominale
- Gradiente pressorio gastro-esofageo
- Ritardato svuotamento gastrico
- (es. sindrome di Zollinger-Ellison) → Esofagite severa
- Iperserezione gastrica → Lesività > per pH < 4 e presenza di enzimi digestivi, soprattutto la bile
Clinica e sintomi
Il quadro clinico è molto variabile e nel 50% dei casi i pazienti non consultano il medico in quanto presentano pirosi intermittente senza altri sintomi particolari (→ Iceberg di Castell).
Si distinguono sintomi:
- Esofagei (tipici)
- → Sensazione di bruciore retro-sternale (pirosi), rigurgito acido, eruttazione
- Extra-esofagei (atipici)
- Polmonari
- → Asma, tosse cronica, polmonite, bronchite, fibrosi interstiziale
- Sfera ORL
- → Laringite, raucedine, disfonia, sinusite, otite, ulcere, granulomi, polipi, faringodinia, carcinoma laringeo, erosioni dentali, alitosi
- Cardiache
- → Dolore toracico, aritmie sinusali
- Polmonari
Complicanze
- Stenosi (10%)
- → Reazione cicatriziale alla flogosi cronica indotta dal reflusso
- Si associa a disfagia ingravescente, anche se la progressione è di solito lenta
- → Reazione cicatriziale alla flogosi cronica indotta dal reflusso
- Emorragie
- Perdita ematica cronica (→ Anemia sideropenica)
- Esofagite severa con ulcere sanguinanti in corso di vomito
- Sindrome di Mallory-Weiss
- Esofago di Barrett (5-10%)
- → Sostituzione dell’epitelio pluristratificato (squamoso) esofageo con un epitelio metaplastico simile a quello intestinale (colonnare)
- Si trova nello 0.2-1% dei soggetti sottoposti a gastroscopia e nel 10% dei pazienti con MRGE, anche se nella maggior parte dei casi non si ha storia di reflusso
- All’endoscopia si evidenzia come 1+ aree di mucosa simile a quella gastrica (rosso scuro) inserite nel contesto di mucosa normale (rosea) a più di 3 cm dalla linea Z
- → Distinzione con ernia da scivolamento
- Può esserne valutata la gravità attraverso la classificazione di Los Angeles
- Grado A → Lesione mucosa con lunghezza < 5 mm
- Grado B → Lesione mucosa con lunghezza > 5 mm
- Grado C → Lesione mucosa in continuità tra più di 2 pliche mucose
- Grado D → Lesione mucosa interessante ≥ 75% della circonferenza esofagea
- Il rischio di sviluppare l’adenocarcinoma esofageo per i pazienti con esofago di Barrett è 40 volte maggiore rispetto alla popolazione sana, per questo è necessaria la sorveglianza endoscopica
Diagnosi
- L’assenza di lesioni erosive visibili all’endoscopia identifica il gruppo NERD (Non Erosive Reflux Disease)
- In presenza di sintomatologia tipica si interviene somministrando inibitori della pompa protonica (PPI) a dosaggio pieno in mono-somministrazione giornaliera per almeno 2-4 settimane, ottenendo una risposta nell’85% dei casi (→ PPI test)
- Al PPI test potranno essere associati esami quali:
- Esofago-gastro-duodenoscopia (EGDS con magnificazione e biopsie) → Valutazione esofagite
- Manometria
- pH-metria esofagea delle 24h → Conferma diagnostica
- Rx esofago (→ Valutazione stenosi esofagea)
- Impedenzometria (→ Qualità del refluito)
Terapia
- Medica: PPI (soprattutto) / anti-H2 / antiacidi + procinetici
- La terapia medica sarà efficace nell’85% dei casi, tuttavia sarà necessario il mantenimento per evitare l’insorgenza dei sintomi (→ 50-80% a 6-12 mesi dalla sospensione della terapia iniziale)
- Chirurgica
- Soggetti giovani (< 40 anni), intolleranza o refrattarietà alla terapia medica prolungata, recidiva sintomatica precoce alla sospensione della terapia medica, sintomatologia atipica, complicanze
- Gli interventi più comuni sono:
- Plastica della giunzione gastro-esofagea (approccio addominale)
- Plastica a 360° secondo Nissen
- Mobilizzazione del fondo gastrico → Fundoplicatio fatta passare post all’esofago
- Avvolgimento dell’esofago addominale per tutta la sua circonferenza → Aria contenuta del fondo agisce da contenzione
- Ancoraggio alla parete esofagea anteriore e al margine anteriore dello iato diaframmatico → Evitare lo scivolamento trans-iatale
- Una complicanza rara è la super-competenza del meccanismo valvolare con disfagia, soprattutto nei pazienti con ipotonia del 1/3 inferiore esofageo: in questi casi è possibile l’intervento di plastica a 270° secondo Toupet
- Plastica a 360° secondo Nissen
- Intervento di Belsey Mark IV (approccio toracotomico)
- Meccanismo valvolare a 2 lembi: stomaco attorno ai 2/3 anteriori degli ultimi 3-5 cm dell’esofago diaframma (cui viene fissato lo stomaco)
- Ripristino del segmento intra-addominale dell’esofago
- Questo approccio è migliore della plastica secondo Nissen nei soggetti obesi
- Sutura dello iato + riduzione del V gastrico con 2-3 punti di sutura
- Gastropessi secondo Hill
- Questo approccio dà risultati migliori per gastrectomia parziale distale precedente
- Plastica della giunzione gastro-esofagea (approccio addominale)
Chirurgia endoscopica
- Reazione fibroelastica → > Continenza
- Radiofrequenze alla giunzione gastro-esofagea
- Plastica di piccole dimensioni via sutura endoscopica
- → > Pressione basale
- Iniezione di sostanze inerti → Stenosi
- Dilatatori meccanici
Cancro esofageo
Epidemiologia
- 1% di tutti i tumori
- Incidenza
- 3-5/100000/anno (Italia, > in FVG)
- 10-20/100000/anno (Occidente, > in Francia e Scozia)
- 30-50/100000/anno (Cina, Giappone, Iran)
- Mortalità in Italia per cancro all’esofago = 2.5% (uomini) / 1.5% (donne)
- Sopravvivenza a 5 anni < 10% → Invasività elevata a causa dell’assenza di sierosa e della diagnosi tardiva
Eziologia
- I pazienti maggiormente a rischio sono maschi > 45 anni (di solito > 60 anni), fumatori e bevitori di alcool, che non assumono frutta e verdura (→ Vitamine (es. vit. A e riboflavina) e oligoelementi protettivi per la mucosa) e che presentano una patologia esofagea pregressa
- Diverse condizioni precancerose con elevato rischio di evoluzione neoplastica
- Ingestione di caustici → Stenosi → Lacerazioni con guarigioni ripetute da dilatazione endoscopica → 2-5%
- Esofago di Barrett → 8-10%, displasia nel 40% dei casi
- Acalasia → 3-8%
- Leucoplachia → 75%
- Neoplasie del cavo orale
- Infezione da H. pylori
- Malattie ereditarie
- Tylosis tipo A (→ Ipercheratosi di palmo delle mani e piante dei piedi con ca esofageo entro la settima decade) → 90%
- Sindrome di Plummer-Vinson (→ Anemia, glossite ed esofagite da carenza di ferro) → 10%
Istopatologia
- Dalle condizioni precancerose possono evolvere diverse tipologie neoplastiche
- Iperplasia / leucoplachia → Carcinoma squamoso (95% dei tumori esofagei)
- Questo sottotipo può coinvolgere tutto l’esofago, soprattutto il 1/3 medio e inferiore
- Esofagite cronica / esofago di Barrett → Adenocarcinoma
- Insorge di solito su un esofago di Barrett, coinvolgendo quindi quasi solo il 1/3 distale
- Tipologie più rare
- Carcinoma adeno-squamoso
- Microcitoma
- Sarcomi (es. leiomiosarcoma, linfomi non Hodgkin, …)
- Carcinoma indifferenziato
- Carcinoidi
- Iperplasia / leucoplachia → Carcinoma squamoso (95% dei tumori esofagei)
Macroscopicamente
- Si distinguono forme vegetanti, ulcerative, infiltranti o miste
Stadiazione TNM
La stadiazione TNM dei tumori esofagei permette di valutare la prognosi e l'operabilità della lesione:
- T → Neoplasia primaria
- T1s → Mucosa
- T1 → Sottomucosa
- T2 → Muscolare
- T3 → Avventizia
- T4 → Strutture adiacenti
- N1 → Linfonodi locoregionali
- Tratto cervicale 1/3 superiore (stretto toracico → carena) → Linfonodi sopraclaveari, cervicali, mediastinici superiori
- 1/3 medio (metà prossimale del tratto carena → Giunzione esofago-gastrica) → Linfonodi mediastinici
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