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ad esse connesse. Parimenti, tutte le spese devono essere inscritte in

bilancio integralmente, senza alcuna riduzione delle correlative entrate.

Principio dell’universalità: in base ad esso, tutte le entrate e tutte le spese

- devono trovare adeguata collocazione in bilancio e non sono ammesse

gestioni fuori bilancio se non espressamente autorizzate. Il principio subisce

una doppia serie di limitazioni: una prima serie discende dalla circostanza

per cui gran parte dell’attività pubblica è svolta non dallo stato ma da

numerosi enti pubblici dotati di ampia autonomia organizzativa, finanziaria e

contabile. Consapevole di tale difficoltà, la legge di riforma della contabilità

pubblica (L. 196/2009) dispone una generale armonizzazione degli schemi

contabili delle amministrazioni pubbliche. Una seconda limitazione deriva

dalle c.d. gestioni fuori bilancio, cioè quelle costituite con fondi dello stato

amministrati al di fuori del bilancio e delle norme che ne regolano

l’esecuzione (gestioni finanziarie che rientrano nella competenza delle

amministrazioni centrali e i cui flussi di entrata e di spesa, pur essendo rivolti

allo svolgimento dei compiti istituzionali dello stato, non sono registrati in

bilancio e non sono assoggettati alle normali procedure di controllo). Trova

giustificazione, molte volte, nell’esigenza di impiegare e acquisire risorse

tramite procedure snelle.

Principio dell’unità: in base ad esso, tutte le entrate vanno a costituire, a

- prescindere dalla loro origine, un unico fondo, finalizzato a coprire tutte le

spese pubbliche, ed è pertanto escluso che si possa stabilire una precisa

correlazione fra singola entrata e singola spesa: le entrate costituiscono

infatti una massa unica ed indistinta e non possono avere una destinazione

specifica per determinate spese se non in casi espressamente previsti dalla

legge.

Principio di veridicità: richiede che i bilanci rappresentino con la massima

- attendibilità le reali condizioni finanziarie ed economiche . Le informazioni

contenute nel bilancio devono perciò essere quanto più possibile realistiche

nelle stime (l’esecutivo dovrà evitare sovrastime o sottostime preordinate ad

alterare l’equilibrio finale e a mascherare le reali condizioni delle operazioni).

Principio di specializzazione: le entrate e le uscite devono essere iscritte in

- bilancio in modo da poterne specificare la natura; la massa globale delle

poste di entrate e di uscita deve quindi essere suddivisa in aggregati sempre

più specifici sino a giungere ad un livello di unità elementare che contemperi

due esigenze: 1)essere abbastanza analitico da consentire al parlamento di

esercitare un consapevole controllo sull’attività finanziaria; 2) non frazionare

le poste di bilancio in modo talmente eccessivo da intralciare l’attività

dell’esecutivo.

Principio di pubblicità: richiede la conoscibilità del documento di bilancio

- mediante pubblicazione con mezzi idonei; per lo stato ciò avviene con le

stesse modalità con cui si rende nota una legge (pubblicazione nella

gazzetta ufficiale), per le regioni avviene tramite il bollettino ufficiale,

diffusione in estratto su almeno un quotidiano a diffusione nazionale per gli

altri enti pubblici.

Pareggio del bilancio

Per il bilancio dello stato, a differenza di quanto previsto dagli ordinamenti contabili

degli altri enti pubblici, non è richiesto il requisito del pareggio. In realtà, per gli stati

aderenti all’unione europea, il Trattato di Maastricht ha imposto ai paesi

partecipanti alla moneta unica di perseguire, nel medio periodo, l’obiettivo di bilanci

non in passivo ed ha stabilito sanzioni per quelli che presentino un deficit pubblico

superiore al 3% del PIL. Ne consegue che l’equilibrio tendenziale di bilancio è

divenuto requisito concreto soprattutto a seguito della firma del Patto di stabilità e

crescita; i vincoli europei, infatti, hanno notevolmente limitato il margine di

autonomia dei singoli stati membri in materie di politiche di bilancio, soprattutto per

quei paesi che, come l’Italia, sono costretti a conseguire cospicui avanzi primari

per ottenere che il rapporto debito/PIL scenda verso il valore di riferimento. Inoltre,

il legislatore ha obbligato anche le amministrazioni degli enti territoriali (regioni ed

enti locali) a rispettare determinati parametri e ne ha fortemente limitato la capacità

di spesa: tale patto di stabilità interno impegna tutti i livelli di governo decentrati a

concorrere al contenimento della spesa pubblica e prevede sanzioni (sotto forma di

riduzione dei trasferimenti statali e limitazioni alle assunzioni del personale).

Altri principi

Oltre a quelli derivanti più o meno direttamente dal dettato costituzionale, la

contabilità pubblica contempla una serie di regole tecniche e principi che

rispondono a prassi consolidate:

Imparzialità: esige che le grandezze dei dati non siano subordinate ad

- interessi o esigenze particolari.

Chiarezza: il sistema di bilancio deve essere comprensibile e deve perciò

- presentare una chiara classificazione delle voci finanziarie, economiche e

patrimoniali.

Neutralità: l’informazione contenuta nel bilancio deve essere neutrale,

- ovverosia scevra da distorsioni preconcette.

Comparabilità: gli utilizzatori devono essere in grado di comparare il

- sistema di bilancio di un ente nel tempo e nello spazio al fine di identificare

gli andamenti tendenziali.

Ecc…

-

L’IFAC, Associazione Internazionale delle professioni contabili cui aderiscono le

organizzazioni professionali di più di 130 stati, ha sviluppato attraverso un suo

apposito Comitato (PSC, Public Sector Committee, poi rinominato nel 2004

IPSASB) specifici principi contabili per la contabilità e il bilancio nel settore

pubblico. Questi principi contabili internazionali per il settore pubblico non hanno

un carattere vincolante e dunque l’adesione agli IPSAS non può che essere

volontaria. Tali principi sono stati sviluppati adattando al contesto del settore

pubblico i cosiddetti principi contabili internazionali (Ias/Ifrs) emanati dall’

International Accounting Standards Board per la contabilità delle aziende private.

L’applicazione degli IPSAS prevede sia una contabilità finanziaria, sia una

contabilità economica-patrimoniale, sebbene si raccomandi l’adozione di un

sistema di rilevazione dei fatti di gestione basato sul principio della competenza

economica.

CAPITOLO 3: La decisione di bilancio.

La Legge 31 dicembre 2009, n. 196 (legge di contabilità e finanza pubblica) ha

riproposto il disegno complessivo basato su un sistema di documenti contabili, con

cui: L’esecutivo programma il suo intervento nel sistema economico (Decisione di

- finanza pubblica, manovra finanziaria di fine anno, etc.);

Il parlamento, con la legge di bilancio, autorizza il governo ad accertare e

- riscuotere le entrate e ad impegnare e pagare le spese nei limiti del bilancio

approvato;

Al termine dell’esercizio finanziario, il governo presenta il rendiconto con cui

- riassume e dimostra al parlamento i risultati della gestione dell’anno

finanziario.

In base alla L. 196/2009, il primo degli strumenti della programmazione

 economica è costituito dalla Relazione sull’economia e la finanza

pubblica. La Relazione è presentata alle Camere ogni anno dal Ministero

dell’Economia entro il 15 aprile. Sua finalità è quella di aggiornare le

previsioni( macroeconomiche e di finanza pubblica) per l’anno in corso e

deve contenere:

Analisi di andamento dell’economia, del conto economico e del conto di

a) cassa delle amministrazioni pubbliche nell’ anno precedente.

Aggiornamento delle previsioni macroeconomiche del conto economico

b) delle amministrazioni pubbliche e dei relativi sottosettori, ecc..

Le indicazioni sul saldo della cassa del settore statale e sulle relative

c) modalità di copertura.

Nell’ambito del ciclo della programmazione introdotto dalla L. 196/209,

 particolare rilievo assume la Decisione di finanza pubblica che ha sostituito

il DPEF. La DFP contiene gli obiettivi di politica economica e il quadro

delle previsioni economiche e di finanza pubblica riferiti almeno al triennio

successivo e definisce gli obiettivi articolati per i sottosettori del conto delle

amministrazioni pubbliche relativi alle amministrazioni centrali, alle

amministrazioni locali e agli enti di previdenza e assistenza sociale. Essa,

inoltre, aggiorna le previsioni per l’anno in corso. Nella DFP sono, ad es.,

riportati:

L’indicazione della evoluzione economico finanziaria internazionale, per

a) l’anno in corso e per il periodo di riferimento; per L’Italia, le previsioni

macroeconomiche, tendenziali e programmatiche, per ciascun anno del

periodo di riferimento.

Una indicazione di massima delle risorse finanziarie necessarie a

b) confermare normativamente, per il periodo di riferimento del documento, gli

impegni e gli interventi di politica economica e di bilancio adottati negli

anni precedenti per i principali settori di spesa.

Gli obiettivi programmatici, indicati per ciascun anno del periodo di

c) riferimento.

Ecc..

d)

Entro il 15 luglio il governo invia alla Conferenza permanente per il coordinamento

della finanza pubblica, le Linee guida per la ripartizione degli obiettivi

programmatici per l’indebitamento netto, per il saldo di cassa e per il debito delle

amministrazioni pubbliche. Dopo che la Conferenza ha espresso il proprio parere

sulle Linee guida per la ripartizione degli obiettivi, il governo lo trasmette alle

camere e (entro il 15 settembre) presenta lo schema di decisione di finanza

pubblica per le conseguenti deliberazioni parlamentari. È solo a seguito della

risoluzione parlamentare di approvazione che scaturisce il valore vincolante della

DFP e sono formalizzati i vincoli quantitativi e procedurali che interessano la

successiva sessione di bilancio.

Entro il 15 ottobre il governo deve presentare alle Camere il disegno di legge

 di stabilità e il disegno di legge di bilancio dello Stato: entrambi questi

documenti costituiscono la manovra triennale di finanza pubblica. Con la

manovra sono individuate, per il triennio di riferimento, le misure quantitative

e qualitative necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici indicati dalla

DFP.

Il disegno di legge di approvazione del bilancio annuale è basato sulla

- legislazione vigente, utilizzando i parametri economici contenuti nella DFP.

Secondo la L. 196/2009 il bilancio, oggetto di un unico disegno di legge, è

costituito: 1) dallo stato di previsione dell’entrata 2) dagli stati di previsione

della spesa distinti per Ministeri 3) dal quadro generale riassuntivo. La nuova

struttura di bilancio introdotta dalla L. 196/2009 è fondata sulla

riclassificazione delle spese per missioni (che rappresentano le funzioni

principali e gli obiettivi strategici della spesa) e delle entrate sulla base della

ricorrenza (a seconda, cioè, che si riferiscano a proventi la cui acquisizione

sia prevista a regime ovvero limitata soltanto ad alcuni esercizi). La nuova

norma prevede che l’unità elementare ai fini della decisione parlamentare

sia l’Unità di voto parlamentare individuate per le entrate in base alla

tipologia e per le spese con riferimento ai programmi (aree omogenee di

attività dirette al perseguimento degli obiettivi definiti nell’ambito delle

missioni). Per quanto attiene all’unità di voto della spesa, la dotazione

finanziaria viene distinta in spese correnti e spese di investimento;

nell’ambito della dotazione finanziaria di ciascun programma di spesa, le

spese vanno ripartite in spesa rimodulabile (per le quali l’amministrazione

non ha la possibilità di esercitare un effettivo controllo sulle variabili che

concorrono alla loro formazione, allocazione e quantificazione. Esse

corrispondono alle spese qualificate come oneri inderogabili, vincolativa leggi

o da altri atti normativi), e spesa non rimodulabile (spese non

predeterminate legislativamente che sono quantificate tenendo conto delle

esigenze delle amministrazioni, es.: spese di adeguamento al fabbisogno).

La formazione del bilancio ha inizio con apposita circolare con cui il

Ministero dell’economia detta le istruzioni per la formulazione degli schemi

degli stati di previsione da parte dei Ministeri. I Ministri indicano gli obiettivi di

ciascun Dicastero e quantificano le risorse necessarie per il loro

raggiungimento anche mediante proposte di rimodulazione delle stesse

risorse. Il Ministro dell’economia ha il compito di valutare la congruità e la

coerenza tra gli obiettivi perseguiti da ciascun Ministro e le risorse richieste

per la loro realizzazione.

Il quadro generale riassuntivo fornisce una rappresentazione unitaria e

- complessiva del bilancio. In esso è data distinta indicazione: a) risparmio

pubblico (tot. entrate tributarie ed extratributarie – tot spese correnti); b)

indebitamento o accrescimento netto (tot entrate - tot spese ); c) saldo

netto da finanziare o da impiegare (tot entrate tributarie extratributarie e

patrimoniali – tot spese correnti e in conto capitale, con esclusione delle

operazioni di accensione e rimborso dei prestiti pubblici); d) ricorso al

mercato (tot entrate finali – tot spese) .

La Legge di stabilità costituisce il cuore della manovra di finanza pubblica. Come

abbiamo visto, la legge di approvazione del bilancio di previsione non può stabilire

nuovi tributi e nuove spese: grazie alla legge di stabilità, invece, governo e

parlamento dispongono di uno strumento per attuare le linee della politica

economica, le cui conseguenze saranno poi recepite in bilancio; dunque, mentre

con la DFP sono stati fissati gli obiettivi della manovra, con la Legge di stabilità si

individuano gli strumenti per realizzare la manovra stessa. Tale legge di stabilità

definisce annualmente il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso

nel bilancio pluriennale e provvede, per il medesimo periodo, alla regolazione

annuale delle grandezze previste dalla legislazione vigente al fine di adeguarne gli

effetti finanziari agli obiettivi. Al disegno di Legge di stabilità è allegato, a fini

conoscitivi, un prospetto riepilogativo degli effetti triennali sui saldi di finanza

pubblica derivanti dalla manovra adottata. Detto prospetto viene aggiornato sulla

base delle modifiche apportate dal parlamento al disegno di legge. Atro allegato è

rappresentato dalla relazione tecnica predisposta dalle amministrazioni

competenti e verificata dal Ministero dell’economia, sulla quantificazione delle

entrate e degli oneri recati da ciascuna disposizione.

Approvazione del bilancio

Come noto, il parlamento dovrebbe approvare il bilancio entro il 31 dicembre di

ogni anno; per evitare di mancare questo obiettivo (il che comporterebbe il ricorso

all’esercizio provvisorio) i regolamenti di Camera e Senato dispongono la c.d.

sessione di bilancio, un arco di tempo durante il quale l’attività delle Camere è

prevalentemente dedicata all’esame dei suddetti documenti programmatici.

L’iter per l’approvazione del progetto di bilancio ha inizio nel momento in cui il

governo presenta (ad anni alterni, alla camera o al senato) i documenti visti in

precedenza (disegno di Legge di bilancio, legge di stabilità, nota tecnica). Il

Presidente dell’assemblea in cui i disegni sono in prima lettura verifica,

innanzitutto, che la legge di stabilità non rechi disposizioni estranee e che sia

rispettata la regola della copertura . Superato questo vaglio, l’analisi dei disegni di

legge, per ogni ramo, passa attraverso il lavoro delle Commissioni parlamentari,

poi attraverso il voto dell’intera assemblea. I disegni di legge passano, a questo

punto, all’altra Camera: in caso di modifiche da parte dell’una o dell’altra, i

provvedimenti ritornano all’esame dell’altro ramo del parlamento (c.d. navetta

parlamentare), così che entrambi approvino lo stesso disegno di legge.

La votazione finale sul disegno di legge di bilancio rimane invece sospesa: le

Camere devono prima approvare la legge di stabilità. Approvata quest’ultima, il

Governo presenta una nota di variazione al bilancio di previsione dello stato per

incorporarne gli effetti sullo stesso bilancio dello stato. La Commissione di bilancio

esamina la nota di variazione e solo a questo punto l’assembla procede alla

votazione finale del disegno di legge dello stato. Dopo l’approvazione

parlamentare, il disegno di legge è presentato al P.D.R. per la promulgazione e la

pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

CAPITOLO 4: La gestione del bilancio.

Per quanto concerne le entrate, le seguenti fasi contraddistinguono la loro

acquisizione:

Accertamento: avviene nel momento in cui l’amministrazione competente

- appura la ragione del credito dello Stato e la persona che ne è debitrice,

iscrivendo, come competenza dell’anno finanziario, l’ammontare del credito.

Questa è, dunque, l’insieme degli atti mediante i quali il credito

dell’amministrazione finanziaria diviene certo e liquido. Le modalità di

accertamento sono ovviamente diverse a seconda dei soggetti pubblici e dei

cespiti acquisibili.

Riscossione: consiste nell’attività con la quale gli agenti preposti

- provvedono a realizzare i crediti secondo le forme e i modi previsti dalla

legge. Il ruolo di agenti di riscossione può essere svolto sia da dipendenti

dell’amministrazione, sia da soggetti esterni cui sia stato affidato per

contratto l’incarico (es.: ACI per le tasse automobilistiche), sia da soggetti

esterni che hanno preso in concessione il servizio (Poste italiane, banche).

La riscossione delle entrate avviene generalmente con il versamento

spontaneo da parte dei contribuenti, e il pagamento viene effettuato, di

norma, in contanti, dietro quietanza delle somme versate. In caso contrario,

cioè quando il debitore risulta insolvente, si procede alla riscossione coattiva

tramite titoli esecutivi.

Versamento: alle Tesorerie dell’ente delle somme riscosse dagli esattori. Il

- versamento può avvenire in modo: a)diretto, se lo effettua direttamente il

debitore nella Tesoreria; b)indiretto, se avviene per il tramite degli agenti della

riscossione, i quali, se nella loro residenza è presente una sezione della

Tesoreria, hanno l’obbligo di versare giornalmente a questa le somme

incassate; a prova di ogni versamento effettuato le Tesorerie rilasciano

regolare quietanza.

Le spese possono essere distinte in: a)spese correnti e spese in conto capitale,

a seconda che siano necessarie per il normale svolgimento dell’ente o siano

destinate ad investimenti; b) spese fisse e spese variabili, a seconda che

costituiscano impegni permanenti o momentanei; c) spese obbligatorie e

d’ordine, a seconda che abbiano carattere inderogabile ed indilazionabile, oppure

siano condizionate all’accertamento ed alla riscossione delle entrate; d) spese

ripartite e spese a pagamento differito, se vengono frazionate in più esercizi

finanziari, oppure se la corresponsione avviene solo nel momento in cui si realizza

la causa del pagamento.

La procedura di spesa si sviluppa attraverso questa fasi:

L’impegno: con la quale, a seguito di obbligazione giuridicamente

- perfezionata, è determinata la somma da pagare, individuato il soggetto

creditore, indicata la ragione e costituito il vincolo sulle previsioni di bilancio,

nell’ambito della disponibilità finanziaria accertata. Gli impegni possono

derivare da:1) leggi, che dispongono determinate spese (impegni legislativi);

2) contratti stipulati dalla pubblica amministrazione (impegni contrattuali); 3)

atti amministrativi non contrattuali (impegni amministrativi); 4) sentenze

passate in giudicato che condannano lo stato a pagare una certa somma

(impegni giudiziali).

La liquidazione: attraverso la quale, in base a titoli e documenti

- comprovanti il diritto acquisito dal creditore dello stato, si determina la

somma cera e liquida da pagare nei limiti dell’ammontare dell’impegno

definitivo assunto. Mediante la liquidazione la spesa, precedentemente

impegnata, viene dunque determinata nel suo preciso ammontare e si

individua esattamente la persona del creditore.

L’ordinazione: attraverso la quale si da ordine alla Tesoreria

- dell’amministrazione o degli altro organi competenti di pagare ai creditori i

debiti contratti. A seconda della forma di pagamento, l’ordinazione può

avvenire mediante: a) mandati diretti costituiti dagli ordini di pagamento

emessi dalle singole amministrazioni sulla tesoreria dell’ente a favore dai

creditori e devono riportare tutte le indicazione previste dalla legge; b) ruoli

di spese fisse, assimilabili a mandati permanenti; ad essi si ricorre per il

pagamento degli stipendi, delle pensioni, dei fitti e delle altre spese di

importo e scadenza determinati; c) ordini di accreditamento consistono in

aperture di credito a favore di funzionari delegati ad effettuare determinate

spese; d)forme speciali, per spese atipiche quali vincite a pronostici e spese

di giustizia, ecc.

Il pagamento: costituisce la fase conclusiva del ciclo della spesa e viene

- eseguito dalle tesorerie e dagli altri agenti pagatori dello stato, quali ad es.:

gli uffici postali. Essi, prima di pagare, devono accertare la regolarità formale

del titolo di pagamento e devono assicurarsi dell’identità personale del

beneficiario.

I residui attivi e passivi

I residui derivano dalla formazione del bilancio secondo il principio della

competenza finanziaria per cui al termine dell’esercizio finanziario alcune entrate

accertate non sono state riscosse e alcune spese impegnate non sono state

pagate. Più precisamente: i residui attivi corrispondono ad entrate accertate ma

non ancora riscosse o versate; esse rappresentano dei crediti vantati dallo stato e

vengono classificati in funzione della loro esigibilità. I residui passivi corrispondo

a spese impegnate ma non ancora pagate.

I residui vengono accertati alla chiusura dell’anno finanziario ed iscritti nel

rendiconto generale.

Variazioni del bilancio

Nella fase di gestione del bilancio può accadere che si verifichino nuove o maggiori

entrate rispetto a quelle previste in bilancio, oppure che si dimostrino necessarie

nuove o maggiori spese rispetto a quelle preventivate. Nel caso di variazioni delle

entrate non si pongono particolari problemi, perché non sussiste alcun limite al

loro ammontare definito in sede di previsione. Per quanto riguarda la variazioni

delle spese, invece, in alcuni casi è possibile ricorrere ad appositi fondi di riserva,

già approvati dal parlamento all’interno del bilancio di previsione e la cui copertura

è già garantita. I questo caso, dunque, non è necessaria una nuova legge

autorizzativa, ma le variazioni sono disposte con decreti ministeriali.

Gestione di Tesoreria

Il complesso dell’attività finanziaria dello stato non si esaurisce con la gestione del

bilancio; nella pratica, infatti, le operazioni pratiche di incasso e di pagamento sono

svolte dalla Banca d’Italia che svolge dunque il ruolo di cassiere dello stato. Tale

gestione di tesoreria va tenuta distinta dalla gestione di bilancio:

Nella gestione di bilancio rientrano quelle operazioni di cassa che

- costituiscono la fase terminale (incasso – pagamento) di fattispecie giuridiche

(atti normativi, provvedimenti, ecc) la cui esecuzione trova un riflesso formale

nelle entrate e nelle spese iscritte in bilancio:

Alla gestione di tesoreria vanno imputate, invece, soprattutto le operazioni

- necessarie a fronteggiare momentanei squilibri di cassa tra incassi e

pagamenti imputabili al bilancio.

CAPITOLO 5: La rendicontazione.

L’ultima fase del ciclo esecutivo del bilancio è costituto dalla rendicontazione. Il

rendiconto generale dello stato rappresenta il documento contabile in cui sono

sintetizzati i risultati della gestione; esso è lo strumento attraverso il quale il

Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica adempie

all’obbligo di rendere conto al parlamento dei risultati della gestione finanziaria.

Il rendiconto assolve perciò ad una triplice funzione:

Funzione politica: poiché con l’esame del rendiconto il parlamento valuta se

- l’azione del governo si è svolta nel rispetto dei limiti imposti dalla

Costituzione e sia stata diretta al corretto perseguimento degli obiettivi

politici;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Calabria - Unical
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher crocchetta88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilancio degli enti pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Calabria - Unical o del prof Puntillo Pina.

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