STORIA DELL’ARCHITETTURA MODERNA
Nel 400 è importante rifarsi agli antichi. Architettura greca antica come si esprime:
Partenone – tempio dorico
Tempietto Atena Nike – tempio ionico
Olympieion – tempio corinzio
Il primo è un tempio ottastilo (8 colonne nel lato corto, mentre nel lato lungo il doppio + 1) e preriptero (la cella è circondata da
colonne interamente).
Il secondo è tetrastilo (con 4 colonne sulla fronte)
Architettura trilitica : 2 colonne (sforzi di compressione) e architrave (sforzi di trazione).
I Greci non usano l’acciaio ma riavvicinano le colonne in modo che gli architravi non abbiano
sforzi di trazione. A Roma le colonne non sono portanti mentre nella Grecia si. I romani
usavano archi, volte, cupole e arcate.
Terme di Diocleziano : volte a crociera
Panteon = immensa cupola in cls , in un grandissimo spazio.
Architettura paleocristiana : chiesa di S. Savina, colonne di riuso antiche non distrutte. Quello che resta è reimpiegato. Sulle colonne
non c’è la trabeazione (architrave, fregio e cor nice) ma abbiamo colonne, capitelli e sopra abaco (elemento che chiude) e archi a
tutto sesto 1145
Francia architettura gotica:
Cattedrale di Chatres : 2 campanili, transetto , un coro a doppio deambulatorio con abside e cappelle radiali.
Basilica di S. Maria Novella: abside squadrata, enorme trifora, arco a sesto acuto è più morbido.
L’architettura gotica è a sesto acuto (più resistente dell’arco a tutto sesto) volte a crociere ogivali costolonate che proseguono fino
a terra. La parte che da luce in alto è detta claristor io. Contrafforti (grandi pilastri) e archi rampanti all’esterno. Pinnacoli (più
grazia e dei pesi aggiunti dove l’arco rampante spinge sui pilastri). Si eliminano grandi porzioni di muro con grandi aperture.
Italia nel 400:
si formano le monarchie nazionali. Francia e Inghilterra sono grandi monarchie. La Chiesa dopo 70 anni di cattività Avignonese, il papa
torna a Roma e i francesi eleggono un antipapa. Roma cambia. I pontefici mirano ad appoggiare gli architetti. L’Italia è divisa in
staterelli. Periodo di pace sotto Lorenzo De Medici. Caduta impero romano d’Oriente. Etc..
il periodo antecedente il 400 è chiamato Gotico Internazionale . Firenze è il centro del rinascimento. Per tutto il 400 a Milano c’è
un avvicendarsi di architetti per la costruzione del Duomo. Il gotico continua in Europa almeno fino al 1600. Il gotico internazionale
non ha un centro in cui parte. E’ un linguaggio parlato in tutta Europa in cui ci si comporta nello stesso modo dal punto di vista
artistico. Esempi:
S. Capell di Rior : architettura del gotico fiammeggiante.
Cattedrale di Ruen: gotico classico fiammeggiante. Architettura molto esile e leggera
Duomo di Milano: tante guglie, contrafforti e archi rampanti.
Il rinascimento è la rinascita (per Giorgio Vasari), per Cimabue e Giotto un abbandono della maniera greca.
L’umanesimo sono i testi e gli scritti.
Rinascimento significa rinascita dell’antico come se queste fossero morte. Secoli bui li hanno preceduti. Tutti facevano architetture senza
alcuna grazia e misura. Si guarda all’architettura dei romani dove vi era correttezza costruttiva e forma architettonica, che non c’era nella
gotica. Nell’architettura romanica si capisce subito la struttura. L.B.Alberti quando può tornare dall’esilio vede una città diversa
dall’Italia settentrionale, perché è tutta in costruzione. Donatello si accorge anche lui che stava cambiando il volto della città, e racconta
degli artisti che sono talmente bravi da non essere secondi a nessuno. Quello che si fa a Firenze sono cose molto originali. Donatello
ammira molto Brunelleschi, tant’è che lo invita a leggere la sua lettera per primo, per poter esser corretto da lui piuttosto che dai suoi
nemici. BRUNELLESCHI E LA NUOVA AR CHITETTURA FIORENTINA
Esaminando l’attività di Brunelleschi spesso si associa a lui la nuova architettura dell’umanesimo. Firenze aveva sviluppato in età
romanica modi arcitettonici particolari, caratterizzati dalla presenza di elementi di origine antica. Il Battistero di S. Giovanni era
una testimonianza dell’antica città romana. Il riferimento al’antichità è un punto fondamentale nel programma brunnelleschiano. E
anche lo studio di questi monumenti fiorentini, oltre a quello dei veri edifici romani, fu fonte di suggerimento per B. che certo li conosceva
e li amava. A Firenze l’organizzazione strutturale nello spazio tendeva a essere espressa soprattutto attraverso il disegno delle
membrature apparenti, secondo una propria logica visiva in rapporto all’immagine d’insieme. Da circa meta del Duecento affiorano a
Firenze nuove ideologie almeno tendenzialmente laiche e individualistiche, invece che religiose e comunitarie, rivolte alla valutazione della
vita terrena. Ar nolfo e Giotto pure architetti, trasferisco decisamente anche le problematiche visive e linguistiche della
rappresentazione artistica. Riferimenti all’antichità e avvicinamenti alla rappresentazione prospettica sono due aspetti compresenti nelle
nuove ricerche, anche in pittura. La rappresentazione prospettica è intuitiva, empirica, scarsamente rigorosa. La prospettiva
geometrica e lineare è stata scoperta da lui. Mentre gli architetti fin’ora avevano disegnato con le proiezioni ortogonali, la prospettiva
cancella tutte le esperienze grafiche medievali. Dalla prospettiva non si prende alcuna misura. Accantonato il disegno in proiezione
ortogonale. Ha quindi scoperto le regole geometriche della prospettiva. Dimostra la verità di ciò che ha scoperto con un esperimento: su
una tavoletta di forma quadrata con lato di mezzo braccio (circa 30 cm) egli aveva dipinto il Battistero
con i suoi intarsi marmorei in un modo talmente accurato «che non è miniatore che l’avessi fatto meglio».
Per dimostrare la verosimiglianza dell’immagine dipinta con quella reale, nella tavoletta fu praticato un
foro svasato verso il retro del dipinto, in modo che l’occhio dell’osservatore, posto in un punto preciso (circa
60 cm all’interno della porta centrale del Duomo) potesse percepire l’immagine reale della scena.
Successivamente con l’uso di uno specchio sorretto dall’altra mano dell’osservatore e regolato a distanza
opportuna, egli poteva vedere l’immagine dipinta riflessa nello specchio e ammirare la perfetta coincidenza
dell’immagine dipinta con quella reale. Questo sistema escogitato da Brunelleschi aveva lo scopo di
dimostrare la precisione di un disegno realizzato con la geometrica definizione di un punto di vista (la
posizione dell’occhio dell’osservatore). Si instaura un gusto per la semplice chiarezza di spazi e di volumi,
per la nuda e austera grandiosità d’impianti , per la secca parsimonia dei mezzi, nella logica e controllata animazione di parti e di
membrature e nel maturo dominio delle nuove tecniche costruttive “gotiche”. Altrettanto fece con la seconda tavoletta
realizzata in Piazza della Signoria, con la vista di Palazzo Vecchio e della Loggia dei Lanzi; ma la posizione
angolata non presentava una simmetria come nella prima tavoletta e pertanto non adottò l’espediente del foro e dello
specchio. Ritagliata però la parte del cielo sul dipinto, era possibile far collimare il profilo degli edifici
disegnati con quello dell’immagine reale e verificarne la perfetta coincidenza visiva. La prospettiva
è monoculare (1 occhio). Punto di fuga . Dall’occhio partono raggi che coprono tutto l’oggetto
veduto. Le sue tavole sono perfette. La prospettiva è un oggetto di indagine perché ritrae cose vere.
L’imitazione della natura è ciò che interessa. Riprende la natura cosi com’è. Leonardo Da Vinci
inventa la prospettiva aerea che tiene conto dell’aria che confonde i colori e li trasforma. Sfrangia
i colori, non è possibile trovare nei suoi disegni la linea continua. La Prospettiva cromatica invece
tiene conto dei colori caldi(avvicinano) colori freddi (allontanano). Ci danno l’idea della profondità.
Piero della Francesca poi scriverà “la prospettiva per il pittore ”. I primi due libri parlano di
figure geometriche piane e l’altro di figure complesse. Due metodi distinti. Insegna come si fa a fare la
prospettiva. I pittori prima della prospettiva si inventano una prospettiva e un’idea di sezione.
Vitruvio è l’unico architetto che ci abbia trasmesso un trattato “De Architettura”. Vitruvio viene
scoperto nel 1418, proprio nel momento in cui si guarda all’antichità romana. Nel suo trattato si parla
di proporzioni: l’uomo in un cerchio e in un quadrato. Un edificio deve avere le parti che si richiamano
l’un l’altro. Leonardo disegnerà la conformazione dell’uomo. Francesco di Giorgio fa derivare la forma
di un edificio da un essere umano., stessa cosa per la facciata. Una testa umana anche definisce
le dimensioni di un capitello composito. Le fabbriche del 400 e 500 dipendono da rapporti
numerici. Sia umanisti che architetti studiano Roma, quello che si conserva è quello della Roma
imperiale però. Non si ha conoscenza dell’architettura greca perché veniva vista come assurda, e i greci erano considerati minori. La vera
architettura era quella di Roma. Dall’arco di Costantino si impara la “travata ritmica” (elementi verticali colonne messi un pò
vicini un po’ lontani per creare una ritmicità) le colonne messe sul piedistallo che solleva la colonna. La distanza tra le colonne è
diversa. Dietro la colonna c’è una parasta di r ibattitura. Più la colonna è vicina più è giustificata a parasta. Un altro tema tipico
del 400 è l’abbinamento pilastro semicolonna.
metope e triglif i :
nelle colonne c’è la scanalatura (è incavatura) e la rudentatura (il contrario).
i ruderi diventano un modo per interpretare l’antico. I pittori continuano a fare attenzione alle proiezioni. Le statue diventano un
esempio da seguire per gli scultori. L’antico pervade anche la pittura. Le proporzioni definiscono
una sicurezza perché gli edifici reggano. Il panteon ha una cupola in cls. Si guarda a ciò che
regge. Ad esempio, nel 1117 il terremoto
padano fa crollare diverse cose , una di
quelle che rimane in piedi è il duomo. Molte
fabbriche hanno leoni stilofoli
perché quelli del duomo sono rimasti inpiedi, perciò si è ritenuto opportuno
farli di nuovo. Teoria dei modelli: in base alle proporzioni dei modelli si
costruisce la fabbrica. L’antico è la nuova linfa per la costruzione . gli
antichi sono grandi perché hanno avuto maestri che hanno insegnato. Si è più
importanti degli antichi perché si inventa , essendo senza maestri. A Firenze persiste un linguaggio che sembra quello vero romanico. Il
battistero di Firenze ha archi a tutto sesto , capitelli e segmento di trabeazione. le finestre sono piccolissime. Colonne e archetti. Sulle
colonne ci deve essere un elemento verticale (trabeazione) prima degli archi, quindi l’architetto ce l’ha messo. Cimasa è la conclusione
della parte superiore dell’architrave a tre fasce; serve a proteggere dalla pioggia.
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Tutto quello che sembra un ordinamento architettonico deriva da precise esigenze architettoniche . la trabeazione viene fuori per coprire la
colonna (Brunelleschi non lo fa , fa tutto della stessa altezza). Capitello dor ico:
Capitello ionico:
Capitello corinzio:
capitello composito:
Si cerca di assomigliare quanto più agli antichi. Non si fa un architrave se non si deve reggere niente.
Anche Masaccio amico di Brunelleschi, parla di architettura e anche lui usa la prospettiva. “vergine con bambino ” il bambino desidera
l’uva. Gli strumenti musicali sono in prospettiva. Il trono (predella) richiama un sarcofago romano antico. Il motivo ornamentale è detto
strigile. Sul trono ci sono rosette (antico). Le parti laterali hanno colonne corinzie innicchiate ovvero dentro delle nicchie, e colonne
binate anche queste composite. Colonne ioniche nello schienale.
“La tr inità” rispecchia il sepolcro di S. Giovanni e Cristo. Cappella con volte a botte cassettonata . Paraste tridentate (scanalata)
elementi convessi. Trabeazione a tre fasce tutte della stessa altezza, caratteristica di Brunelleschi. I capitelli ionici hanno un abaco che si
trasforma in un architrave che sostiene la volta. Un tondo perfettamente inserito (caratteristica Brunnelleschiana).
“tabernacolo di san Michele ” Donatello e Michelozzo di Bartolomeo . Paraste, architrave fregio e cornice, colonne ioniche.
Volute corinzie come quelle di Brunelleschi. Il basamento è come se il tabernacolo sia appoggiato alle mensole. Le paraste sono con i
rudenti. Le colonne hanno scanalature elicoidali.
“sacrificio di Isacco ” fatto da Brunelleschi e Lorenzo di Berti, i quali hanno due visioni diverse. In B. il ragazzo è impaurito, in
L.D.B. il ragazzo è perfetto.
Br unelleschi
si inventa la nuova architettura del 400. Nato nel 1377, appartiene a una famiglia agiata e consolidata. Portato nel disegno e nella
pittura. La formazione gotica emerge , insieme a citazioni classiche , anche nella celebre formella in bronzo presentata al concorso del 1401
per la seconda parte del battistero. E’ questo il momento nel quale affiora a Firenze , insieme al riflussi “gotici internazionali” una nuova
attenzione alla scultura antica. Si è recato una o più volte a Roma con Donatello. Comunque ha avuto un lungo periodo di meditazione,
di studio e di maturazione di esperienze diverse. Oltre che a lavorare come scultore , ha iniziato ad interessarsi di problemi costruttivi e in
generale di problemi tecnici e scientifici legati soprattutto alle applicazioni pratiche delle matematiche. Era descritto come uomo di
intelletto capace di rendere possibile ciò che pareva impossibile fare. Inizia come orafo . la sua tecnica è però inferiore a quella di L.D.
Berti. Era affascinato dalle questioni matematiche, vuole trovare una soluzione per voltare la Basilica di Santa Mar ia del Fiore .
La fabbrica è stata iniziata dalla facciata fino all’abside (Arnolfo di Cambio ha fatto cosi anche se difficile). La cupola era più un
problema di struttura e di esecuzione , reso difficile dalla grande esecuzione e dimensione, dalla grande altezza da terra, dall’impossibilità
pratica, anche per la spesa, l’approvvigionamento e di approntare e mettere in opera un’armatura lignea massiccia, capace di sostenere
durante l’esecuzione il peso delle strutture. La cupola doveva essere enorme. È il frutto di un pensiero razionale, un retto giudizio
intelligente e ingegnoso, verificato con prove ed esperienze preliminari , comunicato con parole, disegni, dimostrazioni, modelli in scala,
seguito personalmente nell’esecuzione. Rivoluzionando la prassi gotica tradizionale, malgrado l’obbligato impianto ottagonale e
l’apparenza gotica a costoloni radiali, di costruire una struttura autoportante, in ogni stato della sua esecuzione; cioè ad anelli chiusi
sovrapposti come fosse una cupola circolare , invece che ad arcate radiali. L’impiego di costoloni fino all’anello vuoto della lanterna.
Espedienti come quello della muratura a “spinapesce”, delle nervature secondarie e degli anelli arcuati di mattoni ecc. dovevano facilitare i
problemi di attuazione e assicurare l’efficienza statica. Ridotte le armature alla funzione di sostegno dei ponteggi e forse di guida
geometrica del sesto “a quinto acuto” negli angoli, l’impiego durante l’esecuzione di una corda ruotante da una serie di centri posti
sull’asse della cupola e variabili via via che si procedeva in altezza, deve aver regolato la collocazione delle murature secondo le tecniche
specifiche delle cupole circolari, cioè “di rotazione”. Quattro grandi campate, tre tribune absidali e 15 cappelle. Viene fatto un bando per
la realizzazione. Va a Roma con Donatello per cercare di capire come poter chiudere con una cupola. Nel 1419 di presenta per il bando
dicendo di voler fare una cupola che si regga da sola man mano che si costruisce. Ottiene l’incarico. Ci lavora fino alla sua morte. Nel 1426
la chiesa viene benedetta dal pontefice e inaugurata , in cui si compone un sonetto con un ottetto fatto di proporzioni numeriche, perché
l’architettura viene intesa come macchina, come struttura. C’è una perfetta corrispondenza tra l’edificio e la musica. Dal 36 al 44 si
procede alla conclusione. B. deve stare tutto il giorno in cantiere. Anche Lorenzo Di Berti , suo acerrimo nemico, diventa addetto ai
lavori. B. lo sopporta fino al 1425 quando si dice malato, per far capire ai committenti che gli hanno messo una palla al piede vicino che
non sa far nulla. Quindi viene licenziato e poi riassunto. Qualcuno accusa B. di costruire una cupola che prima o poi crollerà. In
quell’anno la cupola presenta delle lesioni, con questo pretesto viene riassunto Di Berti. Nel 36 si arriva alla base della lanterna. Per farla
viene bandito un altro concorso vinto di nuovo da B. superando l’incredulo scetticismo dei più, l’ostile concorrenza di altri maestri come il
Ghiberti, la critica di esperti come Giovanni di Gherardo da Prato, problemi con le maestranze e difficoltà di ogni genere, ma procedendo
con estrema decisione, chiarezze di idee e lucidità di comportamenti, il B. porta a compimento la cupola che, pressoché completata nel 1432
e chiusa nell’anello di chiave, prima della lanterna, nell’estate del 1436. L’ingegnosa capacità , in grande misura da autodidatta, di
applicare conoscenze scientifiche , osservazioni e ricerche sperimentali a fini pratici, utili alla vita della città in tutti i suoi aspetti. La
fama di B. presso i contemporanei sembra fosse soprattutto basata sull’impresa della cupola, sulle innovazioni di macchine strabilianti e in
generale sulle sue a
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