Intervista a Paolo Baratta, Presidente Fondazione La Biennale di Venezia
Mettere in relazione artisti del presente con il passato e i contemporanei, da parte dei critici. Da questo momento in poi, niente più mostre senza archivi. È cresciuta l’attenzione sulla relazione fra opera e spettatore che ricerca il dialogo con l’opera. Es. Fare Mondi (Birnbaum, 2009) e ILLUMInazioni (Curiger, 2011). Si riflette su quale sia il mondo degli artisti e su come siano le relazioni con mondi diversi tra loro, di oggi e di ieri. Sono stimoli all’immaginazione, oltre la realtà.
Palazzo Enciclopedico Auriti
Auriti: artista autodidatta italo-americano idealizza un museo immaginario che deve racchiudere tutto il sapere umano, il Palazzo Enciclopedico (brevettato). Questa mostra porta all’ossessione di sapere e conoscere, ma anche all’impossibilità della totalizzazione, riguarda il fallimento della conoscenza e alla malinconia del rendersene conto.
La mostra si sviluppa passando dal naturale all’artificiale, come nel 500/600. L’elettronica, la tecnologia e l’osservazione diretta del reale, si bagnano di poesia, misticismo, fede e magia. Tentativo di uscire da un’impasse: non si può relegare l’arte nel chiuso. Se isoli l’arte, la sminuisci, la riduci a qualcosa di concreto e al mercato che la svalorizza. Liberarla dalla prigionia per restituirle forza.
La nostra mente popola le immagini. L’arte esteriorizza le immagini della nostra mente. “L’essere umano è il luogo naturale dell’immagine”.
Libro Rosso, di Jung: parla di sogni, visioni, la rappresentazione dell’invisibile che con l’analisi psicologica ci permette di portare in superficie delle vere immagini interiori. L’immagine è viva con poteri che influenzano l’uomo. Imago: in latino “maschera” per i defunti.
Sherman: progetto di bambole, manichini, pupazzi che rappresentano il corpo carnale. Video “Blindy”: scopre il mondo a occhi chiusi facendo dipingere a dei non vedenti come vedono il mondo. Autore importante nella mostra: Borges. Sehgal: “vedere di più, o vedere meglio?” Sezione finale: Arsenale, dove si compara l’originale alla copia.
L’arte nell’epoca della tecnica
Marx e la lotta di classe: viene eliminata la creatività, la genialità, che riportano all’individualità fascista. Statua Venere greca: prima oggetto di culto, con Marx oggetto maledetto per la sua unicità. L’arte entra in crisi, anche con l’arrivo della fotografia. Non è più vicina al mondo rituale, religioso e magico, ma in ambito tecnico si rende laica, spesso politica.
L’arte esce dal principio dell’arte e assume funzioni nuove, moderne. (Hegel) Es. La Madonna Sistina di Raffaello fu posta sulla bara di Papa Sisto per celebrarlo, poi fu spostata sull’altare di un convento a Piacenza. Il rituale romano, però, vieta questo spostamento e diverso utilizzo di un quadro da cerimonia funebre, quindi così fu svalutato.
Surrealisti e il moderno
I surrealisti creano installazioni reali per immagini oniriche. Malraux: musée imaginaire, ovvero un laboratorio di astrazioni. Internet prende piede nell’arte. Museo Otsuka: non si espongono opere fisiche ma repliche tridimensionali della Cappella Sistina.
Altri musei immaginari: Biblioteca di Alessandria, Musaeum Clausum, Museo Cartaceo di Cassiano del Pozzo. Primo museo immaginario: ai tempi di Napoleone quando si spostava per le campagne di guerra, aveva con sé esperti d’arte che decidevano quali opere prendere da portare al Louvre.
Distanza ottica, immersione tattile di Pinotti
Benjamin: filosofo del ‘900, precursore del web, studioso delle immagini. Prima l’arte era profezia, con Benjamin si passa ad un’inversione: non più dal tattile all’ottico, ma dall’ottico al tattile. Cinema + fotografia + tv + 3D e 4D: strumenti tattili. Si va sempre avanti.
Non c’è più l’ostacolo del vincolo spazio-temporale che non permette sempre all’osservatore di vedere e avere davvero a che fare con l’opera. Non ci si deve recare più presso l’opera, ma tramite l’immagine e ciò che la modernità crea con essa, tutto è possibile. L’unicità dell’opera non decade, ma muta storicamente.