Idrokinesi terapia - Riabilitazione in acqua
La riabilitazione in acqua: idrokinesiterapia
Riabilitazione in acqua (idrokinesiterapia) non è solo uno strumento di terapia, ma anche di prevenzione e potenziamento per atleti sani. Le leggi fisiche che regolano la reazione dei corpi in acqua sono:
- Spinta del galleggiamento: regolata dal principio di Archimede, consente di lavorare in ipogravità.
- Temperatura: di 32-35 gradi, mantiene la muscolatura in preriscaldamento.
- Resistenza idrodinamica: consente di modulare lo sforzo.
- Pressione idrostatica: nella deambulazione e nel carico progressivo evita edemi nell’arto operato.
La riabilitazione in acqua consente una discreta autonomia del paziente già alla prima seduta, velocizzando la ripresa. Ad esempio, nelle fratture di arti inferiori si può mettere subito il paziente in deambulazione assistita dal galleggiamento, permettendo di anticipare la terapia convenzionale da 1 a 6 settimane. Così il paziente sarà più autonomo e motivato nel proseguire con la riabilitazione.
L’effetto della spinta in acqua elimina dal 60 al 90% del peso corporeo. Tale riduzione di peso evita infortuni tipici della riabilitazione, come microfratture. L’idrokinesiterapia consente anche di evitare che il paziente non effettui giusti movimenti per tutelare l’arto o per il dolore.
Un altro vantaggio della terapia in acqua è quello di una migliore gestione del centro di massa corporeo nell’ambito della simulazione del gesto atletico. La riduzione del peso corporeo è il vantaggio migliore di questa riabilitazione, ed ecco i parametri di immersione:
- Immersione al polpaccio: 95% del peso.
- Cosce: 80%.
- Trocanteri: 66%.
- Ombelico: 50%.
- Linea intermammaria: 33%.
- Ascelle: 20%.
- Collo: 7%.
- Totale immersione: 3%.
Inoltre, la pressione idrostatica riduce il calibro dei vasi superficiali migliorando il reflusso venoso e il riassorbimento dei versamenti intrarticolari.
Principali campi di utilizzo dell'idrokinesiterapia
- Patologie neurologiche: permette una graduale ricerca della coordinazione e sfrutta l'azione del calore contro la spasticità.
- Terapie ortopedico-traumatologiche: favorisce la mobilità articolare, il recupero dell'ampiezza dei movimenti e la forza muscolare. Trova applicazione anche per curare i paramorfismi e le turbe relazionali.
È sconsigliato in caso di diabete, cardiopatia ischemica e febbre.
Valutazione del paziente ed organizzazione della seduta
Il paziente deve essere valutato dal terapista e dal medico e deve essere ascoltata la storia clinica completa. Poi, il terapista deve valutare il paziente dal punto di vista biomeccanico. Infine, bisogna unire il tutto e valutare un programma riabilitativo a breve, medio e lungo termine.
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