Introduzione al cinema
Prof. Maurizio De Benedictis
Appunti delle lezioni
David Griffith
David Griffith fonda il linguaggio del cinema americano con due film realizzati prima della IGM ovvero “La nascita di una nazione” e “Intolerance”. Il suo direttore di fotografia è Blitzer, per l’utilizzo dell’‘effetto Rembrandt’ ovvero il controluce. Secondo il Presidente Wilson tramite Griffith "La luce della storia entra nel cinema". Durante la IGM va a Parigi e filma le facce dei francesi atterriti dalla guerra. Fu un periodo di tirocinio per l’attrice Lillian Gish soprattutto guardando le donne e le ragazze con le quali parla e dalle quali si fa raccontare le loro vicissitudini; Lillian afferma che il mestiere dell’attore consiste nel calarsi nel personaggio ma in “Intolerance” non vi riesce del tutto poiché afferma che sarebbe diventata pazza a dover sopportare quel dolore e quella paura.
La nascita di una nazione (1915)
Parla della formazione degli USA a partire dalla guerra civile che va di pari passo con la formazione linguistica del Paese. Ci sono vari piani di ripresa, i principali sono i campi lunghi. La recitazione è diretta, parca, priva di retorica e di enfasi. Campionessa di questo tipo di recitazione è Lillian Gish. All’interno del film viene fuori il problema del razzismo, c’è l’esaltazione della razza bianca e denigrazione dei neri.
Intolerance (1916)
È un film antirazzista e democratico. Il film è diviso per episodi e tratta il tema dell’intolleranza, su come si esprimeva nel mondo antico e su come si esprime nel mondo moderno. Un uomo viene ingiustamente accusato di omicidio, la moglie chiede aiuto al Governatore che all’ultimo minuto lo salva dalla mano del boia. Il montaggio è alternato: episodio della moglie, episodio del marito in galera, Gerusalemme, Babilonia. Qui Griffith usa l’effetto tridimensionale ottenuto spostando il tempo della cinepresa (tecnica ripresa da Giovanni Pastrone). Gli spostamenti sono lunghi e prendono il nome di ‘travelling’ o ‘piani sequenza’. Ogni tre-quattro passaggi il regista inserisce l’immagine di una donna che muove una culla come simbolo di maternità che emana calma e dolcezza da mettere in contrapposizione con la guerra e l’odio. Questo film non ebbe molto successo a causa del suo intento pacifista (gli USA infatti un anno dopo entreranno in guerra). Eric Von Stroheim disegnò le divise per i soldati del film, le armi e fece la comparsa.
Melodramma
Si intende un’accentuazione dell’aspetto patetico come il pathos e la commozione. È quando il dramma è portato al di là dei suoi aspetti tradizionali. Non è né dramma né tragedia. Sono film nei quali la figura femminile è al centro e subisce soprusi, violenze, oppressioni fino alla morte.
- Le due orfanelle: ambientato durante la Rivoluzione Francese, sono due ragazze nobili. Gish lavora assieme alla sorella Dorothy.
- Giglio Infranto: Londra di fine '800 inizio '900. Una ragazzina viene seviziata dal padre ubriacone, la madre è morta e lei lavora in casa sua come una schiava sfruttata e maltrattata dal padre. Decide di scappare e si rifugia nella casa-bottega di un uomo cinese che la considera una dea per cui non la sfiora nemmeno. Il padre viene a conoscenza del luogo del nascondiglio e pensa che l’uomo vada a letto con la figlia, salta così su tutte le furie. Irrompe in casa del cinese e uccide la figlia; il film finisce con il cinese che uccide il padre. In contrapposizione troviamo l’espressione angelica e scherzosa di Lillian, l’espressione cruda e brutale del padre, l’espressione fuori dal mondo del cinese. La scena più famosa di questo film è quando il padre sadico chiede alla figlia di sorridere (lei aveva perso il sorriso a causa dei continui soprusi) e lei accenna un sorriso tirando il labbro su con un dito. [ricorda Zasu Pitts quando si poggia il dito sulla bocca con innocenza, segno che rappresenta l’avidità e la corruzione].
Il film è particolarmente lento poiché il suo intento è lo studio dell’umanità dei tre personaggi. I registi solitamente utilizzano i primi piani nei momenti determinanti ma in questo film c’è un’eccezione perché essendo un film psicologico il primo piano è necessario. Più della vicenda e della narrazione, Griffith vuole rappresentare la caratteristica fisionomica e psicologica.
Eric Von Stroheim
Cerca un genere di attività varie a Hollywood pur di lavorare. Trova lavoro come attore nei film di propaganda per la IGM. Interpreta il ruolo di ufficiale prussiano che violenta le donne e fucila i bambini. Gli riesce bene come ruolo grazie alla sua faccia dura, cattiva e alla sua testa calva. Spesso era in divisa militare ma per amore dell’abito e non per un credo vero e proprio, difatti aveva idee liberali e democratiche. Portava sempre un monocolo a un occhio come gli ufficiali prussiani.
Greed (1924)
Girato tra il ’22-’23. In origine il film durava 10 ore. La produzione era Metro Goldwyn Mayer, e fu per la casa uno dei film più costosi. Come produttore esecutore della Goldwyn c’era Irving Thalberg, che fu la rovina per Von Stroheim perché ridusse il film da 10 a 6 ore e nuovamente da 6 a 4 ore. È la storia di un minatore che diventa odontotecnico senza aver conseguito il diploma. Un giorno nel suo studio un amico porta la cugina (l’attrice Zasu Pitts) che aveva delle carie da curare. L’odontotecnico non resiste alla tentazione e la violenta. Quindi il rapporto d’amore per Von Stroheim nasce da una violenza, da una seduzione. I due si fidanzano, vanno a passeggio su una squallida spiaggia e Von Stroheim inquadra il topo morto (=che suscita disgusto). I due si sposano nello studio del dentista e mentre il prete li sta sposando dalla finestra si vede il passaggio di un funerale, si vedono poi due porcellini in gabbia. [Von Stroheim inventa due situazioni antitetiche all’interno di una stessa inquadratura. Per girare questa scena ha dovuto usare un’inquadratura in cui tutto è messo a fuoco (‘panfocus’) che utilizza un procedimento di ripresa particolarmente complesso].
Il matrimonio va a rotoli perché nella donna si manifesta il sentimento dell’avidità. I soldi del marito vengono presi e nascosti dalla moglie per non spenderli. Il cugino di lei è innamorato di lei e nutre odio verso suo marito. Trova la prova che lui non è diplomato e la polizia lo diffida e gli nega la possibilità di lavorare. Il marito finisce per diventare un ubriacone e in un momento d’ira uccide la moglie e scappa. C’è un inseguimento nella Death Valley sotto un caldo atroce. Gli uomini di legge desistono dal cercarlo mentre il cugino nutre vendetta nei suoi confronti e continua la ricerca. Lo trova, lo uccide ma per sua disgrazia rimane legato a lui senza possibilità di staccarsi. Si intuisce quindi che anche lui morirà assieme al carnefice di sua cugina.
Queen Kelly (1928)
Girato da Joseph Kennedy, amante di Gloria Swanson che a sua volta era stata una ‘bellezza al bagno’ (tipica bellezza in costume nei film comici). La Swanson interpreta Queen Kelly. È orfana, sta in un collegio. Incontra un principe, ma Stroheim fa vedere il marcio, vuole mostrare che entrambi sono tesi alla libido. Per l’emozione a lei, durante una gita, le cascano le mutandine e il principe le tira su con la spada (=simbolo fallico). Il cinema di Von Stroheim è dissacrante e allusivo. Lui è un principe consorte, sposato con una donna bellissima ma sadica che gira con una frusta. Il principe e Kelly alla fine del film si uccidono. Il film era pronto per il 1928 ma Joseph Kennedy non lo distribuì in quanto muto e quindi vecchio. Gloria mise insieme questo film negli anni ’40-’50 dopo la morte di Stroheim. [Gloria Swanson girerà nel ’59 un film “Sunset Boulevard”, e troviamo come maggiordomo proprio Eric Von Stroheim, le fa la parte di un’attrice vecchia che si vede quando era giovane nelle parti di un film in tv, e questo film è proprio “Queen Kelly”].
Josef Von Sternberg
È completamente diverso da Stroheim. Va in America e torna in Austria, la sua famiglia era povera. Quindi torna poi in America perché in Austria non c’era lavoro, ma stavolta assieme a tutta la sua famiglia. Il padre era un uomo manesco, lo picchiava e lo cacciava di casa per fargli trovare lavoro, era quindi costretto spesso a dormire nei cinema o nei parchi. Conosce un ragazzo, il cui padre era addetto alle pulizie delle pellicole e così inizia a fare il tirocinio presso quest’uomo. Vede il desiderio come una violenza, una prepotenza con una punta di feticismo. Possiede il culto della bellezza e mira a quella assoluta anche nella realizzazione dei suoi film.
Underworld (1927)
È la storia di un gangster molto simpatico che ha un amico del cuore, che però si innamora della sua ragazza. Lui gliel’affida perché la controlli, la porti a spasso mentre lui è impegnato in affari sporchi. I due si innamorano suscitando l’ira del gangster ma successivamente si riappacificano. Film rapido, veloce, con azioni continue e sparatorie. Per pubblicizzare il film egli utilizzò due macchine che sfrecciavano per Hollywood mentre sparavano con finti mitra (scena raccontata da Charlie Chaplin che vi assistette di persona). Il film ebbe molto successo.
L’Angelo Azzurro (1930)
Importante lo studio che il regista fa del corpo femminile e maschile; gli piace il corpo muscoloso maschile e quello della donna deve suscitare perfezione e leggerezza, visto come elemento che deve essere conquistato dal maschio tramite la sua virilità, che però se non viene conquistato può lei a sua volta conquistare lui e dominarlo. Il film, tratto da un romanzo del fratello di Thomas Mann, viene girato in Germania. L’attrice protagonista è Marlene Dietrich (con lei realizzerà 6 film, ma in seguito a causa di dissensi le loro strade divergeranno). È il primo film sonoro tedesco.
Degli studenti di un professore di collegio avevano il dovere di andare a letto presto la sera e dormire; invece i ragazzi si dirigevano in un locale la notte dove c’erano delle ballerine. Una sera il professore incuriosito segue i ragazzi e raggiunge questo locale. Il professore viene presentato a gran voce dal proprietario del locale davanti a tutta la platea di poveracci, e ciò svergogna l’uomo. Nel momento del canto lei ha sprigionato tutta la sua capacità seduttiva e lo ha fatto cadere ai suoi piedi. Lui si risveglia nel camerino di lei mentre tiene un oggetto che le appartiene (regressione all’infanzia con i pupazzetti). Quando lui torna a casa l’uccellino nella gabbietta è morto [cfr. il topo morto di “Greed”], scena particolarmente triste e commovente. Si innamora di questa ballerina e la sposa.
Entra a far parte dello spettacolo della donna, ma fa la parte del buffone al solo scopo di elevare lei. Quando torna nella città natale tra i suoi studenti alcuni ridono e alcuni si impietosiscono al vederlo ridotto a un giullare di corte, lui un professore colto e uomo tutto d’un pezzo (una donna si gira verso i suoi concittadini esterrefatta che si burlino tutti di un uomo d’onore come era il professore ma allo sketch dopo ride anche lei). L’impresario lo obbliga a fare "Chicchirichì", gli rompe un uovo in testa. Lei amoreggia nel frattempo nel suo camerino con un uomo del pubblico e il marito stremato dalla situazione tenta di strozzarla (durante le riprese del film questa scena dello strozzamento fu ripetuta due volte poiché la prima volta l’attore provò a strozzare Marlene realmente, in quanto geloso di lei nella realtà). Poi va nella scuola dove insegnava, si attacca alla cattedra dalla quale il bidello tenta di staccarlo. Lui per la vergogna muore.
Il suo direttore di fotografia è Lee Garmes. Sternberg voleva fare tutto lui sul set, truccare, fare lo sceneggiatore, regista, direttore di fotografia (addirittura prende il patentino per farlo), non ammetteva intromissioni nei suoi film e voleva curare tutto sin dai dettagli. Può essere quindi considerato il primo vero produttore dei suoi film. Sfrutta fino quasi ad assimilarla ad una prostituta Marlene, perché doveva mettersi completamente a sua disposizione, del regista. La porta in America dove affina la sua figura nei film americani e la sfinano talmente tanto da farla sembrare un teschio a causa della sua magrezza. In questo film ha un vestitino scosciato coperto dietro e scoperto davanti che le mette in mostra le sue lunghe gambe e si siede e balla tra ballerine laide e canta la famosissima canzone "Lola, Lola" (la durezza del canto tedesco fa percepire la durezza tedesca nazista che uccide persone e anime, le distrugge e le assoggetta). Gli uomini di Sternberg sono regressivi, cercano sempre di essere protetti da queste donne che però si manifestano come delle prostitute. La loro regressione da gentleman a bambini è dovuta alle donne, alla loro capacità di seduzione, ma il desiderio nei confronti di esse si riduce a quello sessuale.
Marocco (1930)
Ambientato presso una guarnigione della legione straniera. Gary Cooper è un legionario. Entra nella città marocchina. Una sera entra in un night di un uomo viscido 50enne che sfrutta delle ragazze, tra le quali c’è Marlene Dietrich. Marlene si innamora di questo legionario, lei abbandona tutto per lui, lusso e vita facile che le poteva dare una vita agiata, per seguire il suo amore. Quando passa Gary Cooper due donne arabe abbassano il velo per mostrargli le labbra (le avrebbero frustate perché per la mentalità araba mostrare la bocca era uguale a mostrarsi nude, avevano addirittura i piedi coperti, fasciati perché lasciarli scoperti significava concedersi a un uomo). Lui è in partenza, alla fine del film, per la prossima città e passa attraverso un tipico arco dell’architettura araba; lei abbraccia l’uomo che la sfruttava, al quale comunque era affezionata, e corre verso il reggimento raggiungendo l’amore della sua vita.
Luci e ombre
- Blonde Venus: lui è un chimico tedesco che vive in America. Durante una gita incontra delle donne svestite che stanno facendo il bagno in un laghetto. Lui si innamora di una delle donne. Si ammala però per via del suo lavoro e va in Germania da un amico dottore che avrebbe potuto curarlo. Lei per pagare le cure del marito e per sostentarsi lavora in un night e qui conosce Cary Grant, un milionario. Non si capisce se i due hanno una relazione o solamente un rapporto fisico. Quando il marito torna guarito, immagina che la donna abbia avuto una relazione con un altro uomo e così si separano nonostante avessero un bambino. Lei va nel Sud America (scene di paesaggio bellissime). Si rincontrano moglie e marito e si rimettono insieme (=topos del doppio matrimonio americano effettuato la seconda volta con maggior consapevolezza). L’attore che interpreta il marito è Ernest Mattau. Lei volgarmente esce da uno scimpanzé e fa il numero con un costume che le fa risaltare le forme, è piena di sbrilluccichini e le gambe scoperte. Cary Grant nonostante sia impegnato a chiacchierare con un’altra donna, la guarda continuamente perché ne è affascinato.
- Regina Caterina: lui stesso afferma la propria autorità come autore attraverso questo personaggio. Gli scontri che ebbe con lei furono dovuti anche alla fama sempre maggiore che Marlene acquistava.
- Shangai Express (1937): ambientato in Oriente. Mette insieme titolo e attori europei e il nome di un treno che ha la locomotiva a forma di dragone cinese. Atmosfera erotica, alcune dissolvenze dell’aria sono state realizzate con la sigaretta di Marlene. Il direttore della fotografia è sempre Lee Garmes. Il film viene messo ai margini perché giudicato troppo dispendioso e personalistico.
- L’isola della donna contesa (1953): Sei marinai sopravvissuti alla guerra trovano una donna vestita di sole pelli combattuta tra degli uomini mezzi nudi. Qui appare la battaglia tra bello e buono da parte dell’umanità.
Cinema di contrasto
Cinema come dinamismo accelerato e nel cinema americano è accentuato dalla violenza che appartiene alla competizione del capitalismo americano. SLAPSTICK = schiaffo e bastone. Di questo tipo di cinema è produttore Sennett. Chaplin perfeziona questo genere. Ejzenštejn e Chaplin sono entrambi socialisti (Chaplin tra ’40-’50 fu cacciato dall’America mentre Ejzenštejn visse in un regime socialista fino a Stalin negli anni ’30-’40). Ejzenštejn negli anni ’20 porta il concetto di contrasto a quello di conflitto; per lui non è più uno strumento per cambiare la forma ma è uno strumento di nuova armonia nel distruggere l’armonia consolidata. Il conflitto non deve essere nel contenuto ma nella forma stessa (scena della scalinata nella “Corazzata Potemkin” luce molto forte e ombra; polizia violenta e dimostranti pacifici; orizzontale dei gradini e verticale delle persone; andatura lenta e precisa dei soldati e caos della massa).
Charlie Chaplin
A poco più di 20 anni, nei primi del ‘900, va con un gruppo di attori in America e rimane impressionato dalla velocità di New York, abituato ai ritmi di Londra; la sera rimane affascinato dalle luci, dai suoni di Broadway soprattutto all’apertura di teatri e cinema. Charles Chaplin comincia a lavorare come comico nei teatri di Broadway ma viene chiamato a Hollywood da Mack Sennett, che fa le ‘comiche finali’. Le gag diventano violente e la bellezza femminile assume una connotazione sessuale. Non si trova bene con Sennett, decide così di iniziare a lavorare da solo e inserisce la ‘poesia’ e la ‘psicologia’.
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