Estratto del documento

L'imprenditore

Il codice civile distingue diversi tipi di imprese e di imprenditori in base a tre criteri:

  • L'oggetto dell'impresa: che distingue tra imprenditore agricolo e imprenditore commerciale
  • La dimensione dell'impresa
  • La natura del soggetto che esercita l'impresa: impresa individuale, società, impresa pubblica

Tutti gli imprenditori sono assoggettati a una disciplina base comune, lo statuto generale dell'imprenditore. Gli imprenditori commerciali non piccoli sono, inoltre, assoggettati a un ulteriore statuto integrativo tipico dell'imprenditore commerciale.

Articolo 2082 c.c.

«È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.»

Non è impresa l'attività di mero godimento; infatti, il proprietario di immobili che adibisca ad albergo, pensione o residence non è imprenditore.

Anche nel caso di impresa illecita è riconosciuta la qualità di imprenditore. Tuttavia, chi svolge attività di impresa violando la legge non potrà avvalersi delle norme che tutelano l'imprenditore nei confronti dei terzi in forza del principio secondo cui da un comportamento illecito non possono derivare effetti favorevoli per l'autore.

È imprenditore anche chi opera senza usare altrui prestazioni lavorative autonome o subordinate, sia quando il coordinamento degli altri fattori produttivi (capitale e lavoro proprio) non si concretizza nella creazione di un complesso aziendale materialmente percepibile.

La semplice organizzazione a fini produttivi del proprio lavoro non può essere considerata organizzazione di tipo imprenditoriale e in mancanza di un minimo di eterorganizzazione non vi è l'esistenza di impresa, sia pure piccola. Il requisito dell'organizzazione è richiesto all'imprenditore ma non al lavoratore autonomo.

Per avere l'impresa è essenziale che l'attività produttiva sia condotta con metodo economico, ossia che i costi siano coperti dai ricavi in modo da assicurare l'autosufficienza economica; ma non è essenziale che abbia scopo di lucro. Non è imprenditore, quindi, chi produce beni o servizi che vengono erogati gratuitamente o a prezzo politico che non permette di coprire i costi con i ricavi.

L'impresa pubblica opera secondo criteri di economicità ma non è preordinata alla realizzazione di un profitto. Discorso valido anche per le società cooperative la cui attività di impresa non ha scopo di lucro ma mutualistico.

Alle imprese sociali è vietato distribuire utili in qualsiasi forma a soci, amministratori, partecipanti, lavoratori e collaboratori, ma devono ugualmente svolgere attività economica organizzata per produrre o scambiare beni e servizi.

La professionalità è l'esercizio abituale e non occasionale di una data attività produttiva. Per le attività stagionali è sufficiente il costante ripetersi di atti di impresa secondo le cadenze proprie di quel dato tipo di attività. È possibile anche il contemporaneo esercizio di più attività di impresa da parte dello stesso soggetto.

Impresa si può avere anche quando si effettua un unico affare, se questo comporta il compimento di operazioni molteplici e l’uso di un apparato produttivo complesso. Esempio: è imprenditore il costruttore di un singolo edificio e anche chi acquista allo stato grezzo un immobile per completarlo e rivendere i singoli appartamenti.

È imprenditore anche chi produce beni/servizi destinati ad uso o consumo personale (c.d. impresa per conto proprio). I liberi professionisti non sono imprenditori e non lo diventano mai.

Le categorie di imprenditori

Articolo 2135

«È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.»

Inoltre, è esonerato dall'applicazione della disciplina propria dell'imprenditore commerciale: tenuta scritture contabili, fallimento ed altre procedure concorsuali; in quanto gode di un trattamento di favore rispetto all'imprenditore commerciale volto a promuovere lo sviluppo di tale settore.

Selvicoltura: attività caratterizzata dalla cura del bosco per ricavarne profitti. Non è attività agricola l'estrazione del legname disgiunta dalla coltivazione del bosco.

È attività agricola essenziale anche la zootecnia svolta fuori dal fondo o usando esso come mero sedimento dell'azienda di allevamento (allevamenti in batteria). E allevamenti di cavalli da corsa, animali da pelliccia, cinotecnica, l'allevamento di animali tradizionali ma anche quelli da cortile (polli, conigli ecc) e l'acquacultura (pesci e mitili).

All'imprenditore agricolo è equiparato l'imprenditore ittico, che esercita la pesca professionale.

Le attività agricole per connessione sono oggettivamente commerciali ma considerate per legge attività agricole solo quando sono esercitate in connessione a una delle tre attività agricole essenziali. Devono sussistere due connessioni necessarie:

  • Connessione soggettiva: il soggetto che la esercita deve essere già imprenditore agricolo
  • Connessione oggettiva: basata sul criterio della prevalenza che sostiene che l'attività deve avere ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dall'esercizio dell'attività agricola essenziale.

L'imprenditore commerciale è quello che esercita una o più delle seguenti categorie di attività elencate nell'art. 2195, le imprese che non rientrano nell'elenco, se non sono attività agricole, sono sempre e comunque commerciali.

Il piccolo imprenditore è esonerato, anche se esercita attività commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili ed all'assoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali. Inoltre, l'iscrizione nel registro delle imprese non ha funzione di pubblicità legale. Perché vi sia piccola impresa è necessario che:

  • L'imprenditore presti il proprio lavoro nell'impresa
  • Il suo lavoro e quello degli eventuali familiari che collaborano nell'impresa deve prevalere sia rispetto al lavoro altrui sia rispetto al capitale proprio o altrui investito nell'impresa, inoltre il loro lavoro deve intendersi in senso qualitativo-funzionale, ossia caratterizzare i beni o servizi prodotti.

Non è mai piccolo imprenditore chi investe ingenti capitali (es. gioiellieri) anche se non si avvale di alcun collaboratore.

Non è soggetto a fallimento l'imprenditore commerciale che dimostri il possesso congiunto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento (o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore), dei seguenti requisiti:

  • Avere avuto un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo < 300.000 €
  • Aver realizzato ricavi lordi per un ammontare < 200.000 €
  • Avere debiti anche non scaduti < a 500.000 €

Basta aver superato anche uno solo dei limiti dimensionali per essere esposti a fallimento. La prova del loro rispetto è a carico del debitore. Anche le società possono essere esonerate se rispettano i limiti dimensionali.

Tali valori possono essere aggiornati con cadenza triennale con decreto del Ministro della giustizia sulla base delle variazioni degli indici Istat dei prezzi al consumo, per adeguarli alla svalutazione monetaria.

La legge quadro del 1985 contiene la definizione dell’impresa artigiana, basata:

  • Sull'oggetto dell’impresa: qualsiasi attività di produzione di beni (anche semilavorati) o di prestazioni di servizi, sia pure con alcune limitazioni ed esclusioni
  • Sul ruolo dell’artigiano nell’impresa che svolta in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo, ma non che prevalga sugli altri fattori produttivi.

Vi sono dei limiti sul numero di dipendenti max utilizzabili, ma varia da settore a settore. Scopo della legge quadro è di fissare i principi direttivi da osservare dalle regioni nell'emanazione delle provvidenze a favore dell'artigianato.

Il riconoscimento della qualifica artigiana non basta per sottrarre l'artigiano allo statuto dell'imprenditore commerciale, bisogna che sia rispetto il criterio della prevalenza o, per quel che concerne il fallimento, che non siano superati i limiti dimensionali. In mancanza, l'imprenditore sarà artigiano ma dovrà qualificarsi imprenditore commerciale non piccolo, potendo, in questo caso, fallire. Anche l'esonero delle società artigiane dal fallimento cessa se supera le soglie dimensionali di fallibilità.

È impresa familiare l'impresa nella quale collaborano i componenti della famiglia nucleare. L'impresa familiare non va confusa con la piccola impresa perché la piccola impresa può essere sia familiare che non. Viceversa, anche l'impresa non piccola può essere familiare.

La funzione dell’istituto predispone una tutela minima del lavoro familiare nell'impresa, quando non sia configurabile un diverso rapporto giuridico (subordinato, società ecc.) e riconosce ai membri della famiglia nucleare che lavorino in modo continuato nella famiglia o nell'impresa, diritti patrimoniali e amministrativi.

Diritti patrimoniali

  • Diritto al mantenimento
  • Diritto di partecipazione agli utili dell’impresa in proporzione alla quantità del lavoro prestato nell’impresa o famiglia
  • Diritto sui beni acquistati con gli utili e sugli incrementi di valore dell’azienda, anche dovuti ad avviamento
  • Diritto di prelazione sull’azienda in caso di divisione ereditaria o di trasferimento dell’azienda stessa

Diritti amministrativi

Le decisioni in merito alla gestione straordinaria dell’impresa e talune altre decisioni di particolare rilievo sono adottate, a maggioranza, dai familiari che partecipano all’impresa stessa. Il diritto di partecipazione è trasferibile solo a favore degli altri membri della famiglia nucleare e con il consenso unanime dei familiari già partecipanti, oppure è liquidabile in denaro valori cessi la prestazione di lavoro ed in caso di alienazione dell'azienda.

L’impresa familiare resta un’impresa individuale, perciò:

  • I beni aziendali restano proprietà esclusiva dell’imprenditore-datore di lavoro
  • I diritti patrimoniali dei partecipanti all’impresa familiare sono diritti di credito verso il familiare imprenditore
  • Gli atti di gestione ordinaria rientrano nella competenza esclusiva dell’imprenditore

L'imprenditore agisce verso terzi in proprio e non come rappresentante dell’impresa familiare, quindi sono solo a lui imputabili gli effetti degli atti posti in essere nell’esercizio dell’impresa e delle relative obbligazioni contratte. Infine, se l’impresa è commerciale e non piccola, solo il capo famiglia-datore di lavoro sarà esposto al fallimento.

Le società sono le forme associative di attività di impresa. Esistono diversi tipi di società e la società semplice è utilizzabile solo per l’esercizio di attività non commerciale. Le società diverse dalla società semplice, invece, si definiscono commerciali e possono essere agricole o commerciali.

Le imprese pubbliche sono quelle imprese le cui attività sono svolgibili anche dallo Stato e da altri enti pubblici.

Distinzione fra tre possibili forme di intervento dei pubblici poteri nel settore dell’economia

  • Lo Stato e gli altri enti pubblici possono svolgere attività di impresa servendosi di strutture di diritto privato: attraverso la costituzione di (o la partecipazione in) società, generalmente per azioni (società a partecipazione pubblica).
  • La pubblica amministrazione può dar vita ad enti di diritto pubblico il cui compito istituzionale esclusivo o principale è l’esercizio di attività di impresa (enti pubblici economici). Esonero dal fallimento e dalle procedure concorsuali minori sostituiti però dalla liquidazione coatta amministrativa o da altre procedure previste in leggi speciali.
  • Svolgere direttamente attività di impresa avvalendosi di proprie strutture organizzative prive di distinta soggettività, ma dotate di una più o meno ampia autonomia decisionale e contabile. In questi casi l’attività di impresa è secondaria ed accessoria rispetto ai fini istituzionali dell’ente pubblico (imprese-organo). Esempio: varie aziende municipalizzate erogatrici di pubblici servizi (acqua, gas, trasporti urbani). Gli enti titolari di imprese-organo sono esonerati dall’iscrizione nel registro delle imprese e dalle procedure concorsuali; sottoposti allo statuto generale dell’imprenditore nonché a tutte le restanti norme previste per gli imprenditori commerciali; e all’obbligo di tenuta delle scritture contabili, per il quale manca espressa norma di esonero.

Privatizzazione delle imprese pubbliche: enti pubblici economici trasformati in s.p.a. a partecipazione statale (privatizzazione formale). Inoltre, è stata avviata la dismissione delle partecipazioni pubbliche di controllo (privatizzazione sostanziale).

Le associazioni (riconosciute e non), le fondazioni e tutti gli enti privati con fini ideali o altruistici possono svolgere attività commerciale qualificabile come attività di impresa. Essenziale è che l’attività produttiva venga condotta con metodo economico anche quando lo scopo perseguito sia ideale.

L’attività commerciale può costituirne anche l’oggetto esclusivo o principale e in questi casi l’ente acquista la qualità di imprenditore commerciale e tutte le relative conseguenze. Più frequente che l’attività commerciale presenti carattere accessorio rispetto all’attività ideale costituente l’oggetto principale e anche in questo caso essi acquistano la qualità di imprenditori commerciali con pienezza di effetti.

Impresa sociale: tutte le organizzazioni private che esercitano in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine di produrre o scambiare beni o servizi di utilità sociale. Lo scopo non è lucrativo e gli utili e gli avanzi di gestione devono essere infatti destinati allo svolgimento dell’attività statutaria o all’incremento del patrimonio dell’ente. Sul patrimonio dell’impresa grava un vincolo di indisponibilità per cui, né durante l’esercizio dell’impresa, né allo scioglimento è possibile distribuire fondi o riserve a vantaggio di coloro che fanno parte dell’organizzazione. In caso di cessazione dell’impresa, il patrimonio residuo è devoluto ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Non possono essere imprese sociali le amministrazioni pubbliche e le organizzazioni che erogano beni e servizi esclusivamente a favore dei propri soci, associati o partecipi. Altro privilegio possibilità di limitare a certe condizioni la responsabilità patrimoniale dei partecipanti, anche quando è impiegata una forma giuridica che prevedrebbe invece la responsabilità personale ed illimitata di costoro. La limitazione di responsabilità opera solo a vantaggio delle imprese sociali in bonis, mentre cessa quando il patrimonio diventa insufficiente. Fatta salva l’applicazione della disciplina più favorevole, se l’impresa sociale è organizzata in forma societaria che prevede una più ampia limitazione di responsabilità per i soci o il soggetto agente.

Le imprese sociali devono:

  • Iscriversi in un’apposita sezione del registro delle imprese
  • Redigere le scritture contabili
  • In caso di insolvenza sono assoggettate alla liquidazione coatta amministrativa e non al fallimento

Inoltre, si costituiscono tramite atto pubblico e l’atto costitutivo deve:

  • Determinare l’oggetto sociale
  • Enunciare l’assenza di scopo di lucro
  • Indicare la denominazione dell’ente, integrata con la locuzione “impresa sociale”
  • Fissare requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza per i componenti delle cariche sociali
  • Disciplinare le modalità di ammissione ed esclusione dei soci, nel rispetto del principio di non discriminazione
  • Prevedere forme di coinvolgimento dei lavoratori e dei destinatari dell’attività d’impresa nell’assunzione di decisioni
  • Prevedere un sistema di controlli interni fondati sulla distinzione fra controllo contabile, affidato a uno o più revisori contabili iscritti nel registro dei revisori; ed il controllo di legalità della gestione e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, riservato a uno o più sindaci, cui è riconosciuto il potere di procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e controllo e di chiedere notizie agli amministratori. Al fine di non gravare eccessivamente di costi le imprese di minore dimensione, sono esentate dalla nomina dei revisori o dei sindaci se non superano i limiti dimensionali.

I controlli esterni invece sono effettuati dal Ministero del lavoro che può anche procedere a ispezioni e dispone la perdita della qualifica se: rileva l’assenza delle condizioni per il riconoscimento o riscontra violazioni della relativa disciplina e, diffidati gli organi direttivi a porre fine ai comportamenti illegittimi, l’impresa non vi ottempera entro un congruo termine. Ne consegue la cancellazione dell’impresa dal registro e l’obbligo di devolvere il patrimonio ad enti non lucrativi determinati dallo statuto.

L'acquisto della qualità di imprenditore

Gli effetti degli atti giuridici ricadono sul soggetto e solo sul soggetto il cui nome è stato validamente speso nel traffico giuridico. Solo questi è obbligato verso il terzo contraente.

Se gli atti di impresa sono compiuti con un rappresentante (volontario o legale) il rappresentato diventa imprenditore. Esempio: genitore che gestisce l’impresa quale rappresentante legale del figlio minore, in seguito...

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 30
Lezioni: Appunti di Diritto Commerciale Pag. 1 Lezioni: Appunti di Diritto Commerciale Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni: Appunti di Diritto Commerciale Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni: Appunti di Diritto Commerciale Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni: Appunti di Diritto Commerciale Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni: Appunti di Diritto Commerciale Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni: Appunti di Diritto Commerciale Pag. 26
1 su 30
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Foxyfrenz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Mucciarelli Maria.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community