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Appunti di Diritto commerciale per l’esame della professoressa Mucciarelli. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli imprenditori, le categorie di imprenditori, l'impresa familiare, l’acquisto della qualità di imprenditore, l'imprenditore sociale, il socio di comando.

Esame di Diritto commerciale docente Prof. M. Mucciarelli

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Sul socio d’opera grava inoltre il rischio dell’impossibilità di svolgimento della prestazione, anche per causa a lui non

imputabile. Infatti gli altri soci possono escluderlo per la sopravvenuta inidoneità a svolgere l’opera conferita.

I soci non possono servirsi del patrimonio sociale (conferimenti iniziali e beni successivamente acquistati dalla società)

per fini estranei alla società. La violazione del divieto espone al risarcimento dei danni ed all’esclusione della società. È

però derogabile col consenso di tutti gli altri soci.

Il capitale sociale nelle società semplice non è disciplinato e non è neppure richiesta la valutazione iniziale dei

conferimenti, ciò spiega perché la società semplice non è obbligata alla tenuta delle scritture contabili ed alla redazione

annuale del bilancio.

Il capitale sociale nelle snc è disciplinato frammentariamente e prescrive che l’atto costitutivo non solo indichi i

conferimenti dei soci, ma anche il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione e ciò c consente di determinare

l’ammontare globale del capitale sociale nominale. Non è però dettata alcuna disciplina per la determinazione del valore

dei conferimenti diversi dal danaro, che perciò è rimessa alla libertà delle parti.

Limiti alla distribuzione degli utili: vietata la ripartizione fra i soci di utili non realmente conseguiti (utili fittizi); se si

verifica una perdita del capitale sociale, non può farsi luogo alla ripartizione di utili fino a che il capitale non sia

reintegrato o ridotto in misura corrispondente.

Riduzione reale del capitale: divieto per gli amministratori di rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o di liberarli

dall’obbligo di ulteriori versamenti in assenza di una specifica deliberazione di riduzione del capitale sociale, adottata

secondo le norme che regolano le modifiche dell’atto costitutivo e soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese.

A questi è pertanto riconosciuto il diritto di opporsi alla riduzione del capitale.

Tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili e partecipano alle perdite della gestione sociale. Essi godono tuttavia

della massima libertà nella determinazione della parte a ciascuno spettante e non è necessario che la ripartizione sia

proporzionale ai conferimenti. Il solo limite posto è il divieto di patto leonino con il quale uno o più soci sono esclusi

da ogni partecipazione agli utili o alle perdite.

La parte spettante al socio d’opera, se non è determinata dal contratto, è fissata dal giudice secondo equità. Nella

società di persone il diritto del socio di percepire la sua parte di utili nasce con l’approvazione del rendiconto, al termine

di ogni anno, salvo che il contratto stabilisca un termine diverso.

Nella snc con il bilancio di esercizio, redatto con criteri stabiliti per il bilancio della spa, predisposto dai soci

amministratori e approvato dai soci a maggioranza, calcolata secondo la partecipazione di ciascun socio agli utili (non

invece all’unanimità).

Nelle società di persone in mancanza di specifica clausola dell’atto costitutivo, la maggioranza dei soci non può

deliberare la non distribuzione degli utili accertati ed il conseguente loro reinvestimento nella società

(autofinanziamento). A tal fine sarà necessario il consenso di tutti i soci.

Le perdite impediscono la distribuzione degli utili successivamente conseguiti, fin quando il capitale non sia stato

reintegrato o ridotto in misura corrispondente. Possono inoltre condurre allo scioglimento della società per sopravvenuta

impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale.

Nelle s.s. e nelle snc delle obbligazioni sociali risponde la società col proprio patrimonio, che è la garanzia primaria ma

non esclusiva, dato che per esse rispondono personalmente ed illimitatamente anche i singoli soci.

S.s: la responsabilità dei soci non investiti del potere di rappresentanza della società può essere esclusa o limitata da un

apposito patto sociale. Opponibile ai terzi solo se portato a loro conoscenza con mezzi idonei. In nessun caso comunque

può essere esclusa la responsabilità di tutti i soci.

Snc: la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci è inderogabile. L’eventuale patto contrario non ha effetto nei

confronti dei terzi. In entrambe le società poi la responsabilità per le obbligazioni sociali precedentemente contratte è

estesa anche ai nuovi soci.

Ex socio: scioglimento del rapporto sociale per morte, recesso od esclusione, non fa venire meno la responsabilità

personale del socio per le obbligazioni sociali anteriori al verificarsi di tali eventi, che devono tuttavia essere portati a

conoscenza dei terzi con mezzi idonei. Altrimenti lo scioglimento non è opponibile ai terzi che lo hanno senza colpa

ignorato. Norma applicabile anche alla collettiva irregolare.

Il beneficio di preventiva escussione opera diversamente nella società semplice e nella collettiva irregolare, rispetto

alla società in nome collettivo regolare.

s.s. il creditore sociale può rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente responsabile e sarà questi a dover

invocare la preventiva escussione del patrimonio. Il socio sarà tenuto a pagare ove non provi che nel patrimonio sociale

esistono beni sufficienti ed aggredibili dal creditore istante. Questa disciplina vale anche per le snc irregolari.

Snc il beneficio di escussione opera automaticamente.

I creditori personali dei soci, non possono mai aggredire direttamente il patrimonio sociale per soddisfarsi. inoltre, non

può compensare il credito verso il socio con il debito che eventualmente abbia verso la società. Infatti, se la

compensazione fosse possibile, il creditore del socio-debitore della società finirebbe in realtà col soddisfarsi sul

patrimonio di quest’ultima. Il creditore personale del socio può:

a. far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio debitore

b. compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella liquidazione della società

Nella s.s. e snc irregolare, il creditore particolare del socio può chiedere la liquidazione della quota del suo debitore;

deve però provare che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti. Neppure in tal caso può

soddisfarsi direttamente sul patrimonio sociale. La società sarà solo tenuta a versargli, entro tre mesi, una somma di

danaro corrispondente al valore della quota al momento della domanda.

Per la società in nome collettivo regolare il creditore del socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione

della quota del socio debitore neppure se prova che gli altri beni dello stesso siano insufficienti a soddisfarlo.

Tale regola vale tuttavia fino alla scadenza della società fissata nell’atto costitutivo. I soci possono prorogare la durata

ma tale decisione non può pregiudicare i creditori particolari dei soci ai quai è in tal caso accordata una tutela analoga a

quella sopra esposta per la società semplice.

Ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore della società. Quando l’amministrazione spetta a più soci e il

contratto sociale non dispone nulla sul modo di amministrare, si applica il modello legale dell’amministrazione

disgiuntiva. Ciascun socio amministratore può intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto

sociale, senza essere tenuto a richiedere il consenso o il parere degli altri soci amministratori, né ad informarli

preventivamente delle operazioni progettate. Questo ampio potere di iniziativa individuale è temperato dal diritto di

opposizione riconosciuto a ciascuno degli altri soci amministratori. Deve essere esercitata prima che l’operazione sia

stata compiuta e, se tempestiva, paralizza il potere decisorio del singolo amministratore in ordine all’operazione

contestata.

Sulla fondatezza dell’opposizione decide infatti la maggioranza dei soci (amministratori e non), determinata secondo la

parte attribuita a ciascun socio negli utili.

L’amministrazione congiuntiva deve essere espressamente convenuta nell’atto costitutivo o con modificazione dello

stesso; necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali. I singoli

amministratori possono agire individualmente quando vi sia urgenza di evitare un danno alla società.

Soci amministratori.

Nomina: direttamente nell’atto costitutivo o con atto separato.

Revoca: decisa dagli altri soci all’unanimità, se non è convenuto diversamente e solo se ricorre una giusta causa. Se

invece è stato nominato con atto separato anche senza giusta causa e secondo le norme del mandato. In ogni caso, la

revoca per giusta causa può essere disposta dal tribunale anche su ricorso di un solo socio.

Poteri: esclusi solo gli atti che comportano modificazioni del contratto sociale

Doveri: tenere le scritture contabili e redigere il bilancio di esercizio, provvedere agli adempimenti pubblicitari

connessi all’iscrizione nel registro delle imprese. E specifiche sanzioni penali sono per gli stessi previste, anche in caso

di fallimento della società.

Responsabilità: solidalmente verso la società e obbligati a risarcire i danni alla stessa arrecati

Soci non amministratori. Il divieto di concorrenza.

Ampi poteri di informazione e di controllo e gli amministratori non possano sottrarsi a tale dovere eccependo il segreto

aziendale. Nella snc (ma non nella s.s.) incombe su tutti i soci (amministratori e non) uno specifico obbligo. Non

esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, e di non partecipare come socio

illimitatamente responsabile ad altra società concorrente.

La violazione del divieto espone il socio al risarcimento dei danni nei confronti della società e legittima gli altri soci a

deciderne l’esclusione. Il divieto non è assoluto in quanto può essere rimosso dagli altri soci e del consenso si presume,

se la situazione concorrenziale preesisteva al contratto sociale e gli altri soci ne erano a conoscenza.

Le modificazioni dell’atto costitutivo vi sono solo con il consenso di tutti i soci, se non è convenuto diversamente.

Deroghe per la trasformazione, fusione e scissione.

Il consenso di tutti gli altri soci è necessario per il trasferimento della quota sociale sia fra vivi che a causa di morte.

L’atto costitutivo può però stabilire la libera trasferibilità fra vivi della quota e/o la continuazione della società con gli

eredi del socio defunto.. le modificazioni dell’atto costitutivo sono soggette a pubblicità legale e finchè non sono iscritte

nel registro delle imprese non sono opponibili ai terzi, a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza.

I poteri modificativi della maggioranza non sono senza limiti, dovendo pure sempre rispettare due principi generali:

l’obbligo di esecuzione del contratto secondo buona fede ed il rispetto della parità di trattamento fra i soci.

Il venir meno di uno o più soci non scioglie la società ma i soci superstiti devono decidere se porre fine alla società o

continuarla. Il principio di conservazione della società opera anche quando resta un solo socio, in quanto il venir meno

della pluralità dei soci opera come causa di scioglimento della società solo se la pluralità non è ricostituita nel termine

dei 6 mesi.

Singole causa di cessazione rapporto sociale:

- morte del socio: i soci superstiti sono obbligati a liquidare la quota del socio defunto ai suoi eredi nel termine di 6

mesi ma non sono tenuti a subire il subingresso in società degli eredi del defunto. In alternativa, i soci superstiti

possono tuttavia decidere lo scioglimento anticipato della società (gli eredi non hanno più diritto alla liquidazione

della quota nel termine di sei mesi ma attendere conclusione liquidazione società per partecipare alla divisone

dell’attivo) o la continuazione della società con gli eredi ma per ciò ci vuole il consenso di tutti i soci superstiti e

degli eredi. Il consenso non è necessario se l’atto costitutivo prevede una clausola di continuazione della società

con gli eredi del defunto

- recesso: comunicato con preavviso di 3 mesi e diventa produttivo di effetti solo dopo che sia decorso tale termine

(società a tempo indeterminato; o solo se vi è giusta causa (società a tempo determinato) ed è portato a conoscenza

dei soci ma ha effetto immediato.

Un socio può essere escluso dalla società di diritto o in via facoltativa.

Esclusione di diritto:

- socio fallito, salvo che non sia dovuto a fallimento della società (esclusione dal gg di dichiarazione del fallimento)

- socio il cui creditore abbia ottenuto la liquidazione della quota (quando è effettivamente liquidata la quota)

Esclusione facoltativa:

- gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale

- interdizione, inabilitazione del socio o la sua condanna ad una pena che comporti l’interdizione anche temporanea

dai pubblici uffici

- sopravvenuta impossibilità di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio.

Il procedimento di esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste e deve essere motivata. Ha

effetto decorsi 30 gg dalla data di comunicazione. Entro tale termine il socio può fare opposizione davanti al tribunale,

il quale può anche sospendere l’esecuzione della delibera.

Procedimento non possibile se la società è composta da due soli soci. In tal caso l’esclusione di uno di essi è

pronunciata direttamente dal tribunale su domanda dell’altro e diventa operante nel momento in cui la relativa sentenza

passa in giudicato.

In tutti i casi in cui il rapporto sociale si scioglie un socio ha diritto solo ad una somma di danaro che rappresenti il

valore della quota e non la restituzione dei beni conferiti in proprietà o in godimento finquando dura la società, salvo

che non sia pattuito diversamente.

Il valore della quota è determinato in base alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si verifica lo

scioglimento del rapporto, e deve essere pagata entro sei mesi dallo scioglimento. Se invece lo scioglimento è richiesto

dal creditore particolare, tre mesi.

Il socio uscente o i suoi eredi, rispondo personalmente nei confronti dei terzi per le obbligazioni sociali sorte fino al

giorno dello scioglimento.

Cause di scioglimento della società:

- decorso del termine fissato nell’atto costitutivo, possibile proroga (espressa o tacita)

- conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo (es. insanabile discordia fra i

soci che paralizza in via definitiva e assoluta l’attività sociale)

- volontà di tutti i soci

- venir meno della pluralità dei soci, se entro sei mesi non è ricostituita

- altre cause previste dal contratto sociale

Verificatasi una delle sopraccitate cause, la società entra automaticamente in liquidazione e solo al termine di questa

fase si estingue.

Procedimento di liquidazione:

1. nomina di uno o più liquidatori con il consenso di tutti i soci se nell’atto costitutivo non è diversamente

previsto. In caso di disaccordo fra i soci i liquidatori sono nominati dal giudice. I liquidatori possono essere

revocati per volontà di tutti i soci ed in ogni caso dal tribunale per giusta causa su domanda di uno o più soci

2. i liquidatori, che prendono il posto degli amministratori, ricevono da questi ultimi i beni, i doc sociali, il conto

della gestione relativo al periodo successivo all’ultimo rendiconto (bilancio) per poi redigere insieme

l’inventario (c.d. bilancio di apertura della liquidazione), dal quale risulta lo stato attivo e passivo del

patrimonio sociale

3. nessuna regola specifica è prevista per la chiusura del procedimento di liquidazione nella s.s. Mentre nella snc i

liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione ed il piano di riparto.

4. approvazione del bilancio, con esso i liquidatori sonon liberati di fronte ai soci e il procedimento di

liquidazione ha termine. Non è necessario che i soci ripartiscano effettivamente l’attivo residuo fra i soci

5. richiesta, da parte dei liquidatori, di cancellare la società dal registro delle imprese. La cancellazione può anche

essere disposta d’ufficio. Con la cancellazione, la società si estingue anche se non tutti i creditori sociali sono

soddisfatti.

I creditori insoddisfatti non sono però senza tutela, perché possono agire nei confronti dei soci che restano

personalmente ed illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali insoddisfatte. Possono agire anche verso i

liquidatori, se il mancato pagamento è imputabile a colpa o dolo di questi ultimi.

I creditori delle snc possono chiedere anche il fallimento della società entro un anno dalla cancellazione della società

dal registro delle imprese.

Poteri dei liquidatori.

Tutti gli atti necessari per la liquidazione e, se i soci non hanno disposto diversamente, possono vendere in blocco i beni

aziendali, nonché procedere a transazioni e compromessi. Chiedere ai soci i versamente ancora dovuti per pagare i

creditori, ma solo se i fondi disponibili sono insufficienti. E se occorre, possono richiedere le somme ulteriormente

necessarie nei limiti della rispettiva responsabilità ed in proporzione della parte di ciascuno nelle perdite.

Divieti dei liquidatori.

Non possono intraprendere nuove operazioni e non possono ripartire fra i soci, neppure parzialmente, i beni sociali

finchè i creditori sociali non sono stati pagati o non siano accantonate le somme necessarie per pagarli.

12. La società in accomandita semplice

Due categorie di soci:

a. accomandatari: rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali, l’amministrazione

della società compete esclusivamente a loro.

b. accomandanti: rispondono limitatamente alla quota conferita

l’accomandita semplice è il solo tipo di società di persone che consente l’esercizio in comune di un’impresa

commerciale con limitazione del rischio e non esposizione a fallimento personale per alcuni soci (accomandanti).

L’atto costitutivo dovrà indicare quali sono i soci accomandatari e quali gli accomandanti. È soggetto ad iscrizione nel

registro delle impresa, ma l’omessa registrazione comporta solo l’irregolarità della società.

La ragione sociale deve essere formata col nome di almeno uno dei soci accomandatari, no quello dei soci

accomandanti, e con l’indicazione del tipo sociale.

Se l’accomandante viola tale divieto risponderà di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i soci

accomandatari per le obbligazioni sociali perdendo quindi il beneficio della responsabilità limitata. Però non acquista il

diritto di partecipare all’amministrazione della società. Naturalmente la violazione si ha quando l’inserimento del nome

è avvenuto col suo consenso espresso o tacito (tolleranza).

Divieto di immistione: gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, né trattare o concludere affari

se non in forza di procura speciale per i singoli affari. La violazione di tale divieto comporta la perdita della

responsabilità limitata e inoltre può essere escluso dalla società con maggioranza degli altri soci (accomandatari ed

accomandanti). Agli accomandanti sono tuttavia riconosciuti per legge, o possono essere riconosciuti per contratto,

alcuni diritti e poteri di carattere amministrativo (in senso lato).

Diritto di concorrere degli accomandanti con gli accomandatari alla nomina e alla revoca degli amministratori, quando

l’atto costitutivo prevede la designazione degli stessi con atto separato.

Procura speciale: i soci accomandanti possono trattare o concludere affari in nome della società

Prestazioni d’opera: sotto la direzione degli amministratori e quindi mai in modo autonomo e indipendente

Pareri e controlli: se l’atto costitutivo lo consente, gli accomandanti possono dare autorizzazioni e pareri per date

operazioni, nonché compiere atti di ispezione e di controllo, sia pure nei limiti imposti dal generale divieto di ingerenza

nell’amministrazione.

Gli accomandanti possono anche concorrere all’approvazione del bilancio senza violazione del divieto di immistione.

Dato che sono esclusi dall’amministrazione della società, gli accomandanti non sono tenuti a restituire gli utili fittizi

eventualmente riscossi, purchè essi siano in buona fede e gli utili risultino da un bilancio regolarmente approvato.

Trasferimento della partecipazione sociale:

- accomandatari: se l’atto costitutivo non dispone diversamente, il trasferimento per atto fra vivi della quota degli

accomandatari può avvenire solo col consenso di tutti gli altri soci (accomandatari ed accomandanti). E per la

trasmissione a causa di morte sarà necessario anche il consenso degli eredi.

- Accomandanti: liberamente trasferibile per causa di morte, senza il consenso dei superstiti. Per atto fra vivi è

necessario invece il consenso dei soci (accomandatari ed accomandanti) che rappresentano la maggioranza del

capitale sociale, salvo che l’atto costitutivo non disponga diversamente.

Scioglimento della società:

la duplice categoria di soci deve permanere per tutta la vita della società, pena scioglimento della società (se entro 6

mesi non è stato sostituito il socio che è venuto meno).

Se vengono meni gli accomandatari, gli accomandanti devono nominare un amministratore provvisorio (anche un

accomandante) che potrà compiere atti di ordinaria amministrazione. L’amministratore provvisorio non diventa socio

accomandatario e non risponde perciò illimitatamente per le obbligazioni sociali.

Liquidazione ed estinzione della società come nelle snc. Tuttavia, cancellata la società dal registro, i creditori rimasti

insoddisfatti possono rifarsi sui soci accomandanti solo nei limiti di quanto dagli stessi ricevuto a titolo di quota di

liquidazione.

Società in accomandita irregolare: quando l’atto costitutivo non è iscritto nel registro delle imprese. L’omessa

registrazione non impedisce la nascita della società.

13. La società per azioni

Società di capitali in cui per le obbligazioni sociali risponde solo la società col suo patrimonio e dove la partecipazione

sociale è rappresentata da azioni.

È dotata di personalità giuridica e perciò gode di perfetta autonomia patrimoniale, con conseguenza che tutti i soci non

assumono alcuna responsabilità personale, neppure sussidiaria, per le obbligazioni sociali e sono obbligati solo ad

eseguire i conferimenti promessi e possono perciò predeterminare quanta parte della propria ricchezza personale

intendono esporre al rischio dell’attività sociale.

L’organizzazione corporativa si basa sulla presenta di tre organi: assemblea, organo di gestione ed un organo di

controllo.

L’assemblea è dominata dal principio maggioritario ed il peso di ogni socio in assemblea p proporzionato alla quota di

capitale sottoscritto ed al numero di azioni possedute. Le competenze dell’assemblea sono circoscritte alle decisioni di

maggior rilievo, mentre la gestione dell’impresa sociale è nelle mani degli amministratori.

Le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da partecipazioni-tipo omogenee a standardizzate.

Azionisti imprenditori: ristretto numero di soci che assumono l’iniziativa economica

Azionisti risparmiatori: investono i loro risparmi

La società per azioni non si identifica solo con l’impresa di grandi dimensioni con azioni diffuse fra il pubblico ma

anche con imprese di dimensioni modeste o a carattere familiare, con base azionaria stabile ed omogenee, nelle quali

l’appello al pubblico risparmio per la raccolta di capitale di rischio è marginale o assente.

La costituzione della S.p.a. si articola in due fasi:

a. Stipulazione dell’atto costitutivo, che può avvenire a sua volta con due diversi procedimenti:

• Stipulazione simultanea

• Stipulazione per pubblica sottoscrizione

b. iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle imprese, e con essa la spa acquista personalità giuridica e nasce

L’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullità della società

L’omissione di una o più indicazioni legittima il rifiuto del notaio di stipulare l’atto costitutivo. Non tutti i requisiti sono

richiesti a pena di nullità una volta intervenuta l’iscrizione nel registro delle imprese.

Lo statuto, anche se redatto separatamente dall’atto costitutivo, è parte integrante del secondo e pertanto deve essere

redatto per atto pubblico a pena di nullità.

Condizioni per la costituzione:

- capitale minimo di 120.000 euro salvo leggi speciali che impongono un capitale superiore

- capitale sociale sottoscritto per intero

- rispettate tutte le disposizioni relative ai conferimenti

- sussistano le autorizzazioni e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione della società in

relazione al suo particolare oggetto

I conferimenti in denaro devono essere versati prima della stipula dell’atto costitutivo e restano vincolati presso la

banca fino al completamento del procedimento di costituzione. Essi possono essere consegnati solo agli amministratori

e a condizione che questi provino l’avvenuta iscrizione della società nel registro delle imprese. I sottoscrittori hanno

tuttavia diritto di rientrare in possesso delle somme versate se la società non è iscritta nel registro delle imprese, entro

90 gg dalla stipulazione dell’atto costitutivo, decorso tale termine l’atto costituivo perde infatti efficacia.

Il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo deve depositarlo, entro 120 gg, presso l’ufficio del registro delle imprese

allegandovi i documenti che comprovano l’osservanza delle condizioni richieste per la costituzione. Se il notaio non

provvede, l’obbligo incombe sugli amministratori nominati nell’atto costitutivi. Inerzia di entrambi: sanzione

amministrativa pecuniaria, ogni socio può provvedervi a spese della società.

Il giudizio di omologazione in sede di costituzione è stato soppresso ma sopravvive coma facoltativo per le sole

modifiche dell’atto costitutivo.

Se il notaio chiede l’iscrizione nel registro delle imprese di un atto da lui rogato quando risultano manifestamente

inesistenti le condizioni richieste dalla legge subirà sanzioni amministrative (controllo di legalità formale e sostanziale).

L’ufficio del registro delle imprese, a sua volta, prima di procedere all’iscrizione può e deve verificare solo la regolarità

formale della documentazione ricevuta. Con l’iscrizione nel registro delle imprese la s società acquista la personalità

giuridica e viene ad esistenza.

fra stipulazione dell’atto costitutivo e l’iscrizione della società nel registro delle imprese possono essere compiute

operazioni in nome della costituenda società e di esse sono responsabili verso i terzi, colo che hanno agito.

Perfezionatosi il procedimento di costituzione, la società rimane vincolata solo se le operazioni compiute in suo nome

erano necessarie per la costituzione (es. spese notarili) non per quelle non necessarie.

L’accollo da parte della società non fa venir meno la responsabilità verso i terzi dei soggetti agenti. Prima

dell’iscrizione nel registro delle imprese è vietata l’emissione delle azioni ad esse non possono formare oggetto di

offerta al pubblico, eccezione per la costituzione della società tramite pubblica sottoscrizione.

Prima della registrazione della società, vi è solo un contratto di società che può essere dichiarato nullo o annullato nei

casi e con gli effetti previsti dalla disciplina generale dei contratti.

Dopo l’iscrizione della società vi è solo la sanzione che scioglie la società invalidamente costituita, pervia definizione

dell’attività già svolta.

La cause di nullità sono tassativamente elencate:

- mancata stipulazione dell’atto costitutivo nella forma dell’atto pubblico

- illiceità dell’oggetto sociale

- mancanza nell’atto costitutivo (o nello statuto) di ogni indicazione riguardante la denominazione della società, o i

conferimenti, o l’ammontare del capitale sociale o l’oggetto sociale.

La dichiarazione di nullità di un contratto di società ha effetto retroattivo mentre la dichiarazione di nullità della spa non

pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome della società dopo l’iscrizione nel registro delle imprese, opera solo

per il futuro come causa di scioglimento della società. In questo caso però, i liquidatori sono nominati dal tribunale con

la sentenza che dichiara la nullità ed il cui dispositivo deve essere iscritto nel registro delle imprese.

La nullità di un contratto è insanabile ma la nullità della società iscritta non può essere dichiarata quando la causa di

essa è stata eliminata e di tale eliminazione è stata data pubblicità con iscrizione nel registro delle imprese prima che sia

intervenuta la sentenza dichiarativa di nullità. L’azione di nullità è imprescrittibile e può essere fatta valere da

chiunque vi abbia interesse e può essere rilevata di ufficio dal giudice.

La spa unipersonale vi è quando è costituita da una sola persona. Principi base:

- costituzione con atto unilaterale di un unico socio fondatore

- per le obbligazioni sociali di regola risponde solo la società salvo alcuni casi eccezionali

Costituzione: l’unico socio fondatore risponde in soldi con coloro che hanno agito, per le operazioni compiute in nome

della società prima dell’iscrizione nel registro delle imprese. La limitazione di responsabilità dell’unico socio fondatore

opera perciò solo per le obbligazioni sorte dopo l’acquisto della personalità giuridica da parte della società.

Conferimenti: l’unico socio versa integralmente, al momento della sottoscrizione, i conferimenti in danaro (e non solo

il 25% come previsto per la società pluripersonale). Inoltre, se viene meno la pluralità dei soci, i versamenti ancora

dovuti devono essere effettuati entro 90 gg. La violazione della disciplina impedisce la responsabilità limitata dell’unico

socio.

Trasparenza: per consentire ai terzi di sapere se la società è unipersonale, negli etti e nella corrispondenza della società

deve essere indicato se questa ha un unico socio. L’omissione impedisce il beneficio della responsabilità limitata.

I contratti fra società ed unico socio e le operazioni a favore dello stesso (es. fideiussione) sono opponibili ai creditori

della società solo se risultano dal libro della adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o da un atto

scritto avente data certa anteriore al pignoramento.

Nei due casi di perdita della responsabilità limitata sopra citati, essa viene riacquisita qualora i conferimenti siano stati

eseguiti o dopo che la pubblicità è stata effettuata.

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La disciplina sui conferimenti serve a garantire che i conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti

dalla società e a garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti sia veritiero. Ciò per evitare che il valore

complessivo dei conferimenti sia inferiore all’ammontare globale del capitale sociale con inganno per i creditori.

I conferimenti devono essere fatti in danaro se nell’atto costitutivo non è stabilito diversamente e con obbligo di

versamento immediato del 25% presso una banca, o dell’intero ammontare per le società unipersonali.

Dal titolo azionario devono risultare i versamenti ancora dovuti e in caso di trasferimento della azioni l’obbligo di

versamento grava sia sull’acquirente che sull’alienante. La responsabilità di quest’ultimo è però limitata nel tempo, 3

anni, ed ha carattere sussidiario.

Se il socio non paga le quote dovute non può esercitare il diritto di voto e viene sottoposto a esecuzione forzata anche

tramite vendita coattiva delle sue azioni, offerte prima agli altri soci in proporzione della loro partecipazione e per un

corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti oppure a mezzo di una banca o di un intermediario. Se la

vendita coattiva non ha esito il socio decade e vengono trattenuti i suoi conferimenti come risarcimento danni, mentre le

sue azioni entrano a far parte del patrimonio della società e questa può ancora tentare di rimetterle in circolazione entro

l’esercizio. Se fallisce anche così, la società annulla le azioni invendute riducendo il capitale sociale.

Non tutte le entità economiche diverse dal denaro possono formare oggetto di conferimento. Entità non conferibili:

- prestazioni di opera

- cose generiche, future o altrui

se il socio conferisce beni in natura e dei crediti, questi devono diventare titolari della società una volta che essa sia

venuta ad esistenza. Ammissibili anche i diritti di godimento e ogni prestazione di dare valutabile oggettivamente e di

immediata disposizione. (es. diritti di brevetto per marchi o invenzioni industriali).

I conferimenti diversi dal denaro devono essere valutati in maniera oggettiva e veritiera. Procedimento di valutazione:

1. relazione di stima di un esperto designato dal tribunale allegato all’atto costitutivo

2. verifica della stima entro 180 gg dalla costituzione della società da parte degli amministratori. Se dovesse risultare

che il valore dei beni conferiti è inferiore di oltre un quanto rispetto a quello per cui è stato conferito, la società deve

ridurre proporzionalmente il capitale sociale e annullare le azioni che risultano scoperte. Il socio può versare la

differenza in danaro o recedere con conseguente diritto alla liquidazione del valore attuale delle azioni sottoscritte.

Il recedente ha diritto alla restituzione in natura del bene conferito in tutto o in parte con conguaglio in denaro.

Necessarie la preventiva autorizzazione dell’assemblea ordinaria e la presentazione da parte dell’alienante della

relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale per l’acquisto da parte della società di beni o crediti dai

promotori, dai fondatori, dai soci attuali o dagli amministratori quando:

a. il corrispettivo pattuito è pari o superiore al decimo del capitale sociale

b. l’acquisto è compiuto nei due anni dall’iscrizione della società nel registro delle imprese

sono tuttavia esentati da tale disciplina gli acquisti che siano effettuati a condizioni normali nell’ambito delle operazioni

correnti della società. In caso di violazione di tale disciplina l’acquisto resta valido, ma gli amministratori e l’alienante

sono solidalmente responsabili per i danni causati alla società, ai soci ed ai terzi.

Oltre all’obbligo dei conferimenti, l’atto costitutivo può prevedere l’obbligo dei soci – tutti o alcuni – di eseguire

prestazioni accessorie non consistenti in danaro, determinandone anche contenuto, durata, modalità e compenso. Le

azioni con prestazioni accessorie devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli

amministratori. Inoltre, salvo diversa clausola statutaria, tali obblighi possono essere modificati solo con il consenso di

tutti i soci. 14. Le azioni

Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella s.p.a. Sono omogenee e standardizzate, liberamente trasferibili e

di regola rappresentate da documenti che circolano secondo la disciplina dei titoli di credito. L’azione è indivisibile, e

se più soggetti diventano titolari di un’unica azione devono nominare un rappresentante comune per l’esercizio dei

diritti verso la società.

Possono essere emesse anche azioni senza che venga indicato il valore nominale, non è però consentito emettere

contemporaneamente azioni con e senza valore nominale.

Azioni con valore nominale: lo statuto deve specificare non solo il capitale sottoscritto, ma anche il valore nominale di

ciascuna azione e il loro numero complessivo. Il valore nominale delle azioni può essere modificato solo attraverso una

modifica dell’atto costitutivo, dando luogo al frazionamento o al raggruppamento delle azioni.

Azioni senza valore nominale: lo statuto ed i titoli azionari devono indicare solo il capitale sottoscritto ed il numero

delle azioni emesse, fermo restando che anche le azioni senza valore nominale sono frazioni uguali del capitale sociale.

In questo caso la partecipazione del titolare dell’azione è una % del numero complessivo delle azioni emesse.

Il valore complessivo dei conferimenti non può essere mai inferiore all’ammontare del capitale sociale. Il che comporta

che le azioni non possono essere complessivamente emesse per somma inferiore al loro valore nominale, ma solo per

somma superiore (emissione con sovrapprezzo).

Ogni azione costituisce una partecipazione sociale ed attribuisce al suo titolare diritti e poteri di natura amministrativa e

patrimoniale, ed anche a contenuto complesso amministrativo e patrimoniale. Inoltre, come peculiarità caratteristica,

hanno l’uguaglianza dei diritti relativa. Relativa e non assoluta oltre ad oggettiva e non soggettiva, perché si possono

creare categorie di azioni fornite di diritti diversi.

Inoltre, è oggettiva perché alcuni diritti dipendono dal numero di azioni che un azionista detiene (es. diritto di voto).

Poteri speciali dello Stato: quando vi sono intereressi pubblici di particolare rilievo, sono introdotte deroghe al

principio capitalistico, con il riconoscimento allo Stato o ad enti pubblici di poteri societari svincolati dall’ammontare

della partecipazione azionaria o addirittura della qualità stessa di azionisti.

Sono categorie speciali di azioni quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici e possono essere create con lo statuto o

con successiva modifica dello stesso. La presenza di categorie speciali di azioni comporta la contemporanea presenza di

diversi gruppi di azionisti con interessi parzialmente non coincidenti. In questo caso, le delibere dell’assemblea generale

che pregiudicano i diritti di una categoria, devono essere approvate anche dall’assemblea speciale della categoria

interessata.

Se le azioni speciali non sono quotate, le assemblee speciali sono disciplinate dalle assemblee straordinarie. Mentre, se

sono quotate, la disciplina dell’organizzazione degli azionisti di risparmio, che prevede quorum assembleari meno

elevati e la nomina di un rappresentante degli azionisti speciali.

I diritti speciali di categoria sono diritti di gruppo e non individuali.

Tutte le società possono emettere :

- azioni senza diritto di voto.

- Azioni con diritto di voto limitato a particolari argomenti

- Azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni

Le suddette categorie di azioni non possono superare complessivamente la metà del capitale sociale.

Alle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio è consentito anche prevedere che in relazione alle

azioni possedute da uno stesso soggetto:

- il diritto di voto sia limitato in una misura max (es. fino al 10% del capitale posseduto

- sia introdotto il c.d. voto scalare (fino a 10% del capitale spetta un voto per azione, dal 10% al 20% un voto ogni

due ecc.)

Le azioni privilegiate attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o nel rimborso

del capitale al momento dello scioglimento della società.

Azioni di risparmio: azioni offerte ai risparmiatori ed emesse solo da società quotate. Non possono superare la metà

del capitale sociale e sono prive del diritto di voto, infatti non vengono calcolate nei quorum costitutivi o deliberativi.

Emesse al portatore, quindi anonime. Non possono impugnare delibere assembleari invalide, diritto riservato agli

azionisti con diritto di voto.

È prevista un’organizzazione di gruppo per la tutela degli interessi comuni e si articola nell’assemblea speciale e nel

rappresentante comune; quest’ultimo è nominato dall’assemblea di categoria e provvede all’esecuzione delle delibere

dell’ass e tutela gli interessi comuni degli azionisti di risparmio nei confronti della società. A ciò gli è riconosciuto il

diritto di assistere alle assemblee della società e di impugnarne le deliberazioni. Diritti invece preclusi al singolo

azionista di risparmio.

Azioni a favore dei prestatori di lavoro:

- azioni gratuite: assegnano utili ai dipendenti delle società o società controllate

- azioni a pagamento: la società può escludere o limitare il diritto di opzione degli azionisti sulle azioni a pagamento

di nuova emissione, per offrire le stesse in sottoscrizione ai dipendenti.

Con delibera dell’assemblea straordinaria, la società può assegnare ai propri dipendenti strumenti finanziari

partecipativi diversi dalle azioni.

Speciali obblighi di trasparenza imposti alle società quotate (secondo criteri fissati dalla Consob), qualora le stesse

intendano porre in essere un piano di compensi basati su azioni o strumenti finanziari a favore di dipendenti.

Tali piani vanno approvati in assemblea ordinaria e resi pubblici 15 gg prima dell’assemblea, nonché comunicati alla

Consob e (se i piani sono posti in essere da società quotata) alla società di gestione del mercato.

FINO A PAG. 202 19. Le modifiche dello statuto

In presenza di delibere modificative si applica il principio maggioritario, e in quelle di particolare gravità, la minoranza

è tutelata dalla previsione di maggioranze più elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso.

Le cause di recesso sono: inderogabili, derogabili dallo statuto e cause statutarie.

Possono esercitare il diritto di recesso, i soci che non hanno partecipato alla delibera perché dissenzienti, assenti o

astenuti.

Tutti i soci possono recedere da una società a tempo indeterminato non quotata con un preavviso di 180 gg, allungabile

dallo statuto fino a 1 anno, mediante comunicazione con lettera raccomandata alla società entro 15 gg dall’iscrizione nel

registro delle imprese della delibera che lo legittima, 30 gg se il fatto che legittima il recesso non è una delibera.

Le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la

sede della società. Quest’ultima può sottrarsi al rimborso delle azioni se entro 90gg dal recesso revoca la delibera che lo

legittima o se i soci deliberano lo scioglimento della società. I soci hanno diritto a conoscere il valore di rimborso nei 15

gg precedenti la data fissata per l’assemblea. In caso di contestazione, da proporre con la dichiarazione di recesso, il

valore i liquidazione è determinato entro 90 gg dall’esercizio del recesso da un esperto nominato dal tribunale con

relazione giurata.

Le azioni del socio che recede vanno offerte in opzione agli altri soci ed ai possessori di obbligazioni convertibili, in

proporzione al numero delle azioni possedute. Per la parte non acquistata dai soci si collocano sul mercato. Se anche in

quel caso non vengono collocate, vanno rimborsate mediante acquisto da parte della società, rispettando il limite degli

utili distribuibili e delle riserve disponibili. In assenza di utili e riserve deve essere convocata assemblea straordinaria

per deliberare la riduzione del capitale sociale, o lo scioglimento della società. I creditori possono opporsi alla riduzione

e se viene accolta, la società si scioglie.

L’aumento reale del capitale sociale, deliberata dall’assemblea straordinaria dei soci, dà luogo all’emissione di

nuove azioni a pagamento, sottoscritte dai soci attuali per cui è riconosciuto diritto di opzione, o da terzi che così

diventano soci. Non è consentito eseguire l’aumento fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente

liberate (art. 2438). Tuttavia, la violazione di tale disposizione non comporta nullità della delibera di aumento.

Aumento delegato: si ha quando lo statuto o una succ modifica di esso attribuisce agli amministratori la facoltà di

aumentare in una o più volte il capitale sociale ma deve essere predeterminato l’ammontare max entro cui si può attuare

l’aumento e la delega può essere concessa per un periodo max di 5 anni, ma è rinnovabile. Inoltre, possono deliberare

per l’esclusione o limitazione del diritto di opzione dei soci.

Il verbale della delibera di aumento deve essere redatto da un notaio ed è soggetto a controlli previsti per le delibere

modificative dell’atto costitutivo e ad iscrizione nel registro delle imprese.

Sottoscrizione parziale: quando l’aumento non è interamente sottoscritto.

Se le azioni sono emesse con sovrapprezzo, questo deve essere integralmente versato all’atto della sottoscrizione.

Diritto di opzione: diritto dei soci di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dell’aumento del capitale sociale a

pagamento. In questo modo rimane inalterata la proporzione in cui ciascun socio partecipa al capitale ed al patrimonio

sociale. Questo diritto ha per oggetto le azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni convertibili in

azioni emesse dalla s società. È attribuito a c ciascun azionista in proporzione del numero di azioni già possedute.

Il diritto di opzione è escluso per legge quando:

a. le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura

b. escluso o limitato con la delibera di aumento del capitale quando l’interesse della società lo esige

c. escluso, con delibera dell’assemblea straordinaria, quando le azioni devono essere offerte in sottoscrizione ai

dipendenti della società o a quelle delle controllate

il diritto di opzione non è escluso o limitato quando le azioni di nuova emissione sono sottoscritte da banche o da altri

soggetti autorizzati al collocamento di strumenti finanziari, con l’obbligo di offrirle successivamente agli azionisti

rispettando la disciplina del diritto di opzione. Le spese dell’operazione sono per legge a carico della società e la

delibera di aumento deve indicarne l’ammontare. Nel periodo di detenzione delle azioni l’intermediario non può

esercitare il diritto di voto.

L’aumento nominale di capitale sociale: non dà luogo a nuovi conferimenti e non determina alcun incremento del

patrimonio sociale, infatti si ha quando l’assemblea straordinaria decide di imputare a capitale le riserve e gli altri fondi

iscritti in bilancio in quanto disponibili (non imputabile la riserva legale, a lmeno per la parte che non supera il 20% del

cap sociale). L’aumento è attuato aumentando il valore nominale delle azioni in circolazione o mediante l’emissione di

nuove azioni.

La riduzione del capitale sociale può essere reale o nominale.

La riduzione del capitale reale è circondata da cautele sostanziali e procedimentali, in quanto pericolosa peri creditori

sociali e per i soci di minoranza: riduce la consistenza del patrimonio sociale e può pregiudicare lo svolgimento

dell’attività di impresa.

Il capitale sociale non può essere ridotto al di sotto del minimo legale di 120.000 euro. Inoltre, se la s società ha emesso

obbligazioni, la riduzione reale non può aver luogo se non è rispettato il limite legale all’emissione di queste ultime.

L’avviso di convocazione dell’assemblea deve indicare le ragioni e le modalità della riduzione. La delibera può essere

eseguita solo dopo 90 gg dall’iscrizione nel registro delle imprese.

Se i creditori si oppongono, la delibera è sospesa fino all’esito del giudizio sulla stessa. Il tribunale può disporre che

l’esecuzione abbia ugualmente luogo se ritiene infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori o se la società presta

idonea garanzia a favore del creditore opponente.

La riduzione reale può aver luogo mediante liberazione dei soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti, o rimborso

agli stessi del capitale. La società può anche procedere all’acq e al successivo annullamento di proprie azioni.

Le modalità di riduzione prescelte devono comunque assicurare la parità di trattamento degli azionisti. Agli azionisti

rimborsati vengono rilasciati speciali titoli denominati azioni di godimento che partecipano alla ripartizione degli utili

solo dopo che sia stato corrisposto alle altre azioni un dividendo pari all’interesse legale sul valore nominale. Salvo che

l’atto costitutivo non disponga diversamente, le azioni di godimento non attribuiscono il diritto di voto.

La riduzione del capitale sociale per perdite: adeguamento della cifra del capitale sociale nominale all’attual minor

valore del capitale reale. Riduzione puramente nominale dato che la riduzione del patrimonio sociale è già avvenuta per

effetto delle perdite subite dalla società. La società non è obbligata a ridurre il capitale sociale fino a quando la perdita

dello stesso non sia superiore ad un terzo. Ovviamente le perdite devono prima aver consumato tutte le riserve.

Anche se non obbligata, può ridurre il capitale per perdite per poter distribuire gli utili visto che finchè le perdite non

sono colmate è vietata la loro distribuzione.

La riduzione è obbligatoria quando il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza alle perdite. Se il minimo

legale non è intaccato gli amministratori il collegio sindacale devono convocare l’assemblea straordinaria con cui

possono rinviare a nuovo le perdite. Tuttavia, se entro l’anno successivo la perdita non è diminuita a meno di un terzo,

l’ass ordinaria che approva il bilancio deve ridurre il capitale il proporzione alle perdite accertate. In mancanza, la

riduzione del capitale è disposta di ufficio dal tribunale, con decreto, su richiesta degli amministratori o dei sindaci.

Se il minimo legale è stato intaccato l’assemblea delibera la riduzione del capitale sociale e il contemporaneo aumento

ad una cifra non inferiore al minimo legale o la trasformazione della società. Altrimenti la società si scioglie ed entra in

stato di liquidazione. 20. Le obbligazioni

La s.p.a. può emettere obbligazioni, titoli di redito nominativi o al portatore. Distinzione fra azioni e obbligazioni: le

prime attribuiscono la qualità di socio, le seconde la qualità di creditore.

L’obbligazionista, diversamente dall’azionista, ha diritto ad una remunerazione periodica fissa (interessi) svincolata dai

risultati economici della società finanziata; inoltre ha diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla

scadenza pattuita.

Obbligazioni partecipanti: remunerazione commisurata agli utili della società emittente

Obbligazioni indicizzate (o strutturate): neutralizzano gli effetti della svalutazione monetaria a adeguano il rendimento

dei titolo all’andamento del mercato finanziario.

Obbligazioni convertibili in azioni: possono trasformare il credito in una partecipazione azionaria della società

emittente (procedimento diretto) o di altra società alla prima collegata (procedimento indiretto). Chi era quindi

obbligazionista diventa azionista.

Obbligazioni con warrant o con diritto di opzione su azioni: diritto di sottoscrivere o acquistare azioni della società

emittente o di altra società, ferma restando la posizione di creditori per le obbligazioni possedute.

Obbligazioni subordinate: prima di poter venire pagati gli obbligazionisti, vengono soddisfatti i creditori

Limiti all’emissione di obbligazioni: per somma non superiore del doppio del capitale sociale (sottoscritto), della

riserva legale e di quelle disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

L’emissione delle obbligazioni, se lo statuto o la legge non dispongono diversamente, è deliberata dagli amministratori

che deve risultare da verbale redatto da un notaio e controllato dallo stesso per poi essere iscritto nel registro delle

imprese. Essa produce effetti e può essere eseguita solo dopo tale iscrizione.

Libro delle obbligazioni: in esso viene indicato l’ammontare delle obbligazioni emesse e quelle via via estinte, nonché

il cognome e nome dei titolari di obbligazioni nominative, i trasferimenti ed i vincoli relativi a queste ultime.

L’organizzazione degli obbligazionisti è articolata in due organi: l’assemblea ed il rappresentante comune.

L’assemblea è convocata dagli amministratori della società o dal rappresentante comune degli obbligazionisti. La

convocazione è obbligatoria quando è richiesta da tanti obbligazionisti che rappresentano un ventesimo dei titoli emessi

e non estinti. Possono assistere amministratori e sindaci.

Per le delibere di modificazione delle condizioni del prestito è necessario, anche in seconda convocazione, il voto

favorevole degli obbligazionisti che rappresentano la metà delle obbligazioni emesse e non estinte. Le deliberazioni

dell’assemblea degli obbligazionisti sono iscritte nel registro delle imprese a cura del notaio che ha redatto il verbale.

Rappresentante comune: nominato dall’assemblea degli obbligazionisti o dal tribunale su richiesta di uno o più

obbligazionisti o degli amministratori della società. La carica non è superiore a 3 esercizi ed è rieleggibile. È revocabile

dall’assemblea anche senza giusta causa e salvo in tal caso il diritto al risarcimento dei danni.

Funzioni: esegue le deliberazioni dell’assemblea degli obbligazionisti, assiste alle operazioni per l’estinzione a

sorteggio delle obbligazioni, operazioni nulle se svolte senza la sua presenza o di un notaio, rappresentanza processuale

anche nelle procedure concorsuali.

Azioni individuali: precluse le azioni individuali che siano incompatibili con le deliberazioni dell’assemblea previste.

22. La S.A.P.A.

Presenza di due categorie di soci: accomandatari e accomandanti. Le quote di partecipazioni dei soci (accomandatari e

accomandanti) sono azioni.

Se si è soci accomandatari si è per forza amministratori senza limiti di tempo, e se si perde la carica di amministratori

non si è più accomandatari. I soci che cessano di essere accomandatari, non rispondono per le obbligazioni sorte dopo

l’iscrizione nel registro delle imprese della cessazione dell’ufficio. Stesso discorso per chi viene nominato

accomandatario- amministratore, e lo diventa solo dopo che accetta la nomina, che risponderà solo per le obbligazioni

sorte nel periodo della sua carica.

L’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari. La denominazione sociale è costituita dal nome di almeno uno dei

soci accomandatari con l’indicazione di s.a.p.a.

Gli accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, ma solo dopo che i creditori

abbiano escusso il patrimonio sociale.

Gli accomandatari possono essere revocati anche senza giusta causa, salvo il diritto al risarcimento dei danni. La

revoca deve essere però deliberata con le maggioranze prescritte per le deliberazioni dell’assemblea straordinaria.

Identica maggioranza è necessaria per la nomina di nuovi amministratori approvata anche dagli amministratori rimasti.

Una causa di scioglimento tipica delle sapa, si attua quando vengono a mancare tutti gli accomandatari ed entro 180

gg non sono stati sostituiti e i sostituti non hanno accettato la carica. Per questo periodo il collegio sindacale nomina un

amministratore provvisorio, i cui poteri sono circoscritti agli atti di ordinaria amministrazione. L’amministratore

provvisorio non assume la qualità di socio accomandatario.

23. La S.R.L

Società di capitali nella quale:

- per le obbligazioni sociali risponde solo la società col suo patrimonio

- le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non vengono offerte al pubblico

La costituzione della società. La s.r.l. unipersonale.

Capitale sociale minimo: 10.000 euro

Denominazione sociale: liberamente formata ma deve contenere l’indicazione s.r.l.

Durata: a tempo indeterminato e in qst caso ogni socio può recedere dalla società dando preavviso di 6 mesi, che può

essere allungato dallo statuto a 1 anno.

Unipersonale: quando viene fondata da un solo socio.

Il versamento presso una banca del 25% dei conferimenti in danaro e dell’intero sovrapprezzo può essere sostituito

dalla stipula di una polizza assicurativa o di una fideiussione bancaria.

Consentito il conferimento di tutti gli elementi valutabili economicamente e di prestazioni d’opere o servizi,

purchè quest’ultima sia garantita da una polizza o fideiussione. Accettati anche i conferimenti in natura.

Socio moroso: non può partecipare alle decisioni dei soci e la società può vendere coattivamente le quote di esso, in

alternativa alla normale azione giudiziaria. Se la vendita non ha luogo il socio moroso viene escluso e gli vengono

trattenute le somme. In questo caso il capitale viene ridotto in misura corrispondente, in quanto la srl non può mai farsi

acquirente delle proprie quote.

Le srl emettono le obbligazioni ed è lo statuto a stabilire se l’emissione di esse spetta ai soci o agli amministratori.

I titoli di debito non possono essere collocati direttamente presso il pubblico dei risparmiatori, ma essere sottoscritto

solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale con cui rispondono della solvenza della società nei

confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali o soci della società emittente.

L’identità del garante e l’ammontare della garanzia devono essere indicati sul titolo di debito e sugli eventuali

registri che ne documentano la circolazione.

Le quote sociali derivano dalla suddivisione del capitale secondo un criterio personale. Il numero delle quote

corrisponde al numero dei soci, e ogni quota ha un diverso ammontare corrispondente alla frazione di capitale sociale

sottoscritta dal socio. Il trasferimento delle quote può non solo essere limitato dall’atto costitutivo ma anche del tutto

escluso.

I diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta e che, se l’atto

costitutivo non risponde diversamente, le partecipazioni dei soci sono determinate in misura proporzionale al

conferimento.

Il diritto di recesso può non essere esercitabile per un certo termine (non più di due anni), se l’atto lo prevede, dalla

costituzione della società o dalla sottoscrizione della quota.

Un socio può essere escluso per giusta causa e per il rimborso si applica la disciplina del recesso, con esclusione della

riduzione del capitale sociale.

Trasferimento delle quote sociali: valido ed efficace col semplice consenso ed è produttivo di effetti solo dal momento

in cui è iscritto nel libro dei soci.

Trasferimenti per atto fra vivi: devono risultare da scrittura privata sottoscritta da un notaio che entro 30 gg deve

depositarla per l’iscrizione nel registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede della società. Infine,il

trasferimento deve essere annotato nel libro dei soci, su richiesta dell’alienante o dell’acquirente, i quali devono esibire

l’atto da cui risulta il trasferimento nonchè l’avvenuto deposito ai fini dell’iscrizione nel registro delle imprese.

Quota alienata a più persone? Prevale chi per primo effettua l’iscrizione nel registro delle imprese purchè sia in buona

fede.

Espropriazione della quota: la quota può formare oggetto di espropriazione da parte dei creditori personali del socio,

con conseguente vendita forzata o assegnazione della stessa al creditore precedente. Anche in caso di fallimento del

socio. Qualora però la partecipazione non sia liberamente trasferibile, la vendita è priva di effetto se la società presenta

entro 10 gg un altro acquirente, che offra lo stesso prezzo. Ciò impedisce l’ingresso di soci indesiderati.

Le decisioni dei soci sono invalide se non conformi alla legge o all’atto costitutivo e sono impugnabili dai soci che non

vi hanno consentito anche individualmente, nonché da ciascun amministratore del collegio sindacale entro 90gg dalla

trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. Stessa disciplina per le decisioni adottate col voto determinante di soci in

conflitto di interessi. Il tribunale può assegnare un termine non superiore a 180 gg per adottare una nuova decisione

idonea ed eliminare la causa di invalidità.

Impugnabili in 3 anni da chiunque vi abbia interesse, le decisioni con oggetto impossibile, o illecito o in assenza

assoluta di informazioni. Mentre, impugnabili senza limiti di tempo le delibere modificanti l’oggetto sociale

prevedendo attività impossibili o illecite. 40. I titoli di credito

I titoli di credito sono documenti destinati alla circolazione che attribuiscono il diritto ad una determinata prestazione.

Hanno una funzione tipica e costante, cioè rendere semplice, rapida e sicura la circolazione dei diritti di credito che

sono incorporati nel documento.

Chi acquista la proprietà del documento diventa titolare del diritto in esso menzionato anche se ha acquistato il titolo a

non domino (es. da un ladro), purchè sia in buona fede ed entri in possesso del titolo (a titolo derivativo o a titolo

originario).

Il diritto contenuto è determinato esclusivamente dal tenore letterale del documento. Chi ha conseguito il possesso

materiale del titolo di credito nelle forme prescritte dalla legge (diverse per i titoli al portatore, all’ordine e nominativi),

è senz’altro legittimato all’esercizio del diritto cartolare senza essere tenuto a provare l’acquisto della proprietà del


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Foxyfrenz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Mucciarelli Maria.

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