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Concetti fondamentali della linguistica

Le lingue sono sistemi di segni, basati su segni vocali o gestuali. La parte sensibile del segno è chiamata espressione, quella concettuale è detta invece contenuto. Ma cosa è un segno? Un segno è un'entità costituita di un contenuto e di un'espressione.

Tipi di segni

  • Indici: segni in cui l'espressione ed il contenuto sono legati da una relazione di tipo naturale e causale. Ad esempio: cielo grigio (espressione) - temporale in arrivo (contenuto).
  • Icone: segni che rinviano ad un oggetto o a un evento per analogia. Sono prodotti con l'intento di comunicare qualcosa; un esempio sono i cartelli stradali.
  • Simboli: il legame tra contenuto ed espressione non è né naturale né analogico, ma convenzionale. Un esempio può essere il simbolo dell'Islam: chi non ne conosce il significato non saprà mai il significato di questo simbolo; questo non accade invece per i cartelli stradali. Nei simboli il rapporto tra espressione e contenuto è arbitrario. I segni che costituiscono il nostro linguaggio verbale sono per lo più simboli.

Il segno linguistico

Il segno è quadripartito: non solo esistono due piani, espressione e contenuto, ma anche due tipi paralleli, sostanza e forma.

  • Sostanza dell'espressione: "suoni, foni concretamente prodotti e percepiti". È costituito dai suoni concretamente prodotti, quelli che emettiamo quando pronunciamo una parola, i foni.
  • Forma dell'espressione: "significanti, fonemi". I fonemi formano le parole di una lingua, e sono entità astratte, non suoni concreti. È l'"immagine acustica".
  • Sostanza del contenuto: "sensi in un determinato contesto". È costituito dal senso di una certa espressione che viene usata in un certo contesto.
  • Forma del contenuto: "significati, accezioni". Significato astratto che una certa sequenza di fonemi.

Principio di arbitrarietà

La manifestazione del principio di arbitrarietà è data dal fatto che le lingue articolano in maniera diversa la propria espressione ed il proprio contenuto. Diversi sono i tipi di arbitrarietà:

  • Arbitrarietà assoluta: è l'assenza di ragioni naturali, logiche o psicologiche che facciano sì che un dato segno sia così com'è. L'esistenza di tante lingue nel mondo è proprio la dimostrazione del principio di arbitrarietà.
  • Arbitrarietà formale: è il rapporto tra forma e sostanza dell'espressione; sebbene tutta l'umanità possieda il medesimo apparato fonatorio, i sistemi di suoni sono diversi da lingua a lingua.
  • Arbitrarietà semantica: è il rapporto tra la forma e la sostanza del contenuto; ciascuna lingua si esprime in maniera diversa, ritagliando la materia del contenuto in maniera autonoma e propria (cioè la percezione della realtà).

Affinché gli umani possano comprendersi tra loro è necessario che delle parole possano essere ricondotte ad immagini acustiche. Il primo a distinguere le concrete sostanze di contenuto e espressione dalle rispettive forme è stato Saussure: parole (in francese) si definisce come il concreto atto del parlare, mentre langue (in francese) è il sistema astratto che permette alla parole di funzionare.

Unità della lingua

Le unità della lingua si collocano su piani diversi:

  • Prima articolazione: analizza gli atti linguistici che hanno un'espressione ed un contenuto.
  • Seconda articolazione: analizza solo il piano dell'espressione. (analizza come è costruita la parola).

Rapporti linguistici

Esistono due tipi di rapporti linguistici:

  • Rapporti sintagmatici: collegano gli elementi linguistici compresenti lungo la catena lineare degli enunciati.
  • Rapporti paradigmatici: ogni unità stabilisce anche un rapporto con tutte le unità che potrebbero trovarsi al suo posto.

Questo per dire che ogni nostro atto di parole è il risultato di scelte e operazioni compiute da ciascun parlante sulla base di due assi distinti, quello paradigmatico e quello sintagmatico.

Fonetica e articolazione dei suoni

Fonetica

L’unità minima della sostanza dell’espressione è detta fono. Gran parte dei suoni usati per la nostra comunicazione sono prodotti attraverso il turbamento del flusso di aria sospinto dai polmoni all’esterno del nostro corpo.

Il tratto vocale

È l’ultimo percorso compiuto dall’aria prima di uscire all’esterno. Molte delle superfici del tratto vocale sono mobili, e ciò permette la differenziazione dei suoni che emettiamo: gli organi responsabili della diversa caratterizzazione dei suoni, prendono il nome di articolatori.

  • Laringe: complesso di cartilagini e tessuti situato alla sommità della trachea.
  • Glottide: parte della laringe compresa tra due estroflessioni, le pliche vocali, le quali possono assumere diverse posizioni; distanziate l’una dall’altra, lasciando aperto il condotto laringeo, oppure entrare in tensione ed essere accostate l’una all’altra. In quest’ultimo caso le pliche danno vita al meccanismo laringeo, o vibrazione. La diversa tensione delle fasce muscolari della laringe consente di definire tre diverse qualità di voce: la voce modale, dove le pliche vocali vibrano. La voce mormorata, dove una parte delle pliche è aperta mentre l’altra metà è aperta. La voce cricchiata, dove la vibrazione è irregolare.
  • Faringe: si trova immediatamente sopra la laringe; ha un volume variabile in quanto la sua parete anteriore coincide con la radice della lingua.
  • Lingua: organo di grande mobilità che si divide in diverse parti; radice, collocata nella faringe. Dorso, la parte centrale e la corona, la parte anteriore e mobile. Quest’ultime è composta a sua volta da lamina e apice.
  • Velo palatino: organo che pende dal palato duro.
  • Ugola: piccolo rigonfiamento situato all’estremità inferiore del velo palatino.
  • Palato duro: cupola superiore ossea.
  • Alveoli: zona nella quale si trovano le radici dei denti.
  • Denti: gli unici denti coinvolti nell’articolazione sono gli incisivi.
  • Labbra: possono assumere diverse posizioni e di conseguenza articolano diversi suoni.
  • Cavità nasali: collocate al di sopra della cavità orale, all’interno dei quali può essere lasciata passare l’aria.

Mediante l’IPA è possibile operare una trascrizione fonetica, cioè una rappresentazione scritta delle caratteristiche fonetiche di una determinata espressione linguistica orale. La trascrizione non va confusa con la traslitterazione, cioè la resa in un sistema linguistico grafico prescelto di un’espressione linguistica scritta in un altro sistema grafico.

Il vocalismo

La prima distinzione operata dalla fonetica è la distinzione tra foni vocalici e foni consonantici: i secondi si distinguono dai primi in quanto sono realizzati mediante un diaframma (un restringimento o una chiusura del tratto vocalico). Per quanto riguarda le vocali, presuppongono un meccanismo laringeo e quindi una vibrazione. Le vocali sono divise innanzitutto per la posizione che i diversi articolatori assumono durante la loro produzione:

  • Anteriorità – posteriorità: determinato dalla posizione anteriore, centrale o posteriore della lingua. Esistono quindi vocali anteriori, centrali e posteriori.
  • Grado di altezza: determinate dalla posizione più o meno alta della lingua. Esistono quindi vocali alte, medio-alte, medio-basse, basse.
  • Arrotondamento: definite dall’arrotondamento o meno delle labbra. Esistono vocali arrotondate o non arrotondate.
  • Nasalizzazione: determinate dall’alzamento o dall’abbassamento del velo palatino; in quest’ultimo caso una parte dell’aria fuoriesce dalle cavità nasali. Esistono pertanto vocali nasali o orali.
  • [ i ]: vocale anteriore, alta, non arrotondata.
  • [ e ]: vocale anteriore, medio-alta, non arrotondata.
  • ( è ): vocale anteriore, medio-bassa, non arrotondata.
  • [ u ]: vocale posteriore, alta, arrotondata.
  • [ o ]: vocale posteriore, medio-alta, arrotondata.
  • ( ò ): vocale posteriore, medio-bassa, arrotondata.

Il consonantismo

Sono caratterizzati dalla presenza di un diaframma nel tratto vocale. La loro classificazione si basa su tre parametri:

  1. Luogo di articolazione: dipende dal tipo di diaframma. Nelle ostruenti il diaframma ostruisce il flusso d’aria: si dividono in occlusive e fricative. Nelle sonoranti invece il diaframma non determina una differenza rilevante nella pressione del flusso d’aria: si dividono in nasali, vibranti, approssimanti e laterali.
  2. Luogo di articolazione: dipende dai diversi organi articolatori. Si distinguono quindi consonanti bilabiali, labiodentali, dentali, alveolari, retroflesse, postalveolari, palatali, velari, uvulari e glottidali.
  3. Coefficienti laringei: determinate dalla presenza o assenza del meccanismo laringeo. Si distinguono quindi consonanti sorde o sonore.

Le occlusive

Un diaframma impedisce all’aria di uscire dal tratto vocale.

  • Bilabiali [ p ], [ b ]
  • Alveolari [ t ], [ d ]
  • Retroflessa
  • Velare [ k ], [ g ]
  • Glottidale

Le fricative

Il diaframma ostacola l’uscita dell’aria creando una forte differenza di pressione all’interno del tratto vocale: ciò provoca un rumore di frizione.

  • Bilabiali
  • Labiodentali [ f ], [ v ]
  • Dentali
  • Alveolari [ s ], [ z ]
  • Postalveolari ( sc ), ( g fiorentina )
  • Palatale
  • Velari
  • Uvulari
  • Glottidale

Le affricate

Il diaframma è realizzato in modo analogo a quanto avviene nelle occlusive, ma l’articolazione consonantica provoca un rumore di frizione analogo a quello nelle fricative.

  • Labiodentale
  • Alveolare [ ts ], [ dz ]
  • Retroflesse
  • Postalveolari ( c ), ( g )

Le nasali

Il flusso nasale fuoriesce dalle cavità nasali.

  • Bilabiale [ m ]
  • Labiodentale /invece/
  • Alveolare [ n ]
  • Palatale /gnomo/
  • Velare /tengo/

Le approssimanti

  • Labiopalatale: /colloquio/
  • Labiovelare: [ w ]
  • Palatale [ j ]

I dittonghi

Uno iato è una sequenza di due vocali stabili come in italiano [ pa’ura ], [ ‘mio ]. Il dittongo invece cambia il timbro della voce nel corso dell’articolazione. Esempio: [ ‘fjore ], [ at’tsjone ]. Un elemento di dittongo è sempre preminente sull’altro:

  • Dittongo ascendente: presenta prima l’elemento più debole poi quello forte. È rappresentato mediante la sequenza approssimante +
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriorzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pozza Marianna.
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