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240 VI

Linguaggio e comunicazione

Il linguaggio può essere parlato o scritto ed è il nostro mezzo di comunicazione principale. Esso si basa su associazioni

245 arbitrarie e apprese tra le parole e le entità che tali parole rappresentano.

I sociolinguisti esaminano le diversità linguistiche negli stati-nazione, spaziando dal multilinguismo ai vari dialetti e stili

utilizzati all'interno di una stessa lingua, per mostrare il modo in cui la lingua parlata riflette una serie di differenze a livello

sociale.

Gli esperti di antropologia linguistica esplorano il ruolo del linguaggio nell'ambito della colonizzazione e dell'espansione

250 dell'economia mondiale.

LA COMUNICAZIONE TRA I PRIMATI

Solo gli esseri umani possiedono la facoltà di parlare.

I sistemi di comunicazione naturali di altri primati vengono definiti sistemi di richiamo. Essi consistono in un numero limitato di

255 suoni, prodotti solo in corrispondenza di determinati eventi ambientali. Tali richiami possono variare in termini di intensità e

durata, ma sono automatici e non possono essere combinati tra loro (come avviene nel linguaggio umano).

Com'è avvenuta la nascita del linguaggio umano? I nostri antenati iniziarono a combinare vari richiami e a comprendere

combinazioni; finché il numero di richiami si ampliò a tal punto da non poter più essere soltanto eredità genetica.

260 Inoltre, l'apparato vocale delle scimmie non presenta una conformazione idonea alla fonazione.

La nascita del linguaggio è strettamente collegata alla presenza nell'uomo del gene FOXP2: tale mutazione ha indotto una

serie di vantaggi selettivi, vale a dire abilità culturali e linguistiche, che hanno consentito ai soggetti che ne erano in possesso

di moltiplicarsi a scapito di quelli che ne erano sprovvisti. Il gene è presente nell'uomo da circa 150.000 anni.

La lingua dei segni: esperimenti condotti in epoche recenti hanno dimostrato che le scimmie sono in grado di apprendere il

265 linguaggio in sé, sebbene non a parlarlo. Numerose scimmie hanno imparato a conversare con esseri umani sfruttando

mezzi diversi della lingua parlata. Uno di tali sistemi è la lingua dei segni. Esso impiega un numero limitato di gestualità in

base a suoni del parlato, che vengono combinate a riprodurre le parole.

270 Il primo scimpanzé ad aver appreso la lingua gestuale americana su Washoe: essa acquisì gradualmente un vocabolario di

oltre 100 segni che rappresentavano la lingua parlata inglese.

Il secondo scimpanzé fu Lucy. Washoe e lei mostrarono numerosi segni umani: imprecavano, scherzavano, raccontavano

bugie e cercavano di insegnare il linguaggio ad altri animali.

In virtù delle loro dimensioni e forza, i gorilla si dimostrarono soggetti meno adatti all'apprendimento del linguaggio.

Koko (altro esemplare) ed altri scimpanzé mostrarono inoltre che le grandi scimmie condividono un'altra abilità linguistica

275 con gli esseri umani: la produttività.

La produttività: capacità di creare espressioni totalmente nuove che risultano comprensibili ad altri parlanti della stessa

lingua. Per esempio, la creazione di vezzeggiativi in "ino" nella lingua italiana ("scimmiottino"). Koko, Lucy, Washoe e altre

280 scimmie hanno dimostrato di possedere questa capacità, creando espressioni nuove.

Chiaramente l'utilizzo della lingua dei segni è frutto dell'insegnamento umano. Tuttavia, i cuccioli di scimmia sono riusciti ad

apprendere le basi della lingua gestuale, dimostrando di essere capaci di utilizzarle in modo produttivo e creativo. Le

scimmie hanno inoltre dimostrato la capacità di spostamento (trasferimento).

285 Lo spostamento: capacità umana di parlare di cose che non sono immediatamente presenti. Le conversazioni umane non

sono infatti limitate in termini spaziali. In alcune scimmie è presente questa capacità. Le scimmie non sono persone, ma

neppure semplici "animali". 6

COMUNICAZIONE NON VERBALE

290 Comunichiamo quando trasmettiamo informazioni su di noi e gli altri e riceviamo informazioni da loro. Le espressioni del viso,

la postura del corpo, i gesti e i movimenti, anche se inconsapevoli, offrono informazioni su di noi e i nostri stati d'animo, e

fanno parte della comunicazione.

295 La cinesica è lo studio della comunicazione attraverso movimenti corporei, posture, gesti ed espressioni della mimica

facciale.

La cultura ci insegna che alcuni modi di fare e stili dovrebbero accompagnare determinati tipi di conversazione. Essa, la

cultura, gioca sempre un ruolo importante nel dare forma a ciò che è "naturale".

Per esempio, nelle società occidentali le industrie che producono profumi, dentifrici e deodoranti di basano sul concetto che il

300 senso olfattivo rivesta un ruolo di primo piano nella comunicazione e nelle interazioni sociali.

Oppure, in alcune società con il gesto da destra a sinistra del dito si indica "no", in altre invece si afferma.

La struttura del linguaggio: lo studio scientifico di una lingua parlata coinvolge svariate aree di analisi inter correlate:

* Fonologia: studio dei suoni con cui articoliamo la lingua parlata.

305 * Morfologia: studio delle forme con cui vengono combinati i suoni (le parole).

* Lessico: dizionario dei morfemi.

* Sintassi: costruzione e ordine occupato dalle parole all'interno di frasi e enunciati.

Fonologia e fonetica: un fonema è un contrasto di suono che crea una differenza a livello di significato (per esempio:

310 torta/porta; pelle/belle). La fonetica studia i suoni nei loro aspetti concreti e generali, ovvero ciò che le persone dicono nelle

varie lingue quando si esprimono oralmente. La fonematica studia il funzionamento dei suoni linguistici all'interno di una

determinata lingua, ossia come si organizzano le unità di suono.

VII

315 L’etnicità

L'etnicità si basa su somiglianze o differenze culturali in seno a una società o una nazione. Come accade in qualsiasi cultura,

i membri di un gruppo etnico condividono. Le etnie sono il prodotto di costruzioni storico-culturali alle quali a volte le

popolazioni che le hanno create, oppure altri gruppi, attribuiscono caratteristiche di tipo biologico chiamate razze.

320 Etnicità = identificazione con un determinato gruppo etnico, sentirsi parte di esso e, di conseguenza, esclusione da altri

gruppi proprio per via di tale definizione.

Un cambiamento nel livello di importanza attribuito a un'identità entica può riflettere determinati cambiamenti politici o

325 mutamenti nel ciclo di vita degli individui.

Spesso gli individui hanno più di un'identità in un gruppo: le persone possono essere fedeli (in base alle circostanze) al

quartiere in cui abitano, alla propria scuola, città, stato o provincia, regione, nazione, continente, religione, gruppo etnico o

gruppo di interesse.

330 Nelle conversazioni di tutti i giorni spesso il termine "status" viene utilizzato come sinonimo di "prestigio". Nel campo delle

scienze sociali questo non è tuttavia il significato principale della parola: il termine viene utilizzato in modo più neutro per

indicare la posizione, indipendentemente da quando prestigiosa essa sia.

Alcuni status vengono attribuiti, ovvero gli individui non hanno potere di sceglierli, o lo hanno in

misura limitata: ad esempio l'età, il colore della pelle, il genere.

335 Per contro, gli status raggiunti o acquisiti non sono automatici ma vengono determinati in base a scelte, azioni, sforzi, talenti

o risultati ottenuti dai singoli individui e possono avere una connotazione sia positiva sia negativa (es. medico, senatore,

criminale, studente ecc.). 7

L'oscillazione dello status sociale

Talvolta gli status, in modo particolare quelli attribuiti, si escludono a vicenda: o si è bianchi o nero, o maschi o femmine.

340 Talvolta assumere uno status o entrare a far parte di un gruppo richiede un'esperienza di conversione.

Un'identità viene usata in determinati ambienti, un'altra invece in contesti differenti: tale fenomeno viene definito

negoziazione situazionale dell'identità sociale. Quando l'etnicità è flessibile, può tradursi in status acquisiti.

345 In numerose società uno status attribuito viene associato a una posizione nell'ambito di una gerarchia socio-politica. Alcuni

gruppi, definiti gruppi di minoranza sono subordinati, ossia detengono minore potere e minore accesso protetto alle risorse

rispetto ai gruppi maggioritari o di maggioranza, che sono predominanti e conservano ruoli di controllo.

LA DIVERSITA' BIOLOGICA UMANA E IL CONCETTO DI RAZZA

350 Le differenze somatiche sono evidenti a tutti. Scopo dell'antropologia è spiegarle, piuttosto che classificarle (come avveniva

in passato).

Nel corso dei secoli gli scienziati si sono avvicinati allo studio sulla diversità biologica umana in due modi:

5. la classificazione delle razze

355 6. l'attuale approccio esplicativo, che si concentra sulla comprensione delle differenze specifiche

Concetto di razza: la razza, in termini biologici, è una sottocategoria di una specie isolata graficamente. Tali sottospecie

sarebbero in grado di incrociarsi tra loro, ma ciò è reso impossibile dall'isolamento geografico. Tuttavia, le popolazioni umane

non sono state sufficientemente isolate perché oggi si possano avere gruppi nettamente distinti.

360 Fin da subito i primi studiosi fecero ricorso per la classificazione razziale ai tratti fenotipici, ovvero i tratti evidenti

dell'organismo. Ciò fece sorgere il problema di quali fossero i caratteri più importanti da considerare e i primi studiosi misero

al primo posto il colore della pelle. Da qui l'identificazione di tre gruppi di razze: bianca, nera e gialla.

Problematiche

365 Ma alcune popolazioni non rientrerebbero in nessuna delle tre razze. Quindi come classificarle?

In teoria, persone appartenenti alla stessa razza condividono un maggior numero di antenati comuni recenti fra di loro di

quanti ne condividano con qualsiasi altra razza. Nella realtà, sarebbe meglio basare la classificazione razziale su una

combinazione di tratti fisici: ciò eviterebbe alcuni dei problemi, ma ne farebbe sorgere altri. Innanzitutto il colore della pelle,

370 la statura, la forma del cranio e i tratti somatici non possono essere considerati un tutt'uno omogeneo: per esempio le

persone con la pelle scura possono essere di piccola o grande statura.

Si suppone che le caratteristiche fenotipiche riflettano materiale genetico e condiviso, rimasto immutato: ma non

necessariamente somiglianze e differenze fenotipiche hanno base genetica. A causa dei cambiamenti nell'ambiente, la

gamma delle caratteristiche può cambiare senza una corrispondente mutazione genetica.

375 Come spieghiamo il colore della pelle?

Il colore della pelle è un tratto biologico complesso, influenzato da molti geni. La melanina è il fattore determinante del suo

colore. Essa è una sostanza chimica prodotta dall'epidermide che, proteggendo il corpo dalle radiazioni ultraviolette del sole,

offre protezione contro una elevata varietà di malattie, tra cui le ustioni e i tumori della pelle.

380 Come possiamo spiegare la distribuzione geografica del colore della pelle, senza far riferimento al fenomeno della

migrazione? In tutto il corso della storia, è avvenuto un processo di selezione naturale per cui in determinate zone della terra

si è selezionata una data quantità di melanina, in modo che essa proteggesse l'organismo dalla quantità di radiazioni

ultraviolette del sole.

Il processo di selezione naturale continua anche al giorno d'oggi, tuttavia le alternative culturali all'adattamento biologico

385 consentono alle persone dalla pelle chiara di sopravvivere ai Tropici.

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STRATIFICAZIONE E INTELLIGENZA

I presupposti razziali vengono utilizzati per suggerire che l'inferiorità sociale e i limiti presunti a essa associati sono

390 immutabili e vengono trasmessi di generazione in generazione. Tale ideologia difende la stratificazione come qualcosa di

inevitabile e "naturale", che ha base biologica più che sociale (es. i nazisti, l'aparthied).

Gli antropologi sanno tuttavia che la maggior parte delle variazioni comportamentali tra i gruppi umani contemporanei si basa

sulla cultura piuttosto che sui tratti biologici. Le somiglianze culturali non lasciano dubbi sul fatto che le capacità di evoluzione

395 culturale siano uguali in tutte le popolazioni.

Occasionalmente, dottrine che ruotano intorno al concetto di superiorità innata vengono avanzate persino da uomini di

scienza che, dopotutto, provengono proprio dallo stato privilegiato della società. Un esempio in tal senso è il jensenismo, dal

nome di A. Jensen. Tale dottrina sosteneva che gli afroamericani sottoposti a test di intelligenza ottengano risultati inferiori

400 rispetto a quelli degli euroamericani.

Una spiegazione ambientale non nega che alcuni individui possano essere più intelligenti di altri: in qualsiasi società i talenti

di cui sono dotati gli individui variano.

Infatti, la maggior parte dei test sulle capacità intellettive viene redatta da persone che hanno ricevuto un'istruzione superiore

405 in Europa e America del Nord e riflettono le esperienze di coloro che li hanno concepiti.

I test misurano invariabilmente la storia alla base del processo di apprendimento, non di potenziale apprendimento in sé.

Anche gli studi condotti su gemelli identici cresciuti in luoghi diversi illustrano l'impatto dell'ambiente su un'identica eredità

genetica.

410 In conclusione, i risultati dei test sull'intelligenza misurano il background culturale, economico, sociale ed educativo più che

l'intelligenza determinata biologicamente.

GRUPPI ETNICI, NAZIONI E NAZIONALITA'

Il termine "nazione" un tempo era sinonimo di "tribù" o "gruppo etnico", ossia ciò che oggi potremmo definire una comunità

415 culturale.

Al giorno d'oggi, nel linguaggio comune, il termine "nazione" indica più spesso uno stato, ovvero un'unità politica

indipendentemente con un'organizzazione centralizzata; quindi è possibile affermare che "nazione" e "stato" siano oggi quasi

sinonimi.

A causa di fenomeni come migrazioni, conquiste e colonialismo, la maggior parte degli stati-nazione attuali risulta

420 etnicamente eterogeneo.

Nazionalità è comunità migratorie

I gruppi che attualmente possiedono, oppure desiderano possedere o riconquistare, uno stato politico autonomo (il proprio

paese) vengono definiti nazionalità.

Nelle parole di B. Anderson le nazionalità sono "comunità immaginate": i loro membri non costituiscono una vera e propria

425 comunità tangibile; possono quindi solo immaginare di appartenere e di prendere parte dello stesso gruppo.

Anderson fa risalire il nazionalismo europeo occidentale, che si originò in seno a potenze imperialistiche come Inghilterra,

Francia e Spagna, al XVIII secolo, sottolineando che la lingua e la stampa giocarono un ruolo di importanza cruciale nella

crescita della coscienza nazionale europea.

430 COESISTENZA PACIFICA: la diversità etnica può essere associata alla coesistenza e all'interazione positive tra gruppi.

Le modalità:

* Assimilazione : il gruppo minoritario adotta progressivamente i modelli e le norme della cultura dominante

435 ospitante. Tale modello è detto melting pot, ovvero l'abbandono da parte dei gruppi etnici delle proprie tradizioni

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culturali.

Un modello altamente assimilazionista è quello francese, che si fonda sull'idea di cittadinanza.

Alcuni paesi come il Brasile, risultano essere più favorevoli al processo, dal momento che dalla fine del XIX secolo

hanno vissuto l'immigrazione di tedeschi, italiani, giapponesi e popoli dell'Europa sia centrale che orientale.

440 * La società pluralistica : le distinzioni etniche sono conservate. Lo studioso Barth, attraverso uno studio nel distretto

dello Swat, in Pakistan, mostrò che gruppi etnici possono essere a contatto per generazioni senza che si verifichi

alcun processo di assimilazione e che tali gruppi possano vivere in una coesistenza pacifica.

Barth definisce società pluralistica una società in cui si combinano contrasti etnici, specializzazione ecologica e

interdipendenza economica dei vari gruppi. I confini etnici sono quindi più stabili e duraturi, quando i gruppi

445 coesistono senza entrare in competizione. Secondo una prospettiva ideale, i gruppi dovrebbero dipendere dalle

reciproche attività e scambi.

* Multiculturalismo e identità etnica : è una prospettiva opposta a quella dell'assimilazione. Il multiculturalismo

incoraggia la pratica delle tradizioni etnico-culturali; integra gli individui non solo all'interno della cultura dominante

ma anche in seno alla cultura etnica; e crede nel presupposto che ogni gruppo etnico abbia qualcosa da offrire e da

450 imparare dagli altri.

In molti paesi con USA, Canada, Gran Bretagna, questo fenomeno sta assumendo un'importanza sempre

maggiore. Perciò si assiste alla nascita di associazioni etniche come club e bande.

Il multiculturalismo è legato al fenomeno della globalizzazione: gli individui hanno molte più possibilità di conoscere

il resto del mondo attraverso una maggiore mobilità e la comunicazione dei mass media. Inoltre, nei paesi meno

455 sviluppati il flusso migratorio è alimentato dalla rapida crescita della popolazione; e con il declino

dell'industrializzazione delle tradizionali economie rurali, gli agricoltori migrano nelle città.

Popoli e individui reclamano ed esprimono la propria identità etnica anche per ragioni politiche ed economiche.

I CONFLITTI ETNICI

L'etnicità può esprimersi nel multiculturalismo pacifico o in discriminazione e violente lotte interetniche. Le radici della

460 differenziazione etnica (quindi del potenziale conflitto) possono essere politiche, economiche, religiose, linguistiche, culturali

o "razziali". Le cause includono un senso di ingiustizia legato alla distribuzione delle risorse, alla competizione economica e/o

politica, ai pregiudizi ed altre forme di minaccia e svalutazione dell'identità culturale. Un esempio è il conflitto tra Sunniti

contro Sciiti e Curdi, in Iraq, durante il regime di Saddam Hussein.

465 Pregiudizio = svalutazione di un gruppo a causa dei suoi presunti comportamenti, valori, capacità o attributi. Chi nutre

pregiudizi parte dal presupposto che i membri di un determinato gruppo agiranno "come si suppone che facciano" e finisce

per interpretare i comportamenti secondo la fondatezza dello stereotipo stesso.

Discriminazione = pratiche politiche che danneggiano un gruppo e i suoi membri. Può essere de facto quando le minoranze

470 vengono trattate in modo più severo dalle forze di polizia e dal sistema giudiziario. Può essere de jure quando parte dalle

norme giuridiche (l'apartheid in Sud Africa).

Le conseguenze dell'oppressione: i conflitti etnici vengono alimentati da forme di discriminazione come il genocidio,

475 l'etnocidio e il colonialismo culturale.

Genocidio = distruzione fisica di un gruppo etnico o religioso attraverso guerre o esecuzioni di massa.

Etnocidio = un gruppo dominante cerca di distruggere le altre culture

Assimilazione forzata = obbligazione ad adottare una determinata cultura

Espulsione etnica = politica che mira a rimuovere da un paese i gruppi etnici culturalmente diversi dal gruppo dominante

Rifugiati = individui che sono stati costretti (involontari) o che hanno scelto (volontari) di abbandonare un paese per sfuggire

480 a guerre e persecuzione

Colonialismo = forma di oppressione, fa riferimento alla dominazione politica, sociale, economica e culturale di un territorio e

del suo popolo da parte di una potenza straniera nell'arco di un lungo periodo di tempo

485 VIII

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IL POTLATCH

E' un evento festivo contemplato in un sistema di scambio regionale tra le tribù della costa pacifica settentrionale del nord

America. In ognuno di questi eventi, i promotori del potlatch, assistiti da membri della comunità, distribuivano cibo, coperte,

490 pezzi di rame o altri oggetti, in cambio di privilegio.

Le tribù potlatch erano composte da raccoglitori atipici: erano sedentari e avevano dei capi. Avevano a disposizione una

larga varietà di risorse di terra e di mare.

Secondo la teoria economica classica, la ragione del profitto è universale, assieme all'obiettivo della massimizzazione dei

495 benefici materiali. Allora come spiegare il potlatch?

7. I missionari cristiani lo consideravano superfluo e antitetico secondo l'etica del lavoro protestante.

8. Alcuni studiosi ritenevano che fosse un fenomeno totalmente irrazionale dal punto di vista economico e fosse

basato sul desiderio di prestigio (Veblen). Infatti, le persone si sforzano di massimizzare il prestigio a scapito del

loro benessere materiale.

500 9. Secondo l'ecologia culturale, il potlatch è un meccanismo di risorsa. Infatti, abitudini come questa sono meccanismi

di adattamento culturale all'alternanza di periodi di abbondanza o scarsità di risorse locali.

L'ambiente naturale della costa pacifica settentrionale è nell'insieme un ambiente propizio, ma le risorse cambiano

ogni anno a seconda dei luoghi. Però, quando un villaggio aveva un'annata buona, esso poteva disporre di

ricchezza per comperare beni più durevoli e donarli a coloro che invece vivevano un momento di difficoltà. In

505 cambio guadagnavano prestigio, mentre il villaggio in difficoltà accettava cibo e oggetti simbolo di ricchezza che

miglioravano la qualità di vita.

In queste società la condivisione prevale sulla competizione.

L'uso delle feste per accrescere l'onorabilità non è solo appannaggio delle popolazioni della costa nord del Pacifico: i

510 festeggiamenti concorrenziali sono caratteristica diffusa dei produttori artigianali di cibo.

Il potlatch non esiste e non esisteva solo come fenomeno isolato da eventi del mondo di portata più ampia. Per esempio,

durante la diffusione mondiale dell'economia capitalista del XIX secolo, le tribù potlatch iniziarono a commerciare con gli

europei. Ma molti dei promotori morirono contagiati da malattie europee, perciò il potlatch venne esteso a tutta la

popolazione. E tale estensione stimolò una competizione molto intensa per il prestigio. Però, con l'aumento della ricchezza e

515 la diminuzione della popolazione i potlatch divennero molto più distruttivi che in passato. Tuttavia, continuarono a esistere tra

tribù minori.

Il potlatch serviva a prevenire la stratificazione socioeconomica: la ricchezza abbandonata o distrutta veniva convertita in un

elemento non-materiale: il prestigio. Nel capitalismo, invece, si reinvestono profitti con la speranza di ricavarne ulteriore

520 profitto.

L'ANTROPOLOGIA ECONOMICA

I moderni studi di antropologia economica ebbero inizi incerti e multiformi. Malgrado ciò, possiamo individuare delle figure di

studiosi ritenute importanti dalla seconda metà dell'Ottocento che iniziarono a descrivere le economie "primitive".

525 I lavori che si collocano ai primordi dell'antropologia economica trassero ispirazione dal metodo evoluzionistico, dalla storia e

dall'economia. Ma le informazioni erano contrastanti e in qualche modo condizionate dai legami intellettuali e dai rapporti di

ogni studioso con altre discipline.

A partire dalla fine degli anni Trenta del secolo scorso, la materia fu indicata in diversi modi.

530 I pochi studiosi che si occupavano prevalentemente di antropologia economica sentirono il bisogno di ridefinire i presupposti

teorici, i modelli, i metodi e i campi di indagine in cui la materia poteva esprimere le sue potenzialità. Inizialmente, alcuni

definirono l'economia "primitiva" un sistema organico intellegibile di per sé, ma come un insieme di tecniche di produzione.

Altri studiarono gli effetti dovuti all'habitat sull'organizzazione sociale e la vita economica.

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535 Per quanto oggi l'ecologia culturale e l'antropologia economica siano diventate sempre più delle discipline autonome, in un

primo tempo risultavano praticamente congiunti.

Già Malinowski e Thurnwald concentrarono la loro attenzione sul modo di comportarsi delle unità di produzione,

distribuzione e consumo. Essi misero in rilievo il significato sociale e politico delle attività economiche.

Firth e Goodfellow sostennero che la scarsità delle risorse e dei mezzi, la molteplicità dei fini, l'interdipendenza funzionale e

540 l'incertezza inducessero le unità di produzione e di consumo ad operare delle scelte e quindi a risolvere dei problemi di

allocazione utilizzando regole organizzative e processi fattuali conseguenti che rispondevano a un principio di generale

razionalità.

Polanyi, pur riconoscendo che la combinazione delle risorse e dei fattori produttivi costituivano un problema empirico

545 centrale in qualsiasi sistema socioeconomico, sostiene che l'economia è un processo istituzionale che nelle società arcaiche

e "primitive" possiede la natura di un fenomeno embedded e pertanto non può essere analizzato separatamente dalle altre

strutture.

Solo il comportamento economico massimizzante, orientato secondo valori di tipo utilitaristico, può essere analizzato

550 secondo modelli formalizzati. Si tratta di un genere di azione che prevale nettamente in società di ampie dimensioni, dove la

divisione del lavoro è marcata, e l'ordinamento di risorse passa attraverso il mercato.

I principi del sostantivismo polanyiano: ogni società non può fare a meno di avere una propria economia, che dev'essere

intesa come un insieme di relazioni finalizzate all'approvvigionamento sistematico di beni di varia natura come le risorse

555 naturali, il lavoro umano, le tecnologie.

Ogni società dispone di due categorie di beni:

* Quelli indispensabili per la sopravvivenza biologica

* Quelli che servono a garantire l'equilibrio e la funzionalità delle istituzioni e che assicurano la coesione dei diversi

560 gruppi sociali e politici come bande, clan, parentele, comunità, regni e nazioni.

Queste categorie servono a "collocare" l'economia, ovvero a spiegare con esattezza quale significato abbia una determinata

economia in una società.

L'ANTROPOLOGIA DEL TURISMO

565 Gli antropologi viaggiatori hanno incominciato a interessarsi al fenomeno del turismo solo recentemente, quando questo era

già una delle maggiori e produttive industrie del mondo e il contatto culturale metteva in luce i processi di acculturazione che

ne derivavano.

La disciplina ha quindi analizzato il percorso "evolutivo" di questo fenomeno.

570 UNA SOCIETA' IN VIAGGIO

La società odierna può essere definita come una società di viaggiatori, in quanto prodotto delle mobilità storiche (migrazioni,

scambi commerciali, turismo, viaggi religiosi e militari) e in quanto nella modernità possiamo individuare alcuni tratti in cui

risuonano le caratteristiche delle società viaggianti: i nostri rapporti dipendono, per esempio, dalla mobilità.

575 La moltiplicazione delle posizioni sociali, delle reti associative, dei gruppi di riferimento coinvolge tutti noi in una pluralità di

appartenenze e di mondi condivisibili: ci troviamo a far parte di molti sistemi di relazione, muovendoci nello spazio e nel

tempo da uno all'altro.

La discontinuità delle esperienze, derivate dalla complessità, rimettono in gioco ogni tentativo di attraversare questa

580 molteplicità senza alcun rischio di dispersione e di irrigidimento, nella ricerca dell'arricchimento possibile con il confronto

dell'alterità. 12

Viaggiatori e turisti

Leed afferma che il viaggio è un veicolo della trasformazione dell'individuo e della collettività, che la partenza può cancellare

585 un passato sociale, il transito può permettere il ricollocamento e l'attribuzione di una nuova posizione sociale; ma queste

attribuzioni vanno ratificate di fronte a un pubblico che ignora i dati che le contraddicono.

Inoltre, la dimensione sociale dell'individuo diventa mutevole e facile da trasformarsi in viaggio e nella presentazione di

soggetti a nuovi pubblici, perché l'essere sociale affonda le proprie radici nell'apparenza e nella rappresentazione.

Il viaggio, in quanto esperienza storica, crea una categoria sociale sempre nuova e ricorrente: l'estraneo.

590 La funzione del viaggio è di regolare l'immaginazione sulla realtà e la differenza fra guardare e vedere si riassume in due

termini: turista e viaggiatore.

Viaggiatore = colui che considera il viaggio una parte essenziale e predominante della propria vita, come attività

595 determinante e irrinunciabile. Egli è colui che vede veramente, è quello attivo. Ha apertura verso nuove culture e pone

attenzione nel rivolgersi in relazione con esse.

Turista = colui che considera il viaggio come un diversivo, un'evasione transitoria rispetto alla sua vita normale. Egli è colui

che si limita a "guardare" superficialmente le attrazioni a lui riservate. E' passivo e, inoltre, non verrà mai a contatto con il

vero significato del viaggio, poiché a lui sono riservate soltanto le certezze dei "pacchetto vacanze" e perciò, molto

600 probabilmente, non farà mai scoperte vere.

Il mondo è diventato un villaggio globale in cui gran parte della popolazione mondiale è in movimento. Eppure, sembra che

non esistano più posti sconosciuti, capaci di stupire. Non esiste più un confine tra mondo civilizzato e non: l'impressione è

che il viaggiatore autentico non esista più e che la facilità con cui ci si può muovere rischi di banalizzare il viaggio. Non solo,

605 la globalizzazione delle mode fa spesso scomparire le differenze, almeno a un primo sguardo superficiale. E' un chiaro rifiuto

a diventare stranieri.

TURISMO CULTURALE

Si parla spesso di un sistema integrato volto a riportare in salvo l'identità di un territorio. Esso si propone di creare un modo

610 per collegare le risorse artistiche, culturali e ambientali, per far emergere e valorizzare l'intero apparato culturale di una

regione.

Le forze da mettere in sinergia sono quindi: il patrimonio artistico, storico, architettonico, culturale e naturale.

L'obiettivo è creare uno spazio in cui turismo e cultura popolare non siano più visti come isolati l'uno dall'altro. Infatti, un

processo di valorizzazione territoriale equilibrato deve essere consapevole della cultura che oggi ci permea, da un lato quella

615 popolare, dall'altro quella globalizzata.

Il mito, che può essere considerato il racconto fondatore di una società, si basa su fenomeni naturali, soprannaturali e

socioculturali, esprimendo aspirazioni, desideri e motivazioni profonde dell'esistenza. Ogni civiltà ne ha sviluppati in gran

numero perché rinsaldano l'identità di un gruppo.

Tuttavia, con l'arrivo della modernità, molti miti non compatibili o non accettati dalla società industriale si sono assopiti e

620 hanno perso progressivamente il loro carattere sacro e magico, trasformando un'identità locale in identità globale.

La spinta verso realtà sconosciute ci porta spesso a sottovalutare il patrimonio ambientale e culturale che ci sta più vicino.

Turisti e locali, la complessità di questo rapporto

L'atteggiamento del turista all'interno di una realtà locale è quello tipico dell'osservatore esterno. Allo stesso modo possiamo

625 chiederci quale immagine il turista lascia di sé nella comunità che visita e la risposta è sicuramente complessa. Il turista si

colloca all'interno di un gruppo; egli può vedere negli atteggiamenti dei locali una affermazione della propria identità e della

continuità culturale.

Il carattere di questo rapporto è ambivalente: il turista è contemporaneamente vicino e lontano rispetto al gruppo, viene da

630 fuori ma è anche parte del gruppo, in quanto vi risiede temporaneamente.

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Il turista culturale interagisce con la realtà circostante e aspira a un arricchimento, a una crescita personale attraverso la

fruizione dei beni culturali. Egli è un turista alternativo al turista di massa.

635 Con l'estendersi della ricezione e degli scambi massmediologici la fruizione della cultura popolare tradizionale è diventata

patrimonio comune della collettività, allontanando le distanze in modo reale e virtuale.

Alla conferenza mondiale di Roma del 1963 il turismo veniva individuato come possibile fattore di sviluppo economico, in

quanto distribuiva nelle regioni ricettrici di turisti il surplus delle ricchezze delle regioni generatrici di flusso di moneta. Si

640 riteneva cioè che il turismo internazionale si traducesse in una doppia corrente di scambi, valori economici verso paesi

ricettori e di valore culturale verso i paesi immissari.

L'industrializzazione e l'urbanizzazione avrebbe dato vita a una domanda di tempo libero di viaggi, che trova soddisfazione

grazie all'abbassamento dei costi dei trasporti, all'aumento del tempo libero stesso, al progresso tecnico e alla produttività del

lavoro.

Questa ideologia dello scambio equo fra valori culturali e valori economici operava però per semplificazioni eccessive: da un

645 lato generalizzava gli schemi di sviluppo propri del mondo occidentale e contesti altri, senza riflettere minimamente sulle

precondizioni necessarie; dall'altro trascurava totalmente gli effetti culturali e socioambientali, ossia l'impatto che i siti a

destinazione turistica si sarebbero trovati a dover fronteggiare.

Emersero pian piano elementi che confermavano questa semplificazione: i flussi di denaro raramente ritornavano agli

650 imprenditori locali, in quanto l'alto costo delle infrastrutture turistiche faceva sì che venissero gestite da società internazionali.

Quindi i paesi ospitanti divenivano sempre più poveri, ma subivano anche il progressivo contrasto tra lo stile di vita

internazionale (occidentale) e quello locale.

Nella conferenza mondiale di Manila del 1980 sorge una corrente di pensiero ampiamente innovativa che vede nel turismo

655 culturale la coniugazione di una rinascita culturale con una offerta turistica genuina e autentica. Alla base di tutto ciò stanno

due assunti fondamentali:

10. Rendere la vacanza più vera, operando un contatto tra locali e viaggiatori più stretto e più umano

11. Aumentare il rispetto dell'altro e delle sue tradizioni

Definizione del WTO (Word Travel Organisation) del 1985: il turismo culturale nel suo significato letterale include il

660 movimento di persone spinte da una motivazione di carattere culturale. In un'accezione più ampia possiamo comprendere

sotto questa etichetta tutti gli spostamenti nello spazio di individui o gruppi, perché tendono a innalzare il livello di

conoscenze e danno origine a nuove esperienze, a nuovi incontri.

Ci sono due modi di intendere il turismo culturale:

665 12. Il turismo di chi visita musei, monumenti e partecipa a manifestazioni e feste in ambienti dedicati ai turisti;

13. Il turismo di chi si immerge nella cultura locale, al di là di ambienti prestabiliti.

E' da tenere presente che nei paesi in via di sviluppo la realizzazione di quest'ultimo tipo di turismo è difficile da realizzare, in

670 quanto sorgono problemi come l'alto costo dei viaggi, la complessità dei contesti esotici, le differenze degli stili di vita ecc.

Le tradizioni: la convinzione secondo cui l'arte tradizionale per mantenere intatta la sua purezza debba essere esclusa dai

circuiti commerciali mondiali non può reggere, in quanto significherebbe chiudere la tradizione al di fuori dei processi culturali

reali, distruggendone il vero valore sociale ed alterandone il suo autonomo divenire.

Oggi le società sono inserite in un più ampio contesto globale in cui si trovano inevitabilmente a interagire; ciò non significa

675 però che i gruppi locali tradizionali siano destinati a "cedere il passo".

Le tradizioni, dunque, devono essere in grado di proiettarsi nel futuro, per mantenere la loro vitalità. Esse devono essere

rielaborate per costruire progetti sociali come popolo e per affermare le proprie identità autonome.

Il turismo si pone così come strumento fondatore per riaffermare le identità individuali e come possibilità di mitigare al

14

contempo la cultura dell'ineguaglianza e del conflitto.

680 La catalogazione è quindi produttiva non solo a definire ventaglio di attrattive per il turismo culturale, ma alla consapevolezza

delle trasformazioni in atto e dei processi inevitabili di acculturazione derivanti dal contatto culturale.

X

685 Sesso e genere

Gli antropologi, studiando la biologia, la società e la cultura, si trovano nella posizione ideale per studiare l'influenza

dell'eredità e quella dell'ambiente sul comportamento umano. Infatti, ciò che caratterizza l'individuo adulto è determinato,

nella fase di crescita e sviluppo, sia dai geni ereditati sia dall'ambiente.

690 Uomini e donne sono cromosomicamente diversi ed è il padre a determinare il sesso del nascituro (possedendo lui il

cromosoma Y).

La diversità cromosomica si esprime attraverso differenze ormonali e fisiologiche. Gli esseri umani presentano dimorfismo

sessuale, maggiore rispetto ad alcuni primati.

695 Dimorfismo sessuale: diversità biologica tra maschio e femmina che riguarda non solo i caratteri sessuali primari (genitali e

organi riproduttivi) e secondari (seno, voce ecc.), ma anche il peso, l'altezza, la forza e la longevità.

Ma fin dove si spingono tali differenze genetiche e fisiologiche? Che effetti hanno sul comportamento e che trattamento

700 riservano loro le diverse società a uomini e donne?

Il genere non è soltanto un dato biologico, ma include anche tutti i tratti che una cultura assegna e inculca a maschi e

femmine. E' perciò una costruzione culturale delle caratteristiche maschili e femminili. Infatti, non esiste un'unica immagine di

mascolinità e femminilità, ma varia a seconda dell'ambiente, dell'economia, delle strategie adattive e dal tipo di sistema

705 politico.

Ruoli di genere: compiti e attività che la cultura assegna ai sessi.

Stereotipi di genere: idee semplicistiche, ma resistenti, sulle capacità di ciascun sesso.

Stratificazione di genere: distribuzione iniqua di ricompense (potere, prestigio, diritti umani, libertà personale) tra uomini e

710 donne.

Determinanti economiche dello status di genere: libertà e autonomia, nel disporre del proprio lavoro e dei suoi frutti, e il

potere sociale (il controllo sulla vita, il lavoro e i profitti altrui).

Nelle società senza uno stato politico la stratificazione di genere è legata più frequentemente al prestigio sociale che alla

715 ricchezza.

PATRIARCATO E VIOLENZA

Il patriarcato = sistema politico retto da uomini in cui le donne hanno uno status sociale politico inferiore, ivi compresi i diritti

umani di base.

Le società che presentano un'affermata struttura patrilineare-patrilocale, con molte guerre e escursioni tra villaggi, sono

720 tipiche del patriarcato. La violenza domestica avviene senz'altro in ambienti familiari neolocali-nucleari come i nostri.

La stratificazione di genere è di solito minore in società matrilineari, matrifocali e bilaterali dove le donne hanno ruoli

importanti nell'economia e nella vita sociale.

Tuttavia, nel mondo moderno, questi ambienti sono in diminuzione. Le famiglie isolate e le forme sociali patrilineari si sono

725 diffuse a spese della matrilinearità. 15

Con la diffusione del movimento dei diritti delle donne e del movimento dei diritti umani, è aumentata l'attenzione alla

violenza domestica e all'abuso sulla donna.

730 ORIENTAMENTO SESSUALE

Orientamento sessuale = abituale attrazione sessuale e attività sessuale di una persona con un individuo del sesso opposto

(eterosessualità), del proprio sesso (omosessualità) o di entrambi i sessi (bisessualità). Anche l'asessualità è un

orientamento sessuale.

735 Ogni tipo di desiderio e di esperienza ha significati diversi per gli individui e per i gruppi. Alcuni ritengono che l'orientamento

sessuale sia determinato da una base biologica, ma finora non ci sono abbastanza prove al riguardo. Quello che si può dire

è che tutte le attività e le preferenze umane, inclusa l'espressione erotica, sono apprese, malleabili e culturalmente

condizionate. In ogni caso, qualunque siano le ragioni di una variazione individuale, la cultura svolge sempre un ruolo nel

740 plasmare i bisogni sessuali individuali a favore di una norma collettiva (che varia da società a società).

Variazioni delle norme sessuali da società a società e nel tempo

Studio transculturale Ford e Beach, 1951: scopre importanti variazioni nelle attitudini verso la masturbazione, la zooerastia e

l'omosessualità.

All'interno della società degli USA: le attitudini verso il sesso differiscono nel tempo e per condizione

745 socioeconomica, regione e ambiente rurale versus ambiente urbano.

* Anni 50: Il 92% dei maschi statunitensi ammette di masturbarsi; il 54% delle donne statunitensi ammette di

masturbarsi.

Rapporto di Kinsey, 1948: varie forme di attività sessuale con lo stesso sesso sono considerate accettabili e normali.

750 All'interno della società USA: il 37% degli uomini ha avuto almeno un rapporto sessuale con orgasmo con un altro

uomo; il 26% delle donne ha avuto almeno un'attività con un'altra donna.

Qualche volta le relazioni sessuali implicavano la tecnica del bardache: uomini che vestono e vivono come donne (raramente

755 accade il contrario).

La flessibilità nell'espressione sessuale sembra essere un aspetto della nostra eredità di primati. Infatti, sia l'attività sessuale

con lo stesso sesso che la masturbazione esistono tra gli scimpanzé ed altri primati.

Il nostro potenziale sessuale di primati e tuttavia, comunque, plasmato dalla cultura, dall'ambiente e dalla necessità

760 riproduttiva. Il coito eterosessuale è praticato in tutte le società umane, così come i ruoli di genere e attitudini, componente

sessuale e dell'identità umana sono indirizzati e limitati dalla cultura e dall'ambiente.

XII

SPIEGARE I TABU'

765 In tutte le culture l'incesto è vietato.

Dagli studi sui primati emerge che i maschi adolescenti o le femmine spesso abbandonano il gruppo nel quale sono nati;

un'emigrazione che, pur riducendo la frequenza delle unioni incestuose, non le elimina del tutto.

Da uno studio transculturale su 87 società è risultato che in molte di esse veniva praticato l'incesto.

770 Pare che nell'antico Egitto il matrimonio fra fratelli fosse consentito non soltanto all'interno della famiglia del sovrano, ma

anche presso la gente comune.

Secondo Anna Meigs e Kathleen Barlow, l'incesto padre-figlia si verificherebbe con maggiore frequenza nel caso di patrigni

775 membri di famiglie con maschio non biologico, ma anche nel caso di padri biologici, soprattutto quelli che, durante l'infanzia

16

delle loro figlie, erano assenti o si prendevano poca cura di esse.

L'incesto si verifica con minore probabilità quando è il padre ad accudire principalmente le figlie fra i quattro e i cinque anni.

Studi transculturali indicano che l'incesto e il cercare di evitarlo dipendono dalle strutture di parentela. Il rischio di incesto

780 padre-figlia si associa a strutture familiari nucleari di tipo patriarcale, mentre la tendenza culturalmente definita è di evitare

l'incesto fratello-sorella nelle società con strutture familiari più estese come clan e lignaggi.

1. L'ORRORE ISTINTIVO

I primi antropologi sostenevano che il tabù dell'incesto è universale in quanto istintivo è l'orrore che si prova nel confronti di

785 esso.

Obiezioni: ma ciò che è culturalmente universale, non necessariamente è frutto dell'istinto. E comunque non sarebbe

giustificata la frequenza con cui questo avviene.

Inoltre, in alcune società è possibile sposare i propri cugini incrociati e non quelli paralleli. L'istinto, però, non sarebbe in

grado di distinguere tra queste due categorie di cugini.

790 Perciò, negli esseri umani sono le tradizioni culturali a determinare con quali parenti i rapporti sessuali vadano considerati

incestuosi.

2. LA DEGENERAZIONE BIOLOGICA

Secondo questa teoria, il tabù dell'incesto nacque quando l'uomo primitivo notò che da unioni incestuose nasceva prole

795 anormale. Per evitare ciò, egli le avrebbe vietate ai figli.

Nonostante sia appurato scientificamente che da unioni di questo tipo si abbiano risultati potenzialmente dannosi, i modelli

coniugali umani si basano più su specifiche credenze culturali che su timori universali circa il degenerazione biologico.

800 3. DESIDERIO E DISDEGNO

Sigmund Freud: i figli provano desideri sessuali nei confronti dei loro genitori, desideri che, crescendo, reprimono o

risolvono.

Bronislaw Malinowski: i figli sarebbero disposti a esprimere i loro desideri sessuali con membri della famiglia, in virtù

805 dell'affetto e dell'intimità già esistenti. Ciò però non avviene per non minare l'equilibrio della famiglia.

Westermack: è improbabile che i figli siano attratti da coloro con i quali sono cresciuti. Questo perché una vita di rapporti

"speciali" di tipo non sessuale renderebbe meno accattivante l'idea di avere rapporti sessuali con un membro della famiglia.

810 La domanda non trova risposta definitiva.

L'ESOGAMIA

Esogamia = costringere le persone a scegliere il proprio coniuge al di fuori dei propri gruppi di paarentela. In questo modo si

815 ottengono maggiori vantaggi estendendo i rapporti pacifici a una rete più ampia di gruppi.

Il ruolo del matrimonio è quindi di quello di creare e mantenere alleanze.

L'esogamia, inoltre, oltre a svolgere una funzione socio-politica, assicura il mescolamento genetico fra gruppi, mantenendo

perfetta la specie umana.

L'ENDOGAMIA

820 Endogamia = accoppiamento o matrimonio all'interno del proprio gruppo di appartenenza. E' più frequente dell'esogamia.

Nella nostra società classi e gruppi etnici sono gruppi semi-endogami: i membri di un gruppo etnico o religioso spesso

vogliono che i loro figli si sposino all'interno del loro gruppo di appartenenza, sebbene molti di essi poi non lo facciano.

17

Omogamia = sposare un consimile (tipo tra membri della stessa classe sociale). Esiste, infatti, una correlazione fra status

825 socioeconomico (SSE) ed educazione: gli individui tendono ad avere simili aspirazioni dal punto di vista dell'istruzione, a

frequentare le stesse scuole e ad aspirare a carriere simili.

Il matrimonio omogamo può contribuire a concentrare le ricchezze all'interno delle varie classi sociali e a rinforzare il sistema

della stratificazione sociale.

830 LE CASTE

Il sistema delle caste è stato formalmente abolito nel 1949, anche se la sua struttura e i suoi effetti permangono nel tempo.

Caste = gruppi stratificati, l'appartenenza ai quali viene attribuita al momento della nascita e rimane tale per tutta la vita.

835 Le caste indiane sono raggruppate in cinque grandi categorie o varna, ciascuna delle quali comprende un gran numero di

sottocaste (jati). Spesso le caste sono contraddistinte da una specializzazione lavorativa. La convinzione che unioni sessuali

fra individui di diverse caste siano fonte di impurità rituale per coloro delle caste più elevate è stata importante per il

mantenimento dell'endogamia e delle differenze sociali di generi.

840 Sebbene le caste siano gruppi endogamici, molte di esse sono internamente suddivise in lignaggi esogamici: secondo la

tradizione gli indiani dovevano sposare un membro di un altro gruppo di discendenza appartenente alla stessa casta.

L'ENDOGAMIA REGALE

Praticata in poche società con il matrimonio fratello-sorella, è simile all'endogamia castale.

845 Funzioni manifeste e funzioni latenti

Funzione manifesta di un'usanza = ragioni che gli individui di tali società le attribuiscono.

Funzione latente di un'usanza = effetto che l'usanza ha sulla società ma anche che i suoi membri non menzionano o del

850 quale sono addirittura ignari.

L'endogamia regale illustra questa distinzione.

* Gli hawaiani e altri abitanti della Polinesia credevano nel mana (potere impersonale nelle cose e nelle persone), che

distingueva le persone e le rendeva sacre.

855 F. manifeste: nessuno aveva più mana del loro capo e il numero di mana dipendeva dalla genealogia. Perciò,

siccome il numero di mana più alto (dopo quello del capo) era quello dei suoi fratelli e sorelle, per tradizione il

matrimonio più appropriato era tra fratelli e sorelle.

F. latenti: l'endogamia regale aveva anche funzioni latenti, ossia ripercussioni di tipo politico. Infatti, dal momento

che il mana era ereditario e i coniugi avevano i genitori in comune, entrambi erano sacri in egual misura. Di

860 conseguenza anche la loro prole ereditava questo patrimonio e il diritto di governare diveniva così intoccabile.

Invece, nel caso in cui il re avesse preso in moglie una donna con meno mana del suo, ci sarebbero poi stati

problemi con i figli di sua sorella, perché avrebbero potuto anche loro avere diritto a governare.

L'endogamia è stata praticata anche in altri regni, incluse famiglie reali europee che, però, ricorrevano al matrimonio tra

865 cugini e non tra fratelli.

DIRITTI CONIUGALI E MATRIMONI OMOSESSUALI

Edmund Leach ha osservato che i diritti conferiti dal matrimonio si differenziano a seconda della società e che il matrimonio

può (ma non sempre) sancire quanto segue:

870 * Stabilire il padre legale dei figli di una donna e la madre legale di quelli di un uomo.

* Conferire a uno o entrambi i coniugi il monopolio della sessualità dell'altro.

18

* Conferire a uno o entrambi i coniugi il diritto al lavoro dell'altro.

* Stabilire un fondo congiunto di proprietà a beneficio dei figli.

* Stabilire una "relazione di affinità" socialmente rilevante fra coniugi e parenti.

875 Che cosa succede nel momento in cui i matrimoni omosessuali, in genere illegali, vengono legalizzati? Un matrimonio fra

individui dello stesso sesso è in grado di stabilire la genitura legale di figli nati da uno o entrambi i coniugi dopo la formazione

della coppia?

Nel momento in cui i matrimoni omosessuali vengono legalizzati, la struttura sociale della parentela potrebbe facilmente

880 rendere genitori entrambi i coniugi.

I matrimoni omosessuali possono conferire a ciascun coniuge il diritto sulla sessualità dell'altro: infatti gay e lesbiche, non

potendo sposarsi legalmente, ricorrono a vari espedienti, come le nozze simulate, per dichiarare il loro desiderio di una

relazione monogama.

885 Matrimoni omosessuali nel mondo: dove vengono approvati

14. 2000: nel Vermont (USA)

15. 2001: in Olanda

16. 2003: in Belgio

890 17. 2003: nell'Ontario (Canada)

18. 2005: in tutto il Canada

19. 2005: in Spagna

20. 2010: in Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire e New Jersey

21. In Gran Bretagna, Francia, Germania, paesi scandinavi e Portogallo sono previste unioni di fatto.

895 Matrimoni omosessuali nel mondo: dove vengono respinti

22. In 19 Stati degli USA la legislazione viene modificata a sancire unioni esclusivamente eterosessuali

23. 2008: in California la popolazione si esprime contro l'unione omosessuale (52% vs 48%)

La legalizzazione dei matrimoni omosessuali può conferire a ciascun coniuge il diritto al lavoro dell'altro coniuge e ai frutti di

900 esso. Alcune società hanno consentito il matrimonio fra membri dello stesso sesso biologico, i quali, tuttavia, potrebbero

essere considerati appartenenti a un genere diverso, socialmente costruito.

Berdache = terzo genere riconosciuto da molti gruppi indigeni americani. Si trattava di uomini biologici che assumevano molti

905 degli atteggiamenti e dei compiti femminili.

Talvolta essi sposavano degli uomini e nella coppia essi svolgevano il ruolo tradizionalmente assegnato alla moglie.

Che cosa succede nel momento in cui bisogna stabilire un fondo congiunto di proprietà a beneficio dei figli? Anche in questo

caso le coppie omosessuali sono penalizzate, in quanto, in caso di figli, le proprietà vengono trasmesse loro separatamente

910 e non congiuntamente.

Infine, vi è da stabilire una "relazione di affinità" socialmente rilevante fra i coniugi e i loro parenti.

Si dicono affini i parenti acquisiti tramite il matrimonio, come per esempio i cognati e le cognate. Però, molti genitori diffidenti

delle scelte sessuali e di vita dei propri figli, possono non riconoscere una relazione di affinità con i loro eventuali partner

915 omosessuali. 19


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marcyt94

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture per il turismo
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcyt94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Bonato Laura.

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