Lezione: 05/03/2019 - La riclassificazione del bilancio
La riclassificazione dello stato patrimoniale: obiettivi, modalità e problemi
Prospetto di raccordo tra stato patrimoniale e schema riclassificato secondo il criterio della pertinenza gestionale (cap. 7 paragrafi 7.1, 7.3).
Stato patrimoniale e stato patrimoniale riclassificato
A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti. Nel caso in cui i valori in oggetto non riducono i mezzi propri, sono da considerarsi extra caratteristici. Pag. 141 e pag. 89.
Nelle immobilizzazioni finanziarie posso scegliere se riclassificarle nelle attività operative non correnti oppure nelle attività extra caratteristiche.
Difficoltà applicative
Alcune difficoltà applicative per l'applicazione del criterio della pertinenza gestionale. La classe Partecipazioni: l'acquisizione di quote di capitale in altre imprese può essere funzionale all'attività tipica oppure rappresentare un investimento di specie patrimoniale, cioè accessorio rispetto al core business e, pertanto, extra caratteristico.
- La tipologia di gruppo: in quelli integrati, le partecipazioni sono generalmente riconducibili alla gestione caratteristica.
- L'attività svolta: Difficoltoso è definire il core business in presenza di significativi gradi di diversificazione dell'attività.
- La quota di partecipazione: al crescere della percentuale si presume l'appartenenza alla gestione tipica, anche se non vi sono automatismi in tal senso.
Attivo circolante
Pag. 142 schema. Lo riclassifico nelle attività operative correnti o in alcuni casi nelle attività extra caratteristiche.
Debiti
Devo distinguere la natura finanziaria oppure no. Se il debito è finanziario rientra nelle categorie delle passività non correlate alle attività operative. Invece se il debito è di funzionamento rientra nella categorie delle passività correlate alle attività operative.
- Debito finanziario passività NON correlate alle attività operative.
- Debito NON finanziario, di funzionamento passività correlate alle attività operative.
Un altro modo di riclassificazione
Un altro modo per riclassificare lo stato patrimoniale secondo il criterio di pertinenza gestionale. Cap 3 (2° libro).
Riorganizza le voci dell’attivo e del passivo ripartendole in classi omogenee attinenti alle diverse aree della gestione aziendale:
- Area operativa
- Area extra caratteristica (o accessoria)
- Area finanziaria
- Area straordinaria
- Area tributaria
Riclassificazione secondo la pertinenza gestionale
La riclassificazione dello stato patrimoniale con il criterio della pertinenza gestionale evidenzia:
- Capitale circolante netto operativo (o capitale circolante netto commerciale)
- Posizione finanziaria netta
Capitale circolante netto operativo = CCNO = Crediti commerciali + magazzino + anticipi a fornitori + anticipi a fornitori + ratei e risconti attivi - debiti commerciali - anticipi da clienti - ratei e risconti passivi.
Il CCNO non comprende alcuna componente di natura finanziaria. A differenza del capitale circolante netto, CCN, (attivo a breve passivo a breve), vengono esclusi tutti i debiti e i crediti finanziari a breve termine e le quote correnti dei debiti a medio-lungo termine.
Obiettivo Determinare il capitale circolante netto relativo alla sola attività commerciale, separandolo dall'attività finanziaria.
Il CCNO evidenzia gli investimenti netti che derivano dall'attività commerciale e il fabbisogno finanziario che tali investimenti generano.
Incremento del CCNO
L'incremento del CCNO può avere una duplice lettura:
- L'incremento dei volumi di attività aumenta il CCNO. È da considerarsi positivamente fisiologico e viene interpretato.
- L'allungamento del ciclo operativo in termini di lenta rotazione dei crediti o del magazzino patologico, aumenta il CCNO. È considerato e richiede un intervento per la sua riduzione, possibile, in particolare, velocizzando la tempistica nell'incasso dei crediti.
Il CCNO che aumenta progressivamente perché vi è difficoltà nell'incasso dei crediti, porta una crescita del fabbisogno finanziario.
Posizione finanziaria netta (PNF)
Posizione Finanziaria Netta = (PNF) Cassa e banche (Disponibilità liquide immediate), + Titoli a elevata negoziabilità (titoli di stato e titoli quotati sui mercati regolamentati), + Crediti finanziari a breve, - Finanziamenti a breve termine da banche e altri finanziatori, - Quote correnti su debiti di finanziamento a medio-lungo termine = Posizione Finanziaria Netta a Breve (o disponibilità monetaria netta), + Crediti finanziari a medio/lungo termine, - Passività finanziarie a medio/lungo termine, = Posizione Finanziaria netta.
PNF > 0 indica che le attività liquidabili e finanziarie superano la massa del debito. PNF = 0 indica che le attività liquidabili e finanziarie pareggiano la massa del debito. PNF < 0 indica che le attività liquidabili e finanziarie sono superate dalla massa del debito.
Disponibilità monetaria netta
Disponibilità monetaria netta = Cassa e banche, + Titoli a elevata negoziabilità (titoli di stato e titoli quotati sui mercati regolamentati), + Crediti finanziari a breve, - Finanziamenti a breve termine da banche e altri finanziatori, - Quote correnti su debiti di finanziamento a medio-lungo termine.
La disponibilità monetaria netta determina quando le attività finanziarie a breve sono superiori alle passività finanziarie a breve, individua la liquidità a disposizione potenzialmente e concretamente alla fine dell’esercizio.
I crediti finanziari a breve sono maggiori dei debiti di finanziamento a breve.
Riclassificazione secondo il criterio funzionale
La riclassificazione dello stato patrimoniale con il criterio funzionale, evidenziando gli aggregati CCNO e Disponibilità monetaria netta.
| Impieghi | Fonti |
|---|---|
| 1. Disponibilità monetaria netta | 5. Debiti finanziari a medio-lungo termine |
| 2. Capitale circolante netto commerciale | 6. Capitale netto |
| 3. Immobilizzazioni caratteristiche | |
| 4. Attività (immob.ni) extracaratteristiche |
Posizione finanziaria netta di breve termine
Quando le attività finanziarie a breve sono inferiori rispetto alle passività finanziarie a breve, determinando un deficit nella disponibilità monetaria netta.
| Impieghi | Fonti |
|---|---|
| 2. Capitale circolante netto commerciale | 1. Posizione finanziaria netta (di breve termine) |
| 3. Immobilizzazioni caratteristiche | 5. Debiti finanziari a medio-lungo termine |
| 4. Attività (immob.ni) extra caratteristiche | 6. Capitale netto |
Se Considerati anche i crediti e i debiti finanziari a medio e lungo termine, sto parlando di: Posizione Finanziaria netta (comprensiva di crediti e debiti di medio-lungo termine) = Indicatore generale dell’indebitamento finanziario netto complessivo dell’impresa.
| Impieghi | Fonti |
|---|---|
| 2. Capitale circolante netto | 1. Posizione finanziaria netta |
| 3. Immobilizzazioni caratteristiche | 5. Capitale netto |
| 4. Attività (immob.ni) extracaratteristiche |
La posizione finanziaria netta (PFN) quando non diversamente specificato, viene considerata comprensiva anche dei crediti e dei debiti finanziari a medio-lungo termine. La PFN è un indicatore generale dell’indebitamento finanziario netto complessivo dell’impresa, dovrà essere rimborsato ai finanziatori ed è produttivo di oneri finanziari.
La PFN è utilizzata per esprimere giudizi sulla solvibilità dell’impresa e messa in rapporto con i margini operativi della stessa ricavabili dal conto economico riclassificato e, in particolare, con il Margine Operativo Lordo (MOL).
È necessario valutare il numero di anni che servono all’impresa per rimborsare, attraverso i flussi finanziari generati dalla gestione operativa, i debiti finanziari in precedenza contratti. PFN/MOL. Tanto minore è il risultato del rapporto tanto più l’impresa riesce a rimborsare rapidamente i debiti finanziari contratti.
Il MOL mi esprime la redditività operativa dell’azienda al lordo degli accantonamenti e ammortamenti.
Esercizio
Posizione Finanziaria Netta = Casse e banche = 8.290 + Titoli a elevata negoziabilità = 3.980 + altro = 65 + crediti finanziari a breve = 0 Totale = 12.335 - Obbligazioni a breve = 3.446 - Banche Passive a breve = 4.717 - Altri finanziamenti a breve = 5.873 Totale = 14.036.
POSIZIONE FINANZIARIA NETTA A BREVE = -1.701 + Crediti finanziari a medio/lungo termine = 0 - Obbligazioni a medio/lungo termine = 32.401 - banche passive a medio/lungo termine = 7.446 (passività consolidate) - Altri Finanziamenti a medio/lungo termine = 1.511 (passività consolidate) Totale = 41.358 – POSIZIONE FINANZIARIA NETTA = -43.059 (-41.358 1.701 = - 43.059).
PFN/MOL = 43.059/5.000 = 8,6. L’azienda non è in buone condizioni. L ci mette 8 anni e 6 mesi a rimborsare il prestito quindi sicuramente la banca sarà diffidente a concedere il prestito.
Lezione: 06/03/2019
Valutazione della posizione finanziaria netta
Devo valutare i valori della posizione finanziaria netta nel corso degli anni e se è positiva o negativa. Se si incrementa in modo negativo, la situazione va tenuta sotto controllo. La posizione finanziaria netta va presa nello stato patrimoniale riclassificato con il metodo della pertinenza gestionale.
Il criterio della pertinenza gestionale divide le attività in: operative ed extra-caratteristiche. Le attività operative sono divise a sua volta in: correnti e non correnti. Le passività sono divise in: passività correlate all’attività operativa e non correlate all’attività operativa.
Continuo esercizio
+ Crediti commerciali = 26.895 + Prodotti finiti = 0 + Prodotti semilavorati = 71 + Materie prime = 2.350 + Anticipi a fornitori = 149 + Ratei e risconti attivi = 157 Totale = 29.622 - Fornitori = 9.767 - Debiti v/imprese collegate = 2.921 - Altri debiti = 11.605 solo la parte a breve - Anticipi da clienti = 358 - Ratei e risconti passivi = 1.298 - Debiti tributari = 1.430 (a breve termine) - Debiti previdenziali = 215 (a breve termine) Totale = 27.594.
CCNO = 2.028.
Gestione operativa corrente
Crediti commerciali (+) Magazzino (-) Debiti commerciali = Capitale circolante netto commerciale (+) Crediti diversi operativi correnti (-) Debiti diversi operativi correnti (CCNO) = Capitale circolante netto operativo.
Non posso trovare delle voci a medio/lungo termine perché sto calcolando il CCNO, tutte le voci devono essere a breve termine e di natura operativa.
Il capitale circolante netto commerciale prende in considerazione solo la parte commerciale. Se considero anche i crediti/debiti diversi operativi correnti, sono compresi nel CCNO.
| Impieghi | Fonti |
|---|---|
| 2. Capitale circolante netto = 2.028 | 1. Posizione finanziaria netta = 43.059 (Non metto il segno negativo perché mi trovo nelle fonti) |
| 3. Immobilizzazioni caratteristiche = 93.606 | 5. Capitale netto = 52.575 |
| 4. Attività (immob.ni) extra-caratteristiche = 0 |
TOTALE = 95.634 TOTALE = 95.634.
Mi rimane fuori la gestione operativa strutturale.
Gestione operativa strutturale
Nella gestione operativa strutturale non tengo conto della parte finanziaria però devo andare a rettificare i valori che mi restano fuori della parte dei debiti a medio/lungo termine che si riferiscono alla gestione operativa.
Gestione operativa strutturale = + Immobilizzazioni materiali = 76.389 + Immobilizzazioni immateriali = 29.485 + Immobilizzazioni finanziarie = 7.765 - TFR = 2.585 (solo la parte a medio/lungo termine) - Fondi rischi ed oneri = 16.565 (passività correlate, criterio finanziario) - Altri debiti = 883 (passività consolidate, criterio finanziario) Totale = 93.606.
Attività operative non correnti nette delle passività operative a medio/lungo termine.
Capitale investito netto operativo
Capitale circolante netto e immobilizzazioni caratteristiche (2 e 3) corrisponde al: Capitale Investito netto operativo (attività operative - passività operative).
Con questo si conclude la riclassificazione dello stato patrimoniale secondo il criterio della pertinenza gestionale.
La riclassificazione del Conto Economico
La riclassificazione del conto economico deriva dall'influenza combinata dei risultati delle attività ascrivibili a:
- Reddito Netto Gestione Caratteristica o tipica
- Gestione accessoria o patrimoniale (compresi i proventi finanziari)
- Oneri Finanziari (conseguenze economiche delle scelte sulle fonti di finanziamento)
- Gestione straordinaria
- Gestione Tributaria
Gestione caratteristica
1. Attività tipica di un’impresa. 2. Attività che genera i rapporti di scambio operativi con i clienti e con i fornitori e che generalmente identifica l’impresa all’esterno: da essa dipende la continuità aziendale e il successo duraturo. 3. I risultati negativi emergenti da questa gestione esprimono un’evidente situazione di criticità.
Gestione complementare e accessoria o patrimoniale
Sono ad essa riconducibili i seguenti investimenti: immobiliari (edifici non strutturali), mobiliari (titoli), in partecipazioni, in altre attività finanziarie (crediti finanziari e bancari). A questi si aggiungono anche i risultati di attività marginali o temporanee. Di norma, le singole operazioni non si svolgono secondo fasi preordinate e con continuità. Non è qualcosa che si svolge sempre.
Gestione finanziaria
1. Insieme delle operazioni finalizzate al reperimento delle risorse finanziarie (a cui sono correlati gli oneri finanziari). 2. È da ritenersi gestione autonoma anche se fortemente correlata alla caratteristica e alla patrimoniale.
Gestione straordinaria
1. Le operazioni straordinarie presentano la caratteristica di non ripetibilità e/o di eccezionalità, (svalutazioni, plusvalenze, minusvalenze ecc) e di non controllabilità (furto, incendio). 2. Tutti i costi e i ricavi che si formano nel predetto ambito sono inseriti nell’area straordinaria.
Gestione tributaria
1. Si ricollega, in via prevalente, alle imposte sul reddito. 2. È considerata quale ultima componente perché pur essendo ordinaria, è influenzata anche dai valori di costo e ricavo straordinari.
La qualità del reddito
Il nostro interesse: voglio comprendere come si è formato, per giudicare l'efficienza e l'efficacia della gestione e capire se si potrà riformare. Per fare ciò devo andare a riclassificare il conto economico. L’azienda guadagna?
Riclassificazione del conto economico
La riclassificazione del Conto Economico in base al: VALORE AGGIUNTO.
Obiettivo della riclassificazione del conto economico in base al criterio del “VALORE AGGIUNTO”, è quello di determinare la maggior ricchezza prodotta dall’impresa rispetto a quella acquisita da terze economie (Valore aggiunto) e che viene attribuita ai diversi fattori produttivi.
Analizza il processo di produzione e distribuzione della ricchezza:
- Ricavi netti
- Variazione delle rimanenze prodotti finiti
- Variazione delle rimanenze prodotti corso lavorazione
- Variazione lavori in corso su ordinazione
- Incrementi per lavori interni (è lo stesso che trovo nel conto economico)
- Valore della produzione
- Acquisti
- Variazione delle rimanenze materie prime ecc.
- Prestazione di servizi
- Altri costi per fattori acquisiti all’esterno
Valore Aggiunto (viene distribuito in) (-) Costo del lavoro Margine Operativo Lordo (MOL) (-) Ammortamenti (-) Accantonamenti Risultato operativo della gestione caratteristica (ROGC).
Il Valore Aggiunto (VA) = valore della produzione - costi esterni. Mette in evidenza il valore che l’impresa, con i propri fattori (interni), aggiunge a quello delle risorse periodicamente ottenute dall’esterno.
Destinatari del valore aggiunto
I destinatari del valore aggiunto sono riconducibili a due tipologie:
- Le risorse interne che l’hanno generato (lavoro e azienda inteso come capitale tecnico)
- Gli altri destinatari che non incidono direttamente su di esso ma ne beneficiano, mettendo a disposizione le risorse (finanziatori e soci) o le condizioni esterne (stato) necessarie per lo svolgimento dell’attività.
Lezione: 12/03/2019
L’importanza dell’analisi di bilancio
Nell’attuale contesto economico e finanziario in continua evoluzione, l'analisi di bilancio è fondamentale.
Il ruolo del CFO
CFO = Chief Financial Officer = Direttore finanziario.
- Principali problematiche delle aziende italiane ad oggi
- Situazione attuale delle aziende marchigiane
- Spread
- Rating
- Rapporto Banca impresa
Spread
SPREAD = GAP = “DIFFERENZIALE” di prezzo (Delta). Nasce dal confronto tra due titoli della stessa natura che di norma sono delle obbligazioni di cui una presa a riferimento.
Uno degli spread più noti è quello tra il BUND decennale tedesco e lo stesso titolo di stato emesso dall'Italia. La differenza tra il rendimento del BTP decennale italiano e quello tedesco sta a indicare proprio lo spread che per gli investitori rappresenta un parametro chiave nelle scelte di investimento in titoli del debito sovrano. Il Bund decennale tedesco viene preso a riferimento per gli spread sul debito sovrano in quanto oggi i titoli di Stato della Germania sono quelli più riconosciuti.
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